Blood feast

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Blood feast
Anno: 1963
Genere: horror (colore)
Note: Aka "Bloodfeast": è il primo splatter della storia.
Numero commenti presenti: 17
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

È il film con il quale nasce ufficialmente il cinema “splatter”, la cui particolarità è l'insistenza con cui il regista mostra le scene di sangue, soffermandosi sulla rappresentazione “grafica” della violenza. Herschell Gordon Lewis insegnava letteratura inglese all'Università ma la prospettiva di più lauti guadagni lo portò prima al cinema “sexy”, poi all'invenzione di un nuovo genere, oltraggioso e destinato a diventare colonna portante dell'horror futuro. BLOOD FEAST, girato in nove giorni con appena 24.000 dollari, ebbe un successo del tutto inatteso (tra l'altro non era nemmeno vietato, visto che all'epoca la censura si occupava solo delle scene di sesso) e nonostante la realizzazione pedestre è entrato di forza nella...Leggi tutto storia insieme a Lewis, che ovviamente ripeté poi la formula in molte altre occasioni. La vicenda, del tutto pretestuosa, racconta di un losco egiziano, tale Faud Ramses, proprietario di un negozio di catering esotico. Chiamato da una signora a prepararle il party per la figlia, si procura il cibo uccidendo giovani donne e asportando parti del corpo per ripetere la “festa del sangue” voluta cinquemila anni prima dalla dea Ishtar. Il “bello” del film sta nell'assistere alle mutilazioni (di lingue, cuori, gambe ecc.) compiute da Ramses ai danni delle sue giovani vittime. Lewis mostra lingue strappate, interiora (animali) a go-go in un tripudio di sangue ancora oggi di un certo effetto. Ovviamente quando lo splatter non è in “scena” il film crolla, tra una recitazione corale penosa, un copione appena abbozzato, un montaggio ridicolo ai limiti del dilettantismo. Da riscoprire come opera trash, perché di scene involontariamente ridicole ce n'è molte. Noiosetto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 11/05/07 00:07 - 3840 commenti

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David F. Friedman, un produttore già artefice di alcuni pruriginosi nudies, in combutta con un professore (H.G.Lewis) di letteratura inglese, impiegato in una università statale americana (University of Mississippi) mette in essere una storia che punta essenzialmente sulla rappresentazione di esplicite e crude sequenze di sangue imbastendo il tutto con un plot essenziale e quasi ridicolo. Blood Feast consacra l'estensione della censura, vigilante, all'epoca, su sequenze di sesso e linguaggio offensivo, ma sprovveduta di fronte alla violenza.
MEMORABILE: Il festino realizzato in onore della bella Suzette Freemont (la playmate Connie Mason), decreta l'avvio della mattanza.

Deepred89 20/05/07 09:35 - 3291 commenti

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Film di importanza fondamentale (è stato il primo film a mostrare abbondanti scene di sangue) ma di una bruttezza inarrivabile. Gli attori sono ridicoli (in particolar modo l'assassino), la storia pretestuosa e quasi inesistente, le musiche orribili, i dialoghi trashissimi e degni di un pornazzo e gli effetti speciali (sempre gore e quasi mai veramente splatter) sono veramente impresentabili. Da vedere solo per cultura.

Ciavazzaro 17/07/08 12:22 - 4765 commenti

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Definito il primo splatter della storia (anche se però prima di questo titolo c'è un horror giapponese del 1960 che inaugurò il genere), ovviamente è diventato un cult. Non parliamo degli attori, della storia, delle scenografie... le uniche cose da vedere sono gli straordinari effettacci di sangue, davvero eccessivi per l'epoca, ancora per oggi ben fatti. Indispensabile.

Matalo! 18/07/08 16:44 - 1368 commenti

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Apre un genere, ok; ma dovrebbe essere studiato all'università per la sua deficienza e bruttezza. Lewis è un regista sciatto e alimentare, uno che ha trovato una formula che con 4 soldi gli garantiva il benessere. Campionario di crudeltà fini a se stesse (e oggi innocue visto che il gore come il porno va per accumulo e aumento di dosaggi). Il protagonista è stato trovato nelle spazzature, la statua di Ishtar è un resto di manichino. Ambienti miserabili, pochezza della storia, uso truffaldino del cinematografo.
MEMORABILE: Le invocazioni a Ishtar; la lingua.

Cotola 11/08/08 03:52 - 7556 commenti

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Più che per il suo vero valore, a mio avviso abbastanza deludente e comunque assolutamente modesto, questo film è passato alla storia del cinema per aver aperto le porte al gore di cui si fa ampio utilizzo in questa pellicola. Per il resto la sceneggiatura è abbastanza ridicola e delirante e la regia nulla di eccezionale. In ogni caso talmente scombicchierato da divertire. Omaggiato dall'horror parodistico-grottesco Il ristorante all'angolo. Per gli amanti dello splatter.

Greg 10/08/10 18:58 - 19 commenti

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L'interesse per questo film risiede nel fatto che si tratta del primo esempio di cinema splatter. Per il resto si tratta di un filmetto di un'ora in cui si susseguono violenti delitti. Effetti speciali risibili. Lewis farà di meglio. Inedito in Italia, è stato di recente distribuito in dvd.

Ghostship 9/05/10 19:36 - 394 commenti

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Tutti ritengono che segni l'inizio del gore. Lewis dimostra solo una cosa: di essere un gran volpone; estremizza al momento giusto quella violenza visiva presente in forma embrionale in mille altre pellicole che hanno preceduto la sua fatica e raccoglie più di quanto avrebbe sperato (vedere l'incipit del nostro La Maschera del demonio per esempio). Detto questo, il film preme l'accelleratore su sangue e violenza ma non vale nulla. It's only violent shit.

Vawe 6/06/10 17:06 - 61 commenti

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Splatter e violenza sono le caratteristiche principali di questo vecchio film del 1963, il primo film che mostrò, senza imbarazzo, forti scene in cui giovani donne vengono brutalmente uccise e viene mostrata al pubblico la parte agghiacciante: sangue, arti mozzati. La storia è sempliciotta e il tentativo di suggerire un significato più profondo, cioè quello dell'adorazione di una dea Egizia, non riesce ma certamente l'intento del regista era quello di creare solamente un film "trasgressivo". Inquietante la figura dell'assassino Fuad Ramses.

Myvincent 11/12/11 13:22 - 2573 commenti

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Ritmo piatto, attori improponibili, montaggio scadente, suspense assente e blablabla... Eppure questo storico film splatter dai colori sgargianti (a cominciare dal rosso vivissimo) e dallo stile pornografico (non pochi i punti di contatto fra i due generi) merita una visione per il raccapriccio delle scene "hard" che fecero svenire più di uno spettatore nei drive-in dell'epoca. Gore imperdibile.

Jena 14/01/12 15:23 - 1204 commenti

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Un film importante nella storia dell'horror. Apre la strada in un sol colpo a due generi: il gore (con effettacci di tale virulenza che ritroveremmo solo cinquant anni dopo col torture porn, a parte Romero) e lo slasher con psicotico che scanna chi fa sesso. Per il resto il film é girato con lo stile di un brutto porno anni settanta, con qualche eccezione: le incredibili musiche di Lewis stesso, lo sguardo allucinato di Mal Arnold che presenta uno dei look più incredibili della storia del cinema. In ogni caso da vedere.
MEMORABILE: Braccia segate via, lingua strappata... il tutto in un rosso vermiglio stile succo di lampone.

Ducaspezzi 28/08/12 04:58 - 222 commenti

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Lo splatter primigenio, d'accordo. Ma forse è davvero troppo poco se, tolta questa annotazione storico-cinefila e al netto delle - per allora - rivoluzionarie esplicitazioni della mutilazione, si rimane con nulla in mano. Che poi, l'ostentazione men che grossolana di qualche frattaglia e i rigagnoli rossi che spiccano in un film dai colori sparati avranno potuto sgomentare più per un'immedesimazione nella crudezza del senso, che per il misero dettaglio grafico-visivo. Fra l'altro senza un minimo di costrutto evocativo, senza film. Furbata!
MEMORABILE: L'idea del catering esotico combinato col culto della dea Ishtar, buttata lì con una sciatteria memorabile; Come l' assassino si tira la gamba destra.

Rufus68 26/04/17 22:02 - 3117 commenti

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Avrà pure un merito quale capostipite dello slasher (o di quel che è), ma l'insieme è di raggelante stolidità e dilettantismo, dalle scenografie di rara meschinità alle goffe musiche sino allo sciocchissimo nome del grimorio maneggiato da un incredibile Fuad Ramses. I tableaux degli squartamenti (irrorati, per dirla con Mario Brega, da "sangue a ettolitri") vantano, a distanza di anni, una loro efficacia; per questo reclamano (e ottengono) un mezzo (generosissimo) pallino in più.

Daniela 16/05/17 12:57 - 9508 commenti

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Dopo alcuni omicidi sfusi, un tizio fuori di testa intende organizzare un party di sangue per riportare in vita una dea egizia... Che dire? Avrà pure un valore storico come primo film splatter, anche se tale primato è stato messo in discussione, ma come film è sconsolante: sceneggiatura da due lire, dialoghi imbarazzanti, regia a livello amatoriale, recitazione da filodrammatici poco dotati. L'unica cosa che funziona, almeno a livello visivo, è il colore del sangue, estremamente vivido. Da vedere solo per curiosità completista.
MEMORABILE: Le urla dell'assassino prima del compattamento, che ricordano il gracchiare di una cornacchia rauca

Minitina80 23/11/17 18:09 - 2364 commenti

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È vero che la recitazione è amatoriale e la trama portata avanti come possibile, però il lavoro di Lewis è un piccolo pezzo di storia e come tale va considerato. I primi vagiti dello splatter, infatti, hanno i colori saturi del sangue che unge la lama del coltello del folle Fuad Ramses, devoto della divinità pagana Ishtar. Non si intravede, però, soltanto emoglobina, ma anche qualcosa di diverso a esso correlato e legato alla psicologia malata dell’assassino, seppure ancora acerbo e non sviluppato a dovere. Un’occhiata la merita a prescindere.

Caesars 26/04/18 11:10 - 2722 commenti

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Filmetto risibile in cui si respira aria di dilettantismo. Interpretazioni, regia e musiche sono veramente di scarso livello, per non parlare di una sceneggiatura a dir poco minimale e assurda. Rimane però un episodio "storico" nella cinematografia USA (primo slasher) e bisogna dar atto a produzione e regista di aver avuto un'intuizione niente male, nel riuscire a dare al pubblico ciò che richiedeva. Personalmente ho apprezzato l'uso dei colori, sempre molto vivi e vivaci (e non parlo del solo sangue).

Anthonyvm 29/05/20 16:11 - 2019 commenti

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Squallido e dozzinale sotto ogni punto di vista: nonostante (o forse grazie a) questo, il primo film splatter della storia è uno spartiacque del genere horror. Lewis porta lo shock visivo a livelli inauditi, senza nascondersi dietro inutili pretesti, lanciando in faccia al pubblico violenza gratuita priva di qualsivoglia pretesa artistica. Un pezzo di (anti)cultura per cui un giudizio oggettivo sarebbe inutile quanto scorretto (attori, script e montaggio non sono classificabili). L'autore, comunque, saprà far di meglio (2000 maniacs! su tutti).
MEMORABILE: L'omicidio nella vasca da bagno; Il cervello maciullato; La lingua strappata a mani nude (disturbante ancora oggi); Morte nel camion della spazzatura.

Mco 21/09/20 00:33 - 2155 commenti

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Film che viene ricordato soprattutto come esempio di primigenia scaturigine dell'exploitation splatter nel cinema. I passaggi di tortura e di asportazione di organi sono suggellati da musiche stranianti e da un rosso accesissimo. Non manca altresì qualche suggestione sexy, mercé corpi di donna sinuosi, mentre i sacrifici a base di sangue virginale non possono che ricordare le abluzioni della contessa Bathory. Ma fuori di queste considerazioni resta ben poco da salvare, con una pochezza di base davvero disarmante. Lo si veda con una certa predisposizione mentale all'indulgenza.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 15/01/08 22:08
    Scrivano - 7630 interventi
    * Friedman (co-produttore) e Lewis (regista), gratificati dallo strepitoso incasso del film (girato con soli 24.000 dollari e nell'arco di 10 giorni a detta dello stesso regista!) si mettono in coppia, fondando una casa di produzione indipendente con la quale realizzano un'altra manciata di splatter...

    ** Si dice che la sceneggiatura non superasse le 15 pagine (in effetti.... il film è quel che è).

    *** Nel 1987 la regista Jackie Kong gira una sorta di remake, dal titolo Il Ristorante all'Angolo. Il film esce integrale nelle sale italiane, ma l'unica edizione Home Video (in VHS) circola mutilata delle sequenze gore e splatter.

    **** Lewis, per questioni pragmatiche (meglio: economiche) risponde alla domanda del pubblico e nel 2002 gira il (mediocre).

    ***** Per dare un'idea della pochezza della pellicola, basterà dire che la definizione data da un giornalista -dell'epoca- oltraggiato dalla visione del film ("serata del dilettante in un negozio di macelleria") è, quanto mai, appropriata: giacchè nel film (per la prima volta) vi è un enorme dispiego di effetti ed effettacci realizzati (dallo stesso regista) mediante l'utilizzo di sangue e organi vari (appartenenti ad animali, ovviamente).

    ****** Blood Feast verrà preso come modello dal critico cinematografico John MacCarthy ed indicato come punto di partenza per un genere horror codificato -dall'onomatopeica to splat- come Splatter (il neologismo appare, per la prima volta, nel libro di MacCarthy: Splatter Movies - 1981).

    ******** Nel film fa la sua brava comparsa (per carenza di personale, viene da pensare) anche lo stesso Friedman (nel ruolo di un marito ubriaco), mentre Lewis presta la propria voce ad un annunciatore radio.

    ********* Per la sua componente viscerale, è stato bandito in alcune regioni della Germania e nel Regno Unito (dal 1984 sino al 2001).

    ********** In Italia, ovviamente, la diffusione avviene solamente dopo la bellezza di 42 anni, con la versione in DVD (etichetta Eagle) del 2005.
    Era -in precedenza- circolato a livello "sommerso" (verso la metà degli anni '80) in penose e obbrobriose edizioni/copia VHS in lingua originale; quindi in DVD (import) a costi pressochè esorbitanti. Sino a quando un emittente a pagamento (la vecchia Tele +) decise di mandarne in onda una versione (cut) con sottotitoli, nella nostra lingua, dopo la metà degli anni '90....
  • Curiosità Undying • 5/10/09 02:13
    Scrivano - 7630 interventi
    Come ti attiro l'attenzione sul film

    Un curioso gimmick (1) adoperato per promuovere il film lo si deve al produttore David F. Friedman; stando alla cronaca costui fece vedere Blood feast alla moglie che pare abbia commentato qualcosa come: "Vomitevole!".

    Friedman intese tale affermazione come positiva e subito si mise in moto per organizzare un insolito battage pubblicitario, ovvero la consegna gratuita, agli spettatori entranti nelle sale dove era in proiezione il film, dei classici vomit bags, seguiti dall'avvertenza: "Potreste averne bisogno durante la visione!"

    Trovata pubblicitaria poi plagiata in occasione dell'uscita di altre pellicole "disgustose" distribuite successivamente (Pink Flamingos di John Waters, 1972 e, più di recente Hostel, 2005 di Eli Roth).

    NOTA (1)
    GIMMICK: trovata pubblicitaria bizzarra e non convenzionale ideata per promuovere un film, ad esempio quelle utilizzate da William Castle, poi passate alla storia: tipo spettatori pagati per urlare tra la folla o scheletri volteggianti nelle platee cinematografiche durante le proiezioni
  • Discussione Saimo • 16/12/17 22:17
    Disoccupato - 227 interventi
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  • Discussione Funesto • 23/08/18 04:04
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Una domanda (mi serve per la tesi): Blood Feast potrebbe essere il primo film a colori in assoluto a mostrare un omicidio in bagno?