Una farfalla con le ali insanguinate

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 22/02/07 13:58 - 4717 commenti

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Molto gradevole l'ambientazione bergamasca, valorizzata molto bene. Il film è guardabilissimo, ricco di mestiere, ma senza colpi d'ala che lo possano rendere indimenticabile. La vicenda processuale ha elementi che rischiano di cadere nel grottesco. La pellicola, alla fine dei conti, dà quasi l'impressione di essere qualcosa di incompiuto.

Undying 28/05/07 18:53 - 3840 commenti

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Helmut Berger, Evelyn Stewart e Silvano Tranquilli vengono diretti con perizia lungo la storia che assume un andamento labirintico grazie ad una circoscritta e calibrata sceneggiatura ed alla riuscita di un'ottima fotografia e di una splendida messa in scena. Qualcosa di simile lo rivedremo solo 6 anni dopo, nel 1977, quando Fulci, connotando il tutto con un manto di "paranormale", presenterà un plot razionale e matematico molto vicino al film di Tessari: Sette Note in Nero. Difficile, in considerazione del complicato dèdalo narrativo, da memorizzare...

Homesick 20/06/07 18:40 - 5737 commenti

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A dispetto del titolo argentiano, Tessari sceglie la strada del giallo giudiziario e dell’indagine poliziesca e riduce ad un minimo assoluto la componente thrilling, rendendo l’intreccio statico, friabile e talvolta noioso; si sofferma invece sui flashbacks e sulla descrizione della provincia e del paesaggio bergamasco, fotografato con stile elegante e impreziosito dalla presenza maudit di Berger, che a dire il vero si limita a occhieggiare torvo e a correre. Lolitesche la André e la D’Olive. Suadenti musiche di Gianni Ferrio.
MEMORABILE: L'omicidio nel parco; Tranquilli mai soddisfatto dei caffè; La Difesa smonta le accuse del Pubblico Ministero.

G.Godardi 27/08/07 20:03 - 950 commenti

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A dispetto dell'illusorio titolo argentiano, è un legal thriller giudiziario. Di buono ha la confezione ben curata e la fotografia veramente ottima. Purtroppo per il resto è piuttosto noioso, con una storia intricata che nel finale sfiora il demenziale involontario (tuttavia anticipa Tenebre). A dirla tutta sembra più uno spot per la polizia scientifica, probabilmente sorta in quegli anni, tale che in alcuni momenti anticipa nello spirito futuri telefilm come CSI. Simpatico il tormentone del caffè. Peccato perchè l'incipit prometteva bene.
MEMORABILE: La presentazione dei personaggi dopo i titoli di testa e il ritrovamento del cadavere.

Deepred89 17/12/07 15:04 - 3282 commenti

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Giallo poco avvincente ma per certi versi originale. Interessante come vengono presentati i personaggi e curiosa (ma poco convincente) la svolta giudiziaria che prende la vicenda, che prende spunto da vari film americani del filone. Cast generalmente buono e musiche passabili, ma il ritmo è lento e la regia di Tessari, con vari flashback e lunghe divagazioni molto spesso inutili, non riesce a tenere alta l'attenzione. Peccato perché la storia ha una sua coerenza e il colpo di scena finale funziona e verrà ripreso anche in un film successivo.

Cotola 29/02/08 23:27 - 7513 commenti

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Discreto thriller italiano, girato da un bravo e sempre troppo sottovalutato regista, che ha il suo punto di forza non tanto nel plot, più che dignitoso ma non particolarmente avvincente, quanto piuttosto nelle scelte stilistiche: ampio uso di flash-back ed ellissi, che fanno di una pellicola non certo eccezionale un qualcosa di abbastanza originale e particolare. Merita la visione, ma non aspettatevi troppo.

Ira72 28/01/17 18:56 - 935 commenti

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La trama non è un granché e i personaggi sembrano tutti un po' delle comparse. Nessuna delle figure viene approfondita, dunque la storia finisce per non coinvolgere più di tanto. Il film si guarda, perché ha comunque quel gusto, quasi ingenuo, dei thriller anni 70 sempre piacevole per i nostalgici. Ci sono, immancabilmente, il coltello, i guanti di pelle, un presunto serial killer e la telefonata con voce camuffata. E c'è anche Berger, bellissimo. Colonna sonora per nulla incisiva (d'altronde i colpi di scena sono quasi inesistenti).

Bruce 2/12/08 09:27 - 1004 commenti

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Tessari realizza un buonissimo giallo-poliziesco-giudiziario. Sceglie e dirige ottimi interpreti, su tutti l’ottimo Sbragia, per una storia molto ben raccontata, ambientata a Bergamo, luogo di alcuni omicidi di giovani donne. La trama è assolutamente coerente e regge sino alla sua conclusione. Unico limite sono alcuni dialoghi che lasciano un po' a desiderare. Carole Andrè bellissima. Molto positivo.

Stefania 13/12/08 15:48 - 1600 commenti

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In teoria gli spunti di suspence non mancano: il protagonista è colpevole o innocente? Riuscirà il suo avvocato a farlo assolvere? Chi è veramente Helmut Berger e in che modo è coinvolto nella vicenda principale? In pratica, il film risulta lento, poco compatto, per cui la tensione si allenta, si perde. E non funziona il personaggio di Berger, anche perché l'attore sembra crederci poco, ed è quasi sempre legnoso e artefatto.
MEMORABILE: La sequenza iniziale, al parco, è complessa ma filmata benissimo, con tempi perfetti.

Ciavazzaro 28/01/09 15:59 - 4762 commenti

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Non male. Giallo all'italiana sicuramente particolare, molto psicologico, in cui tutti (ma proprio tutti) sono possibili sospettati e spesso ambientato nelle aule giudiziarie (le scene del processo sono rese più che bene). Discreto colpo di scena finale, che vira verso il giallo argentiano. Notevole il cast: il giovane Berger, la Galli (radiosa) sua madre, Tranquilli, Dana Ghia, Preiss e la André. Ottime le musiche. Da segnalare le varie ricostruzioni del primo delitto. Sicuramente riuscito, anche perché atipico.
MEMORABILE: I titoli di testa.

Brainiac 31/01/09 19:25 - 1083 commenti

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Originale nell'incipit (l'obbiettivo incorniciato da una farfalla, i personaggi presentati con delle didascalie), prosegue ponendo l'accento, altro fatto inusuale per l'epoca, sulle indagini scientifiche (non a caso la polizia scientifica è ringraziata nei titoli di testa). Poi il film si perde un po' e la tensione latita. Bello l'uso dei flashback-emozionali, proposti nelle scene finali. Un buon film, con belle musiche, ma Tessari ha fatto meglio nel poliziesco La morte risale a ieri sera, in cui i tutori della legge erano descritti con maggior incisività.
MEMORABILE: "Sarà perché sono un poliziotto, ma a me gli impermeabili piacciono solo se sono chiari".

Daidae 11/04/09 01:40 - 2738 commenti

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Bel thriller "sporcato" con elementi poliziesco-giudiziari dal grande Tessari. Bella la Andrè (ma qui si vede molto poco) e stupendi il grande Sbragia e un giovane Berger. A dispetto del titolo va detto che coi gialli animaleschi di quel periodo questo film ha ben poco a che vedere, ma resta comunque un grande prodotto.
MEMORABILE: Ripeti: sono un assassino!

Ronax 8/05/09 00:30 - 906 commenti

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Il titolo zoologico-argentiano non tragga in inganno. Siamo dalle parti del giallo classico, girato con mestiere ma poca fantasia, banale nei dialoghi e nel disegno psicologico dei personaggi, fasullo come quadro di costume di quegli anni. Tessari non è certo l'ultimo venuto, ma il film stenta a prendere quota e riserva qualche emozione solo nel finale. Professionali ma opachi Sbragia e Tranquilli, lodevolmente dentro le righe Helmut Berger, succulento il cast femminile, dall'algida Ewelyn Stewart alle giovani Carole Andrè e Wendy D'Olive.
MEMORABILE: Assurda la figura della ricca alcolizzata interpretata da Lorella De Luca: evidentemente alla moglie del regista una particina spettava di diritto.

Funesto 25/10/09 16:11 - 525 commenti

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Un thriller piuttosto fiacco e molto poco avvincente diretto con un po' di svogliatezza da Tessari. La sceneggiatura molto annacquata, più che altro mirante ad approfondire la psicologia dei personaggi, fa precipitare il film nella noia abissale, senza mai introdurre colpi di scena e/o situazioni interessanti. Dispiace, perché la regia c'è, la bella fotografia sa creare buone atmosfere e il finale è azzeccato. Sangue e tensione totalmente assenti marcano ancora di più una piattezza generale. Interessanti le musiche di Ferrio. Dimenticabile. **.
MEMORABILE: Ls situazione all'aeroporto (ricorda l'inizio di Suspiria) e la fuga del killer nel parco.

Herrkinski 1/12/09 23:45 - 5123 commenti

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Non del tutto riuscito questo giallo di Tessari. Tralasciando il titolo filo-argentiano, la vicenda ha ben poco a che fare col filone ispirato al Maestro, puntando più su una sorta di legal-thriller ante-litteram, con inserti drammatici. Il problema maggiore della pellicola è la mancanza di ritmo e mordente; parte bene, ma poi si arena in un mare di dialoghi e situazioni poco chiare, che sconfinano nella noia pura. Mancano i colpi di scena, tutto scorre piatto. La fotografia, le location e gli interpreti sono di serie A, ma non basta. **

Il Dandi 26/04/10 11:16 - 1766 commenti

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Non ha la grande compattezza drammatica di La morte risale a ieri sera, né l'elementare efficacia de L'uomo senza memoria, tuttavia Tessari si conferma regista elegantissimo nella fluidità dei suoi movimenti. Riesce a creare interesse di fronte a una vicenda evidentissima e senza schizzi di sangue e a rendere un senso di squallore morale senza calcare su morbosità sensazionalistiche. Bellissima OST di Gianni Ferrio. Da rivedere più volte per apprezzare la linearità narrativa, a prima vista piuttosto confusa.
MEMORABILE: Lo spento Berger nella sua mansarda.

Hackett 3/05/10 07:21 - 1725 commenti

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Discreto film di Tessari che ancora una volta conferma le sue doti di buon regista con inquadrature interessanti e non dozzinali. L'intreccio è abbastanza banale e la soluzione abbastanza prevedibile ma ci sono alcuni particolari che discostano questa pellicola dal livello medio dei gialli dell'epoca. Come raramente accade per i film di quel periodo si ricorre ampiamente alle indagini della polizia scientifica e le scene di dibattimento in aula danno al tutto un tocco di legal-thriller che non fa male.
MEMORABILE: La carrellata del finale, che ci allontana dal luogo dello scontro.

TomasMilia 26/07/10 15:19 - 157 commenti

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Sicuramente è un bel film, costruito bene; la storia convince però i tempi sono dilatati. Gli unici dialoghi sono quelli durante il processo, poi per il resto il film scorre lento. Tutto basato sulla musica, sui movimenti della mdp e sul montaggio. Il Mereghetti dice che fino alla fine non si risolve il mistero, ma al terzo morto mi era tutto chiaro. Un giornalista tv (Sbragia) viene condannato per l'uccisione di una studentessa ma, durante il suo periodo in carcere, l'assassino torna a colpire e lui verrà scagionato.

Fauno 7/02/11 12:28 - 1917 commenti

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Il sottofondo musicale, classico, ha talmente la funzione di traino e non di accompagnamento, che sembra quasi che sia il film a far da sottofondo al tema musicale... tutto scontato in partenza. Odiosa la scopiazzatura del primo film di Argento nel finale; se gli uomini sono ripugnanti, le donne hanno un'ingenuità decadente ma snervante. Caro Duccio, sei un bravo regista ma qui hai fatto un ruzzolone rovinoso... L'unica cosa da salvare è la conclusione del film. Giustizia è fatta... meno male!
MEMORABILE: Le giustificazioni laide dell'avvocato, colto in flagrante a cercar di approfittare della ragazzina.

Gestarsh99 4/06/11 21:34 - 1321 commenti

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Tessari cerca di sottrarsi ai rapidi tragitti preferenziali indicati dalla trilogia di Argento, imboccando la corsia a lento scorrimento del giallo giudiziario. La decelerazione dei meccanismi giova senz'altro a livello descrittivo, permettendo di delineare con sufficiente verosimiglianza un ambiente borghese fedifrago e moralmente inaffidabile, a scapito però della sacralità di costanti ineludibili quali azione, ritmo e suspence. L'epilogo rivelatorio suona alquanto arrangiato e macchinoso ma le suggestive location bergamasche arricchiscono della loro bellezza impagabile.
MEMORABILE: La ripetuta gag del caffè tra l'ispettore Berardi (Tranquilli) ed il suo assistente (Shepherd).

Caesars 9/01/12 11:35 - 2690 commenti

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Discreto giallo classico che cerca col titolo animalesco di attirare i fan del thriller all'italiana. La storia non è male e gli interpreti se la cavano (ovviamente Sbragia su tutti) permettendo allo spettatore di arrivare tranquillamente al colpo di scena finale, anche se il ritmo risulta molto lento. Oltre al titolo, l'unico elemento che ricorda i film di Argento sono i siparietti comici (il caffè per Tranquilli), che qui però non servono a spezzare la tensione (inesistente) e la solita telefonata con la voce contraffatta.

Giùan 19/03/12 11:32 - 2986 commenti

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Lodevole tentativo di thriller adulto e "all'americana" di Tessari. Moderno nella ricostruzione (è tra i primi film italiani in cui si sciorinano con cognizione le tecniche della scientifica), ha il pregio principale di provar ad intersecare diversi piani di racconto (dramma d'ambiente borghese, indagine poliziesco/giudiziaria, scandaglio di una psicologia "malata"), pur se ci voleva altra tempra registica nel tener corte le redini all'ensemble. Curati ambientazione e cast, in cui spiccano un intensamente manierato Berger e la D'olive, reginetta Lancio.
MEMORABILE: I caffè di Tranquilli; Il rapporto sessuale molto "sofferto" tra Berger e Wendy D'olive; Le facce "bergamasche" di Sbragia e dell'infido Gunther Stoll.

Markus 10/07/12 16:27 - 3292 commenti

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Giallo arzigogolato che tenta la via del giuridico a scapito del meccanismo "argentiano" (il cui titolo astutamente richiama). Lentezza narrativa e dialoghi un po' logorroici fanno scemare la pellicola in momenti difficili da seguire con vivo interesse, ma certamente il mestiere di Tessari si vede (la buona ambientazione bergamasca e la fotografia). Il difetto maggiore sta nel fatto che ci si aspetta il classico thriller sanguinolento e in realtà la pellicola verte più su canoni investigativi tipici del decennio precedente.

Jax 2/11/12 21:39 - 5 commenti

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Buon giallo di Duccio Tesaari che si discosta molto dalla media della produzione di genere italiana dei primi anni settanta. Tessari faceva categoria a sè, e si vede da questo film come dall'altro giallo, del 74, L'uomo senza memoria. Non è presente un'estetica dell'omicidio, siamo piuttosto in un giallo virato al legal con ottime inquadrature e un sapiente uso del montaggio, oltre a una particolare e molto personale struttura narrativa. Mi ha colpito anche lo spirito anti-borghese del film. Atmosfera malinconica.
MEMORABILE: Il feroce finale.

Lucius 28/05/13 12:32 - 2819 commenti

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Nello stesso anno di Quattro mosche di velluto grigio (che coincidenza) si affaccia sugli schermi questo thriller dal titolo speculare al film di Argento e con addirittura l'animale riprodotto in un gioiello come in 4 mosche. Lo sviluppo narrativo è contorto, ma resta apprezzabile il tentativo di dare linfa al genere thrilling, dopo il successo de L'uccello dalle piume di cristallo. Le cosa migliore del film sono le ambientazioni bergamasche, l'atmosfera e la colonna sonora con brani di repertorio classico mixati alle partiture di Ferrio. Investigativo.

Trivex 10/06/13 08:23 - 1488 commenti

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Direi un giallo con le ricorrenti, per l'epoca, venature morbose. Non ci sono momenti particolarmente efferati, gli omicidi avvengono in modalità classica, fuori dall'onda gore che si andava affermando in quel periodo. Trama piuttosto solida e sviluppata discretamente; non originale, ma non banale. Buona la parte del contraddittorio in tribunale (col procuratore ancora "vicino" al giudice), mentre c'è un limite alla spiegazione finale, seppur la stessa non risulta (almeno per me) facilmente intuibile. Film da due pallini e mezzo, comunque da vedere.

Metuant 19/06/13 23:21 - 454 commenti

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Di buono questo giallo ha una struttura abbastanza originale mista a una trama non banale; i contro tuttavia sono decisamente di più e includono svariate scene goffe e mal recitate (la scena finale su tutte), troppe lungaggini e scene inutili nonché una colonna sonora monotona e fin troppo insistita che rendono il risultato finale francamente noioso. Peccato, perché con alcuni aggiustamenti avrebbe anche potuto figurare accanto ai classici di genere di quell'epoca.

Maik271 30/06/14 11:08 - 436 commenti

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Duccio Tessari alla regia si districa molto bene in questo giallo all'italiana in cui spiccano le ottime interpretazioni di tutto il cast (Tranquilli e Sbragia i miei preferiti). Il soggetto di Gianfranco Clerici è intricato e molto ben curato nella caratterizzazione dei personaggi e la sceneggiatura cui partecipa con il regista offre una Bergamo alta molto affascinante. Buone le musiche di Ferrio.
MEMORABILE: "La limitata percentuale di sangue che ho nel mio whisky è gruppo B Rh negativo".

Lythops 30/09/14 20:49 - 972 commenti

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Il manifesto, oltre che il titolo, potrebbero far associare il film a uno dei tanti del genere giallo horror sfornati in continuazione dopo i primi fortunati lavori di Dario Argento. Al contrario il film di Tessari è equilibrato, ben scritto (si pensi a esempio alla termonologia corretta nel processo) e altrettanto ben girato. Indubbiamente buoni gli interpreti, fattore che per i gialli di genere di quegli anni non è da dare per scontato. Un po' lunghi i titoli di testa, buone le musiche di Gianni Ferrio anche se con molte citazioni classiche.

Jdelarge 5/11/15 01:18 - 873 commenti

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Tanta, troppa confusione in questo film di Tessari, il quale dà vita a un miscuglio di generi e tematiche senza capire quale strada percorrere. La critica alle classi borghesi è palese, ma abbozzata in maniera superficiale; così anche il carattere dei personaggi non è assolutamente approfondito e la freddezza con cui viene esposta la vicenda, seppur funzionale per la critica volta ai protagonisti, sortisce l'effetto negativo di un distacco eccessivo nei confronti del film. Mediocre la prova degli attori.

Pinhead80 24/07/16 00:06 - 3942 commenti

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Una donna viene brutalmente assassinata in un parco e tutti gli indizi sembrano ricadere sulla stessa persona, che però a un certo punto appare evidente essere innocente. Bel thriller italiano che merita attenzione perché la trama si sviluppa in maniera tale da trarre continuamente in inganno lo spettatore. Si sospetta di tutto e di tutti nonostante un inizio che sembrerebbe lasciare poco spazio all'immaginazione. Tutto sembra essere un sogno, o forse sarebbe meglio dire un incubo. Notevole.

Giulio01 11/11/16 14:01 - 5 commenti

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Uno dei migliori gialli nati dopo il grande successo dei film di Argento. I suoi pregi sono a mio avviso quelli che molti rilevano come difetti: totale assenza di scene a effetto, ritmo lento che tuttavia permette un buon approfondimento dei personaggi, interpretazioni di buon livello, trama ben costruita che non mancherà di appassionare anche i patiti del legal thriller. Si discosta nettamente dagli innumerevoli film del filone (e vogliamo parlare della bellissima colonna sonora?). Lo rivedo sempre molto volentieri.

Ultimo 23/04/17 14:07 - 1358 commenti

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Interessante prodotto dei primi 70, con una forte componente gialla che si sviluppa soprattutto all'interno delle aule processuali. Il cast è ben assortito, benché non ci sia nessuno che eccella. Il grosso difetto è una trama piuttosto sconclusionata, con continui cambi di ritmo; nel complesso comunque il film può dirsi riuscito, con un finale non memorabile ma azzeccato.
MEMORABILE: Il commissario a cui non va mai bene il caffè...

Pesten 21/05/17 21:07 - 638 commenti

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Un film riuscito a metà. Soluzioni interessanti, belle atmosfere e location, svolgimento anche particolare se vogliamo, ma alcuni momenti sembrano un po' troppo slegati dal resto, quasi a voler inserire forzatamente qualcosa di strano all'interno di una trama che procede spesso in maniera classica, ma con scarsi risultati. Uno di quei film che guadagna punti se visto in particolari periodi mentali.
MEMORABILE: La colonna sonora.

Rufus68 27/06/17 22:20 - 3078 commenti

I gusti di Rufus68

Un film nella media italiana del periodo, ma la media di allora volava alto. Una normale narrazione gialla (che non diviene mai thriller) ma impreziosita da buone musiche, credibili caratteristi (bravi Stoll e Tranquilli) e da uno stile franto che oggi, in tempi di magra, sembra alto sperimentalismo. Tessari si conferma uno degli autori più sottovalutati.

Schramm 17/07/17 16:30 - 2414 commenti

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Titolo a parte, Tessari si discosta dalla foga e dalla voga degli Argento-movies, cingendo maggiormente l’estetica dei più segaligni e inerziali Gialli Mondadori (a partire dai personaggi introdotti in prima pagina), ma tra ritmo da lumaca insonnolita sopra uno strato di U-hu, script che diventa un ghirigoro (con quel finale arrampicaspecchi che è un infilare le dita bagnate nella presa), prove attoriali trasandate e galanti soluzioni espressive come zattere sfondate alla deriva in una biolca narrativa argillosa, l’albo è di quelli molto male in arnese, che interessa solo fino a pagina 2.

Tojo72 24/07/17 19:16 - 53 commenti

I gusti di Tojo72

Delude chi si aspetta dal titolo un thriller argentiano. Si tratta più che altro di un giallo giudiziario dove mano a mano le tesi dell'accusa vengono smontate. Molto belle le atmosfere da borghesia malata, meno riusciti i siparietti del caffè del commissario di polizia (più adatti a un commissario Banfi/Auricchio). Bellissima la fotografia tra il crepuscolare e l'autunnale permanente. Alla fine una pellicola dignitosa, ma non un obbligo di visione.
MEMORABILE: Giorgio Chinaglia (doppiato) che parla dei problemi dei "poveri" calciatori che prendono un basso ingaggio.

Bergelmir 3/02/19 22:20 - 160 commenti

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Buon giallo girato con mestiere e grande senso estetico, che si differenzia da altri dell'epoca per i toni pacati e il ritmo mediano, in quanto lascia intuire più che mostrare. Nonostante la prevalenza dell'atmosfera, il ritmo si mantiene grazie alla buona scrittura e al montaggio. Tessari depista lo spettatore sui vari aspetti della trama, restando però verosimile e senza mai forzare troppo la logica, anche se manca una presa di posizione incisiva per dare più carattere al film. Ottime le riprese urbane, sia esterne che interne.

Nicola81 24/02/19 21:13 - 1952 commenti

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Tessari dirige con la consueta eleganza un giallo notevole nel suo smarcarsi dal modello argentiano. Di sangue non se ne vede una goccia, ma è l'attenzione rivolta alle procedure di indagine (anche scientifiche) e giudiziarie a conferirgli un realismo e uno spessore superiori alla media; più scontata, invece, la critica alla ricca borghesia corrotta. Ottimo cast in cui Berger, Sbragia e Stoll rivaleggiano in ambiguità, Tranquilli è un credibile commissario, il comparto femminile funziona benissimo. Bella colonna sonora di Gianni Ferrio.
MEMORABILE: L'iniziale sequenza nel parco; La sofferta scena d'amore tra Berger e la D'Olive; Tranqulli alle prese con il caffè; Il processo.

Magi94 23/08/19 15:35 - 675 commenti

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Curioso e intrigante giallo italiano degli anni 70 che dimostra come all'epoca anche film non esattamente "di prima categoria" potessero contenere intuizioni e "colpi di regia" interessanti. L'intreccio è sì ingarbugliato e dall'andamento altalenante, ma se nella prima parte il processo è raccontanto a volte in modo televisivo (anche se ricorda quello de La parola ai giurati, con quel coltello...), nella seconda i rancori e le tensioni personali emergono in spezzoni da vero cinema. Belle le riprese tra le strade di una Bergamo livida.
MEMORABILE: La scena di sesso rabbioso; Il finale, con la composizione finale da tragedia greca e quei movimenti di macchina rapidi e feroci.

Claudius 21/06/19 06:55 - 407 commenti

I gusti di Claudius

Una mezza delusione, visti regista e cast. Rispetto ad altri film gli va riconosciuta una certa originalità nel soggetto e nella sceneggiatura, ma anche un'eccessiva lentezza (si potevano tagliare dieci minuti). Belle le musiche di Ferrio che citano Luci della ribalta di Chaplin e buona la prova di Tranquilli e della De Luca; si può vedere senza problemi, ma la noia è in agguato.

Rambo90 4/10/19 16:50 - 6343 commenti

I gusti di Rambo90

Sciapo giallo italiano, con una curiosa preponderanza di dettagli scientifici e procedimenti giudiziari a discapito di ciò che fece la fortuna del genere: omicidi e violenza. La regia di Tessari è buona, così come la fotografia dai colori eleganti, ma non si rimane troppo coinvolti a causa di una sceneggiatura fredda e tutto sommato statica nonostante il grande uso di flashback e ricostruzioni. Molto buone le musiche di Ferrio, poco rilevante la prova del cast (compreso un Berger molto silenzioso).

Meatullia 8/02/20 08:17 - 1 commenti

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Giallo all'italiana che sorprende: la trama si infittisce, intrecciando digressioni sui personaggi che rivelano o confondono lo spettatore. La musica, composta nientemeno che da Gianni Ferrio, incornicia l'idillio d'amore presente, centrale e forza motrice nel film. A tratti un legal drama ante litteram. Molto apprezzabili le scenografie e le location scelte. Berger e Sbragia si stagliano sugli altri. Film da non sottovalutare.
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