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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il film che apre, con enorme successo, la gloriosa stagione dello spaghetti western, non ha ancora completamente sviluppato quello che diventerà lo stile innovativo e imperioso di Sergio Leone. Certo, l'importanza dell'operazione non si discute e svecchia in un attimo il western un po' bolso tipico della maggior parte dei prodotti americani, pur tuttavia si basa ancora su una sceneggiatura fumosa, che rielabora senza troppa fantasia LA SFIDA DEL SAMURAI di Kurosawa (il quale giustamente intentò causa per plagio e la vinse) e fatica a seguire una traccia chiara ed efficace. Tanto che, in un'opera ancora immatura e poco indicativa della grandiosità di Leone, lo sforzo più importante,...Leggi tutto capace da solo di marchiare a fuoco il film e di scavare orgogliosamente un baratro tra il western italiano e americano, è quello del compositore Ennio Morricone: la sua colonna sonora, splendida come lo saranno tutte quelle scritte per Leone, è un gioiello che mostra già da sola un nuovo modo di intendere il genere. Poi c'è Clint Eastwood naturalmente, che si trasforma improvvisamente in un'icona del genere (e in futuro non mancherà mai di ringraziare Leone per questo) proponendo la sua maschera di pietra come prototipo ideale dell'eroe bastardo e cinico, figura cardine del nuovo modo di intendere il western. Volontè (è Ramon) non ha ancora modo di brillare e si trova a dover ricoprire un ruolo importante soprattutto nella seconda parte, quando ormai l'interesse è diminuito e il film si complica inutilmente senza riuscire a essere trascinate come vorrebbe.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Puppigallo 22/02/07 18:28 - 4485 commenti

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Robusto western di notevole livello, con un Clint perfetto nella parte del pistolero di ghiaccio. Bravo anche Volontè (il suo personaggio è sgradevolmente magnetico). Alcune frasi restano nella memoria ( "Devo ancora trovare un posto dove non ci sia un padrone", "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile…"). Quasi si respira l’aria calda e polverosa del luogo; Leone era un indiscusso maestro in questo. Ottima colonna sonora, che diventa parte intgrante della pellicola. Da vedere.
MEMORABILE: "Al mio mulo non piace la gente che ride; ha l'impressione che si rida di lui. Ma se gli chiedete scusa, ve la cavate con un paio di calci in bocca".

Il Gobbo 31/05/07 20:09 - 3011 commenti

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La Storia arriva a cavalcioni di un mulo. L'invenzione di un linguaggio, di un look visuale e sonoro (anche gli spari, nel western all'italiana, hanno un suono peculiare), di un attore, di un musicista; l'origine di un'influenza tenacissima, e che oggi è ancora viva e riappare nei luoghi più impensati. Decisamente quella proiezione pomeridiana di Yojimbo (che, a dar retta alle fanfaronate di presunti partecipanti, fu sovraffollata) ha dato buoni frutti.

B. Legnani 21/11/07 01:07 - 4672 commenti

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Uno dei film d’importanza capitale il cui valore assoluto è inferiore alla rilevanza. Certe cose sono formidabili (lo scambio dei prigionieri, il finale, la musica, la fotografia, alcune inquadrature che fanno accapponare la pelle), ma continua a lasciarmi perplesso il tonto comportamento delle due famiglie. Cose che succedono al cinema, ma mi pare che in un contesto di violenza e di rivalità acerrima sia un passaggio comunque forzato. Grande Volonté (specialmente quando è serio), molto interessante la Lozano (c’è in Borgorosso...).

Undying 10/12/07 15:16 - 3841 commenti

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Titolo fondamentale, poiché dopo il flop de Il Colosso di Rodi (1961) permette a Leone di esprimersi nel suo genere preferito. In effetti il plot è debole e di una semplicità disarmante (anche se questo è -con buona probabilità- uno dei motivi che rende popolare il titolo). Ottima la fotografia, così come lo scenario spagnolo (è girato in Almeria). Superiore a qualunque aspettativa l'utilizzo di una colonna sonora (opera del grande Morricone) in grado di modificare, da qui in poi, il senso del western in particolare e del cinema tutto in generale...

Homesick 1/01/08 11:33 - 5737 commenti

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Benché in precedenza ce ne fosse già stato qualche esempio, è con questo film che nasce in grande stile un nuovo genere: il western all’italiana, così diverso dal suo “padre” americano e destinato ad influenzarlo profondamente a sua volta. Un canovaccio archetipico, storia avvincente, attori e doppiaggio carismatici, regia e montaggio competenti, esasperazione di crudeltà e avidità, spruzzate di ironia e le epiche musiche di Morricone che diventano anch’esse vere e proprio personaggio. Imprescindibile.

Lovejoy 2/01/08 15:57 - 1824 commenti

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Il film che lanciò lo sconosciuto (da noi) Eastwood. Scritto magnificamente e diretto con competenza da Leone, fu il responsabile principale dell'enorme mole di spaghetti western sfornati in seguito dall'industria cinematografica (non solo italiana). Alcune scene da imparare a memoria come anche diverse battute e cast irripetibile. Eastwood ai massimi livelli, Volontè inimitabile. Nella leggenda la colonna sonora di Morricone. Rifatto sotto forma di parodia da Franco & Ciccio con il titolo Per Un Pugno Nell'Occhio.

Cangaceiro 4/05/08 14:52 - 982 commenti

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Sarò breve e banale: quest'opera è una pietra miliare del cinema, poiché apre la grandiosa epopea dello spaghetti western ed è firmata da quello che ritengo il più grande regista italiano mai esistito. Memorabile (ma quando mai?...) la colonna sonora di Morricone. Immortale.

Matalo! 18/07/08 13:41 - 1368 commenti

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Se io amo il cinema è perché a 11 anni andai per la prima volta da solo e a vedere questo film che mi ossessionò assieme agli altri di Leone per decenni. Ora di tempo ne è passato e mi accorgo dei limiti e difetti ma non nascondo le qualità di questo remake di Kurosawa che influenzò i giapponesi. Qui nasce l'astro morriconiano, grazie ad un mix di Beat e Shadows; qui nascono i volti come "brulli paesaggi", il crepitio delle Colt, i piani stretti, il sudore, il sole, il vento. E la più grande e spesso becera forma di exploitation del nostro paese.
MEMORABILE: Don Benito: "Fate come se foste a casa vostra". Straniero: "No grazie. A casa mia stavo malissimo".

Renato 8/08/08 23:42 - 1513 commenti

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Un ottimo western, di cui è quasi impossibile dare una valutazione oggettiva dopo oltre quarant'anni, vista l'importanza capitale che ebbe per tutto il nostro cinema. Io, che non amo il genere, lo trovo comunque ben fatto e soprattutto divertente, senza mai sbracare nella parodia o negli infantilismi (voluti o meno) dei vari Sartana e Alleluja: segno che un minimo di rispetto verso certo cinema era ben presente in chi lo ha sceneggiato. Il titolo previsto in origine, "Il magnifico straniero", era bello come quello definitivo.

Galbo 23/08/08 15:40 - 11310 commenti

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Titolo fondamentale della filmografia di Sergio Leone ed opera imprescindibile della filmografia western mondiale. Ispirato al cinema di Kurosawa, è stato a sua volta fonte di ispirazione per molti cineasti, anche americani. La sua carica innovativa comprende tecniche di ripresa, uso degli sfondi (fu girato in Spagna) ed uso della musica (di Ennio Morricone). Ottimo il cast, con una nota di merito per Gian Maria Volontè.

Rebis 28/11/08 23:28 - 2088 commenti

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L'opera che ha ridefinito le coordinate di un genere, liberandolo dalla zavorra del mito della frontiera, dal pionierismo e dalla morale civilizzatrice americana. Leone delinea uno spazio epico pressoché fantastico e astratto, figurativamente lussureggiante e percorso da una compiaciuta, gratuita vena di violenza: al centro pone un pistolero sbucato dal nulla, con una lunga storia da raccontare. Privo di psicologie, il film, non supera sempre il vaglio della credibilità, ma l'urgenza di uno spirito epico e ridondante spadroneggia sulla logica, concertando l'affrancamento da un immaginario.

Bruce 10/03/09 09:39 - 1000 commenti

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Sergio Leone con questo film reinventa il genere western. Sotto un sole cocente riprende la trama di un film di Kurosawa con il suo stile tipico, tra prolungati primi piani e dialoghi scarni dei protagonisti, grandi attese e molti cali di tensione. Ennio Morricone e Clint Eastwood fanno il resto.

Pigro 8/05/09 08:54 - 7701 commenti

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Trasposizione western piuttosto fedele della Sfida del samurai. Leone compie un'astrazione dal capolavoro di Kurosawa, trasformando il suo eroe etico in eroe gratuito senza retroterra motivazionale, e l'epos originario in mito indefinito, puntando alla fondazione di una nuova grammatica del western. Bella l'atmosfera, il raffinato gusto visivo (che arriva all'apice nell'estetica dei primi piani), la cura sonora (con la straordinaria musica di Morricone), la scelta degli attori (tutti efficaci).

Ciavazzaro 12/05/09 16:58 - 4754 commenti

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Non male. Eastwood come al solito offre una buona interpretazione e anche Marianne Koch è straordinaria. Poi ovviamente c'è Volontè e un interessante cast di caratteristi. Io consiglio caldamente la visione di questo buon western leoniano. Promosso.

Barbapapà 14/05/09 16:11 - 33 commenti

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Se il cinema fosse sempre come nei western di Leone sarebbe sempre paradiso! Qui il regista, al suo primo western, finalmente lascia scorrere liberi sangue e violenza, superando di gran lunga i maestri americani (oggi invedibili) come John Ford. La colonna sonora è un mito; mio padre aveva il 45 giri e lo metteva sempre a tutto spiano.

Tarabas 30/05/09 20:25 - 1681 commenti

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Al cuore, Ramon. Al cuore. Per uccidere un uomo si deve sparare al cuore. Per uccidere un padre (cinematografico) si deve prendere un west immaginario, renderlo reale con una cura esasperata dei dettagli, riempirlo di antieroi senza passato e cattivi senza futuro, mettere in primo piano gli occhi e non le pistole. Al suo vero primo film, Leone piazza tutti gli elementi che diverranno uno stile inconfondibile. Non tutto funziona già, c'è qualche pausa non voluta, qualche leggerezza, ma il cinema è già cambiato per sempre. Al cuore, Sergio. Al cuore.
MEMORABILE: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto.

Disorder 25/06/09 21:58 - 1408 commenti

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Molto bello anche se non ancora perfetto: ottimi i protagonisti (Eastwood è già leggenda), ottime le musiche, si nota già quella cura maniacale per ogni inquadratura nonché per le espressioni dei protagonisti. Anche la trama è molto appassionante, l'unico difetto è qualche calo di tensione (e di attenzione), ma non mancano i momenti cult. Davvero buono.
MEMORABILE: "Al cuore, Ramon!"

Pinhead80 30/09/09 13:43 - 3830 commenti

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Il protagonista (Clint Eastwood) arriva in una città dove due famiglie sono in lotta fra loro per avere il dominio della città stessa. Il film si rifà al celebre La sfida del samurai di Kurosawa e quindi non se ne può affermare l'originalità della sceneggiatura, ma grazie alle musiche indimenticabili di Ennio Morricone e alle presenze di Eastwood (col suo immancabile sigaro) e dell'ottimo Volontè, rimane uno dei migliori spaghetti western della serie.
MEMORABILE: "Al cuore Ramon!"

Trivex 22/04/10 20:32 - 1473 commenti

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Il miglior western all'italiana visionato. Non importa quali siano le origini d'oltreoceano e quali vicissitudini possano aver reso ancora più noto il film. Potentissimo, fin dalla scena del mulo, una sintesi efficace sulle potenzialità del nuovo arrivato. Il duro con la sua morale e la sua legge. La sfida che serpeggia immediatamente, anche nella prima fase di sospetta alleanza. Esagerato, certo, con il finale molto sopra le righe della credibilità. Ma forse esiste un individuo che spara così bene? Così veloce? Con solo una pistola? Speriamo di no...

Nando 25/05/10 15:52 - 3454 commenti

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L'epopea western narrata da Sergio Leone che si avvale di validi interpreti e di un'atmosfera permeata sulla violenza belluina. Una trama non originalissima ma ben congegnata e provvista di scene entrate nella storia del cinema mondiale. Tutto è rarefatto ed gli splendidi primi piani accompagnati dalla musica del maestro Morricone generano emozione sincera.

Paruzzo 12/11/10 14:27 - 140 commenti

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Il primo film di successo di Sergio Leone, ispirato a La sfida del samurai di Akira Kurosawa. L'inizio della trilogia del dollaro, che crescerà come qualità con i due film successivi, è un film veloce, piacevole da vedere e in cui si vedono già gli elementi tipici dello spaghetti-western di Leone, anche se non ancora completamente sviluppati. Ottimi Gian Maria Volontè e la colonna sonora epica.
MEMORABILE: Vuoi diventare ricco eh? Allora sei arrivato nel posto adatto, se sarai furbo; perché qui tutti sono o molto ricchi o morti.

Tyus23 26/12/10 12:16 - 220 commenti

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Primo western per Sergio Leone che ha il grande merito di introdurre Clint Eastwood come icona western ed Ennio Morricone come compositore di livello mondiale. La storia è mutuata da Yojimbo di Kurosawa ma ha qui nuova vita grazie allo stile del maestro, qui forse ancora acerbo ma già inconfondibile. È comunque uno di quei casi in cui il valore storico è maggiore di quello reale: Leone avrà modo in futuro, con budget e durate maggiori, di fare decisamente meglio. Comunque imprescindibile. ***

Fabbiu 19/04/11 19:18 - 1925 commenti

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Rifacendosi ad un film di Kurosawa, Leone trasforma il genere ed inaugura un filone; inquadrature sulle armi ricaricate e sugli occhi dei personaggi, l'eroe cinico, bastardo e violento (dato che non si fa problemi ad uccidere per soldi) ma allo stesso tempo con un cuore e dei principi (nel momento in cui salva i buoni), silenzioso, misterioso e furbo; una fotografia impeccabile (mi piace esageratamente la tavolata dei Buxster col polline che aleggia) ed una magistrale colonna sonora prevalgono sulla trama, che si racconta del resto in tre minuti.

Markvale 4/09/11 11:00 - 143 commenti

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In quel tempo regista specializzato in peplum, Leone copiò spudoratamente La sfida del samurai di Kurosawa sopperendo agli scarsissimi mezzi con la moltiplicazione delle sparatorie, dei pestaggi e delle brutalità, inediti per un western. La MDP si sofferma sui volti soddisfatti degli assassini instaurando un rapporto sadomasochistico con lo spettatore. L'humour nero alleggerisce l'atmosfera funerea. Il duello finale, impeccabilmente girato, è già compendio del cinema di Leone e Eastwood si impone come un cinico "cavaliere della valle solitaria".

.luke. 14/02/12 09:38 - 89 commenti

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Primo film della trilogia del dollaro, in cui si intravedono già alcuni elementi tipici degli spaghetti western leoniani, anche se in maniera ancora grezza: intensi primi piani intervallati da ampi spazi aperti, dilatazione dei tempi, il duello finale e uno degli antieroi più famosi del cinema. Inizia qui anche la proficua collaborazione con Ennio Morricone, che proprio per i film di Leone produrrà i suoi lavori migliori e più memorabili.
MEMORABILE: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Vediamo se è vero.

Mutaforme 7/05/12 23:19 - 392 commenti

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Uno dei capolavori del cinema western, con un fantastico Clint Eastwood e un cast fenomenale nel proprio ruolo. Ottima la fotografia e meravigliose le musiche di Ennio Morricone. Memorabile lo scontro finale con Ramon (se ne ricorderà anche Zemeckis in Ritorno al futuro III).
MEMORABILE: L'Americano (Eastwood) che lascia il paese in una bara.

Graf 11/05/12 02:31 - 678 commenti

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Il western di Leone che preferisco. Sovversivo nella tecnica, nello stile e nella storia ma anche giovane, sbarazzino, vivace nel ritmo e sollecito nelle risoluzioni drammatiche senza quegli appesantimenti retorici e quelle estrinsecazioni enfatiche che saranno una costante del suo cinema futuro. Nonostante la brutalità della materia e l’amoralità delle situazioni Leone elabora uno sguardo sul mondo innocente e candido come di un bambino assoggettato al potere gigantesco e esagerato delle immagini e dei suoni che diventano la via per vivere il mito.
MEMORABILE: Il climax della scena del cimitero con duello, montato con l'anticlimax della scena di Eastwood che cerca con calma l'oro nelle botti della cantina.

Fauno 10/08/12 22:09 - 1899 commenti

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Con grande rammarico mi tocca declassare un film che come importanza è pari al primo di Argento per il thriller, ma ci sono alcune incongruenze nel racconto che rendono l'opera inattendibile e non posso sorvolare. Per il resto primeggerebbe in tutto: suggestioni, emozioni, brividi a non finire (si arriva al raccapricciante), sarcasmo a profusione continua, colonna sonora che è la prima della serie più universale di Morricone, lancio definitivo due mostri sacri quali Eastwood e Volonté, eppure...
MEMORABILE: Fumo e polvere si diradano: appare Eastwood.

Modo 5/10/12 21:21 - 816 commenti

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Si apre con questo film la trilogia del dollaro di Sergio Leone. Non siamo ancora a livelli di eccellenza ma le basi ci sono tutte. Oltre Leone è in gran spolvero l'attore fino a qui sconosciuto Clint Eastwood. Occhi magnetici e mano lestissima. Degno di nota il finale. Il western cambia pelle e si accinge a vivere l'età dell'oro. Ottima anche la colonna sonora che rende suggestivo il tutto.

Almicione 29/12/12 21:13 - 765 commenti

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Grandissimo capolavoro che diverrà poi l'archetipo del genere western. Joe (interpretato dall'impenetrabile Eastwood), lo straniero che è causa di morte e scompiglio, inizialmente sembra essere mosso esclusivamente da bramosia di denaro, ma si rivelerà poi una figura fortemente idealizzata; ma d'altronde sono idealizzati anche gli altri personaggi e il conforme contesto all'interno del quale si muovono. Storiche le musiche di Morricone. Molto curati i dialoghi e in particolare le rare battute di Joe, brevi e caustiche. Quasi perfetto.
MEMORABILE: "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto!"

Ultimo 17/02/13 00:08 - 1336 commenti

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Grande esempio di cinema western. Qui Leone, ispirandosi a lungometraggi precedenti, su tutti Kurosawa, elabora una grande opera, girata on Spagna ma ambientata nel New Mexico di fine '800. Straordinario Gian Maria Volontè (e come sempre impeccabile Eastwood), indimenticabile la musica di Ennio Morricone.
MEMORABILE: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto.

Neapolis 11/03/13 17:38 - 174 commenti

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Capostipite del western all'italiana ma l'attore principale, guarda caso, è americano. Leone cambia tutti i canoni del western introducendo la figura del supereroe. I primi piani per la prima volta primeggiano nel genere, acciuffando tutte le mutevoli espressioni del viso prima di un duello (e qui Clint Eastwood è fenomenale). Le musiche di Morricone consegnano poi il film ai capolavori del cinema italiano.

Rigoletto 18/05/13 17:28 - 1483 commenti

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Quando ti metti giù sulla poltrona per vedere un tale film ti accorgi subito di star assistendo a un prodotto che lascia il segno. Violento, duro ma sempre perfetto, è un western che non delude sia gli appassionati che lo spettatore medio. Nasce qui il mito di Clint Eastwood (e di Leone), attore che ha dimostrato di sapersi riciclare negli anni in ruoli di uomo tutto d'un pezzo (Dirty Harry, Gunny ecc.) e regista di valore assoluto. La musica di Morricone è un valore aggiunto notevole e segnerà l'inizio di un sodalizio fra maestri. ***!

Saintgifts 16/07/13 00:18 - 4098 commenti

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Non credo si possa classificare come "spaghetti western" e forse nemmeno come western. È qualcosa d'altro; è grande cinema, quasi perfetto (la seconda parte, pur buona, non è all'altezza della prima). Tutti gli elementi sono al loro posto e di grande qualità e il film è innovativo nel significato migliore della parola. Si è trascinati non tanto dalla storia (a questo proposito non c'era già stato un illustre precedente?) ma, e mi ripeto, ma da come è stato girato; per i tempi, le inquadrature, il sonoro e una sceneggiatura pressochè perfetta.

Buiomega71 21/08/13 00:30 - 2211 commenti

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La straordinaria tecnica registica leoniana era già inconfondibile (è gran cinema lo scambio di ostaggi nella piazzetta del paese nonché il finale con la tortura al vecchio Piripero appeso, che tornerà più epica in C'era una volta il West). Qualche tocco surreale (l'armatura tiro a segno) e una violenza piuttosto tosta per l'epoca (il crudo pestaggio a Eastwood) danno al film un sapore gustoso ancora oggi. Di contro ci sono alcune superficialità e ingenuità (tipo il massacro dei Baxter o la liberazione di Marisol) ed è poco incisivo il Ramon di Volontè.
MEMORABILE: Il violento pestaggio di Eastwood; La botte gigante che rotola e uccide Mario Brega; Eastwood infilza al volo uno sgherro dei Rojo col machete.

Nicola81 15/11/13 22:02 - 1905 commenti

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Film che ha ridefinito i parametri di un genere fino ad allora appannaggio esclusivo degli americani, il primo western di Leone è sicuramente un buon prodotto, penalizzato però dal confronto con i successivi lavori del regista, rispetto ai quali ha una marcia in meno: storia non priva di ingenuità e tutt'altro che originale, la figura dello straniero troppo nebulosa... Il tocco del maestro però già si vede: Morricone firma una gran bella colonna sonora e Clint Eastwood diventa subito un'icona. Tre pallini.

Didda23 22/07/14 11:53 - 2280 commenti

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La delusione si fa cocente e inaspettata, quando un film può appoggiarsi a una colonna sonora leggendaria e su qualche dialogo entrato nell'immaginario collettivo. Stupisce in negativo l'entrata di Volontè (che fornisce, invece, un'ottima prova) con un assalto tecnicamente pessimo con mitragliate fintissime che lasciano basiti. Leone mostra già di avere dei numeri eccelsi, ma al tempo stesso si nota una certa immaturità condita da qualche ingenuità. Ritmo serpeggiante che alterna momenti di palpabile tensione ad altri alquanto piatti e monocordi. Clint superbo.

Marione 8/11/14 22:42 - 103 commenti

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Il primo dei tre capisaldi del genere, leggermente inferiore ai successivi nella realizzazione e nella regia, è comunque un assoluto capolavoro: da qui partirà l'ispirazione per ogni western futuro, sia europeo che statunitense... basta con gli sceriffi paladini e con i sermoni dell'eroe di turno. Clint Eastwood più cinico che nelle altre pellicole e Volonté è al solito stralunato e crudele. La scena di "Ramon al cuore" è la più famosa della storia del western. Sigla animata fantastica, così come la colonna sonora. Seminale, imperdibile.
MEMORABILE: Brega spiaccicato da un barile; Il sigaro in movimento; La strage a casa dello sceriffo; "Ramon, al cuore!"

124c 9/12/14 17:22 - 2755 commenti

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Sergio Leone dirige il suo primo film western basando la sceneggiatura su La sfida del samurai, di Akira Kurosawa e lancia nel mito l'attore americano Clint Eastwood. La coppia di famiglie in lotta fra di loro e il cavaliere senza nome che fa giustizia: ovvero la nascita dello spaghetti western (un successo inaspettato, che dà linfa a un cine-genere al tramonto) che, oltre al protagonista, fa conoscere il nostrano Gian Maria Volonté. Mitico il poncho di Clint Eastwood, ottima la colonna sonora di Ennio Morricone. Un mito intramontabile.
MEMORABILE: Quando un uomo col fucile incontra una con la pistola, quello con la pistola è un uomo morto!

Minitina80 12/03/15 00:02 - 2268 commenti

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Il successo che ha avuto per certi versi sembra quasi inspiegabile. La sceneggiatura di certo non brilla per originalità trattando il tema della vendetta in maniera abbastanza lineare e semplice; oltretutto alcune scene sono letteralmente traslate da La sfida del samurai. Eppure, nonostante questi due particolari non certo secondari, il film lascia un segno profondo e spiana la strada a Leone. Il merito è tutto suo e non resta che togliersi il cappello di fronte al genio assoluto.

Lythops 12/07/15 07:51 - 972 commenti

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Non il primo western all'italiana, ma sicuramente quello che irruppe più di tutti, ai tempi, nelle vite degli italiani, che lo apprezzarono in toto. Per essere rivoluzionario lo è: c'è l'addio al piano americano, non esistono le figure positive e negative dei film classici, c'è istinto e calcolo, cinismo e, pensate un po', l'inconsistenza della legge che essa stessa è potere avido. Realizzato con povertà assoluta di mezzi, incanta anche per le musiche innovative di Morricone, che guadagnò vagonate di milioni coi dischi (che andarono a ruba).
MEMORABILE: Quel "mi sembra di giocare agli indiani" assolutamente anacronistico.

Alex75 17/02/16 09:20 - 661 commenti

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Epocale debutto nel western di Sergio Leone che, nonostante la trama piuttosto semplice, contiene già i toni epici e l’ironia sarcastica tipici della sua interpretazione del genere, nonché una notevole (sia pure perfettibile) competenza tecnica, che si traduce in riprese suggestive e polverose, enfatizzate dalle musiche di Morricone. Inoltre c’è la felice intuizione del potenziale della presenza scenica di Eastwood (e non è poco).
MEMORABILE: "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto"; Il poncho di Clint Eastwood.

Von Leppe 22/03/16 23:11 - 1016 commenti

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Prima prova western per Leone che, come era già successo qualche anno prima per I magnifici sette, fa un remake di un film di Kurosawa ambientandolo nel west, dove si fronteggiano gringos e messicani. Già si vedono le caratteristiche tipiche delle successive e più riuscite pellicole del regista, come la presenza delle musiche di Morricone, qui ancora non del tutto protagoniste. Ottimi la fotografia e il cast.

Parsifal68 20/06/16 23:08 - 607 commenti

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Il film che ha lanciato nella cinematografia mondiale il western geniale di Sergio Leone e che ha creato un nuovo sottogenere, lo spaghetti-western. La tecnica insuperata del regista italiano sta nell'uso, inusuale fino ad allora, di memorabili primi piani contrapposti a scene a campi lunghi, il tutto condito dall'eccezionale colonna sonora di Morricone. Eastwood, che grazie a questo film divenne celebre, è bravissimo a interpretare il pistolero freddo, cinico e doppiogiochista che sarà cult.
MEMORABILE: Al mio mulo non piace la gente che ride.

Il ferrini 27/06/16 01:00 - 1647 commenti

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Eastwood in stato di grazia, così come Volonté e soprattutto un Morricone ispiratissimo. Sergio Leone qui riscrive la grammatica del western, sia dal punto di vista narrativo (scompare la netta linea di demarcazione fra bene e male) che da quello registico, con i suoi ormai leggendari primissimi piani sugli sguardi e sui cinturoni dei protagonisti. Un debutto nel genere è più unico che raro, all'interno di un genere. Seminale.
MEMORABILE: Ovviamente: "Quando l'uomo con il fucile incontra l'uomo con la pistola, l'uomo con la pistola è un uomo morto".

Nancy 3/02/17 10:11 - 771 commenti

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Primo film di quel "western all'italiana" che tanto ha segnato gli spettatori di tutto il mondo. Leone (qui ancora sotto pseudonimo) parte subito in quinta con una sceneggiatura che capovolge molti stereotipi del genere (a partire dall'enigmatico anonimo protagonista), ambienta il tutto in un west messicano desolato e arido, dove la violenza (sia di contenuto che di forma) sembra essere l'unica risposta sensata. L'incedere piuttosto lento della pellicola la rende probabilmente godibile più per gli appassionati del genere che per tutti gli altri.

Magi94 30/06/17 21:30 - 650 commenti

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Tutti i segnali dello stile di Leone si avvertono già qui. Le inquadrature sugli occhi, l'attenzione al dettaglio, i dialoghi taglienti, persino la presenza di un simpaticissimo becchino vecchietto (tutte cose che torneranno nei suoi film). Ramon è impersonato con gran classe da Volontè, ma questa volta il miglior attore è Clint Eastwood, praticamente perfetto. Inutile spendere lodi sulla colonna sonora di Ennio Morricone.
MEMORABILE: "Al cuore Ramon, al cuore!"

Thedude94 11/07/17 00:55 - 519 commenti

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Un buon spaghetti western, che vede Eastwood nei panni di uno sconosciuto alle prese con il temibile Volonté, ottimo nelle sue espressioni e gesti, così come bravo è l'attore hollywoodiano. Leone dirige alla grande, ma ciò che veramente arriva al pubblico prima di ogni cosa sono le musiche memorabili, che danno un valore aggiuntivo allo svolgimento delle azioni dei protagonisti e che sono entrate nella storia del cinema di genere. Un po' prevedibile e già vista la storia, ma l'impronta di un nuovo filone era già visibile all'epoca dell'uscita.

Pessoa 24/09/17 20:19 - 1089 commenti

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Prove di capolavoro per Leone, che reinventa il neonato western all'italiana rielaborando un soggetto non originale. La grande mano del regista si coglie a sprazzi, anche per la necessità di scendere a patti con un budget che non consente di strafare, ma nel complesso l'impianto narrativo si rivela superiore alla media del genere. Eastwood e Volontè, due attori diversissimi, occupano perfettamente il loro ruolo nella vicenda, sostenuti da caratteristi non sempre all'altezza. Un film importante per ragioni che esulano dal suo valore intrinseco.

Rambo90 10/05/18 15:50 - 6274 commenti

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Il primo western di Leone contiene già tutti quelli che saranno gli stereotipi dello spaghetti: un villain spietato (l'ottimo Volontè), un protagonista dal passato oscuro (Eastwood nel ruolo della vita), sparatorie a più non posso, violenza gratuita, paesaggi brulli e polverosi. La storia è molto semplice ma condotta con gran senso del ritmo e dello spettacolo, le musiche di Morricone sanno rendere il tutto epico fino a un finale a dir poco leggendario. Leone farà anche di meglio in seguito. Notevole.

Pesten 28/06/18 21:51 - 632 commenti

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Il western non era più lo stesso dopo John Ford e ci ha pensato il nostro Leone a rivitalizzare il genere e dare il via, grazie a questo film, a un vero e proprio nuovo filone. Per alcuni aspetti non sarà forse il miglior lavoro in assoluto, ma per tanti altri segna con la qualità gli aspetti fondamentali e trainanti per gli anni a venire. Su tutto: il personaggio principale (Eastwood clamoroso), gli scenari in esterno (Almeria che sembra il New Mexico) e la colonna sonora (il Maestro Morricone colpisce). Assolutamente top.

Paulaster 8/02/19 10:02 - 2677 commenti

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Un gringo si metterà in mezzo tra due famiglie. Un paesino, due padroni e il Fonzie che cerca dollari: trama semplice resa efficace dall'intelligenza sopraffina del personaggio di Eastwood (che da ferito cambia espressione). Qualche sparatoria non è eccezionale (pure il mitra), ma il clima western è garantito, qualche frase epica indimenticabile e la musica di Morricone è ottima. Bene anche Volontè, mentre le donne di turno hanno poco spazio.
MEMORABILE: "Al cuore Ramon!"; Il raffronto tra chi ha la pistola e il fucile; I due soldati morti al cimitero usati come feriti; La protezione per i proiettili.

Rocchiola 13/05/19 09:07 - 849 commenti

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Il film che segna la nascita dello “spaghetti western”. Ispirandosi al cinema di Kurosawa, all' "Arlecchino servitore di due padroni" di Goldoni e all’epica greca, Leone mette in scena un universo iperbolico e irreale che ha poco da spartire con i classici americani. Gli aridi paesaggi nostrani, i duelli esagerati e la totale mancanza di una benché minima veridicità storica sono compensati da una forte valenza metaforica che riflette un mondo violento, antiromantico e dominato dal denaro. Un grande Morricone si inventa un nuovo genere musicale.
MEMORABILE: La sequenza iniziale dell’arrivo di Eastwood nel villaggio; Il pestaggio di Eastwood; “Cosa c’è che non va in questo paese? Abbondanza di morti”.

Gordon 29/03/20 19:24 - 159 commenti

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Film capostipite dello spaghetti western diventato iconico grazie alle ottime ambientazioni, alle superbe prove di Eastwood e di Volonté (ma anche dei comprimari) e soprattutto alle memorabili musiche di Leone. Oltre a questo però c'è poco. La trama infatti, pur avvincente, non segue un filo logico unitario e dà adito a numerose perplessità, inoltre in generale il realismo latita. Infine la sceneggiatura è valida ma calca un po' troppo la mano sullo stile sprezzante dei pistoleri. Acerbo.
MEMORABILE: "Quando un uomo con la pistola...".

Enzus79 10/01/20 12:09 - 1734 commenti

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Spaghetti western firmato Sergio Leone che prende spunto dal capolavoro di Kurosawa La sfida del samurai. Tralasciando la mancanza di originalità della storia, è il contorno che si fa apprezzare: dai dialoghi ai costumi e soprattutto la colonna sonora di Ennio Morricone. Clint Eastwood non convince quanto il coprotagonista Volonté, che dimostra di essere un grande attore.

Jandileida 10/04/20 09:16 - 1236 commenti

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Il caro Sergio affila qui le armi che poi lo porteranno nell'empireo del cinema: ancora non siamo ai livelli che il regista romano raggiungerà nel prosieguo della sua Trilogia del dollaro ma già si capisce che qualcosa di meraviglioso è nato. L'uomo contro tutti Eastwood, la polverose pianure dell'entroterra di Almeria, Volonté spietato, truci caratteristi, un mondo senza pietà, i primi piani e i piani lunghissimi. Quello che manca in questa prima parte è soprattutto un po' di complessità nella trama e nelle interazioni tra i personaggi. Seminale.

Capannelle 20/05/20 00:12 - 3689 commenti

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In sé è ancora un prodotto grezzo (e in pochi ci credevano davvero), ma è lo spartiacque che trasforma il noioso e tronfio western a stelle e strisce in qualcosa di verace e magistralmente orchestrato. Presenta già tutte le caratteristiche quanto a caratteri, dualoghi (non troppi per la verità) ed echi sonori. Ma anche dei passaggi troppo didascalici e opinabili come l'agguato al fiume o la carneficina dei Baxter. Molti attori troveranno un utilizzo ancora più incisivo nei successivi film ed è da notare la quantità di riprese notturne.
MEMORABILE: "Al cuore, Ramòn! Al cuore!".

Daniela 23/05/20 14:57 - 9091 commenti

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Leone esordisce nel western con un pseudonimo anglosassone e pochi soldi, ricicla il set di un altro film, copia spudoratamente Kurosawa, sceglie per protagonista un attore tv americano semi-sconosciuto solo perché costa poco, arruola come antagonista un attore italiano anche lui celato da uno pseudonimo benché riconoscibilissimo, affida la ost ad un tizio che si fa chiamare Dan Savio: le premesse per un film di serie C ci sono tutte ma il risultato cambia la storia del genere. Tutt'altro che perfetto, ma la luce del mito rischiara le ombre.

Camibella 27/05/20 15:22 - 89 commenti

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Un pistolero giunge in un villaggio dove due famiglie sono in acerrima lotta tra loro. Schierandosi ora con una, ora con l'altra in un diabolico doppio gioco, riuscirà a sbaragliarle entrambe. Il primo spaghetti western di Leone, dalla genesi molto travagliata, contiene elementi straordinari mai visti prima: l'uso maniacale delle soggettive, i campi lunghi, il rifiuto del Codice Hays... Eastwood (al debutto) e Volontè sono eccezionalmente in parte e le musiche di Morricone una goduria.
MEMORABILE: "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Il Dandi • 8/06/17 17:44
    Contratto a progetto - 1427 interventi
    Beh, certo che non aver compreso l'importanza di ciò che Leone stava facendo sarebbe una grave miopia. Va precisato però che questo non è necessariamente ciò che Volonté in cuor suo pensava, ma forse si sentiva semplicemente in obbligo di giustificarsi per ragioni "politiche", e comunque deve aver fatto in tempo a cambiare idea sui western italiani, visto che in seguito ne ha girati diversi altri e senza nemmeno pseudonimo. ;)
    Ultima modifica: 8/06/17 17:45 da Il Dandi
  • Discussione Von Leppe • 8/06/17 18:30
    Call center Davinotti - 942 interventi
    Credo che pochi all'epoca avrebbero scommesso sul western italiano.
  • Discussione Capannelle • 8/06/17 23:35
    Scrivano - 2491 interventi
    Il Dandi ebbe a dire: Beh, certo che non aver compreso l'importanza di ciò che Leone stava facendo sarebbe una grave miopia. Va precisato però che questo non è necessariamente ciò che Volonté in cuor suo pensava, ma forse si sentiva semplicemente in obbligo di giustificarsi per ragioni "politiche", e comunque deve aver fatto in tempo a cambiare idea sui western italiani, visto che in seguito ne ha girati diversi altri e senza nemmeno pseudonimo. ;) Oddio forse nemmeno Leone era sicuro di quello che stava facendo, credo che Volonté avesse espresso con sincerità quello che molti pensavano prima del successo del film. Anche per giustificarsi come dici tu di fronte a certa critica. Poi tutti sono saliti sul carro del vincitore e.. dei soldoni. Ah lo pseudonimo gli era stato imposto dalla produzione non era lui ad averlo preteso.
  • Homevideo Rocchiola • 13/05/19 09:17
    Call center Davinotti - 1116 interventi
    Ad oggi l'edizione in bluray della RHV del 2010 resta la migliore disponibile sul mercato home-video italiano. Il restauro eseguito dalla Ripley’s film in collaborazione con la Cineteca nazionale ed il sostegno di Sky Cinema costituisce un impressionante balzo di qualità rispetto alle precedenti edizioni in DVD. Il video panoramico 2.35 presenta un'immagine pulita, ammantata da un lieve filo di grana naturale mai invadente e popone soprattutto una colorazione finalmente corretta e rivitalizzata rispetto alle edizioni precedenti che apparivano piuttosto sbiadite. Tre le tracce audio disponibili italiano ed inglese mono 1.0 e italiano 5.1. Personalmente ho trovato ottimo l'italiano 5.1. Di solito per film d'epoca la traccia mono appare più potente, ma in questo caso le due versioni si equivalgono ed anzi il 5.1 appare più definito senza perdere in potenza ed esalta la meglio le musiche di Morricone, che hanno una certa rilevanza nell'economia del racconto.
  • Homevideo Rocchiola • 13/05/19 09:20
    Call center Davinotti - 1116 interventi
    Purtroppo questa edizione sta andando fuori catalogo, pertanto consiglio a chi ne sia interessato di acquistare le ultime copie disponibili presso le principali videoteche.
  • Discussione Daniela • 23/05/20 15:04
    Consigliere massimo - 5011 interventi
    x Zender Nel cast, laddove furono usati pseudonimi, i veri nomi degli attori sono stati messi tra parentesi, così come avviene alla voce riguardante il regista. Per uniformità, lo stesso andrebbe allora fatto anche per Gian Maria Volontè che nei titoli di testa e nelle locandine era indicato come John Wells.
  • Discussione B. Legnani • 23/05/20 15:31
    Consigliere - 13750 interventi
    Daniela ebbe a dire: x Zender Nel cast, laddove furono usati pseudonimi, i veri nomi degli attori sono stati messi tra parentesi, così come avviene alla voce riguardante il regista. Per uniformità, lo stesso andrebbe allora fatto anche per Gian Maria Volontè che nei titoli di testa e nelle locandine era indicato come John Wells. Metterò cast completo, inserendo pure Wells, ma la cosa, in realtà, non è necessaria. L'importante è che gli attori siano sempre qui accreditati con il nome principale usato da IMDb. Per evitare fraintendimenti, nel caso che un attore usi spesso uno pseudonimo, se la cosa è praticabile, mettiamo almeno una volta Pseudo Pseudo (Nome Cognome). Quando lo pseudonimo viene usato una sola volta in carriera, per di più da una celebrità, come in questo caso, l'operazione non è necessaria.
    Ultima modifica: 23/05/20 15:33 da B. Legnani
  • Discussione Zender • 23/05/20 17:47
    Consigliere - 43802 interventi
    Esattamente, è così.
  • Discussione Daniela • 23/05/20 20:02
    Consigliere massimo - 5011 interventi
    B. Legnani ebbe a dire: Quando lo pseudonimo viene usato una sola volta in carriera, per di più da una celebrità, come in questo caso, l'operazione non è necessaria. Va più che bene in linea generale, ma allora dovrebbe essere usato lo stesso criterio anche per Bob Robetson, dato che, per quanto ne so, il regista ha usato questo pseudonimo solo per il suo primo western. Non avrei fatto questa osservazione "filologica" se non avessi trovato Sergio Leone tra parentesi. In Qualche dollaro in più, sia Leone che Volonté compaiono con i loro veri nomi, il caso di Per un pugno di dollari credo proprio sia stato un "unicum" per entrambi. Curiosamente, a questa faccenda del John Wells è legato un ricordo familiare molto vivido. Dopo esser stati al cinema - avveniva di rado dato che i soldi erano allora pochini - tornati a casa i miei genitori iniziarono una gran discussione: la mi' mamma sosteneva che quello era Volonté, il mi' povero babbo diceva che era un attore americano. Io non intervenni per ignoranza e comunque, se fossi intervenuta, avrei dato ragione al mi'babbo per partito preso. Quando saltò poi fuori che era davvero Volonté, la mi' mamma ha rinvangato questa faccenda per anni, anzi, per decenni...
    Ultima modifica: 23/05/20 20:02 da Daniela
  • Discussione B. Legnani • 23/05/20 20:38
    Consigliere - 13750 interventi
    Daniela ebbe a dire: Va più che bene in linea generale, ma allora dovrebbe essere usato lo stesso criterio anche per Bob Robetson, dato che, per quanto ne so, il regista ha usato questo pseudonimo solo per il suo primo western. Un attimo. Non confondiamo le cose. Come detto prima, noi non puntiamo sulla uniformità dei casi, ma sulla certezza di trovare tutti i crediti di un singolo. Questo è cruciale. C'è, pertanto, una notevole differenza fra i due casi. Nel caso del regista, l'indicazione presente (sostanzialmente non necessaria) è già lì, c'è solo una volta sull'intero Davinotti: perché levarla? Che fastidio dà? Il caso Volonté è esattamente il contrario: l'indicazione manca e non sarebbe necessario metterla. L'importante è che cliccando su Leone appaiono TUTTI i film, anche quello/i girati sotto pseudonimo. Idem per Volontè. +++ In ogni caso, come detto, rivedo il cast (mancano alcuni nomi importanti, infatti) e aggiungo Wells.
    Ultima modifica: 23/05/20 23:41 da B. Legnani