LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il primo (e unico) film che Stefano Vanzina firma senza usare l'abituale pseudonimo di Steno è anche il primo del filone “poliziottesco” all'italiana, destinato ad aprire un nuovo genere di successo in cui si inseriranno tutti i grandi artigiani d'Italia, da Lenzi a Girolami, da Massi a Dallamano: un genere centrato soprattutto su eterni inseguimenti, scontri a fuoco, commissari di ferro e tanta violenza. A questo proposito è qui da segnalare una sequenza particolarmente agghiacciante, girata magistralmente da Steno: una ragazza ostaggio si ribella, durante un inseguimento, e viene scaraventata giù dalla moto per finire maciullata sotto le ruote dell'auto che la pedina a breve distanza. Ma non...Leggi tutto è l'unico momento violento, proprio perché l'intero film è costruito con un montaggio serrato che cerca di trasmettere allo spettatore il clima di costante allerta in cui vive la polizia, impersonata dal solito impeccabile Enrico Maria Salerno inflessibile, risoluto e rabbioso come non mai. Le sue sfuriate ai colleghi e ai pregiudicati sono sfoghi d’ira d’impressionante efficacia, così come efficace, senza fronzoli, è la regia. La storia forse non è delle migliori, ma il livido finale la riscatta in pieno e si impone come feroce critica (anche un po' grossolana, se vogliamo) alla burocrazia che lega le mani dei poliziotti più volonterosi. Non c'è spazio per le persone oneste nel nostro mondo, sembra dirci Steno. Fotografia cupa, musiche (di Stelvio Cipriani) che anticipano i tempi di tutti i successivi polizieschi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 24/03/07 00:57 - 4751 commenti

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Archetipo solido ed essenziale. Grande mestiere e momenti grandi, fra i quali la sequenza dei volti che, all’esterno del capannone, attendono le decisioni dell’assediato. Film confezionato senza fronzoli, che bada al sodo e centra perfettamente l’obiettivo, nonostante qualche cospicua inverosimiglianza, necessaria per lo svolgimento della vicenda. Ottimo Salerno, ruvido Sancrotti (fa Rovoletto in Banditi a Milano di Lizzani), grande Cusack, sorprendentemente banale la Melato, corretto Adorf.

Undying 12/04/07 22:02 - 3839 commenti

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La base del poliziottesco italiano ha fondamenta granitiche. E parte della solida tenuta è da individuare nella semplicità e nella maniera "diretta" con cui Steno si rivolge al pubblico: parlando di "problemi" che tutti conoscono (conoscevano) e di cui tutti parlano (parlavano), ma che sono (erano) tabù nei media. Grande l'interpretazione di Salerno che contribuisce a rendere più concreta una sceneggiatura fluida ed efficace che, in crescendo, raggiunge la perfezione sulle battute finali. Vigilante (William Lustig) deve molto a questo film.

Deepred89 8/08/07 13:43 - 3293 commenti

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Tra i primi (e migliori) polizieschi italiani. La sceneggiatura è veloce ed intrigante, la regia è ottima e il cast straordinario, con l'ottimo Enrico Maria Salerno nei panni del commissario Bertone e altri attori (come Adorf e Cusack) assolutamente perfetti. Successo meritatissimo. Da non perdere.

Venticello 14/08/07 09:18 - 63 commenti

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Considerato il capostipite del poliziesco all'italiana, ne contiene, seppur in embrione, tutti gli stilemi: dal commissario incazzato ma impotente (un ottimo E.M.Salerno) alla violenza esasperata dei "cattivi", sino ad anticipare i vigilantes di Roma Violenta. Certo, l'ottimo Vanzina si ritrova un po' impacciato nelle scene di azione (non molte per la verità) e negli inseguimenti e deve molto a Banditi a Milano nella scena del giro in torpedone, ma la regia è solida e gli attori sfoderano ottime interpretazioni. Finale amaro, come da copioni a venire.
MEMORABILE: La Belli buttata giù dalla moto, le sfuriate di Salerno. Le tette della Belli.

Caesars 3/09/07 15:38 - 2729 commenti

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Primo film del cosiddetto "poliziesco all'italiana" o "poliziottesco" e che risulta essere uno dei migliori. La storia è discreta ed è diretta con mano sicura da Stefano Vanzina, che qui si firma con il suo vero nome anziché con lo pseudonimo (Steno) che l'aveva reso famoso. Buona l'interpretazione di Enrico Maria Salerno nel ruolo del comissario di ferro. Non eccezionale, ma imperdibile per i fan del genere.

Homesick 14/10/07 08:34 - 5737 commenti

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Secco, essenziale, cupo e distopico, evita eccessi e spettacolarizzazioni poi tipiche del genere cogliendo perfettamente il segno e anticipando i temi di Una 44 magnum. Salerno è disciplinato e rigoroso, con improvvisi scatti di comprensibile ira; Cusack ermetico e imperturbabile; Adorf misurato; Fabrizi irridente e sfuggente come un'anguilla. Un buon lavoro è svolto anche dalle musiche di Cipriani, specialmente nel sottolineare i momenti in cui l'Anonima Anticrimine entra in azione
MEMORABILE: Cusack che legge "Pinocchio"; l'esecuzione di Fabrizi; il comizio di Salerno nella Roma by night.

Lovejoy 24/02/08 17:48 - 1824 commenti

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Tra i primi del fortunato filone del poliziesco all'italiana. Nonostante qualche pausa di troppo, risulta molto convincente. Sopratutto nel delineare la figura del commissario, resa magistrale da un'interpretazione intensa di un Salerno mai più a questi livelli. Il resto del cast è all'altezza della situazione. Alcune scene, tra cui il finale, sono davvero notevoli. Bella colonna sonora di Cipriani.

Puppigallo 26/03/08 16:00 - 4515 commenti

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Una regia sapiente per un poliziesco amaro, violento (le esecuzioni) e piuttosto convincente. C’è un po’ di retorica (il bus coi giornalisti, in tour notturno col protagonista), ma il meccanismo funziona e Enrico Maria Salerno è bravo (l’integerrimo capo della polizia Bertone). L’indagine mantiene vivo l’interesse dello spettatore e i dialoghi sono piacevoli, sia quelli coi delinquenti, che quelli tra le forze dell’ordine e il governo (anche lì non c’è da stare tranquilli). La Melato se la cava e il delinquentello Bettarini non è male. Buono.
MEMORABILE: Il poliziotto: “E che ci fai con una catena in tasca?”. E il fermato: “Ce porto a spasso er cagnolino”.

Cotola 31/08/08 19:51 - 7564 commenti

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Capostipite del poliziottesco italiano, pur essendo un filino sopravvalutato, gli va dato il merito di aver dato vita ad un genere nuovo per il nostro cinema e di averlo fatto trattando temi, momenti e situazioni che verranno poi copiati fino allo sfinimento in svariate altre pellicole. A prescindere poi dal suo valore "storico", il film regge bene anche dal punto di vista del puro intrattenimento: la discreta sceneggiatura ed il buon ritmo ne fanno, infatti, una pellicola davvero avvincente. Bello anche il finale non consolatorio.

Fauno 28/01/09 15:59 - 1928 commenti

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Spettacolare come sempre l'interpretazione del grandissimo Enrico Maria Salerno. Film rivelatore dei sottoscala della politica e di una riesumazione molto pericolosa di vecchie ideologie reazionarie, in certi casi giustificate. Nondimeno film di azione, ricco di colpi di scena, che lascia malgrado tutto un'esile speranza che un altro eroe possa andare avanti a cercar di fare giustizia.
MEMORABILE: Quando i fermati tornano in questura per sfuggire al linciaggio.

Brainiac 1/02/09 14:43 - 1083 commenti

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Ottimo poliziesco italiano. L'unica pecca sta nelle dispute fra la polizia e i giornalisti sui metodi utilizzati dai tutori dell'ordine, che forse sarebbero state meglio se "implicite" nella sceneggiatura, cioè non "parlate" ma inserite nel racconto. Ottimo Maria Salerno, "cazzuto" come "giustiziere" e sempre credibile nella recitazione. Sexy la Melato, istrionico al solito Fabrizi (coi suoi modi affettati da "fijo de na..."). Belle le musiche, soprattutto quando si fanno jazzate (meno quando sottolineano momenti di riflessione, dove diventano sdolcinate).
MEMORABILE: La scena in cui dei ragazzi che si lamentano per essere stati fermati vengono gettati da Salerno alla folla inferocita che li crede assassini.

Trivex 9/04/09 21:06 - 1498 commenti

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Qui c'è tutta l'Italia, scura e sbagliata, degli Anni Settanta. Il garantismo perverso per i criminali è però solo la scusa che può scatenare "la reazione". Ma il tema del ritorno del "politicamente nero" è parallelo all'impotenza e alla paura del cittadino normale, dimenticato dal fervore politico-ideologico, violento con l'uomo medio e compiacente con il delinquente. E quando un solitario, con la correttezza intellettuale che necessita al suo ruolo, si espone nel perseguire i suoi ideali, fa ricordare a tutti che la patria non dovrebbe avere bisogno di eroi.

Bruce 14/07/09 10:37 - 1005 commenti

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Pietra miliare del genere poliziesco, dal quale quasi tutti i seguenti film hanno attinto a piene mani. Con una valida sceneggiatura e dei dialoghi credibili ed approfonditi, scene d'azione pertinenti e ben realizzate, ottimi interpreti (su tutti Enrico Maria Salerno), una colonna sonora che ha fatto scuola. Alcune sequenze sono di forte realismo e violenza e richiamano lo stile del miglior Di Leo. Grande esempio di cinema che coniugava bene l'impegno civile, la denuncia sociale e lo spettacolo.

Harrys 9/10/09 20:14 - 682 commenti

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Ve lo facciamo vedere noi come si trattano i criminali. Il messaggio che sembra emergere da codesta, attualissima (ahinoi) pellicola appare proprio questo. Diretta da un impeccabile Steno ed interpretata altrettanto bene da Salerno ed Adorf, è incredibile come risulti "fresca" pur avendo sul groppone trentasette e rotti anni. Il desiderio di voler reagire ad un imperante buonismo di fondo, ad una cultura del perdono incondizionato e ad una spropositata tutela, sono gli stessi sintomi che si avvertono nell'attuale quotidiano. Fate vobis. ***1/2

Nicola81 7/12/09 14:53 - 1981 commenti

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Vanzina rinuncia allo pseudonimo di Steno e realizza quello che per antonomasia è considerato il capostipite del poliziesco all'italiana e probabilmente il miglior film dell'intero filone, per il suo coniugare sapientemente azione, cronaca e impegno civile. Le critiche al sistema giudiziario diventeranno un vero e proprio leit-motiv, ma poi vengono sottolineati anche i pericoli della giustizia sommaria, vista come il primo passo verso il rovesciamento delle istituzioni democratiche. Finale amaro, ma con qualche spiraglio di ottimismo.
MEMORABILE: La morte di Laura Belli, scaraventata da una moto in corsa e travolta da una Giulia della polizia.

Tomastich 16/01/10 11:18 - 1216 commenti

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Stupendo affresco di una società ai limiti del colpo di stato: qui di "poliziesco alla Merli" c'è veramente poco, qui si parla di reazione sociale, assenza dello stato e squadracce nere formate da ex militari. Una composizione davvero esemplare di Stelvio Cipriani fa da sfondo a questi misfatti della storia italiana. Si cita pure il caso dell'anarchico Pinelli per non distogliere lo spettatore dalla fiction del film: questa poteva (e potrà) essere la realtà.

Tarabas 6/08/10 11:27 - 1706 commenti

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Il crimine incalza, la Polizia ha le mani legate, allora compare una squadraccia di giustizieri. Sullo sfondo, trame oscure. Solido film che coniuga efficacia di genere e riflessioni politiche più complesse, con altro esito rispetto ai vari "Milano/Roma/Napoli trema etc.". Con un cast notevole, Steno mostra un'Italia che è realmente esistita e i dilemmi tra democrazia e scorciatoie autoritarie, pur con qualche lungaggine didascalica (la gita in pullman con la stampa). Il finale ricorda un po' A ciascuno il suo di Petri.

Daidae 20/03/10 23:37 - 2749 commenti

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Considerato il capostipite del poliziesco all'italiana, siamo più sulle "trame nere" che sul puro poliziesco d'azione. Ottima la prova del cast: dal granitico Salerno al sempre ottimo Cusack. Si tratta di un valido prodotto dal quale diversi registi attingeranno in seguito.

Disorder 21/04/10 00:01 - 1408 commenti

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Un bel film dalla grande influenza storica. Gli elemeneti tipici del poliziesco all'italiana ci sono tutti, tanto da poter dire che i successivi (numerosissimi) film di genere altro non siano che variazioni sul tema: il commissario di ferro, i crimini efferati, il complotto sovversivo, lo scontento della popolazione ecc... Ma la sua forza sta anche nell'attualità: incredibilmente l'Italia di oggi ha gli stessi problemi di allora. Non è un capolavoro, nel suo genere sarà anche superato (penso a Milano odia di Lenzi) ma l'importanza storica è grande.
MEMORABILE: Il sospettati che rientrano spontaneamente in questura per non essere linciati dalla folla.

Cangaceiro 14/06/10 13:59 - 982 commenti

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Gran bel film ricco di temi ed argomenti di riflessione in puro stile anni '70. Steno passa con disinvoltura al poliziesco grazie alla sua inossidabile e acclarata professionalità. Roma è un catino bollente dove ne succedono di tutti i colori dall'incipit all'epilogo ed i buoni non sembrano esistere. Da applausi la prova di Salerno, lontano anni luce dalla figura di poliziotto muscolare e indistruttibile, ma grondante autorevolezza e umanità. Ben centrati anche i caratteri secondari (Fabrizi, Adorf ecc.). Assieme a Banditi a Milano un pilastro del genere.
MEMORABILE: La conferenza stampa notturna in autobus (la vicenda dei travestiti ricorda l'attuale caso Marrazzo); Laura Belli sfracellata dalle ruote dell'auto.

Nando 17/07/10 15:48 - 3486 commenti

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Iniziatore del poliziottesco all'italiana, il film mostra un'azione denunciante più che adrenalinica. Salerno impersona un sobrio Commissario lontano anni luce dai suoi futuri emuli. L'azione latita e si osservano analogie con opere di Petri o Damiani. Tuttavia apre il filone in maniera dignitosa.

Herrkinski 15/10/10 12:29 - 5214 commenti

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Tra i primi poliziotteschi è da considerarsi un ottimo prototipo; non manca la violenza tipica del filone ma qui, rispetto ad altri epigoni, ci sono dialoghi migliori ed una critica al vigilantismo e ai poteri occulti, anticipatrice di molti altri film (anche d'oltreoceano). La regia di Steno è solida ed essenziale, così come granitica e tesa è l'interpretazione del sempre ottimo Enrico Maria Salerno. La vicenda si lascia seguire tutta d'un fiato senza annoiare, per arrivare a un finale tetro e pessimista, riflesso del periodo storico.
MEMORABILE: La ragazza che cade dalla moto e viene travolta dalla macchina.

Xabaras 5/12/10 00:59 - 189 commenti

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Con un occhio rivolto ai classici del poliziesco americano (Callaghan) e un altro al cinema politico di Damiani, Vanzina realizza quello che viene unanimamente considerato come il primo poliziottesco all'italiana. E a ben vedere alcuni dei suoi clichè caratteristici sono già ben presenti: la figura del commissario solo di fronte al dilagare della criminalità, la continua ricerca della spettacolarità nelle scene d'azione e il sensazionalistico materializzarsi della violenza. Ottimo il cast, in cui spiccano lo splendido Salerno e il sibillino Cusack.

Enzus79 15/12/10 17:59 - 1829 commenti

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Uno dei migiori polizieschi italiani che abbia visto. Alla regia c'è Steno che mi ha convinto moltissimo, così come tutto il cast (specie Enrico Maria Salerno). La storia sfocia in tematiche molto sentite in quegli anni e che non vengono mai banalizzate. Ottimi gli inseguimenti e la colonna sonora.

Markvale 20/08/11 17:37 - 143 commenti

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Considerato da molti il vero capostipite del genere "poliziottesco", soffre per l'indecisione fra l'adozione dei coevi stilemi del più solido poliziesco americano e l'adesione alle istanze proprie del cinema impegnato e civile nostrano. Tuttavia, concedendosi minime pause e tempi morti, la pellicola mantiene tutta la capacità di attanagliare lo spettatore. Già presenti tutti i topos del genere (il poliziotto onesto ed incazzato, il magistrato garantista, la piccola malavita metropolitana violenta e senza remore).

Capannelle 7/09/11 09:31 - 3732 commenti

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Splendide le musiche i Cipriani, discreta la regia di Vanzina, buono il cast per una storia che si rivela abbastanza meditata. Limite del film è il carattere manicheo nel disegno dei personaggi: il procuratore che chiede al criminale se i poliziotti lo hanno picchiato, il commissario che rischia la vita per il Settecamini o fa il cazziatone ai colleghi stile asilo. Roba da operetta... ma a parte questo il film prende, anche perché non abusa di situazioni esplicitamente violente. ***

Stefania 1/02/12 22:47 - 1600 commenti

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Steno inaugura l'epica del poliziotto scomodo, che del comune cittadino dell'epoca (e forse anche di quello attuale) incarna il senso d'impotenza, gli umori rabbiosi, ma anche il fondamentale rispetto per l'ordine e per l'integrità morale. L'ottimo Salerno è il bersaglio del fuoco incrociato di poteri palesi ed occulti: la magistratura, la stampa, e una squadra anticrimine... parallela, decisa a dare un nuovo significato allo slogan "Manteniamo Roma pulita". Buon film, allo stesso tempo riflessivo e dinamico, speranzoso e cupo. Cusack spicca su tutti, spaventosamente ambiguo.
MEMORABILE: L'atroce fine di Laura Belli; lo sfogo di Salerno col Sostituto Procuratore dopo l'arresto di Settecamini.

Gestarsh99 24/03/12 23:09 - 1330 commenti

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Nascita ufficiale del poliziesco all'italiana. Da severo patriarca di un genere tra i più specifici del nostro Cinema, Stefano Vanzina deposita qui i tasselli capitali sui quali attecchirà tutta una formicolante colonia di pellicole prodotte tra il '72 e l'80. Meno retorico di quanto potesse apparire all'epoca; assai più veritiero e "sentito" di tutti i derivati girolamiani e martiniani, tanto nell'esporre succintamente antagonismi procedurali tra polizia, magistratura e testate giornalistiche quanto nell'equiparare senza riserve criminalità esterna ed interna allo Stato. Paradigmatico.
MEMORABILE: Il "puttan-tour by-night" offerto dal commissario Bertone alla ciurma d'imberbi giornalisti; L'amara disfatta di un bravissimo Enrico Maria Salerno.

Il Dandi 22/04/12 03:15 - 1821 commenti

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Capostipite di uno dei filoni più prolifici ed amati del cinema di genere, ha prodotto forse epigoni migliori ma già ne codifica gli ingredienti essenziali: il pessimismo noir del poliziotto solitario ed eticamente controverso e la ferocia cinica dell'azione violenta. Eppure, con tutto il suo manicheo qualunquismo spudoratamente commerciale (si veda la conferenza stampa sul bus notturno), resta più emblematico della società di quegli anni di tanto cinema politico. Belle le facce e le location.
MEMORABILE: La scena di massa davanti alla Questura; i manifesti dell'"anonima anticrimine"; la caduta dalla motocicletta.

Zender 26/06/12 11:20 - 282 commenti

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Come non amare quel rissoso, irascibile, carissimo commissario Bertone? E' lo sbirro volonteroso dalle mani legate padre di tutti i nostri poliziotti violenti, ma con l'umanità che ai figli mancherà. Perché Vanzina punta prima al realismo che allo spettacolo mentre Salerno si lancia sopra le righe con la consapevolezza del grande istrione. Gli ingredienti base del genere ci sono già tutti, anche se il modello è ancora il film di denuncia più dell'action. Nella prima parte si zoppica, poi va meglio. Grandi duetti con Adorf, la Melato in ombra.
MEMORABILE: "Troppo sangue, anche per me..."

Motorship 27/06/12 22:33 - 567 commenti

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Uno dei migliori polizieschi mai realizzati qui in Italia! Steno dirige con vera maestria un poliziesco che, più che un poliziesco, è una descrizione esatta della società civile dell'epoca, in particolare dell'uomo comune, con tutti i suoi pregi ma anche i tanti difetti. Oltre alla già citata regia, anche gli attori non sono da meno. Oltre ad un grande, immenso, Enrico Maria Salerno, ci sono infatti un grande Cusack e un altresì magistrale Mario Adorf. Assai meno convincente la prova scialba della Melato. Da vedere assolutamente.

Graf 5/01/13 02:36 - 699 commenti

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Un film che è preziosa prova documentale di ciò che era diventata la società italiana negli anni '70: violenta, criminale, a pezzi, percorsa da misteriose trame eversive che minacciavano la tenuta democratica delle istituzioni. Un poliziesco oscuro, violento, drammatico, tecnicamente agguerrito, dal retrogusto amaro, forse un pò manicheo nello stabilire dove fosse il bene e dove si annidasse il male ma, anche lucido e onesto nel porsi la domanda su come la democrazia possa combattere la delinquenza senza sfociare in un regime autoritario. Film notevole.
MEMORABILE: Enrico Maria Salerno è superlativo nel ruolo del Commissario Bertone, duro, dolente, pieno di dubbi ma integerrimo e fedele alle leggi democratiche.

Didda23 27/11/13 12:00 - 2288 commenti

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La grandissima abilità di Vanzina sta nell'attualizzare la sceneggiatura alla drammatica situazione italiana della prima parte degli anni settanta mediante dialoghi alquanto sagaci e critici. La regia, abile e accorta, confeziona un bel film di genere con inseguimenti tostissimi e violenti e momenti nei quali la tensione la senti sulla pelle. Serrato e acuto per tutta la durata, ha il proprio picco nel maestoso e intenso finale. La Melato, purtroppo, offre una prestazione dimenticabile. Straordinario lo score di Cipriani.

Gabrius79 27/12/13 02:10 - 1199 commenti

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Tra sparatorie e denuncia sociale si consuma il capostipite dei polizieschi all'italiana diretto da Stefano Vanzina con un ottimo Enrico Maria Salerno e una brava Mariangela MElato. Il ritmo latita e la storia prosegue senza grandi sussulti. A suo modo un interessante visione di inizio anni 70.

Giùan 4/04/14 11:27 - 3017 commenti

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Rimarca ancora, a decenni di distanza, la sua forza di capostipite di un genere, rispetto al quale continua a brillare per propulsiva dinamica cinematografica oltrechè in virtù d'una invidiabile poliedricità ideologica. Steno delinea con nettezza forse semplicistica ma chiara le forze in campo (criminalità violenta, magistratura (iper) garantista, buie e potenti trame), trovando in Salerno volto e scatti in grado di sintetizzare sociologicamente un'Italia che coniughi ordine e rispetto democratico. La narrazione a volte è soverchiata da cotanto pamphlet.
MEMORABILE: Fabrizi che molla il cazzotto in questura per farsi picchiare; Lo sguardo da estatico posseduto demoniaco di Cusack.

Jdelarge 29/04/14 19:35 - 881 commenti

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Raffinato poliziesco di Vanzina che pone in maniera intelligente l'attenzione su tutti gli estremismi possibili e immaginabili, condannandoli inesorabilmente. L'intero cast è autore di un'ottima prova e in particolare Salerno appare in stato di grazia. La trama è ben approfondita, anche se il vittimismo della polizia ogni tanto risulta eccessivo. La musica di Stelvio Cipriani, in linea con tutto il film, è ben eseguita, soprattutto grazie all'utilizzo di un pad molto cupo che sottolinea magistralmente i momenti di tensione.

Myvincent 27/08/14 18:26 - 2579 commenti

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Un film sull'anonima anticrimine che descrive con puntualità il clima plumbeo in Italia negli anni '70 da un punto di vista giudiziario, sociale, politico e non solo, quando Roma era una città difficile da vivere per il cittadino privato. Chiudono il cerchio attori di serie A e un finale che lascia un gusto amaro in bocca. Solo le considerazioni sulla "pederastia" cinquant'anni dopo, sono davvero obsolete...

Delpiero89 1/10/14 18:10 - 263 commenti

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Tra i più celebri poliziotteschi in assoluto, è un buon esempio di cinema italiano anni '70. Non eccessivamente violento e confezionato con cura, al fine di essere un buon documento su quell'epoca e sulle relative problematiche. Ad innalzare notevolmente il giudizio sul film è, senza dubbio, la prova di Enrico Maria Salerno, che giganteggia nel ruolo del commissario Bertone. Non il miglior poliziesco italiano ma ha molti meriti.

Minitina80 4/06/15 20:54 - 2364 commenti

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Quando si è in grado con un film di inventare un genere, forse anche involontariamente, non si può fare a meno di stendere un tappeto rosso a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione. In realtà i connotati sono quelli del cinema di denuncia sociale e i polizieschi che ne sono derivati sminuiscono il suo spessore, confinandolo a un immaginario collettivo assai riduttivo. Enrico Maria Salerno è eccezionale e il finale, seppure nerissimo, gli dona ulteriore grandezza.

Faggi 20/12/15 18:48 - 1507 commenti

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Solido. Anche se con qualche sbavatura formale (del tutto perdonabile, tuttavia). Atmosfera generale intrigante e buone idee che saranno perdipiù riprese da alcuni polizieschi successivi. Ottime certe scelte di fotografia che per l'epoca non erano così comuni. Cast dignitoso. Verissima l'opinione di Salerno di ritenere la galera l'università del crimine.

Maik271 3/01/16 12:46 - 436 commenti

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Uno dei migliori polizieschi italiani di sempre questo diretto da Vanzina, in cui un bravo Gian Maria Volontè interpreta il poliziotto che combatte contro tutti: delinquenti, magistrati, stampa e persino contro una deviata Anonima Anticrimine. Soggetto molto curato, magnifica colonna sonora del maestro Cipriani e ottimo cast completano il quadro. Proprio bello.
MEMORABILE: I cartelloni sparsi per Roma; La caduta dalla moto e il finale.

Rufus68 29/05/16 23:53 - 3119 commenti

I gusti di Rufus68

Un film da premiare per la sua scabra brutalità (che non significa grossolanità) e la sotterranea definizione di un paese ormai privo di speranze (e che dice molto sull'Italia a venire). Notevole anche il tema trattato (una polizia parallela che rende giustizia laddove l'ordine ufficiale fallisce), un vero paradigma per il poliziottesco futuro (anche americano; l'affine Una 44 magnum per l'ispettore Callaghan è dell'anno seguente). Bravi Salerno e Cusack, debitamente viscido Fabrizi. Adorf gira col freno a mano tirato; banale la Melato.

Ultimo 30/09/16 10:54 - 1370 commenti

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Tipico poliziesco anni 70 crudo e spietato, dove nessuno pare avere speranza. Enrico Maria Salerno veste ottimamente i panni del commissario tutto d'un pezzo nonostante sia meno uomo d'azione rispetto al contemporaneo Merli. Nel film si susseguono buoni dialoghi, inseguimenti e sparatorie, di conseguenza se apprezzate il genere non potete perderlo. A tratti si rallenta, ma un finale tanto gelido quanto amaro rende il tutto un buon film. Buona la prova di Mario Adorf.

Pessoa 6/12/16 08:56 - 1181 commenti

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Il cinema italiano ringrazia Steno per aver con questo film disegnato i canoni di un sottogenere che il cinema mondiale ancora ci copia. Tutto gira senza sbavature e Salerno è più che credibile nel ruolo del commissario, mentre Adorf si ritaglia il personaggio con l'intelligenza del grande attore. La storia, avvincente e ben scritta, apre molti percorsi paralleli in seguito rivisitati molte volte con meno efficacia. Il marcio negli apparati dello Stato è descritto con chiarezza e senza sconti, donando al film un'attualità ancora viva.
MEMORABILE: Il dialogo finale di Adorf con la "eccellenza" dal volto volutamente celato.

Kozincev 3/10/18 21:38 - 47 commenti

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Grande film, con un protagonista semplicemente perfetto: il mai abbastanza compianto Salerno era capace di tenere in piedi qualunque soggetto; figuriamoci un'opera del genere, in cui tutto funziona (dalla sceneggiatura granitica alla regia tesa e vibrante). Questo è sicuramente ottimo cinema, nonché uno dei migliori esempi di film degli Anni Settanta.
MEMORABILE: L'uccisione dell'integerrimo Bertone; Tutte le sfuriate del commissario

Bubobubo 16/10/18 15:45 - 1223 commenti

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V'è certo dell'ingenuità narrativa nella rappresentazione di un solitamente destrorso Salerno come di un baluardo di giustizia e legalità contro le trame deviate di apparati parastatali e servizi segreti, ma il film regge magnificamente ancora oggi la prova del tempo e alcune sequenze, come il celeberrimo dumping dal motorino in corsa, mantengono intatta la loro connaturata cattiveria. L'unico vero peccato è che, in un cast ricco di nomi importanti, Mariangela Melato sia relegata a una parte poco a fuoco e ancor meno significativa.

Vito 15/12/18 23:26 - 662 commenti

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Poliziesco di forte denuncia diretto con mano ferma da Vanzina senior. Mette i brividi, immerso com'è nel clima di paura degli anni di piombo, paura del terrorismo, paura dello Stato stesso, delle sue tentazioni autoritarie e del golpe. Coraggiosi, per l'epoca, anche i riferimenti al caso Pinelli. Grande cast con Adorf, Cusack e Salerno, tutti bravissimi.

Berto88fi 25/08/19 14:13 - 199 commenti

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Fondamentale nel filone dei polizieschi all'italiana, accurato nella confezione, semplice nella trama ma leggermente carente nel ritmo. Ancora acerbo sul versante action, ma pienamente convincente come cinema di denuncia. Nel cast risalta un grandioso Salerno, poco sfruttato Adorf; ottima fotografia dai toni plumbei. Cipriani azzecca in pieno la colonna sonora che ben si sposa con l'atmosfera cupa. Finale crudele prevedibile ma che lascia un barlume di speranza.
MEMORABILE: La particolare conferenza stampa; Gli sfoghi di Salerno.

Victorvega 26/12/19 00:13 - 304 commenti

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Indipendentemente dal fatto che sia o meno un capostipite del poliziottesco e che Una 44 magnum per l'ispettore Callaghan (a questo inferiore) sia stata o meno la sua traduzione americana, questo di Vanzina è un gran film, punta di diamante di un certo cinema. Duro, violento, avvincente, conta su grandi interpreti ben diretti e una solida struttura. Salerno è credibilissimo e in parte. Unico neo lo spiegone noioso a 1/3 del film, una conferenza stampa itinerante lenta e noiosa.
MEMORABILE: Le esecuzioni; La morte della giovane ostaggio.

Keyser3 1/04/20 22:58 - 120 commenti

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Sorprendentemente riuscita opera di un maestro della commedia italiana, inaugura il filone del poliziottesco con un Salerno che si conferma attore solido e versatile, qui nel ruolo del commissario dai modi spicci e dai principi inflessibili. Fondamentali le musiche ossessive di Cipriani, che ritorneranno anche negli altrettanto riusciti lavori successivi di Infascelli/Dallamano/Ercoli. Il soggetto sarà d'ispirazione anche oltreoceano per il secondo capitolo della saga dell'Ispettore Callaghan.
MEMORABILE: Il pestaggio di Bettarini/Fabrizi in questura.

Azione70 30/04/20 00:44 - 145 commenti

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Gran bel film, da molti considerato il pioniere del filone poliziesco italiano anni 70. Il commissario Bertone, attorno al quale ruotano varie storie di vita e malavita, dimostra di essere un duro (e puro), con più testa e meno pallottole dei futuri commissari cinematografici. Insomma, più riflessione che azione, con alcuni spunti che faranno la fortuna del filone (contrapposizione tra polizia, con le “mani legate” e giudici garantisti, giustizia fai da te, poteri forti, giornalisti di sinistra, etc). Brava la Melato, bello il commento sonoro.
MEMORABILE: Il tour “malavita” in autobus organizzato da Bertone; Le sfuriate del commissario al giudice.

Magi94 3/05/20 23:12 - 689 commenti

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Uno degli apripista del poliziottesco, che supera di gran lunga i numerosi discendenti. Merito di un commissario (un fantastico Enrico Maria Salerno) che non è la solita macchietta del genere ma anzi riesce coi suoi dialoghi a porre degli interrogativi sociologici non banali. Perfetta in tal senso l'idea di una squadra di giustizieri reazionari che fa respirare il clima di piombo di quegli anni. Se gli snodi di trama non sono sempre solidissimi, lo è la splendida regia di Vanzina, tra ottime scene d'azione e una bellissima colonna sonora.
MEMORABILE: Il finale.

Ischan 17/09/20 23:13 - 18 commenti

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Steno firma quello che viene (secondo alcuni erroneamente) considerato il capostipite del poliziottesco all'italiana per poi dedicarsi ad altri generi. La pellicola, sia per fotografia che scenografia, assomiglia più al filone dei polizieschi classici all'americana di inizio anni '70. Spazio alle trame eversive. Poche scazzottate, pochi inseguimenti e nessuno spazio a personaggi farseschi in stile fratelli Marrazzi. Un Salerno epico, uno strano Adorf, un deludente Sancrotti e una stranamente oscura Melato. Nel complesso, un must con qualche piccola sbavatura. Finale notevole.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Ruber • 5/06/16 00:17
    Compilatore d’emergenza - 8999 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Si ma scusate lasciamo perdere per un attimo Banditi al Milano, cosi spazizamo via un film che ha pareri discordanti; ma scusate ma gli altri prima della Polizia ringrazia? Cioè Wikipedia gli prende tutti dal primo all'ultimo (non mi sembra ne manchino alla lista) e se la guardiamo con attenzione vediamo ad esempio: Bocche cucite e Città violenta tanto per citarne due.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Film_poliziottesco


    L'elenco mi pare MOLTO discutibile. IL GIORNO DELLA CIVETTA non c'entra nulla...
    Idem per molti altri.


    Ok se allora l'elenco non e corretto e un altro discorso, quali sarebbero quelli da eliminare?
    Ultima modifica: 5/06/16 00:38 da Ruber
  • Discussione B. Legnani • 5/06/16 14:00
    Consigliere - 13915 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Si ma scusate lasciamo perdere per un attimo Banditi al Milano, cosi spazizamo via un film che ha pareri discordanti; ma scusate ma gli altri prima della Polizia ringrazia? Cioè Wikipedia gli prende tutti dal primo all'ultimo (non mi sembra ne manchino alla lista) e se la guardiamo con attenzione vediamo ad esempio: Bocche cucite e Città violenta tanto per citarne due.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Film_poliziottesco


    L'elenco mi pare MOLTO discutibile. IL GIORNO DELLA CIVETTA non c'entra nulla...
    Idem per molti altri.


    Ok se allora l'elenco non e corretto e un altro discorso, quali sarebbero quelli da eliminare?


    Servirebbe un esperto del genere. Io non lo sono.
  • Discussione Il Dandi • 5/06/16 15:45
    Contratto a progetto - 1449 interventi
    Ho dato un'occhiata alla pagina wikipedia. La lista racchiude parecchi film che in realtà appartengono ad altri generi o a sottogeneri del poliziesco, tipo:

    - NOIR (Baniditi a Milano, Gangster '70, La mala ordina, La città gioca d'azzardo, etc..)

    - THRILLER (Il caso Venere privata, No il caso è felicemente risolto, Cani arrabbiati, etc..)

    - FILM DRAMMATICI a sfondo MAFIOSO/GIUDIZIARIO: (Il giorno della civetta, Gli intoccabili, Torino nera, Corruzione al palazzo di giustizia, etc...)

    - POLIZIESCHI ITALIANI PRODOTTI IN TRASFERTA USA
    (Città violenta, Quella carogna dell'ispettore Sterling, Si può essere più bastardi dell'ispettore Cliff, Una Magnum special per Tony Saitta...):
    questi ultimi rappresentano il caso più interessante, perché rinunciano volontariamente (o ci provano) a conservare tratti riconoscibilmente italiani.

    Detto ciò, non sento l'esigenza di cancellarli dalla lista, sono tutti film che hanno nutrito il filone, anche se in sé non ne rappresentano le caratteristiche più pure.

    Anzi, io a questo punto invece di cancellare avrei addirittura aggiunto alla lista, se non altro tra i "precursori", anche altri titoli che forse sono stati esclusi per pudore, come certi film di impegno civile di Petri (A ciasciuno il suo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto...perché Damiani sì e Petri no?) o l'intero filone spionistico di imitazione italo-bondiana dei '60.
    Ultima modifica: 5/06/16 15:50 da Il Dandi
  • Discussione Ruber • 5/06/16 22:00
    Compilatore d’emergenza - 8999 interventi
    Per quanto mi riguarda Banditi a Milano e poliziottesco o quanto meno poliziesco, ma non certo noir. Quindi per voi il genere poliziottesco al 100% parte dal '72 in poi?
  • Discussione Tarabas • 13/06/16 14:24
    Formatore stagisti - 2061 interventi
    Avevo visto questa discussione, ma non ero riuscito a leggere finora.

    Premesso che le catalogazioni hanno sempre ampi margini di errore, direi che di film autenticamente noir in Italia ne sono stati girati relativamente pochi.

    Se si tiene presente che gli antecedenti del genere sono i classici americani degli anni 40-50 e quelli francesi dei 50-60, tra i cosiddetti "poliziotteschi" secondo me ben pochi rientrano nel "canone".
    Basti pensare che, tipicamente, i film del genere sono quasi sempre incentrati su uno o due personaggi con una forte individualità, spesso tratti da fonti letterarie (più o meno alte, ma non è questo il punto), caratterizzati da un punto di vista morale.
    Non c'è detection (non in senso classico), spesso le trame non sono consequenziali (spesso non lo sono per niente, facile citare il mitico esempio de Il grande sonno).
    L'aspetto squisitamente spettacolare è quasi del tutto assente, a favore della ricerca di un'ambientazione sottotono. Infatti, anche in USA si nota un notevole scarto tra i gangster movie degli anni 30 e i film successivi (anche per effetto del Codice Hayes).

    I "poliziotteschi" (che poi sono di fatto dei gangster movie, nel senso che si dà in USA alla categoria) mi pare abbiano poco o nessuno di questi elementi come distintivi.
    Sono film d'azione, spesso girati tecnicamente molto bene, ma a mio parere piuttosto poveri in termini di scrittura, con personaggi mediamente stereotipati, che però rispondevano perfettamente a un clima sociale reale in Italia (come del resto, il gangster movie e il noir, rispettivamente, in USA).

    Ovviamente, andrebbe fatta una differenza tra titoli con una reale ispirazione e film derivativi buttati sul mercato solo per sfruttare il filone.

    Ad esempio, secondo me La Polizia ringrazia ha venature noir, ma prevale l'intento di denuncia politica. In ogni caso, è un film molto buono, grazie anche a un cast superiore alla media del genere.

    My 2 cts.
  • Musiche Lucius • 30/06/16 19:28
    Scrivano - 8319 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:



    Ultima modifica: 1/07/16 11:31 da Lucius
  • Musiche Zender • 30/06/16 19:44
    Consigliere - 43620 interventi
    E ringraziamo chi si è messo a far di conto sul 45giri e ne ha approfittato per fare baffi e occhi a penna sugli attori :)
  • Curiosità Fauno • 5/12/18 00:06
    Compilatore d’emergenza - 2536 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, il flano del film:

  • Discussione B. Legnani • 24/02/20 14:36
    Consigliere - 13915 interventi
    Cast ultracompleto
    https://www.youtube.com/watch?v=LXk0mUcRWcE
  • Discussione Graf • 24/02/20 18:20
    Call center Davinotti - 902 interventi
    Ho scoperto che il commissario del film "L'uomo della strada fa giustizia", interpretato da Raymond Pellegrin, si chiama Bertone esattamente come l'indimenticabile commissario protagonista de "La polizia ringrazia" interpretato dal grande Enrico Maria Salerno.
    E' chiaramente un'affettuosa citazione.
    Ultima modifica: 24/02/20 18:21 da Graf