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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Undying 17/09/07 01:26 - 3839 commenti

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Derivata dalla commedia teatrale Il Custode (Moscariello), la sceneggiatura si sviluppa compiutamente -facendo leva sul lato misero/comico- attorno alle disavventure d'un impiegato statale, scontato dell'abitazione in tempo di guerra. Beniamino Lomacchio (Totò) vagabondando da un'aula scolastica al cimitero (sequenza macabro/ironica indimenticabile) finirà per approdare al Colosseo. Gli ottimi dialoghi vengono -spesso- surclassati dalla capacità mimica e dal senso innato d'improvvisazione cui il grande attore fa ricorso in più contesti.

Galbo 17/01/08 06:01 - 11424 commenti

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Codiretta da Steno e Monicelli, è decisamente una delle migliori pellicole intepretate da Totò. Il merito è della buona sceneggiatura e della capacità degli autori di scrivere un copione che da un lato riflette bene il clima difficile dell'Italia del dopoguerra ma è nello stesso tempo una raffinata parodia del cinema neorealista. Ovviamente l'intepretazione dell'attore napoletano è un grande valore aggiunto e funziona ancora di più in un valido contesto come questo.

Il Gobbo 20/12/08 00:10 - 3011 commenti

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Certo minore e datato, e non il miglior Totò di Steno e Monicelli, ma comunque meritevole, con spunti felici (in particolare l'episodio cimiteriale con fantastico, ancorchè spartano, dècor e atmosfera pre-Addams, con tanto di gufo-cucù!), guizzi surreali (il cinese nel bagno, la scena dei timbri che spalanca un improvviso, folle squarcio chapliniano) e scarti (il dialogo sul pudore con la donna velata ma nuda). Ah, e una nemmeno tanto sottile vena anarchica, di cui fa le spese lo stronfiante sindaco.

Pigro 3/04/11 22:18 - 7835 commenti

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Sfollati alla ricerca di una casa, dal cimitero all'attico di un pittore, dal Colosseo a un appartamento venduto da truffatori: umorismo leggero, con qualche idea gustosa (soprattutto negli incastri della sceneggiatura a episodi con personaggi ricorrenti), ondeggiante fra i classici sketch di varietà e l'altrettanto classica commedia degli equivoci. Film macedonia, insomma, in cui pure l'insieme del cast è ben assortito e di qualità, anche se la parte del leone la fa ovviamente un Totò in gran forma. Molto ingenuo, ma anche piacevole.

B. Legnani 23/04/11 15:05 - 4752 commenti

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Solitamente stimato (*** pure per Morandini), mi ha deluso. Pare più raffazzonato che datato. Certo è che Totò ha guizzi memorabili e che l'episodio cimiteriale ha qualche tocco notevole (c'è pure il grande Cesare Polacco), ma nella seconda parte il film si fa stucchevole con l'appartamento pluri-abitato e antiquatissimo con l'automobile impazzita del finale, interminabile alla ricerca del metraggio. Il personaggio di Folco Lulli può richiamare Re Faruq, ma si tratta solo di un caso, perché il film è antecedente al suo esilio romano. *½

Giùan 3/05/12 12:15 - 3021 commenti

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Vale per la verità più per il fatto di essere il primo Totò diretto da Steno/Monicelli e per inserirsi in un ottima annata (Totò Le mokò, Fifa e arena) che per la sostanza che gli vien invece solitamente attribuita. Caratteristico il suo procedere per scenette (diremmo quasi per "stripes") e la evidente spregiudicata volontà di omaggiare e canzonare il neorealismo. I due registi però (come gli sceneggiatori Age/Scarpelli) sembrano ancora dover studiare il Principe. Resta un film spedito e indispensabile. Memorabili i copricapo di Polacco, Lulli e Merlini.
MEMORABILE: Totò scolaretto alle prese con la "patronessa" Marisa; Il manicomio come "casa" sicura (idea ripresa in Totò Peppino e le fanatiche.

Graf 13/10/12 04:27 - 699 commenti

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Film molto invecchiato e sopravvalutato. Fu, all'epoca, un grande successo commerciale per il produttore Ponti, ma dopo più di sessant'anni dà l'impressione di essere una farsa neorealistica mal riuscita, squilibrata e, addirittura, raffazzonata. L'intento meritevole di affrontare il problema della scarsità di alloggi viene continuamente contraddetto da un umorismo burattinesco e surreale da comica del cinema muto se non, persino, da cartone animato. Qualche gag da umorismo nero andata a segno non salva il film.
MEMORABILE: La scena dei timbri, uno dei topoi più travolgenti e funambolici del repertorio teatrale e cinematografico di Totò.

Rambo90 11/11/14 22:43 - 6402 commenti

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Il Totò più macchiettistico del primo periodo impiegato in una divertente commedia che ironizza sulla penuria di alloggi nel dopoguerra. La girandola di equivoci che si crea in alcuni casi è davvero irresistibile, come nel caso dell'appartamento venduto a più inquilini con il nostro che si crede in preda ad allucinazioni. La verve del grande attore si palesa anche quando può improvvisare con la sua inconfondibile mimica, come nello sketch al cimitero. Notevole cast folto di caratteristi di spessore. Da vedere.

Homesick 19/12/14 17:15 - 5737 commenti

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Da un tema su cui ci sarebbe ben poco da ridere - la perdita della propria abitazione dopo la fine della guerra -, Steno e Monicelli traggono una parodia del neorealismo dalla sceneggiatura discontinua, che tuttavia si compatta intorno alle strabilianti doti comiche di Totò. Ci sono episodi alquanto riusciti (il cimitero), altri che riparano nel paradosso (l'equivoco in classe), altri ancora soffocati da situazioni risapute (la truffa dell'appartamento).
MEMORABILE: Totò che timbra tutto come un forsennato; Le informazioni del vice custode (un grandissimo Cesare Polacco) a Totò.

Gabrius79 2/04/15 22:14 - 1199 commenti

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Un Totò incontenibile e divertente è il protagonista di questa scatenata commedia diretta a quattro mani da Mario Monicelli e Steno. I vari sketch che si susseguono sono ricchi di verve e nonsense anche grazie alle improvvisazioni dello stesso Totò. A fare da cornice alla storia ci sono dei buoni caratteristi.

Nando 31/03/16 14:42 - 3486 commenti

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Un impareggiabile Totò regala mimiche e battute fulminanti in questa breve pellicola che vede una famiglia all'annosa ricerca di un alloggio dove poter vivere. Il ritmo è sempre elevato e tra le vicende cimiteriali e quelle relative all'abitazione occupata da più inquilini si sorride con piacere. Per essere un film dell'immediato dopoguerra appaiono abbastanza spinte alcune battute del principe della risata.

Minitina80 7/09/16 08:34 - 2368 commenti

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La crisi degli alloggi nel secondo dopoguerra italiano viene per un attimo stemperata dalla verve comica di Totò che impersona un povero disgraziato in cerca di sistemazione per sé e la sua famiglia. Nonostante siano passati diversi anni, resta piacevole e divertente, soprattutto nella prima parte. Gli equivoci su cui improvvisare non mancano e Totò non perde occasione di sfruttare la mimica e la dialettica che lo hanno reso famoso. Si tratta di situazioni in grado di far esprimere l’attore più che di un scritto vero e proprio.
MEMORABILE: "Lei vuole sposare mia figlia? No, non se ne fa niente: a me i generi non interessano, a meno che non siano alimentari!"

Alex75 9/09/16 09:36 - 684 commenti

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Pellicola un po’ discontinua cui Totò dà una certa omogeneità e il cui motivo d’interesse è lo sguardo ironico sui problemi degli sfollati nel dopoguerra e sul malcostume, purtroppo sempre di moda, delle truffe ai danni dei bisognosi. Steno e Monicelli, come spesso accade, “stanno sul pezzo”. Pur in mancanza di battute e situazioni davvero memorabili, la prova di Totò è come sempre godibile e gli attori di contorno danno un buon apporto.

Paulaster 9/10/19 09:53 - 2831 commenti

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Un avventizio comunale sogna una casa in un periodo di crisi degli alloggi. Girato a segmenti più o meno lunghi, spazia dai camposanti alle sale di pittura, dal Colosseo alle ville. Totò regge per intero la vicenda e a parte una scena scopiazzata da Chaplin (i timbri) fornisce una mimica azzeccata e divertente. Solito gioco degli equivoci con lievi forzature (a scuola) e conclusione che richiama gli incidenti visti nelle comiche.
MEMORABILE: L’imitazione della gallina; L’epidemia per avere le mance al cimitero; Le allucinazioni con le modelle.

Daniela 17/10/19 09:36 - 9537 commenti

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Perduta la casa sotto un bombardamento, una famiglia è costretta a sistemazioni di fortuna in un'aula scolastica, sopra un cimitero, nello studio di un pittore, dentro il Colosseo. Finalmente un colpo di fortuna consente l'acquisto di un bell'appartamento... Fra i migliori Totò del periodo per la parodia simil-neorealista della sceneggiatura, il brio della regia di coppia ed ovviamente l'esplosiva comicità disarticolata del protagonista. Tante le gags simpatiche, soprattutto nella seconda parte tutta giocata sugli equivoci derivanti dalla coabitazione inconsapevole.

Pessoa 16/08/20 14:16 - 1183 commenti

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Scritto e girato in tempi strettissimi dai quasi esordienti Steno e Monicelli, ha il pregio di presentare il Principe nel pieno della sua forma, capace di passare dal dramma sociale allo slapstick senza perdere un grammo della sua portentosa vis comica con cui ammazza quasi subito la sceneggiatura necessariamente lacunosa dato il tempo a disposizione. La grande prova di Totò è accompagnata dalle tante validissime spalle nelle seconde linee (Tieri, Pavese, Furia, Polacco, Castellani, De Vico, Riva). Un piccolo classico, che non ha perso niente del suo fascino. Buono!
MEMORABILE: La scena nel cimitero; Totò alunno delle elementari.

Claudius 26/09/20 15:21 - 422 commenti

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Uno dei migliori film con protagonista il principe della risata (qui diretto da Steno e Monicelli) in cui, seppur con i toni della farsa, si affronta il tema della difficoltà a trovare alloggio nel dopoguerra. Totò è straripante (vedasi la scena in cui imita una gallina e quelle al cimitero per capire) ma danno un notevole apporto anche la Molfese e, soprattutto, Polacco (notevole il suo cameo). Da vedere anche più di una volta.
MEMORABILE: Totò imita la gallina; La scena del finto fantasma (la padellata in testa con conseguente faccia di Totò è da ribaltarsi sulla sedia dalle risate).

Siska80 Oggi 16:59 - 765 commenti

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Amena commedia amara sugli sfratti improvvisi e la conseguente spasmodica ricerca di un appartamento che verrà riproposta in chiave più scurrile anni dopo da Pingitore in Sfrattato cerca casa equo canone. Totò gigioneggia in una serie di spassose gag (la scena al cimitero, Lomacchio in versione alunno seduto sulle gambe dell'abbondante Merlini) unite a formare una vicenda che fa riflettere e il cui finale lascia un po' disorientati nella sua grottesca e tuttavia efficace critica sociale.
MEMORABILE: Beniamino e la moglie non si riconoscono, spaventandosi l'uno dell'altra.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 1/06/17 14:19
    Consigliere - 43623 interventi
    Dalla miserella collezione Zender il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni (sabato 24 agosto 1991) di Totò cerca casa:

  • Curiosità Pessoa • 16/08/20 14:25
    Call center Davinotti - 178 interventi
    Totò cerca casa fu girato quasi per caso. Totò aveva finito di girare L'imperatore di Capri in anticipo rispetto ai programmi e quindi Carlo Ponti, per sfruttare il tempo rimanente in cui Totò era sotto contratto, incaricò Steno e Monicelli di scrivere un copione in fretta e furia, cui parteciparono anche Age e Scarpelli. Non avendo trovato nel frattempo un regista, Ponti chiese di girare agli stessi Monicelli e Steno che fecero il loro quasi esordio alla regia loro malgrado. Tanto che proprio Monicelli ebbe in seguito a dichiarare: "Steno ed io diventammo registi per caso quando inventammo Totò cerca casa".

    Fonte: Wikipedia
  • Discussione Pessoa • 14/09/20 22:02
    Call center Davinotti - 178 interventi
    Segnalo una dichiarazione autentica di Totò che a mio avviso non ha bisogno di ulteriori commenti e la dice lunga sulla vis comica del film:

    «Totò cerca casa è l'unico film che mi ha fatto realmente ridere.» (Dichiarazione di Totò nel 1949)

    Fonte Wikipedia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_cerca_casa