La signora ha fatto il pieno

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Titolo originale: Es pecado... pero me gusta
Anno: 1977
Genere: commedia (colore)
Regia: Juan Bosch
Note: Musiche di Stelvio Cipriani.
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/09/08 DAL BENEMERITO UNDYING
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Undying 14/09/08 13:29 - 3839 commenti

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Un prodotto chimico-farmaceutico passa attraverso l'approvazione di un onorevole corrotto (sottosegratrio alla Sanità), per l'occasione fatto accostare dalla donna di facili costumi di nome Lola. Ma l'industriale che ha organizzato, assieme alla moglie, l'intrallazzo, calcola male i tempi. Terrificante commedia, più erotica che comica, nella quale l'idiozia la fa da padrona (l'onorevole muore dal ridere, sic!). Co-produzione italo-spagnola sceneggiata dal giallista Fabio Pitorru e incentrata sulle grazie della celebre soubrette italiana. Chiaramente ispirato da Giovannona Coscialunga...

Homesick 21/01/11 11:03 - 5737 commenti

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Spagna e Italia sprecano cotanti nomi (Carlo Giuffrè, la Villani, Maccione) per una commedia erotica che rimaneggia tacitamente i piani politici andati a male, gli equivoci, le gelosie e i viavai adulteri del celebre Giovannona Coscialunga o dei modelli teatrali “alti” offerti dai classici di Feydeau. Nell’intreccio qualcuno muore dal ridere come Ballista ne Il vizio di famiglia; lo spettatore invece non corre questo rischio e cerca piuttosto di tenere aperte le palpebre in attesa degli sporadici interventi sexy della Villani.

Il Gobbo 14/06/11 11:49 - 3011 commenti

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La Villani per questo film evocava Feydeau, ma è lecito dubitare che il commediografo francese avrebbe scritto o avallato battute tipo "Mio marito ha cambiato musica: prima suonava solo Stravinskji, L'uccello di fuoco, ora suona solo Schubert, L'incompiuta". Però il film è brioso, adeguatamente volgarotto e di durata congrua, e oltre all'opulenta Carmen le disinibite signore iberiche fanno la loro onesta figura (notevolissima la Lorente). Guardabile.

Saintgifts 7/06/13 16:15 - 4098 commenti

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Sfruttato un tema che ha diversi precedenti, anche illustri. Al di là del clima boccaccesco (ed anche disinvoltamente sboccato per via di un Maccione che va a nozze con questi personaggi) si evidenzia ancora una volta come la figura femminile possa cambiare totalmente nella considerazione della società e di conseguenza nel desiderio di conquista da parte dell'uomo, se conosciuta come prostituta piuttosto che rispettata signora. Niente di profondo comunque, commediola con l'unico scopo di mostrare un profluvio di nudi e di situazioni piccanti.

Ronax 22/03/14 01:21 - 920 commenti

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Carmen è sicuramente un bel vedere, così come lo sono le sue comprimarie iberiche e qualche risata qua e là scappa, grazie all'inesauribile verve di Giuffrè e di Maccione. Nulla di più ma neanche di meno di quanto ci si possa aspettare da un filmetto del genere dove il pecoreccio, più che l'erotico, la fa da padrone. La regia è sufficientemente professionale e la sceneggiatura, pur zoppicando, riesce tutto sommato a occupare l'ottantina di minuti della pellicola senza mettere a dura prova più di tanto la pazienza dello spettatore.
MEMORABILE: Giuffrè che, letteralmente, muore dal ridere.

Mco 28/01/15 18:00 - 2159 commenti

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Il titolo italiano sembrerebbe più appropriato per un film per adulti, sebbene le prestazioni osé davanti alla mdp non manchino di certo. Soprassedendo su questa premessa di bassa filologia si arriva a disquisire sul plot, edificante anzichenò: la corruzione tramite donna "del mestiere" di un alto funzionario per benefici economici. Il girotondo di equivoci, fraintendimenti, nascondigli e barzellette porta a primeggiare, in nuce, la Donna, con un comparto femminile che concede nudi da prima pagina ogni tre per due (Villani su tutte).

Deepred89 9/12/19 23:57 - 3309 commenti

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Commedia degli equivoci italo-iberica scritta decentemente (particolarmente riusciti i primi 15 minuti, prima del disvelamento del piano) e con un cast (soprattutto maschile, con Giuffrè e Maccione in testa) efficace, che cede, purtroppo, quando nel secondo tempo la componente erotica prevale sulla narrazione, riducendo il tutto a un girotondo di letti e tradimenti di ambientazione borghese. Regia senza picchi né sbavature del veterano Bosch. Curioso il cinismo del lato “farmaceutico” della sceneggiatura.
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