Guardie e ladri

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Puppigallo 18/03/07 10:29 - 4525 commenti

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Uno contro l’altro, praticamente amici. Totò e Fabrizi sono in forma più che smagliante. Nell’interpretazione del primo c’è però una vena di malinconia (guardarlo negli occhi), che lascia quasi interdetti. Tempi perfetti e battute a raffica per una coppia di giganti. Sono loro due il film, non cercate altro, anche perché sarebbe superfluo. Da segnalare: la moneta Augustea, l’inseguimento (Ormai che ti sei fermato, sei preso),al commissariato, la sfuriata in casa di Totò, il mitico tema, sulle scale… in poche parole, tutto. Gioiellino.

Galbo 4/01/08 05:52 - 11451 commenti

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Sicuramente uno dei film più belli e memorabili interpretati da Totò, codiretto da Steno e Monicelli e dominato dalle colossali (artisticamente parlando) figure di Fabrizi e del principe De Curtis all'apice della forma artistica. Ma per una volta è tutto il film ad avere grande valore,con una sceneggiatura di stampo neorealista (vi mise mano anche Flaiano) in cui si sorride ma con una costante malinconia di fondo e una visione amara della vita. Bellissimo.

Undying 5/01/08 17:49 - 3839 commenti

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Tra le cose più complete girate dal Principe, per via di una splendida e brillante sceneggiatura ed una regia sapientemente orientata a dare rilievo a due personaggi interpretati da grandi attori. Ne l'uno, ne l'altro hanno la meglio: il duello tra guardia e ladro finisce in pareggio. Un risultato garantito dalla profondità dei sentimenti che anima entrambi i protagonisti. Dialoghi curati, ottima fotografia (opera di Mario Bava) ed un pizzico di tristezza (sentimento innato e presente in Totò, pur se poche volte messo in risalto). Gran film, imprescindibile...

Renato 5/07/08 02:59 - 1593 commenti

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Un grande film: splendida commedia all'italiana, divertente ma venata da un pessimismo neanche troppo sotterraneo; sceneggiatura perfetta e regìa che regala dozzine di momenti straordinari. E come se non bastasse i due protagonisti si chiamano Totò e Aldo Fabrizi... le interpretazioni dei due mattatori varrebbero da sole il prezzo del biglietto, eppure -come detto- il film è anche molto altro. Semplicemente imprescindibile.
MEMORABILE: Totò: " Ne ho piene le tasche di questi Bottoni! "

Pigro 23/01/11 11:31 - 7912 commenti

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Momenti comici straordinari (tra tutti, il lungo inseguimento iniziale) che rivelano la nuova scoppiettante coppia Totò-Fabrizi. E poi l'umanità profonda nella rappresentazione delle classi popolari, in cui non c'è vera distinzione tra guardie e ladri. E la commozione che sa emergere sul finale. C'è tutto questo in un film che racconta la paradossale vicenda di un truffatore e un poliziotto (un po' truffaldino, in verità), ma soprattutto il bisogno postbellico di una reciproca comprensione, riappacificazione e condivisione del futuro.

Rambo90 29/06/10 14:10 - 6435 commenti

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Bellissimo primo film per la coppia Totò-Fabrizi, ottima la regia a quattro mani di Steno e Monicelli, così come i dialoghi e i personaggi pieni di umanità. Il finale è molto malinconico e al tempo stesso divertente, i duetti tra i due grandi attori strepitosi e irragiungibili, così come la prova di tutto il cast in un film quasi perfetto e ancora oggi attuale.

Smoker85 27/09/11 00:13 - 393 commenti

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Quando a Totò veniva chiesto a quali lavori tenesse maggiormente, era solito mettere tra i primi proprio questo film. Non è il solito Principe, debordante, sfrenato, puramente comico. È amaro, misurato, molto umano. Non solo uno dei migliori film di Totò, ma di tutto il cinema italiano. Grande prova ovviamente anche di Aldo Fabrizi e del cast in generale (Giuffrè, Ninchi, Delle Piane, Carloni). La storia nella, sua semplicità, non può che coinvolgere lo spettatore nei continui capovolgimenti di ruoli tra i due protagonisti. Capolavoro senza tempo.
MEMORABILE: La truffa della moneta; l'incontro tra i due protagonisti nell'androne del palazzo; Esposito che corregge il tema del figlio.

Graf 17/04/12 04:06 - 700 commenti

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Un poliziesco tra neorealismo e commedia di costume. In realtà, una denuncia degli stenti di due persone qualunque nell'Italia del dopoguerra; la descrizione, tra l'amaro e il divertente, di una disagiata situazione economica e sociale che accomunava, nella sua durezza, tutti i cittadini sia che vivessero nel rispetto della legge sia che, invece, la trasgredissero. Un poliziesco che rispetta tutte le regole del genere ma che si fa canto morale e invito alla pietas. Totò e Fabrizi interpretano due personaggi a tutto tondo. Bella la fotografia di Mario Bava.

Giùan 6/09/12 22:27 - 3052 commenti

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Film dai meriti tanto incontrovertibili da esser stato uno dei pochi di Totò a trovar quasi unanime consenso in vita del Principe. Steno e Monicelli alzano il tiro del loro cinema centrando il bersaglio della farsa capace di sconfinare all'occasione nel sentimentale, poggiando però costantemente su solide fondamenta realistiche (le borgate, i ritratti di interni già piccolo-borghesi). Ovviamente determinante l'aderenza al progetto di due totem attoriali, in grado di far ricorso con eguale naturalezza ai registri del comico e del patetico. Evergreen.
MEMORABILE: Il tema sul papà Totò di Libero/Carlo Delle Piane: altro che Io speriamo che me la cavo; "Sono stufo di vedere sti bottoni per casa".

Gabrius79 21/08/13 23:44 - 1206 commenti

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Stupenda e impareggiabile commedia con due grandi mostri sacri del cinema italiano come Totò e Aldo Fabrizi diretti all'accoppiata Steno-Monicelli. Il film è praticamente un bellissimo spaccato dell'Italia che fu e si regge sulla grande esperienza dei due protagonisti assieme a un'ottima Ave Ninchi. Risate e scene indimenticabili ma anche momenti amari miscelati sapientemente. Da vedere con piacere.
MEMORABILE: La corsa all' Acqua Acetosa

Minitina80 25/04/15 11:24 - 2400 commenti

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Uno dei migliori lavori di Totò e Fabrizi, dove comicità e melodramma riescono a esprimersi ad alti livelli e a convivere senza pestarsi i piedi. Merito anche di una regia sapiente e una sceneggiatura robusta che vanta firme autorevoli. La società italiana del tempo, quella della ricostruzione del secondo dopoguerra, viene fotografata alla perfezione avvalendosi di una satira latente, ma graffiante e con uno stile che si avvicina al neo-realismo. Da vedere a tutti i costi.

Parsifal68 15/02/16 12:59 - 607 commenti

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A mio parere il miglior film di Totò, giustamente premiato e lodato dalla critica che, in vita, non lo ha mai amato. Insieme a Fabrizi Totò costituisce una coppia praticamente perfetta, dai dialoghi e dai tempi comici che non hanno la benché minima sfumatura: l'uno compensa l'altro e viceversa. Il film ci consegna anche un ritratto amaro di un'Italia povera e martoriata ma dai sentimenti autentici come l'amicizia che può sbocciare anche tra persone agli antipodi. La fotografia in bianco e nero della Roma post-guerra è straordinaria. Da non perdere.
MEMORABILE: Totò: "Ma come, lei è cosi grosso e non è commendatore?" Fabrizi: "Ma perché, i commendatori vanno a peso?"

Daniela 13/09/17 21:41 - 9644 commenti

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Per riacciuffare un piccolo truffatore che si è lasciato scappare, un brigadiere spinge la propria famiglia a fare amicizia con quella del ricercato... Bellissima commedia, impreziosita dalle memorabili interpretazioni di Fabrizi e Totò, in cui il lato comico convive armonicamente con la riflessione sociale, mostrando come, al di là dei ruoli codificati, la guardia ed il ladro siano accumulati da identici bisogni e da una solidarietà di classe in grado di emergere nei momenti decisivi. Nel valido cast di contorno, spicca il profilo inconfondibile di un giovanissimo Delle Piane.

Paulaster 2/03/18 11:13 - 2867 commenti

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Guardia deve riacciuffare un ladro per evitare il processo. Preambolo con classica truffa (e conseguente inseguimento) per spaziare poi in una sceneggiatura basata sull'umanità. Totò non cerca la risata a tutti i costi mentre Fabrizi è molto sfaccettato nei cambi di espressione. Parte conclusiva di forte impatto morale e specchio di un'Italia alla ricerca del minimo benessere. Le location periferiche sottolineano la ricostruzione di lì a venire.
MEMORABILE: Il sesterzo come il volante; Delle Piane che punta la pistola; Il confronto sulle scale.

Rufus68 25/08/18 21:27 - 3152 commenti

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Parte deboluccio (la truffa della moneta ha toni grossolani); l'entrata in scena di Fabrizi, a contatto con Totò, provoca una serie di esplosioni comiche memorabili: dallo scontro alla biglietteria allo storico inseguimento (dal centro alla periferia d'una Roma irriconoscibile e bellissima), dalla fuga ai tentativi di cattura a vuoto. Tutto il cast funziona, a partire da un Delle Piane faccia da schiaffi bravo a regger la parte coi due protagonisti. Grande il Principe, monumentale Fabrizi, perfetto nel registro patetico e leggero.
MEMORABILE: L'inseguimento; Il tema "realista" di Delle Piane; Fabrizi dal barbiere; Totò e i "Bottoni"; Le scuse di Fabrizi costretto all'arresto dal dovere.

Camibella 16/06/20 00:29 - 174 commenti

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Uno dei pochi film di Totò che venne elogiato dalla critica, è il ritratto di due personaggi diametralmente opposti, un ladruncolo che vive di espedienti per campare e un brigadiere austero e goffo. Li unisce una dignità e un rispetto che sfoceranno in una improbabile e sincera amicizia. Girato da un Monicelli in una Roma in bianco e nero ancora ricoperta dalle macerie (non solo materiali della recente guerra), "Guardie e ladri" è un memorabile esempio di grande cinema, spaccato di un'Italia ferita ma che sapeva essere un grande paese. Totò è grande ma Fabrizi non gli è da meno.
MEMORABILE: L'inseguimento.

Zampanò 28/10/20 13:05 - 191 commenti

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Accomunare in un destino solidale poliziotti e mariuoli fu lo scatto culturale di una squadra di registi e sceneggiatori (Brancati e Maccari su tutti) disposti a mischiare le carte. La commedia all'italiana nasce qui, non con I soliti ignoti. Fabrizi e Totò sono due locomotive che trascinano all'unisono, anche se il Principe sbuffa di più. Quell'estenuato rincorrersi clownesco nella campagna romana ha fissato un archetipo. Sfiziosi i comprimari tra cui Delle Piane ragazzo: il suo scostumato tema-verità ispirerà lo stesso Monicelli di Amici miei atto II°.
MEMORABILE: Totò s'arrabbia col figlio: "Questo tema non va bene, i temi bisogna scriverli di fantasia, non su cose che riguardano la vita, che c'entra la vita?".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 13/04/09 12:02
    Scrivano - 7630 interventi
    Mario Bava fu impegnato sul set come direttore della fotografia.
    Così lo ricorda Mario Monicelli:

    "La scena dell'inseguimento sull'argine del Po (in realtà è l'Aniene, come si vede chiaramente nel nostro speciale location, ndr) era particolarmente problematica: dovevamo girare in esterno, i due attori dovevano correre e non ne avevano per niente voglia, per cui c'era bisogno di un direttore della luce molto svelto, quasi sbrigativo, che approfittasse di ogni momento della loro disponibilità. Bava realizzò quella sequenza in modo impeccabile e con grande classe, tant'è vero che è diventata la scena simbolo del film, la fanno rivedere ancora oggi, la proiettano nelle scuole. Più per merito suo che per me o per gli attori".

    Intervista a Mario Monicelli, Roma, 7 aprile 2004. A cura di Michele Sancisi.
    Pubblicata su Kill Baby Kill! Il cinema di Mario Bava - edizioni Unmondoaparte
  • Discussione Zender • 24/05/11 12:31
    Consigliere - 43737 interventi
    Columbo, hai finito di penare :) Lo speciale location è online.
  • Discussione Columbo • 24/05/11 13:56
    Magazziniere - 1102 interventi
    Bravo/i, davvero ben fatto, ottimo lavoro!. Soprattutto la lunga scena dell'inseguimento era assai ostica.
  • Discussione Columbo • 25/05/11 16:57
    Magazziniere - 1102 interventi
    Mi è venuto in mente che la fontanella prima del palazzo di Totò c'è ancora, se ben ricordo.
  • Discussione Zender • 25/05/11 19:57
    Consigliere - 43737 interventi
    Visto anche il film. Se è la stessa l'hanno comunque spostata. Il punto non è lo stesso, siamo a una cinquantina di metri di distanza.
  • Discussione Saimo • 18/05/18 12:38
    Disoccupato - 233 interventi

    Volevo segnalare questo volumetto dedicato a Guardie e ladri, curato dal super-esperto Alberto Anile e ricco davvero di materiali inediti e preziosi (dal soggetto originale alle lettere private degli autori fino a rari artwork d'epoca). Pubblicato dalla Cineteca Nazionale, il libro nasce dal fortuito ritrovamento di un'edizione alternativa del film, con alcune varianti rispetto alla copia approvata dalla censura, che è poi quella che è sempre circolata anche commercialmente. L'unico difetto, secondo me, è che il libro sta avendo una distribuzione un po' faticosa, ma vedo che finalmente anche Amazon ne ha presa qualche copia. Per la cronaca, costa meno di 10 euro.
  • Curiosità Smoker85 • 30/04/19 12:40
    Custode notturno - 62 interventi
    Nel finale del dialogo tra Fabrizi e Totò, quando il ladro decide di arrendersi alla guardia per non fargli perdere il posto di lavoro, si nota una leggera eterogeneità del sonoro. Ciò è dovuto al fatto che quella scena è stata parzialmente ridoppiata, in ossequio alle imposizioni della censura dell'epoca, che non voleva far apparire la guardia Bottoni eccessivamente solidale col ladruncolo Esposito, come spiegato in A. Anile, Totò proibito, Lindau, 2005.