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Commedia parademenziale pugliese che guarda chiaramente all'apripista Checco Zalone, con una coppia già sperimentata in tv (alle “Iene”) che non ha tuttavia le basi solide né la sotterranea ricercatezza del modello. Se Zalone sfrutta il becero per rielaborarlo in modo personale, Pio e Amedeo ci sguazzano senza remore, scivolando talvolta nel volgare o nel maldestro (l'omaggio all'E.T. spielberghiano). Eppure, benché sia evidente la bassezza dell'operazione, non si può dire che non ci si diverta: Amedeo, per quanto solo a sprazzi, sa essere travolgente nel suo ingenuo e costante richiamo ad argomenti tipicamente maschili (il calcio, l'approccio sessuale svergognato...), nel...Leggi tutto suo parlare coi bambini come se avesse di fronte semplici coetanei. Così, condendo una serie di cliché con qualche intuizione più sorprendente (l'invettiva contro i panda) si riesce a vivacizzare il contesto di una storia altrimenti assolutamente derivativa e decisamente povera, un chiaro pretesto per fornire ai due protagonisti (ma soprattutto ad Amedeo, con Pio nel ruolo di spalla come nell'impostazione delle coppie alla Ficarra & Picone, per rimanere ad esempi contemporanei) un tema conduttore sul quale liberare una serie di gag dai risultati alterni. Lo schema è quello abusato del bravo ragazzo (Pio) che alla festa dell'addio al celibato scopre su web un filmato in cui riconosce (solo dal tatuaggio sul fondoschiena) la sua futura moglie far sesso con un altro. Svenimento e shock, da cui la decisione ardita di partire con l'inseparabile amico Amedeo per Roma, alla Totò e Peppino. L'arrivo nella capitale, il passaggio a Milano prima e ad Amsterdam poi diventano tappe di un viaggio alla ricerca inizialmente di non si sa bene cosa. L'incontro con lo zio ricco, il sequestro di un pappagallo per ottenere un riscatto (esilaranti i filmati con minacce in stile Al Qaeda) sono solo alcuni momenti di un road-movie abbozzato ma - almeno nella sua prima parte - innegabilmente vivace. Laddove la battuta non centra il bersaglio c'è comunque una regia in grado di farcelo dimenticare in fretta e i momenti a loro modo memorabili non mancano. Certo, non solo la grana è grossissima ma anche la confezione non va troppo per il sottile: una commedia italiana figlia del nostro tempo, tagliata con l'accetta, grossolana, brutale nella proposizione di una comicità terra terra ma efficace, in grado di attrarre il pubblico a cui guarda come target, ruffiana quanto basta per chiudere con un frammento musical a coreografare un bel pezzo dei Modà (il cui cantante si esibisce nel ruolo del prete destinato a celebrare il matrimonio che ci conduce ai titoli di coda). Pio e Amedeo, insomma, difficilmente deluderanno il loro pubblico, che di sicuro non era in attesa dei nuovi Woody Allen italiani.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/03/14 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/04/14
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Gabrius79 23/03/14 01:19 - 1326 commenti

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Enrico Lando dirige questo scalcinato esordio del duo Pio e Amedeo e il risultato è un collage di gag banali e poco riuscite dove sorridere è spesso difficile. Gli unici momenti di ilarità ce li regala Amedeo Grieco (il più in forma), e sono veramente pochi. In alcuni momenti si vira verso un certo romanticismo ma è roba di poco conto. La Mastronardi è sprecata in attesa di tempi migliori, la Di Biase simpatica e andava sfruttata meglio. Incursione dei Modà in un momento allegro e spensierato.

Puppigallo 23/03/14 09:57 - 4883 commenti

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Questi due attoricamente genuini dementi riescono nell'impresa di rendere vedibile una pellicola dove la sceneggiatura è utile quanto l'aceto sui dolci; e non è poco. Soprattutto nella prima metà, il baffuto dà il meglio-peggio di sè, con battute, battutacce e freddure così a raffica da stordire lo spettatore, che qua e là non può fare altro che sorridere, almeno per la spontaneità del protagonista nell'esprimere assurdi concetti, ostentando con orgoglio la propria abissale ignoranza. L'altro invece (il forse cornuto) è solo una spalla. Cala alla distanza, mostrando tutti gli evidenti limiti.
MEMORABILE: Onoranze funebri Hi l'under; "Raccogliamo firme per panda giganti". "Ah, 4 per 4; "Abbiamo un amico trans in marina. Lo chiamiamo il transatlantico".

Dusso 25/03/14 22:12 - 1548 commenti

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Non volgare come avevo sentito dire (secondo me ci limitiamo a una sola scena disgustosa, quella del bacio); magari lo si può definire poco educativo per i bambini... Sceneggiatura inesistente con momenti (Galliani e il Milan) buttati lì e irrisolti. Non si ride molto ma che il film sia simpatico non c'è dubbio, grazie allo scatenato Griesco. Colonna sonora con belle canzoni ma non certo oramai originale (soliti brani dei Modà).
MEMORABILE: Griesco che spiega i momenti calcistici ai bambini contro le donne.

Saintgifts 25/03/14 23:03 - 4098 commenti

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Forse qualcosa c'è da salvare: Monte Sant'Angelo in primis, le stravaganti bare dell'altrettanto stravagante agenzia di pompe funebri, il rapimento del pappagallo e il filmato per la richiesta del riscatto; mettiamoci pure il balletto finale, anche perché poi il film finisce. Se proprio si è in vena si può sorridere a qualche battuta dell'esuberante Grieco, che ha faccia tosta sufficiente a reggere qualsiasi situazione. Inutile parlare della storia, la regia fa il suo dovere inserendo anche qualche soluzione tecnica efficace.

Motorship 27/03/14 22:52 - 585 commenti

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Tutto sommato è simpatico, il piccolissimo film di questo duo foggiano (miei conterranei): inizialmente suscita parecchie perplessità (ma con queste credenziali mi pare ovvio), poi regge abbastanza, anche se non fino alla fine. Alcuni momenti divertenti ci sono, ma di certo non ne mancano di più sciocchi e finanche noiosi. Ovviamente niente trama, ma solo collage di scenette. Del duo sicuramente il più bravo è Grieco, che regala momenti davvero esilaranti. Azzeccata la colonna sonora dei Modà. Diciamo che ha un suo perché.

Markus 5/04/14 12:11 - 3513 commenti

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Sull'onda lunga dell’umorismo pugliese "alla Zalone", ecco spuntare alcuni cloni o presunti tali. Pio (la spalla) e Amedeo (il comico) gettati nel turbine d'una sorta di road-movie (Foggia, Roma, Milano, Amsterdam e ritorno) tra battute di grana grossa - ma di sicura presa - e alcuni momenti di genialità comica tipica di una certa spigliatezza verbale meridionale che rivela la stoffa del duo comico (in special modo Grieco). La regia pecca nella seconda parte di un calo di ritmo che in parte sminuisce la pellicola; peccato. Musica dei Modà.

Didda23 11/07/14 11:13 - 2355 commenti

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Decisamente niente male il debutto sul grande schermo della coppia televisiva Pio e Amedeo, che regala una prima parte sensazionale per poi calare vertiginosamente nella seconda, quando la vulcanicità di Grieco viene meno per lasciar spazio al sentimentalismo. Emerge una spontaneità invidiabile che genera situazioni sempre in bilico tra il geniale e il trash; Lando si conferma regista mediocre che svolge unicamente il compitino senza mai osare qualcosa in più. Scontate le musiche dei Modà e bruttarelle le location. Molto meglio di Lillo e Greg.

Galbo 10/09/14 17:04 - 11878 commenti

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I due meridionali in fuga dal paesello: ricorda qualcosa ? Solo decine di altri film, non ultimi quelli di Checco Zalone, non tanto nascostamente preso come modello di una commedia che consente qualche risata, giusto dovuta ai due protagonisti che però "funzionano" molto di più nella prima parte. Il contesto è davvero poca cosa, a partire da una regia che si limita a seguire gli attori senza nulla togliere o aggiungere, per continuare con un contesto ambientale davvero povero.

Nando 21/07/15 11:09 - 3644 commenti

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Una pellicola fresca, poco originale, comunque dotata di una discreta leggerezza che strappa sovente il sorriso. Sviluppo narrativo abbastanza risibile con il finale che vede protagonisti i Modà totalmente incomprensibile. Simpatici e spontanei i due protagonisti, prima parte più frizzante della seconda.

Homesick 12/10/16 17:52 - 5737 commenti

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A differenza di tante commedie italiane contemporanee, questa non scivola nella volgarità gratuita, ma dopo i primi inventivi divertenti minuti - l'agenzia di pompe funebri "Hai l'Under e i suoi vari tipi di bara - sprofonda in un vuoto e in una banalità di sceneggiatura irreversibili e i pur simpatico Pio e Amedeo non sono all'altezza dei grandi protagonisti dei film comici di un tempo. I Modà? Erano molto meglio quelli senza accento sulla "a" di Andrea Chimenti.
MEMORABILE: La bara con il citofono, quella con la lampada abbronzante e quella con il trolley.

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