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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/04/07 DAL BENEMERITO FLAZICH
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Flazich 28/04/07 08:50 - 658 commenti

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Piccolo film sulla solitudine. Solitudine forzata che diventa volontaria per poter continuare ad affrontare la vita soffrendo il meno possibile. Centro del film è una stazione ferroviaria abbandonata al margine di una zona franca ben definita, come possono essere i binari di un treno. Il treno che percorre lunghisime distanze si contrappone al protagonista, che li adora, ma si muove solo a piedi. Antitetico.

Hackett 9/02/17 18:25 - 1748 commenti

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Storia di amicizia delicata, raccontata con garbo e buon gusto da un regista esordiente. La vicenda regala emozioni raccontando un legame tra tre solitudini, un rapporto di complicità che diventa salvagente comune per tre personaggi molto diversi ma accomunati dalla voglia di isolarsi dal resto del mondo. Buona la fotografia e il commento sonoro, molto apprezzabili gli attori.

Daniela 22/05/10 11:59 - 9661 commenti

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Affetto da nanismo, misantropo per autodifesa, Fin va a vivere in una stazioncina ferroviaria in disuso, ricevuta in eredità da un vecchio giocattolaio appassionato di treni come lui. L'incontro con Joe, l'estroverso gestore di un piccolo chiostro di bibite, e con Olivia, una donna segnata dalla perdita dell'unico figlio, lo costringerà ad uscire dalla sua condizione di auto-imposta solitudine. Film delicato, che bypassa la trappola del patetico grazie ad una scrittura nitida, come la bella fotografia, ma soffusa di una ironica tenerezza.
MEMORABILE: Fin che cammina lungo i binari, da solo o in compagnia

Galbo 23/10/13 16:13 - 11453 commenti

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Passato ingiustamente inosservato, l'esordio alla regia di Thomas McCarthy merita la visione. Si tratta di una piccola storia sulla diversità e sull'incontro tra solitudini. I personaggi, ognuno isolato a suo modo, fanno fronte comune ad un destino avverso in un contesto ambientale decisamente atipico e scenograficamente di forte suggestione. Il regista rivela, fin dalla sua opera prima, una certa personalità evidente anche negli scelta di un ottimo gruppo di attori. Notevole la colonna sonora. Film dall'evidente sincerità di ispirazione.

Giacomovie 3/01/16 21:28 - 1355 commenti

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Quasi tutto girato in luminosi esterni, è un film che tramite il tema della diversità (parla di un nano che deve sopportare le derisioni altrui) cerca di analizzare le molteplicità caratteriali che portano ai diversi modi di vedere la stessa situazione. Oltre a quella del senso di evasione, si sceglie la strada della sintesi, utile per i concetti che si vogliono esprimere ma che alla fine si rivela essere il limite del film, che poteva essere meglio completato. Ottima recitazione sia di Peter Dirklage che di Patricia Clarkson.

Decimamusa 26/01/16 19:50 - 85 commenti

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Come vecchi treni su binari dismessi, le esistenze dei protagonisti (un nano, Finbar, un ristoratore ispanico, una donna divorziata alle prese con la rielaborazione di un lutto, una bibliotecaria incinta) procedono per la loro grigia strada, finché le loro solitudini si colorano e si saldano in vari "insiemi" grazie a Finbar, che fa da catalizzatore. Una certa prevedibilità nella struttura narrativa (equilibrio iniziale/rottura dell'equilibrio/nuovo equilibrio) non inficia il giudizio complessivo: un film delicato, che lascia un buon sapore.

Nando 15/02/16 16:37 - 3496 commenti

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Un individuo affetto da nanismo e la sua voglia di solitudine che verrà lentamente scardinata da altre persone anch'esse non del tutto integrate nella società. Un racconto semplice dotato di una notevole forma di tenerezza che racconta l'amicizia con garbo senza eccessi. Cast appropriato in cui meritano una menzione Dinklage ed e Clarkson.

Kinodrop 29/01/17 21:03 - 1604 commenti

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Un racconto delicato sull'incontro e l'amicizia tra tre persone molto diverse sia fisicamente che psicologicamente. Una vecchia stazione ferroviaria, il passaggio dei treni e un furgoncino fast-food fanno da sfondo a una storia di diversità, di solitudine, ma anche di solidarietà reciproca intorno alla figura di Fin, il cui handicap fa da catalizzatore e da centro affettivo. Fotografia e sceneggiatura veramente partecipative, ottimo cast e gradevolissima musica old style. Opera prima di gran livello.
MEMORABILE: Le lunghe camminate sui binari; La ritrosia di Fin; L'esuberanza di Joe.
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