I mostri

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1963
Genere: commedia (bianco e nero)
Regia: [+e] Dino Risi
Note: Episodi: L'educazione sentimentale, La raccomandazione, Il mostro, Come un padre, Presa dalla vita, Il povero soldato, Che vitaccia, La giornata dell'onorevole, Latin lovers, Testimone volontario, I due orfanelli, L'agguato, Il sacrificato, Vernissage, La musa, Scenda l'oblio, La strada è di tutti, L'oppio dei popoli, Il testamento di Francesco, La nobile arte. Seguito da "I nuovi mostri".
Numero commenti presenti: 47
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Venti brevi e brevissimi episodi con due eccezioni: LA NOBILE ARTE in chiusura con Gassman pugile suonato e TESTIMONE INVOLONTARIO, con Tognazzi testimone assediato dall'avvocato della difesa Gassman) sul cinismo degli italiani: ritratti che hanno fatto epoca ma in realtà poco più che simpatici sketch non sempre riusciti. Tognazzi e Gassman, i due mattatori, si alternano negli episodi riunendosi in LA NOBILE ARTE, TESTIMONE VOLONTARIO, AMANTI LATINI e IL MOSTRO (una barzelletta di pochi secondi); tra i due chi sembra più idoneo al ruolo e più in palla è Tognazzi, che apre subito alla grande con L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE, in cui insegna al figlio (anche nella realtà, visto che si tratta del piccolo Ricky Tognazzi) le furbate tipiche del...Leggi tutto peggior italiano. Gassman ha invece un ottimo personaggio in IL SACRIFICATO, dove per lasciare l'amante con il sorriso arriva a farle credere che debba lei lasciarlo per il proprio bene: un saggio dell'arte oratoria di un attore a volte (come in LA RACCOMANDAZIONE o LA MUSA ISPIRATRICE) eccessivamente sopra le righe. Tra i tanti volti del cast troviamo un giovane Lando Buzzanca doppiato (ERA COME UN PADRE, in cui è però sovrastato dall’ottimo Tognazzi), Marisa Merlini, Mario Brega (LA NOBILE ARTE), Daniele Vargas (I DUE ORFANELLI) e persino Mario Cecchi Gori (vittima del vigile Tognazzi appostato dietro un’edicola per multare a tradimento nel brevissimo ed esilarante L’AGGUATO). Da ricordare ancora il cinismo di Gassman che getta in piscina una vecchia in PRESA DALLA VITA, la ì sfrontatezza di Tognazzi in SCENDA L’OBLIO (al cinema in una scena di fucilazione guarda il muro e pensa di usarlo nella sua villa). Grande prova di recitazione, esiti altalenanti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 16/06/07 00:54 - 4777 commenti

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Pellicola famosissima, di successo anche all'estero, la cui caratteristica vincente è, quasi paradossalmente, il limite angusto di molti degli episodi, che non permette il balzo verso l'eccellenza (ma i film, peraltro, vengono di solito fatti per fare soldi, non per attingere l'eccellenza). Nell'ampia scelta, ciascuno potrà facilmente scegliere. Indimenticabile l'ultimo, d'ambiente pugilistico, ma come si fa a non restare ammirati dalla sceneggiatura de IL SACRIFICATO e dalla prova che lì ci dà un immenso Gassman?
MEMORABILE: Un flash: Tognazzi che ipotizza il piccolo intervento edìle.

Deepred89 5/07/07 20:52 - 3306 commenti

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Commedia abbastanza sopravvalutata. Moltissimi gli episodi, alcuni riusciti e altri meno; spesso piacevolmente cinici, ma anche prevedibili e ripetitivi. Restano le ottime interpretazioni di Gassman e Tognazzi e la veloce regia di Risi. Comunque è il capostipite della commedia a episodi italiana e per questo motivo va visto.

Homesick 12/09/07 18:34 - 5737 commenti

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Icastico e frastagliatissimo. Bacchetta errori, vizi e debolezze della società italiana, dando vita ad una serie interminabile di episodi (alcuni riuscitissimi, altri meno)) tra loro eterogenei, ma che alla fine costituiscono un insieme coerente e compatto. Dominano la scena gli immensi Tognazzi e Gassman, impegnati a trasformarsi nei personaggi più svariati e stravaganti.

Pol 22/11/07 17:03 - 589 commenti

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Un film che purtroppo procede a corrente alternata, affiancando episodi indimenticabili (L'educazione sentimentale, La nobile arte, Testimone volontario) ad altri francamente evitabili (La musa, Presa dalla vita, Che vitaccia). Comunque un film che si guarda volentieri e in cui talvolta (parlo per me) sembra che Risi dica "si, sto parlando proprio di te". Nel contesto di "denuncia dei vizi" risulta forse più efficace (perché più "mostruoso") il viscido Tognazzi del cialtrone Gassman.
MEMORABILE: Il repertorio di furberie del padre Tognazzi in apertura e la commovente immagine finale dei due ex-pugili sulla spiaggia.

Gugly 26/12/07 17:48 - 1016 commenti

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Ritratti sociali nel miglior senso del termine. Brevissimi, eppure efficaci nella loro icasticità; Tognazzi leggermente superiore nelle sue caratterizzazioni rispetto a Gassman. Comunque da vedere se si vuol capire cos'è la commedia all'italiana e come (forse non) è cambiata la società
MEMORABILE: Tognazzi (il padre) ed i suoi insegnamenti: meglio un bel processo che un bel funerale!

Galbo 10/06/08 06:35 - 11445 commenti

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Tra i migliori esempi della commedia all'italiana in una delle forme di maggiore successo e riuscita, quella del film a episodi, questo film è uno dei capolavori di Dino Risi ed è un'opera che dice tutto già dal titolo: vere (o verosimili) manifestazioni di piccolo orrore quotidiano, mostrate attraverso piccoli spaccati di vita e piccole opere d'arte di sceneggiatura, realizzazione ed intepretazioni. Gassman e Tognazzi al loro meglio.

Il Gobbo 8/06/08 16:22 - 3011 commenti

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Capolavoro epigrammatico. Fulminante, impietoso, grosziano (lombrosiano?), con due giganti impegnati a superarsi in trasformismo, istrionismo (ma qui vince Gassman di gran lunga), maestria. Cose ancora attuali (il vigile in agguato, l'intramontabile repertorio del fedifrago che abbandona l'amante), e tanti tanti pezzi di bravura (Gassman/Maria Bellonci, l'avvocato, Tognazzi/Fanfani, l'incredibile duetto nell'episodio pugilistico, il baraccato subumano ultras). Cinismo di riporto? Moralismo d'accatto? Mah. Per noi, opera di riferimento.

Supervigno 8/06/08 16:51 - 229 commenti

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Grandioso e indispensabile ritratto a episodi di tutto ciò che di peggio abbiamo visto e vediamo quotidianamente, intorno a noi e dentro di noi. Nonostante siano passati oltre quarantanni, non c'è niente che non potrebbe essere trasportato ai giorni nostri. La superficialità, la furberia, l'ipocrisia, la finta cultura, le superstizioni, il gigionismo, la miseria e la tristezza potrebbero anche soffocarci, se non fosse per i due mattatori, che con il loro trasformismo riescono, nonostante tutto, a farci sorridere. Anche di noi stessi.

Ciavazzaro 28/06/08 13:00 - 4766 commenti

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Uno dei capolavori di Risi. Ferocissima satira sui vizi dell'italiano medio che non rispetta nessuno. Nel cast due mattatori d'eccellenza: Tognazzi e Gassman. Da ricordare l'episodio con Tognazzi che insegna al figlio a non rispettare le regole stradali (il figlio è il vero figlio di Tognazzi) e quello con la vecchietta portata su un set cinematografico, dove gliene fanno di tutti i colori.

Supercruel 16/10/08 20:54 - 498 commenti

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Pietra miliare della commedia all'italiana, ancora oggi molto gobile ed eterno manifesto delle doti attoriali degli istrionici Tognazzi e Gassman. A onor del vero, a livello intrattenitivo, alcuni episodi funzionano meno di altri, ma è necessario ribadire come la caustica critica ai quotidiani malcostumi dell'italiano medio rimanga viva ed attuale. Sarebbe bello se fosse il contrario, ma in oltre trent'anni non sembra essere cambiato molto. Un film (purtroppo) lungimirante.

Cangaceiro 27/01/09 15:21 - 982 commenti

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Il grande Dino Risi qui si sbizzarrisce nel girare una sfilza di episodi. Gli schietti e grotteschi spaccati della società italiana del tempo sono intervallati da brevi e simpatiche freddure. I due colonnelli sono decisamente in excelsis: Tognazzi è protagonista di un inizio folgorante e indimenticabile assieme al piccolo Ricky e si mantiene su altissimi livelli ne "Il povero soldato" e ne "L'oppio dei popoli" (il teledipendente). Gassman strabiliante nei panni dell'avvocato e della musa toscana. Fanno capolino gli irriconoscibili Sal Borgese e Mario Brega.
MEMORABILE: Tutto il primo episodio e l'amarissimo finale del film.

Matalo! 28/01/09 17:21 - 1368 commenti

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Epocale film ad episodi di grande successo e dalla formula imitatissima. Vale più per questo motivo che per gli sketch, dagli esiti diseguali. Le vette: "La giornata dell'onorevole", con Tognazzi che fa Fanfani, e "La nobile arte", in cui i due artisti danno un ritratto dei finiti della boxe, puntuale e persino tragico. Per il resto momenti di alte risate alternati a qualunquismo. Però lo stile di Risi fece scuola ed è magico quando ritrae volti e corpi incorniciati tempisticamente dalle hit estive degli Anni Sessanta (cosa che ai Vanzina non è mai riuscita).

Caesars 24/03/09 09:06 - 2758 commenti

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Molti gli episodi che compongono la pellicola e, come è ovvio che sia, di livello altalenante; alcuni sono buoni altri poco più che simpatici sketch. In tutti comunque si assapora la buona prova degli interpreti, Gassman e Tognazzi su tutti (e questo è scontato). Tra le cose migliori Tognazzi onorevole in parlamento (attualissimo, purtroppo) e l'episodio finale con i due pugili suonati (tristissimo). Risi dirige un buon film, pur tra alti e bassi, che ha fatto epoca; forse se fosse stato più compatto ne avrebbe guadagnato in qualità.

Redeyes 24/04/09 16:08 - 2158 commenti

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In tutta onestà non apprezzo particolarmente questo film nel quale ci sono momenti gustosissimi che, tuttavia, si alternano a noiosi sketch. Trovo bellissimo l'episodio "L'educazione sentimentale" con Tognazzi Ugo e Ricky bambino, altrettanto bello è "Il testamento di Francesco" con Gassman prelato nonchè "La nobile arte", con entrambi i comici. Di quest'ultimo mi è piaciuta la tristezza immane che questi due poveracci emanano. La scena finale con l'aquilone è notevole.
MEMORABILE: L'educazione sentimentale.

Rebis 8/08/09 19:51 - 2088 commenti

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L'operazione fa leva sull'istrionismo camaleontico dei due mattatori (Gassman, che ne fa d'ogni, e Tognazzi, più sottile) mirando a esporre, con provocatorio cinismo, vergogne e costumi dell'Italia del boom. Fosse stato realizzato oggi, gli scandali sarebbero i medesimi, a riprova della lungimiranza degli sceneggiatori… Si sghignazza volentieri ma, non essendoci un vero crescendo drammaturgico, la satira lascia spazio all'intrattenimento e si depone presto la lente da entomologo. La ricchezza di linguaggio fa letteralmente faville e il rapporto musica/immagini è curato con classe encomiabile.

Stefania 16/02/10 23:41 - 1600 commenti

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Ricchi e poveri, colti e analfabeti, potenti e umili, nani e ballerine: tutti italiani medi. Antologia e antropologia dell'italiano medio(cre), moralista e immorale, che piange e fotte. Personalmente, mi divertono di più gli episodi che prendono di mira personalità di un ambiente ben circoscritto (letterati, cinematografari, politici, clero), rispetto a quelli che fotografano l'uomo della strada, il padre di famiglia, il vicino di casa... Anche se, a ben pensarci, proprio quelli sono i ritratti più "mostruosi"!
MEMORABILE: "Lo dico per te, non per me!"; "Meglio un bel processo che un bel funerale!"; "Lasciamo stare, la Marangoni di bono la c'aveva solo il culo...".

Saintgifts 31/08/10 23:41 - 4098 commenti

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Più che commedia, tragedia. Venti episodi, alcuni fulminanti, per farci ridere, o ridere a denti stretti di noi, di noi italiani. Capostipite del genere e stra famoso (a ragione). Non si può non riflettere su quanto siano aumentati i mostri in Italia in quasi 50 anni, in numero e in qualità. Gassman e Tognazzi incarnano più che bene i vari personaggi, coadiuvati da ottimi comprimari, fino all'apoteosi recitativa finale de La nobile arte, che raggiunge il più alto livello nel dialogo e nelle espressioni, nell'incontro a pranzo in riva al mare.
MEMORABILE: Tristemente attuale la politica ne La giornata dell'onorevole.

Mdmaster 27/09/10 10:38 - 802 commenti

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Riuscito film a episodi che, in qualche modo, chiudeva un ciclo della commedia all'italiana, consacrando Tognazzi e Gassman come eccellenti mattatori. Il primo, nel cattivo ma tremendamente realistico "L'educazione sentimentale", si dimostra sempre misurato e giusto nei tempi comici (sopra le righe solo nell'eccelente finale La Nobile Arte), Gassman è da tutte le parti e paga un po' la superficialità di certi episodi che si reggono solo su macchiette. Come la miglior commedia dell'epoca, dipinge sapientemente una società italiana già in declino.
MEMORABILE: "Ehhh ssso contento"; l'orrenda attualità del povero proletario che lascia i figli malati e la moglie per andare a vedere "àmagggica".

Capannelle 19/01/11 13:36 - 3741 commenti

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Dicono che tutto partì da qui. Rendiamogli quindi onore, anche se il film presenta episodi noiosi che sarebbe stato meglio tagliare. Tra quelli migliori segnalo il padre che educa il figlio, la raccomandazione, Gassman con l'amante, il cattivissimo processo e il pugile suonato. Inusuali doti di cinismo con la vecchia buttata in piscina e nell'episodio della fucilazione.

Cotola 1/05/11 19:49 - 7603 commenti

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Rivisto oggi appare un pò "prevedibile" ma in questo caso non è forse un difetto: riesce, infatti, a catturare perfettamente le caratteristiche della sua epoca e non solo di quella (il vigile ne ricorda alcuni contemporanei) tanto che certe "cose" e situazioni sono divenute quasi "proverbiali". Alcuni potrebbero dire che la cattiveria di fondo non è sempre genuina ma programmatica. Alla fine nonostante una certa discontinuità (non tutti gli episodi sono di alto livello) ci si diverte molto. Gassman e Tognazzi sono impagabili e poi...che cast!

Ghostship 13/07/11 13:52 - 394 commenti

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Epocale film ad episodi che fotografa vizi e virtù dell'Italia del boom servendosi di due interpreti di primo livello che danno libero sfogo al loro poliedrico talento. Peccato per alcuni segmenti-riempitivo che impediscono al prodotto finale di essere un capolavoro. In ogni caso imprescindibile.

Giùan 8/09/11 13:55 - 3044 commenti

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Datato ma fondamentale titolo nella cinematografia comica del Belpaese. La struttura episodica non era una novità, quel che Risi ci mette di più è un ritratto programmatico delle tare italiote, difetti così radicati da apparir atavici, se pur aggiornati al costume dei '60. Ecco così alternarsi bozzetti risibili (Il mostro); barzellette in pellicola (Latin lovers); squarci antropologici (Che vitaccia); citazioni autoreferenziali (La raccomandazione); malinconici quadri (La nobile arte); piccoli capolavori (La giornata dell'onorevole). Tognazzi/Gassman dan scacco.

Roger 11/10/12 22:50 - 143 commenti

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Vetta assoluta del film a episodi. L'efficacia di ognuno di essi, lungo o brevissimo che sia, sta nel colpire una debolezza, un vizio pubblico o privato, del cittadino comune o dell'autorità, del singolo o della massa, sullo sfondo del grande cambiamento sociale che è stato il boom economico. E lo fa con l'accortezza di non calcare mai le tinte, ma facendo emergere la verita scomoda, sgradevole senza che quasi ce ne acccorgiamo. Come a dire che il mostruoso lo troviamo nel banale quotidiano.

Rambo90 25/05/13 16:31 - 6423 commenti

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Uno dei migliori film a episodi italiani di sempre, soprattutto grazie alla verve e al mimetismo di Tognazzi e Gassman, che riescono a nobilitare anche i segmenti più insipidi. Quelli che mi son piaciuti di più sono l'ultimo, "La nobile arte", che è forse il più lungo e il più triste, "Il sacrificato", "I due orfanelli" e il divertentissimo "Educazione sentimetale". Altri episodi invece li ho trovati inutili (come quello del processo) e forse eliminandoli il film sarebbe stato un vero capolavoro. Notevole.

Nando 30/05/13 11:26 - 3495 commenti

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Satira allo stato puro supportata da due interpreti grandiosi al meglio delle loro possibilità. Alcuni episodi sono da antologia, altri meno accattivanti, ma è l'intero impianto a brillare rivelando un'attualità mai sopita. Sicuramente uno dei capisaldi del genere a episodi.

Liv 22/07/13 21:38 - 237 commenti

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Nel complesso divertente, non vedo come abbia potuto avere quel successo che ha avuto, nel suo genere. Forse perché gli episodi sono più moralisti che in altri film? Questi sono disuguali, forse troppo disuguali, come durata, registro (in alcuni Gassman è fuori controllo), ambientazione eccetera. Insomma, sono un po' disorientanti. Sarà che in un film mi piace il ritmo e una certa uniformità, chi sa. Trovo che Gassman qui sia al suo peggio (in termini relativi, naturalmente!) mentre Tognazzi è più controllato, più aderente alla parte.
MEMORABILE: L'episodio che preferisco è «La nobile arte», punto culminante il dialogo tra i due protagonisti prima dell'incontro; Ben truccati, ben diretti.

Graf 24/09/13 00:27 - 700 commenti

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I film a episodi sono ardui da valutare poiché le varie parti hanno un peso specifico troppo diverso. Non è il caso di questo ottimo e storico film di Risi perché i venti episodi, alcuni brevi e fulminanti, altri più elaborati e articolati, sono quasi tutti dello stesso livello di eloquenza. Con la forza interpretativa del cinismo che deforma il realismo fino a ritrarre tutti i personaggi come mostri grotteschi, Risi coglie, con prontezza e acume, il passaggio dell’Italia dalla salda civiltà contadina alla cultura effimera e precaria del benessere.
MEMORABILE: L'automobile, la spiaggia, le canzonette: i feticci del cinema di Risi ci sono tutti.

Gabrius79 2/10/14 22:38 - 1205 commenti

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Uno dei migliori film a episodi del cinema italiano, diretto bene da Dino Risi che per l'occasione ha assoldato due grandi protagonisti come Ugo Tognazzi e Vittorio Gassmann (meglio Tognazzi di poco). Si ride spesso cinicamente e in modo amaro, ma ad avercene di film così. Migliori episodi: "Educazione sentimentale", "Presa dalla vita", "La nobile arte", "L'agguato". Occhio ai giovani Mario Brega e Lando Buzzanca.

Piero68 17/11/14 15:54 - 2778 commenti

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Inserito, e a ragione, tra i 100 film italiani da salvare e che hanno contribuito a cambiare la memoria colettiva del Paese, I mostri è sicuramente uno dei migliori film a episodi del nostro cinema. Situazioni tragicomiche, praticità e tanto cinismo le parole d'ordine di Risi in questa sorta di spaccato italiano che ancora oggi, in pieno terzo millennio, riesce a essere attualissimo. "Il povero soldato", "Testimone volontario" o "La giornata dell'Onorevole" sono storie che non hanno praticamente tempo. Grande cast e immensi Gassman e Tognazzi.

Paulaster 4/12/14 10:11 - 2859 commenti

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Il limite dei film a episodi è tenere sempre alta l'attenzione, specie quando gli episodi sono così numerosi. Si apprezza di più il lato cinico che il semplice costume. Le situazioni amorose sono figlie dei tempi, le vicende ecclesiastiche e giudiziarie sono la triste base di ciò che accadrà in futuro, così come il senso civico. Tognazzi meglio come gestualità (vedi il pugile suonato), Gassman come recitazione e nei panni teatrali ci sguazza. Nel complesso un buon insieme, dove si poteva comunque sforbiciare.
MEMORABILE: Gassman che esulta allo stadio; Tognazzi che si muove nella palestra pugilistica.

Modo 11/06/15 15:11 - 829 commenti

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Film a episodi sicuramente riuscito. Lucido, cinico e soprattutto divertente! Tognazzi e Gassman sono veramente uno spasso e ci regalano interpretazioni magistrali. Tutti - o quasi - gli spezzoni sono riusciti. Naturalmente molto del merito va al regista Risi, sempre attuale e vigile nel riprendere la società di allora.

Lythops 10/06/15 18:55 - 975 commenti

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L'unico, inimitabile nonostante tutti i tentativi, i riferimenti e le citazioni che gli sono succeduti, film entrato con tutti i crismi nella storia del cinema e della commedia all'italiana. Ogni episodio è un ritratto dell'italiano più o meno medio di allora, indipendentemente dal ceto sociale, con attori in grado di interpretare personaggi diametralmente opposti nonostante la semplicità del trucco e dei costumi. Venti episodi da vedere obbligatoriamente, anche per capire gli anni '60. E quanto abbiamo perso. A modo suo, perfetto.

Samuel1979 18/06/15 21:58 - 473 commenti

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In vari episodi (non tutti di ottima fattura a mio avviso) vengono passati in rassegna - in maniera incisiva - vizi e sfumature dell'Italia del boom economico; siamo sicuramente al cospetto di uno dei film più quotati della commedia all’italiana, ma per ciò che mi riguarda non lo annovero fra i capolavori di Risi, che comunque ha il merito di riconfermare (dopo La marcia su Roma), l'affiatata coppia Tognazzi-Gassman, che ottiene risultati eccezionali solo nell'ultimo capitolo "La nobile arte".
MEMORABILE: I cazzotti fanno male!!!

Ramino 7/09/15 22:13 - 127 commenti

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L'italiano medio all'epoca del cosiddetto "boom economico", così tragicamente attuale sotto molti punti di vista... Un'opera simbolo del carattere italico di ognuno di noi, magistralmente interpretata da due istrionici protagonisti quali Gassman e Tognazzi, nonostante il film sia solo un insieme di sketch (sarà forse questa la sua forza?). Grottesco e a tratti anche caustico sotto certi aspetti ma molto vero.

Alex75 26/02/16 09:26 - 685 commenti

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Venti sguardi cinici (e, purtroppo, lungimiranti) sulle miserie morali, le viltà e gli opportunismi dell’”italiano medio” (che ne esce a pezzi, ma neppure politici, artisti, intellettuali e preti si salvano). Dino Risi riesce a conferire unità agli episodi grazie a un umorismo caustico e all’eclettismo camaleontico dei due attori protagonisti (Tognazzi più misurato, Gassman più istrionico). Penetrante come uno studio antropologico, col vantaggio dell’immediatezza.
MEMORABILE: “L’educazione sentimentale”; “La giornata dell’onorevole”; “I due orfanelli”; “La musa”; “Scenda l’oblio”; “La nobile arte”.

Metuant 25/06/16 08:37 - 455 commenti

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"La" commedia italiana a episodi che in seguito fece scuola, generando due seguiti non del tutto all'altezza. Gassman e Tognazzi hanno qui l'occasione di mettere in mostra il loro istrionismo disegnando una serie di personaggi uno più grottesco dell'altro, ma proprio per questo più veri del vero. Gli episodi hanno in comune la vena di cattiveria tipica di Risi e fanno del film uno dei prodotti di genere più riusciti, non solo di quell'epoca.

Minitina80 18/03/17 17:15 - 2392 commenti

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Summa di cattive abitudini e malcostumi dell’italiano medio degli anni Sessanta racchiusi in una ventina tra brevi racconti e farse. Molte di quelle cialtronerie riecheggiano ancora nel tempo e caratterizzano da sempre la mediocrità di taluni individui. L’occasione, inoltre, fornisce il palcoscenico a Gassman e Tognazzi per dare ulteriore prova del loro istrionismo e annesse abilità camaleontiche e trasformiste che giustificano il loro status di giganti della commedia italica. Un'opera meritevole di visione per i suoi contenuti graffianti.
MEMORABILE: Chi picchia per primo picchia due volte.

Daniela 14/08/17 08:42 - 9621 commenti

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Fra i migliori film del regista e certo uno dei campioni della commedia all'italiana declinata ad episodi: quasi tutti riusciti, sia quelli fulminei come L'agguato e Scenda l'oblio a quelli articolati ccome I due orfanelli e La nobile arte. il tono grottesco di amara riflessione su alcuni "vizi nazionali è percepibile fin dal primo episodio Educazione sentimentale, fra i migliori, nel quale un padre impartisce al figlioletto preziose lezioni di vita. Gara di bravura e trasformismo per Gassman e Tognazzi, con vittoria di misura del primo grazie al formidabile soliloquio de Il sacrificato.

Il ferrini 19/09/17 15:11 - 1727 commenti

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Feroce satira di costume a episodi in cui giganteggia Gassman (poliziotto, avvocato, mendicante, addirittura donna) ma anche Tognazzi non è da meno. Pur costituendo un collage apparentemente sconnesso rappresenta invece un realistico e talvolta profetico quadro dei vizi italici: lamentarsi delle ristrettezze economiche salvo poi spendere i pochi risparmi allo stadio o a prostitute, tuonare per l'inciviltà altrui e non accorgersi della propria, le raccomandazioni, l'ipocrisia della religione e così via. Da vedere.

Rocchiola 3/04/18 15:40 - 878 commenti

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Classico della commedia all'italiana e indiscusso capostipite del film a episodi che purtroppo grazie al suo enorme successo di pubblico generò una serie di epigoni sempre più scialbi e volgari. Ma l'originale è ancor oggi un modello di satira sociale divertente, cattiva e politicamente scorretta. Gassman e Tognazzi attingendo dal loro infinito repertorio di tic e gag compongo un bestiario umano veramente mostruoso. Ancora attuale nell'Italietta odierna sempre più schiava del calcio, della TV, dei politici corrotti e delle vacanze al mare.
MEMORABILE: Gli episodi "L'educazione sentimentale", "La nobile arte" con finale sulla spiaggia quasi felliniano, "Il povero soldato", "Testimone volontario".

Il Dandi 4/04/18 12:42 - 1841 commenti

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Ciò che più colpisce all'ennesima visione di questo zenith assoluto della commedia a episodi è come si sia modificata la percezione sociale di comportamenti qui stigmatizzati come assurdi e grotteschi: così molte soluzioni per l'epoca paradossali vengono oggi recepite come prevedibili, senza tuttavia che questo infici minimamente la godibilità degli episodi, grazie a sceneggiature (talora quasi mute) e interpretazioni di ineguagliata grazia. Quattro pallini di media, con più di un episodio che merita i cinque.
MEMORABILE: "Il sacrificato" e "La raccomandazione" cuciono addosso a Gassman due dei suoi monologhi più iconici di sempre.

Rufus68 14/06/18 22:27 - 3147 commenti

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Un classico nonostante tutto. La frammentazione dei numerosi episodi e certe cadute nella vignetta espressionista (il tifoso) e financo nella barzelletta attutiscono la forza dell'insieme. Il film, tuttavia, esamina con certezza le cause della "mostrificazione" italiana (il consumismo, la corruzione, l'oppio televisivo) e si concede punture estetiche (la liquidazione del neorealismo). Strepitoso l'inizio col dysangelium di Tognazzi (punito dal bruciante contrappasso) seguito dalla irresistibile ipocrisia da mattatore voltafrittate di Gassman.

Markus 1/09/19 21:50 - 3327 commenti

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In forma di episodi, un inno alle mostruosità dell'italiano medio(cre) Anni '60: l'egocentrico cinismo un po' compiaciuto che tanto ci diverte mostrare, ma che in definitiva ci dà noia subire. Un film a tratti discontinuo nel livello degli episodi, ma complessivamente ridanciani e dilettevoli; sicuramente corroborati dal duo Gassman/Tognazzi che si alternano i segmenti. Un film che in parte rappresenta la cialtroneria italica, forse già allora fine a se stessa per strappare un sadico ghigno. Molto buone la musiche di Armando Trovajoli.

Noodles 10/02/20 16:30 - 927 commenti

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Tra i più famosi titoli della commedia all'italiana e a ragione, visto che siamo di fronte a un film interessante, particolare e riuscito. Ma i suoi difetti li ha. Sono venti episodi, ma mentre alcuni sono indimenticabili o folgoranti, gli altri sono noiosi o inutili. Un taglio alla pellicola non sarebbe stato male. Inoltre la presenza di due mostri sacri come Gassman e Tognazzi mette in ombra totalmente tutti i comprimari, rendendo dopo un po' il film ripetitivo. Buono.

Oblomoff 25/03/20 11:48 - 42 commenti

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Un classico della commedia all'italiana, con Tognazzi e Gassman in forma smagliante. I venti episodi sono tutti a loro modo riusciti. Si va dall'affresco dolceamaro ("La nobile arte") al graffiante sarcasmo ("Il testamento di Francesco") fino alla vignetta umoristica ("Latin lovers-Amanti latini") e al grottesco ("La musa"). Nessuno sfugge alla vetriolo di Age, Scarpelli, Scola, Petri e Risi, che firmano la sceneggiatura: i bersagli sono tanto l'ipocrisia dei potenti quanto l'abbrutimento dei proletari.

Manfrin 26/03/20 17:24 - 329 commenti

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Basilare colonna della commedia all'italiana con la coppia Gassman e Tognazzi che in questo caso potremmo definire entrambi "mattatori". Umorismo, sarcasmo, comicità, cattiveria pura e via discorrendo sui nostri difetti, palesi e nascosti. Tutti episodi di ottimo livello e chiusura perfetta con lo splendido "La nobile arte", che riassume e contiene un po' tutti i temi trattati.

Camibella 30/10/20 20:56 - 172 commenti

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Venti brevi episodi sui vizi e sui difetti degli italiani degli anni Sessanta, raccontati con qualche buono spunto e tanto cinismo. La raccolta di corti che Dino Risi dirige in questo film sono diventati un manifesto del decennio del boom, ma la brevità stessa è un difetto perché certi personaggi avrebbero meritato una caratterizzazione più approfondita. Per fortuna Tognazzi e Gassman sono dei veri "mostri" di bravura.
MEMORABILE: L'ultimo episodio con Gassman "suonato" che ripete "mi fa piacere"; Nel finale i due protagonisti passeggiano sulle note di "Io che amo solo te".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 11/01/13 13:02
    Consigliere - 43734 interventi
    basta guardare in verificate:
    https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/i-mostri/50000502
  • Curiosità Fedemelis • 11/09/13 23:16
    Fotocopista - 1791 interventi
    Le immagini di repertorio del gol che farà esultare in modo esagerato il baraccato romano (Vittorio Gassman), utilizzate per l'episodio CHE VITACCIA! sono quelle della Partita Roma-Catania giocata il 10 febbraio 1963 e terminata 5-1. QUI il filmato dell'episodio.

    Nel filmato riconosciamo la divisa del Catania (l'unica a strisce larghe e coi pantaloncini di quel colore):



    Qui vediamo il goal con un colpo di testa in tuffo di Orlando (si noti la posizione del giocatori davanti alla porta e il tuffo del portiere). La conferma viene anche dalla consultazione della pagina sportiva di un quotidiano d'epoca nelle uniche stagioni (60/61, 61/62 e 62/63) con il Catania in serie A, dove nel resoconto delle partite il giornalista descrive esattamente il goal che si vede nel filmato.


  • Musiche Roger • 11/02/14 22:26
    Call center Davinotti - 2823 interventi
    Nell'episodio L'OPPIO DEI POPOLI, come in diversi altri film (ad esempio in VEDO NUDO) alla fine del programma televisivo a cui i protagonisti assistono si sente una sigla che per un trentennio circa ha segnalato appunto la fine delle trasmissioni RAI. Si tratta di una breve brano - ARMONIE DEL PIANETA SATURNO - del compositore Roberto Lupi (1908- 1971)

    http://www.youtube.com/watch?v=P6yfBbMQCv8
  • Discussione Sverige • 5/12/14 17:19
    Disoccupato - 14 interventi
    Nell'episodio la Musa viene parodiata da Gassman in abiti femminili certe futilità di giudizio di certe giurie nei premi letterari.
  • Discussione Gugly • 5/12/14 17:46
    Segretario - 4679 interventi
    Sverige ebbe a dire:
    Nell'episodio la Musa viene parodiata da Gassman in abiti femminili certe futilità di giudizio di certe giurie nei premi letterari.


    Il premio Cerasella e l'interpretazione en travesti di Gassman alludono a Maria Bellonci e al suo Premio Strega :)
  • Discussione Ingmar • 30/07/15 22:16
    Disoccupato - 20 interventi
    Nella parte della bionda prostituta si può riconoscere la bella Thea Fleming attrice generica olandese di quegli anni che lavorando in Italia aveva assunto il nome d'arte di Isabella Biancini.
  • Discussione Samuel1979 • 28/12/15 10:56
    Call center Davinotti - 2972 interventi
    Errore nell'episodio La Nobile Arte:

    Artemio Altidori (Gassman), va a vuoto nel colpire l'avversario e crolla goffamente al tappeto, tuttavia l'arbitro non esita a conteggiarlo. In realtà non avrebbe dovuto.
    Ultima modifica: 28/10/20 15:44 da Zender
  • Discussione Alex75 • 8/08/16 17:40
    Call center Davinotti - 628 interventi
    Il protagonista dell'episodio "La giornata dell'onorevole" è ricalcato sulla figura del sindaco di Firenze Giorgio La Pira, noto per dimorare in un convento. In questo episodio compare anche, non accreditata, Gabriella Ferri.
  • Musiche Alex75 • 8/08/16 17:44
    Call center Davinotti - 628 interventi
    La colonna sonora attinge a piene mani dai successi canori di quegli anni:
    Abbronzatissima - cantata da Edoardo Vianello (episodio: Latin lovers)

    Cosa vuoi da me - cantata da Michele (episodio: La nobile arte)

    Se mi perderai - cantata da Nico Fidenco (episodio: La nobile arte)

    I tuoi capricci - cantata da Neil Sedaka (episodio: La nobile arte)

    Io che amo solo te - cantata da Sergio Endrigo (episodio: La nobile arte)

    Alla mia età - cantata da Rita Pavone (episodio: L'educazione sentimentale)

    Tornerai...Suzie - cantata da Nico Fidenco (episodio: L'oppio dei popoli)

    Il lato B di "Samoa Tamouré" è il malinconico brano, sempre di Trovajoli, che chiude l'episodio "La nobile arte":
    https://www.youtube.com/watch?v=q8MzZpU9u10
    Ultima modifica: 9/08/16 17:29 da Alex75
  • Homevideo Rocchiola • 3/04/18 15:52
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Finalmente uscito in bluray nella versione restaurata in 4k presentata a Venezia lo scorso anno nella sezione "Classici Ritrovati".
    Per una volta il Cecchi Gori ha fatto centro, video perfetto e audio dolby digital 2.0 o DTS in alta definizione di ottima resa.
    Ed anche la confezione è finalmente degna di certe edizioni estere con una custodia dal profilo più "cicciuto" e fascetta a doppio uso recante su di un lato il nuovo bel disegno esclusivo che ritrae i protagonisti dell'episodio "Il Mostro" e sull'altro l'originale locandina cinematografica.
    Il tutto protetto da una slipcase in cartoncino recante per l'appunto il nuovo disegno summenzionato.
    Unica pecca la mancanza di un booklet, ma si tratta comunque di un bel salto avanti rispetto al DVD francese della SNC (direi l'edizione migliore finora presente sul mercato), che per quanto buono non era comunque restaurato e presentava diversi difetti ed imperfezioni.
    Direi quasi una versione definitiva ed a breve a metà aprile, analogo trattamento per un altro capolavoro di Risi "Il Sorpasso".
    Era ora !!!!!!
    Ultima modifica: 5/04/18 08:37 da Rocchiola