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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Dalla pagina Facebook al merchandising, dagli sketch su web al cinema: il brand del "Milanese imbruttito" sbarca su grande schermo portando Germano Lanzoni - ormai personificazione perfetta del marchio nonché aggiornamento di quello che resta il milanese “doc” più simpatico di sempre (Guidio Nicheli, of course) - a interpretare il manager ossessionato dal lavoro e dal business. Si chiama semplicemente "L'imbruttito", caricatura dichiarata già nel nome, e ha lo studio in uno dei grattacielli della "city", dove sferza i sottoposti e impone la sua legge. Almeno fino a quando l'idolo di tutti gli affaristi (Calabresi) non gli piomba in ufficio e, offeso perché gli è...Leggi tutto stato offerto da bere in bottiglie di plastica (l'inquinamento più terribile che si possa immaginare!), se ne esce poco dopo stizzito vanificando un accordo multimilionario. Basta questo a mandare in tilt l'Imbruttito, che urlando "Fiiiiga!" (intercalare meneghino tipico che sostituisce la più comune declinazione "al maschile") sviene e, una volta ripresosi, accetta il consiglio dell'amico Brera (Betti) che gli propone di aprire un chiringuito in Sardegna (la spiaggia è quella di Cala Cipolla a Domus De Maria, CA) . 300.000 euro (meglio, 300 K) e acquisto più licenza sono cosa fatta. Raggiunta la splendida baia l'Imbruttito e il suo braccio destro Giargiana (Airò) cercano di ascoltare i suggerimenti dei locali (Urgu, da decenni storico simbolo della risata sarda) e di venire a patti con due pastori-poliziotti del posto (i fratelli sassaresi Michele e Stefano Manca, al tempo noti nei cabaret come Pino & gli Anticorpi), i quali non sembrano proprio avere l'intenzione di favorire l'arrivo di clienti nella desolatissima location. Toccherà inventare qualcosa per promuovere il locale nei dintorni; magari organizzando il "Fuori pastore", evento ispirato a quel "Fuori salone" che gran successo ebbe a Milano come ritrovo collegato al celebre Salone del Mobile. Se il personaggio c'è - per quanto non nuovo era un bel pezzo che non si riportava con decisione alla ribalta lo stereotipo del milanese che parla uno slang imbastardito da una pletora di termini inglesi derivati dal mondo del business - a mancare è la storia. Fin quando resta nel capoluogo lombardo, potendo muoversi all'interno del proprio ambiente naturale, l'Imbruttito sguazza alla grande, animando una sorta di brevi sketch in cui far rimbalzare le parole giuste che suscitino la risata degli aficionados. Qui Bisio, nel ruolo del guru new age dell'azienda, è deludente e fiacco (non per colpa sua), Calabresi contribuisce invece a scene talora brillanti. Quando però si trasferisce la vicenda nella location sarda si nota fin da subito quanto la sceneggiatura zoppichi e si trascini senza riuscire quasi mai ad affrancarsi da bozzetti poveri, da scambi e situazioni che mettono in risalto la limitatezza dei mezzi e una preoccupante carenza d'inventiva. Non si va molto oltre un conflitto permanente tra l'evoluto del Nord e i "locals" chiusi in se stessi, parte di una comunità refrattaria all'accoglienza e ad ogni tipo di relazione con chi venga da fuori, specialmente se con intenzioni "colonizzatrici". E così il film vive sulle singole uscite (spesso azzeccate e divertenti) del protagonista, cui spetta in sostanza di reggere il peso dell'intera operazione. Purtroppo, benché assistito da spalle nel complesso simpatiche, Lanzoni non trova nella regia la spigliatezza necessaria in grado di dare forma al tutto. Si ricicla un canovaccio usurato che origina situazioni in cui i personaggi sembrano guardarsi in faccia come se si chiedessero in quale modo procedere. E si continua così fino a riabbracciare qualche gag azzeccata nell'incontro sardo con il redivivo Brera e il suo notaio prima di uno scontato ritorno in sede che dice poco o nulla. L'impressione insomma è di assistere a un cabaret “gonfiato” che tenta vanamente di appropriarsi delle regole cinematografiche per apparire ciò che in definitiva fatica tremendamente ad essere. Va comunque sottolineato che chi ama il personaggio ed è disposto ad accettare il suo umorismo greve, inevitabilmente ripetitivo ma a suo modo “fresco”, unito a figure marginali bizzarre (Airò in primis) e legato a un mondo che i milanesi ben conoscono, più di una risata se la farà, e in fondo non è poco.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/21 DAL BENEMERITO GORDON POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/12/21
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Gordon 8/12/21 10:10 - 236 commenti

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Dopo anni di successo sui social, finalmente Lanzoni porta il suo personaggio sul grande schermo. Certo, le modalità non sono delle più originali: il classico “bauscia” che si deve rapportare con gli scontrosi indigeni per poi salvarli nel prevedibile finale mieloso. Va detto però che le risate copiose lungo la pellicola valgono il costo del biglietto, così come le ambientazioni pittoresche e il cast di livello. Peccato solamente per alcune forzature di tipo caricaturale francamente evitabili.
MEMORABILE: “Ma è di pelle la cintura?” “Nono, è un plasticone... ma da plastiche raccolte negli oceani!”; “Sei il migliore.” “Anche tu, a far le fotocopie!”.

Reeves 9/12/21 21:15 - 1041 commenti

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Forse è la volta buona: qualcuno rivelatosi sui social che riesce a fare un film di successo e che arriva al pubblico. In effetti si ride molto, il personaggio del milanese (una sorta di Dogui 2.0) è azzeccato e le situazioni sono divertenti proprio perché fortemente stereotipate. Anche il rapporto con gli indigeni, pur non sfuggendo alla correttezza politica, riserva sprazzi assolutamente non banali.

Markus 11/12/21 19:23 - 3512 commenti

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Un po' tardivamente, quando ormai il boom de "Il milanese imbruttito" che qualche anno fa impazzò sulle pagine di Facebook e non solo si è un po' ridimensionato per ripetitività, se ne ricava un film che ahimè rincorre… questa fase declinante. Un fiacco canovaccio, che vede il nostro sganciare "350K" per un baretto su una spiaggia sarda con l'incontro/scontro coi "locals", fa da cornice a una vicenda che strappa qualche sorriso ma non la risata tanto attesa. Lanzoni, dal canto suo, replica il compianto Nicheli "Dogui" in una forma Anni 2000. Conviene chiuderla qui.

Hiphop 14/12/21 12:19 - 41 commenti

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Chi conosce il personaggio sapeva a cosa andava incontro. Pur strappando qualche sorriso, pur aiutato dalla corta durata, e pur essendo il nostro eroe personaggio di indubbia simpatia, non ha il passo per un lungometraggio. Storiella esile e banale: l'Imbruttito lascia la natia Milano e si imbarca in nuove avventure di business in Sardegna. Non annoia più di tanto grazie anche a riusciti personaggi di contorno, su tutti il Giargiana, fido Sancho Panza del protagonista. Qualche sorriso e nulla più, ma meglio del previsto.

Teopanda 19/12/21 09:03 - 89 commenti

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Dopo aver spopolato sui social, il Milanese Imbruttito debutta al cinema (insieme alla famiglia e al Giargiana). Dopo una cocente delusione lavorativa, il classico “bauscia” compra un bar in una sperduta località sarda dove gli abitanti non vogliono stranieri e quindi cercano di boicottarlo in tutti i modi. Finalmente una star del web arriva al cinema con un prodotto (nonostante ormai non proprio freschissimo) valido e divertente.

Pinhead80 11/05/22 17:13 - 4300 commenti

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Il milanese imbruttito dopo la fama ottenuta sui social sbarca al cinema con una commedia divertente che gioca ovviamente tutte le sue carte sullo stereotipo del manager che pensa solo al lavoro e ai soldi. L'effetto è piacevole, soprattutto nella prima parte del film in cui Lanzoni si muove a proprio agio nei luoghi che si prestano maggiomente a quel tipo di linguaggio. Quando l'ambientazione cambia, molto di quanto accade appare una forzatura ed è chiara la virata verso l'incontro-scontro tra Nord e Sud. I personaggi secondari non sono male, mentre Bisio non convince affatto.

Legnanino 19/05/22 00:16 - 18 commenti

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E' una bella festa per chi si divertiva con Il milanese imbruttito, cioè Germano Lanzoni, che porta sul grande schermo il suo personaggio diventtato famosissimo. Quindi qui si trovano i Giargianna, l'importantissimo "office" e tutto il modo di esprimersi che è diventato noto ai fan. Si poteva temere un calo con il passaggi dal lavoro solito a quello in Sardegna, invece il film riserva ancora un sacco di trovate divertenti (specialmente per chi già conosce il personaggio).

Galbo 25/05/22 16:33 - 11876 commenti

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Le storie del milanese imbruttito hanno spopolato sul web ed era inevitabile arrivassero al cinema. Il film manca però del cinismo necessario - presente giusto nella primissima parte - e si limita a un apologo buonista sull’ipotetico ravvedimento del protagonista che compie una svolta green ed ecologista. Il tutto in un contesto di gag mai davvero divertenti che mostrano ancora una volta che cinema e web sono due cose molto differenti.

Rambo90 27/05/22 15:10 - 7109 commenti

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Come quasi tutti i tentativi di trasbordo da web a cinema il risultato è poco convincente. La sceneggiatura è povera e ricicla idee già viste senza aggiungere nulla di nuovo o particolarmente fresco. Non aiuta il fatto che il personaggio del milanese imbruttito sia poco simpatico per chi vive al di sotto della Padania. Qualche rara uscita comica si ha grazie ai comprimari, tra cui un divertito Calabresi e i locals sardi. Regia televisiva che appesantisce il ritmo.

Gabrius79 29/05/22 14:07 - 1325 commenti

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Il salto dal web al cinema del milanese imbruttito è un mezzo passo falso in quanto la storia viene tirata per le lunghe a suon di sketch talvolta forzati. La partenza in quel di Milano è buona, ma con l’arrivo in Sardegna si perdono quel cinismo e quella freschezza iniziali che avevano dato l’abbocco. Lanzoni regge discretamente tutto il film, ma è poco aiutato dalla sceneggiatura. Bene Airò e Urgu come spalle. Bisio appare poco ed è sottotono.

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