The mist

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The mist
Anno: 2007
Genere: horror (colore)
Note: Tratto dall'omonima novella di Stephen King della raccolta "Scheletri".
Numero commenti presenti: 53
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Frank Darabont di nuovo alle prese con Stephen King dopo LE ALI DELLA LIBERTA’ e IL MIGLIO VERDE. L’idea da cui si parte (che pare presa di peso dal carpenteriano FOG) è quella di una nebbia assassina che cela in sè mostri assetati di sangue. Poi però l’attenzione si sposta sul microcosmo di personaggi assembrati al’interno di un supermarket che tanto ricorda il grill in cui Estevez e il suo gruppo si riparavano dai camion-killer di BRIVIDO. Horror d’assedio, insomma, figlio diretto degli UCCELLI...Leggi tutto di Hitchcock e della NOTTE DEI MORTI VIVENTI (o meglio ZOMBI, considerato l’ambiente), con un gruppo etrerogeneo costretto a rinchiudersi per mettere una parete (di vetro, ma meglio di niente) tra sè e questa nebbia lattiginosa che nasconde insidie evidenti (chi vi entra non torna più indietro). Darabont punta tutto sull’atmosfera surreale che la situazione genera, fatta di inquietanti silenzi e apparizioni improvvise di mostri insettiformi. Poi kinghianamente passa all’analisi dei caratteri scolpendo con l’accetta personaggi non esattamente convincenti (nonostante interpretazioni accettabili), estremizzandone le peculiarità e trovando nella predicatrice (Marcia Gay Harden) l’unico motivo di relativa originalità. E’ la progressiva acquisizione di potere della donna all’interno della piccola comunità spaventata a creare la necessaria tensione nel gruppo, dando l’impressione di voler analizzare un aspetto importante della nostra società. Peccato che Darabont lo faccia con troppa superficialità, con l’ingenuità qualunquistica che caratterizzava anche molte parti del MIGLIO VERDE ingenerando soprattutto un facile odio dello spettatore nei confronti della predicatrice. Dal punto di vista degli effetti la valente coppia Nicotero-Berger provvede a creare quanto ci si aspetta, con la scena nella farmacia che ricorda moltissimo ALIEN e i suoi epigoni, una buona dose di sangue e mostri orchestrati con la dovuta efficacia (anche se la computer grafica fa un po’ troppo spesso brutta mostra di sè). Così, tra combattimenti sporadici, una confezione qualitativamente superiore alla media (buona la colonna sonora di Mark Isham) e una regia solida, ci si avvia con qualche pausa di troppo verso il finale, che rinuncia - come ultimamente troppo spesso capita - alla credibilità in favore di un colpo di scena che spiazzerà pochi. Poteva essere un’idea, ma andava svolta con più rigore ed inventiva, per colpire veramente. In definitiva comunque un buon horror come poco capita di vedere recentemente. Anche banale per molti versi, ma solido e immerso in una classicità che, in un’epoca in cui pare che per spaventare si debba correre a 200 all’ora con la camera a mano, non può che riconciliare col genere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/05/08 DAL BENEMERITO SCHRAMM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/10/08
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Schramm 9/05/08 19:36 - 2488 commenti

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Un adattamento altrimenti perfetto (Darabont è nato per girare aderenti trasposizioni dall'operato del re senza mai tradirne l'umore e il tra-le-righe) guastato negli ultimi 10' imperdonabili minuti sgasati da un'insopportabile impennata di musica new-age e da una libertà narrativa che quadra il cerchio laddove King lo pervertiva a spirale: Darabont carica il traguardo di cinismo e disperazione, sì, ma lo gestisce girando con la sinistra e senza avere idea di che pesci pigliare. Evidentemente il finale aperto di Zombi non ha fatto granché scuola.

Hackett 13/10/08 19:40 - 1790 commenti

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Di Frank Darabont ci si può sempre fidare e per l'ennesima volta questa trasposizione da King è riuscita bene. Il film convince e rimane ben aderente al racconto (the Mist) che vent'anni fa uscì nella raccolta "Scheletri". Solito mestiere senza fronzoli, personaggi Kinghiani fino all'osso. Buon esito complessivo, anche nella realizzazione delle creature malvagie, anche se i giganti finali ricordano un po' lo Spilberghiano La guerra dei mondi.

Rebis 16/10/08 12:14 - 2093 commenti

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Non sono tempi questi in cui si possa sospendere sul finale, né l’horror può concedersi happy ending. Darabont, che segue King alla lettera rievocandone l’atmosfera specifica, comprende con esattezza di quanto prolungare il racconto per sintonizzarsi con il clima odierno: dà al pubblico il ceffone che non si aspetta. Finalmente un horror politico e sociale che sa veicolare negli stereotipi autentico disagio e rabbia, inquietudine e disordine morale. Qualche effetto in CGI grida vendetta, ma c'è dell'ottimo mestiere tra i comprimari e assoluto rigore nell'utilizzo della camera a mano.
MEMORABILE: L'ingresso dei mostri volanti; l'incursione in farmacia. Il sacrificio.

Mascherato 16/10/08 14:39 - 583 commenti

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Il riferimento esplicito è a La cosa di Carpenter (nello studio del protagonista, disegnatore di affiches cinematografiche, campeggia il manifesto), ma anche a Fog (of course!), Distretto 13 (l'assedio) ed al Romero di Zombi (il supermarket/rifugio) e di La città verrà distrutta all'alba. Il Darabont sceneggiatore, però, non ha l'afflato apoditticamente western dei due modelli sicché il suo è un loghorr(e)or. La mezz'ora finale, tuttavia, dal proselitismo pentecostale di Mrs. Carmody al finale beffardamente nichilista, pur con 10 minuti di troppo, dice più sull'America di un docu di Moore.

Rickblaine 22/10/08 09:37 - 635 commenti

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Buon horror, ma mi aspettavo di più. Non ho letto il racconto, ma il finale non è da King. Darabont mi aveva colpito profondamente con Le ali della libertà, qui invece ha deluso tutte le possibili aspettative. Un finale che non mi convince: sa più di colpo di scena che di finale intelligente.

Stubby 22/10/08 23:51 - 1147 commenti

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Veramente molto riuscito: un film avvincente che inchioda alla sedia. Ricco di tante citazioni e di dejavu già rivisti in parecchie pellicole di successo, the Mist ha il pregio di offrire momenti di alta tensione nello spettatore fino al finale che non coindivido pienamente ma che lo rende a sua volta ancor più particolare.
MEMORABILE: La fanatica religiosa.

Elsup 23/10/08 22:19 - 140 commenti

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La prima parte di questo film la catalogherei nel genere commedia, ma di quelle banali. Nella seconda parte un po' si riprende, ma ormai il danno è fatto e la pellicola la guardi sperando nell'ennesima castroneria che strappi un sorriso. Qui Darabont fallisce in pieno (tenendo presente le precedenti pellicole) e non serve la sottile traccia psicoautoriflessiva del genere umano a salvarlo.
MEMORABILE: Espiazione! Espiazione!

Enzus79 22/10/08 18:24 - 1892 commenti

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Non vedevo un bel film tratto da un racconto di King da anni... La storia sembra presa da un horror americano degli anni 70 e ha un suo filo logico. Il finale evidenzia come dell'uomo non ci si possa mai fidare. Bravi gli interpreti, bella la musica delle scene finali.

Cotola 25/10/08 20:08 - 7707 commenti

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Vado controcorrente e dico che l'ho trovato molto deludente: oltre a palesare una scarsa orginalità dimostrata dal fatto che, come detto, saccheggia palesemente da svariati horror del passato, va poi aggiunto che il regista non riesce, a mio parere, a creare una vera tensione a causa dell'eccessiva lunghezza della pellicola che presenta troppe pause. Quando poi la sceneggiatura comincia anche a filosofeggiare, si fa per dire, con spunti triti e ritriti sull'istintuale animalità dell'uomo, allora cadono le braccia... Anche la cg sfigura.

Galbo 26/10/08 14:40 - 11525 commenti

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Frank Darabont si conferma il regista che meglio di altri riesce a comprendere l'essenza degli scritti di Stephen King, trasferendoli sulla pellicola e The mist lo dimostra in pieno. Opera decisamente riuscita nel tentativo di trasmettere una profonda sensazione di ansia ed angoscia anche attraverso riflesioni non banali sulla natura umana e sul concetto di mistero. Ricco di citazioni da altre opere precedenti (una per tutte Fog di Carpenter), The mist si segnala per la bella fotografia e per la riuscita recitazione di tutto il cast. Da vedere.

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Brainiac 5/12/08 13:20 - 1083 commenti

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Dalla più riuscita raccolta di racconti del maestro Stephen King, ovvero l'ormai datata "Scheletri", in cui si trovavano altre gemme horror come "L'arte Di Sopravvivere", Darabont tira fuori un buonissimo film. Critica corrosiva alla guerra in Iraq e alla mentalità deviata di alcune parti della società americana. Peccato per gli effetti speciali, davvero non all'altezza di una così riuscita trasposizione. Di sicuro il regista, che dà un'ottica tanto pessimistica alla sceneggiatura (clamoroso il finale) avrà avuto le sue difficoltà con i produttori.
MEMORABILE: Le musiche nella parte finale, davvero toccanti.

Ghostship 31/12/08 16:46 - 394 commenti

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Era lecito aspettarsi di meglio da una trasposizione cinematografica che doveva e poteva essere migliore. Forse il difetto sta nel fatto che la nebbia viene subito "svelata" e che i mostri non sono poi fatti così bene, o semplicemente sono un po' troppo presenti. Sul lato tecnico ed interpretativo il livello è buono, ma purtroppo manca la tensione e resta il puro e semplice intrattenimento.

Giapo 6/08/09 11:01 - 234 commenti

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Un film sulla paura. Due ore di claustrofobica tensione per un gruppo di persone, un viaggio nel terrore che sradica ogni logica. Emerge così la fragilità del nostro mondo razionale, la consapevolezza della piccolezza umana, il bisogno di non sentirsi soli, l'istinto di sopravvivenza che mette gli uni contro gli altri. E alla fine la paura verso gli uomini eguaglia quella verso i mostri. Terrificante.

Sabryna 20/03/09 13:56 - 225 commenti

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Tratto da un racconto di Stephen King, "The Mist" sembra in partenza il solito horror fatto di mostri venuti da un altro mondo, con una nebbia assassina che uccide tutto e tutti. In realtà è costruito su una metafora molto più sottile, a sfondo religioso, sociale e psicologico. Frank Darabont fa chiaramente capire che i mostri non sono gli insettoni (peraltro di fattura piuttosto grossolana e discutibile), bensì gli uomini stessi, con le loro fissazioni e deviazioni mentali. Acuto.

Daniela 21/03/09 18:34 - 9854 commenti

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Dignitoso, ma un pò deludente. Nonostante la suggestione dello spunto di partenza, il film è penalizzato da una certa patina televisiva, dialoghi poco stringenti ed un cast modesto, in particolare il protagonista è anonimo e la bigotta fanatica interpretata da Marcia Gay Harden eccessiva. Anche il look dei mostri, molto vario, non risulta adeguato, tanto che funzionano meglio quando si mostrano poco, mentre l'incursione nella farmacia induce ad ingenerosi paragoni con Aliens. Quanto al colpo di scena finale, migliore quello del film rispetto al più banale testo letterario.

G.Godardi 5/04/09 16:10 - 950 commenti

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A leggerne la trama uno si aspetterebbe il solito horror citazionista ironico che strizza l'occhio al passato. Invece ciò che colpisce di questa realizzazione, è la completa serietà dell'operazione: nemmeno una risata, nemmeno una strizzatina d'occhio ironica allo spettatore. Il tutto è avvolto in un alone di tragicità e ineluttabiltà a volte davvero straziante. Un po' prolisso, come nelle corde del regista, ma non di meno un film ben fatto e godibile. Finale cinico e amarissimo, citazione al contrario de L'alba dei morti viventi.

Marco_iol 18/04/09 19:55 - 11 commenti

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Un film pessimo che ha poco di horror, se non qualcosa di splatter... La regia è quella che è (sembra il tipico movie da televisione piuttosto che da cinema), gli attori non sono assolutamente convincenti: dal personaggio principale alla fanatica religiosa, le varie tematiche introdotte sono appena accennate ma mai approfondite; alcune scene scimmiottano malamente altri film (le persone nella farmacia ricordano troppo i Marines nella grotta di Aliens). Senza considerare la scarsa qualità degli effetti speciali. Finale assurdo. Da scartare.

Onion1973 20/04/09 21:31 - 154 commenti

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Un paesino della provincia americana viene avvolto da una densa nebbia nella quale si annidano torme di mostruosi insetti alieni (lovecraftiani?). Un gruppo di compaesani si barricherà in un supermercato. Malgrado la trama non brilli per originalità (che King abbia finito le cartucce?) più della storia può la regia. Tra prevedibilità e stereotipi (la fanatica, gli innamoratini) alcune sequenze colpiscono davvero rendendo straordinario (a momenti) un film comunque mediocre. Ad esempio il mammut mostro o il finale, davvero beffardo, di romeriana memoria.
MEMORABILE: La passeggiata del mostro insetto "mammut".

Patrick78 28/04/09 16:54 - 357 commenti

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Notevolissimo film di Frank Darabont che attinge dal suo scrittore preferito (King) e realizza molto probabilmente uno degli horror più validi dell'ultima decade. Incredibile come in molti non abbiano apprezzato questo lavoro dai toni agghiaccianti e sinistri, in cui Thomas Jane rivaleggia in bravura con una invasata Marcia Gay Harden nei panni della fanatica religiosa. Strepitoso il campionario di mostri a dir poco terrorizzanti (basti vedere l'assalto al supermarket o le sequenze nella farmacia) curati alla perfezione dalla KNB. Finale da cineteca.

Supercruel 3/05/09 23:10 - 498 commenti

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Buon lavoro in cui Darabont parte da King ma ha ben presente noti modelli narrativi, in primis Carpenter e Romero. "The Mist" diventa così un film che miscela orrore e assedio. D'effetto i mostri, vari e piuttosto spaventosi (per chi non sopporta gli insetti è un piacere...) e psicologicamente curate le parti che narrano del microcosmo umano dentro al supermarket. Difetti, certo, ce ne sono: la cgi non è sempre il massimo, non tutti gli attori rendono al meglio e il personaggio della fantatica religiosa alla lunga stanca. Tre pallini.

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Deepred89 7/05/09 14:08 - 3335 commenti

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Interessante fanta-horror. Darabont riesce a creare un'atmosfera claustrofobica e mantenere piuttosto alto il coinvolgimento per tutta la durata, partendo da un soggetto (tratto da una novella di Stephen King) che rimanda a Carpenter (citato nella scena iniziale) e Romero. Non funziona l'idea di mostrare subito le creature, né quella di rappresentarle con effetti digitali (spesso non all'altezza tra l'altro) ma l'atmosfera c'è e regge fino alla fine. Semplici ma interessanti i personaggi, discutibilissimo il finale. Bravi gli attori.

Capannelle 8/05/09 16:17 - 3787 commenti

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Per più di un'ora ho avuto la sensazione di un film tv: attori "onesti", fotografia tipica, mostri da videogioco, dialoghi didascalici. Anche se, sotto sotto, c'è della sostanza che si palesa nelle dinamiche di gruppo nel supermarket. Il racconto prende quota col dilagare dell'isteria religiosa fomentata dalla Gay Harden e l'amaro finale, ottimamente musicato, riconcilia con lo spirito. Diverse ingenuità: soldato accoltellato tre volte che cammina; nelle mani di David sibilano metri e metri di corda e lui rimane al suo posto...
MEMORABILE: Nella scena della corda, l'attesa...

Magnetti 3/06/09 23:35 - 1103 commenti

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Inizio intrigante con le giuste atmosfere, parte centrale noiosa in cui non succede nulla e con troppo "parlato". Un finale che sembra un esercizio di sadismo, spiazzante e gratuito. Quasi a giustificare un film dal peso specifico basso. Peccato perchè alla regia c'è il Darabont de Le ali della libertà e quindi era lecito aspettarsi molto più per questo suo ultimo lavoro, che comunque vale la visione.

Puppigallo 14/08/09 12:21 - 4553 commenti

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Piuttosto banale, con dialoghi pressochè inutili e personaggi ultramegastereotipati (il protagonista, che non sbaglia quasi un colpo-tranne alla fine...ah ah ah-, la ragazza, bella e raziocinante, il nero ottuso, il solito gregge e la solita predicatrice timorata di Dio con apocalisse incorporata (la sua odiens sarà in ascesa, perchè la cacarella fa miracoli). Eppure, questa nebbia, seppur non certo nuova (vedi Fog), è in grado di creare un po' di atmosfera; e gli esseri che la popolano danno la dose minima di ossigeno per non far andare in coma irreversibile la pellicola. Vedibile e nulla più.
MEMORABILE: I fili di seta corrosivi; Gli ultimi fotogrammi (dopo la scena in auto), dove si commette l'errore di voler fare il coupe de theatre (0 spiegazione).

Pinhead80 14/09/09 01:39 - 4038 commenti

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Un'insolita nebbia si abbatte su di una cittadina e alcune persone rimangono intrappolate dentro ad un supermercato. Non sembra essere la trama di un film horror, ma in realtà lo è a tutti gli effetti. La suspance è altissima, sin dall'inizio, e non mancano i colpi di scena che si susseguono in maniera continua. Uno dei migliori film tratti dai racconti di Stephen King.

G.enriquez 1/12/09 10:12 - 121 commenti

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Con questo lavoro finalmente il concetto di film viene stracciato per entrare nel territorio dell'"opera omnia". Qui l'horror è un puro pretesto per costruire un discorso critico sulla società di oggi, che non tralascia praticamente nulla: si passa dalla religione al fanatismo religioso, dalla libera vendita di armi all'eutanasia (trattata magnificamente). Un capolavoro che avvince e che soprattutto fa riflettere. Opera da conservare in dvd.

Greymouser 25/03/10 00:36 - 1458 commenti

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Darabont si dimostra ancora una volta il migliore nel trasporre per lo schermo la narrativa di King. In questo "The mist", tratto da un lungo (forse troppo) racconto del "re", si permette anche una decisiva variazione sul tema, inventandosi un finale desolato e cinico che non sarebbe mai stato nelle corde dello scrittore di Bangor. Qui insomma riesce ad asciugare e rendere più efficace un'idea che nel racconto viene tirata troppo per le lunghe. Ed è un gran merito nel cinema superare il modello letterario.
MEMORABILE: La creatura colossale nella nebbia verso il finale.

Piero68 18/06/10 12:27 - 2793 commenti

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Da un romanzo di King viaggio inquietante nel peggio dell'animo umano. Egoismo e mancanza di fiducia nel prossimo si materializzano attraverso 3 personaggi chiave: l'avvocato di colore che si sente sempre preso in giro, la pazza che parla con Dio che vuole il sacrificio umano ed il genitore che, incapace di trovare soluzioni, preferisce l'estremo gesto. Darabont usa una sottile metafora ma la veicola attraverso una serie di "copiature". Pertanto fa poca presa. Alla fine resta solo la negatività di tutti i personaggi ed un clima da fine dei tempi.

Pesten 6/07/10 18:58 - 648 commenti

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Non mi trovano d'accordo le varie critiche ricevute dal film: l'ho trovato abbastanza scorrevole e con la giusta dose di tensione, nonostante l'innovazione non sia il suo punto forte. Immancabili i numerosi riferimenti alle basi del genere, ma si evita lo splatter e l'effettistica eccessiva, utilizzando l'evento assurdo per parlare di temi di grande attualità come il fanatismo religioso e la vendita delle armi, specialmente nella società americana. Eccellente il finale.

Gestarsh99 24/08/10 10:07 - 1350 commenti

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Una densa nebbia, che nasconde in se orribili creature, inizia a diffondersi ovunque, costringendo la clientela di un supermercato a barricarsi al suo interno... Nel suo terzo adattamento da King, Darabont frulla riferimenti filmici tra i più disparati (Zombi, Alien, La cosa, Fog) per dar corpo ad una sua personale Apocalisse fanta-orrorifica. Il clima di angoscia verso l'ignoto si mescola alla paranoia religiosa che trova campo fertile in tali situazioni. Sceneggiatura incongrua ma sfx funzionali.
MEMORABILE: I protagonisti in macchina che vedono passare sulle loro teste una gigantesca creatura alta come un grattacielo.

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Lupoprezzo 28/02/11 18:37 - 635 commenti

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Frank Darabont continua il suo sodalizio con il re dell'orrore Stephen king in un horror d'assedio decisamente derivativo, che ha il suo punto di forza nella prima parte, quando la minaccia è ancora avvolta dalla nebbia, indefinibile e terrorizzante. Resta una certa convenzionalità nei personaggi e nei dialoghi, ma la tensione che si avverte nel supermarket è pregevole. L'ultima parte però è eccessivamente piagnucolosa, enfatizzata da una musica alquanto irritante.

Harrys 6/04/11 14:11 - 682 commenti

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Un'escalation estenuante che ripaga del tempo impiegato. Il climax tarda a manifestarsi e le perplessità su di un tema piuttosto abusato non faticano ad affiorare. Frank Darabont (che non è l'ultimo dei pivelli), nella seconda parte riserva delle gustose sorprese con picchi di malignità drammaturgica che cozzano con l'artificiosità della cgi (i tentacoli "multiformi" su tutti). Angosciante perché tremendamente realistico quel che avviene nel supermarket, una giungla nella quale lo spazio e il tempo si polverizzano ed evaporano nella fitta nebbia. ***

Rambo90 2/05/11 01:32 - 6527 commenti

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Darabont confeziona uno dei migliori horror tratti da King, ma anche uno dei migliori in assoluto degli ultimi dieci anni. Dietro l'assalto degli insettoni (eccessivamente digitalizzati) si nasconde la psicologia dell'uomo impaurito, spesso più letale e violento dei mostri stessi. Buono il ritmo, notevole il cast con un bravo Thomas Jane e tutta una serie di ottimi caratteristi sui qualli spiccano la Garden e Sadler. Il finale poi è davvero bello (ma diverso dal racconto), imprevedibile e perfettamente musicato. Da non perdere.

Giùan 9/06/11 12:20 - 3139 commenti

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Non c'è dubbio: si tratta di un film riuscito e di una scommessa vinta da Darabont. Non era facile considerando che la falsariga dello script (il racconto di King) era scivolosa e se a cadere fossero stati i vermoni alieni del film sarebbero stati azzi. Invece no: sembra di star di fronte a un classico anni '40-50 tra Tarantula e La cosa da un altro mondo. Il cast rigorosamente no all stars aiuta: nota di merito per la predicatrice del terrore Masha Gay Harden. Il finale è tra i più crudeli e spiazzanti si possa immaginare. Ben diretto.

Caesars 16/07/11 00:31 - 2829 commenti

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Parzialmente deludente; Darabont ha fatto sicuramente meglio nelle altre trasposizioni kinghiane. Qui si cimenta con un racconto breve, già di suo non tra le migliori prove dello scrittore del Maine e lo dilata oltre misura: quello che poteva andare bene per un mediometraggio viene diluito in quasi due ore di spettacolo. Quello che convince meno è, però, quando i mostri si palesano e il digitale incomincia a mostrarsi; si aggiunga che i classici del passato sono saccheggiati a piene mani e si ha un quadro non troppo esaltante. Buono il finale.

Herrkinski 1/10/11 01:42 - 5424 commenti

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Certo, è tutto già visto e stravisto, o quasi; tuttavia il film si eleva al di sopra della mediocrità generale del recente cinema horror grazie all'indubbia capacità del regista di tenere desta l'attenzione dello spettatore, anche tramite dialoghi leggermente meno stupidi del solito ed una buona tensione. La critica alla stupidità dell'intera razza umana (nessuno escluso) è piuttosto riuscita e il finale spietato, ottimamente girato tra l'altro, rinforza il giudizio su un film tutto sommato godibile e ben fatto. CGI discreta ma passabile.
MEMORABILE: Il finale.

Jofielias 6/12/11 09:34 - 170 commenti

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Di per sé il meccanismo dell'assedio è una formula che nel genere horror funziona molto bene. The Mist è costruito con grande senso dello spettacolo e risulta convincente, pieno di tensione e a tratti emozionante. E ci regala una sorpresa finale: proprio mentre ci eravamo rassegnati all'idea che l'intera vicenda si sarebbe esaurita all'interno di un supermercato, Darabont alza la posta e - senza bluffare - ci regala un finale da kolossal, dal retrogusto amaro. Imperdibile per gli amanti del brivido e della fantascienza.

Nando 23/05/12 00:30 - 3498 commenti

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Ispirato da un racconto di King, il film mostra un'atmosfera tetra e sconvolgente nonostante i tanti richiami a pellicole precedenti. Il mostrare l'incapacità del genere umano davanti a tragici imprevisti evidenziando fratture intestine causate spesso dal fanatismo religioso. Poco interessanti i digitali insettoni, ma il finale è intensamente e drammaticamente lucido e perverso.
MEMORABILE: L'uccisione della religiosa fanatica all'interno del market.

Luchi78 2/10/12 14:05 - 1521 commenti

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Inizio poco convincente, quasi troppo repentina l'immersione nell'azione pura, con qualche effetto speciale deludente (il primo polipone è troppo artefatto). Poi il film decolla, anche gli effetti migliorano e la tensione narrativa aggancia lo stile tipicamente kinghiano. Finale più che spiazzante. Non perfetto, ma da vedere.

Buiomega71 19/01/13 00:59 - 2330 commenti

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E Darabont fa il botto: il suo è uno dei migliori fantahorror dell'ultima decade. Semplice nello script, ma di una ferocia e di una tensione da lasciare senza fiato. Sembra di ritornare nel cinema ottantiano del terrore e Darabont brinda con Carpenter e Romero, passando per Cameron fino a Stuart Gordon. 120 minuti in fibrillazione continua, tra alieni insettiformi carnivori, pazze invasate e la coalizione umana che va a farsi friggere. Questa nebbia fa più paura di quella carpenteriana e Darabont firma la sua spietata Guerra dei mondi. Raggelante. come il suo finale.
MEMORABILE: Il militare inquisito e poi sacrificato; Le straordinarie note finali di Mark Isham; I mostruosi ragni imbozzolatori in farmacia; Il gruppo di invasati.

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Saintjust 19/06/13 19:40 - 111 commenti

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Il film è tratto da un racconto, quindi non è giusto tacciare Darabont di poca originalità; anzi, direi che il regista è riuscito a trarre una perla da uno scialbo racconto di King. Sottesa alla patinatura orrorifica allignano diverse tematiche etico-religiose (i mostri siamo noi). Il tema dell'esistenza di una realtà parallela popolata da creature maligne è puro "Lovecraft", come dimostra l'apparizione di un gigantesco Cthulhu a più zampe. Il finale, tanto criticato, è un colpo di genio inaspettato. Tra i migliori horror degli anni 2000.
MEMORABILE: Marcia Gay Harden che arringa i reclusi Il finale.

Didda23 7/10/13 23:27 - 2305 commenti

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Un capolavoro assoluto, senza se e senza ma. Darabont supera le vette già toccate dallo straordinario Le ali della libertà proiettandoci in un incubo terreno nel quale l'uomo smentisce la credenza d'essere l'artefice del proprio destino. Un film struggente, ansiongeno con uno dei finali migliori mai realizzati. Regia maiuscola e una performance attoriale da far accapponare la pelle. Ogni singolo minuto è una lezione di cinema da lasciare ai posteri. Bravissima la Gay Harden, che interpreta un personaggio memorabile. Quando il cinema è emozione.

Jena 12/10/13 19:01 - 1243 commenti

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Chiaramente Darabont da buon democrat obamiano accentua la polemica antireligiosa e antibushiana, quasi del tutto assente in King, ma premesso questo realizza uno dei migliori lavori tratti dal Re. La bravura Di Darabont è di tenersi fedelissimo al breve racconto originale (eccetto il finale) senza appiattirsi sulla "lettera" kinghiana e dando "ritmo" filmico a personaggi e vicende. Originale e del tutto spiazzante il finale. Effetti speciali molto buoni. Bene Jane, non del tutto riuscita la signora Carmody della Harden. ***!

Zutnas 8/12/15 14:24 - 85 commenti

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Intrappolato in un supermercato dall'avvicinarsi di una pericolosa nebbia che nasconde mostri, un gruppo di abitanti di un paesino americano cerca di sopravvivere. L'inizio e il finale sono funzionali a una storia priva di una precisa collocazione spaziale e di una vera sppiegazione che si concentra sul comportamento del singolo e del gruppo sotto la minaccia di una morte incombente. Horror condito da un po' di splatter e un po' di azione, con mostri poco credibili fatti al computer.

Myvincent 20/05/16 07:54 - 2671 commenti

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Molto più che un horror, al solito, quando c'è di mezzo quel geniaccio di Stephen King. Non la usuale parata di mostri fine a se stessa ma un'occasione per riflettere sull'umanità e i suoi limiti, qui in particolare in luce, quando si ha la presunzione di sfidare le leggi divine. Il plot è semplice, i significati reconditi e preziosi, dentro ciascuno di noi. Film "sociale".

Gabigol 12/06/17 16:05 - 421 commenti

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C'è qualcosa di atavico e magnetico nel vedere la natura umana messa a nudo nei momenti di pericolo: pregiudizi e fondamentalismo religioso diventano le certezze nell'insicurezza generale. Il film (tratto da un racconto lungo di King) fotografa bene il contesto; di più, si va oltre costruendo un'escalation drammatica che si spegne con un finale di beffarda crudezza. Lineare e con niente di nuovo da dire, ma l'alchimia tra il mistero della nebbia e il quadro psicologico delineato funziona più che bene. Complimenti alla Harden, molto brava.
MEMORABILE: Il tentacolo sotto la saracinesca; La nebbia intravista dai vetri del centro commerciale; Il mostro gigante che si erge sopra la macchina.

Rufus68 30/05/17 00:15 - 3229 commenti

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L'idea è buona: un film di mostri classico e lo studio antropologico su un gruppo di individui stretti dalla paura e perciò contesi fra razionalità e regressione protoreligiosa (sorta di Signore delle mosche adulto). Darabont però se la gioca in chiacchiere (parecchie chiacchiere) e tentacoloni. Il finale, afflitto dal ricattatorio gorgheggio della Gerrard e da bietolon Jane, vorrebbe essere tragico, ma l'unica cosa che viene in mente è che con una Panda Fire tutto si sarebbe risolto (18 km/l).

Magi94 15/11/17 21:30 - 724 commenti

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Ancora una volta Frank Darabont sceglie di trasporre un'opera di King e ci riesce con assoluta maestria. Perché bisogna dire che qui i limiti del film sono praticamente tutti dovuti al soggetto banalotto del racconto stesso, mentre è proprio la regia che corona la pellicola con la dovuta atmosfera: la nebbia e l'ambientazione nel supermarket (che riecheggia Romero in modo neanche poi troppo nascosto) hanno un po' il sapore di già visto, ma la tensione, le scene d'azione e gli attori diretti nel modo giusto danno vita a un gustosissimo horror.

Anthonyvm 20/05/18 23:35 - 2309 commenti

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Ottimo monster movie in cui le creature fanno molta meno paura dei "mostri" che si aggirano fra di noi e che in teoria sono nostri simili. La tensione è generata e gestita in maniera magistrale e senza mezze misure, il dramma del protagonista che deve badare al figlioletto è angosciante, il parallelismo tra il microcosmo del supermercato e la società di tutti i giorni è forse un po' retorico e non nuovo, ma assolutamente efficace. Il finale è semplicemente uno dei più devastanti mai visti, il modo migliore per rendere il film indimenticabile.
MEMORABILE: La nebbia che lentamente cala sul supermercato mentre un uomo sanguinante fugge inseguito da qualcosa di intangibile, davvero terrorizzante.

Aal 23/12/19 18:31 - 322 commenti

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Comincia male, con tentacoli che sbucano dalla nebbia assetati di sangue dopo pochi minuti, ma prosegue meglio e alla fine convince, soprattutto per l'ottimo lavoro svolto sui personaggi e per un convincente climax che mette in parallelo l'escalation degli attacchi di creature probabilmente aliene con la crescente follia dei superstiti, in perfetto stile King. E non poteva mancare la fanatica religiosa pronta a gridare all'apocalisse. Ottimo Toby Jones. Finale gratuitamente crudele non necessario e disturbante, anche se logico.

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Rocchiola 30/12/19 10:13 - 890 commenti

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Più che un racconto di King sembra un riassunto dell’immaginario horror-fantascientifico degli ultimi quarant’anni, dalla nebbia di Carpenter al supermercato romeriano, dai corpi parassitati in stile Alien agli aracnidi assassini e per finire non mancano La guerra dei mondi e L’acchiappasogni. Il misterioso inizio e un finale non consolatorio non bastano a riscattare l’eccessivo ricorso ai soliti mostri digitali. Poteva essere la moderna versione degli Uccelli hitchcockiani ma bisognava puntare di più sulle reazioni umane degli assediati.
MEMORABILE: L’apparizione della nebbia dopo l’uragano; La figura della fanatica religiosa di Marcia Gay Harden; La difficile decisione finale del protagonista.

Fedeerra 22/11/20 05:25 - 529 commenti

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Darabont supera addirittura lo script del Re! Pescando dal racconto dello scrittore americano solo il meglio (i personaggi) e migliorando il peggio (i mostri). Tutto quello che c’è intorno conta poco, il messaggio politico è approssimativo e volutamente abbozzato. Questo è un horror di suggestioni, di isterie (la religione, il panico, la corruzione) e di strepitosi effetti speciali. L’assalto degli insetti giganti è una scena madre destinata a restare fra le migliori del cinema horror mainstream. Finale senza sconti né concessioni. Avercene.

Minitina80 9/12/20 23:38 - 2460 commenti

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Quando la fantascienza diventa propedeutica per un discorso ampio che coinvolge la mente umana, allora le cose diventano interessanti. Le creature hanno, infatti, un ruolo quasi marginale, mentre ad emergere sono dinamiche tra le persone, ognuna ben caratterizzata nella situazione di estremità assoluta e improvvisa. L’ansia si trasforma in angoscia perenne che morde le caviglie senza dare un attimo di tregua, fino ad arrivare ad uno degli epiloghi più crudeli che siano passati sullo schermo. Impossibile negare che la riuscita dell’opera gli sia in parte debitrice.
MEMORABILE: Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 19/01/13 14:29
    Gestione sicurezza - 4294 interventi
    Per me tra gli horror più memorabili degli ultimi anni, nonché tra i migliori tratti da King. L'unica nota negativa sono gli effetti speciali ma è anche vero che andrebbe guardato in b/n perché così l'aveva concepito originariamente Darabont (e gli effetti non erano stati ideati per la resa a colori imposta dalla produzione).
  • Discussione Buiomega71 • 19/01/13 14:34
    Pianificazione e progetti - 22311 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Per me tra gli horror più memorabili degli ultimi anni, nonché tra i migliori tratti da King. L'unica nota negativa sono gli effetti speciali ma è anche vero che andrebbe guardato in b/n perché così l'aveva concepito originariamente Darabont (e gli effetti non erano stati ideati per la resa a colori imposta dalla produzione).

    Concordo, quelli in CG soprattutto, ma il duo Berger/Nicotero qualche colpo riescono a metterlo a segno (i corpi imbozzolati e deformati, i solchi sanguinolenti della carne strappata a morsi)

    Gran film, non c'è alcun dubbio!
  • Discussione Rebis • 19/01/13 19:33
    Gestione sicurezza - 4294 interventi
    L'edizione estera contine anche la versione in b/n... Ma potrebbe essere sufficiente ammazzare il colore con il telecomando :)
  • Discussione Capannelle • 20/01/13 19:53
    Scrivano - 2531 interventi
    Molti di voi li conosco o li stimo ma.. questo coro di lodi per il film non lo capisco.

    L'ho pure visto due volte e avrei riscritto lo stesso commento.
    Ultima modifica: 20/01/13 19:56 da Capannelle
  • Discussione Buiomega71 • 20/01/13 20:00
    Pianificazione e progetti - 22311 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Molti di voi li conosco o li stimo ma.. questo coro di lodi per il film non lo capisco.

    L'ho pure visto due volte e avrei riscritto lo stesso commento.


    Ci sono cori di lodi su altri film che io detesto profondamente...

    Nulla da capire, solo questione di gusti personali.

    Per me (e non solo, a quanto leggo) uno dei migliori film dell'ultima decade.
    Ultima modifica: 20/01/13 20:07 da Buiomega71
  • Discussione Didda23 • 7/10/13 23:20
    Comunicazione esterna - 5745 interventi
    Caspiterina Buio per una volta sono d'accordo con te. Per farti capire il mio entusiasmo ti dico solo che lo valuterò con il massimo dei voti (peccato che non posso mettere pure la lode). Regia di Darabont strepitosa, dosaggio della tensione perfetto e uno dei finali migliori degli ultimi vent'anni ( siamo dalle parti di un Seven, per intenderci). Mai e poi mai mi sarei aspettato un film del genere. Istant cult.
  • Discussione Buiomega71 • 8/10/13 00:56
    Pianificazione e progetti - 22311 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Caspiterina Buio per una volta sono d'accordo con te. Per farti capire il mio entusiasmo ti dico solo che lo valuterò con il massimo dei voti (peccato che non posso mettere pure la lode). Regia di Darabont strepitosa, dosaggio della tensione perfetto e uno dei finali migliori degli ultimi vent'anni ( siamo dalle parti di un Seven, per intenderci). Mai e poi mai mi sarei aspettato un film del genere. Istant cult.

    Bene, mi fa piacere...
  • Discussione Galbo • 8/10/13 05:41
    Consigliere massimo - 3804 interventi
    Un ottimo film, Darabont è uno dei registi che ha reso meglio King al cinema.
  • Discussione Schramm • 5/06/17 16:31
    Risorse umane - 6763 interventi
    intanto, per la gioia di buio, tempo due settimane e ne vedremo anche la serie, che promette grosse differenze sia rispetto al film che al racconto da cui è tratta.

    tutti i particolari di cronaca qui (occhio al font del titolo, ma anche alla foto con quella roba che più lovecraftiana non si può!):

    http://www.fantascienza.com/22094/the-mist-tutto-sulla-nuova-serie-tv-di-stephen-king
  • Homevideo Rocchiola • 30/12/19 10:14
    Call center Davinotti - 1179 interventi
    Il bluray italiano pubblicato nel 2009 dalla Key Films-Medusa è ormai un fuori catalogo piuttosto raro e costoso. Immagini in schermo panoramico 1.85 pulite e discretamente dettagliate. Audio italiano dolby digital 5.1 chiaro e mediamente potente. Trattandosi di un film piuttosto recente ci si può accontentare anche dell’analoga versione in DVD che risulta a differenza del BD ancora reperibile a prezzi medio-bassi.