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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Senza mezzi termini un capolavoro. Un affresco epico di straordinaria intensità (merito del sottovalutato John Milius, che avrebbe dovuto esserne il regista con George Lucas e invece si limita a co-firmare la sceneggiatura) diretto da un Francis Ford Coppola ispiratissimo, dedito anima e corpo (tanto da mettere a repentaglio il proprio matrimonio) in un'operazione ciclopica. Costata un'enormità, travagliata da mille piccoli e grandi incidenti di percorso che hanno reso mitico il film prima ancora che uscisse nelle sale. Fin dall'incipit commentato dalla splendida “The End” dei Doors veniamo catapultati nell'inferno vietnamita (in realtà siamo nelle Filippine e a Santo Domingo) dove le palme bruciano sotto il napalm. E non ne usciamo più...Leggi tutto fino alla fine (non ci sono titoli di testa e quelli di coda sono stati aggiunti solo in un secondo tempo), imbarcati anche noi nell'avventura del capitano Wheeler (Martin Sheen), mandato fino in Cambogia a cercare e uccidere il colonnello Kurtz (Marlon Brando), pluridecorato berretto verde di cui si sono perse le tracce e che pare sia diventato un pazzo pericoloso. Il film è il racconto del viaggio via fiume di Wheeler, che incontrerà ogni sorta di pericoli (tigri comprese!) per arrivare alla mèta definitiva (in tutti i sensi). Ma non si può dimenticare cosa c'è prima (gli elicotteri di Robert Duvall che attaccano un villaggio vietnamita mentre rimbomba la “Cavalcata delle Valchirie”) e dopo (un Brando apocalittico, immerso nelle tenebre e primo autore di un personaggio diventato leggenda, nel film e fuori). Imprescindibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 31/01/07 21:15 - 5737 commenti

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Un capolavoro assoluto. Spietato nel mettere a nudo i sentimenti dell'uomo coinvolto nella guerra, epico nel mettere in scena le manovre militari scandite dalle musiche di Wagner. Stupenda la fotografia di Storaro; strastraordinari Brando e Sheen; beffardi Duvall e Hopper. Colossale e imprescindibile.

B. Legnani 31/01/07 21:32 - 4687 commenti

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Fantastico, eccezionale capolavoro, il miglior film sul Vietnam, per il quale è impossibile dire "ne guardo cinque minuti", perché si resta lì fino in fondo, anche alla decima visione. Splendido Sheen, assolutamente da brividi Brando, isolato e voglioso di "cupio dissolvi" nella sua disperata Salò indocinese. Interessanti citazioni da Aguirre, furore di Dio. Il doppiaggio italiano originale (favoloso) è meglio di quello, pur buono, dell'edizione Redux.
MEMORABILE: Brando che riceve Sheen, "garzone di bottega".

Renato 28/06/07 23:59 - 1528 commenti

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Un film meraviglioso, emozionante e di grande spessore intellettuale. Coppola ha preso un romanzo -già grandioso di suo- e ne ha tratto uno dei più bei film che ricordi di avere visto, visivamente pazzesco e con una forza straordinaria, quasi spaventosa. Anche rivedendolo una dozzina di volte, non sono riuscito a trovarlo meno efficace della prima; davvero troppe le sequenze spettacolari. Apocalypse now è forse l'unica pellicola che si avvicina almeno in parte a far comprendere ad un profano cosa sia la follia della guerra, Vietnam o meno. Irripetibile, purtroppo.
MEMORABILE: L'entrata in scena di Marlon Brando dopo quasi 2 ore di film.

Caesars 2/08/07 10:14 - 2670 commenti

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Un buon film, probabilmente ottimo, che però mi ha sempre lasciato leggermente perplesso. Non so esattamente cosa gli manchi, o cosa abbia, per non farmelo giudicare un capolavoro, ma a me il film piace senza riuscire però ad entusiasmarmi. Mi manca la conoscenza del testo da cui Coppola è partito ("Cuore di tenebra" di Joseph Conrad) e questo è sicuramente un mio limite, comunque non posso non notare come il film sia girato benissimo e altrettanto ben interpretato (Marlon Brando è letteralmente superlativo e anche la fotografia è stupenda). Da vedere.

Galbo 5/09/07 06:12 - 11343 commenti

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Nessun film come questo (tranne forse Il Cacciatore di Cimino) riesce a trasportare lo spettatore così in profondità dentro gli orrori e la brutalità della guerra, mostrandone però contemporaneamente il fascino perverso agli occhi degli stessi soldati (vedi il personaggio di Duvall). Alcune scene sono da storia del cinema: gli elicotteri che si alzano all'alba con il volto di Sheen in sovraimpressione, gli attacchi al ritmo della Cavalcata delle Valchirie; la ciliegina sulla torta è l'imponente presenza scenica di Brando. Memorabile.

Flazich 18/06/08 00:10 - 658 commenti

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La guerra è dolore, violenza, follia: questa pellicola ne è la rappresentazione. Mai nessun film di guerra è riuscito a catturare così profondamente la malattia che corrompe le carni di chi è costretto a combattere. La risalita del fiume è la metafora della discesa dell'uomo verso qualcosa più grande e più forte di lui: qualcosa che non può controllare. Ottimi gli attori con un Marlon Brando assoluto nel suo chiaro scuro. Delirio totale.

Pigro 29/07/08 08:45 - 7727 commenti

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Film epico di straordinario respiro e carico di segni potenti che vanno ben oltre il semplice racconto. Una sorta di viaggio iniziatico per risalire, tra le anse del fiume vietnamita, dalla violenza cieca e assurda della guerra ai deliri altrettanto ciechi e assurdi della psiche umana, dentro il lato oscuro dei sentimenti e del pensiero. Una sinfonia del brivido, orchestrata da un direttore in piena grazia creativa e da attori eccellenti. Scene memorabili a iosa, ma il film è bello proprio nel suo fluire maestoso e compatto.

Matalo! 30/07/08 11:12 - 1368 commenti

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Vertigine assoluta, spossamento dei sensi, delirio dell'anima per uno dei film santi di sempre; girato tra mille difficoltà testimoniate dal documentario "Viaggio all'inferno", con Coppola che perdeva il senno, tifoni, comparse che crollavano, è il più riuscito delirio di onnipotenza e film che chiude un'epoca, un segno di tante cose. Attori superlativi, sequenze girate dal padreterno; Brando immortale nella sua misurata follia. Così si porta al cinema la riduzione di un testo letterario, così si vive una forma d'arte! Con sconfinato amore e coraggio. Da vedere la versione Redux.

Capannelle 11/08/08 10:47 - 3699 commenti

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Film di alto impegno e visivamente straordinario, dove è difficile scordare le scene famose (surf, napalm, le conigliette, il monologo di Kurtz) e le prestazioni di Duvall e Brando. La guerra che conduce alla follia e che permette la sopravvivenza mentale solo a coloro che rinunciano a vivere secondo coscienza. Però si arriva alla fine della proiezione stremati da una lunga discesa negli inferi (la risalita del fiume), troppo onirica e meditabonda. Un po' come tormentata fu la sua realizzazione. Esagerate alcune lodi, ma rimane grande cinema.

Hackett 12/08/08 20:20 - 1720 commenti

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Coppola soffre e ci fa soffrire con questo epico racconto di guerra. Film che trascina visivamente con sè tutte le sofferenze di una lavorazione impossibile e che fa precipitare lo spettatore nell'inferno della giungla dell'anima. Fedele a "Cuore di tenebra" di Conrad, il film fa provare tutto il senso di oppressione del protagonista, ai suoi dubbi e alle sue angosce. Capolavoro.

Xamini 13/08/08 10:45 - 1000 commenti

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Film lento e meditativo, eppure intriso di un'epica e un senso di drammaticità che si respira sin dalla prima scena. Guardarne qualche shot e poi staccarsi è impossibile; entrare nel fiume narrativo significa non trovare più la riva che all'epilogo, per lasciarsi trascinare in un misto di orrore e rapimento mistico attraverso brutalità, cinismo, follia lucida e non. Sensazioni che disturbano e parlano direttamente al cuore, lasciando peraltro appagati i sensi con sequenze di immortale respiro. Manca il fiato.
MEMORABILE: Il napalm e The end, i chiaroscuri della stanza iniziale, gli elicotteri e Wagner, tutto Brando nel suo inferno

Rickblaine 23/01/09 12:41 - 635 commenti

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Un capolavoro del cinema. Illustrazioni da più punti di vista della guerra. Sotto gli occhi di un personaggio che incontra i vari "cavalieri in crociata" per raggiungere l'uomo che si è perso fra gli indigeni alla ricerca di un qualcosa di ignoto che solo il finale svela. Il cast è ottimo dal primo all'ultimo attore (per non parlare di Brando che è inimitabile). Francis Ford Coppola sforna un altro film che resterà negli archivi del miglior cinema mondiale per sempre.
MEMORABILE: Gli elicotteri all'orizzonte....

Cotola 15/07/09 13:38 - 7447 commenti

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Una delle esperienze visive più straordinarie della storia del cinema per uno dei film bellici più belli che siano mai stati realizzati. Merito della notevole regia di Coppola che, ispirandosi flebilmente a "Cuore di tenebra" di Conrad, riesce a costruire, grazie allo straordinario, impagabile ed essenziale apporto della fotografia di Storaro, una vera e propria fantasmagoria visiva che si traduce in un viaggio all'inferno e ritorno. Ottimo il cast, così come pure ambienti e musiche. Semplicemente memorabile.

Belfagor 28/12/09 12:07 - 2621 commenti

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Un film potente, allucinato e allucinante, da vedere dopo essersi liberati di tutti i pregiudizi positivi e negativi (cosa che dovrebbe essere fatta per tutti i capolavori). Coppola riesce a catturare sulla pellicola l'essenza dell'orrore della guerra, avvalendosi di un cast eccezionale e di un impianto scenografico e musicale pressoché perfetto. Indimenticabile Brando.
MEMORABILE: Gli elicotteri che seminano distruzione sulla Cavalcata delle Valchirie

Tuxtucis 28/06/10 17:25 - 34 commenti

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Film grandioso più che bello, largamente sopravvalutato. Nessuno mette in discussione la spettacolarità e l'efficacia delle singole scene, ma resta il fatto che il film non riesce a trovare un equilibrio tra iperrealismo e grottesco. Numerose le incongruenze, insopportabilmente pretenziosa la parte finale, con fumisterie filosofeggianti sinceramente fuori luogo.

Luchi78 27/05/10 23:15 - 1521 commenti

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Film spettacolare. Fotografia stupenda, a volte sembra di guardare un quadro in movimento: tutto è studiato alla perfezione, dal colore dei fumogeni, alle luci dell'alba e del tramonto. La prima parte sa anche essere emozionante, con scene di guerra memorabili, la seconda molto più riflessiva e tenebrosa, tanto da rimanere un pochino indigesta. Sottolineo la straordinaria recitazione dei comprimari sulla barca del cap. Wheder, in particolare di Chef (Frederic Forrest). Memorabile.
MEMORABILE: Sull'elicottero prima della cavalcata delle valchirie: i soldati si siedono sui propri elmetti...

Paruzzo 14/08/10 14:10 - 140 commenti

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Film da vedere più volte perché una sola visione non basta, soprattutto nella parte finale con la presenza di Kurtz, resa inquietante soprattutto dalla luce soffusa che ne nasconde parzialmente il volto. Prima parte più spettacolare con più scene di guerra, ma questo film differisce da altri dello stesso genere proprio per la seconda parte che fa parecchio riflettere sull'orrore della guerra.
MEMORABILE: L'orrore... L'orrore!

Tyus23 1/11/10 23:06 - 220 commenti

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Maestoso affresco, al contempo realistico ed estetizzante, del conflitto vietnamita ma soprattutto della psicologia di un uomo che si scopre straordinariamente simile a colui che è incaricato di eliminare. Con Apocalypse Now Coppola compie davvero l'impresa di una vita dipingendo un Vietnam vero inferno in terra con momenti di devastante intensità e grande forza visiva. Ottimi interpreti per un film che, nonostante qualche lungaggine di troppo, lascia senza fiato. Brando idolo (in ogni senso).
MEMORABILE: "Charlie non fa il surf".

Disorder 29/11/10 16:23 - 1408 commenti

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Il film totale e definitivo sulla guerra. Se Full Metal Jacket ci gira intorno mostrandoci la progressiva de-umanizzazione dei soldati, se in Rambo o Il cacciatore si toccano con mano i devastanti effetti post-bellici sull'individuo, Coppola ci mostra semplicemente l'Apocalisse nel pieno del suo svolgimento. Grandissima trama, che trova il suo culmine nella allucinante parte finale nel micro-impero di Kurtz. Quasi inutile ricordare le prove superbe degli attori o l'ispiratissima regia. "This is the end, beautiful friend..."
MEMORABILE: Impossibile da scordare l'apertura con "The End"; "Mi piace l'odore del Napalm al mattino... un bel giorno questa guerra finirà".

Piero68 24/10/11 09:13 - 2754 commenti

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Liberamente ispirato al romanzo di Conrad "Cuore di tenebra", capolavoro di Coppola grazie anche alla sceneggiatura a 4 mani Milius-Lucas. Il film è un concentrato di perfezione più unico che raro: regia, fotografia, recitazione, colonna sonora, cast. Brando e Sheen (padre) portano al mito eterno due personaggi contrapposti ma alla fine facce di una stessa medaglia. Scene da antologia in tutto il film: l'attacco con gli elicotteri, l'arrivo al villaggio in Cambogia, l'omicidio di Kurtz con colonna s. The End, lo spettacolo con le play-boy girls.

Pinhead80 21/02/11 14:48 - 3879 commenti

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A un capitano (Sheen) viene afidata la missione di trovare e uccidere il colonnello Kurtz (Brando), impazzito e a capo di un manipolo di indigeni. La guerra è follia e questo film ne è la conferma assoluta. Le ipnotiche musiche dei Doors ci accompagnano sin da subito in questo delirante viaggio, fatto di sangue e sudore. Il monologo che Brando fa a Sheen è come napalm che si infiamma al contatto con l'aria. Un film che ci ricorda come l'orrore prima di manifestarsi nelle azioni sia partorito dalle menti. Immenso.

Mickes2 18/06/11 21:18 - 1667 commenti

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L’animo umano scandagliato in diverse direzioni: ne emerge l’assurdità, il cinismo più bieco, la cattiveria, l’egoismo, la follia, la crudeltà. Il Bene e il Male diventano due elementi indistinguibili; perché se da una parte abbiamo lo spietato ed ottuso imperialismo USA, dall’altra abbiamo un uomo solo che ha scelto di intraprendere una sua strada. Maestosa, avvolgente, di ampio ed affascinante respiro la regia di Coppola, che ci accompagna con il suo gusto estetizzante e sprazzi di lirismo in questo viaggio sul fiume Nung, entrando nelle piaghe dell'anima.
MEMORABILE: Indimenticabile la fotografia di Storaro e sontuosa la sceneggiatura di Milius. Le interpretazioni di Sheen e Brando.

Giacomovie 4/09/11 22:33 - 1341 commenti

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Pur non essendo un fan dei film di guerra, va ammesso che questo va oltre il semplice film bellico. È un affresco di come il contesto di orrori esasperi i conflitti dell'animo umano cambiando il modo di percepire le cose. Ritmo non elevato ma di ampio respiro, con splendide immagini di grande magnetismo visivo. Momenti altamente spettacolari alternati ad altri cupi e lugubri. Una vera sinfonia dell’orrore, ma nonostante lo palesi non mette mai vera angoscia. Rimane realisticamente crudo, senza retorica e distilla profonde riflessioni. ***!
MEMORABILE: C’è ormai uno stretto legame tra questo film e la “Cavalcata delle Valkirie” di Wagner: l’uno fa pensare all’altra e viceversa.

Markvale 13/09/11 11:58 - 143 commenti

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Colossale e monumentale parabola metafafisica sulla guerra e sul suo ambiguo fascino partorita dalla collaborazione fra Coppola, il "barbarico" Milius e l'autore di Guerre stellari Lucas. È difficile contare le pagine di grande cinema allo stato puro: l'attacco degli elicotteri con tanto di accompagnamento wagnariano e la musica di Jim Morrison, il paesaggio di un Vietnam irreale e allucinato e l'esecuzione finale di Kurtz. Marlon Brando - sorta di divinità tribale e bellica - rimane scolpito nella memoria. Splendida fotografia di Storaro.

Giùan 18/12/11 13:59 - 2924 commenti

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Punto di non ritorno del cinema di Coppola, il crepuscolo di gloria dell'uomo occidentale messo in immagini con una allucinatorietà medievale filtrata da una purezza zen. Apocalypse now ha molteplici piani di lettura, ma come accade a tutti i capolavori le chiavi di interpretazione cedono il passo alla trascendenza filmica, al potere unico della visione che ci contagia, ci plasma, ci seduce, rendendoci edotti e lasciandoci sbigottiti. Apocalypse si guarda (come fa Willard con Kurtz) con la paura e il rispetto che dobbiamo al nostro cuore di tenebra.

Nando 20/06/12 01:58 - 3457 commenti

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Importante pellicola sulla famigerata guerra del Vietnam; la sua forza espressiva e visionaria appare nelle immagini e nelle situazioni che caratterizzano lo sviluppo narrativo. Con un Brando catalizzatore e un Duvall monumentale assistiamo a momenti bellici di assoluto valore frammisti ad altri di tragica narrazione cinicamente grottesca.

Fabbiu 11/07/12 13:15 - 1930 commenti

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Non c'è una singola sequenza che non coinvolga, non una inquadratura che non sia perfetta; ispirato al romanzo breve di Conrad, con una fotografia splendida (Storaro) e musiche che fanno venire la pelle d'oca. Un film sul viaggio di Willard che è anche un viaggio per lo spettatore, tra sequenze di un realismo impressionante. Un'opera complessa e perfetta con un cast fenomenale.

Fauno 23/04/13 09:50 - 1906 commenti

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Come spettacolo è un unicum. Non raggiunge il top in quanto la collisione vita-morte è così potente che l'orrore che genera creerà poi una verità talmente assoluta da divenire postulato, mentre l'uomo, si sa, è fatto per confutare. Vietnam e fiume fan rispettivamente da sfondo e da unione fra due animi: quello del carnefice finirà inglobato a tal punto in quello della vittima da uscirne irrimediabilmente deturpato al temine della missione, trasformato in mostro, perchè un vero guerriero è un mostro e convive col terrore e con le azioni più disumane...
MEMORABILE: La lumaca, le Valchirie, SuzieQ, riso freddo e carne di topo; "Sei un garzone di bottega mandato dal droghiere ad incassare i sospesi", giudizio=sconfitta.

Tarabas 15/05/13 11:33 - 1687 commenti

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Cosa c'è nel cuore della tenebra? Cosa si trova alla fine del viaggio, se non se stessi? Del resto, Conrad scrive "Viviamo, come sogniamo, soli". Coppola e Milius traggono dal suo capolavoro la più infedele e insieme fedelissima, trasposizione. Un'allucinante deriva verso l'abiezione fascinosa della violenza e della volontà di sopraffazione, impersonificata in Kurtz, l'uomo "umanitario" che si erge a Dio della morte. Chiuso nel suo tempio, come l'Asterione di Borges, attende una sanguinosa liberazione. Non c'è schermo abbastanza grande da contenere questo film.
MEMORABILE: Bisognerebbe poter trascrivere la sceneggiatura, parola per parola.

Maxx g 23/09/13 00:53 - 491 commenti

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La lavorazione fu lunga e tortuosa. Il risultato è un grande film ispirato a "Cuore di tenebra"; un viaggio all'inferno allucinante, nell'orrore della guerra del Vietnam. Lungo più di due ore ma godibile, con un grande cast e un'eccellente fotografia del nostro Vittorio Storaro (premio Oscar). Ci sono anche un giovanissimo Harrison Ford e Scott Glenn, futuro superiore della Foster ne Il silenzio degli innocenti. Un film epico.

Lythops 3/07/14 18:09 - 972 commenti

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Più che un film un trattato, una summa, un manuale di regia, un'opera monumentale su tutti gli aspetti che possono comporre un'opera cinematografica. Un viaggio multiplo nel e con l'incubo, ma anche in tutte le assurdità di una (o della) guerra che nessun altro film potrà mai mettere in risalto. Il viaggio verso Kurz potrebbe essere il viaggio verso la libertà, il non condizionamento, il conseguimento di un esistere che si pone al di là del bene e del male ma che, purtroppo, termina col trionfo della ragion di Stato. Assolutamente geniale.

Mco 2/07/14 23:20 - 2134 commenti

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Intenso oltre ogni immaginazione. La guerra c'è, si respira in ogni momento ma sono i personaggi a colorare di epico questo straordinario film. Le follie legate alla missione, i rapporti umani, l'insoddisfazione e la spietatezza. Sheen, Brando Duvall e Hopper all'acme della forma artistica regalano frangenti che davvero si stenta a dimenticare. Si vede e si rivede. Ad libitum.

Ultimo 19/09/14 19:20 - 1346 commenti

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Il film di guerra per eccellenza: un gioiello del cinema d'ogni tempo realizzato dal miglior Coppola; un'analisi delle atrocità che gli scontri bellici (in questo caso il conflitto in Vietnam) portano e porteranno sempre. Non si tratta solo del viaggio materiale, compiuto da Sheen per risalire il fiume fino al confine cambogiano. Rilevante è il viaggio psicologico dei personaggi, che pare non avere una conclusione perché, in fondo, una conclusione sul significato della guerra non esiste. Un capolavoro da vedere e conservare.
MEMORABILE: L'attacco degli elicotteri sulle note di Wagner; Il discorso di Marlon Brando.

Pessoa 21/09/14 12:56 - 1126 commenti

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Uno dei più bei film di sempre. Un'astrazione mentale violenta e non negoziabile dalle parti dell'inferno. Tutto è eccessivo in modo perfetto. La fotografia di Storaro è forse la migliore mai vista al cinema, grandi attori in forma smagliante, Coppola scatenato, musiche che varrebbero da sole il prezzo del biglietto, paesaggi spettacolari. Il romanzo di Conrad e la storia di Coppola si incontrano nei momenti più alti, quando Marlon Brando si impossessa della lucida follia di Kurz. Chapeau!
MEMORABILE: Il passaggio immediato dalla lucidità alla follia e viceversa di Marlon Brando: un lavoro sul personaggio incredibile.

Didda23 17/11/14 14:57 - 2282 commenti

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Una sovrastruttura maestosa ed emozionante grazie alla regia illuminata di Coppola e alla fotografia immensa di Storaro. L'opera è recitata divinamente bene da un cast in stato di grazia (difficile scegliere fra Duvall, Sheen e Brando) e una sceneggiatura precisa che si sublima nell'entusiasmante finale. Ciò che più colpisce è l'abominio della guerra e delle sue ripercussioni sullo stato mentale dei soldati: se si riflette Travis, Nick e Kurtz sono figli dello stesso orrore scaturito dalla perversione dell'essere umano, che si ostina a combattere contro un nemico che non dovrebbe esistere (in quanto essere umano).
MEMORABILE: L'ossessione di Duvall per il surf; Sheen nella prova della vita.

Delpiero89 8/02/15 20:18 - 263 commenti

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Annoverato tra i massimi capolavori della storia del cinema, Apocalypse now è un viaggio tra gli orrori e le bruttezze della guerra visivamente straordinario. I personaggi di Duvall e Brando, le musiche di Wagner e dei Doors ("The end", magnifica), sequenze da antologia. Il ritmo, va detto, talvolta latita, ma la ricchezza del film è innegabile. Mitico.

Lou 11/03/16 16:25 - 940 commenti

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Più che un film un’esperienza, tra il mistico e lo psichedelico. Un viaggio interiore, e allucinante, nella follia della guerra e dell’animo umano. La missione del capitano Willard, che risale il fiume nella giungla cambogiana per raggiungere e uccidere il colonnello disertore Kurtz, è un'epica avventura umana alla disperata ricerca della sopravvivenza. La scena dell’attacco con gli elicotteri al villaggio vietnamita è entrata, insieme a tante altre del film, nella storia del cinema. Monumentale.
MEMORABILE: "Mi piace l’odore del napalm al mattino... profuma di vittoria".

Minitina80 22/05/16 08:18 - 2296 commenti

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Mai nessuno è riuscito a esprimere così profondamente su celluloide gli orrori e le contraddizioni della guerra. Impeccabile sia dal punto di vista narrativo che visivo, traccia una linea di confine tra il capolavoro e il resto che può solo accodarsi. Apocalypse Now abbandona il concetto tradizionale di lungometraggio per trascendere in un moderno poema epico, sublime e maledetto allo stesso tempo, capace di coinvolgerti nella melma fangosa della follia che da sempre accompagna la razza umana.

Myvincent 17/06/16 08:43 - 2520 commenti

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L'orrore di una guerra lunga e inutile nel racconto di una spedizione affidata a un giovane capitano, sulle tracce di un colonnello che è diventato un dio della savana. Francis Ford Coppola crea un capolavoro artistico, affidandosi anche agli occhi degli interpreti sensibili, primo fra tutti un Marlon Brando in odore di leggenda. Un modo straordinario di raccontare il perché della vittoria dei valori spirituali, in contrasto con quelli materiali e stereotipati dell'occidente.

Vito 28/07/16 18:25 - 638 commenti

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Il film definitivo sulla guerra del Vietnam. Opera lirica ed epica che orchestra perfettamente immagini di una potenza straordinaria con musiche indimenticabili. L'inizio con i Doors o la Cavalcata delle Valchirie durante l'attacco con gli elicotteri rimarranno per sempre nella storia. Quando entra in scena Marlon Brando/Kurtz con il suo regime pagano istituito tra le foreste della Cambogia si comincia a tremare veramente, tutto si deforma e vorresti che il film non finisse più. Capolavoro.
MEMORABILE: Mi piace l'odore del napalm al mattino; Charlie non fa surf; L'orrore. L'orrore!

Bruce 27/03/17 11:21 - 1001 commenti

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L'orrore della guerra rappresentato cinematograficamente come meglio non si può; un vortice infernale, una follia assoluta e inaccettabile che porta l'uomo alla progressiva perdita della ragione. Immagini, suoni, dialoghi, interpretazioni, tutte e allo stesso modo eccezionali. Un film straordinario, senza età.
MEMORABILE: Non c'è nulla che io detesti di più del fetore delle menzogne.

Magi94 4/07/17 13:04 - 656 commenti

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Più che un film di guerra è una reinterpretazione di "Cuore di tenebra" di Conrad, romanzo con un'immortale idea di partenza ma dalla lettura davvero faticosa. Apocalypse Now invece si segue con piacere, tolta qualche lungaggine di troppo o un paio di scene superflue e diventa un viaggio nelle profondità della giungla asiatica e negli orrori dell'animo umano. Il Vietnam è uno stratagemma, un luogo ideale in cui ambientare la vicenda, separato dalla Storia e dal tempo comune. Una splendida opera sul male e sull'irrazionalità degli uomini.

Ryo 14/07/18 15:56 - 2169 commenti

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Epocale, regala agli spettatori forse il migliore film ambientato durante la guerra in Vietnam. Le ricostruzioni dei campi di battaglia, dei conflitti a fuoco (sempre gestite con ponderazione senza esagerazioni) sono così efficaci, così perfette da sembrare reali. Lodevoli le prove attoriali di Sheen e Brando. Straziante in alcuni momenti, cattivissimo e psichedelico nel finale.
MEMORABILE: "Andate a fare surf!"; L'attacco alla barca che nascondeva il cagnolino; L'attacco con Wagner in sottofondo; "L'orrore... l'orrore...".

Rocchiola 18/03/19 19:43 - 854 commenti

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Uno dei film più imponenti di tutti i tempi. Un kolossal d’autore che tocca vari genere dal war-movie all’avventura esotica, dal film di viaggio al dramma psicologico, optando per una rappresentazione metastorica del Vietnam quale simbolo della follia di ogni guerra. Così la missione di Willard diventa un viaggio omerico ai confini di quella sottile linea rossa che separa il bene dal male. Da standing ovation la regia di un Coppola, mai più così ispirato, e la splendida fotografia dai toni psichedelici di Storaro. In una parola un capolavoro.
MEMORABILE: “Saigon, merda!!!”; La Cavalcata delle valchirie; La bomba nell’elicottero; Il napalm al mattino; L’incontro con la tigre; Il sacrificio rituale.

Jandileida 10/08/19 00:13 - 1246 commenti

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Spossante, ipertrofico, barocco, pretenzioso, ma... ha anche dei difetti. Coppola, già di suo un gran regista, fu chiaramente impossessato da tutte e nove le muse e mise insieme questo viaggio lisergico verso il cuore orrido della guerra. Cuore al cui centro si trova un geniale Brando: in pratica al canto del cigno, si tramuta nel bene e nel male assoluti nella stessa inquadratura. Sheen, Duval e il resto fanno il loro ma al confronto con Marlon sbiancano un po'. Ritmo oltremodo dilatato, storia frammentaria ma difficile non ricordarselo per l'eternità. A livello d'impatto visivo, memorabile.
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  • Discussione Zender • 10/08/19 11:54
    Consigliere - 43542 interventi
    Secondo me detta come nel commento sembra un errore, nel senso che approfondendo la frase come hai fatto ora si può capire, ma senza non so come si possa arrivare al concetto. Anche perché non scrivi quali siano i difetti. O forse lo fai ma solo a fine commento: "Ritmo oltremodo dilatato, storia frammentaria ma difficile non ricordarselo per l'eternità". Voglio dire: se la spieghi la frase può acquistare un senso, ma lasciata lì, senza spiegare perché quelli che sono difetti sono in realtà pregi e senza spiegare i difetti.
    Detto in generale: quando ci sono dei limiti di caratteri capisco che chi scrive certi concetti li abbia ben chiari in testa, solo che poi quando si stringe capita che ne esca una frase un po' tanto criptica. A te non sembra? Magari son solo io: secondo te, se ti provi a porre "all'esterno" senza sapere nulla di quello che in realtà pensi, la frase si capisce? se sei convinto di sì lasciamola pure.
  • Discussione Jandileida • 10/08/19 13:33
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Capisco l'obiezione ma penso sia un "divertissement" che gira anche su internet, questo di elencare un certo numero di aspetti negativi e poi appiccicarci "ma ha anche dei difetti" per rovesciare i termini della questione. Cioè quello che è comunemente negativo diventa, in quel caso specifico, qualcosa di "positivo" perché da un significato unico alla persona (o alla cosa). Questa è una interpretazione mia.

    Per esempio, non so, Maradona. Faceva una vita sregolata, segnava con le mani, fumava troppo, si allenava poco ma aveva anche dei difetti (senza Maradona non sarebbe stato Maradona).

    Insomma tutta questa tirata per dirti Zender che non è una cosa che mi sono inventato io al momento ma è qualcosa che ho adattato al film in questione. Però vedi tu se tenerlo o meno (come sai non faccio mai problemi), ma secondo me è abbastanza comprensibile. Magari non tra 50 anni ma al momento penso di sì.
    Ultima modifica: 10/08/19 13:37 da Jandileida
  • Discussione B. Legnani • 10/08/19 13:42
    Consigliere - 13725 interventi
    Da quel che leggo, sono un po' perplesso. Posso leggere qui il testo completo?
  • Discussione Jandileida • 10/08/19 13:48
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Spossante, ipertrofico, barocco, pretenzioso, ma ha anche dei difetti. Coppola, già di suo un gran regista, fu chiaramente impossessato da tutte e nove le muse e mise insieme questo viaggio lisergico verso il cuore orrido della guerra. Cuore al cui centro si trova un geniale Brando che, in pratica al canto del cigno, si tramuta nel bene e nel male assoluti nella stessa inquadratura. Sheen, Duval e il resto fanno il loro ma al confronto con Marlon sbiancano un po'. Ritmo oltremodo dilatato, storia frammentaria ma difficile non ricordarselo per l'eternità. A livello d'impatto visivo, memorabile.
  • Discussione Caesars • 10/08/19 14:53
    Scrivano - 10448 interventi
    Scusa Jandileida, dico la mia anche se non richiesta. Concordo con Zender, senza spiegazione sembrerebbe un errore. Almeno a mio giudizio. Forse è prassi usata, ma se non si sa, non su capisce bene.
  • Discussione B. Legnani • 10/08/19 15:01
    Consigliere - 13725 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Scusa Jandileida, dico la mia anche se non richiesta. Concordo con Zender, senza spiegazione sembrerebbe un errore. Almeno a mio giudizio. Forse è prassi usata, ma se non si sa, non su capisce bene.

    Idem. Confesso che la citata prassi, esemplificata con Maradona, mi è inedita.
    Tolto l'incipit, tutto è, invece, chiarissimo.
    Ultima modifica: 10/08/19 15:02 da B. Legnani
  • Discussione B. Legnani • 10/08/19 15:03
    Consigliere - 13725 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Scusa Jandileida, dico la mia anche se non richiesta. Concordo con Zender, senza spiegazione sembrerebbe un errore. Almeno a mio giudizio. Forse è prassi usata, ma se non si sa, non su capisce bene.

    Idem. Confesso che la citata prassi, esemplificata con Maradona, mi è inedita.
    Tolto l'incipit, tutto è, invece, chiarissimo.


    Aggiungo.
    In ogni caso, se si vuole usare il paradosso, vanno messi necessariamente tre puntini di sospensione dopo "ma".
    Ultima modifica: 10/08/19 16:30 da B. Legnani
  • Discussione Caesars • 10/08/19 15:25
    Scrivano - 10448 interventi
    Si, con i tre puntini di sospensione, il paradosso sarebbe probabilmente più chiaro.
  • Discussione Jandileida • 10/08/19 16:36
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Se è piú chiaro per tutti con i 3 punti per me va benissimo, grazie.
  • Discussione Zender • 10/08/19 16:46
    Consigliere - 43542 interventi
    Jandileida ebbe a dire:
    Capisco l'obiezione ma penso sia un "divertissement" che gira anche su internet, questo di elencare un certo numero di aspetti negativi e poi appiccicarci "ma ha anche dei difetti" per rovesciare i termini della questione. Cioè quello che è comunemente negativo diventa, in quel caso specifico, qualcosa di "positivo" perché da un significato unico alla persona (o alla cosa). Questa è una interpretazione mia.

    Per esempio, non so, Maradona. Faceva una vita sregolata, segnava con le mani, fumava troppo, si allenava poco ma aveva anche dei difetti (senza Maradona non sarebbe stato Maradona).

    Insomma tutta questa tirata per dirti Zender che non è una cosa che mi sono inventato io al momento ma è qualcosa che ho adattato al film in questione. Però vedi tu se tenerlo o meno (come sai non faccio mai problemi), ma secondo me è abbastanza comprensibile. Magari non tra 50 anni ma al momento penso di sì.


    AAh, ora ho capito, era diciamo una battuta. Sì, il tipo di "divertissement" lo conosco bene e si usa, soprattutto in tono colloquiale, solo che non avevo proprio capito in questo caso che puntassi a quello. Ok, sì, i tre punti aiutano un po', li aggiungo. Grazie delle precisazioni.
    Ultima modifica: 10/08/19 16:52 da Zender