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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'ennesima commedia di Brizzi che s'interroga sull'età, il tempo passato e la giovinezza. Lo fa senza cercare la risata a ogni costo, provando a giocare sull'ovvia difficoltà nel prendere consapevolezza degli anni che avanzano. C'è chi (Ferilli) con una certa ritrosia fa tesoro dei consigli di un'amica che le suggerisce di trovarsi un "toy-boy", chi (Teocoli) individua nella corsa e nell'alimentazione sana il mezzo per mantenersi in forma anche a 70 anni, chi (Bentivoglio) sta con una ventenne ma cede alla complicità di una quarantottenne con cui poter condividere le stesse passioni ed esperienze (come dimenticare la “Total eclipse of the Heart” di Bonnie Tyler?), chi ancora (Lillo) pensa che per mostrarsi giovani sia sufficiente lavorare...Leggi tutto come DJ in radio sciorinando inglesismi e neologismi. Ognuno di loro nasconde un tallone d'Achille che la storia provvederà a mettere in evidenza. Tra tutti chi forse più centra la malinconia che sembra sottesa all'intera operazione è la Ferilli, soddisfatta sul piano fisico ma umiliata dall'amica (Ranieri) quando si scopre che il "toy boy" è proprio il figlio di quest'ultima (secondo una di quelle coincidenze che si verificano solo al cinema!). Ancora attraente ma non certo ritenuta adatta per un ragazzo di vent'anni, scoprirà suo malgrado quanto sia la morale comune e non il partner a decidere quando "non è il caso". Più banale e nemmeno troppo sollevato dalla presenza del pur bravo Fresi (il marito della figlia) l'episodio con Teocoli, scontatissimo nella sua progressione e nel descrivere i primi chiari sintomi di vecchiaia destinati a frenare l'esuberanza fisica del settantenne con velleità da maratoneta. Lillo ha il compito di puntare più di tutti sul comico, ma la sceneggiatura non gli è troppa amica: perso il lavoro alla radio dove lavorava da anni, proverà a bussare alla porta di concorrenti più "settoriali", da sfruttare in chiave caricaturale: la radio gay, quella heavy metal... L'unico momento davvero riuscito arriva grazie al cameo di Frassica: si occupa di provinare Lillo per una sorta di Radio Maria ponendogli quiz fantozziani e condendoli con i soliti strepitosi non-sense; ma il merito della riuscita dello sketch pare più di Frassica che di un copione povero di gag all'altezza delle potenzialità del protagonista. A Bentivoglio il segmento che lega le due diverse anime: quella più disimpegnata e quella più "psicologica": le gag non mancano, ma dispiace non si riesca a calcare la mano quando è il momento, quando cioè il gioco di equivoci aprirebbe al divertimento vero (nella casa del vicino Riccardo Rossi, a teatro con le due donne...). L'effetto nostalgia è affidato soprattutto alle musiche, a cominciare da Bonnie Tyler (che si sente perfettamente persino quando esce da un mangiadischi) per continuare col tormentone dei Supergrass (“Alright”), con una cover scadente della memorabile “Forever Young” degli Alphaville e un finale che aggancia l'ultima battuta alla “Video Killed The Radio Stars” dei Buggles, autentico inno generazionale. Da Brizzi, almeno in sceneggiatura, è lecito attendersi di più.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/03/16 DAL DAVINOTTI
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Piero68 14/02/17 09:17 - 2851 commenti

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A dire il vero questa volta Brizzi mi ha stupito in positivo. Sceglie un argomento frivolo ma comunque attuale e scivoloso, riuscendoci a costruire sopra una commedia corale con storie discrete e che hanno comunque tutte un minimo comune denominatore. Il cast (stranamente) funziona e Bentivoglio, finalmente senza la Morante tra le scatole, si dimostra comico capace dimostrando di conoscere sempre i tempi giusti per strappare la risata. Anche i camei di Frassica e Rossi si dimostrano un vaolre aggiunto e funzionano. Un passo avanti per Brizzi!
MEMORABILE: La proposta indecente di Bentivoglio a Rossi, aiutata da 2000 euro; Il colloquio di Lillo per lavorare nella radio che trasmette solo Carrà.

Markus 13/03/16 10:37 - 3467 commenti

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Come diceva qualcuno "invecchiare fa schifo"; ecco dunque che, con risultatati diversi e nella consueta formula degli episodi incrociati, viene stillato una sorta di spaccato sull'argomento. Salta ahimé subito all'occhio che la vicenda (anche non banale) si poteva e doveva affrontare con maggior cura nella sceneggiatura e nei personaggi; invece il regista abbozza solo delle caricature e il nocciolo dolce-amaro della questione si riduce a un campionario di macchiette. Brizzi perde l'occasione di strizzare l'occhio alla distribuzione estera.

Parsifal68 13/03/16 19:14 - 607 commenti

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Fausto Brizzi è sopra la media dei registi italiani contemporanei e lo dimostra con questa commedia molto fresca e briosa che strappa più di una risata con situazioni divertenti e personaggi che simpaticamente non vogliono crescere. E' talmente talentuoso che ritaglia su Bentivoglio, altrimenti attore drammatico, un vestito comico che stupisce. Il vero asso nella manica però è Lillo, ancora una volta divertentissimo, mentre Teocoli appare poco credibile. Andatelo a vedere!
MEMORABILE: La cena a casa di Luisa Ranieri con Lillo che si stupisce che il figlio non conosca i Pooh; Bentivoglio costretto a dividersi tra due donne.

124c 21/03/16 15:13 - 2822 commenti

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Il titolo prende spunto da una canzone degli Alphaville (qui rimpiazzata dalla cover di Nina Zilli - Grrr! -) e parla del tipico italiano di mezz'età che non vuol crescere. Fausto Brizzi ci presenta quattro episodi che s'intersecano fra loro e in cui svettano volti noti della commedia leggera. Un applauso per aver scartato i soliti Boldi e de Sica, ormai bolliti, in favore di attori come Bentivoglio, la Indovina e la Ranieri. Certo, si piazzano la Ferilli e Teo Teocoli, ma visti i ruoli ci possono stare; come Lillo, ottimo come giovanile deejay.

Paulaster 13/04/16 15:41 - 3415 commenti

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Nella disanima di uomini e donne maturi a rincorrere una giovinezza svanita ci si deve prestare a forzature narrative. Il reparto femminile funziona meglio in quanto le loro storie sembrano più plausibili. Teocoli è fuori età per un ruolo del genere, Lillo è peggio di una caricatura e Bentivoglio sforna una prestazione a cui gli riesce di dare un'anima; le giovani leve sono inguardabili a livello recitativo. Regìa con pochissime idee che usa le panoramiche per cambiare situazione.
MEMORABILE: Teocoli che dice di correre a 5 minuti al km è inverosimile.

Gabrius79 26/07/16 14:24 - 1291 commenti

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Considerato che da Fausto Brizzi ci si aspetterebbe qualcosa di meglio, qui ci troviamo di fronte a una serie di persone di mezza età e oltre che non hanno voglia di invecchiare. Sicuramente troviamo le migliori situazioni con Lillo, che ci regala qualche sana risata; anche Bentivoglio fa sorridere e forse meritava qualche momento più effervescente. La Ferilli e Teocoli si arrabattano come possono ma i loro episodi sono debolucci. Buone le musiche.

Galbo 27/07/16 06:35 - 11769 commenti

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L'illusione dell'eterna gioventù è un tema molto intrigante ma evidentemente non nelle corde del regista Brizzi che confeziona una pellicola che approccia l'argomento giusto un po' in superficie attraverso storie che in parte si incrociano tra loro. Passabile quella di Bentivoglio, anche e soprattutto per l'indiscussa bravura del protagonista, già meno accettabili quelle con Fresi e Teocoli e l'episodio con la Ferilli. Insopportabile quello con Lillo Petrolo a causa dell'estrema sciatteria della sceneggiatura, davvero minimale.

Pinhead80 17/02/17 20:21 - 4198 commenti

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Brizzi cerca a modo suo di raccontare in chiave moderna il più classico dei conflitti interiori dell'essere umano, ovvero quello di non riuscire ad accettare l'idea di non poter rimanere giovani per sempre. I personaggi però sembrano caricature mal riuscite che si arrampicano sugli specchi di una sceneggiatura stiracchiata che ha ben poco da dire. L'unico credibile è Bentivoglio nella parte dell'uomo maturo che gioca con le emozioni altrui. Qualche risata e poco di più.

Nando 20/02/17 08:20 - 3599 commenti

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Commediola sul desiderio di non invecchiare da parte di un gruppo di ultracinquantenni in quattro vicende concatenate fra loro. Ritmo blando con qualche sorriso strappato in alcune occasioni. Sempre bravo Bentivoglio, Ferilli che perde il confronto con la Ranieri, Teocoli lievemente ripetitivo e Lillo in una vicenda tendente al noioso. Nel complesso un'operazione nostalgia non proprio memorabile.

Hackett 21/03/17 18:13 - 1818 commenti

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Commediola all'italiana come se ne producono molte, ormai annualmente. Prendi un titolo che richiami una canzone nota, aggiungi volti conosciuti a un pubblico eterogeneo, agita bene con situazioni banali e piccole crisi d'identità di una generazione cresciuta a merendine del Mulino Bianco che non vorrebbe crescere mai. Critica della società? Forse tentata, ma è proprio in questo tipo di società che possono proliferare film come questi. Lillo si salva, Teocoli è bravo al cabaret ma recitare è un'altra cosa.

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Rambo90 7/11/17 01:21 - 6952 commenti

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Leggero senza lasciare il segno, perché Brizzi stavolta non approfondisce troppo bene i suoi personaggi, regalando sì molti sorrisi ma peccando in una superficialità che a fine film ti fa già scordare tutto. Il cast comunque è ben composto e grazie alla bravura di attori come Bentivoglio o di un Lillo solista molte battute vanno a segno. Anche il ritmo veloce svolge il suo compito e la visione in generale può piacere. Colonna sonora azzeccata.

Deepred89 23/02/19 01:02 - 3458 commenti

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Piccolo spaccato generazionale per una commedia a episodi intrecciati complessivamente riuscita, con storie semplici, scorrevoli e messe in scena con professionalità, in grado di far sorridere e riflettere pur senza mai scavare in profondità. Tra i vari episodi citiamo la vicenda adulterina di Bentivoglio, in cui appare netto il divario tra la notevole performance del protagonista e un soggetto la cui improbabilità scade a più riprese nell'irritazione. Mediamente discreto il resto del cast. Nella fascia alta del regista.

Dengus 4/05/21 09:21 - 361 commenti

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Un settantenne (Teocoli) salutista che non si arrende all'avanzare degli anni e rende infernale la vita al genero (Fresi); poi Bentivoglio fidanzato con la bellona ventennee c'è spazio anche per Lillo, dj radiofonico in declino. Infine, ecco la cinquantenne Ferilli che si relaziona con il figlio dell'amica Ranieri, che a sua volta va ancora a rimorchiare ragazzi nei locali. Il film scorre abbastanza bene grazie ai tempi comici di Lillo, Fresi, Bentivoglio e del redivivo Teocoli, quest'ultimo pienamente a suo agio nella parte. Simpatico, per una serata senza troppi pensieri.
MEMORABILE: La telefonata tra la Ferilli e la Ranieri, ignare di trovarsi nella stessa casa.

Silvestro 3/05/21 22:52 - 222 commenti

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La difficoltà di affrontare il peso degli anni che avanzano e la sindrome di Peter Pan: il film di Brizzi affronta queste tematiche senza particolare originalità ma con un certo brio che rende godibile la pellicola e gli permette di portare a casa la pagnotta senza troppi problemi. Ben assortito il cast, una garanzia la colonna sonora anni Ottanta. Niente di memorabile, ma piacevole

Nick franc 2/12/21 23:33 - 204 commenti

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Brizzi dirige quattro scialbi episodi con il comune denominatore di protagonisti che non accettano di invecchiare. Il film si snoda in maniera stanca e senza colpi d'ala significativi, a causa di una scrittura piatta e poco coinvolgente. Così il film risulta uno strano ibrido che gratifica poco sia sul piano tipicamente comico che su quello più serio e riflessivo. Il cast è piuttosto sprecato: il bravo Bentivoglio pare spaesato, il resto del cast è piuttosto sottotono. Due risate per merito di Lillo durante i colloqui,  per il resto buona la colonna sonora nostalgico/vintage.
MEMORABILE: Lillo durante i provini a Radio Carrà e a Radio Amen con Frassica; Il noioso guastafeste Riccardo Rossi.

Katullo 3/12/21 20:31 - 132 commenti

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Citare gli anni '80 attraverso quelli 2.0 può essere operazione delicatissima. Brizzi lo sa bene e apparecchia giusto due stuzzichini sfruttando il titolo melò dei teutonici Alphaville, stelle synthpop, e i Buggles di Trevor Horn, lasciando in bella vista un paio di Ray Ban sulla locandina. Per il resto le storie sono tutte attuali e più o meno plausibili: toy boys, crisi di mezza età, sindromi di Peter Pan e lo spauracchio del pensionamento degli stimoli e delle passioni. Introspezioni sdrammatizzate alla meglio, che si alternano tra il sottotono della regia e quello del cast.
MEMORABILE: Lillo che atterra il giovane dj e ci si tuffa sopra; Rossi, vicino di casa tanto petulante quanto corruttibile.

Reeves 5/12/21 18:06 - 860 commenti

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Come ormai è provato, invecchiare è la cosa che spaventa di più i protagonisti del cinema italiano. In questo caso Fausto Brizzi mette in scena le fobie dei personaggi interpretati da Sabrina Ferilli e Fabrizio Bentivoglio con una certa arguzia, anche se quelli che svettano veramente sono Stefano Fresi e Lillo. Ci si diverte e qualche situazione non è scontata. Non resterà nella storia del cinema, ma il suo compito lo svolge.
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