Marnie

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Gli ultimi film di Hitchcock sono quasi tutti notevoli e troppo spesso sottovalutati. Fa eccezione questo MARNIE, poco riuscito tentativo di riesumare il dramma psicologico alla IO TI SALVERO’. Poco riuscito perché troppo prolisso (due ore e dieci senza che nessuno ne sentisse il bisogno). Poco riuscito perché ripetitivo, pieno di incongruenze, superficiale dal punto di vista psicologico, inattendibile e penalizzato non poco da una Tippi Hedren qui piuttosto modesta. Sean Connery viene usato da Hitchcock quasi come fosse Cary Grant ma l’attore, dopo qualche decisione, pare entrare nel personaggio e adattarsi molto bene al sottile humour che lo caratterizza. È...Leggi tutto strano che un film di Hitchcok manchi di ritmo, ma in effetti per MARNIE è proprio così. L’unica scena di suspense (il furto di Marnie e la conseguente fuga in punta di piedi scalzi con la scarpetta infilata in tasca che rischia di cadere svegliando la custode, sequenza girata totalmente senza audio) sembra una forzatura, inserita solo come non richiesto “marchio” del regista. In fondo MARNIE è un semplice melodramma, un po' pretenzioso e sterile, con qualche momento riuscito e una quantità di momenti morti che le solite, invadenti musiche del fido Bernard Herrmann enfatizzano peggiorando la situazione. Per carità, la regia resta di alto livello, ma Hitchcock dimostra ancora una volta di non essere quell'autore eclettico capace di spaziare tra i generi mantenendo la qualità sugli stessi standard. La sua specialità rimangono i gialli, le spy-stories e ogni volta che ne è uscito non ha prodotto, salvo rari casi, opere di altissimo valore. Certo poi Tippi Hedren non è Ingrid Bergman, per cui ...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Deepred89 12/04/07 19:45 - 3405 commenti

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Grandissimo film di Hitchcock, incredibilmente sottovalutato. La storia è coinvolgente e suggestiva, e culmina con un finale davvero inquietante (con un flashback che ricorda vagamente Profondo rosso). Regia come al solito magistrale. Ottima Tippi Hedren, bravo ma un po' inespressivo Sean Connery. Buone le musiche di Bernard Hermann. Consigliatissimo a tutti e decisamente meglio dell'analogo Io ti salverò.

B. Legnani 13/09/07 21:30 - 4994 commenti

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Quasi un buon film. La pellicola presenta la solita grandissima regìa del Maestro, che sforna situazioni, ambientazioni e riprese spettacolari nella loro “normalità”, ma ha come imbattibile zavorra la semplicistica ricostruzione psico-analitica dei problemi della Hedren, la cui bravura non basta a compensare l'inverosimiglianza citata. Connery è bravo, lo si sa, ma è molto Bond, James Bond.

Galbo 15/09/07 05:58 - 11694 commenti

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Film discreto, ma non all'altezza dei capolavori del maestro inglese. È lodevole nel tentativo di introdurre il tema psicoanalitico nel thriller hitchcockiano; purtroppo le motivazioni che guidano la protagonista del film rimangono in superficie, piuttosto confuse e pasticciate. Probabilmente anche per questo motivo la protagonista Tippi Hedren non è convincente nel ruolo (lo è di più ne Gli Uccelli, decisamente più riuscito), mentre discreta è l'interpretazione di Connery.

Lovejoy 27/12/07 23:38 - 1824 commenti

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Da molti ritenuto un capolavoro, in realtà è un film decisamente modesto, non all'altezza dei precedenti lavori del Maestro inglese. Colpa sopratutto di una storia che procede a ritmi bassissimi, che fa di tutto per non trattenere più di un minuto l'attenzione dello spettatore e di personaggi scarsamente interessanti. Questo, ed è un altro difetto della pellicola, a causa anche di attori sbagliati. La Hedren a parte, è soprattutto Connery a deludere, chiaramente a disagio e del tutto fuori parte. Hitchcock (e lo stesso Connery) hanno fatto di meglio.

Gugly 15/01/08 22:40 - 1036 commenti

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D'accordo, Tippie Hedren non è all'altezza di Grace Kelly o di Ingrid Bergman; la storia è un po' risaputa, adotta luoghi comuni e soluzioni scontate; ma il tocco del maestro Hitch si sente ancora; mossa ancora più intelligente, se il personaggio di Connery viene ahimè dotato di una forza maschia e ultraprotettiva talvolta irritante: l'ironia che traspare dalla splendida faccia da schiaffi di James Bond salva il plot narrativo.

Ciavazzaro 26/04/08 12:12 - 4771 commenti

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Ottimo thriller psicologico targato Hitchcock che all'epoca destò numerosi scandali a causa della crudezza di alcune scene (vedi quella in cui Connery cerca di fare l'amore con la Hedren). Fenomale Tippi Hedren, un pochino sottotono Connery, brave anche la Baker e la Latham. Colpo di scena finale notevole, un po' troppo sottovalutato a mio avviso. Da gustare con le orecchie il tema musicale.

Matalo! 21/07/08 11:47 - 1371 commenti

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Il tragico errore sta nell'aver scelto un Connery ancora immaturo e "bondizzato" come coprotagonista di questo film interessante ma con degli eccessi fastidiosi. Mai amato, ma ci sono dei momenti in cui Hitchcock crea belle scene ad effetto per ritrarre le ansie di una cleptomane traumatizzata (vedi la scena dell'ufficio). Sono Connery e la eccessiva lunghezza del film ad uccidere lo spettatore, non Tippi Hedren perfetta nella parte. Il finale ha un che di Psycho, ribaltato.

Pigro 20/07/08 10:33 - 8513 commenti

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Storia di una ladra con turbe e fobie e di un uomo che cerca di guarirla. Hitchcock ripercorre le amate strade della psicanalisi con un thriller tutto interiore. Alle sequenze “hitchcockiane” (la suspence per il furto in ufficio) il regista sembra preferire qui gli slittamenti del cuore e gli ingarbugliati meandri della mente (la scena finale della rivelazione è potente). Forse per questo lascia un po’ straniti e poco convinti, ma è comunque un film di grande qualità.

Daniela 4/08/09 13:45 - 10749 commenti

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Buono, ben fatto, ma non emozionante come altri film del maestro, nonostante il tema "caldo" della frigidità femminile. A penalizzarlo non è tanto la durata eccessiva e certe incongruenze, ma soprattutto la faciloneria psicanalitica in cui Hitch era inciampato anche in Io ti salverò. E' tutto troppo esplicito ed insistito. Dà un po' fastidio anche il personaggio di Connery, presentato come salvifico anche se qualche problemino deve pure avercelo, dato che si fa sposare a forza ricattandola dalla protagonista che lo detesta e la prima notte di nozze la stupra.

Giacomovie 3/08/09 01:51 - 1368 commenti

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Bella prova di Hitchcock in un intenso thriller che costruisce il suo alto livello di tensione sotterranea giocando bene con le questioni di psiche e con la psicologia dei personaggi. C'è qualche periodo preparatorio di una certa piattezza, compensato però da situazioni in cui la tensione emerge dai soli dialoghi. Le inquadrature sono come sempre perfette e i colori, sgargianti, fanno risaltare il contesto obsoleto degli interni e dell'arredamento. Bene sia la Hedren sia Connery. ***1/2

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Ghostship 5/01/10 21:15 - 394 commenti

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Controverso film che se da un lato affascina per la messa in scena dall'altro rende perplessi per la scelta degli attori, forse dettata dal pubblico. Resta la costruzione della suspance magistrale ed un paio di immagini e onirismi che hanno lasciato il segno nel cinema thriller a seguire. Lezione di montaggio nella scena in cui la Hedren è alle prese con la signora delle pulizie.
MEMORABILE: La madre di lei che scende le scale in penombra.

Stefania 15/01/10 03:24 - 1600 commenti

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Si sente "come un animale in gabbia", Marnie, costretta a sposare Mark, ma certo libera non è mai stata, questa ragazza frigida, piena di rabbia, che cambia identità ma non sfugge a se stessa. Più psicodramma che psico thriller, non esaltante nell'insieme, questo Hitchcock regala alcune singole sequenze esaltanti: quelle che illustrano le fobie di Marnie per il colore rosso e per i tuoni. La soluzione liberatoria è veicolata in maniera psicologicamente semplicistica, ma efficace dal punto di vista drammatico.

Cotola 23/03/11 23:22 - 8040 commenti

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Gran bel film di Hitchcock in cui, pur non raggiungendo i livelli dei suoi capolavori, il maestro riesce sempre a stupire per come gira e soprattutto a tenere in pugno lo spettatore e ad emozionarlo in modo magistrale. Come in altre occasioni, infatti, la tensione nasce dal nulla, da occasioni banali e si mantiene a livelli elevati. Scioglimento finale un po’ sensazionalistico. Molte critiche alla “faciloneria” psicanalitica di Hitch. Vero, ma nessuno ha mai tenuto conto che il film ha ormai quasi mezzo secolo. La Hedren è come al solito di abbagliante bellezza.

Max92 17/05/11 18:36 - 104 commenti

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Immerso in atmosfere cupe e funeree, "Marnie" è uno dei più affascinanti ultimi film del maestro Hitchcock. Una grande Hedren, fascinosamente torbida, coadiuvata dalla bravissima Latham (al suo tardivo esordio nel cinema), domina incontrastata un dramma psicologico che affonda le sue radici nell'infanzia della donna, segnata da un tragico e terribile evento. Fotografato meravigliosamente, si poggia su di una varietà cromatica dai toni forti e sgargianti. Mediocre interpretazione di un Connery svogliato, legnoso ed inespressivo come non mai.

Belfagor 25/06/11 13:12 - 2643 commenti

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Questo thriller psicologico dalla premessa suggestiva risulta notevolmente indebolito dall'approccio schematico di Hitchcock alla psicanalisi (della quale era sempre stato diffidente) e da una lunghezza dispersiva. Si riscatta nell'ambito visivo grazie al montaggio e alla fotografia satura incentrata sul rosso, il colore che scatena le fobie della protagonista, ottimamente interpretata dalla Hedren. Connery modesto e non memorabile, brave invece la Latham e la Baker.

Buiomega71 27/06/11 17:42 - 2471 commenti

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La quintessenza del cinema hitchcockiano, quello più datato, bolso e noioso. A parte la colonna sonora, la fotografia e qualche buon movimento di macchina, si fa davvero fatica a seguire le vicissitudini della frigidona (con trauma infantile) Marnie. La palbebra cala inesorabilemente, gli sbadigli arrivano in serie e l'occhio gonfio di fuffa continua a guardare il timer. Psicodramma pedante e sterile, che funzionerebbe a meraviglia come valium. Il sussulto si ha nei flashback finali sul trauma di Marnie, ma devono passare ben 125 minuti! Noia.
MEMORABILE: Il flashback nel finale, con un trucidissimo e folle (nonchè giovanissimo) Bruce Dern, prove generali per il vero capolavoro hitchcockiano, Frenzy.

Corinne 19/08/11 00:18 - 409 commenti

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Melodrammone dai connotati psicanalitici, molto ingenuo e datato visto oggi. Chi lo esalta e chi lo denigra; per me raggiunge la sufficienza piena, con qualche momento di tensione (la prima scena con la cassaforte, Marnie con la pistola in mano) ed un finale con un flashback di forte impatto, non completamente a sorpresa ma efficace. Bravina la Hedren, un po' meno Connery (poco espressivo).
MEMORABILE: Marnie che parla come una bambina.

Tomslick 3/02/12 01:20 - 205 commenti

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Marnie è una ladra e una bugiarda; per di più è scorbutica, isterica e pure frigida. Difficile farsela piacere e ancor più difficile entrare in empatia col personaggio del buon Connery, che invece l'ama e non s'arrende nonostante la continua repulsione che lei prova per lui. Hitchcock ci prova, con la sua usuale maestria registica, a guidarci verso la redenzione della protagonista, ma l'impresa è ardua e anche se (e quando) la meta viene raggiunta, è forse ormai troppo tardi: di sostanza cinematografica, prima, non ce n'è abbastanza. Peccato.

Graf 20/05/12 03:33 - 708 commenti

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Marnie è un film singolare nella carriera di Hitchcock. Qui non ci sono delitti e assassini da scoprire ma un capufficio che vuole possedere una sua segretaria frigida solo perché è una ladra. Un caso di feticismo sui generis che genera un film dalla traccia psicanalitica molto potente ed esclusiva che avvolge tutto la storia in un’angoscia opprimente e senza respiro. Un film duro, quasi estremo, senza variazioni di toni e di registro e privo di scene di umorismo di alleggerimento. Alcune oscurità narrative. Agnizione finale da brividi veri.

Il Dandi 12/07/12 19:29 - 1917 commenti

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Un Hitchcock di nuovo affascinato (e affascinante) da mostri prodotti dalla mente (secondo un'etica psicanalitica decisamente antiquata benché sia uno dei suoi adorati marchi di fabbrica), al punto da rinunciare quasi del tutto alla veste thriller: Marnie è come una Madeleine che non è mai morta, o un Norman che non ha mai ucciso nessuno. Ottima prova di maturità di Sean Connery, che evade dallo stereotipo di 007 conservandone l'ironia e la sensualità; mentre la Hedren, per la quale Hitch prese una sbandata, fu incoronata musa immeritatamente.
MEMORABILE: Il flashback rivelatore del finale.

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Von Leppe 22/12/12 19:55 - 1110 commenti

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Ladra, bugiarda e odia gli uomini... Ma lo spettatore è invogliato a stare dalla sua parte, dalla parte del cattivo perché malato (elemento già presente in Hitchcock, anche in capolavori come Psycho, ma in modo migliore e meglio dosato). In questo film il regista torna a trame più classiche del suo cinema, con la tipica coppia e il mistero di una donna. Trovo particolarmente azzeccata la ricostruzione palesemente finta della strada di Baltimora con il porto sullo sfondo. Qua e là altri tocchi registici di rilievo.
MEMORABILE: La scena della scarpa.

Mickes2 13/08/13 15:05 - 1668 commenti

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Marnie è perbene, non ama nessuno, non si fa toccare da nessuno, non conosce nessuno, nemmeno sua madre; tormentata da un incubo ricorrente, cambia e scappa, rifugiandosi nella cleptomania e in una campana di vetro asessuata. Thriller psicologico interiore del maestro, che alle classiche dinamiche a orologeria sostituisce un’indagine della mente e del cuore non sempre all’altezza (alcuni scambi sono lunghi, oltremodo verbosi) ma a ogni modo interessante ed emotivamente carica, sublimata da un finale potentissimo. Minore, ma pur sempre buono!

Zender 7/10/13 07:01 - 292 commenti

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Ritratto di donna assai problematica (ruba dove si fa assumere) e dell'uomo che di lei s'innamora. Personaggio difficile per Tippi Hedren, magistralmente diretta da Hitch e affiancata da un Sean Connery amabilmente ironico che la sposa con in testa un unico pensiero, a lei dedicato: "io ti salverò". Agli amanti del giallo mancherà l'intreccio, ma chi amò la Bergman in salsa freudiana ne potrebbe apprezzare l'aggiornamento semplificato a sessi invertiti, meno intrigante e virtuoso ma toccante. Finale con flashback non del tutto soddisfacente.
MEMORABILE: Temporale di sera, in ufficio da Connery; Prima notte di nozze in nave: freddina...; La strada della casa a Baltimora, con la nave su sfondo dipinto.

Disorder 27/09/13 13:06 - 1414 commenti

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Ennesima incursione del grande Hitch nel campo del trauma e della deviazione mentale. Molto criticato (anche giustamente, alcune approssimazioni presenti non sono certo degne di un maestro del suo calibro) ma comunque, a mio parere, un altro grande film. Ottimo il lavoro di Connery, che con la sua calma ironia rende tollerabile un personaggio francamente antipatico. La Hedren dà un'interpretazione forse troppo sopra le righe ma molto convincente. Regia come sempre di altissimo livello (l'entrata in scena di Marnie è puro cinema). Da vedere.
MEMORABILE: L'inizio, quando dopo mille dettagli scopriamo il viso di Marnie; Il sorriso sornione di Connery mentre osserva la pantomima della Hedren al colloquio.

124c 14/08/14 15:43 - 2815 commenti

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Confesso d'aver visto questo film perché a interpretarlo c'è lo Sean Connery dei tempi di James Bond; ma anche Tippi Hedren, che qui sostituisce Grace Kelly, è degna di nota. Sean Connery si dimostra bravissimo nel ruolo del marito, facendo già capire che è un attore che non legherà il suo nome solo a quello di un agente segreto meanstream, mentre Tippi Hedren è ottima nei panni della protagonista cleptomane. Chissà se il film sarebbe stato lo stesso con la Kelly accanto a Connery, ma è perfetto così, perché Hitchcock è sempre un maestro.

Vitgar 9/09/14 09:31 - 586 commenti

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I film di Hitchcock hanno sempre un valore aggiunto che li rende unici nel loro genere. Nel caso di Marnie la trama vede prevalere nettamente le problematiche psicologiche rispetto al più classico giallo-suspence. Forse il film è più lungo di quanto necessario, ma la costruzione, i dialoghi e la fotografia sono di livello. Buono il cast con una Diane Baker molto graziosa e brava a far la parte della cognata impicciona. Buone musiche di Hermann.

Lythops 19/10/14 21:01 - 980 commenti

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Uno dei film in cui il Maestro rivela il meglio di sé nello sforzo di decifrare, spiegare i problemi psichici della protagonista la cui interpretazione è frutto di estenuanti sedute prima dell'inizio delle riprese. Il film si avvale della stupenda fotografia di Robert Burks e dell'ottima recitazione (primo fra tutti Connery, che Hitch scelse dopo averlo visto interpretare un suo 007). Forse troppo "hollywoodiano" il finale, ma coraggioso per l'epoca in cui fu girato, il film si lascia apprezzare anche per le soluzioni tecniche. Da vedere.

Minitina80 28/02/16 10:57 - 2620 commenti

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Ad Hitchcock le storie morbose e malate sono sempre piaciute e Marnie è una di quelle in cui è riuscito a dare il meglio di sé. Nonostante un inizio classico, dopo la prima mezz’ora vira pesantemente sul versante psicologico. Davvero in parte la Hedren che trasuda in ogni sguardo il disagio di cui è vittima; Connery, invece, è schiavo dell’ombra di se stesso e non tradisce emozioni. Meriterebbe, comunque, di essere ampiamente rivalutato.

Il ferrini 29/04/16 22:21 - 1899 commenti

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Psicodramma di forte impatto emotivo, quasi interamente retto sulle spalle (indiscutibilmente larghe) di Sean Connery, risoluto nel voler "salvare" Tippi Hedren dalla sua cleptomania senza però rinunciare a quel sottile filo d'ironia che rende il film particolarmente piacevole da seguire. Magari la psicanalisi sarà un po' di grana grossa ma nel complesso il personaggio di Marnie affascina e non fa mai calare l'attenzione. Bellissima Diane Baker (il suo personaggio è assente nel romanzo, fu inventato da Hitchcock.) Cameo finale per Bruce Dern.
MEMORABILE: Il furto della Hedren, che si mette le scarpe in tasca per non far rumore.

Rebis 20/05/16 10:28 - 2148 commenti

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Sean Connery è un anticlimax nell'immaginario hitchcockiano, ma appare disinvolto nei panni sovrabbondanti di un maschio alfa, etologo, con velleità psicoanalitiche (!). Tippi Hedren, meno aristocratica di Grace Kelly (che rimpiazzò) è persino più adatta a un personaggio che insorge dai sobborghi, tra prostitute e marinai. Forse chi è meno a suo agio è proprio Hitchcock, che nell'eludere la censura maneggiando un materiale tanto ribollente s'irrigidisce in schematismi e tautologie. D'altra parte, la psicoanalisi non è altro che un MgGuffin per irretire lo spettatore. Dialoghi da antologia.

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Saintgifts 29/06/16 19:06 - 4098 commenti

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L'atmosfera che Hitchcock crea con questo film è di grande inquietudine. Inquietudine (per usare un termine comune, non scientifico come richiederebbe) che è della protagonista, una Tippi Hedren che si cala nella parte esprimendo un mix di freddezza, fragilità e tristezza molto convincente. La "spalla" di Connery è quella giusta, necessaria per bilanciare e creare aspettative di risoluzione. La mano del maestro si nota in ogni inquadratura, nella fotografia a colori, tipicamente sua, nelle scenografie fino a un finale ancora una volta inquietante.

Luras 30/06/16 10:53 - 143 commenti

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Stranamente sottovalutato, Marnie è un eccellente esempio di commedia psicanalitica, in puro stile hitchcockiano. Si percepisce benissimo il disagio emotivo di Marnie che coinvolge lo spettatore, anche se la recitazione dei due protagonisti (Tippi Hedren e Sean Connory) non raggiunge le vette stratosferiche di Cary Grant e Kim Novak in La donna che visse due volte e anche la colonna sonora non fa il pari con quella epica di Psyco. Per questi due motivi non è un capolavoro assoluto, ma la scena finale è da applausi a scena aperta.
MEMORABILE: Quando Marnie ripercorre mentalmente il trauma subìto e parla con voce da bambina.

Lou 29/06/16 23:52 - 1046 commenti

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Il grande Hitchcock si misura stavolta con un intenso dramma psicologico, che visto oggi si rivela estenuante, oltre che datato e piuttosto semplificato nelle dinamiche psichiche descritte. I gravi disturbi della personalità di Marnie, interpretata dalla algida Tippi Hedren, vengono ripetitivamente scandagliati nel sofferto rapporto col marito, che affronta le turbe della moglie, frigida e cleptomane, nel lodevole intento di aiutarla a risolverle. Il finale chiarisce le origini della malattia di Marnie con un flashback poco convincente.

Modo 20/07/16 00:35 - 867 commenti

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Film che si sarebbe dovuto girare prima degli Uccelli; il rifiuto di Grace Kelly deluse e irritò molto Alfred Hitchcock che lo ripropose anni dopo dando la parte a Tippi Hedren. Thriller (più che giallo) psicologico di buona fattura dove il Maestro indaga nell'inconscio di una donna scaltra ma profondamente disturbata. Non sarà un'approccio moderno all'analisi ma chiudendo un occhio e pensando agli anni che furono si raggiunge lo scopo. Adatto e non malvagio Sean Connery. Ottime la prove di Tippi Hedren e Diana Baker. Finale sempre emozionante.

Didda23 4/05/17 15:55 - 2324 commenti

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Un film altalenante soprattutto nella sceneggiatura con tocchi di puro genio (lei è una ladra che schifa gli uomini) alternati a soluzioni banali (finale compreso) e a momenti di stanca (la scena della battuta di caccia). La qualità è garantita dalla regia del maestro e dalla fluidità narrativa (nonostante i difetti). Le poche scene di suspense sono - more solito - gestite alla grandissima. Sean Connery non del tutto in parte, molto meglio la Hedren. Un film nella media, comunque buono, che risente della mancanza di scene eccezionali e memorabili.
MEMORABILE: Dopo aver commesso il furto la Hedren si toglie le scarpe per non farsi sentire; Il rapporto con la madre; Il piccolo ruolo di Bruce Dern.

Homesick 10/06/17 07:51 - 5737 commenti

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Lungo, confuso e incerto tra dramma e thriller, custodisce il suo valore cinematografico nella rimozione del blocco psicologico - dall'impatto tuttavia inficiato dall'interpretazione della Hedren, sopra le righe sino a rasentare il ridicolo - e nel flashback del sanguinoso omicidio che, visto con gli occhi di allora, sortisce effetto certo. La regia di Hitchcock è molto meno brillante del solito - ottima però la scena del furto -, la suspense nulla e Connery, irrigidito in abiti freudiani, fa rimpiangere James Bond; plauso invece per la Baker, insinuante e sensuale.
MEMORABILE: La petulante e odiosa bambina; La scena del furto, ripresa in campo lungo con effetto split-screen; L'omicidio con l'attizzatoio.

Myvincent 1/12/17 16:16 - 2950 commenti

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Hitchcock si autoriproduce e cita se stesso con un dramma altamente ansiogeno, dove ci sono una donna alquanto problematica e un uomo che si incaponisce per salvarla. L'elemento psicoanalitico è una spirale senza fondo e i dettagli voyeristici incalzano dando la sensazione di vertigine perenne. La coppia Hendren/Connery funziona alla perfezione contrastandosi e compensandosi continuamente. L'ultimo suo capitolo old style, prima di voltare verso il nuovo.
MEMORABILE: Il sopracciglio di Sean Connery speculare al luccichio oculare di Tippi Hendren.

Faggi 10/10/18 15:02 - 1519 commenti

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Il Maestro alle prese con uno dei suoi burattini preferiti: la donna dalla personalità complessa (qui, però, non ai livelli sublimi del personaggio di Kim Novak in La donna che visse due volte). A lei, turbata e allucinata, affianca - in un gioco di specchi che fa pensare a Io ti salverò - l'uomo volitivo, risoluto apprendista psichiatra (o stregone, considerato l'approccio più fantasioso che scientifico alla psiche). Le scintille tra i due, ammantate di eros, producono un meló straniante e capzioso, con scene di indiscutibile forza plastica.

Xabaras 23/08/18 21:36 - 195 commenti

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Il film è avido di scene di tensione ed è un vero peccato dato che Hitchcock si dimostra ancora abilissimo nel girare i momenti dei furti con il solito interesse maniacale per gli oggetti a essi connessi: chiavi, cassaforti, borsette. Anche se Connery risulta adorabile nella parte dell'aspirante psicologo redentore bisogna però dire che è davvero arduo arrivare al finale; i dialoghi sono infatti fittissimi e a dir poco sfiancanti. Moderno nei contenuti, ma invecchiatissimo nella forma. Sarebbe ** ma la Hedren nel finale merita **!.

Puppigallo 5/10/18 19:00 - 4676 commenti

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La pellicola è tutta sulle spalle dei due protagonisti; e il peso rischia di schiacciarli, anche perchè c'è parecchia zavorra, compreso il minutaggio, che sembra eccessivo. Certo, vedere come lui impara a conoscere lei, la sua parte oscura, il suo essere sfuggente, bugiarda fino al midollo, con tanto di reazioni a dir poco singolari (il rosso scatenante), rende la visione piuttosto interessante. Ma se si ecludono alcuni guizzi registici di puro Hitchcock, il resto sembra più una sorta di amore, all'apparenza impossibile, dove chi insegue non riesce a trovare la chiave di volta.
MEMORABILE: Connery, che in auto e poi alla tavola calda, smaschera la ladra, cercando di estorcerle informazioni (un'impresa); La fuga a cavallo (povero Florio).

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Trivex 9/01/19 14:47 - 1587 commenti

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Acclarata la buona regia e la presenza di ottimi attori, una vicenda di questo tipo può anche risultare godibile, al di là dei gusti personali (anche se sarebbe meglio dire gestibile). Il violento dramma psicologico si srotola tuttavia troppo lentamente e la visione per alcuni potrebbe risultare compromessa in modo inesorabile. Sono i protagonisti, in particolare il grande Connery, oltre al fascinoso periodo in mezzo ai 60s, a destare interesse e mantenere viva la voglia di arrivare sino al termine, dove giungerà un "mezzo pallino" ulteriore (e salvifico).
MEMORABILE: Il finale: potente e davvero drammatico.

Paulaster 11/01/19 12:36 - 3302 commenti

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Ladra metodica troverà chi la vuole salvare. Antefatto e prima parte girati con buona mano a infondere il tono giallo della vicenda; il film perde smalto con l’entrata in gioco di Connery e diventa raffazzonato nella chiusa. Attenzione data principalmente a componenti psichiatriche che Hitchcock fatica a sostenere e nelle quali si poteva puntare di più sulla caccia alla donna. Svelamento finale pregiudicato dalla poca efferatezza. Connery serve solo come bellimbusto.
MEMORABILE: L’apertura della cassaforte mentre fanno le pulizie; L’uccisione del cavallo; Il suicidio tentato in piscina su una nave deserta (?!).

Rocchiola 23/01/19 11:26 - 918 commenti

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Un'altra Donna che visse due volte purtroppo meno affascinante del prototipo. Un melodramma psicanalitico tirato un po' per le lunghe e con due interpreti un tantino ingessati. Doveva essere il più intenso ritratto femminile del maestro inglese, ma non tutto va per il meglio. I fondali finti sono da sempre un suo vizio, ma qui si esagera penalizzando molte delle scene in esterno. Non mancano tuttavia alcune sequenze d’antologia a equilibrare pregi e difetti. Ancora un grande tema sonoro di Herrmann, per l’ultima volta con Hitch.
MEMORABILE: L'iniziale trasformazione di Marnie da nera a bionda; La corsa a cavallo; La reazione di Marnie ai temporali e al colore rosso; Il flashback finale.

Nicola81 12/05/19 22:28 - 2205 commenti

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Penalizzato da una lunghezza eccessiva e da un Sean Connery ingessato e del tutto fuori parte, si tratta comunque di uno dei film più insoliti di Hitchcock e sicuramente il più controverso, per il coraggio nel proporre una protagonista cleptomane, frigida e traumatizzata da un passato oscuro. Nonostante le ben note traversie, la Hedren offre una prova convincente, così come la Baker nei panni dell'impicciona cognata. Celebre colonna sonora di Bernard Herrmann, alla sua ultima collaborazione con il regista. Qualche fondale finto di troppo.
MEMORABILE: L'inizio; La sequenza del furto; Il finale.

Pinhead80 20/11/19 13:54 - 4155 commenti

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Un uomo ricco e affascinante si innamora di una giovane donna che passa da una città all'altra truffando i propri datori di lavoro. L'uomo cercherà di salvarla e di scoprire i suoi più intimi segreti. Parte come un giallo, poi si trasforma in un film intimista che usa come punti di partenza il carattere impossibile di Marnie e la capacità di accogliere e sopportare di Mark, per andare a scandagliare tutta la gamma dei sentimenti possibili con lo scopo di fornire delle risposte. "Marnie" è un film che cattura e che lascia con il fiato sospeso.

Caesars 6/12/19 09:23 - 3036 commenti

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Non tra i capolavori del maestro inglese, ma comunque un buon film, che forse cede un po' nel melodrammatico finale. Molto belle alcune riprese, che si avvalgono di una buona fotografia, anche se spesso si notano fondali posticci e alcuni "effetti speciali" rivelano tutto il tempo trascorso dalla realizzazione della pellicola. Sean Connery, in piena era 007, è bravo così come Tippi Hedren. La mano del regista si vede in sequenze ricche di suspense (il furto nella cassaforte), che fa la sua solita comparsata uscendo da una camera d'albergo.

Fedeerra 21/02/20 06:47 - 748 commenti

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I feticci glamour di Hitchcock sono tutti qui: calze di nylon, scarpe col tacco, borsette di pelle, biancheria di lusso, tailleur. Marnie, in pratica, è il suo campionario femmineo più variopinto e scintillante. Meno scintillante è sicuramente la psiche della sua protagonista; una donna frigida e turbata alle prese con i morbosi fantasmi del passato. Non amato quanto meriterebbe, è invece una delle vette più alte del maestro, con scene tecnicamente perfette e dialoghi da antologia. Perfetta per il ruolo l’eterea e spigolosa Tippi Hedren.

Siska80 7/10/20 16:49 - 1585 commenti

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Il regista, visibilmente a corto di idee, ricicla il suo film più famoso, Psyco, piazzando come protagonista la solita biondona di turno (in questo caso nuovamente la bella e brava Hedren appena uscita dal set de Gli uccelli) e proponendo la medesima solfa (l'idea di partenza è comunque più verosimile): un trauma infantile (stavolta al femminile) con conseguenti disturbi sessuali, il rapporto tormentato con la madre, "il trasformismo vocale", la tendenza al furto e alla fuga. Film lento e verboso che si riprende, troppo tardi, nell'inquietante (ma tuttavia ottimistico) finale.
MEMORABILE: Il cavallo azzoppato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 21/10/15 18:54
    Consigliere - 44895 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Homevideo Rebis • 20/05/16 10:27
    Contatti col mondo - 4321 interventi
    Il restauro effettuato su Marnie è uno dei meno convincenti tra quelli proposti nelle edizioni in blu ray del maestro: l'immagine è costantemente velata da un pulviscolo granuloso, e alcuni primi piani della Hedren sono al limite della messa a fuoco. Probabilmente il digitale non è riuscito a restituire la pasta della fotografia originale. In compenso il formato è finalmente quello corretto come si può vedere dal raffronto tra i post di Xtron e Von Leppe.
    Ultima modifica: 20/05/16 12:02 da Rebis
  • Curiosità Noncha17 • 2/07/16 15:58
    Magazziniere - 1072 interventi
    È risaputo che, per la parte della protagonista, Hitchcock avrebbe voluto Grace Kelly e che lei avrebbe anche accettato!
    Alla fine però dovette rinunciarvi per via degli impegni che l'attrice aveva preso con il popolo monegasco. Non avrebbero approvato un suo ritorno al cinema, per di più per vederla sullo schermo interpretare un ruolo del genere!

    Potete leggere tutti gli antefatti qui:
    The Truth why Grace of Monaco didn't play Marnie
  • Homevideo Rocchiola • 23/01/19 11:33
    Call center Davinotti - 1214 interventi
    Confermo che si tratta del peggiore trasferimento in HD di un film del maestro inglese da parte della Universal. Sicuramente la "grana" è un elemento naturale delle vecchie pellicole, ma qui è eccessivo e forma una patina che rende ancor più nebulosa l'immagine che già di suo non è il massimo della definizione. Solo poche sequenze sono più pulite e incisive. E poi saltuariamente ci sono anche delle spuntinature. L'unico effettivo miglioramento rispetto al DVD è nella presentazione nel corretto formato panoramico in 16:9. Un prodotto decisamente migliorabile per un film che andrebbe adeguatamente restaurato.
  • Curiosità Caesars • 6/12/19 09:32
    Scrivano - 13754 interventi
    Tra Tippi Hedren e Louise Latham (che nel film interpreta il ruolo della madre della protagonista) c'era una differenza d'età di appena 7 anni e pochi mesi.
  • Discussione Caesars • 6/12/19 09:52
    Scrivano - 13754 interventi
    Nel film Hitchcock ha messo molti riferimenti a Edgar Allan Poe.
    Il cognome di Marnie è Edgar (nel romanzo è Elmer).
    Il film si svolge in USA(il romanzo è ambientato in Inghilterra)e precisamente nelle città di
    New York City (dov'è situato l'uffcio di Strutt), Virginia (le stalle Garrod) e Philadelphia (la casa editrice Rutland & Wickwind). Queste sono tre città dove Edgar Allan Poe visse. LA scena clou è ambientata nella casa della madre di Marnie, a Baltimoae, la città dove Poe morì.
    Tippi Hedren nacque il 19 gennaio, esattamente la stessa data di nascita di Poe.
    Il nome della madre di Marnie è Bernice (nel romanzo Edith), come quello della protagonista di una breve storia di Poe dall'omonimo titolo (in italiano Berenice). [fonte Imdb]
  • Discussione Rebis • 6/12/19 11:05
    Contatti col mondo - 4321 interventi
    Molto interessante Caesars, ma come mai questo rapporto con Poe? Non ricordo nel film elementi narrativi riconducibili all'opera dello scrittore...
  • Discussione Caesars • 6/12/19 11:20
    Scrivano - 13754 interventi
    Rebis,
    concordo con te che la storia non avesse elementi narrativi riconducibili a Poe e non so perchè Hitch abbia inserito tutti questi riferimenti allo scrittore in questo film (e non mi risulta in altri), ma il regista aveva una predilezione per questo lui.
    In un articolo del 1960 intitolato "Why I Am Afraid of the Dark", Hitchcock disse che il motivo per cui fece film di suspense è stato proprio il fatto che amasse molto le storie di Poe. [fonte Imdb]
    Ultima modifica: 6/12/19 11:22 da Caesars
  • Discussione Gugly • 7/12/19 19:04
    Segretario - 4667 interventi
    Storie oscure della mente, personaggi femminili misteriosi e sfuggenti...chissà...
  • Discussione Von Leppe • 7/12/19 22:52
    Call center Davinotti - 983 interventi
    "La donna che visse due volte" mi ha sempre fatto pensare al racconto di Poe, "Ligeia".