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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A due caporali britannici è assegnato il compito di consegnare alle prime linee pronte ad attaccare il fronte tedesco l'ordine di rimandare l'offensiva. Per farlo dovranno attraversare territori nei quali si dice che gli avamposti del nemico siano stati sorprendentemente abbandonati, ma il rischio di trappole e agguati è enorme. Blake (Chapman) e il meno sicuro Schofield (MacKay) sanno di essere stati chiamati per una missione nella quale sopravvivere è quasi un'utopia, ma con il coraggio di chi sa cos'è la guerra e la consapevolezza che avvertire il fronte significherebbe salvare oltre mille vite i due, fucili in resta, percorrono l'infinita trincea in cui si trovano per uscire infine allo scoperto e intraprendere la loro avventura. Da...Leggi tutto qui in avanti la tensione diventa una costante ineludibile, compagna inseparabile non solo dei due protagonisti ma anche di chi guarda: un virtuosistico piano-sequenza senza fine (spezzato visibilmente solo in un'occasione) accompagna infatti Blake e Schofield tuffandoci tra scenari di fango, erba e cupa desolazione disseminati di cadaveri e armi abbandonate come in un incubo tarkovskiano, una "zona" da esplorare palmo a palmo, da osservare ad altezza uomo godendo della magnificenza tecnica di riprese stupefacenti; che seguono i protagonisti con naturalezza straordinaria, muovendosi senza ricorrere agli abusati traballamenti della camera a mano, incollandoci ai due caporali, infilandoci con loro nei cunicoli scavati delle trincee, dalla luce al buio, aggredendoci con silenzi pronti ad essere d'improvviso squarciati dal sibilare delle pallottole e dai sordi rimbombi delle esplosioni, riempiendo l'aria con una colonna sonora che lavora sui suoni e non sulle melodie, conducendoci tra fattorie abbandonate e i ruderi di città bombardate, colorando la notte con le fiamme degli incendi, facendoci vivere il sorprendente precipitare di un aereo dal punto di vista di chi assiste da sotto ignaro di cosa stia per accadergli. E poi il nemico appostato dietro una finestra, una donna francese che si nasconde nel buio, lo scontro aperto e certi sprazzi da survivor-movie che riportano alla mente l'Iñárritu di REVENANT. I due giovani soldati non hanno grandi storie da raccontarsi, giusto qualcosa per sciogliere la paura e dimenticare cosa stiano vivendo. La sceneggiatura non lavora sui dialoghi perché 1917 è prima di ogni cosa un film in cui la regia diventa padrona assoluta del campo: detta i tempi, studia certosinamente i percorsi della cinepresa per girare intorno ai personaggi, per riuscire a farci entrare in battaglia senza doverci seppellire nel piombo come un conflitto tremendo e sanguinoso quale la Prima Guerra Mondiale poteva facilmente garantire. La spettacolarità non è data se non sporadicamente dal confronto armato; ciò che conta è calpestare ogni metro di campo mentre progressiva cresce l'ansia per l'attesa di qualcosa che prima o poi sappiamo accadrà. Se anche fossero accettabili le accuse di sterile maniera, la qualità tecnica è talmente elevata da poter davvero compensare per una volta l'assenza di profonde riflessioni sulla guerra e sul suo significato, da giustificare l'elementarità di un rapporto volto a sottolineare unicamente l'ossessione di raggiungere il prima possibile l'obiettivo. La mano di Mendes copre tutto, s'impossessa di ogni fotogramma, lascia le briciole anche alle capacità di attori che diventano semplici maschere di terrore dissimulato e poi autentico, marionette di carne & sangue sacrificabili ad ogni sequenza. Per questo è meglio prima nulla sapere, per affrontare l'ignoto come Blake e Schofield e condividerne l'angoscia, per svegliarsi con loro il 6 aprile 1917 e uscire allo scoperto, per rivivere il passato, il terrore, la guerra; per respirare la polvere e interrompere il respiro, per fare nostra l'urgenza di chi sa di dover completare la propria missione per salvare migliaia di vite.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/01/20 DAL BENEMERITO BUBOBUBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/01/20
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Puppigallo 1/02/20 09:13 - 4526 commenti

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Pellicola che funziona quando mostra le conseguenze della guerra, terribili quanto la guerra stessa (l’orrore dei corpi dilaniati lasciati a marcire sul campo, con topi e corvi a banchettare). E' qui, nell’attraversamento di questi luoghi spettrali, avvolti da una funerea calma (migliaia di bossoli da cannone disseminati), che il film dà il meglio di sé. Purtroppo quando l’attenzione si focalizza sul vero protagonista, che supera qualunque ostacolo (esplosioni, fuoco nemico ravvicinato di tedeschi "strabici"), il realismo svanisce. Un plauso alle riprese, che conducono lo spettatore.
MEMORABILE: "Cosa hai fatto alla mano?". "L'ho infilata in un tedesco"; I cadaveri, che quasi si fondono col terreno diventando anche punto d'appoggio.

Viccrowley 29/03/20 13:56 - 803 commenti

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Si parta del presupposto che il direttore della fotografia Roger Deakins ha ricevuto uno degli Oscar più meritati del 2020. E' la sua fotografia che dà all'opera di Mendes quella dimensione ariosa, epica, coinvolgente che tiene avvinto lo spettatore. Poco importa se il continuo piano sequenza in realtà tale non è, se la narrazione non è sempre incisiva come vorrebbe. Ogni singolo fotogramma serve a rendere partecipe lo spettatore della disperata corsa dei due soldati in un inferno di lacrime e sangue. Senza sosta, senza scampo e culminando in un pre-finale che commuove.
MEMORABILE: L'incontro di Blake con le ragazza e la bimba; La corsa fuori dalla trincea bombardata.

Zio bacco 12/04/20 14:17 - 240 commenti

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I pregi sono indiscutibilmente la fotografia, da applausi per la resa tecnica. Scenografie e regia sono davvero encomiabili. Tecnicamente è tutto ineccepibile ma la storia non regge. Il protagonista scampa alla morte come in un videogame e la pretesa di realismo sotto questo aspetto non convinceper nulla. La trama è molto elementare, non regala scene memorabili e anzi alcune sono assolutamente inverosimili e fuori luogo, per un film di guerra. Singolare, ma...

Bubobubo 22/01/20 14:49 - 1231 commenti

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In piena Prima guerra mondiale, due soldati inglesi in corsa contro il tempo (letteralmente) per raggiungere un battaglione e sventare una sanguinosissima trappola militare congegnata dai tedeschi. Tutta la spietata violenza fisica ed emotiva della Prima Guerra Mondiale (l'incubatrice di tutte le nequizie contemporanee) sulle spalle di due semplici fanti. Virtuosistico nella forma (un unico piano sequenza, alcune riprese al limite della rappresentazione pittorica), assai emozionante nel contenuto, antiretorico nel messaggio. Gran film.
MEMORABILE: La trappola nella trincea tedesca; Écoust-Saint-Mein in fiamme; Il canto nella foresta.

124c 27/01/20 01:40 - 2779 commenti

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Francia, 1917: due caporali inglesi devono consegnare un'importante lettera a un loro superiore per evitare che lui e i suoi soldati cadano in una trappola mortale, rischiando la vita ed esponendosi al fuoco nemico. Il regista Sam Mendes, dopo aver diretto due film di James Bond, ci racconta la cruda e violenta Prima Guerra Mondiale fatta di fango, fili spinati e attacchi improvvisi dei tedeschi, che non si vedono mai ma si fanno sentire. Ottima la prova dei protagonisti, mentre gli attori inglesi più noti si limitano a indovinati cameo.

Mtine 26/01/20 09:32 - 224 commenti

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Ed ecco che il cinema riesce ancora a produrre spettacolo, libero da implicazioni filosofiche, morali, politiche, senza dover ricorrere a montaggi arzigogolati o ad attori di grido ma basandosi solo sull'essenzialità della storia e su una regia ispiratissima. Si prova tenerezza in almeno tre sequenze, orrore in altrettante e l'interesse per la storia non cala mai. C'è qualche buco nella sceneggiatura (la mano ferita), ma è impossibile non lasciarsi ammaliare da questa esperienza totalizzante, arricchita da una splendida fotografia.
MEMORABILE: La città in fiamme; Il canto nei boschi; Il cameo di Cumberbatch.

Urraghe 26/01/20 22:38 - 67 commenti

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Un lungo piano sequenza, con pochi momenti di stacco, sulla Prima Guerra Mondiale accompagnando due portaordini inglesi in un panorama di distruzione spettrale. La professionalità di Mendes non si discute ma la narrazione appare sterile. Una guerra, quella di Mendes, priva di sangue ma piena di cadaveri, il tutto girato in maniera ineccepibile seppur molto lontana dal descrivere paura, odio e tutto quello che può provocare un massacro. Trama esile, ineccepibile tecnicamente ma non convincente dal punto di vista antropico. Un esercizio di stile.
MEMORABILE: Il giardino dei ciliegi tagliati.

Gmriccard 27/01/20 08:46 - 118 commenti

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Lo spunto narrativo è lo stesso di Salvate il soldato Ryan, ma la missione è infinitamente più perigliosa. Particolare e pregevole la scelta tecnica di un unico piano sequenza che dà la sensazione allo spettatore di sentirsi avvolto dagli eventi del peggior conflitto di sempre. Alcune falle di sceneggiatura: uno dei due caporali rivela a chiunque (anche a truppe di recluta) i motivi della missione, lo stesso viene rincorso armi in mano più volte e affronta un cecchino allo scoperto senza patire colpo. Poche (fortunatamente) concessioni alla retorica.
MEMORABILE: L’esplorazione thriller degli avamposti nemici; La chiosa del colonnello ovvero la marginalità del sacrificio umano in guerra.

Galbo 27/01/20 18:47 - 11452 commenti

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Non solo un ottimo film, ma anche un'esperienza di vera e propria immersione nel fango, nel sudore e nel dolore del più cruento conflitto bellico. Mendes filma la sua pellicola più convincente raccontando una storia semplice eppure coinvolgente e rimanendo incollato ai personaggi, con riprese serrate, denotanti il proprio virtuosismo tecnico. Un film dalla fotografia spettacolare, incredibile sul versante visivo e sonoro ma che lascia il segno anche per le ottime performance dei suoi attori. Da non perdere.

Il ferrini 27/01/20 23:52 - 1734 commenti

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Due ore che paiono pochi minuti, grazie all'atmosfera tesa di un unico piano-sequenza che esplora scenari spesso macabri, contrappunto perfetto ai rari, grandiosi, gesti d'umanità in un mondo che d'umano non ha più nulla: l'acqua al nemico, il latte per il bambino francese. Una lectio magistralis di regia e se anche qualcuno dovesse muovere accuse a Mendes di ruffianeria o manierismo verrebbe sepolto dalla mangnificenza. Pochissime le parole, al loro posto la musica, che sottolinea, amplifica, talvolta perfino crea. Esperienza memorabile.

Taxius 29/01/20 14:44 - 1651 commenti

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Meraviglioso unico piano sequenza che segue l'ardua missione di due caporali inglesi intenti a una lotta contro il tempo per consegnare un messaggio che salverebbe la vita di 1600 soldati. Mendes immerge lo spettatore all'interno della pellicola, dandogli la sensazione di affogare nel fango delle trincee e di sentire la puzza di decomposizione dei cadaveri disseminati sul campo di battaglia. Visivamente il film è spettacolare, dalla ricostruzione delle trincee alla fotografia fino ai bellissimi costumi. Non solo un esercizio di stile.

Josephtura 29/01/20 17:55 - 159 commenti

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Mendes, 100 anni dopo, racconta la Grande Guerra. La vicenda è alla fine abbastanza anonima. Riprende un po' gli anni spezzati ma con minore vivacità. Funziona invece bene il contorno: l'assurdità della vicenda, il percorrere pericoli inutili ma forse anche troppo paradossali. Bellissimo da punto di vista visivo, il film diventa però prolisso e improbabile quando il viaggio diventa singolo.
MEMORABILE: Tutta la scena con l'aereoplano, magnifica.

Xamini 30/01/20 11:58 - 1026 commenti

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Così come succedeva in Gravity, il 1917 di Mendes tralascia la questione dell'approfondimento per concentrarsi sulle sensazioni, riportandoci alla natura primigenia del Cinema. Lo fa attraverso il virtuosismo efficacie del piano sequenza, ma costruendo un film altro rispetto a Birdman, più simile ai primi venti minuti di Revenant, in cui è il crudo a prevalere, in ampi e complessi spazi aperti, fotografati al naturale. Ne risulta un'opera in cui, pur con qualche momento di stanca o prevedibilità, lo spettatore è condannato al piacere di una visione/immersione priva di sosta in una delle più terribili realtà del secolo scorso.

Rambo90 30/01/20 18:38 - 6441 commenti

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Grandissima esperienza immersiva nel sudore, la fatica e la stupidità della guerra. Una storia semplice che permette a Mendes di costruire una tensione praticamente continua, tra sparatorie, orrori e piccoli attimi di umanità. Decisivo l'uso del piano sequenza che rende lo spettatore protagonista della vicenda e in più occasioni lo tiene col fiato sospeso. Bravi i due protagonisti, grande fotografia di Deakins. Da non perdere, preferibilmente al cinema.

Thedude94 31/01/20 11:34 - 616 commenti

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Tecnicamente perfetto, questo film diretto e scritto da Mendes che si limita a girare un "unico" piano sequenza con la speranza di coinvolgere pienamente lo spettatore nella narrazione. Qualche difetto nella prima parte, che sembra seguire lo schema di un videogioco, con tappe da raggiungere e obiettivi prestabiliti. Nella seconda c'è un maggiore approfondimento psicologico dei personaggi e un'epica nettamente migliore. I due attori sono molto bravi nei rispettivi ruoli; le scenografie sono ottime, così come gli effetti visivi. Film molto sentito.

Capannelle 2/02/20 01:12 - 3745 commenti

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Buon film in cui la notevole prova degli attori, il trattamento visivo-sonoro stile Dunkirk e la scelta tecnica del piano-sequenza vorrebbero trascinare lo spettatore dentro la missione e la desolazione della guerra. L'effetto finale sconta però una certa prevedibilità, alcuni passaggi forzati (i dialoghi nel camion, la donna, il salto stile Rambo, i corpo a corpo con i tedeschi) e si può dire che la parte più riuscita e serrata rimane la prima, grosso modo fino all'imbrunire. Parti riempitive per il trio più noto Strong, Firth e Cumberbatch.

Belfagor 2/02/20 15:54 - 2627 commenti

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Mendes affronta la guerra di trincea, emblema di immobilità, con un lungo piano sequenza quasi ininterrotto che segue incessantemente la missione di due soldati per fermare un attacco desinato al fallimento. Eccellente dal punto di vista scenografico, il film soffre però per l'accumularsi di ostacoli sul percorso dei protagonisti, inizialmente credibile ma poi sempre più forzato. Nella seconda parte si ha la sensazione di procedere attraverso un videogioco, complici anche le musiche troppo enfatiche che cozzano con la ricerca del realismo.
MEMORABILE: Il paesaggio notturno illuminato dai razzi.

Jurgen77 3/02/20 08:35 - 630 commenti

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Il film è ottimo per ambientazioni, attinenza storica delle divise e degli equipaggiamenti, per le musiche e per il metodo del "girato" che ti scaraventa in trincea e sul campo di battaglia tra morti, fango, topi e desolazione. Ciò che invece convince meno, soprattutto dalla metà in avanti, sono gli eventi pressoché inverosimili e "rambeschi" che il protagonista affronta riportando solo qualche graffio. Sicuramente il film è teso e ben fatto, ma la sceneggiatura presenta notevoli lacune...
MEMORABILE: Il topo che urta il filo a cui è collegata la bomba.

Myvincent 11/02/20 09:41 - 2605 commenti

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"La guerra è una schifezza": questo in sintesi il concetto che anima il film di Mendes, in cui il protagonista è una sorta di piccola vedetta lombarda che percorre un terreno infuocato pieno di insidie per recare un messaggio salvifico contro le truppe tedesche. Il tema è forte, lo stile (un unico piano sequenza) troppo artificioso per non stancare dopo poco. Se ci fosse stata meno tecnologia e più magia si sarebbe stagliato fra le opere che sono più di un buon prodotto.

Ryo 14/02/20 01:02 - 2169 commenti

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Girato in maniera impressionante, quasi completamente in piano sequenza. Non è solo un film ma un'esperienza di guerra. Durante la visione si è totalmente immersi nel mondo che circonda i personaggi, molto vicino a ciò che stanno pensando e vivendo. Alcune scene appaiono un po' vuote e mettono alla prova la pazienza, ma tecnicamente è una vera gioia per gli occhi e le orecchie. Montaggio, mixaggio del suono, effetti visivi e scenografie tutti eccezionali. La colonna sonora eleva ogni momento intensificando le emozioni dei personaggi. Sublime.
MEMORABILE: Il ratto bomba; L'aereo nemico caduto.

Daniela 15/02/20 11:37 - 9651 commenti

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Fotografia eccelsa e tecnica di ripresa strabiliante, tanto da chiedersi in alcune sequenze quali fossero le dimensioni della macchina da presa. E la storia? Il problema non è tanto costituito dalla sua banalità quando dalla pretesa di assoluto realismo, col rischio di attivare una sensazione simile all'"uncanny valley", facendo notare per contrasto forzature e incongruenze che, in un diverso contesto narrativo, sarebbero passate inosservate. Quando all'"immersività" dell'opera, funziona dal punto di vista visivo ma emotivamente stenta a coinvolgere quanto avrebbe potuto, dato il soggetto.
MEMORABILE: Di notte, i lampi di luce illuminano le rovine; Nel bosco, i soldati seduti sul terreno ascoltano la canzone cantata da un compagno

Paulaster 20/02/20 10:48 - 2869 commenti

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Nell'Aprile del 1917 due caporali inglesi dovranno consegnare un ordine di non attacco. Guerra raccontata ad altezza d’uomo ricca di piani sequenza per restituire un certo realismo. La vita di trincea e le distruzioni ambientali risultano ben dettagliate. Prima parte più equilibrata perché non cerca di stupire; nel finale invece i contorni eroici sono molto amplificati (anche gli effetti digitali a volte risultano eccessivi). La scena della ragazza col bambino sembra inserita solo per variare il registro narrativo.
MEMORABILE: La benedizione prima di uscire dalla trincea; Il topo che cade dall’alto; L’aereo che precipita; I cadaveri in acqua.

Hiphop 19/02/20 12:22 - 34 commenti

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Ambientato durante la Prima Guerra Mondiale sul fronte franco-tedesco. Due soldati inglesi vengono inviati in missione per consegnare un messaggio vitale per le sorti di un battaglione. Girato (in apparenza) in un unico piano sequenza che alla lunga stanca, ma che non può non riempire di meraviglia lo spettatore. Il tutto però va a scapito del film. Personaggi poco approfonditi (eufemismo), storia banale, ritmo paradossalmente lento, troppo lento. Superbe invece le ricostruzioni delle trincee. Curioso, niente di più.

Cotola 19/02/20 23:11 - 7630 commenti

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Il protagonista sopravvive ai pericoli ed alle pallottole come accade nei film della Marvel. E invece siamo in un film che vorrebbe fare del realismo assoluto la sua cifra, il che risulta risibile come alcune situazioni del film. Anche la storia non è granché: non c'è una sola idea nuova o che non sia stata già sfruttata in passato. Meglio concentrarsi allora sulla tecnica che è assolutamente prodigiosa: penso in primis alla fotografia che è da urlo; alle scenografie che sono perfette e ad una regia notevolissima, sebbene anche il (quasi) unico, meraviglioso, piano sequenza non sia una novità.

Jandileida 5/03/20 10:24 - 1277 commenti

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Difficile dire qualcosa di negativo sul comparto tecnico: il lungo piano sequenza ha il suo fascino e Mendes lo usa con garbo per farci scivolare dentro la storia. Tale ricchezza visiva è però un po' fine a se stessa: narrativamente non si toccano né le vette introspettive della Linea rossa né si assapora la realistica brutalità di un Hacksaw Ridge. Più di una volta l'indistruttibile protagonista - e noi con lui - finisce per precipitare nelle più scontate botole del genere bellico, il che causa noia e poca empatia. Con un suo perché ma oltremodo polito.

Mickes2 6/05/20 23:49 - 1668 commenti

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Immersivo e impreziosito da uno sforzo tecnico notevole (il continuum del girato, l’impianto fotografico, i mesi di prove prima di iniziare le riprese), è uno scampolo di Prima guerra mondiale secondo Sam Mendes. Con in primo piano le severe scelte dell’uomo e l’onda imprevedibile (nel bene e nel male) del destino e senza aver pretese di profondità a tutti costi, un film diretto, attento agli umori ma soprattutto alla spettacolarizzazione degli eventi, sempre calibrata e mai eccessiva o sopra le righe. Decisamente riuscito, nei suoi obiettivi.
MEMORABILE: La sequenza del bombardamento alla trincea.

Giùan 7/05/20 11:52 - 3052 commenti

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Esperienza visiva senza dubbio esaustiva, a tratti perfin tonitruante, il film di Mendes rilancia, sicuramente con gran carte in mano, l'arrovellante questione su quanto l'esperienza cinematografica si realizzi e compia essenzialmente nell'atto appunto della visione. Siam tra coloro che ritengon di no o, per meglio articolare il discorso, dato atto alla pellicola della sua eccezionalità, lo stesso modo di filmare rende conto di un'affettazione che si riverbera poi soprattutto in una narrazione a orologeria, mai compiutamente e sinceramente partecipante.
MEMORABILE: Senza dubbio il piano sequenza dentro la trincea nell'incipit; La folgorante fotografia di Roger Deakins.

Deepred89 8/05/20 17:12 - 3312 commenti

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Grande prova di Mendes, che prende un episodio bellico magari di dubbio interesse e lo trasforma in un'appassionante corsa contro il tempo narrata con un impeccabile senso del ritmo e dello spettacolo. La narrazione in pianosequenza rifugge totalmente autorialità e virtuosismi gratuiti rendendosi al tempo stesso impercettibile nella sua scorrevolezza e filosoficamente stimolante nell'irridere, attraverso la mancata coincidenza tempo reale / tempo del racconto, la pretesa di veridicità di molti esperimenti analoghi.

Tarabas 17/06/20 18:38 - 1720 commenti

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Tecnicamente affascinante, girato come un (finto) piano sequenza, il film si ferma prima di raccontarci qualcosa dei suoi protagonisti. L'azione è tutta la storia, la corsa di due soldati inglesi da un punto all'altro del fronte francese della Grande Guerra per fermare un attacco ed evitare una trappola del nemico. Peccato, perché i due soldatini sono personaggi che avrebbero meritato più spazio, più approfondimento. Inoltre, se l'espediente registico è visivamente avvincente, produce anche un minimo effetto videogame. Comunque notevole.

Jdelarge 21/06/20 20:20 - 886 commenti

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Fantastico esempio di cinema in cui il tempo del film coincide con quello della realtà,offrendo allo spettatore l'illusione di vivere la guerra in prima persona e dandogli la possibilità di misurare l'incredibile sforzo compiuto dai protagonisti della vicenda, impegnati in una vera e propria lotta contro il tempo e la morte. La storia, essenziale, viene sovrastata dalla straordinarietà tecnica, che dà vita a un film spettacolare e valorizzato dall'ottima performance degli attori protagonisti.

Jena 8/08/20 18:57 - 1219 commenti

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L'aspetto tecnico è strepitoso, con un unico (o quasi) piano sequenza che dura tutto il film e una regia veramente ispirata, simile a film come Birdman o Revenant. Ottime le scenografie con una rappresentazione realistica e agghiacciante della guerra (indimenticabile l'iniziale attraversamento della no man's land). Il coinvolgimento emotivo è però un filo minore rispetto ad altri film bellici di simile tematica come ad esempio Gli anni spezzati e alcune scene sembrano un po' troppo costruite (simil videogioco). Bene McKay, qualche cameo di nomi grossi. Non ci sono americanate.
MEMORABILE: Il campo con le migliaia di bossoli; Le fosse piene di cadaveri; La città in fiamme.

Pigro 1/08/20 11:09 - 7917 commenti

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L’attraversamento delle linee nemiche per consegnare un messaggio ha il sapore epico di uno dei tanti piccoli episodi bellici che diventano atti eroici. L’impianto filmico è strepitoso: un piano sequenza mozzafiato di 2 ore che trascina lo spettatore fra trincee e bombardamenti, a vivere in tempo reale la catastrofe della guerra. Il virtuosismo formale interrompe spesso l’emozione e la compassione con la “maraviglia” e non raramente prevale uno straniante linguaggio da Playstation. Ma l’esperienza visiva ed emotiva è davvero unica. Omerico.

Nando 23/09/20 17:49 - 3496 commenti

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Una pellicola di grande impatto visivo e sonoro in cui si narrano le gesta di due caporali comandati a svolgere una rischiosissima missione durante la Grande Guerra. Lo sviluppo narrativo è semplice ma realizzato con tecnica eccelsa e un cast appropriato. Ottime le ricostruzioni ambientali in cui la disperazione e il senso di morte regnano sovrani. Mendes ci conduce in un girone infernale che il toccante finale riesce in parte a mitigare.

Piero68 2/11/20 08:42 - 2783 commenti

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Chi s'aspetta il classico film bellico rimarrà sicuramente deluso. Ma il problema vero non sarebbe nemmeno questo. Il problema è che, oltre a una grande regia e fotografia, non c'è null'altro. Non c'è una storia, non c'è la sporca guerra sullo sfondo, non ci sono ufficiali maldestri come in Orizzonti di gloria. Ci sono due militi imbarazzanti - nella recitazione e negli atteggiamenti - che devono barcamenarsi su terreni accidentati e, occasionalmente, con qualche insidia nemica. Persino Dunkirk di Nolan (altro film non bellico) sa disegnare meglio certi disagi della guerra. Deludente
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Medicinema • 26/01/20 18:11
    Galoppino - 9 interventi
    SPOILER
    Fra i momenti memorabili parlare della "morte del giovane Blake" può essere considerato spoiler??
    Ultima modifica: 26/01/20 18:20 da Zender
  • Discussione Zender • 26/01/20 18:21
    Consigliere - 43740 interventi
    Sì, meglio non parlarne, vista l'importanza della cosa nella storia.
    Ultima modifica: 26/01/20 18:21 da Zender
  • Curiosità Cotola • 10/02/20 03:41
    Consigliere avanzato - 3646 interventi
    Oscar 2020 per il miglior sonoro, per la miglior fotografia, per i migliori effetti speciali.
  • Discussione Blutarsky • 11/02/20 17:16
    Servizio caffè - 327 interventi
    Medicinema ebbe a dire:
    SPOILER
    Fra i momenti memorabili parlare della "morte del giovane Blake" può essere considerato spoiler??


    Alla faccia dello SPOILER, quando ho letto quel momento memorabile ho pensato si trattasse di uno di quei personaggi secondari "carne da macello"...non che a film iniziato la prima parola pronunciata fosse il suddetto nome e che appartenesse ad uno dei due protagonisti...
    Nel cinema sono risuonate imprecazioni verso antiche divinità egizie...
  • Discussione Daniela • 13/02/20 20:52
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Sì, meglio non parlarne, vista l'importanza della cosa nella storia.

    Concordo sull'opportunità di non parlarne nei commenti ma, a difesa di chi ha inserito il fatto tra i momenti memorabili, va detto che tecnicamente non si trattava di uno spoiler secondo la prassi corrente sul sito, in quanto avviene durante la prima metà del film.
  • Discussione Zender • 14/02/20 08:19
    Consigliere - 43740 interventi
    Lo so Daniela, hai ragione e son quei casi in cui non è mai facile capire la cosa. Diciamo che rispetto a quando aprii il sito e scrissi quelle regole la soglia di tolleranza generale in questo senso si è abbassata sensibilmente. Una volta bastava non svelare il finale e si era a posto, adesso c'è da stare attenti anche a cose come queste. Io in questo caso ho evitato che nessuno lo scrivesse, però mi rendo conto che sia una forzatura. E se il film non l'ho visto la cosa si complica ulteriormente. Come faccio a capire se quello che uno scrive sia uno spoiler o meno?
  • Discussione Daniela • 14/02/20 11:02
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Zender ebbe a dire:
    son quei casi in cui non è mai facile capire la cosa

    Infatti, una cosa è la regola (che comunque ci deve essere per fornire un orientamento generale), ma poi si entra nel caso particolare e qui entra in ballo la percezione di un dato evento e quindi una valutazione individuale sull'opportunità di parlarne o meno.
    Quell'evento può avvenire nella prima parte del film - come appunto accade in questo 1917 - ma costituire ugualmente una sorpresa volutamente spiazzante nei confronti dello spettatore - in questo caso perché contravviene almeno in parte ad una consuetudine narrativa proprio in ragione della sua tempistica.

    Per questo avevo esordito nel precedente post specificando che concordavo sul fatto che era meglio non farne menzione, anche se non si trattava di spoiler in senso stretto.
    Ultima modifica: 14/02/20 11:51 da Daniela
  • Discussione Zender • 14/02/20 16:07
    Consigliere - 43740 interventi
    Lo so, in questo caso ci può stare ma ormai è una cosa che tende a ripetersi ed è sempre più difficile stabilirlo.
  • Discussione Blutarsky • 14/02/20 17:43
    Servizio caffè - 327 interventi
    ARI-SPOILER

    Diciamo che è tutto soggettivo e ogni film è un caso a parte, ma per me spoiler e quando una rivelazione rovina in parte o in toto la visione del film, nel caso specifico conoscendo già l'infausta fine di uno dei due protagonisti sapevo che l'altro avrebbe avuto dal minuto 1 il potere dell'invulmerabilità (sennò addio messaggio), nonostante il regista cercasse di farci credere il contrario facendolo giocare con trappole esplosive o facendogli saltare accecato crepacci in gallerie...
    nulla di così grave intendiamoci, la mia era più una boutade, ma visto che è la seconda volta nel giro di poco in cui mi imbatto in uno spoiler in un film non uscito da molto, ho preferito rimarcare che nel dubbio cerchiamo di stare sul vago (tipo: inaspettata morte all'arma bianca)od omettere la rivelazione...
  • Discussione Zender • 14/02/20 17:58
    Consigliere - 43740 interventi
    Lo capisco, come dicevo. Certo non posso pretendere che stia nella sensibilità di tutti capire fin dove arriva la pretesa di non sapere di ognuno dei lettori. Anche perché a volte è difficile scrivere di un film parlando dei primi 30 minuti restando poi sul vago.