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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A ben vedere l'impostazione è quella classica del poliziesco con infiltrati, che poi Spike Lee riveste di significati diversi e ironia immergendo la vicenda in un contesto storico preciso per porre l'accento sulla questione razziale. Sarà divertente seguire l'avventura di Ron Stallworth (John David Washington, figlio di Denzel), sbirro nero che passa da una prima missione imposta (seguire il comizio di un chiaro esponente del black power per capire se ciò che dice possa fomentare disordini) a una seconda avviata in autonomia che prevede di entrare nelle grazie del Ku-Klux-Klan per studiarne i piani. Lui? Un nero? Impossibile! E infatti Ron si limita a colloqui telefonici fingendosi di pura razza bianca per poi mandare al suo posto, agli appuntamenti...Leggi tutto del cantone locale, un collega ebreo (Driver) confidando che nessuno si accorga della voce diversa. Il trucco funziona e i due - lentamente - riescono ad entrare nelle grazie degli esponenti di zona del clan a colpi di insulti feroci rivolti agli afroamericani. Dipinti come una comunità di semideficienti superficiali, quelli del clan ci cascano con tutte le scarpe e confidano al nuovo arrivato la loro prossima operazione, dando finalmente un senso al difficile lavoro di copertura dei due. Se però il compito di Ron in ufficio è più rilassante e pure dilettevole per come istiga all'affermazione del ridicolo orgoglio bianco il boss del clan (Topher) sghignazzando in silenzio, quello del suo collega è ben più complesso e pericoloso, dovendo egli agire in prima persona. Anche perché quelli del clan non odiano solo i neri ma pure gli ebrei, e quando il poliziotto viene accusato di farne parte non sarà facile uscire indenni da prove che rischierebbero di svelarne le vere origini. Spike Lee è bravo a ricreare la forte contrapposizione tra bianchi e neri vissuta nei Settanta (ma resistente tutt'oggi, come confermano i filmati e le fotografie dei disordini del 2017 prima dei titoli di coda): il look, i frequenti omaggi, nei dialoghi, agli eroi della blaxploitation, il pressante desiderio di riappropriarsi di diritti che i bianchi non sembra vogliano concedere... Un conflitto che da sempre esaspera le tensioni interne agli Stati Uniti (notevole l'idea grafica su cui si chiude il film, la bandiera americana rovesciata che perde progressivamente i colori per lasciare solo il bianco e il nero), un contrasto che può anche essere riletto come qui col disimpegno e i tratti della commedia ma che poi in qualunque contesto lo si cali riacquisisce inevitabilmente forte drammaticità; e che attraverso la sequela di offese gratuite, insulti volgarissimi (dietro i quali non si nasconde mai una matrice davvero scherzosa ma solo un odio insopprimibile) riaffiora prepotente. Portare a riflettere su un tema ancora attuale attraverso la lente del cinema di genere è lodevole, anche se poi la realizzazione non ha più la forza e la brillantezza dei grandi film del regista. Moderatamente spassoso (ma non certo comico), con ottimi momenti di autentica suspense legati alle scene in cui la copertura rischia di saltare, il film sconta qualche verbosità di troppo ma mette in luce le qualità del suo regista (ultimamente un po' appannato) e si propone come buon poliziesco sui generis. Ben diretti i due protagonisti, che non devono mostrare la faccia dura quanto semmai la paura e l'ironia, credibili nel loro becero razzismo i componenti del cantone, meno il David Duke di Topher Grace, leader del KKK eccessivamente macchiettistico. Sfumata senza concludere col necessario vigore la storia (manca una vera resa dei conti, nella scena alla convention del suprematismo bianco), molto valida la supervisione delle musiche.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/09/18 DAL BENEMERITO NONCHA17 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/09/18
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Noncha17 27/09/18 20:18 - 87 commenti

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Quella che parrebbe essere una commedia poliziesca, viene man mano trasformata in pretesto politico per divulgare un messaggio antirazziale che pare ancora non essere entrato nella testa di qualcuno. Peccato che, nel finale, si voglia sottolineare (con l'inserimento di un filmato "reale" di oggi) come gli anni ’70 del film debbano apparire come una finzione! Eppure, a parte il modo "confuso" di mescolare la parte seriosa con quella ironica, poteva essere un ottimo lavoro. Insomma, se l'intenzione era quella di traghettarci verso un triste epilogo, l'obiettivo è stato centrato pienamente!
MEMORABILE: "Prendimi un rospo!"; Le telefonate al Duca; Il sempreubriaco; La tessera; Intermezzo blaxploitation; Avanzamento in corridoio; "Lucky Man" degli ELP.

Digital 28/09/18 09:13 - 1121 commenti

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Un poliziotto di colore entra a far parte del Ku Klux Klan al fine di esporne i crimini; per fare ciò si serve di un collega caucasico. Volendo utilizzare un solo aggettivo, prolisso è quello che più classifica il film, perché le due ore e passa si sentono tutte e, pur essendo qua e là interessante, risulta per lunghi tratti tedioso, con dialoghi logorroici e una ripetitività delle situazioni che lo fanno catapultare tra i bypassabili senza rimpianti.

Lou 7/10/18 00:15 - 974 commenti

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Tra farsa e realtà Spike Lee racconta un’indagine semiseria su una cellula del Ku Klux Klan da parte di due agenti sotto copertura in Colorado negli Anni Settanta. L’orgoglio nero si mescola all’ironia nel deridere senza mezzi termini la pochezza dei fanatici razzisti. Un film non banale, molto macchinoso e grottesco, con un’ottima cura delle immagini e della musica, in cui si parla del passato per citare il presente, come testimoniato dalle crude immagini finali degli incidenti provocati dai neonazisti a Charlottesville nel 2017.

Dusso 10/10/18 10:45 - 1535 commenti

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Non ho certo "sentito" la lunghezza di un film invece molto gradevole (forse avrebbe anche meritato un mezzo pallino in più), che ha un approccio a volte anche da commedia nonostante i temi trattati, la qual cosa potrebbe scontentare chi si aspettava un film molto più drammatico. Buone le interpretazioni dei ruoli brevi ma significativi (come il "Kwame Ture" di Corey Hawkins).

Taxius 11/10/18 19:34 - 1645 commenti

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Film di denuncia politica abilmente travestito da commedia poliziesca che ha come protagonisti due poliziotti (uno nero e uno ebreo) che si infiltrano in una cellula del Ku Klux Klan nel Colorado dei primi anni 70. Col suo film Spike Lee prende in giro i razzistidel Klan mostrandoli per quello che sono, ovvero un gruppo di bifolchi ignoranti; il tutto raccontato in chiave non comica ma comunque divertente. Ben ricreata l'atmosfera anni 70, con le bellissime capigliature e canzoni tipiche del periodo.

Josephtura 15/10/18 12:55 - 153 commenti

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Film molto impegnato, fors'anche appesantito, dall'eccessivo impegno. Con meno ideologia inserita all'interno forse si sarebbe ottenuto un prodotto più snello. Rimane un gran bel film, sicuramente coraggioso nell'idea di presentare con toni da commedia un dramma globale. Geniale (vale da solo il film e un pallino in aggiunta), il cambio di ritmo del finale.
MEMORABILE: Toc Toc. Chi è alla porta? Nessuno? No, è la storia! I sorrisi cessano di colpo e si capisce che non si può pensare di sconfiggere questo problema.

Matalo! 17/10/18 22:23 - 1368 commenti

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Gustoso e lascia il segno, nonostante qualche strizzatina d'occhio (ma una critica alla blaxploitation ci sta tutta). Film a tesi ma che non affligge lo spettatore; impressionante l'incipit in cui Baldwin dice delle cose che ancor oggi si sentono. D'altronde il film è un "parallelo" con l'attualità (meno irritante di altri film di Lee per la presa di posizione). Bravi attori, sorprendente Driver e bellissima la Harrier con splendidi capelli Angela Davis.
MEMORABILE: La presa di coscienza dell'essere ebreo di Driver; Il montaggio alternato cerimonia del Klan e commemorazione afroamericana (con Belafonte).

Cotola 20/10/18 13:40 - 7564 commenti

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Film sicuramente un po' verboso che però proprio per questo e per i ritmi volutamente abbastanza dilatati, sa restituire bene cosa può voler dire un'indagine sotto copertura, in cui spesso serve tanta pazienza. Tra l'altro, oltre a raccontare una storia interessante e vera, non manca di riusciti innesti comici e per certi versi grotteschi e di sberleffi al Kkk. Chi si aspetta un film più orientato sul versante action-poliziesco (relegato qui nei minuti finali) resterà, anche giustamente, un po' deluso. Gli altri si troveranno davanti ad un buon film.

Galbo 4/12/18 19:15 - 11424 commenti

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Nel suo migliore film dai tempi di Inside man, Spike Lee racconta un'indagine sotto copertura riguardante il KKK in un contesto profondamente razzista, realizzando un opera poliziesca ma anche politica (come dimostrano le sequenze finali riprese da un fatto di cronaca recente), adottando una cifra stilistica che mescola il drammatico al brillante e al grottesco. Un film segnato da ottime interpretazioni, a volte correttamente caricaturali, che racconta il passato con lo sguardo rivolto all'oggi.

Il ferrini 24/01/19 23:00 - 1704 commenti

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Il KKK, già beffardamente irriso da Tarantino in Django, qui - se possibile - viene descritto in modo ancora più grottesco; un manipolo di imbecilli, più patetici che minacciosi, almeno fino alle sequenze finali. Washington e Driver si dividono (letteralmente) il ruolo del protagonista e funzionano perfettamente, ma anche il resto del cast è straordinario; memorabile la Atkinson nella scena della bomba, bellissima la pasionaria Harrier. Spike Lee non sbaglia un'inquadratura (favoloso il comizio iniziale) e ottima la colonna sonora. Gran film.

Daniela 3/01/19 21:17 - 9536 commenti

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Storia tanto incredibile da essere vera quella del poliziotto afroamericano che si infiltra via telefonica fra le fila del KKK, tanto da essere investito di un ruolo di responsabilità. Quasi inevitabilmente, chi ci mette la faccia, ossia Driven nel ruolo del collega bianco che si presta a far da controfigura, finisce per prevalere attorialmente sul pur bravo Washington, ma nel complesso si tratta di un film interessante, interpretato dalle facce giuste anche nel settore "fetenti", uno dei migliori di un regista che pareva in calando ed invece si riscatta dopo le prove apache degli ultimi anni.

Tarabas 24/01/19 11:22 - 1706 commenti

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Sarebbe una black (ops) comedy perfetta ed esilarante, se non fosse tratta da una "fottuta storia vera". Spike Lee ritrova la verve e mette in scena una puntuta critica del perdurante clima di razzismo in USA, con un'ambientazione 70es che viene "ribaltata" sul presente dal finale con immagini di (tragico) repertorio. Bravi gli attori, con menzione per l'ottimo Driver; bel cameo di Belafonte che racconta l'agghiacciante linciaggio di Jesse Washington agli inizi del 900. Fila che è un piacere, ma lascia molto su cui riflettere.

Rambo90 5/02/19 16:37 - 6402 commenti

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Lee coniuga il film di genere (con recupero degli stilemi anni settanta quasi alla Tarantino) con la denuncia; il risultato è buono, anche se a tratti troppo verboso. In particolare funziona la regia, che sa destreggiarsi tra momenti un po' grotteschi e altri decisamente seri. Così come funziona la direzione degli attori, con la coppia Driver/Washington ben funzionante e un Topher Grace probabilmente nel ruolo della vita. Un po' inutile la coda documentaristica, ma sicuramente un film efficace sotto vari aspetti.

Paulaster 13/02/19 10:24 - 2831 commenti

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Indagine sotto copertura ai tempi del KuKluxKlan. Il perno del film è il raffronto tra la situazione sociale (e razzista) degli anni 70 e ciò a cui sembra stia portando la politica separazionista odierna di Trump. Una storia vera che scorre anche con un filo di ironia e che culmina in un buon finale. Driver è il migliore ma purtroppo diverse caratterizzazioni di contorno sono eccessivamente macchiettistiche. Immagini conclusive di recente attualità che colpiscono per la violenza.
MEMORABILE: La bomba sotto l'auto; L'auto lanciata sulla folla; La macchina della verità.

Capannelle 15/02/19 00:09 - 3732 commenti

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Film con certi meriti di denuncia sociale e una discreta direzione degli attori ma che nel complesso non appaga a causa di tempi dilatati senza motivo e un ritmo non proprio brillante nella parte centrale. Così, dovendo assistere a un tono sospeso tra drammatico e grottesco per i primi due terzi di proiezione, si rischia di annacquare la parte buona della sceneggiatura (non mancano battute e prese in giro dei razzisti giustificate dalla realtà) e il deflagrare degli eventi nel finale.

Jandileida 4/03/19 07:58 - 1261 commenti

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Il vecchio Spike, lungi dal riporre la sua spada, continua a sfornare film che percuotono gli americani: stavolta al centro della scena c'è il KKK ma gli anni '70 sembrano mestamente attuali. La storia dell'infiltrato di colore nel cuore dell'organizzazione razzista ha il suo discreto fascino ma Lee, che sceglie belle facce, non sempre fa la cosa giusta. Per quanto girato con un certo mestiere, il film conosce purtroppo alcuni momenti di bonaccia e, come al solito, la parte militante è tradotta in momenti da logorrea cronica.

Bruce 4/03/19 17:16 - 1005 commenti

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Spike Lee dirige una pellicola originale e potente, dal ritmo incalzante. Un poliziesco atipico, con un forte messaggio attuale, politico e antirazzista, raccontato con humor ma ricco di momenti carichi di tensione e da vero thriller. Ottima è l'interpretazione del giovane protagonista John David Washington, figlio di Denzel. Grandissima la colonna sonora. Valido.

Giùan 24/03/19 07:59 - 3019 commenti

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Intanto che bello rivedere un "joint" di Spike Lee così armoniosamente rullato e farsi cullar dal suo "fumo". La riuscita (e si intende anche gli ovvi limiti) del film sta tutta nel ritmo disteso e nel tono solo superficialmente farsesco che Spike gli dona. Elementi che se inizialmente disorientano la visione, testimoniano con inclemente progressione la apicale radicalità dei pregiudizi razziali, trasformandosi in una magistrale lezione "politica" sul tempo cronologico e i tempi cinematografici, un gioco di specchi di allucinante deformità. Gran Driver.
MEMORABILE: I capelli di Washington e Harrier; Le telefonate tra Ron e Duke; La fedele moglie cicciona; Il finale con le parole del vero Duke.

Didda23 17/04/19 11:29 - 2288 commenti

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Dopo anni di blocco creativo con opere non sempre all'altezza della propria fama, ecco quella del riscatto. Seppur non all'altezza di talune vette, la commistione fra poliziesco, film di denuncia e slanci da commedia crea un film ragguardevole soprattutto in termini di dialogo e di introspezione dei personaggi, con un Adam Driver davvero superlativo. Qualche finezza registica e di forma sono un valido ornamento; peccato per qualche rallentamento nel corpo centrale. Geniali le ultime sequenze di "vita vera" che spingono a più di una riflessione.
MEMORABILE: Le telefonate con il capo del Ku Klux Klan; Il diversivo per evitare la macchina della verità; Il colpo di scena.

Piero68 20/05/19 09:47 - 2768 commenti

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Spike Lee continua con il suo cinema "politico" e di denuncia. E anche se lo fa con capacità e cognizione a cui va ad aggiungersi la giusta dose di ironia e satira, inizia a essere un po' ripetitivo. Per lo meno sugli argomenti di fondo. Rinuncia a Washington padre, uno dei suoi attori feticcio e si affida a Washington figlio che, a dire il vero, non dispiace e dimostra da subito di essere perfettamente calato nella parte. Sorprendente (in positivo) persino la performance di Driver che, evidentemente, ben diretto è attore capace. Non male.
MEMORABILE: L'inizio e la fine del film ovvero il pistolotto razzista di Baldwin e le immagini di repertorio sugli scontri di Charlottesville.

Enzus79 12/09/19 13:31 - 1830 commenti

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Capolavoro. Film che mischia ironia e seriosità. L'America degli anni '70 fa da sfondo a questa storia che affronta uno dei temi classici di Spike Lee: il razzismo. Sceneggiatura bellissima (ispirata dal libro di Ron Stallworth e premiata con l'Oscar), con dialoghi cinici, che colpiscono sempre al punto giusto. Ottimi gli interpreti, su tutti Adam Driver.

Nicola81 21/09/19 23:10 - 1981 commenti

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Ispirandosi a una storia vera, Spike Lee torna a fare quello che gli riesce meglio: denunciare il razzismo nella società americana. Nonostante alcune concessioni alla commedia e una durata non indifferente, anche stavolta coglie nel segno, dipingendo i membri del Ku Klux Klan non solo come dei pericolosi fanatici ma anche come degli imbecilli ignoranti e nel finale, tanto per ricordarci che il problema è ancora quantomai attuale, getta una luce sinistra anche sull'America di Trump. Efficace ricostruzione d'epoca, buone interpretazioni.
MEMORABILE: Il discorso iniziale di Baldwin; "Circostanziato" anziché "circonciso"; Il cammeo di Belafonte; Il finale.

Pinhead80 11/12/19 19:29 - 3970 commenti

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Quando si vuole guardare un film che dice qualcosa di serio e di importante per quanto concerne il razzismo, con Spike Lee si va sul sicuro. Potere bianco e potere nero, due facce di una medaglia che viene resa brillantemente dal regista il quale, come sa fare solo lui, riesce a rappresentare i personaggi più disgustosi come dei ridicoli esseri grotteschi che non si rendono nemmeno conto di essere presi in giro. Purtroppo rimane un film di attualità perché le differenze sociali nel mondo continuano a essere troppe. Da non perdere.
MEMORABILE: Da sbellicarsi dalle risate le telefonate del personaggio di Ron Stallworth a David Duke.

Noodles 27/09/20 16:48 - 881 commenti

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Splendido film antirazzista di Spike Lee. Il tema, caro al regista, è trattato con forza, un pizzico di visionarietà e senza abbellimenti o fronzoli e soprattutto senza fastidiosa retorica. Film molto diretto, con un ottimo cast, una splendida fotografia e un'ottima colonna sonora nonché dialoghi sferzanti e mai banali, che accelerano un ritmo già di per sé molto coinvolgente. Interessanti i personaggi, anche se la caratterizzazione di alcuni di loro appare un po' forzata. Con un'appendice di vita reale. Da vedere per riflettere, in tempi particolarmente bui in tal senso.

Bubobubo 15/10/20 10:51 - 1223 commenti

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Perché mai un poliziotto nero nel Colorado degli anni '70 dovrebbe rischiare la propria incolumità e infiltrarsi in una delle cellule più settarie e razziste del locale KKK? È un generale anelito alla giustizia, o il tentativo di nobilitare la propria professione; o ancora, magari, l'aspirazione identitaria di invertire nel piccolo il corso di una storia che sembra immutabile. L'indagine è pimpante, a tratti divertente, spesso venata di tensione (il test della verità guidato dal terribile Pääkkönen), ma che tristezza gli ultimi 5' metafilmici, sunto di una storia dall'eterno ritorno.
MEMORABILE: Il test della verità; Scorta a David Duke; Gli ultimi 5'.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Noncha17 • 27/09/18 22:55
    Magazziniere - 1073 interventi
    Aggiungo una postilla solo per far capire che il film - personalmente - poteva meritare anche di meglio...
    Il fatto è che: non sempre travalicare il confine della propaganda porta i suoi frutti. Soprattutto se, poco prima, si è criticato lo stesso metodo!
  • Curiosità Zender • 25/02/19 16:46
    Consigliere - 43624 interventi
    Premio Oscar 2019 per:

    Miglior sceneggiatura non originale (Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee)