Una spirale pericolosa - Film (2020)

Una spirale pericolosa
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

A parte l’odioso “trailer” posto come prologo di manifesta inutilità, il film (che parte da quattro settimane prima di quello) si segnala per una cura leggermente superiore alla media e per una storia che, per quanto non nuova, riesce a farsi seguire dall’inizio alla fine con una certa curiosità. E’ la storia di Bridget Caprice (Swickard), figlia di un celebre scrittore; a ventidue anni si culla ancora nel sogno di ricalcare in qualche modo le orme paterne, anche se più che scrivere romanzi spera di poterlo fare per qualche blog su internet. Le mancano le idee, tuttavia, e pure un ragazzo visto che ha appena chiesto al suo (Miller) la più classica...Leggi tutto delle pause per riflettere.

Lindsey (Reynolds), l’amica del cuore, piazza subito Bridget su un app di incontri e la “costringe” a uscire con un tipo che si presenta però all’appuntamento con tre ore di ritardo e che male si comporta. Almeno fino a quando entra in scena Anthony Glonz (Bailey), ricco uomo d’affari che lo avverte di non importunare Bridget e da lei facendosi così subito apprezzare. Le offre perdipiù un posto da “assistente esecutiva” per la bellezza di diecimila dollari al mese. Solo per sistemare gli appuntamenti e l’agenda? Così pare. Inutile dire che da lì si passerà a dover compiacere i partner in affari in modo da far loro concludere gli stessi dopo aver passato delle felici serate. Escort? Niente di tutto questo, assicura Anthony. “Solo fumo e specchi”, far credere e basta, senza andare oltre ciò che non si vuol fare. Tutto sta a stabilire quel limite, naturalmente. Bridget accetta e non solo, decide di aprire un blog nel quale racconterà le sue avventure in lussuosi ristoranti e locali alla moda in qualità di “protetta” e parlando di “protettore”. Azzardato ma vincente, e il successo arriva, anche se la mamma (Robertson) capisce bene che la strada non è quella giusta… Complicazioni in vista, come si può immaginare.

La seducente Lauren Swickard è brava nel rendere la malizia e insieme l’ingenuità del suo personaggio: è su questo che il film conta, disegnando nella figura di Anthony quella dell’ambiguo datore di un lavoro dai confini difficili da stabilire. Un rapporto che evolve ed è discretamente supportato da dialoghi sufficientemente scafati e interpretazioni adeguate. Come quelle della mamma e dell’amica, dopotutto, lasciando che anche l’ex fidanzato si ritagli la sua piccola parte. Il dosaggio nell’insieme è corretto, insomma, e tutto fila come deve. Anche la confezione, considerati i limiti di un prodotto simil televisivo, non si fa disprezzare e quindi il film procede speditamente soddisfacendo le esigenze non eccessive del suo pubblico.

C’è sempre la curiosità di sapere fin dove si spingerà il rapporto tra la carismatica protagonista e l’uomo, mentre è chiaro che ulteriori presenze inserite per movimentare un po’ le acque (ombre al di fuori della casa dove vivono Bridget e Lindsey) poco aggiungono e anzi, semmai infastidiscono. Non ingombrante o fastidiosa la madre giustamente in apprensione. In definitiva un film piuttosto rappresentativo di ciò che può offrire il genere al di fuori del grande circuito cinematografico. Buono il doppiaggio italiano.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/06/24 DAL DAVINOTTI
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