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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

(BABY VINTAGE COLLECTION) E dopo i primi leggeri cedimenti di TRAUMA ecco il Dario Argento che non avremmo mai voluto vedere, autore di un maldestro tentativo di thriller psicologico in cui il nostro regista horror di punta presta il fianco ad accuse giustificatissime. Innanzitutto la scelta del cast: Asia Argento si era dimostrata sì buona attrice in PERDIAMOCI DI VISTA, ma già in TRAUMA aveva fatto intendere quanto poco proficua potesse risultare una sua collaborazione col padre, che in quanto a direzione di attori non è mai stato tra i migliori. Con LA SINDROME DI STENDHAL,...Leggi tutto comunque, Argento fallisce su molti fronti: l'intreccio è un confuso miscuglio di reminiscenze hitchcockiane e deviazioni depalmiane relative, mentre sotto l'aspetto della messa in scena rinuncia alla consueta grandeur (solitamente ottenuta con scenografie curatissime e ripresa all'insegna della ricerca dell’inquadratura spettacolare) per un improbabile ritorno allo stile dei suoi primi film. Inutile sottolineare che l'impresa non riesce minimamente, lasciandoci invece interdetti per la scelta della fotografia, fredda e piatta come forse avevamo visto solo nei peggiori momenti di PHENOMENA. Anche il ritorno alle musiche di Morricone non sortisce l'effetto sperato perché esse, un tempo parte integrante dell'opera argentiana (fino alla sublimazione negli anni dei Goblin), sfiorano il film senza mai caratterizzarlo, inutile sottofondo a sequenze oltretutto prive di quella suspense che col tempo era diventato il trademark di ogni horror del regista. Qui non v’è alcun picco, alcuno sforzo di creare non solo una pellicola originale, ma nemmeno coerente con lo stile per cui Argento ha ricevuto tanti elogi. Basti pensare all’omicidio del giovane Marie, in una stanza che sembrava suggerire una di quelle “coreografie di morte” care al regista. L'assassinio avviene improvvisamente, senza un minimo di atmosfera e attraverso l'uso di una banalissima pistola. Poco sangue, inoltre, a dimostrazione che l’era dello splatter è definitivamente tramontata (il poco sangue che si vede sembra essere lì solo per voler ricordare allo spettatore che il film è di Argento). Insomma, da salvare c'è poco o nulla. Forse i primi dieci minuti alla Galleria degli Uffizi, lo svenimento e le allucinazioni di Anna Manni/Asia Argento (notevole il bacio al pesce). Infastidiscono i troppi silenzi, gestiti con imbarazzo dalla poco espressiva protagonista e dal suo collega-pretendente (che ride da solo mentre segue alla TV L’ESORCICCIO). Persino Bonacelli appare stanco, anche perché la sceneggiatura (opera dello stesso Argento) è un interessante susseguirsi di luoghi comuni e fa acqua da tutte le parti. Piace la scena in cui Asia si tinge tutto il corpo con le tempere, ma è slegata dal contesto. Film noioso, pretenzioso, mal scritto e interpretato peggio, diretto con sufficienza e di scarso interesse.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 25/04/07 23:53 - 3840 commenti

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Argento dirige, con la solita perizia tecnica, un film dalla trama piuttosto affascinante, anche se nel complesso riportata sullo schermo debolmente a causa della rappresentazione degli attori (in particolare Asia, poco più che ventenne, non è affatto credibile nel ruolo di ispettrice) e per alcuni dialoghi al limite dell'ilarità involontaria. Unico film di Argento presente nel catalogo Troma di Lloyd Kaufman (come The Stendhal Syndrome), e questo non è un buon segnale. Cammei di Franco Diogene e Cinzia Monreale. Allucinato.

Il Gobbo 16/07/07 08:53 - 3011 commenti

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Mah. Altro giro altro flop per un grande del cinema devastato dal venir meno, tutt'intorno a lui, di un sistema che sapeva fornirgli grandi professionisti in grado di coadiuvarlo nei suoi punti deboli. L'amore paterno fa il resto e così ecco un indigeribile mescolanza di trama-gruviera, attori-bestie e regia da RIS televisivo, che se non fosse per i primi dieci minuti concorrerebbe con chances al premio "Ciofeca d'Argento". Visione dolorosa.

Enrikoses 4/04/08 10:54 - 39 commenti

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Thriller (se così può definirsi) che assomma una pessima scelta degli attori (tra cui spicca la bellissima ma penosa Asia), una discreta regia, un soggetto intrigante, lungaggini di alcuni dialoghi da fiction televisiva di serie B. Ottimo incipit argentiano. Emofiliacamente piatto.

Deepred89 27/04/08 13:34 - 3291 commenti

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Il primo film veramente mediocre diretto da Argento. Lo stile che caratterizza(va) il regista in parte è ancora presente (alcune scene sono notevoli), ma si perde in una storia poco interessante, scontata e piena di passaggi inutili (e talvolta fastidiosi). Mediocri gli attori, anche se il cast secondario riserva qualche sorpresa. Buone musiche di Morricone.

B. Legnani 26/04/08 01:19 - 4744 commenti

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Lentissimo, quasi esasperante. Il problema, come già detto fino alla noia, è che Asia è incredibile in quel ruolo, per cui la sua mediocre prestazione sembra pure peggiore di quello che è e condanna il film, perché il contorno non aiuta, fatto com’è da dialoghi inverosimili e da momenti imbarazzanti, cui non pongono rimedio alcune soluzioni visive interessanti e flessuosi movimenti fra le opere d’arte. Cosicché la buona idea di fondo va a farsi friggere. Qualche curiosa presenza-recupero nel cast.
MEMORABILE: Il bacio ittico.

Hackett 28/04/08 18:56 - 1727 commenti

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Il film è diviso in due parti ben distinte. La prima, di prologo, nella quale si pregusta il ritorno del grande Argento, con un horror visionario e indecifrabile, fatto di suggestioni e idee visive davvero notevoli. Poi purtroppo il maestro, forse a corto di idee, fa virare il tutto in un banale giallo dal vouyerismo esagerato e dall'esito più che scontato. A far precipitare il tutto ancora una volta lei, l'imposta e deleteria figlia Asia.

Cotola 3/05/08 01:14 - 7553 commenti

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Brutto thriller di Argento che cerca di nobilitare, con pessimi risultati, una storia goffa e risibile, facendo ricorso ad elementi dotti e ad inutili ed esornativi effetti speciali. Nulla funziona a dovere, ma quel che sconvolge di più sono un finale di rara bruttezza e la prova di quasi tutti gli attori che è semplicemente vergognosa (stavolta però la Argento non è la peggiore, perché la ben poco lusinghiera palma va a Leonardi).

Samtam90 18/07/08 00:44 - 56 commenti

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Farsa. I primi venti minuti sono ottimi, tra atmosfere horror, spunti onirici, velate citazioni (l'assassino che osserva dal buco nella guancia, come lo stomaco perforato di Apocalypse Domani) e un buon ritmo. Poi, come al solito, Argento si perde, la trama si complica, compare una macchinosa struttura da giallo e il film diviene inguardabile (l'idea della "comunicazione" con i quadri, poi, è solo abbozzata). Asia Argento recita da cani.

Ciavazzaro 25/09/08 14:44 - 4765 commenti

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Altro inutile capitolo della recente filmografia argentiana. Anche se lo spunto è discretamente interessante, la messa in scena è molto modesta: sia dal punto di vista visivo (gli effetti speciali non convincono molto) che da quello delle interpretazioni: atroce la Argento, che abbia i cappelli corti o la parrucca bionda...

Caesars 21/02/09 15:29 - 2719 commenti

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Rivisto dopo tanti anni non pare neppure più tanto brutto, in quanto Argento poi farà decisamente peggio. Anzi bisogna dare atto al regista romano di aver tentato di distaccarsi dal clichè che lo rese famoso: quindi niente più omicidi all'arma bianca compiuti da misteriosi assassini nero guantati; qui si sa subito chi è il serial killer violentatore di giovani donne e gli omicidi sono tutti con pistola. I guai, e sono grossi, vengono dalla scelta di Asia come interprete principale: inguardabile ed inascoltabile. Diciamo 2 pallini e mezzo.

Daidae 27/03/09 06:57 - 2747 commenti

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Una giovane e pessima Asia Argento dà il via (anche se con Trauma già si era fatta "valere") alla fase discendente (o abissale?) del padre regista. Film bruttissimo, senza senso, in bilico tra orrore e thriller puro e che ha come punti deboli la trama squallida e sopratutto la pessima recitazione. Bruttissimo.

Lucius 26/06/09 11:59 - 2819 commenti

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Il film più artistico di Dario Argento, venato da toni oscuri, prende di mira più gli aspetti psicologici della violenza che la violenza stessa. Nasce dalla volontà del regista di rappresentare il valore perturbante dell'arte in una Firenze affascinante, soprattutto nella prima mezz'ora del film. Splendidamente musicato dal maestro Morricone con nuovi suoni (la passacaglia) è un bel thriller sanguinolento e surreale. Della serie anche l'arte può uccidere.

Galbo 31/03/10 07:26 - 11416 commenti

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Uno dei tanti passi falsi della più o meno recente produzione di Dario Argento è questo thriller con venature psicologiche il cui incipit (lo stordimento di fronte ad un'opera d'arte di grande bellezza) è un mero pretesto che dà la stura al solito film sul serial killer maniaco (ma ce ne saranno poi così tanti?). Il resto è un'opera dallo svolgimento ampiamente prevedibile gravata peraltro dalla pessima prova dell'attrice (e figlia del regista) protagonista.

Redeyes 9/11/09 19:27 - 2145 commenti

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Mi scusino i cultori ma non adoro Argento: lo guardo ma senza, mai, trasporto e specie quando guardo pellicole come questa mi dico che può essere che tutti i torti non li abbia. Al di là di un cast di cialtroni (su cui spicca una terrificante Asia), non se ne capisce nemmeno la sceneggiatura. Argento vivacchia e ci regala un film che poteva evitarci, senza dubbio.

Funesto 6/11/09 10:05 - 525 commenti

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Un film diverso, atipico per il regista romano. Da un libro della Magherini nasce un film morboso, sull'arte e sui suoi effetti, che vanta un buono sviluppo della psicologia dei personaggi e trovate registiche geniali. Peccato che il film non sia sviluppato eccellentemente a causa di una sceneggiatura piatta e tocchi weird notevoli ma spesso del tutto fuori luogo. Gli attori, poi, sono pietosi: Leonardi è tremendo e la Argento non fa altro che urlare e dare di matto dall'inizio alla fine. Si salvano le musiche e qualche buon effetto speciale. Poco riuscito.
MEMORABILE: Il mostro chi si stacca dalla parete della grotta e cerca di assalire la Argento.

Metuant 30/12/09 14:58 - 454 commenti

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Non ci siamo... con film come questo, l'unica nota positiva che si può attribuire ad Argento, oltre ai suoi sprazzi di stile (che, sebbene a volte rari, non mancano mai), è il fatto di voler a volte sperimentare cose diverse da quello per cui è tuttora amato. In questi casi però occorrerebbe evitare attori scarsi o fuori parte (Asia e anche Leonardi), buchi madornali di sceneggiatura ed effetti che, più che inquietanti, si rivelano spesso grotteschi e fuori luogo.
MEMORABILE: Il bacio col pesce.

Jorge 24/01/10 17:19 - 164 commenti

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Film per certi aspetti molto bello, per altri solo un'accozzaglia di luoghi comuni, la Sindrome di Sthendal rappresenta un tentativo, peraltro mal riuscito, di analisi psicologica e di ostentata passione per l'arte. Peccato che la fotografia da telefilm e le interpretazioni imbarazzanti di quasi tutti gli attori vanifichino ciò che sulla carta poteva essere una bella scommessa per il cinema italiano. Un vero peccato, un'occasione sprecata. Siamo al di sotto della sufficienza. Asia tanto bella quanto, almeno qui, mal diretta e anche incapace.

Siregon 27/02/10 12:48 - 353 commenti

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Asia Argento. Quando è il cognome a spiegare perché qualcuno possa recitare e qualcun altro no. Pessima come suo solito, inascoltabile, incapace di completare una frase senza risultare palesemente ridicola. La rovina artistica di Dario Argento parte proprio da lei. Qualche soluzione visiva interessante c'è, ma nient'altro. Da evitare.

Homesick 29/03/10 08:56 - 5737 commenti

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L’opera più ambiziosa (e pretenziosa) di Argento. La vertigine “stendhaliana” al cospetto del Sublime artistico innesca un dramma psicologico confuso ed improbabile, narcisisticamente pasciuto dell’immaginario sanguinolento del suo autore e della freddezza dell’effetto digitale eclatante. La confezione è quella di una fiction televisiva di lusso senza suspense – gli elementi thrilling emergono solo ad intervalli, più estesi a partire dalla seconda parte – e guidata da una figlia di papà con scarsissime doti recitative: Argento è giunto al capolinea e il suo tracollo è vicino.

Nipo 18/07/10 22:15 - 40 commenti

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Il più cattivo e violento di Argento. Nessun killer che nasconde segreti, ma un violentatore omicida, un reale e attuale incubo moderno. Bellissime riprese, visionarie. Plot al totale servizio della tecnica, recitazione bassa, ma la tecnica è splendida. Geniale il ricreare i quadri nella realtà; Asia, folle, si crea l'arte intorno: "La memoria" di Magritte (omicidio di Marie), lei stessa nel finale si fonde nella Pietà michelangiolesca. Abbassa il ritmo la parte psicologica, ma risale la tensione negli omicidi.
MEMORABILE: Il killer e Asia, una relazione segnata dalla sensibilità dell'arte: entrambi soffrono della sindrome?

Mdmaster 1/11/10 16:03 - 802 commenti

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Lo vidi al cinema e mai più ho sentito il bisogno di rivederlo. Sì, perché qui il bravo "studioso" Dario sforna un film in cui non ha creduto e che, dai risultati, aveva ben poca voglia di realizzare. In più ci mette di mezzo la pessima Asia, incapace di reggere un film come protagonista, una trama che casca e pende e non un minimo guizzo di genialità. Il risultato è niente di più che un tv movie, brutto per di più. Reggono forse solo i primi minuti, il resto chiede pietà. I primi segni dell'ignobile Argento moderno.

Disorder 8/12/10 00:49 - 1408 commenti

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Deludente. Un film dove non funziona quasi nulla: dai dialoghi a tratti imbarazzanti, alla trama che sembra procedere a braccio tanto è approssimativa, al ritmo (lentissimo). E poi ovviamente Asia, che dal padre non ha ereditato solo il cognome ma anche quella parlata strascicata e cadenzata, veramente insostenibile dopo un po'. Sono in realtà i difetti storici di Argento che vengono a galla, non più compensati e nascosti da quell'estro visivo e registico che fin qui l'aveva accompagnato.
MEMORABILE: Da salvare solo ed esclusivamente la prima scena agli Uffizi e i minuti finali.

Buiomega71 19/02/11 15:09 - 2279 commenti

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Fase calante per il sommo Argento: trama e personaggi non convincono affatto, con terribili cadute di tono. Ma ci sono schegge impazzite assolutamente straordinarie, una pallottola che perfora una guancia da una parte all'altra, con tanto di folle soggettiva, le pillole che entrano nell'esofago (come il cuore pugnalato di Eva Axen in Suspiria), Asia che entra nel quadro e si ritrova sulla scena di un crimine. Imperdonabile in finale che si ispira alla Pietà di Michelangelo e omicidi "off screen". In questo caso, più sregolatezza che genio.
MEMORABILE: Asia che martoria Kretschmann nel bosco.

Pinhead80 19/03/11 18:42 - 3966 commenti

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Altro film che non fa sicuramente onore a Dario Argento. L'assassino qui, rispetto ad altri film del regista, è noto (e non è una grande trovata) e la sceneggiatura confusa. Inoltre è lento e mal recitato. Cosa rimane? Direi ben poco, se non la consapevolezza che Argento ultimamente viva di rendita grazie al suo grande passato. Asia non è neppure la peggio in questo minestrone... detto tutto. Non disastroso come Il fantasma dell'opera ma comunque pessimo.

Enzus79 23/04/11 22:11 - 1823 commenti

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Cosa non farebbe un padre per una figlia! Questa è l'unica motivazione che possa aver portare Argento senior a far interpretare un bel personaggio ad un'attrice come Asia Argento, ben poco credibile nel ruolo. Nonostante la storia sia lenta è comunque discretamente interessante, accompagnata dalle belle musiche di Morricone.

Von Leppe 11/04/11 22:28 - 1032 commenti

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Dal titolo mi aspettavo un film sull'arte e pure originale, ma a parte il buon inizio a Firenze il resto è un sovradosaggio di Asia Argento-Anna Manni: Anna mora, Anna bionda, Anna poliziotta, Anna pugile, Anna pittrice, Anna cattiva, Anna buona, Anna stuprata, Anna stupra, Anna dallo psicanalista.... e per fortuna non posso rivelare il finale, normale conseguenza a tutti questi ruoli... Jessica Harper si limitava a danzare e neanche bene.
MEMORABILE: Il dipinto di Pieter Bruegel: La caduta di Icaro.

Myvincent 27/11/11 08:32 - 2572 commenti

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Argento prova a voltare pagina, realizzando (in parte) un thriller psicologico, dedicandosi all'approfondimento e alla trasformazione interiore della protagonista e indugiando sul tema della violenza. Niente più assassini da indovinare, anche se nel finale non si riesce a rinunciare a qualche coup de theatre. Il risultato è discutibile, a causa di una immatura e sgraziata Asia Argento (completamente fuori posto) e una scenografia piatta, pur se sempre elegante. Un Argento fiacco, sbiadito...

Fauno 26/03/12 15:40 - 1927 commenti

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Forse il più brutto Argento. Il brivido non manca ed è pure azzeccato l'impatto emotivo delle opere d'arte, ma la grave lacuna è la mancanza di immagini suggestive che possano convincere sull'impulso di una misteriosa contaminazione mentale o un influsso maligno, onde potere poi rendere più credibile la conclusione del film. Di cambi di direzione Argento ne ha dati tanti nelle sue opere, senza però mai fare l'errore di rallentare a dismisura il ritmo di un film. Non era mai successo, prima, un "liscio" del genere, e finora non si è mai più ripetuto...
MEMORABILE: La lametta da barba.

Saintjust 2/08/13 00:53 - 111 commenti

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L’idea di partenza non era nemmeno malvagia, ma lo sviluppo non regala nulla di memorabile. Questa pellicola pone le basi per le brutture che seguiranno negli anni seguenti. Manca totalmente la suspense a ciò si aggiungano: nessun cambio di ritmo, poco sangue, messa in scena degli omicidi raffazzonata, nessuna scenografia suggestiva, fotografia spenta. Il tutto viene ulteriormente affossato dalla pessima recitazione di Asia. Buoni la scena iniziale, il quadro “portale”, la musica di Morricone e Kretschmann. Prolisso e poco coinvolgente.
MEMORABILE: Asia Argento che recita male, ma coi capelli lunghi (castani) è molto bella.

Deliver 9/01/14 17:10 - 3 commenti

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Se consideriamo che in Francia tale pellicola viene considerata come modello esemplare di thriller psicologico, si può capire perché qui, in Italia, siamo ancora in ritardo. Di colito ci si sofferma sulla presenza di Asia senza cogliere la cifra registica e simbolica del film. Tutt'altro che un prodotto dell'Argento minore. La sindrome di Stendhal, assieme a Trauma e Nonhosonno, è il canto del cigno di un regista che solo in seguito perderà smalto. Più che buono.
MEMORABILE: La Argento col corpo pitturato; Il finale con annesso colpo di scena.

Herrkinski 26/02/14 03:19 - 5193 commenti

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Visto sia in italiano che in inglese, devo dire di preferire nettamente il doppiaggio anglofono a causa della dizione italiana di Asia, che qui è protagonista assoluta e almeno "fisicamente" offre una prova più che buona. Detto questo, il film ha un primo tempo favoloso, tutto argentiano ma non privo di alcune innovazioni, girato, musicato e fotografato benissimo, violento e bizzarro al punto giusto; peccato che nel secondo tempo si scada in lidi più anonimi e il finale lasci con l'amaro in bocca. Occasione mancata, ma resta comunque buono.
MEMORABILE: Tutte le parti con Asia in balia di Kretschmann.

Panza 6/07/14 17:12 - 1500 commenti

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Un film sicuramente assurdo che funziona alla grande nella prima parte con i quadri "vissuti" in prima persone e l'arrivo nella tana dello stupratore. C'è molta suspense e si gode di una certa spettacolarità che avvince particolarmente. Come Giano bifronte però, quando giunge il momento di tirare le somme il magnifico castello di carte crolla miseramente con un finale che grida vendetta. Nonostante tutto i primi 45' sono buoni. Un film a cui si adatta a pennello la definizione "Mediocre, ma con un suo perché". Musiche stanche di Morricone.

Rebis 1/12/14 18:32 - 2088 commenti

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Il più hitchcockiano tra i film di Argento, innesta il tema della frigidità che fu di Marnie nella voragine dissociativa di Vertigo, memore della schizofrenia narrativa di Psyco. Lo score atmosferico di Morricone e l'idea d'immersione nell'oceano del subconscio - resa con perizia da Rotunno ed elevata in sequenze di puro cinema - sostengono l'attenzione. Ciò che non funziona è il ritmo complessivo, la presunzione autoriale nell'uso della CGI (risibili i risultati), certi scivoloni nel dilettantesco; intangibile l'apporto di Stivaletti. Asia, impresetabile col parrucco biondo, alla meno peggio.
MEMORABILE: Momento scult: Asia Argento che stupra Marco Leonardi.

Trivex 20/05/15 09:15 - 1496 commenti

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Lo ricordavo mediocre, ma non è così. Argento è coraggioso, sovverte alcune regole del suo cinema e ne sperimenta altre. Non manca il sangue e non mancano nemmeno tensione e sorprese, alla fine. Si può intuire tutto? Forse, ma le spiegazioni alternative ci sono. E poi l'arte e la sua Sindrome, quale miglior complemento per celebrare una così bizzarra interpretazione del giallo d'Argento? Classe nella tecnica, a 360 gradi, a mio avviso. Resta qualche elemento scombinato nella sceneggiatura e poi la non convincente interpretazione della protagonista.
MEMORABILE: Il rapimento e la sua violenza.

Corinne 10/06/15 23:16 - 403 commenti

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All'epoca lo bocciai sonoramente, rivedendolo oggi gli do qualche punto in più, ma continuo a considerarlo un'occasione sprecata: la storia ha un suo perché e con un po' più di cura nella seconda parte avrebbe potuto essere incisiva e inquietante. Asia fa troppo la "bella e dannata", sembra di essere in uno dei film da lei diretti e a non funzionare non sono la sua recitazione o la sua parlata, ma la poca veromiglianza del personaggio (una vice-ispettrice di Polizia che sembra una liceale). Visivamente molto bello, però, e ben musicato.
MEMORABILE: Le sequenze oniriche.

Minitina80 24/07/15 08:44 - 2364 commenti

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Argento prova a elevarsi ad autore impegnato con questo thriller psicologico, ma fallisce clamorosamente mostrando tutti i suoi limiti di scrittura; basti notare la banalità di alcuni dialoghi. Ha una durata esagerata e la seconda parte è sfiancante per la lentezza. È recitato molto male e oltre ai limiti palesi di Asia anche il resto del cast naviga nell’anonimato. Un pallino per la raffinata colonna sonora di Morricone.

Rambo90 7/08/15 12:34 - 6384 commenti

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Un Argento poco ispirato, fin dalla trama prevedibile e noiosa che riserva una sola sorpresa e pure abbastanza telefonata. Meglio la confezione, con una bella fotografia e qualche effetto riuscito (a eccezione di quelli - pessimi - digitali). Asia non recita malissimo qui, ma i comprimari sono tremendi, tranne il sempre bravo Bonacelli. Un film che si dimentica in fretta.

Fulcanelli 4/09/15 19:00 - 135 commenti

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Un film magnifico, purtroppo incompreso dalla maggior parte del pubblico. Indubbiamente la presenza di alcune scene infelici (la pallottola che trapassa il viso, le penose pillole che scendono nello stomaco ecc.) e dialoghi non sempre eccelsi mi impediscono di superare i 4 pallini, ma la grande forza del film risiede nella bellezza della sua estetica e nelle straordinarie musiche che contribuiscono a valorizzare un'affascinante voluttuoso affresco di visioni e psicologici mutamenti. L'ultima scintilla della visionarietà di Argento.

Nicola81 13/09/15 20:58 - 1975 commenti

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Argento ha il coraggio di sganciarsi parzialmente dai canoni di quel thriller di cui è stato uno dei massimi autori, ma il risultato è uno dei suoi film più modesti. Fin troppo facile sparare a zero su Asia, effettivamente inascoltabile ma più fuori parte che realmente scarsa (Leonardi recita decisamente peggio). Il vero problema è che manca quasi completamente la suspense (e questo da Argento non ce lo saremmo mai aspettati) e che l'interessante idea di partenza non viene sfruttata a dovere. Discrete le musiche di Morricone.

Lythops 2/03/16 11:46 - 975 commenti

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Anche senza la presenza della poco tollerabile Asia, è un film banale che cerca di fare il verso ad altri, precedenti, dello stesso regista. La sceneggiatura, piuttosto dozzinale, presenta dialoghi elementari e situazioni ripetitive, stancanti e poco verosimili. Per il resto abbiamo effetti prevalentemente ben curati, in linea con i trascorsi di Argento, ma un buon film è tutta un'altra cosa, terribilmente distante da questo. E ci si sente anche presi in giro.
MEMORABILE: L'assassino che parla correttamente con una lametta da barba in bocca.

Rufus68 9/09/16 19:05 - 3115 commenti

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La rivincita di Asia (e non quella di Dario). Il film è giudiziosamente controllato (anche se certi svolazzi - le pillole nell'esofago! - sono irritanti e fini a se stesse), ma la figura del villain risulta debolissima, le situazioni si succedono come capita e gli attori di contorno sono disperatamente insulsi. La Argento, invece, brilla di una sua bellezza ambigua e inquieta e si diporta con mestiere (soprattutto se non apre troppo il becco). Ottimi i primi dieci minuti, peccato il resto.

Ira72 17/02/17 10:44 - 951 commenti

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Thriller psicologico, di horror contaminato: Argento sorprende di nuovo con l'idea brillante e originalissima della "sindrome di Stendhal", di cui è vittima Anna (Asia, purtroppo), in una scena quantomai surreale, onirica e visionaria che ha inizio presso gli Uffizi di Firenze. Bistrattato ingiustamente da coloro che ancora rimpiangono i primi lavori del Maestro, è invece un film che parte benissimo con un primo omicidio di puro terrore argentiano e chiude in modo imprevedibile. Nel mezzo c'è molto e, nonostante certe incongruenze, siamo a livelli alti.

Markus 1/04/18 11:37 - 3306 commenti

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Una giovanissima poliziotta, in trasferta a Firenze per scovare un pericoloso serial killer, sviene in preda alla famigerata "sindrome di Stendhal" davanti a un dipinto... Thriller psicologico di un Argento decisamente in tono minore, che sceglie la figlia Asia (allora una specie di promessa del cinema) per un ruolo assai improbabile e malamente recitato, che in definitiva toglie spazio a quel poco di buono che c'è. Passaggi tediosi e con effetti speciali già allora ridicoli (terribile la computer-grafica) non fanno che peggiorare le cose.

Faggi 10/06/18 13:00 - 1506 commenti

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Molto meno indegno di quanto si potrebbe sospettare, considerata l'involuzione qualitativa (per me spiegabile in termini di tracotanza) del Maestro. L'oggetto vive di piccole e ingegnose trovate visive e, soprattutto, del personaggio e dell'interpretazione di Asia Argento, che riesce in vari segmenti a esercitare magnetismo e produrre senso. La vicenda e gli altri personaggi sono appena accettabili, certe esagerazioni minano alla base la tenuta d'insieme, più di un dialogo è tirato via ma la visione scorre e resta qualche suggestione.

Anthonyvm 3/12/18 01:01 - 2013 commenti

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Sono due i fardelli che hanno abbattuto negli anni il lavoro del Maestro: l'insistenza sui drammi psicologici del protagonista (spesso trattati sommariamente e ben poco convincenti) e la presenza della figlia Asia. La storia poteva anche avere qualche elemento di interesse, ma l'approccio da thriller onirico, un tempo trademark del regista, risulta freddo, scolastico e amatorialmente sperimentale (ridicola l'insistenza sui primitivi effetti digitali). Qualche sequenza è d'effetto, ma le quasi due ore di durata scoraggiano. C'è di peggio peró.
MEMORABILE: Le allucinazioni di Asia, fra quadri "sonori" e cernie dal volto umano che la baciano; Il buco di pistola da guancia a guancia; I dipinti di Asia.

Modo 4/08/19 12:40 - 826 commenti

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Film minore e decisamente poco riuscito del regista italiano. Un thriller noioso dal ritmo fiacco e pure dagli effetti speciali dozzinali. Se l'idea di partenza può sembrare interessante il risultato è decisamente insufficiente grazie anche alle poco convincenti interpretazioni degli attori. Asia Argento non è neppure malaccio ed è tutto dire! Finale deludente.

Siska80 12/04/20 11:57 - 735 commenti

I gusti di Siska80

L'idea di partenza era buona ma resta da capire perché Argento la lasci intuire presto in maniera tanto sciocca allo spettatore, rovinando quello che avrebbe dovuto essere il colpo di scena finale. Titolo fuorviante, cast inadatto (a parte Kretschmann), perversione disturbante e portata all'estremo (per intenderci, l'arma del delitto in questo film è il membro maschile): anche se non si scende nei dettagli dello stupro, la quantità di sangue persa dalle vittime ne palesa la brutalità.
MEMORABILE: La pillola presa da Anna che ne percorre l'esofago (soggettiva che mostra un residuo di genio nel Maestro).

Capannelle 14/07/20 00:20 - 3730 commenti

I gusti di Capannelle

Purtroppo dura due ore e offre una storia noiosa senza accelerazioni o approfondimenti legati al tema artistico. Una sfilza di attori diretti male (non solo la Argento e Leonardi), le note di Morricone che non si notano e una trama che si contorce attorno alla protagonista senza mai diventare appassionante e sfociando in un finale dozzinale. Per un giallo un difetto non da poco, ma è tutto l'impianto tecnico che lascia a desiderare, tra regia montaggio e fotografia. Si salvano un paio di scene (in acqua e il graffito che si anima), ma del tutto episodiche.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Corinne • 10/06/15 23:22
    Servizio caffè - 85 interventi
    Apprezzo il tentativo di Argento di allontanarsi dal solito whodunnit con feroci omicidi all'arma bianca ma a conti fatti le sue opere che preferisco appartengono tutte al filone che l'ha reso famoso.
    A tratti, rivedendo questo film dopo quasi vent'anni ho avuto il dubbio l'abbia scritto e diretto Asia, per la sua aura pretestuosamente artistica e dannata.
  • Discussione Lucius • 11/06/15 21:28
    Scrivano - 8319 interventi
    No, Asia non c'entra proprio con il progetto del film, è stata addirittura la seconda scelta del maestro.E' tutta farina del sacco di Dario Argento, coadiuvato dalla Magherini.Che Argento ami l'arte è noto a tutti e del resto i suoi film ne sono infarciti, questo in maniera particolare.
    Ultima modifica: 11/06/15 21:29 da Lucius
  • Discussione Corinne • 11/06/15 22:37
    Servizio caffè - 85 interventi
    Mi sono espressa male... SO che Asia non c'entra, ma la centralità del suo personaggio mi ha ricordato il suo cinema a venire (cosa che con Trauma, in cui comunque era protagonista, non è accaduta)
  • Discussione Lucius • 11/06/15 23:19
    Scrivano - 8319 interventi
    Non so da cosa dipenda, in Trauma come in Compagna di viaggio ha dato ottime prove d'attrice.
    In Italia non è molto amata, specie sul Davinotti e dalle donne, io la trovo talentuosa (anche musicalmente parlando) e non mi fermo all'accento, vado oltre.Qui è stata protagonista assoluta, Argento ha ritrovato in lei la sua nuova musa ispiratrice, dopo aver perduto la prima,la Nicolodi, come lo stesso regista ha dichiarato.
    Man mano che lavorava alla sceneggiatura ha capito che il personaggio di Anna Manni, le calzava addosso come un vestito e l'ha messa al centro della vicenda, forse più che in altre opere.
    Ultima modifica: 12/06/15 00:23 da Lucius
  • Discussione Metarkest • 2/01/16 11:45
    Disoccupato - 1 interventi
    In quale via è stata girata la sequenza verso la fine in cui Anna si trova a vagare in stato confusionale dopo aver ucciso il collega nell'auto?
  • Curiosità Lucius • 4/03/16 10:15
    Scrivano - 8319 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione argentiana Lucius una foto originale di Franco Vitale, dal set del film (acquistata regolarmente, ho il permesso di Cozzi per postarla qui):



  • Discussione Raremirko • 16/03/16 22:12
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    La Argento mi piacque come regista di Ingannevole è il cuore più di ogni cosa.
  • Curiosità Buiomega71 • 27/06/17 19:16
    Pianificazione e progetti - 21992 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (Ciclo: "Notte horror", martedì 14 luglio 1998) di La sindrome di Stendhal:

  • Discussione Siska80 • 22/04/20 17:09
    Call center Davinotti - 407 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    Inerente all'argomento del film consiglio anche questo altro libro della Magherini:
    «Mi sono innamorato di una statua». Oltre la sindrome di Stendhal.

    Descrizione;
    Che cosa avviene nella mente di un osservatore quando si trovi di fronte ad un'opera d'arte che lo coinvolga emotivamente? Graziella Magherini, la psichiatra psicoanalista che per prima ha individuato e descritto la sindrome di Stendhal, risponde alla domanda con questo nuovo libro. Ci spiega l'autrice che nella visione, nell'incontro con l'opera d'arte si attivano parti profonde della nostra personalità: l'inconscio freudiano, il 'rimosso', esperienze un tempo vissute, poi dimenticate; ma si attivano anche esperienze emozionali più primitive, arcaiche, mai riconosciute dall'Io cosciente. Il libro si compone di quattro capitoli. I primi due richiamano gli elementi fondamentali della sindrome di Stendhal e delle prime ricerche di Freud sul rapporto psicoanalisi e arte. Nel terzo capitolo viene presentato il modello di fruizione artistica proposto dall'autrice. Il quarto e ultimo capitolo è dedicato al David di Michelangelo, definita "la statua più bella del mondo", prendendo spunto da un'indagine svolta alla Galleria dell'Accademia di Firenze, tesa a raccogliere commenti e comportamenti dei visitatori.


    Perchè il film si intitola così? Solo per la scena alla Galleria degli Uffizi?
  • Discussione Lucius • 22/04/20 20:33
    Scrivano - 8319 interventi
    Stendhal, fu il primo a descriverla e a soffrirne, dopo aver visitato la basilica di Santa Croce. La Magherini ha scritto questo libro che contempla analisi e riflessioni (ma non solo) sulle modalità di "acquisizione" del malessere causato dalla forza perturbante dell'arte. Detta sindrome venne per la prima volta vagliata ed esaminata negli anni ’70 dalla stessa, la quale ha riportato alcuni casi clinici di sindrome di Stendhal di viaggiatori durante visite a Firenze, che furono colti da intensi momenti, a breve termine, di disagio psico-somatico durante la contemplazione delle straordinarie opere d’arte nei musei.
    Dario Argento (come il sottoscritto) ha letto il testo e si è ispirato per il film.

    PS la prossima volta chiamami in alto a destra, ho visto per caso la tua domanda.
    Ultima modifica: 22/04/20 20:36 da Lucius