Searching

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

I film che nascono come sfide corrono sempre il rischio di sacrificare sull'altare di un'ostinata coerenza parte della godibilità finale. Inevitabile di conseguenza che anche SEARCHING, per perseguire l'obiettivo di raccontare un intero caso poliziesco solo ed esclusivamente attraverso lo schermo di un computer finisca col pagare un'inevitabile staticità, la mancanza di quel respiro ampio che forse uscendo da un vincolo tanto costringente avrebbe potuto ottenere. A scapito dell'originalità però, della possibilità di essere ricordato e catalogato come film orgogliosamente diverso, raccontato utilizzando ogni forma di comunicazione possibile via internet (ivi compresa quella telefonica, visualizzata sempre e comunque attraverso lo schermo...Leggi tutto del pc). La trama rischiava per questo di apparire pretestuosa; invece no, per una volta è sviluppata con mirabile precisione seguendo con attenzione lo schema del giallo classico e riuscendo a coinvolgere nella ricerca del titolo, quella di una quindicenne (Sohn) scomparsa da un momento all'altro gettando suo padre (Cho), già provato dalla morte per malattia della moglie, nella disperazione. Le prime indagini le apre naturalmente lui esplorando tutti i social media a cui la ragazza partecipava, scovando le password e dimostrando notevole destrezza nel muoversi all'interno dell'articolatissimo mondo di relazioni virtuali offerte dal mondo di oggi. La freccia del mouse si sostituisce spesso al protagonista lasciando che comunque questi più volte si veda in prima persona grazie all'attivazione della comunicazione video. L'ingaggio di una detective (Messing) porta in breve all'amplificazione mediatica della vicenda come sempre capita in questi casi al cinema, con uno studio di ogni tipo di frequentazione della ragazza scomparsa il cui carattere scopriamo essere molto diverso da quello che suo padre immaginava: timida, introversa, priva di veri amici, indifesa e per questo ancor più facilmente incasellabile nella dimensione "altra" e misteriosa che il film ha tutto l'interesse di cucirle addosso. E' in questo che il meccanismo giallo su cui SEARCHING poggia trova la sua linfa vitale, andando a stimolare prima di tutto l'interesse degli appassionati del genere di riferimento, solitamente esigenti e che qui scopriranno un gioco d'incastri perfetto, ricco di intuizioni sfiziose, per una volta meno attento alla spettacolarità richiesta da chi invece si aspettava magari un'impronta più thriller con divagazioni action. Si potrà notare una certa superficialità nel trattare i personaggi, ma è in fondo secondaria alle sorprendenti scoperte fatte durante la risoluzione del caso, così come lo è l'effettiva assenza di una suspense tradizionalmente intesa. Per ultimo, impossibile non rimarcare lo straordinario lavoro operato dalla distribuzione italiana e dai grafici che vi hanno lavorato: ogni singola parola inglese sullo schermo è stata riscritta nella nostra lingua senza che si noti alcun difetto o alterazione, rendendo la nostra versione una preziosa, unica e memorabile opera di “revisione” totale (se consideriamo che l'intero film riprende lo schermo di un pc) grazie alla quale lo spettatore italiano può godere appieno dell'insolita esperienza.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/10/18 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/10/18
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Capannelle 30/10/18 00:04 - 3745 commenti

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Funziona come costruzione della tensione e, per almeno due terzi, come credibilità della storia; rimane più di un dubbio sull'epilogo ma non inficia troppo la bontà di quanto messo in scena prima. Va aggiunta la capacità di non stancare nonostante il tutto si svolga su piattaforme tecnologiche e riprese di webcam, quasi a voler dire che tutto ciò ha ormai preso il posto della vita reale. Solido soprattutto il personaggio del padre.

Daniela 27/10/18 01:46 - 9650 commenti

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Se non erro, il primo film interamente monitorizzato è stato Open Windows - qui il monitor non è più quello del laptop ma in prevalenza quello dello smartphone e le cose vanno meglio grazie ad una sceneggiatura priva di quelle vistose incongruenze che rendevano ridicolo il film di Vigalondo, ma il problema di fondo resta ed è legato all'artificiosità della scelta: durante la visione, non potevo fare a meno di chiedermi se la vicenda non avrebbe funzionato in modo migliore raccontata in modo più tradizionale. Sarà a causa della mia idiosincrasia verso un mezzo che avverto come troppo invadente

Digital 21/10/18 10:30 - 1123 commenti

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Alla scomparsa della figlia il di lui padre inizia a scandagliare il suo computer alla ricerca di indizi utili per individuarla. I film ove i computer e i social network la fanno da padroni non sono poi così rari, ma quello di Chaganty è sicuramente il migliore. Riesce sin da subito a farti entrare in empatia con lo sventurato protagonista (un eccellente John Cho), con una tensione che si taglia col coltello e non concede un attimo di respiro allo spettatore, ansioso di sapere come vada a finire. Nel genere un piccolo, grande capo d'opera.

Rambo90 23/10/18 22:50 - 6438 commenti

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Un giallo vero e proprio (più che thriller) che mette lo spettatore in grado di codificare l'enigma spiattellandogli gli indizi attraverso schermi di computer, cellulari e videocamere, in uno stile quasi da found footage ma rinnovato, modernizzato e incalzante. Oltre allo stile (reso molto bene dalla traduzione italiana) è la sceneggiatura a non fare una grinza, costruendo un mistero intrigante con molte svolte imprevedibili. Bene il ritmo, ottimo il protagonista ma anche la Messing in un raro ruolo non brillante. Da non perdere.

Markus 27/10/18 10:12 - 3331 commenti

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Una ragazza adolescente scompare misteriosamente e suo padre, da poco vedovo, inizia una forsennata e dovuta ricerca dell'amata figlia. Giallo "cibernetico" che alle classiche indagini poliziesche aggiunge quelle compiute attraverso i social network, Google et similia e chat giovanilistiche (tutte tradotte in italiano!). Un forsennato e nevrastenico ticchettio dei tasti del computer e degli smartphone accompagnano, quasi come una diabolica colonna sonora, lo spettatore in un thriller di buona scrittura che però pecca di un taglio televisivo.

Galbo 1/01/19 08:35 - 11452 commenti

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Sebbene le modalità del racconto non promettessero bene, bisogna ammettere che Searching è un thriller ben strutturato, privo di molte (non tutte) delle forzature che ci si poteva aspettare da una pellicola del genere. Una sceneggiatura plausibile, con qualche buon colpo di scena, un montaggio serrato che garantisce la tensione ed evita tempi morti, e una struttura convincente. In questo contesto la prova degli attori passa in secondo piano, ma non è necessariamente un male.

Minitina80 29/01/19 20:18 - 2400 commenti

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Non si può negare una componente di originalità, almeno visiva, essendo il film narrato per gran parte del tempo attraverso lo schermo di un computer. Scelta audace che non sempre gli consente di essere dinamico e rapido. Tuttavia, il vero punto di forza è rappresentato da una buona scrittura, curata nei particolari e attenta agli snodi cruciali. Trattandosi di un giallo non è un particolare di poco conto e, man mano che i minuti scorrono, i risultati si vedono perché si rimane attaccati allo schermo in attesa di conoscere l’esito della storia.

Il ferrini 9/02/19 19:58 - 1734 commenti

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Interessante sia nella forma che nel contenuto, è un thriller in piena regola realizzato esclusivamente attraverso monitor di computer e cellulari. Questo non toglie affatto tensione alla narrazione, anzi più d'una volta si rivela salvifico per la sceneggiatura alleggerendo dialoghi e descrizioni. Molto bravo il protagonista, John Cho, sulle cui spalle poggia quasi tutto il film, sempre più sconvolto da quanto apprende di sua figlia (che credeva di conoscere) attraverso i vari social network. Colpi di scena ben assestati e degno finale.

Stelio 26/04/19 00:08 - 384 commenti

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È vero, ci sono delle forzature, inevitabili visto lo strumento narrativo scelto, ma in ogni caso sono contenute, non paragonabili a quelle di altri film "particolari" come Cloverfield e nel complesso non diminuiscono l'effetto dell'originalissimo risultato complessivo. Qualche piccolo difetto c'è, ma l'impianto generale è semplicemente straordinario. Vicini al capolavoro.

Didda23 27/04/19 15:10 - 2298 commenti

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Un'opera che fa dell'originale stile narrativo un punto di estrema forza (il tutto è visto attraverso lo schermo di un computer) che non permette allo spettatore un attimo di pausa grazie alla forte empatia che riesce a suscitare. La sceneggiatura è abile nel creare un'atmosfera di suspense sempre maggiore, assestando discreti colpi di scena che sono in totale coerenza con quanto visto in precedenza. Da ammirare lo straordinario lavoro di traduzione nella versione italiana, che permette all'opera (buona) di avvalersi di un sentitissimo punto esclamativo.
MEMORABILE: Cho che torchia il fratello; I "sentiti" messaggi degli amici; Il finale.

Viccrowley 12/08/19 14:38 - 803 commenti

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Le premesse potevano essere poco felici, ma Chaganty dimostra che il nuovo linguaggio codificato, fatto di mail, chat e social può essere un valore aggiunto. Buonissima la scrittura e la scansione temporale di questo thriller che nonostante la mancanza di vera azione riesce a incollare lo spettatore e a condurlo al finale rivelatorio con il fiato sospeso. Attenta e acuta anche l'analisi di una società ormai basata quasi totalmente su rapporti virtuali che possono essere tutto e il suo contrario. Nota di merito per l'ottimo adattamento italiano.
MEMORABILE: Il ritrovamento dell'auto; La rivelazione finale.

Jdelarge 2/10/19 16:02 - 886 commenti

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Buon thriller che ha il merito di mantenere alto il livello di tensione per tutta la sua durata. L'esperimento è più che riuscito e anche quando la narrazione sembrerebbe prevedere un normale ricorso alla ripresa della realtà fuori dallo schermo, le soluzioni adottate non sono mai pesanti al fine della storia. Il finale è un po' forzato e, probabilmente, poco rafforzato dallo sviluppo della trama nel suo complesso, ma il risultato è più che buono.

Taxius 4/11/19 20:49 - 1651 commenti

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Thriller incentrato su un'adolescente scomparsa nel nulla e sulla disperazione del padre che con l'aiuto della polizia cercherà in ogni modo di ritrovarla. La storia si svolge tutta tra l'interno di un monitor di PC o uno schermo di cellulare attraverso chat e social network, simile per certi versi al modello già usato da Unfriended. Il rischio banalità per questo genere di film è alto, ma con grande abilità il regista è riuscito a creare un thriller tesissimo e di notevole livello. Colpo di scena finale da applausi. Una gran bella sorpresa.

Pinhead80 25/11/19 22:05 - 4005 commenti

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Il thriller che non ti aspetti arriva direttamente dal web quando un padre decide di rintracciare la figlia che non si fa viva da giorni. Potrebbe apparire all'inizio come uno dei tanti film che cercano di sfruttare in maniera maldestra il lato oscuro della rete; invece la narrazione, seppur frammentata dai passaggi da un media all'altro, non subisce scompensi di alcun genere e rimane sempre avvincente. Fino alla fine rimaniamo in bilico su quale traccia seguire e la nostra mente riuscirà a rilassarsi solo dopo il finale.

Anthonyvm 12/12/19 23:50 - 2137 commenti

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Raccontare una storia attraverso monitor, telefoni e videocamere varie non è una novità (l'italico Psychomentary, Unfriended...), ma di rado queste sperimentazioni stilistiche sono messe al servizio di un plot solido, coinvolgente e retto da personaggi ben delineati. "Searching" fa eccezione: stupisce la fluidità narrativa con cui chat, social e software di uso comune vengono usati per dar corpo alla vicenda; sorprende inoltre la trama in sé, intrigante e meno banale di quanto possa sembrare. Qualche forzatura c'è, ma si perdona. Intelligente.
MEMORABILE: La nostalgica schermata di Windows XP; La morte della madre suggerita da un aggiornamento del calendario; Il video della lite al cinema; La soluzione.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Brainiac • 9/12/18 10:17
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Daniele ebbe a dire




    il problema di fondo resta ed è legato all'artificiosità della scelta: durante la visione, non potevo fare a meno di chiedermi se la vicenda non avrebbe funzionato in modo migliore raccontata in modo più tradizionale. Sarà a causa della mia idiosincrasia verso un mezzo che avverto come troppo invadente?

    Eravamo in due, a chiedercelo. Mi sono avvicinato al film galvanizzato dalle recensioni gaudiose dell'internet (mentre qui sul Davinotti ci si andava -giustamente per me- più con proverbiali piedi di piombo). Il film è passabile, ma la ricerca ossessiva nel riuscire a circoscriverlo allo schermo e ad i social che esso riflette per me è stata esperienza snervante, pretenziosa ed innecessaria. Molti si sono gasati perchè la sceneggiatura skippa agile fra Facebook, Facetime e Google. Ma anche chissenefrega. Ho letto di "coinvolgimento emotivo" perchè nelle prime scene si tocca l'argomento della malattia con l'espediente delle scadenze del calendario del pc. Ecco, per me tutto l'opposto, è proprio l'espediente a distaccarmi anni luce dall'immedesimazione. Come te per TUTTA la durata pensavo allo sforzo penoso di dover comunque stipare tutto l'ambaradam nel mondo virtuale. E comunque sia alla fine le camere si triplicano, le dirette si moltiplicano e più di un punto è confuso. Anche dal punto di vista "filologico" e tecnico non tutto torna, non lo si paragoni a Nodo alla gola, please.
  • Discussione Zender • 9/12/18 11:19
    Consigliere - 43743 interventi
    Mah, io devo dire che invece ho finalmente apprezzato un giallo ben congegnato come non se ne vedono di frequente (anzi, è sempre più difficile), al quale è stata aggiunta l'idea di raccontarlo tutto o quasi sullo schermo di un PC (perché pure le telefonate si vedon lì) e lo si è fatto con grande inventiva nelle soluzioni utilizzate (non tanto visive, parlo proprio a livello diegetico, come l'idea della ragazza-immagine o dei programmi per le chat). Ricordo che tornasse praticamente tutto e in un giallo è anche questa qualità assai rara. Non capisco cosa ti abbia portato a pensare allo sforzo fatto dagli autori, visto che alla fine il tuo dovrebbe essere semplicemente quello di fruirne; e la storia, a parer mio, ti distrae abbastanza dal concentrarti su quello. Con Nodo alla gola non lo paragonerei mai nella vita (a parte l'unità di luogo, comune a molti film, non ci vedo altro aggancio). Ho appunto trovato invece molto apprezzabile l'aver condensato tutto in un mondo, che è quello del futuro, senza perdere di vista la storia. Non ci ho visto emergere insomma quella pretestuosità che mi aspettavo di trovare quando lessi la trama da qualche parte.

    Mi ha invece stupito da morire il lavoro fatto per la versione italiana: straordinario! Spero che il bluray non osi proporci quella non localizzata.
  • Discussione Brainiac • 9/12/18 12:33
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Zender ebbe a dire:
    non capisco cosa ti abbia portato a pensare allo sforzo fatto dagli autori, visto che alla fine il tuo dovrebbe essere semplicemente quello di fruirne; e la storia, a parer mio, ti distrae abbastanza dal concentrarti su quello
    Per me lo sforzo che hanno fatto, soprattutto verso la fine, è evidentissimo, proprio da gocciolone sulla fronte a mo' di manga giapponese. La diretta dal funerale, il continuo rimpallarsi fra telefonate e tg, i 4 e più punti di vista a casa del fratello. Chi è che ha creato questo patchwork d'immagini? Io a quello penso, purtroppo, contento se ad alcuni non succede, ne avranno goduto più di me. Inoltre non sono assolutamente uno da "immedesimazione punto e basta", sono così appassionato di cinema che devono funzionare tutti i livelli per soddisfarmi in pieno, non soltanto quello dell'intreccio. Non pretendo verosimiglianza nei gialli, non sono uno di quelli che sconfessano un film solo per un dettaglio, ma se l'impalcatura diventa più presente della storia non mi garba. Detto questo il film è un buon intrattenimento, lo rivedrei fra un tot per confermare o sconfessare le mie prime impressioni.

    Con Nodo alla gola non lo paragonerei mai nella vita (a parte l'unità di luogo, comune a molti film, non ci vedo altro aggancio).


    Sì ma infatti come ho specificato nel post di sopra le lodi sperticate le ho trovate su altri siti, Il davinotti è in controtendenza con il web, mostrando per Searching un apprezzamento non sbilanciato verso il Masterpiece, ma ti basterà leggere i commenti di Youtube, qualora ne avessi voglia, per vedere corroborata la mia impressione.
  • Discussione Zender • 9/12/18 19:02
    Consigliere - 43743 interventi
    Sì, mi piace l'immagine delle gocce giapponesi ed è molto probabile sia andata così, ma a me pare una virtù, il voler far rientrare tutto nella sfida che gli autori si son posti all'inizio. In mezzo a tanti film fatti tanto per scopiazzando senza fatica qua e là, se qualcuno ogni tanto s'impegna ricordandoci che fare un film dovrebbe anche essere sudore e fatica non è male. Il cinema dovrebbe poter esser visto anche come sfida ogni tanto, e non solo nella creazione di nuovi effetti speciali ma anche nell'elaborazione di intrecci particolari, di "trucchi" legati alla sceneggiatura. Poi per carità, nessuno dice che debba garbarti la cosa. Anzi, come noto io sono assolutamente contro il pensiero unico e più son presenti opinioni discordanti sullo stesso film meglio è. Dirò di più: il davinotti era nato proprio per combattere l'unicità di giudizio e la parola "correggibile" indicava proprio come i giudizi presenti fossero lì anche per essere corretti. Detto che i commenti di Youtube non li leggo praticamente mai (non che abbia niente contro, sia chiaro, ma per abitudine), di solito chi commenta è chi ama ciò che viene proposto nel video, quindi non mi parrebbe un giudizio molto attendibile.
  • Discussione Daniela • 9/12/18 22:57
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    Chi è che ha creato questo patchwork d'immagini? Io a quello penso, purtroppo, contento se ad alcuni non succede, ne avranno goduto più di me. (...) Non pretendo verosimiglianza nei gialli, non sono uno di quelli che sconfessano un film solo per un dettaglio, ma se l'impalcatura diventa più presente della storia non mi garba. Detto questo il film è un buon intrattenimento, lo rivedrei fra un tot per confermare o sconfessare le mie prime impressioni.

    Concordo parola per parola, a parte il fatto che il film non penso proprio che lo rivedrò...
  • Homevideo Zender • 23/07/19 15:26
    Consigliere - 43743 interventi
    La versione in bluray del film targata Sony Pictures ha il gran pregio (e sarebbe stata un'ingiustizia se così non fosse stato, d'altra parte) di essere quella italiana, cioè localizzata da noi con tanto di traduzione in grafica di tutte le schermate di pc, social e via dicendo, un lavoro enorme che permette di vedere davvero tutto come se fossimo sul pc (o sul cellulare, o sul tablet) di casa nostra. Potrà far storcere la bocca ai puristi (e fa sorridere switchare sull'inglese e ascoltare i protagonisti che parlano in inglese di fronte a schermate tutte in italiano!) ma è sicuramente un bel tributo a chi s'è sobbarcato l'impresa, con risultati straordinari! Chissà se anche le prossime uscite del film manterranno il master di casa nostra...