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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/05/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/09/07
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B. Legnani 1/05/07 13:52 - 4778 commenti

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Primo film di Lina Wertmüller, in un sobrio bianco e nero. Molto interessante. Trasmette bene la noia, la ripetitività, le illusioni e (specialmente!) le speranze coltivate con la taciuta consapevolezza che non si realizzeranno mai. Il tutto inserito in un contesto agreste del Meridione, pertanto con situazioni più tipiche del Sud. Ottimo Satta Flores. Da non perdere.
MEMORABILE: I maschi che, cercando di farlo di nascosto, vanno dalla prostituta del paese.

Saintgifts 6/12/09 12:45 - 4098 commenti

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La Wertmüller, in questo suo primo lavoro, mette in luce molto bene uno spaccato di vita nel meridione d'Italia molto vero, anche se non assoluto. Fotografato con uno stile da reportage dei Maestri della famosa agenzia Magnum Photos e parlato con la cadenza tipica pugliese, racconta quella che apparentemente sembra una staticità di vita e di abitudini ma che si rivela invece un ambiente che pur difendendo le sue radici è pronto anche ai cambiamenti che magari critica pettegolando, ma che poi accetta, come accetta con rassegnazione tutto.
MEMORABILE: ...in questo paese quattro siamo e tre sono laureati.

Galbo 8/09/10 15:24 - 11445 commenti

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Una sorta di Vitelloni in salsa meridionale questa opera prima della regista Lina Wertmüller, il cui film rappresenta le (poche) aspettative e le (molte) speranze disilluse di un gruppo di giovani in una cittadina del sud. Molto riuscita l'ambientazione e ben caratterizzati i personaggi, interpretati da un cast all'altezza nel quale spicca il bravo e compianto Stefano Satta Flores.

Enzus79 21/09/11 15:23 - 1845 commenti

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Bell'esordio questo di Lina Wertmuller, che mi ha stupito più con questo film che con quelli successivi. La regista "inquadra" bene la situazione del Meridione di quei tempi, girando una sorta di personale rilettura de I vitelloni. Si sorride dinanzi a certe situazioni ed ovviamente si riflette. Belle le musiche di Morricone.

Skinner 22/11/12 12:54 - 592 commenti

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Notevolissimo esordio della Wertmuller; qui ci si muove in bilico tra neo-neorealismo, liricismo e grottesco, con ovvie influenze della coeva commedia all'italiana. Film ancora assai attuale, denuncia coraggiosa e schietta dell'arretratezza sociale, culturale ed economica del Sud Italia. Film assai più "politico" di quanto lasci intendere a una visione distratta. Ottime musica, fotografia e interpretazioni.

Pessoa 24/08/14 04:07 - 1218 commenti

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Straordinario esordio della Wertmüller che realizza uno dei capolavori del secondo Neorealismo, in un bianco e nero graffiato che rende le "sue" Murge meglio del colore. In uno degli angoli piú dimenticati d'Italia vengono raccontate le storie di due amici che realizzano l'impossibilità di cambiare il proprio destino segnato dalla sottocultura di un paesino che li costringe e li protegge. Da segnalare la presenza di maestri come Morricone, Ruggero Mastroianni e Pasqualino De Santis che danno luce, ritmo e suono a questo gioiellino.
MEMORABILE: "Pò esse che a Antonio ci manca qualche cosa, o forse ci manca a tutti noi, ed è per questo che la vita nostra passa e facciamo così poco. Così poco".

Etico 4/12/15 16:35 - 8 commenti

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Il Sud com'era. Com'è. Azzerati - giustamente - i colori e amplificati - magistralmente - i caratteri. La Wertmuller scatta la foto ed è vera; la voce fuori campo tesse una storia e una morale. Raramente opera prima fu tanto valida e ineguagliata (altro che Mimì metallurgico)! Ascoltate attentamente il finale, è l'esordio dell'invenzione del Morricone più profondo: il geniale uso moderno (dopo... Bach) del contrappunto, in scrittura atonale a contrasto d'una lancinante melodia, altrimenti una canzone qualunque di Gino Paoli. Grazie, Maestro!
MEMORABILE: Nella piazza del paese c'è Michelino che con cento lire canta e balla il twist. "Qua si chiacchiera, si chiacchiera, si chiacchiera..."

Cotola 8/08/18 10:56 - 7603 commenti

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Ritratto gustoso, divertente, "documentaristico", dolce-amaro e disilluso (si veda l'amarissimo finale) di un Sud della piccolissima provincia contadina in cui il tempo sembrava quasi essersi fermato rispetto al resto del paese. E' notevole l'esordio della Wertmuller che, a mio parere, quasi mai più si ripeterà a livelli così alti. C'è una grande capacità affabulatoria, di racconto ma anche di cogliere ambienti, caratteri, piccoli particolari, stati d'animo. Bella la prova del cast. Confezione di lusso: Morricone alla colonna sonora, Mastroianni al montaggio, Di Venanzo alla fotografia.
MEMORABILE: La proposta di fidanzamento: "La risposta tra tre giorni"; "Ma lo sai che a Roma mi faccio la doccia due volte al giorno? "E non ti fa male?"

Bubobubo 3/12/18 15:09 - 1231 commenti

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Sfuggire al proprio implacabile destino circolare? Tutto è già bello che approntato: una laurea, un buon partito da sposare, dei figli a cui trasmettere patrimoni genetici e immobiliari. Così fino all'autoestinzione di massa, allo scandalo su cui chiacchierare al circolo culturale, ai rivolgimenti sociali costantemente ignorati. Vengono in mente le Prochorovy, le sorelle cechoviane la cui esistenza si riassume nell'agognare un viaggio a Mosca mai veramente intrapreso: un'immobilità agghiacciante, nonostante la canicola mediterranea. Potente.
MEMORABILE: L'iniziale descrizione della controra; Il laborioso corteggiamento; Una cooperativa che non riesce a partire; Il finale.

Noodles 11/09/19 15:43 - 927 commenti

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La provincia. Noiosa, monotona, sempre uguale a se stessa; eppure quando ti ha accalappiato è difficile liberarsene. Questo è il messaggio di un film di quasi 60 anni fa ma modernissimo allo stesso tempo, che racconta molto della provincia italiana attuale, oltre che di quella del periodo. Gran bell'esordio per Lina Wertmüller, che ci regala un film vero, sentito e mai noioso. Belle location meridionali e, come sempre, una spanna sopra gli altri Stefano Satta Flores.
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