No time to die

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ai prologhi esplosivi Bond ci ha abituati, ma quello che apre NO TIME TO DIE e che da un lago di ghiaccio ci conduce fino ai sassi di Matera sposando magnificamente grandiosità degli scenari e azione travolgente è davvero sensazionale: la capitale della cultura 2019 è devastata da scorribande in auto che grazie al digitale la sfregiano senza danni, lo sfoggio inatteso e improvviso dei cari vecchi gadget da agente segreto (i vetri antiproiettile, il mitra dai fanali, le mine da strada...) riportano ai bei tempi andati, le inquadrature tra le luci notturne innalzano quasi a poesia la spesso anonima prosa bondiana. Niente di meglio insomma per cominciare, suggerendo evoluzioni altamente spettacolari; che a dire il vero continuano...Leggi tutto con l'irrompere notturno, in un grattacielo londinese, di una squadra di terroristi giunti fin lì per sottrarre un veleno pericolosissimo che agisce direttamente sul DNA. Col passaggio allo splendido, placido mondo caraibico dove un Bond in ritiro viene contattato dal vecchio amico Felix Leiter (Wright) per tornare in servizio attivo, la sensazione è ancora quella di un grande cinema commerciale realizzato con gusto, che trova ancora in un pur invecchiato Daniel Craig un Bond solido e dai muscoli guizzanti. Quando però si torna dalla bella Madeleine (abbandonata per sospetti di doppiogiochismo al termine del prologo) e si lascia che entri in scena la piccola Mathilde (Sonnet) qualche dubbio comincia a sorgere: che ci fa la tipica tenerissima bambina da action ruffiano in un film di Bond? E tutte quelle smancerie non supportate da alcuna ironia? Poco da fare: siamo nell'era Craig, il Bond certamente più moderno e politically correct ma anche distante dalla guasconaggine divertita, eccessiva e fumettistica del personaggio. Proseguendo si continua peggiorando con l'introduzione di una 007 apocrifa (Lynch) che ha preso in eredità il numero leggendario ma non un briciolo del carisma di Bond, con scene inutilmente tirate per le lunghe che fanno crescere smisuratamente la durata senza motivo (2h43'... andiamo, quando è troppo è troppo!), con un villain come Rami Malek che avrebbe avuto le carte in regola per evocare il giusto fascino del male e che invece si stinge in poche deboli scene, con un Christoph Waltz chiamato per un cameo superfluo che ci consegna un Blofeld ridotto a fare il verso ad Hannibal Lecter, con la Spectre annientata come un gruppo di cialtroni in gita premio, con l'unica autentica Bond girl (De Armas) che interviene giusto al party sanguinario come trade mark indispensabile per poi lasciare il campo a donne dal carattere più risoluto e mai troppo sexy... Insomma, la formula storica viene stravolta più di sempre ancor prima dello scioccante finale, che come ambientazione sceglie la solita isoletta perduta nell'Oceano covo di criminali che sognano di contaminare il mondo col tremendo veleno capace di entrarti nel DNA. Poi ancora una Cuba splendidamente ripresa per un bim bum bam notturno, lande norvegesi desolate di grande suggestione... Dal punto di vista delle location il film ha più di una freccia al suo arco, ma nella narrazione si rivela più confuso che mai, stabilisce relazioni mal chiarite, mostra ampi buchi in una sceneggiatura deludente con un Fukunaga che si piega in regia a un action convenzionale, povero d'idee (proporzionalmente al budget enorme, ovvio), mai interessante nei dialoghi e nella caratterizzazione dei personaggi. Poi certo, la colonna sonora di Zimmer è impeccabile, la fotografia ottima, la tecnica registica di livello, il brano sui titoli di testa (canta Billie Eilish) il solito perfetto amalgama di buona musica e straordinaria grafica, ma questo già si sapeva prima di cominciare...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/10/21 DAL BENEMERITO REEVES POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/10/21
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MAOraNza 10/10/21 00:19 - 204 commenti

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Ultima tappa della run di Daniel Craig. In due ore e quaranta di film ci sono tutti gli stilemi dell'action movie: il villain, inseguimenti, combattimenti, sparatorie, esplosioni (in effetti manca un po' la componente femme fatale). Il film manca un po' di mordente e mostra tutta la "stanchezza" accumulatasi col tempo. Non il migliore della serie, ma chiude con dignità un ciclo iniziato tra mille dubbi e scetticismi, che alla fine è riuscito a conquistarsi un posto nel cuore dei fan di lunga data accaparrandosi una fetta sostanziale di nuovo pubblico. Ci mancherai, Daniel.
MEMORABILE: I titoli di testa di Daniel Kleinman con colonna sonora di Billie Eilish sono, come di consueto, clamorosi.

Reeves 3/10/21 19:14 - 759 commenti

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Il ritmo è eccellente, i colpi di scena non mancano, la confezione è ottima. Ma le troppe concessioni al sentimento e alla correttezza politica (nel Bond originario non ce n'era traccia) appesantiscono il film e gli danno un'atmosfera un po' sepolcrale. E' una tendenza ormai dominante, abbiamo visto un altro film che ci spiegava che in fondo il Joker era un poveraccio maltrattato, ma si sperava che 007 potesse restarne al di fuori e potesse ancora indossare lo smoking (qui lo fa per tre minuti in tutto il film...).
MEMORABILE: La sequenza pre-credits, molto drammatica (e anche un po' tarantiniana, volendo...).

Lucius 5/10/21 00:15 - 2948 commenti

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Un incipit e un finale di grande resa visiva per il Bond più umano e emozionale dell'intera saga. Fukunaga e Craig all'unisono puntano nuovi riflettori su 007, indagando nella sua vita privata e rivelandone sfaccettature e fragilità. Al di là degli elementi bondiani ad emergere è la figura intima dell'agente segreto. A difettare è in parte solo il montaggio, ma l'uscita di scena di Craig, che ha vari meriti, tra i quali quello di avere cambiato 007, coincide con la conclusione di un lavoro personale dell'attore, sul personaggio, che passerà agli annali. Innovativo, gay friendly.
MEMORABILE: La fine di Spectre; L'incipit mozzafiato; Il finale indimenticabile; Il lato umano di Bond; Gli omaggi alle sigle del passato.

124c 5/10/21 20:43 - 2818 commenti

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Si chiude un'era di trame rivoluzionarie e sconvolgenti interpretate da un attore, il biondo Daniel Craig, che sarà anche ruvido come James Bond ma non per questo inadatto, anzi. Da Spectre ritornano la Seydoux e Waltz, ma le novità sono tante, a cominciare dalla Nomi, nuova agente 007 inglese di Lashana Lynch, che comunque se la cava. Si riprendono certe idee e canzoni da Al servizio segreto di sua maestà, mentre il cattivo di Rami Malek sembra un'evoluzione del dottor No. Film lungo, che carbura bene dalle scene cubane in poi. Finale sconvolgente ma non tanto.
MEMORABILE: Le poche scene con Paloma, l'agente cubana di Ana de Armas, che sembra sciocca ma quando c'è da picchiare e sparare lo sa fare in maniera sexy.

Rambo90 5/10/21 22:06 - 6925 commenti

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Fine dell'era Craig con un capitolo entusiasmante ma imperfetto, romantico ma troppo, per i puristi. Tanta azione ben fatta, un incipit fenomenale, un buon villain e tutti i comprimari di questo arco narrativo: la sceneggiatura frulla tutto per consegnarci la definitiva umanizzazione di Bond. E Craig tiene bene il banco. Certo ci sono tempi morti, lungaggini, personaggi messi lì per "politica" (la 007 donna), ma chi ha apprezzato questa nuova interpretazione del personaggio non potrà non gradire. E forse anche commuoversi.

Ramon 6/10/21 19:32 - 20 commenti

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Ormai gli sceneggiatori bondiani sono diventati chef: devono cucinare un piatto con un melodramma politically correct e con ambizioni morali da tragedia, infarcito di scene d'azione e, mi raccomando, imbottito di spot dei prodotti dei finanziatori (un orologio, un'auto, un maglione, ecc). Ah, e condito di erotismo (ma ogni volta sempre meno, fa troppo maschilista). Questo film commette il peccato mortale per una pellicola di Bond: lo spettatore non si diverte. Bond invecchia, e male. Se ne volete vedere uno che lo fa benissimo, c'è il Connery del 1983.
MEMORABILE: Tutta la prima parte a Matera.

Gordon 9/10/21 09:52 - 224 commenti

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Andando a vedere un film del genere lo spettatore preventiva sparatorie improbabili, armi sfolgoranti; questo disegno regge tuttavia solo se depurato da lungaggini ed eccessi di politicamente corretto, cosa che questa pellicola non fa. Nemmeno le ottime prove di Craig, più umano ma talvolta retorico, e Malek riescono a sopperire alle problematiche di cui sopra, cui si somma una regia che si limita al compitino. Convincono effetti speciali e ambientazione, sprecato il cammeo di Christoph Waltz.
MEMORABILE: L'adrenalinico incipit, prima nella gelida Norvegia e poi a Matera.

Josephtura 11/10/21 12:53 - 183 commenti

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Purtroppo troppo lungo, iconico e un po' autocompiaciuto. Comunque uno dei migliori Bond di sempre, forse per la storia il migliore in assoluto: maturo, non troppo esagerato e rispettoso dei canoni tradizionali, anche nella presenza del solito villain fuori di testa e di situazioni improbabili. Inizio strepitoso. Craig formidabile. Molto ben preparata la parte con la "spalla" a Cuba (simpatica come raramente nei film 007). Un cinema ormai raro: per tutta la famiglia, pulito con una violenza non esagerata e non pulp. Nel suo genere un gran film.
MEMORABILE: La parte a Cuba con l'agente Paloma, reduce da tre settimane di training accelerato.

Xamini 13/10/21 11:37 - 1080 commenti

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Un Bond un po' più intimo segna la fine dell'era Craig; il suo James è ancora tonico e arrabbiato, quando serve, ma mostra un lato sentimentale, umano, che trova perfetta collocazione nell'epilogo. Il film di Fukunaga, invece, mostra i muscoli (il budget) quando passa dalla meravigliosa Matera, su cui si sofferma nel prologo, così come fascino nella location giamaicana; dopodiché pecca sul fronte della sceneggiatura, presentando una nuova 007 che non incide, un villain che aveva premesse molto migliori, una bond girl inconsueta (la de Armas), legando il tutto in modo disordinato.
MEMORABILE: La sigla d'apertura; Matera; Lo sparo in camera attraverso il tunnel; Il finale.

Capannelle 1/11/21 22:36 - 3954 commenti

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Quasi tre ore che non annoiano perché ritmo, corpi a corpo e sonoro sono di buon livello. Ma l'intreccio di storie, di complotti e alcuni nuovi volti appesantiscono invece di arricchire. Da elogiare singole sequenze: da Matera alla Cuba nobilitata dallo spritito sbarazzino della De Armas, dalla tundra norvegese fino all'epico finale. Nel complesso però perde quota, manca equilibrio tra vendette e pericoli genetici portati avanti da un villain al risparmio come la sua fortezza. Difetta di ironia e di mondanità, tengono su la baracca il carisma e l'umanità del sempre eccellente Craig.
MEMORABILE: Il finale, all'altezza del suo protagonista.

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Cotola 26/10/21 23:01 - 8111 commenti

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L'ultimo capitolo di 007 si rivela uno dei più riusciti, divertenti ed emozionanti tra quelli del nuovo secolo e non solo. La storia non è originale nei suoi elementi principali e nei suoi sviluppi ma il film, dopo un ottimo inizio sospeso tra i ghiacci e Matera, non annoia mai nonostante le quasi tre ore di durata. Il valore aggiunto è però il Bond più umano, forse, di sempre ed un finale difficile da dimenticare. Pessimo invece, non solo perché paga pegno all'ormai sempre più stucchevole politicamente corretto, il personaggio della 007 di colore. Perdonabili alcune imperfezioni.

Androv 30/11/21 10:29 - 43 commenti

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Un film spento, salvo l'inizio. L'ennesimo Bond con falso taglio autoriale è una battaglia persa. Il film è una stanca parodia di un film di 007. Nomi risulta decisamente antipatica, Malek è una macchietta. Romanticismo, scenette familiari e colonna sonora in stile horror completamente fuori luogo. Molto gradevole il personaggio di Paloma, una ventata di freschezza. Il finale, poi, pare un insulto. Forse si sono resi conto che il reboot non ha funzionato, escluso il maestoso Casino Royale, e hanno deciso di togliere tutto di torno, nell'era del politically correct.
MEMORABILE: Il finale, ma in senso negativo; Paloma.
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