Basket case 3 - The progeny

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Basket Case 3 - The Progeny
Anno: 1992
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 3
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Proseguono, con gli stessi toni grotteschi che già erano stati ampiamente introdotti nel numero 2, le avventure dei due ex gemelli siamesi Duane (Van Hentenryck) e Belial. Persa per strada ogni vaga ambizione di spaventare, Henenlotter riprende la storia esattamente da dove l'aveva lasciata, da quando cioè Duane tenta di fuggire da casa di nonna Ruth (Ross), l'anziana signora che ospita per vocazione una schiera di orrendi freak. Cacciato dalla donna in una cella con tanto di camicia di forza, viene liberato (ma non dalla camicia) quando si tratta di partire per raggiungere in scuolabus (!) l'ex marito di lei. Arrivati lì Eve, il mostro femmina che aspetta un figlio da Belial (l'amplesso...Leggi tutto incredibile s'era visto nel secondo film e viene riproposto nell'incipit), partorisce addirittura dodici gemelli in quella che è la scena realizzata meglio dell'intero film (impagabile mentre è distesa a letto coi dodici mostriciattoli insanguinati intorno a lei). Duane invece, una volta liberato dalla camicia di forza, scappa ma finisce dritto nella prigione dello sceriffo, dove la bella figlia dello stesso gli mostrerà le sue grazie arrapata dopo aver saputo che lui e il gemello sono ricercati e pericolosi. Avventure e avventurette dei nostri eroi diretti da un Henenlotter che gira col pilota automatico, senza più la verve che aveva conservato ancora nel sequel. Una commedia sanguinosa solare, con i freaks di Gabe Bartalos e il suo gruppo mostrati in piena luce: per quanto gli effetti siano di qualità, l'impressione è quella dell'allegra carnevalata priva però del fascino che potevano avere analoghe creature nel CABAL di Barker. I mezzi non sono gli stessi, il gusto vero per la messa in scena grottesca, caricaturale ma “autentica” nemmeno e non resta quindi che divertirsi quando Belial viene lasciato libero di attaccare; càpita al distretto di polizia, dove in un tripudio splatter con scarse pretese di realismo almeno qualche ghignata la si fa. Il resto è poca cosa, dai tormenti del giovane Duane ossessionato dall'idea di riattaccarsi il gemello al fianco ai tentativi di nonna Ruth di mantenere gioia e ordine all'interno della sua comunità di freaks. La nidiata di piccoli Belial suscita forse tenerezza, le morti improvvise di chi non t'aspetti scuotono un po' gli animi, ma dialoghi e situazioni non aiutano proprio a perdonare un terzo capitolo che non aveva proprio ragion d'essere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/02/13 DAL BENEMERITO PUMPKH75 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/10/17
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Pumpkh75 22/02/13 19:36 - 1368 commenti

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Lontano dai fasti del primo capitolo o di Brain Damage, Henenlotter gira un sequel alimentare, con una trama così scarna che, a parte la novità della nidiata di piccoli mostriciattoli, pare quasi non esserci un filo narrativo comune. Si assiste così a qualche spremuta gore e alla parata di caricaturali deformazioni di lattice, tenute assieme da grottesche situazioni estemporanee costantemente sopra le righe. Senza contare che Belial non è più il protagonista ma uno dei tanti, è una chiusura della saga chiaramente deludente.

Minitina80 17/02/19 18:11 - 2474 commenti

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Non aveva molto senso arrivare al terzo capitolo, avendo la serie già consumato in precedenza tutto il potenziale. Henenlotter aumenta ancora di più il tasso di stravaganza regalando delle sequenze a dir poco deliranti e ampliando il panorama dei freaks. Sembra una gigantesca goliardata nata dall’impossibilità di aggiungere qualcosa di nuovo e veramente significativo, riducendo tutto a poco e niente. Non permette di andare oltre la singola visione, utile, per modo dire, solo per una questione di completezza all’interno della serie.
MEMORABILE: La rottura delle acque di Eve; Il parto di Eve.

Schramm 15/01/21 14:43 - 2516 commenti

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Essendo tutt'altro che vincente la squadra che non si cambia, tanto vale affidarla a un diverso schema di gioco. Alla luce del guasto precedente, è nel burlesque che Henenlotter eleva al cubo il suo freakerificio. I Babylial (12, come gli apostoli!) vagiscono tra toni scanzonati o canzonatori, singulti di demenza, spifferi di musicommedia 40's, in un Muppets né per adulti né per bambini (d'altronde, era dura pareggiare Jackson). E l'orrore? Lo splatter? Calma, si prendono le loro rivincite, benché non sbroccate quanto avrebbero potuto/dovuto. Più cura, più perfidia, più divertimento.
MEMORABILE: Personality; Rottura delle acque; Bar-robot.

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