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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dall’omonimo, bel romanzo breve di Leonardo Sciascia, Elio Petri e Ugo Pirro hanno tratto un film che, sostanzialmente, gli è piuttosto fedele. Viene dato maggior spazio alla figura di Luisa (Irene Papas), tutto il finale è più diluito, melodrammatico e si modificano (stonando) le abitudini sessuali del farmacista Manno (Luigi Pistilli), si aggiunge qualche lieve complicazione all’intreccio giallo, ma nel complesso la forza del romanzo resta intatta, con la sua amara conclusione di denuncia al “modus vivendi” siciliano. La parte dell'investigatore per caso Paolo Laurana è affidata al grande Gian Maria Volonté che però, questa volta, si contiene e non azzecca in pieno il personaggio (troppo “estraneo” alla vicenda). Comunque...Leggi tutto un’interpretazione di classe; come quella di Gabriele Ferzetti (l'avvocato Rosello), che assieme a Irene Papas costituiscono l'ossatura primaria di un cast azzeccato, che ben si muove nell'ambientazione siciliana scelta con cura dagli autori. Petri ha una regia solida, incisiva, che si dimostra efficacissima nei momenti chiave mentre tende a perdersi in quelli di raccordo, dilatati spesso senza ragione. Come giallo sui generis A CIASCUNO IL SUO (il titolo, viene spiegato solo nel libro, deriva dall’ “unicuique” che Laurana legge sul retro di un ritaglio di giornale che componeva una parola nella prima lettera minatoria e che stimolerà il professore ad aprire la sua indagine personale) funziona bene per la quantità di personaggi secondari coinvolti, sempre ben delineati, per l'originalità nel trattare un caso giudiziario ben preciso senza ricercare clamorosi colpi di scena gratuiti. Il merito, comunque, è in gran parte da ascrivere a Sciascia, perché Petri non ha poi aggiunto granché.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Il Gobbo 24/06/07 23:24 - 3011 commenti

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Eccellente prova di Petri, che con il fido Pirro (e alle spalle il testo di Sciascia, che però non amò questa versione) imbastisce un "giallo-non giallo", in cui l'autore dell'indagine ne è in realtà oggetto e strumento, un alieno ("è uno astratto", dice la madre al commissario) culturalmente, psicologicamente, e anche sessualmente (la chiave del mistero). Lo straniamento di Laurana/Volontè è anche degli spettatori, grazie ad ulteriori, sapienti artifici (l'apparentemente incongrua bossa nova di Bacalov). Finale superbo. Grande film.

Gugly 31/12/07 14:49 - 1010 commenti

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Bella prova di Petri il quale, pur non avendo seguito pedissequamente il romanzo, ha mantenuto la visione ad esso sottesa; a mio modesto parere, Volontè è proprio Laurana, con la sua interpretazione di uomo diverso da tutti gli altri compaesani, proprio sperso anzi "un cretino", visto che non comprenderà per nulla i pericoli che lo circondano. Bella prova anche di Scaccia e Ferzetti. La Papas rispetto al libro scava ancora di più nella doppiezza morale del suo personaggio.

B. Legnani 3/03/08 23:31 - 4674 commenti

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Molto notevole, come ben noto. Grande prestazione attoriale di Volontè e di Ferzetti, in una Sicilia accecante. Nei momenti "documentaristici" (per certi aspetti quasi apotropaici), come il doppio funerale, Petri è grandissimo e mi ha ricordato il miglior Francesco Rosi. Bellissima la Papas. Finale che sorprende pure lo spettatore smaliziato. Da notare l'andatura di Volonté/Laurana, talora agorafobica.
MEMORABILE: Oltre al funerale, il commento "Era un cretino".

Ghostship 6/07/08 13:41 - 394 commenti

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Petri si adatta camaleonticamente allo stile secco del libro, creando un film in cui protagonista è l'ambiguità del contesto, contrapposta all'ingenuità del protagonista, interpretato da un mastodontico Volontè. Nitida fotografia di Kuveiller. La trama gialla rimane sempre sullo sfondo: in primo piano c'è la società e le riflessioni su di essa di un regista che mette in scena le tematiche sciasciane filtrate dal proprio estro.

Cotola 15/08/08 04:49 - 7404 commenti

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Splendida versione cinematografica del bel romanzo di Sciascia, che Petri rende per certi versi più complessa rispetto all'originale, "politicizzandola" un po' di più, ma senza esagerare. Il meglio del film però non è tanto l'indubbia capacità del regista di raccontare una storia accattivante e coinvolgente, quanto piuttosto quella di descrivere con consumata maestria certi ambienti e certe situazioni (che riguardano il paese), come nel magnifico finale, che è semplicemente da antologia. Grande come sempre Volontè, ma Ferzetti gli tiene botta.

Matalo! 16/08/08 22:24 - 1368 commenti

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Il Petri che preferisco, dove, grazie alla maiuscola interpretazione di Volontè, si ottiene una rappresentazione della fragilità dell'intellettualismo nei confronti del viscerale, ferino cuore nero della mafia. Qualche vezzo godardiano, trattenuto, una luce calda e tersa agostana che crea ombre nere e nette e che illumina il racconto. Musiche eccezionali di Bacalov, che riciclerà in vari altri film.
MEMORABILE: Durante la ripresa aerea dell'inizio si vede l'ombra dell'elicottero della troupe

Supercruel 26/01/09 20:04 - 498 commenti

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All'interno di una storia che cattura dal primo all'ultimo minuto, Elio Petri imbastisce una serrata riflessione su una realtà sociale difficile, giocando spesso sull'ambiguità morale dei personaggi e appoggiandosi alle spalle larghe dei cristallini talenti Volontè e Ferzetti. Belissima la fotografia che impressiona una Sicilia accecante, quasi "desertica". E poi quel finale affilato come lama, assolutamente da antologia. Ottimo film.

Fauno 17/11/11 09:55 - 1899 commenti

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Considerando che è uno dei capostipite di un genere che si sta ancora affinando e che si tiene aggiornato in tutto, anche sulla tecnologia, si può capire che pure se condotto molto bene, con fotografia ed esterni da favola, la tensione è discreta e la storia abbastanza elementare. Mi sento di aggiungere che Ferzetti rende meglio di Volontè, mentre alcune frasi o risposte a gesti "boccali" verranno riprese in molti altri film successivi.

Tarabas 19/06/09 19:47 - 1681 commenti

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Chi ha ucciso il farmacista, apparentemente morto in un incidente di caccia? Un amico d'infanzia, insegnante tornato al paese per le vacanze, indaga e scopre intrecci criminali che coinvolgono gli insospettabili e intoccabili notabili del luogo. Da un fulminante romanzo breve di Sciascia, Petri trae un film asciutto e cattivo, con Volontè perfetto e senza gigionerie, un cast di contorno di facce giuste e la diabolica Irene Papas, vedova inquieta. Il finale e soprattutto la battuta finale, sono un'attualissima, ahimè, sintesi di una certa mentalità italiana.

Giacomovie 12/07/09 15:06 - 1339 commenti

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Non c'è in questo film un impatto diretto nella denuncia della cultura mafiosa (come la si trova nell'altro titolo tratto da un romanzo di Sciascia: Il giorno della civetta). L'impegnata trasposizione, sulla scia del romanzo, è basata sui subdoli meccanismi della mentalità malavitosa. Petri riesce a dare una decorosa impostazione all'insieme ed a mantenere la giusta aria sospettosa in ogni circostanza, ma per la natura del racconto latita una tensione concreta. Interessanti musiche di Bacalov. Diverse scene girate nella bella Cefalù (PA). ***

Rickblaine 10/11/09 11:16 - 635 commenti

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Da uno dei più bei racconti di Sciascia, Petri ci regala un'altra opera sopra le righe contornata, oltre che da una buona sceneggiatura, da un ottimo cast. Un giallo non difficile da svelare, tanto che il protagonista seguendo le sue indagini viene definito "cretino". Un sistema corrotto che inizia dal fondo per arrivare ai vertici alti di un'organizzazione collettiva, che è lo Stato. Ottimi Volontè, la Papas e Ferzetti. Anche Bakalov si presta ottimamente.
MEMORABILE: Il colloquio del protagonista con il suocero della vedova Roscio.

Giuliam 10/11/09 10:21 - 178 commenti

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Interessante giallo diretto da Elio Petri, il quale evidenzia la realtà siciliana in cui una intimidazione non viene presa tanto austeramente come invece andrebbe fatto. Viene descritto puntualmente l'animo siciliano, al centro dl quale è nascosto un protagonista (o un antagonista) come la mafia. Cast davvero di tutto rispetto, in primis un brillante Gian Maria Volonté.

Enzus79 10/11/09 10:21 - 1736 commenti

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Elio Petri, prendendo spunto da un romanzo di Leonardo Sciascia, denuncia il modo di fare di certi siciliani, che alla fine da un caso d'omicidio ne escono sempre bene. Volontè ottimo nell'interpretare un ingenuo professore che indaga sul fatto. Bella la colonna sonora.

Renato 9/01/10 19:46 - 1513 commenti

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In sostanza è un film che non mi ha convinto completamente, soprattutto a livello di sviluppo della sceneggiatura. Certo c'è del buono, dati il regista ed il cast di valore; ma qualcosa si è perso un po' per strada, forse, ed anche il rapporto tra Volonté e la Papas (molto sensuale), che dovrebbe essere il fulcro della storia, non riesce ad emozionare più di tanto. Così così.

Bruce 7/07/10 16:50 - 1000 commenti

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Grande giallo-politico di Petri (che con Pirro è anche lo sceneggiatore del film) tratto dal noto romanzo di Sciascia. Denuncia forte di un sistema omertoso che copre gli intrecci tra i potenti, la Chiesa e la malavita, in una Sicilia assolata dove, senza mai citare la mafia, l'impunità è la regola di vita. Attori eccellenti, da Volontè a Ferzetti, Pistilli, Trieste, Randone, Scaccia, la Papas. Le musiche di Bacalov hanno un ruolo predominante, significativo. Un concentrato di qualità notevole. Che tempi gloriosi erano per il cinema italiano!
MEMORABILE: La samba di Bacalov allo scoppio dell'auto bomba e il finale con il carro funebre che incrocia il corteo nuziale.

Lucius 30/05/12 12:44 - 2819 commenti

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Un validissimo ritratto della Sicilia anni sessanta, un omicidio, uno scandalo dietro la porta e una storia d'ammore che nun s'hadda sapere, tutto concentrato in un grande film dal sapore retrò di Petri. La musica di Bacalov poi è la ciliegina sulla torta. Il cast è di spessore e la storia coinvolgente. La società nella società, le passioni e i matrimoni combinati, le regole non scritte e lettere anonime a bizzeffe. Chi le manda e perché?

Saintgifts 4/12/12 23:44 - 4098 commenti

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Occhiali scuri per difendere gli occhi dell'accecante sole siciliano. Ad ognuno i suoi e dalle diverse forme se ne può dedurre anche il carattere di chi li indossa e a "ciascuno il suo": tutti avranno quello che meritano, o quello che vanno cercando. Da uno scritto di Sciascia ne può venire fuori solo un ritratto vero della terra di Sicilia e dei suoi abitanti, i cui notabili, collusi con ogni tipo di potere (Stato, Chiesa, malavita) ordiscono trame, veri e propri "capolavori". Interpreti eccellenti e una colonna sonora ironicamente tragica.

Coyote 11/12/12 11:14 - 185 commenti

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La trama gialla è poco più che un pretesto per tratteggiare l’ambiente siciliano, con le sue reticenze e le numerose regole non scritte. Solo il professor Laurana, alieno rispetto al contesto, indaga sull’omicidio del farmacista e del dottore: tutti gli altri, in paese, sanno fin dall’inizio come sono andate le cose, ma, naturalmente, tacciono. Un ritratto praticamente senza speranza.

Giùan 15/12/13 08:01 - 2877 commenti

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Non riesco a slegarlo, negli strani labirinti delle nostre sinestesie cinefile, da Divorzio all’italiana, di cui mi è parso sempre una sorta di versione non sussiegosa ma certo più “seria” e “kafkiana”. Certo come quello di Germi è uno di quei rari film che sonda le profondità dell’anima nera isolana (ovviamente tout court italica) senza rinunciar a riproporne taluni clichè ma declinandoli in un contesto socio-economico che li “defolklorizza”, restituendoli nella loro cruda crudeltà. Petri e Volontè roderanno il loro rapporto e i loro tic, Papas reale.
MEMORABILE: L’omicidio “di caccia” del farmacista Manno e di Roscio.

Nicola81 18/12/13 17:36 - 1905 commenti

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Il sodalizio tra Petri e Volontè inizia con una trasposizione letteraria che, pur potendo definirsi sotanzialmente riuscita, non centra completamente il bersaglio. Non paga fino in fondo, infatti, la scelta di un approccio più aggressivo, che attenua l'ironia e la satira che del libro (a mio avviso il migliore di Sciascia) costituivano il punto di forza e la parte integrante. Resta comunque un buon esempio del nascente cinema italiano di impegno civile e, soprattutto, un interessante spaccato di Sicilia. Il cast, ovviamente, è di alto livello.
MEMORABILE: La battuta finale.

Vitgar 21/11/14 12:00 - 586 commenti

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Il bello dei film di Petri è una regia essenziale e diretta. Questa produzione conferma la tendenza offrendo un lavoro che racconta i fatti quasi con distacco emotivo, senza quasi darne giudizio. La Sicilia descritta, traendo spunto dal libro di Sciascia, è per certi versi agghiacciante. Ottimo il cast, con Volontè e Ferzetti sugli scudi. Inquietante il ruolo interpretato dalla splendida Irene Papas. Cameo del grande Salvo Randone. Colonna sonora di Bacalov ben congegnata e perfettamente inserita nel contesto.

Furetto60 4/01/15 16:58 - 1129 commenti

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Mafia, passione e una spruzzata di politica per questo film tratto da un noto romanzo di Sciascia che racconta, ancora una volta, le particolari condizioni sociali della sua Sicilia. Gli interpreti sono bravi (non solo Volonté) e la versione cinematografica è all'altezza del libro. Certo il professore stupisce per la sua ingenuità ("era un cretino!") ma, si sa, gli intellettuali non hanno senso pratico e poi quando di mezzo c'è un bella vedova...

Daniela 6/10/15 14:42 - 9100 commenti

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Due morti ammazzati, uno dei quali era un donnaiolo che aveva già ricevuto lettere minatorie. Facile pensare che fosse lui il bersaglio dell'agguato, arrestare tre disgraziati e chiudere il caso... Ambientata in una provincia vischiosa e soffocante dominata da sospetti reciproci e omertà complice, con personaggi che restano scolpiti grazie ad un cast eccellente anche nei ruoli secondari, quella narrata da Petri è una storia complessa ed intrigante dall'epilogo amarissimo ed inaspettato: uno dei migliori adattamenti da Sciascia.
MEMORABILE: Il doppio funerale, con la presentazione dei vari partecipanti

Galbo 15/10/15 05:56 - 11314 commenti

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Degna trasposizione di un romanzo di Leonardo Sciascia, ne rispetta sostanzialmente lo spirito di thriller fortemente impregnato dalla caratterizzazione del territorio in cui è ambientato. La Sicilia e una sua piccola comunità provinciale ne costituiscono l’imprescindibile sfondo, denso di figure archetipe di quel contesto. Personaggi ben definiti che si muovono quasi come marionette in un disegno complessivo dal finale amaro ed imprevisto. Impeccabili i tre protagonisti Volontè, Ferzetti e Papas.

Tersilli 13/11/15 20:18 - 50 commenti

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Capolavoro assoluto del cinema politico italiano. Dal bellissimo romanzo di Leonardo Sciascia, Petri e Ugo Pirro traggono una splendida sceneggiatura con un perfetto intreccio tra giallo e politica. Regia ottima, montaggio scattante, fotografia spettacolare a colori brillanti di Kuveiller. Cast monumentale: immenso Volonté e grandi Scaccia e Ferzetti. Piccola parte per Leopoldo Trieste. Splendide le musiche di Bacalov. Un film che per essere apprezzato completamente va visto più volte (almeno così è stato per me!). Amaro e indimenticabile.

Gae89 20/01/16 22:20 - 5 commenti

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Si rimane affascinanti dall'atmosfera creata da Petri e dalla sbalorditiva interpretazione di Volonté. Ricorda i grandi noir come La fiamma del peccato: la femme fatale, il tizio ingenuo che se ne innamora e il tragico finale. La Papas è una femme fatale di straordinaria sensualità. Un finale sublime. Tristemente poco conosciuto.

Minitina80 27/02/16 13:05 - 2272 commenti

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Tappa importante nella filmografia di Petri perché è il lavoro che segna gli inizi di una personale riflessione che proseguirà con esito nel tempo. Non è il classico film sulla mafia né il solito giallo che si limita a ricercare un omicida, ma una lucida analisi del tessuto sociale dell’Italia meridionale. Cresce con le visioni perché permette di cogliere tutte le sottili sfumature di cui è carico nonché le complesse dinamiche che regolano la vita quotidiana in un qualunque paese del centro sud.

Rocchiola 20/01/17 11:12 - 849 commenti

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Un Petri meno metaforico e surreale del solito affronta in modo decisamente lineare il famoso romanzo di Sciascia. Ottimi interpreti, fotografia luminosa, una regia creativa che ricorre spesso a zoom e grandangoli, contribuiscono alla riuscita di uno dei più riusciti gialli d'impegno socio-politico. Forse ha il solo difetto di essere un tantino freddo ed eccessivamente dialogato rispetto ad altri titoli analoghi come a esempio Il giorno della civetta di Damiani, il quale risulta più incalzante nell'azione anche se meno incisivo nella denuncia.
MEMORABILE: Il sequestro finale di Volontè; L'incontro con il deputato interpretato da Trieste che di fronte a un attentato paragona Palermo a Chicago e Dallas.

Maxx g 29/01/17 13:06 - 491 commenti

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Quinta opera di Petri e tratta da un libro di Sciascia, ha il pregio di tenere alta l'attenzione dello spettatore nonostante il dipanarsi della trama rischi talvolta di essere dispersivo. Grande prova del giovane Volontè, ma anche il resto del cast non è da meno. Musica efficace e ottima la fotografia. Da vedere anche se non si ha propriamente familiarità con la filmografia del regista.

Pessoa 19/08/17 08:03 - 1091 commenti

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Bellissimo mafia-thriller di Petri che sa cogliere con grande mano molte delle innumerevoli cripticità di Sciascia. Siamo nei tempi in cui per la maggior parte dei nostri governanti la Mafia ufficialmente non risultava; Petri usa tutti gli appigli del testo letterario per dipingere una Sicilia rassegnata, con Volontè superbo Don Chisciotte della Trinacria. Il messaggio arriva forte e chiaro grazie anche a un cast eccezionale (Scaccia, Ferzetti, la Papas, Pistilli, Randone). Penetrante ost di Bacalov (accreditato Bakalov). Grande cinema!
MEMORABILE: Il dialogo tra Volontè e Randone; L'ambiguità del personaggio resa alla perfezione da Scaccia; La faccia di Volontè quando si accorge dell'inganno.

Magi94 1/10/17 19:28 - 650 commenti

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Bella trasposizione del geniale romanzo di Sciascia, non priva di difetti ma che riesce a rendere perfettamente l'idea della Sicilia malata di cui parla lo scrittore, ricca di "personaggi simpatici cui bisognerebbe tagliare la testa". Il merito, oltre della regia virtuosa e delle musiche che in parte ricordano Indagine, sta nei caratteristi, in particolare nei tanti grassi notabili del paese che tutto sanno ma nulla dicono. La scelta di cambiare il rapporto tra Laurana e la vedova mi è parsa sbagliata e punto debole, ma il finale è superlativo.

Lythops 4/07/18 12:37 - 972 commenti

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Da un lato appare tecnicamente datato e non potrebbe essere altrimenti, visti i mezzi di allora (quasi artigianali); dall'altro è un film terribilmente attuale che parte da un apparentemente semplice delitto d'onore per poi svilupparsi in modo del tutto diverso. Encomiabile per l'epoca, lodevole per la tematica, qualche pecca la rileva nella scelta dei caratteristi, troppo "siculi" e caricati nell'aspetto e la normalità fisica di Volonté, Ferzetti e Pistilli soprattutto, peraltro bravissimi. Sempre emozionante Randone. Banali le musiche.

Nergal 12/09/18 01:37 - 6 commenti

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La macchina da presa si muove agile nell'assolato – quindi fitto d'ombre – scenario siculo, avanti e indietro tra campagna e città, tessendo una rete che unisce infedeltà coniugali, interessi innominabili e spietati delitti. Elio Petri, alla prima collaborazione coi futuri sodali Pirro e Volonté, dirige con classe un calibratissimo giallo di denuncia, non a caso tratto da Sciascia. Il finale lascia un ghigno un po' complice stampato in faccia. Davvero bello.

Bubobubo 6/11/18 23:26 - 1151 commenti

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Chi troppo parla nulla stringe. Più piccola è la comunità, più bisogna guardarsi dagli occhi (e dai pugnali) dietro le spalle... Meravigliosa trasposizione cinematografica del classico di Sciascia, in una Sicilia sepolcrale e abbacinante, con il giovane Volontè impegnato in uno dei ruoli da protagonista più notevoli e complessi del periodo. Per chi non avesse letto il romanzo, l'intrigo regge benissimo sino alla fine e viene coronato da un finale a sorpresa, con tanto di beffarda epigrafe, che giunge come un'autentica stilettata.
MEMORABILE: Dinamite nella cava; Commenti a margine del matrimonio.

Ultimo 29/10/19 19:07 - 1336 commenti

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Una Sicilia arida e isolata è l'ambientazione di un bel film firmato Elio Petri, che pecca per uno sviluppo narrativo non sempre lineare ma risulta promosso grazie a un finale tanto amaro quanto riuscito. La morte di due personaggi è solo il punto di partenza per un'indagine privata, condotta dal sempre grande Volontè, che porta con sé tutte le conseguenze del caso. Nella norma il resto del cast, in cui spicca una convincente Irene Papas. Non male.

Thedude94 12/03/20 19:39 - 522 commenti

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Pregevole esempio di cinema, il film di Elio Petri si inserisce tra i migliori drammi legati a delitti relativi all'adulterio del periodo. Un ottimo Volenté e una bellissima Papas vivono la loro storia inseguendo un delitto misterioso, che passa tra i meandri del curato fino ad arrivare a toccare mafia e politica. Il tocco del regista si vede già nella cura del dettaglio e nella scelta delle inquadrature, sempre perfette e significative. Un plauso anche alla colonna sonora, che accompagna tutti i momenti clou dell'opera.

Didda23 18/05/20 09:28 - 2280 commenti

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Un'opera di indiscutibile pregio, abile soprattutto nel mettere su celluloide tutto un sottobosco fatto di azioni, silenzi, sguardi e pensieri tipici di alcune comunità del meridione, purtroppo ancora oggi maledettamente attuale. Volontè è straordinario nell'interpretare una sorta di Don Chisciotte alle prese con un mondo molto più spietato di quanto possa minimamente pensare. Petri mette in mostra una regia robusta e solida con tocchi realistici ragguardevoli che si sublimano in un finale di rarissima pregnanza. Rotondo il personaggio della Papas.
MEMORABILE: L'incidente di "caccia"; Il rapporto fra Volontè e Randone; I commenti della gente comune.

Jandileida 31/05/20 20:57 - 1237 commenti

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Con quel finale tra l'amaro, il cinico e l'ineluttabile è difficile non voler bene a questa pellicola in cui Petri, su assist dell'ermetico Sciascia, incide una Sicilia assolata nei suoi ambienti e diroccata nei suoi uomini. Dal presunto omicidio di un farmacista donnaiolo si finisce per sgranare un rosario fatto di connivenze e di malvivenze, di affari e di malaffari, recitato da un Volonté in grande forma, vaso di coccio alla ricerca della verità e tormentato dalla sensualità luttuosa e peloponnesiaca della Papas. Bacalov mette la ciliegina.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 14/07/09 17:56
    Segretario - 4679 interventi
    Tarabas ebbe a dire: Ciao. Da lettore appassionato di Sciascia e di cose "sciasciane", dissento totalmente. "Il giorno della civetta" rappresenta il momento di passaggio della mafia da organizzazione prevalentemente rurale e locale a fenomeno criminale pervasivo, urbano e politicamente influente. Ma il racconto è relativamente poco originale, anche nella struttura "western". Del resto Sciascia sosteneva che la Sicilia fosse il Far West italiano, terra con molte regole e nessuna legge. "A ciascuno il suo" ha come obiettivo la mentalità mafiosa, che per Sciascia non appartiene solo e per forza ai mafiosi veri e propri, ma fa parte di un atteggiamento culturale più vasto e molto più pericoloso. I maggiorenti del paese che danno del cretino alla salma di Laurana non sono per forza aderenti alla mafia, ma pensano come mafiosi: questa a ben pensare è la più grande vittoria della mafia. la mia opinione è molto simile, e Laurana me lo sono sempre immaginato come lo ha interpretato Volontè.
  • Discussione Giacomovie • 14/07/09 18:21
    Addetto riparazione hardware - 22 interventi
    Tarabas ebbe a dire: Ciao. Da lettore appassionato di Sciascia e di cose "sciasciane", dissento totalmente. "Il giorno della civetta" rappresenta il momento di passaggio della mafia da organizzazione prevalentemente rurale e locale a fenomeno criminale pervasivo, urbano e politicamente influente. Ma il racconto è relativamente poco originale, anche nella struttura "western". Del resto Sciascia sosteneva che la Sicilia fosse il Far West italiano, terra con molte regole e nessuna legge. "A ciascuno il suo" ha come obiettivo la mentalità mafiosa, che per Sciascia non appartiene solo e per forza ai mafiosi veri e propri, ma fa parte di un atteggiamento culturale più vasto e molto più pericoloso. I maggiorenti del paese che danno del cretino alla salma di Laurana non sono per forza aderenti alla mafia, ma pensano come mafiosi: questa a ben pensare è la più grande vittoria della mafia. Ciao. Di Sciascia ho letto solo "Il giorno della civetta" e "La scomparsa di Majorana". Mi riprometto di leggere "A ciascunoil suo" e di rivedere il film in rapporto al libro.
  • Discussione Gugly • 14/07/09 18:35
    Segretario - 4679 interventi
    te lo consiglio caldamente, il libro è intriso di una feroce ironia che manca a Il giorno della civetta e che Petri è riuscito a far aleggiare, soprattuto nel personaggio di Volontè.
  • Discussione Cotola • 14/07/09 20:58
    Consigliere avanzato - 3606 interventi
    Incredibile! Tarabas mi ha "tolto le parole dalla tastiera" ;-) In effetti anche secondo il mio parere i due libri partono da presupposti diversi e di conseguenza è normale che lo siano anche i film. Ne "Il giorno della civetta" la rappresentazione mafiosa è più diretta così come pure la "lotta" ad essa (non per nulla ad opporvisi vi è un carabiniere e cioè un uomo di stato). Ne "A ciascuno il suo" si rappresenta non tanto il fenomeno mafioso quanto la mentalità ad essa sottesa che come detto da Tarabas e da Sciascia non è propria, purtroppo, solo degli uomini d'onore. Io preferisco, sia dal punto di vista letterario che cinematografico, "A ciascuno il suo" di cui amo soprattutto il personaggio di Laurana (per meritop di Volontè) che forse riecheggia (trattandosi sempre di "creatura" sciasciana) quello del fisico Majorana e lo splendido finale che dice più di mille parole.
  • Discussione Gugly • 14/07/09 21:00
    Segretario - 4679 interventi
    Insomma, chi non lo ha già fatto si legga il libro e poi si guardi il film di Petri , e ci dirà!
  • Discussione Tarabas • 14/07/09 22:19
    Formatore stagisti - 2051 interventi
    Il libro va letto sicuramente, ma io sono di parte. :)
  • Discussione Giacomovie • 19/08/09 00:28
    Addetto riparazione hardware - 22 interventi
    Ho letto il libro e rivisto il film, che in effetti dopo la lettura appare sotto una nuova luce, più consapevole e chiara, sia del pensiero di Sciascia che del lavoro di Petri. Ma dal confronto con "Il giorno della civetta", dal punto di vista strettamente cinematografico, il mio gradimento va ancora a quest'ultimo.
  • Musiche Lucius • 24/03/15 19:55
    Scrivano - 8423 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:
    Ultima modifica: 25/03/15 07:57 da Zender
  • Discussione Zender • 21/01/16 17:12
    Consigliere - 43808 interventi
    Minitina, il finale non va MAI svelato, è scritto chiaro nel modulo in cui scrvi il commento.
  • Homevideo Rocchiola • 20/01/17 11:24
    Call center Davinotti - 1116 interventi
    DVD pubblicato un paio di volte dalla Medusa e FilmAuro, il film è stato recentemente ristampato nella serie "I grandi registi" da parte della Warner. Credo che entrambe le edizioni usino il medesimo ottimo master con immagine ed audio quasi perfetti per questo tipo di supporto ed in considerazione dell'epoca del film. Assurdo il divieto i minori di 18 anni che ancor'oggi campeggia sulla fascetta del DVD in questione.
    Ultima modifica: 20/01/17 11:39 da Rocchiola