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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Due anni dopo il clamoroso successo di DIVORZIO ALL’ITALIANA Germi torna in Sicilia per girare un'altra fenomenale commedia corale, in cui il senso dell'onore e della famiglia, alla base della cultura regionale, esplodono in un tortuoso - e incredibile - tira e molla tra Agnese (Stefania Sandrelli, cui si riferisce il titolo) e Peppino (Aldo Puglisi), che a volte pare addirittura svilupparsi come un vero e proprio giallo, per chi non comprende l'arretratezza dei comportamenti dei protagonisti. Ma non è solo la coppia incriminata ad animare il film. Anzi, a dominare con le sue urla è soprattutto un fenomenale Saro Urzì (premiato con la Palma d'Oro e il Nastro d'Argento!), motore...Leggi tutto di ogni azione e reazione, mentre tra le seconde file si rendono indimenticabili Leopoldo Trieste (il barone) e, seppur per un breve intermezzo, il giovane Lando Buzzanca (è il fratello Antonio, quasi sempre zitto, si attiva solo quando parte a cercare Peppino, ma il suo fulminante duetto con Urzì è da antologia). Germi sa dirigere il cast con una bravura incomparabile ed è principalmente per questo (ma anche per una regia davvero eccellente e un ritmo incalzante) che SEDOTTA E ABBANDONATA resta una delle nostre commedie più gustose di sempre. Se tutto il film riuscisse a mantenere l'eleganza, la scorrevolezza, la splendida qualità nella sceneggiatura della prima metà sarebbe quasi un capolavoro assoluto. Poi invece tende un po' a cedere, dovendo sottostare alle esigenze di un copione (scritto dallo stesso Germi con Age, Scarpelli e Luciano Vincenzoni) altalenante. In ogni caso è una commedia tutta da godere, che mette ferocemente alla berlina i costumi siciliani inquadrandone le caratteristiche più bieche. La scena finale è geniale e del tutto coerente.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 7/02/07 12:02 - 2674 commenti

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Altro riuscito tentativo di Pietro Germi di critica alla mentalità della società siciliana dell'epoca. Saro Urzì è protagonista indimenticabile, ma non da meno sono gli attori che lo circondano. Sono commedie come queste che fecero grande il nostro cinema negli anni 60-70. Interessante come viene affontata la ricostruzione della stessa scena di seduzione in tre diversi momenti del film. Peccato che la seconda parte della pellicola sia leggermente inferiore alla prima. Da scoprire o riscoprire.

B. Legnani 3/09/07 21:30 - 4690 commenti

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Il vero protagonista della pellicola è Saro Urzì, che sforna una favolosa prestazione sul grottesco, con la quale cattura in modo magnetico lo sguardo e l'attenzione. Poi si ricorda Leopoldo Trieste, anch'egli maschera grottesca. Curiosamente passano in secondo piano i due giovani, per quanto decisamente bravi. Film forse meno graffiante rispetto all'ottimo Divorzio all'italiana, ma parimenti imperdibile.

Almayer 16/10/07 10:28 - 169 commenti

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Splendida questa commedia di Germi, che torna alla Sicilia di Divorzio dando più spazio alla Sandrelli e senza avere un vero "pezzo da 90" come Mastroianni. Ma Urzì e gli altri non fanno rimpiangere Marcello e il risultato è una bella commedia acida sui costumi siciliani (nazionali?); Germi comunque a mio avviso già ha in incubazione le idee che lo porteranno a realizzare quello che ritengo il suo capolavoro, Signore & Signori. A questo proposito ricordo i dialoghi tra il capo dei Carabinieri e giovane appuntato ingenuo, arrivato appunto da Treviso.

Galbo 24/06/08 07:28 - 11343 commenti

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Grandissimo film del maestro Pietro Germi che, a metà degli Anni Sessanta, effettuò un pungente ritratto della realtà siciliana (specie quella di provincia), totalmente fondata sul concetto di onore e sulle apparenze sociali. Da questo punto di vista alcune scene sono da antologia della storia del cinema italiano (e non solo). Ottima la sceneggiatura, assai efficace la regia, molto azzeccato il cast in cui, accanto alla brava Sandrelli, compaiono volti meno noti al grande pubblico (Saro Urzì), ma efficacissimi.

Ammiraglio 26/06/08 13:09 - 150 commenti

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Onore e famiglia. Concetti semplici eppure in grado di generare una serie di eventi e situazioni al limite dell'inconcepibile agli occhi di un "moderno" osservatore. Eppure su tali concetti si fondava l'intera società descritta nel film. Una società che viveva solo ed unicamente abbagliata dall'importanza di mantenersi rispettabili e onorevoli. Per lo meno all'apparenza. Come il film dimostra, l'unica cosa importante è quello che dice e/o pensa la gente.
MEMORABILE: Il maresciallo che, ripetutamente, osserva la carta geografica dell'Italia e con la mano destra copre la Sicilia.

Cif 7/01/09 02:18 - 272 commenti

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Questo film rappresenta un'epoca ed una terra, la Sicilia, in maniera a tratti grottesca ma mai scollegata dal vero. Lo studio ed il tentativo (arduo!) di spiegare ai "continentali" mentalità, valori ed ataviche usanze di un paese della entroterra siciliano è magistrale, ed a mio avviso ancor più efficace di quanto compiuto da altre celebri pellicole, quali Divorzio all'italiana o Il bell'Antonio. Una spanna sopra gli altri attori (tutti bravissimi!) si segnala la strepitosa e commovente interpretazione del padre, Saro Urzì. Quattro pallini.

R.f.e. 17/08/09 19:15 - 817 commenti

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Classico assoluto. Uno dei film che mi divertono di più da sempre. A parte che amo Germi (insieme a Lattuada è il mio regista italiano preferito), ma mi sono sempre piegato in due dalle risate. Spesso anche per piccoli particolari marginali, come quando Puglisi racconta la SUA versione della "seduzione" e a un certo punto dice "ma cosa penserai di me..." (lui a lei, capito?) oppure, poco prima, quando la Sandrelli si avvicina civettuola e sebbene forse si noti poco... lui legge "Famiglia Cristiana"!!! Tanto per renderlo ancora più innocentino...

Saintgifts 29/10/09 17:43 - 4098 commenti

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Ogni regista ha i suoi attori preferiti: Saro Urzì, uno dei preferiti di Pietro Germi, in questa "commedia" dà una interpretazione formidabile del padre-padrone della sedotta, una splendida Sandrelli, vera siciliana della Toscana. Le spregevolezze, qui messe in commedia, di culture e usanze di una Italia (Sicilia) forse non ancora scomparse a tutt'oggi. Sedurre la sorella minorenne della propria fidanzata che è appisolata nella stessa stanza e non volerla poi sposare perché se questa ha ceduto, vuol dire che è una puttana. Germi ancora grande.
MEMORABILE: Tutti i componenti la famiglia visti nei loro rispettivi letti.

Gugly 1/11/09 10:16 - 1013 commenti

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Film di facce, dove a spiccare è quella di Saro Urzì, il capofamiglia che affannosamente cerca di far rispettare codici consueti nella Sicilia del tempo e forse di oggi. Gli fanno coro famiglia, parenti e amici tutti intenti a complicare fino all'inverosimile una questione che ha come centro l'esile Agnese, una Sandrelli sempre ad occhi bassi. Il moralismo di Germi è palpabile in ogni fotogramma, ma qui funziona e giustamente ci fa indignare. Ma il nucleo fondante della colpa della donna non resiste ancora oggi?
MEMORABILE: Il tentativo di rapimento; la faccia stupita del giovane carabiniere trevigiano.

Rebis 24/02/10 17:36 - 2088 commenti

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Gli estimatori dei "revenge movies" dovrebbero fare quattro passi nel cinema di Pietro Germi per saggiare la viscosa, palpitante visceralità dell'orgoglio nostrano, la bruciante e insopprimibile onta della vergogna... In una riarsa Sicilia post-atomica, ammantata di virulenta e moralistica "mediocritas", l'alterigia western e le ronzanti mollezze del noir informano di grotteschi e umorali sudori la sopraffina scrittura di Age e Scarpelli. Iconica la Sandrelli. Cultissimo del nostro cinema. Da guardare in compagnia di una ragazza con la pistola per respirare almeno una boccata di rivalsa. Feroce.

Gestarsh99 14/08/10 11:58 - 1315 commenti

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Secondo capitolo del magistrale trittico germiano, ancora più perfido e cattivo del precedente. Germi si sbizzarrisce senza pietà, scatenando il suo carrozzone di maschere deformi alla Bosch e prendendo duramente di mira costumi e mentalità di quel meridione odiato/amato. A cosa può arrivare l'umana volontà pur di preservare un illogico senso dell'onore e della pubblica rispettabilità? Ce lo mostrerà il nodoso e manesco Saro Urzì, deus ex-machina di istrionica potenza, artefice di tutta una impalcatura destinata a crollargli addosso. Capolavoro.

Luchi78 17/12/12 14:30 - 1521 commenti

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Pilastro fondamentale del nostro cinema, dove la commedia sposa alla perfezione i biechi costumi del nostro remoto sud. Una regia a tratti esaltante, ma soprattutto un cast che più azzeccato non si può: la Sandrelli è struggente nella sua bellezza innocente, Urzì è una maschera in continua evoluzione, la sorella Matilde (Paola Biggio) triste e comica allo stesso tempo, che non capisce un'acca di ciò che le accade. Un piccolo capolavoro.

Panza 14/01/13 15:45 - 1488 commenti

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Il vero protagonista del film è Urzì (non a caso è anche nel Padrino), che spadroneggia come capofamiglia iper-protettivo e a cui importa solo l'onore. Con una spietata e cinica critica, Germi mette alla berlina la società siciliana, quella più arretrata e conservatrice. Un cast fenomenale e un'ottima fotografia sono alcuni dei fattori che rendono questo film davvero interessante e importante, da apprezzare per capire come fossero le cose cinquant'anni fa. Il finale beffardo racchiude il messaggio di questo meccanismo ben oliato e ancora attuale.

Viccrowley 18/06/13 15:26 - 803 commenti

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La realtà siciliana dell'epoca vista attraverso la lente del grande Pietro Germi. Grottesco, a tratti quasi sperimentale (i grandangoli e i primissimi piani nella sequenza onirica in tribunale), Germi racconta con ironia e con amore verso personaggi sopra le righe, una vicenda di onore e rispettabilità  sociale. La famiglia vista come un compendium unico asservito al dovere di essere socialmente consona ai dettami popolarmente riconosciuti. Perfino la legge chiude un occhio quando in gioco c'è l'onore. Memorabile Saro Urzì padre/padrone disonorato.
MEMORABILE: "È una questione d'onore, è sempre una questione d'onore".

Daniela 12/11/13 11:12 - 9218 commenti

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Sedotta dal fidanzato dalla sorella, una ragazza mal si rassegna ad un matrimonio "riparatore" ma il padre è protervamente intenzionato a salvaguardare l'onore familiare... Germi torna al lardo (la Sicilia immota, l'onore/feticcio) e ci lascia ancora una volta lo zampino: se non siamo ai livelli di capolavoro assoluto come nel film precedente, è per un eccesso di sarcasmo che fa traboccare il vaso dell'ironia castigatrice nel grottesco macchiettistico. Il pur memorabile Saro Urzì risulta così meno convincente del fine Mastroianni. 3+
MEMORABILE: La versione del seduttore

Mickes2 17/11/13 13:23 - 1668 commenti

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La Sicilia, Germi asseriva, “è come un‘Italia due volte”. L’onore e la famiglia due volte più importanti, vitali, necessari per un non precisamente definito, finanche malsano e grottesco, senso della rispettabilità e dell’etica del quieto vivere. Altra fantastica opera del maestro genovese, che come un chirurgo dell’antropologia seziona le viscere di un paese indefinibile, con troppi ingredienti, come una cassata siciliana variegata, gustosa, ma forse anche indigesta può creare piaceri e dolori a seconda della quantità con cui la si persevera.
MEMORABILE: La pazzesca, viscerale intepretazione di Saro Urzì.

Liv 24/08/16 22:58 - 237 commenti

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Pietro Germi, dopo il successo di Divorzio all'italiana, ci regala un altro film sulla stessa linea. Naturalmente, si sente in dovere di premere sull'acceleratore. N e esce un film ben fatto, molto ben recitato, ma che oggi trovo prolisso, sopra le righe, interminabile nei suoi giri e colpi di scena, che poi sono prevedibili. I film di critica sociale col tempo perdono la loro forza. Oggi, vedendo com'è finita la nostra società, quella siciliana di allora mi sembra quasi preferibile.

Rambo90 25/10/16 23:55 - 6317 commenti

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Efficacissima satira di Germi sulla Sicilia arretrata degli Anni Sessanta, tra onore da mantenere a qualsiasi posto e figura sottomessa della donna. Il tutto condotto da una sceneggiatura graffiante e divertente, che non perde un colpo e si snoda velocemente nonostante la lunga durata. Bravissimo Urzì, capitano di una serie di personaggi grotteschi e imperdibili, tra cui spiccano Trieste e un Buzzanca particolarmente tonto. Da vedere e rivedere.

Thedude94 29/12/16 19:19 - 540 commenti

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Nella stessa Sicilia di Divorzio all'italiana, un'altra commedia grottesca sui temi della famiglia e dell'onore firmata Germi. Il cast è eccellente, in particolare un Saro Urzì in forma come non mai, tra grida e urla come un buon padre di famiglia farebbe dinanzi alle inadempienze delle proprie figlie; una di queste, Agnese (Sandrelli), vive nel terrore di lui ed è in contrasto con il suo cuore, che è stato sedotto dal fidanzato della sorella. Il delitto d'onore viene ritrattato quasi nella stessa maniera, ma la storia è ben differente.

Magi94 30/11/17 19:45 - 656 commenti

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Una tragicommedia potentissima, che combatte per l'emancipazione della donna molto prima degli anni della contestazione. Pirandelliana in un modo spietato, prende di mira il maschilismo, l'apparenza e il vuoto onore siciliano senza lasciare scampo a nessuno, facendo perdere quasi ogni tono umoristico a favore degli aspetti più tragici incarnati nell'ottima e giovanissima Sandrelli. Sebbene la sceneggiatura perda un paio di colpi nella seconda metà, rimane ancora frizzante, magnificamente recitata (su tutti Saro Urzì) e in certo senso attuale.
MEMORABILE: Saro Urzì spiega al pretore che la sua famiglia è sempre stata onorevole, siccome mai si è abbassata a rivolgersi alla giustizia.

Giacomovie 17/04/18 16:08 - 1341 commenti

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La sedicenne Agnese cede alle avances del futuro cognato, ma le nozze riparatrici si rivelano complicate. Germi sfrutta abilmente il bianco e nero rendendo ogni inquadratura una foto artistica e sa analizzare i risvolti drammatici del concetto di "onore" insito nella cultura meridionale. Nel finale calca la mano su una certa teatralità ma rimane un film notevole. Grande prova della Sandrelli e premio speciale a Cannes.

Jandileida 29/04/18 00:01 - 1247 commenti

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Di nuovo Germi si prende l'onere di sbeffeggiare l'ondivaga moralità pubblica degli italiani. Se qua e là si soffre per un andamento un po' ripetitivo, è difficile dimenticare alcune scene in cui un catalizzante Urzì dà corpo e anima a tutta l'ambiguità di un mondo legato a valori che già all'inizio degli anni '60 vedevano perdere la loro centralità fino a diventare niente più che uno spettacolo di pupi. Regia sempre sapiente, attori in parte: la Sandrelli entrava definitivamente nell'immaginario erotico italico per uscirne, forse, decenni dopo.

Rocchiola 17/12/18 10:46 - 856 commenti

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Quasi un remake del precedente Divorzio all’italiana. Ma il film non è affatto minore rispetto al suo illustre predecessore; anzi, Germi accentua i toni polemici nei confronti della concezione meridionale dell’onore. Regia quasi barocca ricca di zoom e grandangoli deformanti. Memorabili Urzì il cui isterismo esasperato sembra anticipare i personaggi della Wertmüller e Trieste nobile decaduto gran amante di pastasciutte. Anche Buzzanca offre la sua miglior performance di sempre. Acido e caustico esempio di cinema italiano di genere ormai scomparso.
MEMORABILE: I tentativi di suicidio del Barone; La canna fumaria della stufa come mezzo di comunicazione della reclusa Agnese; L’arrivo in paese delle prostitute.

Zoltan 2/07/20 12:16 - 131 commenti

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La Sicilia retrograda, quella del patriarchismo figlio di un estremo maschilismo e quella dell' "onore" da difendere a tutti i costi, viene sbeffeggiata con gusto e tatto da Germi in un film dal forte spirito satirico ma per certi versi anche educativo. L'ossessione per l'illibatezza viene mostrata in tutta la sua ridicolaggine, tanto da portare il padre a chiedere al figlio (Buzzanca, autore di espressioni facciali memorabili) di uccidere il seduttore colpevole. Ottimo esempio di cinema capace di documentare come si era, per non tornare indietro.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 1/11/09 10:18
    Segretario - 4678 interventi
    L'attore che interpreta l'appuntato trevigiano mi sembra il medesimo che interpreta un giovane calciatore, guarda caso sempre trevigiano, ne Il commissario Pepe di Scola, 1969.

    Vi ricordate, è quel giovane calciatore trattenuto in clinica da un primario un po' troppo preoccupato per lui (il grande in tutti i sensi Faà di Bruno).
  • Homevideo Homesick • 1/02/10 17:43
    Capo scrivano - 1381 interventi
    Il dvd uscito nel 2003 per Hobby & Work è lo stesso pubblicato l'anno precedente da Cristaldi, ma - a differenza di Divorzio all'italiana - non ci sono gli extras.
  • Homevideo Zender • 1/02/10 20:40
    Consigliere - 43516 interventi
    Considerato che quello splendido della Cristaldi l'ho visto ripetutamente occhieggiare dai cestoni "tutto a 5 e 90" non capisco che senso abbia farlo uscire in edicola...
  • Homevideo Rocchiola • 17/12/18 10:53
    Call center Davinotti - 1124 interventi
    Nel frattempo è uscito anche in bluray a cura della Cecchi Gori. La copertina non reca alcuna indicazione sulla natura del master utilizzato. A mio avviso si tratta di una buona edizione anche se il sito bluray.com gli assegna solo 2 punti su 5 come qualità video. In verità l’immagine è pulita e priva di difetti ed imperfezioni, anche se apapre un pò piatta e poco definita. Il bianco-nero poi è troppo troppo luminoso e c'è poco contrasto. L’audio DTS 2.0 è buono forse un pochino basso come livello d’uscita ma pulito e chiaro. In ogni caso per ora non c'è di meglio ed anche il vecchio DVD della Cristaldi appare molto simile all'edizione in BD, che forse ha usato proprio questo vecchio master trasferendolo in HD. Qui di seguito riporto la valutazione di bluray.com:
    https://www.blu-ray.com/movies/Seduced-and-Abandoned-Blu-ray/106998/
    Ultima modifica: 17/12/18 16:26 da Zender
  • Homevideo Zender • 17/12/18 16:27
    Consigliere - 43516 interventi
    Io ne ho sempre sentito parlare così male (avevo visto dei frame in cui si vedeva nebbia alta, definizione bassa, bianchi sparati...) che ho dovuto rinunciare a prendere un film che amo molto...