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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/08/06 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 16/10/07 10:52 - 4908 commenti

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Magico, ruffiano. Puro Fellini, con i ricordi dell’infanzia e con le atroci modernità. Geniale nel richiamo del passato o dell’onirico, cattura con immagini di grande cura, inconfondibili, pur nelle parti meno conquistanti. Mille caratteristi non accreditati, con Antonelli in doppio ruolo! Da brividi la scoperta degli affreschi (notare l’ingegnere, nella sua asciutta compostezza). Imperdibile per chi ama il cinema italiano.
MEMORABILE: Oltre agli affreschi, le case di tolleranza.

Gugly 12/03/08 18:27 - 1029 commenti

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Fellini ritrae la sua città d'adozione con affreschi ora magici e ora grotteschi, non tralasciando il suo ricordo di quando lasciò il paesello (la Gradisca di Amarcord è già in gestazione) per iniziare la sua avventura; la tavolata all'aperto a San Lorenzo è quasi stomachevole per realismo e così le case di tolleranza (le donne-mostro e la Chiesa opprimente non mancano mai), ma tutto sommato Fellini incanta, sempre. Splendidi i primi piani di Anna Magnani.
MEMORABILE: Anna Magnani

Deepred89 18/11/08 19:03 - 3378 commenti

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Buon film in bilico tra documentario e finzione, perfettamente strutturato in una narrazione che alterna sequenze del passato (1939) ad altre del presente (1972), toccando così temi eterogenei, dai bombardamenti della guerra mondiale agli hippies. Un po' tirate per le lunghe (ma neanche troppo) alcune scene, come quella della sfilata ecclesiastica, ma assolutamente memorabili altre, come quella degli scavi archeologici. Belle le musiche di Nino Rota.

Ercardo85 23/12/08 12:51 - 81 commenti

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Un Fellini in stato di grazia per uno dei suoi film più ingiustamente sottovalutati. Un documentario surrealista e allucinato sulla città amata/odiata dal regista riminese con moltissime sequenze memorabili, prima fra tutte la lugubre sfilata di moda di preti e vescovi, di probabile ispirazione "baviana". Apparizione della Magnani, camei di Sordi e Mastroianni misteriosamente assenti in alcune delle copie circolanti. Ottimo.
MEMORABILE: L'ingorgo sull'autostrada, la sfilata di moda clericale, il ritrovamento della villa patrizia durante gli scavi della metropolitana.

Galbo 27/12/08 07:59 - 11589 commenti

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Omaggio del Maestro riminese alla sua città di adozione, queta è un opera sospesa tra fiction e documentario, in cui traspare il rapporto di amore-odio tra il regista e la città. Alcune sequenze sono decisamente degne di nota, altre appaiono francamente superflue in un film non perfetto, ma sicuramente sincero. Bella la colonna sonora di Rota.

Pigro 8/02/09 09:56 - 8354 commenti

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Un film grottesco, visionario, magico: frammenti di una Roma trasfigurata da Fellini come in un febbrile dormiveglia incosciente, capace però di penetrare l'essenza di una "romanità" che salta da un'epoca all'altra, da un contesto all'altro, per alimentare una sorta di lugubre calderone infernale di affascinante abiezione e meravigliosa immoralità. Molte le sequenze memorabili, a cominciare dalla sfilata di moda ecclesiale e dalla scoperta archeologica durante gli scavi. Una follia assoluta che sconcerta e risucchia. Notevole.

Homesick 6/12/09 17:44 - 5737 commenti

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Traghettati in un andirivieni tra passato e presente, gli innumerevoli ossimori della Città Eterna (aulica e sguaiata; sacrale e libertina; circoscritta e multietnica; epulonesca e plebea) si rispecchiano in un virtuosismo turgido e proteiforme, epitome di quei motivi ricorrenti - soprattutto a carattere autobiografico – che identificano da sempre il cinema e la sensibilità felliniana. Un lauto convivio consacrato alla romanità più genuina, dal quale non potevano restare esclusi emblematici commensali come Vitali, Poli, Genesi, Crostona. Metastorico.
MEMORABILE: Il numero di avanspettacolo. Il rutilante défilé ecclesiastico. Gli scavi archeologici.

Saintgifts 15/02/10 09:59 - 4098 commenti

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Fellini ci anticipa il suo Amarcord che, in questo caso, si sofferma sulla sua città di adozione. Vediamo quindi la Roma del '39 e la Roma del '70. Ci sono tutte le immagini che chiunque vada per la prima volta a Roma, specie d'estate, può notare anche ora nel nuovo secolo. Non ci sono più i bordelli della Roma fascista, ma non c'è più da nessuna parte quel tipo di bordello, ora si fa in altro modo. Per il resto la descrizione superficiale è esatta, talmente esatta che vederla su uno schermo sembra irreale. Bravo Fellini a ricordarsi le sue prime sensazioni.

Nando 1/09/10 00:17 - 3544 commenti

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Fellini racconta la città eterna con il suo personalissimo stile fatto di ricordi e momenti di pura normalità. Le osterie anni '50, gli ingorghi e gli acquazzoni che caratterizzano il fascino di Roma. Una narrazione importante con inflessioni sognanti e personaggi che interpretano se stessi.

Cotola 12/01/11 23:00 - 7833 commenti

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La città eterna, omaggiata e presentata dal regista romagnolo nel suo stile magico ed inimitabile. Ogni pezzo presenta un aspetto di Roma che viene quindi declinata in modi diversi. I segmenti riusciti e che non si dimenticano sono parecchi mentre quelli trascurabili sono decisamente pochi. Un bellissimo film che, data la sua complessità, etereogeneità e confusionarietà, merita più visioni per apprezzarlo pienamente. Fellini allo stato puro! Chi non ama il maestro è avvisato.
MEMORABILE: L'avanspettacolo, i due casini, la sfilata ecclesiastica ma soprattutto la splendida scena finale con Anna Magnani che vale il prezzo del biglietto.

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Von Leppe 3/05/11 22:39 - 1086 commenti

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Roma ai tempi della gioventù di Fellini (malgrado il periodo storico), la più popolaresca e genuina. Notevole soprattutto la cena da Gigetto e divertente l'avanspettacolo, ma ci sono anche i bombardamenti a San Lorenzo. Splendida la musica che ricorda la Roma imperiale, anche nel bordello, dove la mignottona mora rimanda ai lupanari dell'antichità con le pareti rosso pompeiano. C'è la Roma moderna (anni 70, ormai passata pure quella) con il traffico, i capelloni e i drogati. Allucinato. Il culmine si ha nella sfilata dei preti.
MEMORABILE: A Fernanda! Viè giù! Pericle, Pericle... Che voi? Vattelapianderculo!

Jofielias 17/12/11 08:40 - 170 commenti

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L'Amarcord della seconda patria del Maestro è un film senza struttura narrativa ma di incomparabile suggestione visiva. Fellini vibra di desiderio per la città eterna tanto da volerla possedere tutta, in ogni vicolo, in ogni scorcio, in ogni volto, in ogni frase. Col suo inconfondibile stile onirico mette in scena una Roma barocca, grottesca, surreale, triviale, carnale, decadente, caciarona e sporca, alternando momenti di inarrivabile emozione (la distruzione degli affreschi) a bozzetti popolari tanto triviali quanto efficaci (il bordello).
MEMORABILE: La sfilata di moda clericale.

Nancy 6/02/12 01:01 - 774 commenti

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Il film parte bene con le vicende del ragazzo vestito di bianco in giro per una Roma ruspante e bonaria - come se la ricordava Fellini negli anni 40 - ma poi si arena e inizia a stancare quando si torna agli anni 70 con gli hippie e la dimensione di meta-cinema come quella che è mostrata nelle sequenze contemporanee. Gli spunti buoni non mancano: vengono in mente la sequenza degli affreschi, quella con Anna Magnani o quella della sfilata (stilisticamente ottima), ma sono talmente sfilacciati che è difficile riuscire davvero ad apprezzarli.
MEMORABILE: La scena della mangiata romana alla trattoria.

Harrys 3/04/12 19:05 - 683 commenti

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Una delle gemme meno citate del suo autore, reputata dal sottoscritto la più fulgida di tutte. Romanità verace premettendo, uno sguardo trasversale volutamente equivoco e distaccato quanto tremendamente d'impatto. Sul fil rouge dello scorcio autobiografico si dipana l'antagonismo della Roma pre e post bellica, con le sue viscerali contraddizioni e antinomie. Non fosse per gli strascichi polemici che l'affermazione provocherebbe, chissà se qualcuno ha mai inquadrato il film nell'ottica dei mondo-movie... Ai posteri la sfilata clericale. *****

Ronax 18/12/12 01:46 - 958 commenti

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Fellini rinuncia all'intreccio narrativo e si abbandona al piacere di vagare senza una meta precisa nella sua Roma interiore più che in quella reale, fra passato e presente, fra ricordi avvolti dal sogno e realtà attuale (quella, lontanissima, dei primi anni settanta). Non tutto è amalgamato e sequenze di grande suggestione, come la ricostruzione dei bordelli anni '30 e il delirante defilè ecclesiastico, si alternino a banalità macchiettistiche e finto-documentaristiche, come le abbuffate in piazza e le pseudo-interviste. Comunque da vedere.
MEMORABILE: Alvaro Vitali, guitto d'avanspettacolo, che si esibisce in un'imitazione di Fred Astaire.

Matalo! 15/05/13 19:43 - 1368 commenti

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Attraverso diversi punti di vista (da fuori, da dentro, nel passato) Fellini cerca la sua città d'adozione. Solo un provinciale poteva vedere cose che ai residenti spesso fuggono. La sostanza di Roma? Più che la Magnani, in un cameo, forse è nella gigantesca prostituta-centurione che, dopo la marchetta, si staglia superba nella notte. Anticipi di Amarcord, ricordi di Satyricon. Magistrali convivenze di piani diversi, di rara cupezza. Anche quando si ride si è inghiottiti nel buio e nelle fiamme da Pandemonio del Colosseo incendiato.
MEMORABILE: La luce accecante e infernale dell'installazione dell'abito papale, terrorizzante.

Graf 12/10/13 21:09 - 708 commenti

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Il genio proteiforme del Fellini, tra rievocazioni sul filo della memoria, cinema in presa diretta, reinvenzioni fantastiche di fatti e avvenimenti, annotazioni diaristiche, folgoranti intuizioni poetiche, immagini documentaristiche e sequenze immaginifiche riesce a ricompattare a una miracolosa unità un discorso frammentario e privo di schemi narrativi che va oltre la dolcezza della memoria, l’ironia amabile o la satira pungente per andare dritto a esplorare il senso ultimo di una città che è anche una civiltà umana e un'esperienza antropologica.
MEMORABILE: L'ingorgo sul G.R.A.; Il mondo dell'avanspettacolo; Lo scavo della metropolitana; La "strippata" gastronomica all'aperto; La sfilata di moda ecclesiastica.

Gabrius79 25/11/13 22:48 - 1253 commenti

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Omaggio di Federico Fellini alla città eterna in cui vengono miscelati momenti di ironia a momenti pittoreschi. Lo schema è quello classico felliniano, dove vi sono personaggi bizzarri e simpatici (vediamo Alvaro Vitali e Ennio Antonelli fra gli altri) e interessanti camei di Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Anna Magnani (qui alla sua ultima apparizione).

Ryo 10/01/14 23:59 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

Fellini dipinge, in questo lungometraggio, la sua città preferita. Lo fa volando di situazione in situazione, saltando fra varie epoche, confrontando, divertendo e anche criticando. Meravigliosa video-cartolina che mostra gli aspetti più disparati, prendendosi pure il tempo di denunciare lo sfarzo inutile della chiesa.
MEMORABILE: La sfilata di moda ecclesiastica; Il confronto fra il bordello di ieri e quello di oggi; La sequenza dei motociclisti per i monumenti.

Fauno 25/02/14 22:45 - 1986 commenti

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Coi ricordi d'infanzia Fellini anticipa Amarcord, ma dove colpisce e lascia il segno è nella descrizione del primo impatto con l'Urbe e coi romani, col loro carattere prorompente, esuberante e le loro battute molto salaci... Migliora perfino con la modernità del raccordo anulare, gli ingegneri-archeologi della metropolitana, sommersi di carteggi, per raggiungere lo zenit con l'intervista-faro al grande Gore Vidal. Peccato nel mezzo ci siano altre interviste a persone becere e l'inutile, per quanto spettacolare, sfilata di tonache ecclesiastiche.
MEMORABILE: "Se vedi persone che lavorano, stai guardando un'altra città!"; Il menù dei balilla (non per niente la diuresi era sinonimo di salute), col karkadè...

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Mickes2 9/06/14 09:28 - 1668 commenti

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Affresco infernale e trasognante, sfacciato e intima, goliardico e dissacrante, elegiaco e fiammeggiante sulla città di Roma. Fellini (ci) dice “a m'arcord così” e ce la mostra attraverso gli scampoli della sua memoria in chiave finanche nostalgica. Un profluvio di immagini e associazioni, un tour de force in cui l’occhio della mdp è indiavolato come le strade del GRA che si collegano al centro, oscuro come gli scavi della metrò, verace e ruspante come i commensali al ristorante e infine tenero, candido e genuino come il sorriso della Magnani.

Rufus68 7/03/17 23:18 - 3343 commenti

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Se le iniziali parti nostalgiche sono insidiate da un manierismo un po' facile (pur se anticipatore dei temi del successivo Amarcord), il prosieguo è cinema d'alto livello: Fellini miscela felicemente materia bassa (la debordante suburra dei teatri e dei ristoranti) e alta (la straordinaria sequenza della casa romana; la sfilata di moda ecclesiastica), fra nostalgia e grottesco, commozione e accensione espressionista. Un mondo antico svanisce, il nuovo irrompe: Roma non perit?

Minitina80 5/08/17 08:36 - 2512 commenti

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Solo Fellini poteva girare un film del genere permettendosi il lusso di mostrare alla luce del sole l’anima di Roma, di cui dimostra di aver capito molto. Il quadro che emerge non è brillante, poiché si riconosce una città che avrebbe potuto essere qualcosa di importante e invece non lo è stato. L’infernale raccordo anulare, l’ipocrisia ecclesiastica, i bordelli e le mangiate alle osterie in cui è emerge l’animo pecoreccio e umile della Roma dei vicoli e dei sobborghi. Un piccolo capolavoro che negli anni purtroppo amplifica il suo significato.
MEMORABILE: Gli affreschi sotterranei che svaniscono all’aria, la sfilata ecclesiastica.

Myvincent 6/04/18 18:09 - 2783 commenti

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Roma divora voracemente sé stessa restituendo le bianche ossa dei suoi monumenti e sepolcri. Così Fellini inonda lo schermo della fisionomia di una città contraddittoria che forse, più che altro, è una filosofia di pensiero, un modus vivendi, un'Italia dentro l'Italia. Il volano sono gli "amarcord" degli anni '40 di mussoliniana memoria, scaraventati in quelli allora contemporanei '70, ancora in fase larvale. Più che un film, una serie di quadri viventi di straordinaria inventiva.
MEMORABILE: L'ultimo commiato sorridente di Nannarella; Le scene tagliate e mai edite su Mastroianni e Sordi.

Rocchiola 21/01/20 08:30 - 898 commenti

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Quasi un documentario sulla città eterna. L’inizio in provincia sembra anticipare Amarcord, poi ci si sposta a Roma seguendo l’arrivo di un giovane giornalista alla stazione Termini nel 1939 e i suoi primi contatti con l’ambiente cittadino. Se nella prima parte il film segue questo esile canovaccio, nella seconda diventa ancor più libero e frammentario, con sequenze totalmente disgiunte l’una dall’altra. Uno dei Fellini più veraci, equamente diviso tra momenti di realismo burino e onirica visionarietà, con molte sequenze memorabili. Da rivalutare.
MEMORABILE: L’ingorgo notturno; Il musical al tempo della guerra; La cena in strada col tram tra i tavoli; Gli affreschi nelle catacombe; La sfilata talare.

Magi94 9/11/20 14:02 - 749 commenti

I gusti di Magi94

Strabordante opera del maestro di Rimini, con una parte giovanile, in epoca fascista, che sembra riprendere i toni popolari e i colori del Satyricon, seguita da una parte moderna in cui il delirio della città-inferno ricorda invece Toby Dammitt, salvato solo dalla spontaneità e la luminosità dei figli dei fiori. Fellini dipinge alla perfezione le due anime della città eterna: da un lato la perenne, inestinguibile decadenza (l'incipit, gli affreschi, la sfilata di moda ecclesiastica), dall'altra un'umanità spropositata e varia che la abita senza rendersene conto.
MEMORABILE: "È il mondo che deve seguire la chiesa e non il contrario"; La scena con la Magnani, elementare ma anima del film; I celerini che caricano.

Daniela 2/02/21 21:06 - 10206 commenti

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Pur dall'alto della sua statura di maestro del cinema, Fellini continua a vedere Roma come il provinciale Moraldo: metropoli dalle infinite possibilità in cui i sogni possono avversarsi ma ammaliatrice, caotica e peccaminosa, madre e prostituta nello stesso tempo. In questo che è il suo omaggio più esplicito alla città, si alternano ricordi biografici, frammenti di modernità semi-realistici, pennellate grottesche: il risultato è un affresco allucinato, caotico, lussuoso/luttuoso destinato a incidersi nella memoria, al contrario delle pitture antiche che si dissolvono alla luce. 
MEMORABILE: La scoperta durante gli scavi nella metropolitana; Roma di notte; La sfilata di moda sacerdotale. 

Paulaster 21/04/21 09:46 - 3098 commenti

I gusti di Paulaster

Fellini omaggia a modo suo la permanenza a Roma, tra ricordi dell'epoca fascista fino agli hippie degli anni 70. Senza un filo conduttore si apprezzano i momenti singoli come l'avanspettacolo, le case di tolleranza e gli sfottò ecclesiali. Inutile l'autocitazione e il fingere che sia un documentario; scarsa vena anche quando Fellini racconta gli ultimi periodi in cui si palesa l'essere fuori tempo e l'insistere sulla maleducazione romana. Nel complesso le sue caratteristiche di genio registico si fanno notare nelle idee e negli ariosi movimenti di macchina.
MEMORABILE: Gli affreschi che spariscono; Le moto chiassose tra i monumenti; I modelli della sfilata (copiati ne Il piccolo diavolo).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 4/02/12 18:27
    Consigliere - 44424 interventi
    D'accordo, comprendo il tuo essere un po' così, basito. Cosa proponi?
  • Discussione Rebis • 4/02/12 18:30
    Gestione sicurezza - 4304 interventi
    Sarebbe "grottesco" ma in assenza meglio mettere "drammatico" imho
  • Discussione Gugly • 4/02/12 18:49
    Segretario - 4667 interventi
    In un certo qual senso drammatico lo è....
  • Discussione Zender • 4/02/12 18:51
    Consigliere - 44424 interventi
    Sentiamo l'interessato anche, mi pare giusto.
  • Discussione B. Legnani • 4/02/12 23:40
    Consigliere - 14194 interventi
    Zender ebbe a dire:
    D'accordo, comprendo il tuo essere un po' così, basito. Cosa proponi?

    Commedia, come dicono Morandini, Farinotti, cinematografo.it, mymovies.it, IMDb ecc.

    C'è, qua e là, un po' di drammatico, ma in misura molto minore.
  • Discussione Zender • 5/02/12 08:35
    Consigliere - 44424 interventi
    D'accordo, seguiamo la massa.
  • Discussione Lucius • 27/05/13 11:36
    Scrivano - 8483 interventi
    Ottimo Roger.Location storica!Bravissimo!!
    Ultima modifica: 27/05/13 11:36 da Lucius
  • Homevideo Rocchiola • 17/08/18 17:25
    Call center Davinotti - 1201 interventi
    In ambito ’home-video consiglio vivamente il bluray dell’'inglese della Eureka! con audio italiano visibile anche senza sottotitoli e con un trasferimento in HD nuovo di zecca dall’immagine ottima, pulita e ben definita con giusto qualche passaggio un po' più granuloso della media. L'’audio italiano mono originale è ottimo. C’è anche un bel booklet a colori di 32 pagine (ovviamente in inglese) e tra gli extra ci sono le scene tagliate dal regista per la versione del film distribuita all’estero che comprendo i due famosi camei di Mastroianni e Sordi. Attenzione la versione nostrana in DVD uscita qualche tempo fa per la Munstang e spacciata come versione integrale, è invece esattamente identica al BD Eureka! Con il film che dura circa 120 minuti (nel DVD sono 115) e tra gli extra l’aggiunta di un quarto d’ora circa di scene tagliate. Dopo la prima presentazione del film, Fellini in accordo con il produttore e lo sceneggiatore Zapponi, decise di alleggerirlo per la distribuzione sul mercato internazionale. Solo questa versione definitiva è disponibile in home-video, non esiste una versione uncut !!!
    Ultima modifica: 21/01/20 08:32 da Rocchiola
  • Discussione Rocchiola • 17/08/18 17:30
    Call center Davinotti - 1201 interventi
    Tra le comparse del film troviamo anche il cantautore americano Elliott Murphy, il cui mitico esordio musicale nel 1973 con l’album Aquashow, resta uno dei capolavori di culto della musica d’autore americana.

    Ecco un estratto dell’intervista rilasciata dal cantautore al Corriere Romagna in occasione di un recente concerto italiano tenuto a Rimini (sorta di festival omaggio a Bruce Springsteen), in cui ricorda l’esperienza con il maestro romagnolo:
    Murphy sarà nel luogo natale di Federico Fellini, un artista del quale si è sempre dichiarato fan: nel 1972 fece da comparsa nel suo film Roma, e molti anni dopo gli scrisse una lettera ricordandoglielo, cui il Maestro riminese rispose con una lettera, poi donata alla Cineteca di Bologna, che sarà mostrata durante il concerto”.
    Cosa ricorda il musicista americano di quella comparsata?
    «In quegli anni vivevo a Roma, cercando di campare facendo il musicista e l’attore; Fellini fece il casting per il film, e mio fratello Matthew e io arrivammo a Cinecittà su un’Harley Davidson prestata da un amico. Credo che Fellini abbia pensato che fossimo un perfetto esempio di hippies eleganti, e ci assunse per una settimana di riprese. Quando mi mise la mano sulla spalla e mi disse “stai fermo qui ragazzo” rimasi pietrificato. Era un grande artista; non ce ne saranno mai più come lui».
    Ultima modifica: 17/08/18 22:57 da Zender
  • Curiosità Fauno • 22/10/18 01:07
    Contratto a progetto - 2571 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, un flano del film: