La notte dei morti viventi

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The night of the living dead
Anno: 1968
Genere: horror (bianco e nero)
Note: Seguito da "Zombi", "Il giorno degli zombi" e "La terra dei morti viventi". Nella versione italiana il nome del regista diventa George A. Kramer.
Numero commenti presenti: 54
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il film che ha cambiato il cinema dell'orrore deriva, più che dal pluricitato “I vampiri” (il romanzo di Richard Matheson che aveva già originato l’ottimo ULTIMO UOMO DELLA TERRA) dal finale degli UCCELLI di Hitchcock, dilatato fino a trasformarlo in un unico incubo claustrofobico. Se ai volatili sostituite gli zombi scoprirete una serie impressionante di analogie: le barricate fai da te, gli sfondamenti tra le assi, la radio come unica testimonianza di un mondo esterno sempre più lontano... Al di là di questo, THE NIGHT OF THE LIVING DEAD, girato a Pittsburgh con quattro soldi da Romero e alcuni suoi amici, è...Leggi tutto diventato un instant-classic cui fare riferimento. L’orrore ci viene mostrato con dovizia di particolari, con banchetti cannibalici orripilanti (il vm18 per l'epoca era inevitabile!), non esistono eroi buoni ma solo un cinismo e una freddezza fuori dal comune. Romero non si perde in inutili prologhi e si getta nell’azione fin da principio: dieci minuti e Barbra (O’Dea) è già tappata in casa a respingere l'attacco degli zombi (mai definiti così, in realtà: i media parlano di un'epidemia omicida dovuta forse a radiazioni extraterrestri). Il soggetto è minimo, la sceneggiatura si diletta a proporre scontri “sociali” tra gli occupanti della casa, la regia è immatura ma di grande personalità. A dire il vero, come film, mostra i segni del tempo e non è proprio godibile in ogni sua parte. Però ha una sua indubbia efficacia (la mezz'ora finale è tesissima, delirante), si conclude degnamente ed è effettivamente diverso da quanto il cinema horror fino ad allora aveva proposto. Una svolta importante, un bianco e nero livido che sostiene con contrasti forti una struttura narrativa elementare. La vera tensione Romero la otterrà però solo dieci anni dopo nel supremo ZOMBI.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 20/02/07 10:15 - 2716 commenti

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Un giovanissimo Romero girò con quattro soldi questa pellicola destinata a diventare una pietra miliare nella storia del cinema horror. Probabilmente solo per ragioni economiche si è ricorsi al bianco e nero ma questa scelta alla fine si è rivelata molto efficace e gran parte del fascino di questo film è dovuto proprio ad essa. Ben interpretato da attori non professionisti, il film è anche (o forse soprattutto) una critica veemente alla società americana. Imprescindibile.

Fabbiu 16/03/07 00:35 - 1948 commenti

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C'è chi dice che in questo film si celi una critica alla guerra del Vietnam. Il film diventa un'icona rivoluzionaria del cinema horror, soprattutto per il crearsi dell'immaginario collettivo futuro. Con un modesto budget Romero ha creato uno dei classici horror più importanti di sempre, in cui la tensione e il panico sono costantemente in crescendo. Grazie a Zombi (di dieci anni dopo) e Il giorno degli zombi, Romero regala al cinema una sorta di triologia horror fantastica, degna di ogni cineteca che si rispetti.

Puppigallo 6/04/07 09:00 - 4514 commenti

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Questo film è un piccolo capolavoro. Angoscia e tensione montano dai primi fotogrammi (la scena al cimitero è stupenda), per poi raggiungere l’apice nella casa trasformata in fortino, unica difesa contro gli zombi che aumentano (caracollanti, scoordinati, letali. Sembra che tu possa sfuggirgli, ma prima o poi...). La ragazza, con la sua faccia da bamboletta viziata, è perfetta per enfatizzare la già tremenda situazione. Il nero è l’unico raziocinante, mentre il padre padrone è l’apoteosi dell’ottusaggine. Tutti subiranno un lento logorio psicologico, fino al bellissimo e amaro finale.
MEMORABILE: La madre si abbandona alla figlia ormai mutata in zombi.

Giapo 24/04/07 11:23 - 232 commenti

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Capolavoro cult di Romero, ancora attualissimo per tematiche e implicazioni socio-politiche, punto di riferimento per i cultori del cinema di genere. Sebbene superato sotto certi aspetti (beh non fa più paura, dài…), stupisce per suggestione visiva, considerando i pochi mezzi con cui è stato realizzato, e per la vibrante, seppur essenziale, sceneggiatura. Crudo e intenso come pochi, si distingue per l'autenticità che riesce a trasmttere alle vicende. Imperdibile.

Undying 1/05/07 01:31 - 3840 commenti

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1968: svolta epocale per il genere con questo titolo, uno degli horror storici (e più noti al mondo) realizzato con un budget risibile (circa 100 mila dollari). Romero fonda una nuova “scuola” del brivido: sino a quel momento le produzioni AIP ed Hammer erano indirizzate verso temi gotici ed irrazionali, avulsi dalla contemporaneità e da sottotesti trascendenti al genere. Qui si respira un'ambientazione moderna e ricca di contenuti sociali (il protagonista principale è un uomo di colore). Primo tassello di una lunga “odissea” del brivido...

B. Legnani 23/09/07 00:05 - 4743 commenti

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Come in altri casi (l'esempio più facile si fa con Profondo rosso), si tratta di un film d'importanza fondamentale per la storia del cinema, la cui assoluta rilevanza è superiore all'effettivo valore del film, valore che è, sia ben chiaro, molto alto, pur stando lontano dalla perfezione. Al cinema vidi pure il trailer italiano, che era bellissimo.
MEMORABILE: All'inizio, al cimitero.

Cotola 8/01/08 22:36 - 7546 commenti

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Pietra miliare della storia del cinema horror, che verrà copiosamente imitata in futuro da tantissimi registi che non raggiungeranno mai i livelli di questo gioiello. Rispetto agli altri capitoli della saga, il grandguignol è quasi del tutto assente, a causa della povertà di mezzi a disposizione di Romero e l'orrore è più suggerito che mostrato. Tuttavia i risultati sono straordinari. La tensione è enorme, nonostante un pò di calo nella parte centrale e qualche azzeccato innesto ironico (vedi il beffardo finale), grazie ad un ritmo di estremo coinvolgimento. Un film adulto. Inimitabile!

Ciavazzaro 19/04/08 15:02 - 4763 commenti

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Fondamentale. Il film che rivoluzionò non soltanto il genere dei morti viventi, ma l'horror in generale. Girato (per questioni di budget) in un bianco e nero che dà ancora più angoscia, con attori non professionisti ma che si impegnano in modo adeguato. Dosi di sadismo incredibili e finale beffardo. Da vedere senza dubbio.

Pigro 29/06/08 10:24 - 7815 commenti

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Un capolavoro, e non solo dell'horror. Romero, forse grazie ai pochi mezzi, costruisce un film allusivo e quindi allegorico, complice la derivazione espressionistica delle immagini. Gli zombi sono nostri "alter ego" e gli uomini sono zombi di loro stessi. La tensione claustrofobica degli assediati nella casa per sfuggire all'assalto dei morti viventi sembra un dramma di Pinter e tocca alti vertici di tensione e profondità. E l'inesorabile assimilazione degli uomini agli zombi sposta il terrore verso le avvisaglie di un'omologazione sociale.

Herrkinski 1/07/08 23:23 - 5188 commenti

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Classico della cinematografia horror moderna e iniziatore di un filone che negli anni a venire diventerà enorme. Girato in un livido, mortuario bianco e nero, il film offre alcune delle prime scene cannibaliche esplicite della storia, nonchè un sottofondo sociale appena suggerito ma incisivo (caratteristica che divenmterà centrale nella successiva carriera di Romero). Costruito tutto sull'assedio degli zombi alla casa dove i protagonisti si sono barricati, il film riesce a non annoiare, mantenedo alto il clima claustrofobico e disperato.

Bruce 23/01/09 09:49 - 1005 commenti

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Il primo passo di Romero e dei suoi zombi. Girato con pochi mezzi e in un bianco e nero da leggenda, risulta vincente per l'idea descritta, la lotta senza esclusione di colpi tra i pochi vivi e i tanti morti che ritornano. Nessuna esperienza soprannaturale, tutto tremendamente reale ed autentico, in una guerra selvaggia e spietata per la sopravvivenza. Autentico, cinico e pessimista.

Galbo 8/07/09 19:51 - 11415 commenti

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Notevole l'importanza storica di un film che segnò uno spartiacque con il precedente cinema horror. Con quest'opera a basso costo e in bianco e nero il regista Romero realizzò un film d'effetto ma dal grande contenuto concettuale ed impregnato di un profondo pessimismo sul destino della moderna civiltà tanto da costituire ancora oggi una pietra miliare per molti cineasti.

Brainiac 25/08/09 08:42 - 1083 commenti

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Nonostante il budget risibile, nonostante l'inesperienza di alcuni membri della troupe, un capolavoro. Film che esprime una sensazione di malessere costante, dall'incipit nel cimitero fino all'assedio nella casa. Intelligente nel mostrare le dinamiche del panico (c'è chi si coalizza e chi si rintana solitario), si presta ad infinite letture (l'infezione che germoglia nella famiglia rinchiusa in se stessa, la rivolta dei "diversi"). Eppoi quel finale, così spietato, che sovverte l'ottica dello spettatore negli ultimi, agghiaccianti, fotogrammi cristallizzati.

Homesick 15/11/09 18:24 - 5737 commenti

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Un paradigma insuperato per la sua tensione immediata e attanagliante, la relativizzazione dell’eroe – la cui strategia si rivela perdente e catastrofica - , l’adesione al pessimismo e i significati politici (la minaccia che innesca conflitti hobbesiani; la tecnologia sfuggita al potere e le repressioni generalizzate da parte di quest’ultimo). Sotto il profilo iconografico codifica i morti viventi come esseri catatonici, antropofagi e contagiosi ed estremizza la rappresentazione dell’orrore, prima mai così esplicito e insistito. Epocale.
MEMORABILE: La madre aggredita dalla bambina-zombi. La caccia finale.

Matalo! 24/02/10 10:59 - 1368 commenti

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L'iconografia zombi è simile a quello di Ragona (coincidenze?); ma nulla toglie a questo poverissimo e originalissimo film due cose: la capacità di terrorizzare (anche per la povertà di mezzi) e la valenza politica. Un ritratto dello yankee che lascia poca speranza, visto il finale, che avvilirebbe Obama. Da non vedere la versione "integrale" con un prologo posticcio e inutile. Romero non aveva mezzi ma aveva tanto da dire e così ha aperto un filone che piacerà anche agli italiani.
MEMORABILE: La bambina zombizzata uccide il padre; i titoli di coda, fermoimmagini dure simili a quelle dei massacri di afroamericani.

Harrys 28/07/10 17:41 - 682 commenti

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Non perfettamente godibile rispetto a quanto lo risultò all'epoca, ma di un'importanza rilevante. Trattasi infatti di un celeberrimo caposaldo del sottogenere "zombesco" e del cinema horror tutto. La regia di Romero è a sprazzi visibilmente inesperta, ma di una potenza evocativa lancinante. Lo svolgimento è di una immediatezza che colpisce, complice uno script che si sofferma saggiamente (e piuttosto velatamente) sulle dinamiche sociali che si instaurano nel rifugio, per poi sferrare il decisivo fendente nell'ultima manciata di minuti. ****

Gestarsh99 21/08/10 19:47 - 1329 commenti

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Massimo spartiacque nella storia dell'horror. Un'opera che sbrana il polveroso e stantio corpus gotico del genere, innestandovi tutte le impellenze reali e tragiche del suo tempo. Il valore e la rivoluzionarietà del film di Romero risiedono innanzitutto in ciò che dice tra le righe, in ciò che riflette dei malesseri al di qua dello schermo, nell'aver adoperato come protagonista un interprete di colore, nel finale orrendamente senza speranza nei confronti dell'Umanità. Ottima satira anti-maccartista l'uso di uno score da fantascientifico anni '50.

Belfagor 18/07/10 20:10 - 2624 commenti

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Con pochi mezzi e pochi soldi, ma con molte idee, Romero rivoluziona il genere horror facendoci immergere in questo incubo grottesco. Il grossolano bianco e nero si rivela adatto alla creazione di un'atmosfera di terrore, paranoia e brutalità, in cui i protagonisti cadono vittime di un inesorabile logorio psicologico. Lo zombie non è solo più un mostro, ma assurge a metafora dell'alienazione nella società moderna. Il crudo finale ci avverte che la notte non è finita e che anzi ci attende un'apocalittica alba.

Rebis 22/07/10 15:52 - 2088 commenti

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Per il 30° anniversario John Russo approntò una versione più vicina allo script originale, con scene ex novo (bruttine) e musiche al sintetizzatore (orribili). Come se il cult di Romero necessitasse di rettifiche. Emerge invece la perfetta sintesi dell'originale, un nucleo narrativo nevralgico e icastico per il cinema che verrà (horror e non solo), capace di macellare con ponderato e inesorabile sarcasmo l'etica civile, a partire dalla pretesa coesione familiare (cannibalizzata...). Il tratteggio psicologico è curato, la tensione feconda d'orrore; l'uso delle inquadrature avanguardistico.

Il Gobbo 23/07/10 15:14 - 3011 commenti

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Difficile aggiungere qualcosa ai fiumi d'inchiostro già giustamente versati. Seminale, a suo modo esaustivo (il resto è, a ben vedere, variazione sul tema o stilizzazione), esemplare per concentrazione e resa espressiva. In fondo anche il meno ideologicamente sospetto (e banale) dei suoi film, perchè qui la metafora è esistenziale. Obbligatorio.

Mdmaster 21/10/10 12:44 - 802 commenti

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Girato in un elegante (ed economico) bianco e nero, nei fine settimana perché gli attori erano tutti impegnati in altri lavori, Romero ha realizzato il più importante film horror underground, capace di far ripartire tutto il genere e concretizzando lo zombie movie. Quel che più colpisce dopo 42 anni è la seria critica alla società che percorre la pellicola, come spesso i sopravvissuti all'apocalisse dei morti viventi siano peggiori dei mostri stessi. Finale triste e senza speranza per l'umanità, girato in un deprimente stop motion.
MEMORABILE: "They're coming to get you, Barbara..."

Pinhead80 24/10/10 12:18 - 3966 commenti

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Grande classico del cinema horror che ha rivoluzionato il panorama del genere stesso. L'incipit del cimitero ci catapulta in quella che è un'avventura surreale. I morti hanno cominciato a camminare sulla terra e sono affamati di carne umana. Colpisce al cuore perché sovverte l'ordinarietà e, cosa non da poco, introduce l'idea dell'uomo peggior nemico dell'uomo (anche dentro la casa che i protagonisti usano come rifugio). Da vedere e rivedere.
MEMORABILE: I morti viventi che si cibano di carne umana e tutta la scena finale.

Von Leppe 11/11/10 16:51 - 1032 commenti

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Film che segna la nascita delle creature più orripilanti del cinema: morti che ritornano in vita e non solo. Se i vampiri succhiavano il sangue questi vanno oltre: sono divoratori di carne umana e quindi si adattano molto all'horror più moderno dove abbondano il sangue e le frattaglie. Fatto con pochi soldi e in bianco e nero è forse il migliore della saga, anche se ci sono dei difetti.
MEMORABILE: I morti ti prenderanno, Barbara!

Lupoprezzo 8/06/11 21:39 - 635 commenti

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Esordio a bassissimo costo di Romero e vero e proprio abbeveratoio del cinema dell'orrore a venire. I vecchi modelli dell'horror cadono di fronte ad una concezione nuova: l'orrore e la paura passano da un mondo gotico/fantastico ad una dimensione più reale e vicina, insinuandosi dentro di noi. Diverse le chiavi di lettura (l'incancrenirsi della famiglia, l'astrusità delle armi, la brutalità della provincia e dell'umanità). Pessimista ed essenziale, girato in un bianco e nero raggelante e suggestivo. Finale critico e beffardo. Cult.

Giùan 16/08/11 13:45 - 3009 commenti

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Il suo '68 l'horror lo conobbe con lo straordinario esordio di Romero: rivoluzionario e archetipico al contempo. La Notte deve la sua longevità di culto ad un mix, ancor oggi ineguagliato nel genere e non solo, tra forza evocativa del soggetto (i vivi assediati dai morti e costretti a far i conti con se stessi), sana incoscienza/foga giovanile (di tutta la troupe), maturità nell'affrontare un film "de paura" (tratto da un racconto del saccheggiatissimo Matheson) innerbandolo con una inusuale carica di critica sociale. Lucidamente funereo. Bravissimo Jones.
MEMORABILE: Il prologo con la visita al cimitero; le scene cannibaliche "di gruppo"; la bimba Karen che mangia i genitori; "l'incidente" finale (ovviamente).

Buiomega71 23/11/11 01:00 - 2279 commenti

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Purtroppo l'ho visto dopo mille visioni di Zombi e Il giorno degli zombi e quindi l'impatto è stato piuttosto debole. Rimangono l'assoluto pessimismo romeriano, il crudo bianco e nero, i disturbanti stop-frame finali da shockumentary, i pasti cannibalici (comunque ben resi) e il massacro a colpi di cazzuola perpetrato dalla bambina alla mamma. Forse il meno viscerale della saga romeriana, ma vedendolo più volte non si può non amare quegli zombi in canottiera che barcollano silenti e implacabili. Più cinema verité che horror movie. Ipnotico.
MEMORABILE: Al cimitero, Johnny a sua sorella Barbara: "Stanno venendo a prenderti Barbara, eccone uno che arriva, io me la batto!"; Il cinismo dei vigilantes.

Ryo 30/01/12 18:11 - 2169 commenti

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Dobbiamo a questo film l'icona dello zombi che tutti conosciamo. Girato con quattro soldi, ma il risultato è magnifico. Un ottimo uso del B/N rende il tutto più inquietante. Gli attori hanno reazioni iper-realistiche, ed è bello vedere come anche la posizione dei politici sulla faccenda si faccia sentire per mezzo di programmi TV. Se proprio ci fosse da cercare il pelo nell'uovo c'è il nonsense della bambina che utilizza una cazzuola come arma... Finale malvagio e agghiacciante. Ne esiste una versione colorata.
MEMORABILE: "Stanno venendo a prenderti... Barbara..."; Il finale.

Mickes2 19/03/12 14:20 - 1668 commenti

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Il cinema horror ad una svolta epocale: le atmosfere gotiche lasciano spazio alla strada, la cruda realtà subentra all'onirismo. L'episodio più scevro da orpelli e per questo il più allegorico, pregnante di contenuti, claustrofobico, atmosferico e gelido. L'umanità sta cadendo in un baratro senza via d'uscita: la società forgia uomini privi di valori, la famiglia stenta a comprendersi; l'egoismo come unica ancora di salvezza. Il fattore assedio cresce sotto pelle e gli zombi diventano un tutt'uno con l'essere umano, chiosando in un finale agghiacciante.

Modo 12/08/12 21:45 - 825 commenti

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Da qui nascono i morti viventi. Il '68 non è solo rivoluzione sessuale, figli dei fiori ma anche Zombi! Da un film a basso costo nasce un nuovo filone horror tutt'oggi attualissimo. Innumerevoli saranno i sequel, ma il migliore sarà sempre quello di Romero. Scene cult che se non lasciano insonni sicuramente sono d'effetto. Geniale.

Vito 31/10/12 14:35 - 661 commenti

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1968. Romero crea un "nuovo orrore" mai visto prima, i morti tornano in vita e niente nel cinema sarà più lo stesso. Gli umani assediati dentro la casa, fuori un'orda di cadaveri; ancora oggi la pellicola mette addosso una grande sensazione di claustrofobia e terrore. Romero ci mostra inoltre i pregiudizi e il razzismo di un'America malata all'interno. I telegiornali continui, l'antropofagia e la violenza sono precise metafore dell'incubo vietnamita. Capolavoro.

Werebadger 23/12/12 17:11 - 270 commenti

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Capolavoro immortale che ha inaugurato un genere. Opera ironica, caustica ed intrisa di misantropia, in cui il grande Romero immette una feroce satira di tipo politico-sociologica (lo zombi, per lui, altro non è se non il tipico borghese americano). Girato, per motivi economici, in un suggestivo bianco e nero e contenente scene davvero crude e di sicuro impatto visivo per l'epoca. L'idea dell'assedio nell'edificio isolato ispirerà molti altri registi (Raimi, Carpenter, Peckimpah, Marshall). Imprescindibile.
MEMORABILE: La bambina zombificata che fa a pezzi i genitori; Il cinico finale.

Jurgen77 19/03/13 12:07 - 630 commenti

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Capolavoro, pietra miliare del genere. Da qui in poi si comincerà a parlare di genere "zombie & affini". Film spartano, ma al tempo stesso colmo di phatos. Gotico, cupo, claustrofobico e schizofrenico al tempo stesso. Uno scenario apocalittico per una pellicola che non può che essere un punto di partenza.

Ducaspezzi 8/08/13 00:16 - 222 commenti

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Difficile vedere questo film senza pensare alla sua storica seminalità per il genere zombesco. Ma bisogna provarci e considerare che nella geniale (e necessitata) consunzione scenica, nel make-up essenziale dei revenants (del resto a zombificarsi sono i trapassati da poco), nell'angosciante assedio segregativo notturno, nel torvo finale, nella densità allegorica - sorretta da personaggi abilmente intagliati nella terrificità irrimediabile dell'assunto - nel b/n che cesella l'incubo, questo è "il" film sugli zombi. Seminale... quasi suo malgrado.
MEMORABILE: Tutta l'atmosfera di insostenibile "realtà" del film, in bilico tra un aldiqua e un aldilà che paiono scambiarsi spesso i riferimenti qualificativi.

Lucius 11/10/13 20:49 - 2819 commenti

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Notevole a cominciare dalla fotografia, dal bianco e nero, notevole per le inquadrature e la regia in generale. Il caposaldo del cinema zombesco ispiratore di tante pellicole in versione originale è qualcosa in grado di suscitare tensione già dalle primissime inquadrature. Una sagace miscela di paura e terrore vi attanaglierà, trascinandovi in un mondo dove non si è più al sicuro. Il capostipite per eccellenza. E calò la notte più lunga dei tempi.

Bergelmir 16/05/14 23:37 - 160 commenti

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Un film che iniziò una visione moderna dell'orrore cinematografico: crudo, agghiacciante, senza compromessi in quanto orrore sociologico e strutturalmente legato all'umanità dei suoi protagonisti, impotenti di fronte all'imponderabile. Romero ha inoltre il primato di aver inventato il Morto Vivente, che non è lo zombi haitiano ma è un controsenso biologico, un'assurdità con cui ci costringe a fare i conti. Il bianconero, arido ed efficace, si accosta benissimo al concetto dell'opera. Epocale.

Jdelarge 24/04/15 11:53 - 880 commenti

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Spaventoso nella sua essenzialità e crudezza; Romero si diverte a imprigionare i vivi in una sorta di cul-de-sac che porta la tensione alle stelle. Oltre al terrore, provocato soprattutto da sapienti inquadrature, sembra quasi che il vero pericolo sia rappresentato dalle persone a cui il cuore batte ancora; perciò il film si va a configurare come un cinico ritratto esistenzialista, con la perenne paura dell'incombere della morte fuori dalla casa, sempre pronta a "bussare". Bellissimo.

Ultimo 26/04/15 19:01 - 1367 commenti

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Fondamentale per gli amanti dell'horror, il primo film di Romero si segnala per essere un piccolo gioiello, girato in bianco e nero e con pochi mezzi a disposizione. Il regista punta tutto sullo stato di tensione che si percepisce sin dalla scena iniziale al cimitero per poi pervaderne tutta la pellicola, complice una colonna sonora "classica" azzeccatissima. I momenti amari, nel rapporto zombi/esseri umano sono parecchi, compreso il tremendo finale da pugno dello stomaco.
MEMORABILE: La bambina zombi.

Daniela 11/05/15 13:32 - 9493 commenti

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Erano già apparsi sugli schermi zombi prima di allora, ma sono quelli di Romero a diventare iconici, parametri di riferimento per ogni film successivo: girato con due soldi, con un cast di parenti ed amici, in un bn che rende astratto il sangue ma paradossalmente ne rafforza l'impatto, un capolavoro che segna il '68 del genere horror, connotandolo come quello potenzialmente più politicizzato del cinema americano. Tre seguiti fra l'ottimo ed il discreto, ma nessuno in grado di eguagliare la forza dirompente che ebbe l'originale. Imprescindibile per gli amanti del cinema, non solo del genere.
MEMORABILE: L'abbraccio letale del fratello alla sorella; il pasto della bambina; quel colpo di fucile nel finale

Didda23 24/06/15 09:50 - 2288 commenti

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Davvero un peccato che il corpo centrale si poggi esclusivamente sui banali cliché del genere d'assedio (che detesto profondamente), perché l'incipit è straordinario (girato con una maestria registica davvero fenomenale) e il finale concettualmente perfetto. Memorabile la fotografia e i giochi di luce, soprattutto nelle prime scene all'interno della casa. Lo stampo teatrale, evidente verso metà film, immobilizza la tensione per colpa di dialoghi poco incisivi. Lontano anni luce dalla mia concezione di capolavoro (il valore storico è fuori discussione).

Deepred89 14/07/15 20:35 - 3291 commenti

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Horror seminale per eccellenza, vincente nel soggetto e nell'atmosfera, ma l'inventiva di certi movimenti di macchina (altri li ho trovati, per la verità, piuttosto rozzi) mi è parsa più casualità indie che vero studio sull'immagine (ma forse scrivo una banalità?) e anche la sceneggiatura, a ben vedere, procede in modo canonico e non senza qualche svista qua e là (l'incoerenza, a livello temporale, con le notizie trasmesse ala tv). Musiche da library e si sente. Ricco di cupo e sinistro fascino, ma non esageriamo. *** e non di manica stretta.

Mtine 29/09/15 12:13 - 224 commenti

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Deve essere visto, a mio avviso, più come una un reperto storico che come un capolavoro. Perché a ben vedere i difetti del film esordio di Romero non sono pochi: una lentezza narrativa quasi fuori luogo per un horror, una storia esile e un'aria da dilettantismo che pervade l'intera pellicola. Certo, difetti anche imputabili alla data di realizzazione del film o allo scarso budget a disposizione. Un merito, oltre a quello di aver iniziato un prolifico sottogenere dell'horror lo ha: ha spianato la strada per Zombi.

Lythops 7/05/16 13:31 - 975 commenti

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Ispirato al romanzo "I am a legend" di Richard Matheson. Romero impiega gli zombi al posto dei vampiri. Narrato con una naturalezza e fluidità disarmanti, genialmente ripreso in bianco e nero con effetti e sequenze che ai tempi fecero scalpore, è un film fondamentale e a tutt'oggi, nonostante tutti i solo apparentemente omologhi che lo seguirono, serie comprese, può dirsi insuperato. Tensione e suspence ovunque, fin dalla prima sequenza solo apparentemente tranquilla. Geniale.

Luras 8/04/17 15:26 - 142 commenti

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Artigianale al massimo, una sceneggiatura tenuta insieme con il nastro adesivo; il primo lungometraggio di Romero è un meraviglioso concentrato di cupezza e inquietudine. Pur senza scene troppo violente (e questo è un merito) riesce a coinvolgere lo spettatore nella tenebrosità di un bianco e nero opaco, triste, che mostra l'assedio casalingo dei protagonisti sotto scacco da un esercito di morti viventi, "pupazzi" rudimentali ma molto efficaci. Pesantemente emotivo, con alcune sequenze forti e un finale amarissimo, come tutta la pellicola.
MEMORABILE: La ragazza rapita dal fratello morto; Il bambino che uccide la mamma.

Rufus68 22/05/17 21:35 - 3114 commenti

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I meriti storici sono indubbi: Romero seppellisce definitivamente (nell'immaginario cinematografico) l'horror derivato dalla letteratura e dal folclore europei inaugurando il filone "politico", di alta densità simbolica (chi sono i morti viventi? Consumatori idiotizzati, vietcong, minoranze prevaricate?). Ciò non toglie che la fattura del primo zombie-movie sia alquanto rozza (al di là delle comprensibili deficienze del budget) e l'andamento ristagni non poco. Eccellenti, invece, i minuti finali.

Rambo90 21/07/17 03:13 - 6382 commenti

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Horror imprescindibile dalla storia stessa del genere. Romero con una sceneggiatura semplice (ma carica di significati e dai personaggi ben strutturati) sa catturare l'attenzione grazie a un senso di claustrofobia invadente e a una tensione in crescendo. Gli zombi passano forse in secondo piano rispetto alla stupidità umana e alla paura che essa esercita sullo spettatore che sa che qualcosa andrà storto per via di certi comportamenti. Bel ritmo, bianco e nero efficace, effetti essenziali ma riusciti. Imperdibile.

Maik271 2/08/17 19:13 - 436 commenti

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Il caposaldo del genere, girato in un bianco e nero efficacissimo, con una location pressoché limitata alla sola casa e che rende il tutto estremamente claustrofobico. Buono il cast e ottime le caratterizzazioni; bello il contrasto tra un commento musicale di stile gotico contrapposto alle situazioni più contemporanee. Effettacci notevoli, per il periodo.

Viccrowley 14/08/17 12:11 - 803 commenti

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Sono molteplici i meriti che il capolavoro romeriano porta in dote dal 1968. Spartiacque di un modo di vedere l'horror che dal gotico della Hammer si sdogana e muta pelle per portare il genere verso nuove vette. Il morto vivente perde le sue connotazioni voodoo e trasfigura in una metafora dell'essere umano, delle sue miserie e delle sue ossessioni. Incorniciato da un livido B/N di portata espressionista, il film di Romero si trasforma in film d'assedio senza speranza. Varie e sfaccettate le chiavi di lettura di un film dall'importanza seminale.
MEMORABILE: La bambina e la mamma in cantina; La tensione tra Cooper e Ben; L'ultima beffarda inquadratura.

Magi94 9/10/17 23:29 - 687 commenti

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Molto bello, forse a tratti considerato più del suo valore effettivo per via dell'importanza storica straordinaria (oltre a essere apripista della New Hollywood e di un nuovo filone horror, fu anche fondamentale far recitare un afroamericano non per impersonare un personaggio dalla pelle scura). I difetti sono una certa preistoricità che si fa sentire soprattutto per i pochi fondi, qualche lentezza qua e là, ma la genialità di Romero si vede tutta e le scene di padre vs Ben e il successivo matricidio durante l'assedio sono dei capolavori.

Thedude94 5/10/17 19:05 - 582 commenti

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Romero ci delizia con una serie di scene che entrano a far parte della storia del cinema horror, girandole con maestria e senso del cinema. Assieme a un gruppo di giovani e bravi attori, in primis Jones, riesce a mostrare la paura nella sua massima espressione, cioè attraverso una serie di cadaveri di esseri umani affamati di carne umana. Il bianco e nero e la fotografia rendono il tutto ancora più speciale e fanno si che l'opera rimanga un cult, nel suo genere. Da un altro punto di vista si può cogliere anche una critica alla società moderna.

Anthonyvm 13/06/18 22:14 - 2007 commenti

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La sua importanza storica è probabilmente maggiore delle sue effettive qualità, ma anche preso come un "normale" zombie-movie a basso budget è di gran lunga al di sopra della media: la forza evocativa, il bianco e nero nettissimo, il gore e gli orrori di massa che specie nel finale ricordano certe sequenze viste in Vietnam. Le musiche sono poco adatte e non sempre il ritmo riesce a mantenersi su giusti livelli, ma la crudezza e la potenza di certe immagini (il matricidio soprattutto, davvero scioccante) superano questi limiti. Grande esordio.
MEMORABILE: La bambina che si nutre del suo stesso padre, morto poco prima; L'omicidio della madre; L'indimenticabile finale.

Minitina80 18/07/18 09:27 - 2364 commenti

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Superfluo rimarcare l’importanza storica di un film che ha cambiato il modo di concepire l’horror dandogli una valenza e un’importanza che nessuno prima di allora era stato in grado di pensare. Le ristrettezze economiche e l’inesperienza tecnica di regista e attori, per quanto evidenti, non hanno inciso in negativo ma hanno contribuito a plasmare un’estetica personale. Le idee di Romero su determinate questioni sono già facilmente riconoscibili e sono affrontate con una sfrontatezza raramente uguagliata nell’horror.
MEMORABILE: La piccola Karen; Il finale.

Il ferrini 25/12/18 19:59 - 1696 commenti

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La scarsità dei mezzi è inversamente proporzionale all'abbondanza delle idee; è qui che si definiscono i walking dead e così rimarranno fino alla nota serie tv, è qui che si dipinge la desolazione in cui si muovono, in parte ispirata al romanzo "Io sono leggenda". Non è il primo splatter (Blood feast è precedente) ma di sicuro è il primo a diventare iconico e a generare decine di imitazioni fino ai recenti Resident evil o 28 giorni dopo. Imprescindibile per ogni amante della settima arte.

Lebannen9_ 2/05/20 22:22 - 33 commenti

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Tutti morti appassionatemente. Molto di questo film sa di quella semplicità tipica delle gite con amici: la produzione (praticamente un film amatoriale); la trama; gli zombi (o ghoul?); i protagonisti; e i dialoghi (la maggior parte inascoltabili). Eppure, come per le storielle da campeggio, l'angoscia non manca mai. Romero si muove con scioltezza tra un limite e l'altro realizzando un'opera non perfetta (errori grossolani, scene che "ammazzano" il ritmo) ma che stupisce ancora oggi per la sua forza rappresentativa e significante. Da vedere.
MEMORABILE: L'inizio; L'assedio finale; Il fermo immagine nel finale.

Siska80 16/08/20 16:51 - 729 commenti

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Seppur girato con pochi mezzi (trucco ed effetti speciali ne sono una prova lampante), è già di per sé un piccolo capolavoro di geniale crudeltà ben diretto, con un cast misconosciuto (in cui si distingue comunque Duane Jones) e personaggi diversificati (insopportabile la paurosa Barbra). Zombi naturalmente prenderà le basi da qui: il protagonista nero, l'atmosfera claustrofobica, la crudezza di alcune scene e soprattutto il finale nichilista. Sicuramente migliore del remake di Savini.
MEMORABILE: La bimba banchetta con i resti del padre.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 26/12/18 09:47
    Consigliere - 43588 interventi
    Ma senza dubbio l'atmosfera è ispirata a quel romanzo ed è evidente e infatti l'ho lasciato. Dicevo solo che la prima trasposizione cinematografica di quel romanzo è di 4 anni antecedente Romero e non successiva come avevi scritto, tutto qui. Solo una precisazione "tecnica".
  • Discussione Poppo • 26/12/18 12:00
    Galoppino - 422 interventi
    si può dire che in quegli anni precedenti al capolavoro di Romero diversi b-movie di fantascienza abbiano messo in scena il corpo morto degli umani che rivive, cioè il concetto di zombie, grazie ad una presenza aliena che si impossessa di esso; il primo ricordo va subito a Bava e al mitico "Terrore nello spazio", ma anche a film meno conosciuti come "The Earth Dies Screaming" di Fischer.
    Ultima modifica: 26/12/18 12:03 da Poppo
  • Discussione B. Legnani • 26/12/18 14:52
    Consigliere - 13892 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    si può dire che in quegli anni precedenti al capolavoro di Romero diversi b-movie di fantascienza abbiano messo in scena il corpo morto degli umani che rivive, cioè il concetto di zombie, grazie ad una presenza aliena che si impossessa di esso; il primo ricordo va subito a Bava e al mitico "Terrore nello spazio", ma anche a film meno conosciuti come "The Earth Dies Screaming" di Fischer.

    In realtà bisogna risalire di molto: https://www.davinotti.com/film/l-isola-degli-zombies/25
  • Discussione Buiomega71 • 26/12/18 14:57
    Pianificazione e progetti - 21985 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Poppo ebbe a dire:
    si può dire che in quegli anni precedenti al capolavoro di Romero diversi b-movie di fantascienza abbiano messo in scena il corpo morto degli umani che rivive, cioè il concetto di zombie, grazie ad una presenza aliena che si impossessa di esso; il primo ricordo va subito a Bava e al mitico "Terrore nello spazio", ma anche a film meno conosciuti come "The Earth Dies Screaming" di Fischer.

    In realtà bisogna risalire di molto: https://www.davinotti.com/index.php?f=25


    Credo che la concezione degli zombi romeriani sia distante anni luce da questo
  • Discussione Poppo • 30/12/18 17:49
    Galoppino - 422 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Poppo ebbe a dire:
    si può dire che in quegli anni precedenti al capolavoro di Romero diversi b-movie di fantascienza abbiano messo in scena il corpo morto degli umani che rivive, cioè il concetto di zombie, grazie ad una presenza aliena che si impossessa di esso; il primo ricordo va subito a Bava e al mitico "Terrore nello spazio", ma anche a film meno conosciuti come "The Earth Dies Screaming" di Fischer.

    In realtà bisogna risalire di molto: https://www.davinotti.com/index.php?f=25


    Credo che la concezione degli zombi romeriani sia distante anni luce da questo



    Concordo. E anche in The Last Man on Earth i "morti viventi" sono in realtà vampiri.

    Sono differenze sostanziali.

    ps
    Scusate se ho scritto il titolo in inglese di L'ultimo uomo sulla Terra ma ho scoperto solo ora che è girato in Italia da un regista italiano...
    Ultima modifica: 30/12/18 18:00 da Poppo
  • Homevideo Caesars • 9/03/20 14:56
    Scrivano - 10943 interventi
    Il bluray Criterion contiene una versione del film che credo non sia mai stata disponibile prima. Il titolo del film, in questa versione diventa "Night of Anubis", e dura una decina di minuti in più.

    Ultima modifica: 10/03/20 08:50 da Zender
  • Homevideo Zender • 9/03/20 18:48
    Consigliere - 43588 interventi
    Non sarà mica la versione con gli insert moderni?
  • Homevideo Rebis • 9/03/20 19:31
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    No quella è firmata da Russo per il 30° anniversario. Si tratta di una sorta di workprint:

    https://bloody-disgusting.com/movie/3470524/night-anubis-expect-criterions-night-living-dead-workprint/
  • Homevideo Zender • 10/03/20 08:49
    Consigliere - 43588 interventi
    OK, grazie.
  • Curiosità Siska80 • 17/08/20 13:49
    Call center Davinotti - 406 interventi
    Quando gli sceneggiatori scelsero come soggetto gli zombi, si scervellarono su cosa far loro fare per terrorizzare i telespettatori e alla fine optarono per il cannibalismo.

    Fonte: Imdb