Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Storie di vita d'un gruppo di giovani sfaccendati (il neologismo del titolo farà epoca), avversi al lavoro e mantenuti dalle famiglie. Tra loro il più seguito dal regista è Fausto (Franco Fabrizi) che, dopo aver messo incinta la sorella dell'amico (Franco Interlenghi), la sposa senza riuscire tuttavia a togliersi dalla testa le altre donne (specialmente quelle più mature). Un personaggio moralisticamente riprovevole, dissoluto e infingardo, cui Fabrizi dà vita con ottima immedesimazione. E' lui, insieme in parte a interlenghi (per forza di cose, vista la parentela acquisita) il carattere centrale, mentre gli altri (Leopoldo Trieste e Alberto Sordi, più...Leggi tutto qualche presenza occasionale come Riccardo Fellini, fratello del regista) tendono a stare relativamente sullo sfondo. Sordi è naturalmente bravissimo (nella storia il suo "Lavoratorii... tiè!" accompagnato da una sonora pernacchia), feroce nell'esaltare una spregevolezza etica che sarà alla base di tante sue memorabili interpretazioni, ma sembra partecipare solo secondariamente al film, pur incidendo. Perché l'unica vera storia articolata è quella tra Fausto e Sandra, il resto è complemento. Fondamentale, comunque; necessario a render vivo il quadro nostalgico di una Rimini che vive anche d'inverno, un mondo dove i vitelloni passano dal bar alla spiaggia (coi cappotti) e si muovono negli scenari scenograficamente impeccabili immaginati da un Fellini già pronto a lanciarsi con la fantasia nell'Olimpo dei più grandi. Uno splendido affresco sincero in cui ogni personaggio è disegnato con estrema cura. Qualche lungaggine perdonabile e una sontuosa festa in maschera.

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B. Legnani 16/06/07 00:39 - 5572 commenti

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Pellicola celebre, notevole, mirabile. Sapiente descrizione della vita di provincia, non al villaggetto, ma neppure in una verà città. In un luogo, insomma, dove qualcosa da fare la si trova e ci si culla con la voglia di non crescere. Fabrizi ripeterà il viscido personaggio, con successo, in decine di altri film. Grandissimo Trieste. Di Sordi si sa già tutto.
MEMORABILE: Interlenghi parte in treno e saluta il ragazzino con due parole ("Addio, Guido") che, in realtà, sono pronunciate dalla voce di Fellini. Geniale.

Galbo 7/11/08 06:02 - 12462 commenti

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Ottimo affresco felliniano sulla vita di provincia e nel contempo ritratto di un certo tipo di giovani benestanti ed oziosi, dei quali il regista rivela impetosamente limiti e piccolezze umane, ma ai quali guarda in fondo con una certa simpatia. La bella (e dichiaratamente falsa) ambientazione romagnola appare tra le cose più riuscite del film, insieme alla scelta del cast, dominato da un grande Alberto Sordi. Da non perdere.

Deepred89 4/11/08 19:56 - 3742 commenti

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Bellissima commedia ricca di pregi e finezze, molto simpatica ma con un forte retrogusto amaro e malinconico. Memorabile il ritratto dei "vitelloni" (perfettamente impersonati da un gruppo di grandi attori) e di grande suggestione alcune sequenze, come quella dei cinque sulla spiaggia con il cappotto o quella finale (anche se quelle passate alla storia sono l'"ombrello" di Sordi agli operai e sempre Sordi ubriaco al carnevale). Molto bella la colonna sonora di Nino Rota.

Daniela 16/05/09 15:49 - 12801 commenti

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Uno dei vertici del cinema italiano, in miracoloso equilibrio fra umorismo e malinconia. La provincia come "limbo" per chi si rifiuta di crescere: il ritratto è impietoso, eppure non privo di simpatia umana. Il personaggio più inciso è quello di Fausto, interpretato da Fabrizi con tale aderenza fisica e caratteriale da imprigionare per sempre questo ottimo attore in ruoli simili. Indimenticabili anche le figure tratteggiate da Sordi e Trieste, nonché molte sequenze (la passeggiata sulla spiaggia, la festa in maschera, la partenza in treno).
MEMORABILE: "Lavoratoriiiiii!!!"

Matalo! 18/05/09 10:50 - 1378 commenti

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Dopo Lo sceicco bianco, Fellini aggiusta la mira e centra uno dei suoi titoli più memorabili del primo periodo (quello pre-Dolce vita). Le vite del gruppo di amici sfaccendati sarà ripresa da altri autori (vedi ad esempio I basilischi), ma nessuno con la puntualità e il senso di fallimento (la scena della sorella di Sordi con l'amante) dell'autore riminese. Grande compagine d'attori, tra i quali un Sordi in excelsis, un immedesimatissimo Fabrizi e un memorabile Majeroni, commediografo gay, che ritroveremo come maestro di canto di Sordi in Mi permette babbo.
MEMORABILE: Sordi batterista; Sordi a carnevale vestito da donna che trascina un testone di cartapesta; l'imitazione del ballerino di mambo di Fabrizi.

Cangaceiro 3/06/09 19:49 - 982 commenti

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La prima vera e inconfondibile perla di Fellini. Un film sincero, che pesca nel passato del regista tra nostalgia, desideri, speranze e rassegnazione. È la vita dei ragazzi di provincia, in quei luoghi che sono un po' il tessuto connettivo dell'Italia. Fabrizi strepitoso nel ruolo del fedifrago, erotomane financo meschino ma con redenzione finale. Una bella lezione di vita ce la dà il personaggio interpretato dal buon Carletto Romano. Il malessere di Moraldo (Interlenghi) anticipa con acume quello che sarà il mal di vivere che squarcerà la generazione X.
MEMORABILE: Il famosissimo sberleffo di Sordi; Fabrizi disperato sulla spiaggia declina le avànces della signora conosciuta al cinema.

Pigro 8/08/09 08:36 - 9807 commenti

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Ritratto di alcuni giovanottoni di provincia, immaturi e senza arte né parte, che trascinano le giornate e le nottate tra divertimenti da ragazzi e sogni di fuga: così Fellini ripensa alla sua giovinezza riminese, raccontandoci una storia dispiegata tra comicità e dramma, con tutto il distacco nostalgico e l'umorismo dolente di cui è capace. In nuce c'è già tutto il Fellini a venire: la finzione, la bizzarria, il sogno, l'eterno femminino, la prospettiva grottesca che stravolge (e illumina) la realtà. Notevole.

Enzus79 17/11/09 11:03 - 2989 commenti

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Un gruppo di amici di Rimini passa le giornate senza far niente, fra camminate sulla spiaggia e in città. Uno di loro si sposa, ma non riesce a distaccarsi da quella vita. Commedia amarognola, nella quale il personaggio più simpatico è senz'altro Sordi, con un Fabrizi che interpreta benissimo l'antipatico del gruppo. Film ai livelli della Dolce vita.

Rickblaine 17/11/09 09:50 - 635 commenti

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La storia di cinque personaggi che vivono da libertini e hanno tristezza nell'intravedere il momento di dover cambiare marcia nella propria vita. Non voler crescere, non voler lavorare e non voler mettere su famiglia. Insomma non responsabilizzarsi. Solo due di loro rimedieranno alla loro infantilità. Fellini ci trasporta emozioni e una carrellata di situazioni una più divertente e triste dell'altra. Ottimo il cast.
MEMORABILE: Quando il treno parte, la ripresa sulle stanze dei compagni che si allontanano.

Giuliam 17/11/09 10:08 - 178 commenti

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Chi non ha mai avuti amici come Alberto, Leopoldo, Fulvio, o permoleno chi non si è rispecchiato in uno di questi personaggi? Questo film è un'opera magnifica e a forti tinte, nella quale l'ilarità è ben assortita, gli attori tutti superlativi (specialmente il romano Alberto Sordi), ognuno con quell'ansia di "ricercare" qualcosa: Leopoldo una carriera teatrale, Alberto sposarsi, Fulvio conoscere tutte le donne del mondo nonostante sia già "ammogliato" e Moraldo una vita nuova.

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Capannelle 31/12/09 12:25 - 4448 commenti

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Storia di grande equilibrio tra ironia e amarezza ma anche di riuscito equilibrio tra i caratteri dei protagonisti. Infatti, la mano di Fellini fa sì che nessuno di essi prevalga sugli altri (come la stessa storia di Fausto e Sandrina) e ci offre un bell'affresco dei vizi e delle caratteristiche italiane portato avanti con brio e modernità. Superbo l'accompagnamento musicale di Rota. Solo qualche pausa prima della fine per un lavoro notevole.

Xamini 26/12/10 01:47 - 1264 commenti

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Ciò che oggi è bamboccione allora era vitellone. Neologismi a confronto per un medesimo tema di fondo: la paura di crescere o, meglio, la voglia di rimanere in una fase intermedia. Che, nel film, è associata a una provincia fatta soprattutto di ore notturne in cui, ironicamente, è un ragazzino a muoversi verso il duro lavoro. Il suo incontro con il melanconico Interlenghi è un po' chiave di volta: farà maturare quell'insoddisfazione che è un po' un treno che si allontana quasi con disprezzo, quando non con delusione dal gruppo di irriducibili vitelloni.
MEMORABILE: La domanda del ragazzino, alla stazione

Luchi78 7/09/10 15:01 - 1521 commenti

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Splendido ritratto felliniano della gioventù anni '50, che cerca di districarsi tra disoccupazione, rapporti familiari e false speranze. Rimini è solo uno sfondo provinciale (la scrittura iniziale di Flaiano prevedeva Pescara), ed ognuno dei cinque ragazzi porta con sè un malessere cercando di uscirne come può: chi con la goliardia, chi con le proprie passioni, chi con le cinghiate del papà e chi invece parte e se ne va via, lontano. Capolavoro.

Nando 6/09/10 16:37 - 3838 commenti

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Un amaro ritratto condito con un'elegante spruzzata d'ironia di un gruppo di nullafacenti riminesi che tra matrimoni in crisi, passione per le donne, sogni più o meno infranti e spassose quanto irriverenti burle, trascorrono un periodo della loro esistenza. Ottimo il cast in cui una menzione vale per il malinconico Interlenghi. Sordi rimarrà epico per la sua arcinota pernacchia.

Mickes2 14/02/11 09:56 - 1672 commenti

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Splendido film che ritrae con gli occhi di Fellini il modo di vivere tipico di quel tempo nella sua città, Rimini, dove molti ragazzotti di provincia, a dispetto del lavoro e del sacrificio, preferivano una condotta scanzonata, allegra e irresponsabile. Ebbene per me quei momenti sono splendidamente fotografati e caratterizzati con sfumature comiche, grottesche e malinconiche. Anche la messa in scena è ottima, come quando una “semplice” festa di carnevale è e rappresenta lo spunto per mettere a nudo il vero animo contraddittorio dei protagonisti.

Domino86 20/03/11 18:31 - 607 commenti

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Il cast è molto buono e il regista è un maestro (credo che ciò sia parere comune) però il film, tutto sommato, mi è risultato un po' pesantuccio. Rappresenta il modo di essere dei giovani di un'epoca sicuramente non facile (ma quale poi lo è realmente?). Si guarda ma non mi ha colpito particolarmente.

Giùan 11/12/11 12:31 - 4678 commenti

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Primo topos creato dal cinema felliniano, I vitelloni è una condizione dell'anima su cui più volte tornerà la cultura italiana, non solo quella legata alla settima arte. Il film ha momenti di stanca, da ricondurre a certa zavorra patetico-bozzettistica, debito da pagare alle proprie radici e al cinema del periodo. Saturo di fascino invece è l'impianto globale dell'opera, col suo dosato equilibrio tra lo struggimento per il tempo dei pensieri (e delle parole) e l'ansia febbrile del fare (Moraldo), che comporta scelte drastiche. Splendidi Alberto e Trieste.
MEMORABILE: Il lungomare spossato dal vento d'inverno; Trieste che scopre i secondi fini del "Maestro" teatrante; La festa di Capodanno e Alberto ubriaco.

Saintgifts 9/02/13 11:06 - 4098 commenti

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Un ritratto per certi aspetti approfondito sulla provincia italiana del primo dopoguerra. Sono ricordi del regista naturalmente (più tardi chiamerà proprio Amarcord altri suoi ricordi anteguerra) e sono ricordi che sotto l'apparente allegria e spensieratezza sono sogni fantastici e pie illusioni, nascondendo (non poi tanto) un'infinita tristezza, che il viso innocente e sorridente di Guido invece di mitigare acuisce ancor di più. Il b/n grigio e pieno di ombre, la musica, il vento... tutto porta verso una melanconica direzione: la speranza è nella fuga.
MEMORABILE: Il finale.

Nancy 4/03/13 00:59 - 778 commenti

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Fellini dipinge le illusioni e le speranze di un gruppo di giovani disoccupati, più che mai attuale, con caratteri veritieri e molto coraggiosi da mettere in scena, per l'epoca. Tutti e cinque ben delineati, i vitelloni, tra i quali spiccano il maturo Moraldo (del quale Fellini ci parlerà anche in una parte di Roma e interpretato da Interlenghi) e Fausto (Fabrizi), donnaiolo incallito ma uomo di cuore. Grande prova attoriale anche per Sordi, che fa sua tutta la sequenza della festa con la storica, triste sbronza. Uno dei capolavori del cinema italiano.
MEMORABILE: I cinque ragazzi sul mare d'inverno...

Almicione 4/06/13 23:54 - 764 commenti

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Assai lontano da 8 e mezzo e La doloce vita (ma anche dal successivo La strada), questo spaccato della Rimini felliniana degli anni cinquanta ha come protagonisti cinque "vitelloni"; e forse proprio questa pluralità di interpreti principali (esageratamente stereotipati) rappresenta il punto debole della pellicola. Le esperienze sono quelle più comuni, tipiche di ragazzi normali e il tema generale presenta in nuce gli elementi che saranno poi peculiari in Amarcord. Un bravo Sordi e un mediocre Fabrizi. Insomma, vedibile ma niente di straordinario.

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Panza 19/06/13 13:59 - 1872 commenti

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Un film che deve sedimentare per essere davvero compreso. Subito può sembrare una commedia su alcuni ragazzi in una città negli anni 50. In realtà si apprezza solo dopo aver cogitato sull'attenzione di Fellini verso i sogni di questi ragazzi che affrontano la vita in diversa maniera. Sullo sfondo di una città ben caratterizzata ognuno può apprezzare il personaggio che più è vicino al proprio carattere. Ho gradito molto Moraldo (i dialoghi con il bambino) e lo scrittore Leopoldo. Sordi alla fine non è proprio il protagonista...
MEMORABILE: La geniale inquadratura finale con le camere degli amici che dormono; La pernacchia ai contadini; Le scene sulla spiaggia di Rimini.

Ryo 31/10/13 15:20 - 2169 commenti

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Un ottima commedia, affresco degli anni 50. Protagonisti 5 giovani disoccupati con poca voglia di lavorare, anche se qualcuno cerca di realizzarsi (prima di ricevere un enorme delusione) o viene costretto a farlo. Ritmo accattivante, superlativa recitazione di tutti, personaggi vivi e incredibilmente credibili. Ottima la sceneggiatura, che racconta varie vicende che si susseguono tutte mosse da un filo conduttore che le tiene legate a sè.
MEMORABILE: La scoperta da parte del proprietario del nogozio, del "tradimento" di Fausto; L'inquietante teatrante "Sergio"; "Lavoratoriiii! PPrrrr!".

Paulaster 4/11/13 10:38 - 4534 commenti

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Ritratto onesto della parte di generazione post-guerra che invece di darsi da fare lascia agli altri il peso delle responsabilità. Scene come cartoline in un saliscendi emozionale, che tocca i suoi momenti migliori nel rappresentare la sensazione di "la festa è finita". Un quadro desolante tra indolenza e immaturità, sebbene la scossa finale ridìa un velo di speranza. Cast ispirato più a suo agio nei momenti singoli. Le scene dei balletti sono memorabili e il finale del treno nella storia del cinema.

Rigoletto 5/03/14 21:14 - 1796 commenti

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Ottima la regia, efficaci le interpretazioni degli attori, ma le fasi di stasi non sono poche e nemmeno corte, tanto che alla fine un po' mi è pesato. Una commedia che induce lo spettatore al sorriso, ma anche ricca di venature amare che fanno capolino abbastanza spesso. A voler fare un po' di dietrologia con un pizzico di cattiveria, lo si potrebbe quasi definire "premonitore" per l'evoluzione sociale delle successive generazioni.

Vitgar 10/08/14 16:52 - 586 commenti

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Considerato un film neorealista, mette in evidenza quanto il maestro di Rimini stesse maturando una poetica a sé stante. Già si intravvedono le situazioni che poi si definiranno "felliniane" di personaggi grotteschi, talora caricaturali. I cinque perdigiorno che si ritrovano a bighellonare e non fanno mai niente di positivo si alimentano reciprocamente della loro inettitudine. Solo Moraldo capisce che l'unica salvezza è la fuga. Sceneggiatura DOC con Flajano. Fotografia molto bella ed evocativa. Rota completa con le sue ottime musiche.

Liv 3/09/15 16:18 - 237 commenti

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Ottimo Fellini d'annata, quando ancora non era felliniano. Gioca in casa, come farà ancora, ma senza la freschezza dei primi tempi. Si sente l'amarezza di chi ha fatto fortuna altrove e prova la nostalgia di casa, senza alcuna voglia di tornarci, perché è la nostalgia della sua giovinezza, quando i sogni dovevano ancora essere incassati. Solo uno dei suoi personaggi trova il coraggio di emigrare, come fece lui, il regista.
MEMORABILE: Il personaggio grottesco di Sordi la mattina di carnevale; Tutto il pathos felliniano reso da un attore al meglio della sua carriera.

Fauno 9/09/15 15:28 - 2221 commenti

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Immane ciofeca. Odioso oltre ogni limite l'orgoglio col quale si descrive minuziosamente il protezionismo parentale verso la prole, con un avvitamento che è peggio di 100 cordoni ombelicali (ed è anche il difetto che ci fa tuttora svergognare davanti al resto del mondo). Unica soddisfazione le cinghiate che un'idiota si becca dal padre, quando oggi accadrebbe il contrario (in più l'idiota diverrebbe pure idolo sui social network...).
MEMORABILE: La pernacchia ai lavoratori è il marchio di fabbrica della mediocrità più assoluta e della stupidità più acuta.

Roger 8/09/15 22:27 - 143 commenti

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Film straordinario, magicamente fondato sul fragile equilibrio tra sogno e realtà: il sogno inteso come evasione da se stessi e la realtà, che diventa al contempo l'unico modo per convivere con se stessi e la realtà. Tutti i protagonisti evadono in vario modo dal reale, spesso mediocre e meschino e non a caso centrale nel film è la sequenza del carnevale, rito di evasione di massa. Un grande tema, affrontato con uno stile efficace e asciutto ancora lontano da quello successivo del regista, visionario e barocco.
MEMORABILE: La festa di carnevale; Il finale struggente.

Pinhead80 20/09/15 11:06 - 4940 commenti

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Grandissimo capolavoro di Fellini che filma quella che è stata la sua giovinezza e quelli che sono stati i suoi compagni di avventura: tutti perdigiorno pronti a sbeffeggiare chiunque conduca una vita normale e onesta fatta di lavoro e sacrifici. C'è un periodo della nostra vita in cui si è assaliti dalla voglia di lasciarsi andare al dolce far niente. Qui si riprende quell'idea e la si filma nella realtà di un paese pieno di gente pronta a rimboccarsi le maniche per fuggire alla miseria. Vita e cinema si confondono in un tutt'uno.

Alex75 3/02/16 13:31 - 888 commenti

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Figlio di un’epoca e di un piccolo mondo eppure universale, amaro eppure divertito ritratto di cinque bighelloni di una stagnante provincia di fronte al crollo delle illusioni e all’impossibilità di rinviare all’infinito scelte adulte. Fellini alterna il registro comico a quello drammatico, descrivendo con forza evocativa ambienti e personaggi: particolarmente forti le interpretazioni di Fabrizi (in un ruolo decisivo per la sua carriera) e Sordi (cialtronesco eppure malinconico).
MEMORABILE: La triste sbornia di Alberto; Il furto dell’angelo, con le sue conseguenze; Leopoldo legge il suo dramma all’ambiguo teatrante; “Lavoratoriii!”.

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Ultimo 1/06/16 10:28 - 1673 commenti

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Ottima rappresentazione della vita di provincia di un gruppo di giovani poco propensi a crescere. Fellini dirige il gruppo con grande classe e si concentra specialmente sulle vicende tra Fausto e la moglie Sandra, che subisce continue umiliazioni dai comportamenti del suo lui (è particolarmente attratto dalle "altre"). Ci sono anche Interlenghi, forse il più malinconico del gruppo (vedere per credere la parte finale) e Sordi, che mostra già grandi abilità. La malinconia e l'umorismo viaggiano di pari passo in un film davvero notevole!
MEMORABILE: La pernacchia di Sordi ai lavoratori (leggendaria); Fabrizi viene licenziato.

Gugly 18/09/16 18:58 - 1195 commenti

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I vitelloni, ovvero i bamboccioni degli anni 50: Fellini è avanti di mezzo secolo nel descrivere un fenomeno sociale oggi al centro di mille dibattiti e lo fa alla sua maniera mescolando atmosfera sognante (la musica di Nino Rota, il veglione antenato di future scene c. d. "felliniane") e ritratti spietati (Alberto e Fausto); nel torpore generale emerge a fatica Moraldo, ovvero colui al quale il regista consegna il desiderio di diventare grande... riuscirà l'impresa? Sociologia storica.
MEMORABILE: Il dolente padre di Fausto; Il moralismo interessato di Alberto nei confronti della sorella; Moraldo va in città...

Faggi 24/10/16 13:26 - 1551 commenti

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Il luogo dove si svolgono le vicende di questi ragazzotti post-bellici non esiste sulla cartina geografica (il Maestro allude a Rimini ma astrae tanto da renderlo ubiquo). Come in una seduta spiritica viene chiesto ai personaggi: "Se ci siete battete un colpo". Essi si materializzano, tra il realistico e il velatamente grottesco, sotto la supervisione di una malinconia irriducibile. Nell'ultima parte gli snodi drammaturgici assumono l'aspetto di simboli (per esempio l'incontro di Fabrizi con la donna fatale, la partenza di Interlenghi...).

Rufus68 25/03/17 21:48 - 3867 commenti

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Già memorabile, seppur imperfetto nella struttura che si regge grazie alla forza degli episodi (Sordi dopo il Carnevale, la pernacchia, i dialoghi fra Moraldo e il bambino). Ciò che impressiona è che il senso di vuoto trasmesso, pur generato da un'occasione contingente (l'eterna adolescenza e la mancata assunzione della responsabilità), sublima in un più alto e diffuso sentimento di lancinante nostalgia. Il finale, poi, dal tratto profondamente autobiografico, è di commovente ed essenziale intensità. Interpreti definitivi.

Minitina80 9/06/17 09:45 - 3000 commenti

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Opera incredibilmente influente, forse perché il primo esempio ben realizzato di un gruppo di gigioni sfaccendati sempre alla ricerca della goliardata e della scappatella. Per quanto i tempi siano cambiati in esso è possibile riconoscere atteggiamenti e tendenze generalmente associate a una parte del popolo italiano che negli anni non hanno fatto altro che acuirsi. Questa valenza premonitrice gli conferisce uno spessore maggiore aumentandone l’interesse, sebbene non sia un capolavoro in senso assoluto e non contenga grandi picchi.

Gabrius79 20/07/17 00:34 - 1432 commenti

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Celebratissimo e gradevole affresco sulla gioventù degli Anni Cinquanta diretto da un Federico Fellini in stato di grazia. La prova attoriale è buona ed è un testa a testa per quel che concerne la bravura (spiccano Fabrizi e Sordi). Ambientazione indovinata e sceneggiatura decorosa in bilico fra malinconia e sorrisi. Indimenticabile la celeberrima scena con la pernacchia di Sordi. Da vedere.

Magi94 15/10/17 21:53 - 965 commenti

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Sono i primi anni '50, si vede il montaggio a mano spesso impreciso proprio per i pochi mezzi dell'epoca e Fellini è solo al secondo film, eppure già dimostra una tecnica registica invidiabile dal 90% dei registi di tutti i tempi. Veri e propri tocchi d'artista che ricreano le "atmosfere felliniane" nelle scene di festa dal sapore decadentistica, mentre l'ultima sequenza del treno che scorre sui volti degli amici è un capolavoro immortale. Ottima la storia, che descrive un pezzo d'Italia con l'efficacia della futura Commedia all'italiana.

Giacomovie 16/04/18 19:32 - 1401 commenti

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Cinque giovani riminesi vivono nell'ozio e scoprono a loro spese le conseguenze che ne derivano. L'occhio nostalgico e in parte autobiografico di Fellini si concentra sull'analisi amara della tendenza al dolce far niente. Tutti gli attori contribuiscono a un'armoniosa coralità d'insieme che rende il film uno dei migliori del visionario maestro, che trova il giusto equilibrio tra visionarietà e realismo.

Piero68 29/07/19 10:15 - 2961 commenti

I gusti di Piero68

Una delusione: la sceneggiatura, scritta tra l'altro a quattro mani da Fellini e Flaiano, sembra girare in tondo senza mai approdare realmente a nulla. Finanche la caratterizzazione dei personaggi - che avrebbe dovuto essere il perno principale - sembra volteggiare a vuoto e l'unico che alla fine risulterà più sviluppato e interessante sarà Fausto/Fabrizi. Confezione ovviamente impeccabile, ma quello che rimane, alla fine, dopo un'oretta di lenta noia. è la storica scena: "Lavoratori!"

Rocchiola 20/01/20 10:09 - 983 commenti

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Primo excursus autobiografico del maestro riminese che racconta gli anni della giovinezza sulla riviera romagnola. Uno dei suoi film più compatti e meno onirici, sicuramente quello più vicino ai toni della commedia all'italiana nella descrizione della vita di provincia tra ironia e amarezza. Fellini si identifica nel personaggio di Moraldo, che deciderà di partire in cerca di un futuro migliore. Anche se privo dei barocchismi futuri, possiede una forza "epica" nella sua descrizione del quotidiano. Il personaggio di Giudizio tornerà in Amarcord.
MEMORABILE: "Lavoratoriii, pprrrr!"; La festa di carnevale; Il furto della statua; Le avance del comico gay sul mare in tempesta; Le cinghiate del padre a Fausto.

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Daraen4 4/11/20 14:44 - 102 commenti

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Dramma corale eccessivamente edulcorato da un commento musicale spesso fuori luogo; il titolo suggerirebbe una storia incentrata sul rapporto goliardico fra un gruppo di amici, ma invece non ve n'è traccia; film montato in maniera troppo poetica rispetto agli accadimenti, in cui le dinamiche relazionali fra i personaggi sono lontanissime da quelle realistiche e viene dato un focus a un personaggio noioso, banale e prevedibile. Alla fine la voice-over, elemento che si poteva evitare, racconta di una volontà mai espressa nel corso della vicenda. Abbozzato.
MEMORABILE: La sequenza dell'abbandono in treno di Moraldo, in montaggio parallelo con i suoi amici e parenti che stanno dormendo.

Giufox 17/06/21 20:11 - 324 commenti

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Opera tutta cuore e cervello (per citare il film stesso) che si divide tra capricci post-adolescenziali, frammenti barocchi (che saranno il marchio del cinema felliniano) e un rapporto sodale più forzato dalla condivisione di uno spazio chiuso di provincia che da un vero cameratismo. L'apporto autobiografico è presente e sincero: si scinde e dissolve tra i cinque personaggi facendosi summa di tutta una generazione piccolo borghese che ha sempre vissuto nel mito dell'esodo. Ben nascosti piccoli attacchi alla fede, vista in chiave meno critica rispetto ad altri suoi film.
MEMORABILE: Il braccio d'onore di Sordi ai lavoratori; Le smorfie di Fabrizi, bravissimo nell'interpretare il ragazzino viziato; La partenza di Moraldo.

Michelino 16/09/21 20:41 - 103 commenti

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Venti anni dopo, Germi e Monicelli "trasferiranno" a Firenze, ampliandoli in chiave più goliardica, gli elementi presenti in questa pietra miliare del cinema. I ritratti dei cinque protagonisti sono ben sintetizzati, e le loro singole vicissitudini familiari non vengono rese troppo profonde per non dare al film ulteriori punte di dramma. Un plauso particolare a un cinico Franco Fabrizi (doppiato da Nino Manfredi), che diventa di fatto il personaggio centrale della trama. Nel cast di contorno svetta il possente Carlo Romano, una delle voci storiche del nostro doppiaggio.
MEMORABILE: La festa di Martedì Grasso; Il licenziamento di Fausto; Il furto della statua; Leopoldo in trattoria, mentre legge il copione a tavola.

Pessoa 28/11/21 15:26 - 2476 commenti

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Come al solito Fellini "legge" in anticipo la società italiana e, partendo da vicende dichiaratamente autobiografiche, crea personaggi universali che rimangono più che attuali anche ai nostri giorni. Dal punto di vista strettamente cinematografico, però, il film non è fra i migliori del maestro riminese e i molti grandi momenti di regia subiscono il contrappeso di lungaggini e ovvietà soprattutto nella prima parte e in quella finale. Rimane comunque un prodotto largamente raccomandabile, reso indimenticabile della grande interpretazione di attori come Sordi, Trieste e Fabrizi.

Il ferrini 19/10/23 23:56 - 2434 commenti

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Favoloso ritratto generazionale di Fellini che con poche ma intense pennellate racconta non solo l'Italia del dopoguerra ma soprattutto l'incolmabile divario generazionale fra quei genitori, cresciuti con il "senso del dovere", e i figli inconcludenti che fuggono di fronte a qualsiasi responsabilità. Non c'è giudizio nel film, solo lo spaccato di un conflitto destinato peraltro a ripetersi fino ai nostri giorni. La caratterizzazione dei personaggi è straordinaria, con un Sordi fortunatamente trattenuto, un Fabrizi molto "Cortona" e uno straordinario Interlenghi, il vero protagonista.

Reeves 15/12/23 08:15 - 2404 commenti

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Un film in cui quasi tutti i personaggi mantengono il loro nome e in cui Federico Fellini racconta in modo perfetto il fascino e i limiti della vita di provincia e perché a un certo punto si debba decidere di andare altrove, proprio come fa Franco Interlenghi. Ogni angolo del film contiene qualcosa e lo si può guardare infinite volte scoprendo sempre qualcosa di nuovo e di affascinante.

Von Leppe 27/12/23 17:50 - 1272 commenti

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Vita di paese di un gruppo di amici che molto fellinianamente bighellonano senza saper bene cosa fare. Non c'è un vero e proprio protagonista principale, anche se la storia più completa è quella di Franco Fabrizi, attore sempre adatto nei ruoli di imbroglione e mascalzone. Alberto Sordi è rimasto famoso per la pernacchia ai lavoratori, mentre Leopoldo Trieste sogna di diventare un commediografo ma avrà una delusione. Interlenghi è il più ingenuo e triste. Del finale se ne ricorderà Carlo Verdone in Borotalco.
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  • Discussione Nando • 26/04/17 01:22
    Risorse umane - 1431 interventi
    Comunque è un film.....tutta questa discussione è, quasi, da manicomio criminale......
  • Discussione Neapolis • 26/04/17 08:15
    Call center Davinotti - 3134 interventi
    Si discute un film per i personaggi e le storie che rappresenta mentre questo dovrebbe lo scopo principale del film. Allucinante.
  • Discussione Fauno • 26/04/17 09:55
    Contratto a progetto - 2747 interventi
    Ognuno ha il suo modo di vedere i film, e io mi tengo il mio...

    Se il film non mi dà nessunissima evoluzione o sensazione bella e manifesta anche delle situazioni che me le fanno girare male, io lo boccio senza pietà.

    Fra l'altro non vedo dove sia il problema visto che tutti i film che apprezzo io vengono massacrati in due righe usando spesso le stesse 4 o 5 parole.

    Io se Fellini, a parte per 3 film, non lo amo e se questo film l'ho bocciato i motivi li ho spiegati.

    Se poi vogliamo osannare un film solo per le immagini e non per i contenuti allora inutile che stiamo neanche a parlare. A me non è piaciuto e punto. Tanto la media resta di 4 palle e mezzo. Dov'è il problema???
  • Discussione Fauno • 26/04/17 10:00
    Contratto a progetto - 2747 interventi
    Nando, se parli di manicomio criminale vatti a leggere la discussione di Quarto potere o vedi i miei commenti su Fellini, Bergman e due film di Welles poi vienimi a vedere in carne e ossa. Ti accorgerai che non sono così pericoloso...Se neanche in un sito si può dire quello che si pensa o andare controcorrente senza per questo offendere nessuno, allora a cosa serve un sito?
  • Discussione Capannelle • 11/02/18 22:15
    Scrivano - 3621 interventi
    Leggo che I vitelloni fu indicato nel lontano 1963 da Kubrick come il suo film preferito.
    Probabilmente dal 1963 all'anno della sua dipartita avrebbe cambiato idea più volte e si tratta quindi di un riconoscimento parziale.
    Dico anche che le liste dei film preferiti lasciano il tempo che trovano, Tarantino per esempio quando non sa cosa fare ne scrive una e fa felici le orde di fan di qualche film ignorato dai critici.
  • Discussione Zender • 12/02/18 07:54
    Capo scrivano - 48108 interventi
    Io le trovo però indicative e divertenti, se chieste a chi sa far cinema (e credo che Kubrick possa essere inserito tra questi). E' un riconoscimento alle proprie fonti (Tarantino) e comunque fan pensare a certi film sotto un'altra ottica.
  • Homevideo Rocchiola • 19/01/20 18:19
    Call center Davinotti - 1271 interventi
    Il DVD della serie "Cinema Forever" uscito ormai nel lontano 2003 ma recentemente ristampato con analoga copertina dalla Mustang propone la versione restaurata del film nel corretto formato 1.33. L'immagine è pressoché perfetta fatta salva qualche piccola sbavatura più he comprensibile data l'età della pellicola. Ma in generale il video appare luminoso e nitido con qualche calo di definizione e contrasto solo in alcuni passaggi notturni. L'audio presentato unicamente nell'originale versione monofonica è mediamente potente e chiaro. Esiste anche un bluray inglese della Cult Films (dual edition con annesso il DVD) con audio italiano visibile senza sottotitoli. Ma lo sconsiglio perché presenta una qualità video decisamente inferiore al DVD con immagini troppo luminose che rendono il bianco-nero poco contrastato e sembrano addirittura far perdere definizione e dettaglio. Si veda a tal proposito la recensione del sito dvdbeaver:
    http://www.dvdbeaver.com/film/DVDReviews4/i_vitelloni_blu-ray.htm
  • Curiosità B. Legnani • 9/03/21 20:04
    Pianificazione e progetti - 15034 interventi
    Il "sesto vitellone", l'amico con i baffi, che si vede più volte, per esempio in stazione quando i neosposi partono (è anche uno dei testimoni), o sul molo d'inverno, non era un attore professionista. Si chiamava Massimo Libassi.
    Fonte: Vitelloni in mostra a Bologna (cinecitta.com)
  • Discussione Pessoa • 28/11/21 15:31
    Formatore stagisti - 416 interventi
    Trovo che i ruoli interpretati da Franco Fabrizi e Alberto Sordi in questo film siano così azzeccati da essere stati determinanti nel seguito della loro carriera (soprattutto nel caso del primo) in cui entrambi hanno rivestito i panni di personaggi simili in molti dei film da loro interpretati successivamente.