Le ali della libertà

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The shawshank redemption
Anno: 1994
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto da Stephen King.
Numero commenti presenti: 52
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dal racconto di Stephen King “Rita Hayworth e la Redenzione di Shawshank”, contenuto nella raccolta “Stagioni diverse”, lo sceneggiatore Frank Darabont ha tratto un solido prison-movie del quale si occupa in prima persona anche come regista. Con due grandi attori a disposizione (Tim Robbins supera in bravura l’eccezionale Morgan Freeman) e un soggetto intelligente (perché King sa essere interessante pure quando abbandona l’horror), Darabont ha saputo capitalizzare al meglio le potenzialità dello script trovando le musiche giuste, la giusta misura e la capacità di mantenere sempre viva l'attenzione. A ripensarci non accade nulla di così straordinario in THE SHAWSHANK REDEMPTION, ma è solo la dimostrazione di come si possa fare...Leggi tutto dell'ottimo cinema senza per forza esagerare con i toni o l'azione. Rimane un po' quell'ingenuità tipica dello stile di King (che ogni tanto rischia di mescolarsi con una certa superficialità), la quale allo stesso tempo sa dare una straordinaria umanità ai suoi personaggi pur ricorrendo a qualche stereotipo di troppo (gli immancabili abusi di potere dei carcerieri, ad esempio). E poi ci sono un'infinita serie di deliziose annotazioni, di piccoli colpi di scena che contribuiscono ad arricchire la storia senza mai stravolgerla. Insomma, il film è lungo (2 ore e 20 non sono uno scherzo) ma non annoia affatto e anzi sa far crescere nello spettatore quella curiosità destinata a non deludere grazie a una splendida mezz'ora finale. Quasi interamente ambientato nel carcere di Shawshank (nel Maine, naturalmente) tra il 1946 e il 1960 circa (Rita Hayworth è la diva del poster che Tim Robbins si appende in cella), è una bella opera corale, mai eccessiva e decisamente godibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Magnetti 16/02/07 09:55 - 1103 commenti

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Gli straordinari Tim Robbins e Morgan Freeman hanno interpretato in modo magistrale il ruolo di carcerati in questo film indimenticabile. L'ultima parte è la migliore. Alcune scene sono memorabili, come quella in cui Tim Robbins, che interpreta un personaggio imperturbabile e profondo, usa gli speaker della prigione per far arrivare ai detenuti una bellissima aria delle Nozze di Figaro. Un inno alla vita che fa apprezzare la vita. Qualche piccola caduta di tono qua e là.

Caesars 9/03/07 13:36 - 2765 commenti

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Da un buonissimo racconto di Stephen King un ottimo film ben diretto da Frank Darabont. La storia non è originalissima (un innocente viene rinchiuso in carcere per un clamoroso errore giudiziario) ma sicuramente è sviluppata con rara intelligenza; inoltre Tim Robbins e Morgan Freeman offrono un'interpretazione degna della loro bravura. Film decisamente interessante consigliato a tutti quelli che sono ancora disposti ad emozionarsi e a commuoversi.

Puppigallo 26/03/07 18:49 - 4525 commenti

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Solido, ben recitato dramma carcerario dove Tim Robbins, con la sua faccia da bambolotto e i modi gentili, è perfetto per evidenziare maggiormente la durezza di un ambiente in cui non ci si deve guardare solo dai detenuti. Oltre a Tim, bravi anche Freeman e il vecchio bibliotecario. Tra i momenti notevoli, le richieste di libertà di Freeman; sul tetto; piegato ma non spezzato; il direttore e il ragazzo; scherzetto da bancario. Non fa del ritmo il suo punto di forza, ma è giusto così (dà infatti l'idea che in carcere il tempo quasi si fermi. Finale un po' da caccia al tesoro, ma grande cinema.
MEMORABILE: Robbins si chiude nello studio del direttore e diffonde musica classica attraverso gli altoparlanti; Il destino dell'anziano bibliotecario.

Red Dragon 28/03/07 11:44 - 125 commenti

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Bello il racconto dal quale è tratto, ma (cosa abbastanza rara) il film diventa superlativo. Ottimo cast (a partire dai due straordinari protagonisti) e benissimo il ritmo, che cala volutamente in alcuni frangenti per coinvolgere lo spettatore nel dramma umano di questi personaggi (fantastica la sequenza di Robbins che usa gli altoparlanti a scopo musicale) ma non fa mai perdere appeal alla pellicola, a tratti "coeniana". Memorabile la chiusura. Il duo Darabont-King bisserà col Miglio verde.

Fabbiu 5/04/07 14:30 - 1954 commenti

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Uno dei pochi film drammatici che sia riuscito a prendermi tanto e a commuovermi abbastanza. La musica si sposa perfettamente con le scene, la notevole durata del film non pesa affatto, perché non ci sono scene noiose o sostanziali ricadute. Tim Robbins e Morgan Freeman sono divini, ma notevole anche James Whitmoore e il suo personaggio, che dopo una vita passata in carcere non vuole più uscire perché non conosce il mondo esterno. Nella trama ci sono una miriade di significati sociali e omaggi alla vita, ma anche al cinema (Rita Heyworth).

Galbo 1/10/07 18:12 - 11451 commenti

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Ottimo esordio alla regia per Frank Darabont, che (come farà successivamente per Il miglio verde) adatta uno scritto di S. King e ne ricava un film molto toccante il cui tema centrale è il raggiungimento della vera libertà individuale da parte di uomini non scalfiti dalla prigione (metaforica e in questo film anche reale) delle quotidianità. Alcune scene (quella delle Nozze di Figaro) sono veramente toccanti e ben realizzate. Merito della riuscita del film va alla valida coppia di protagonisti composta da Robbins e Freeman.

Capannelle 19/05/08 12:57 - 3743 commenti

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Un film che diverse classifiche di appassionati riportano nella top ten. Dopo due visioni, devo dire che è notevole, sicuramente da vedere, ma non tale da entrare nell'olimpo. Bravi tutti gli attori e bravo Darabont a disegnare un efficace sviluppo narrativo, con una pulizia e freschezza insolite per il genere. Notevole poi la colonna sonora di Shore a sottolineare gli stati d'animo del protagonista.
MEMORABILE: La panoramica aerea dell'ingresso nel carcere. Il vecchio fuori dal carcere.

Redeyes 24/05/08 09:36 - 2160 commenti

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Il film sarà estremamente sentimentale, sarà furbo nel dosare bene l'emozioni dei personaggi e quindi degli spettatori, saprà chi far morire e come farlo, ma a ben pensarci non può esser questo un difetto, o sbaglio? Robbins bravissimo, così come Freeman, tristissimo il personaggio di Whitmore. Regia curata e piacevole, così come la fotografia. Finale notevole. Decisamente uno di quei film che meritano di esser visti almeno una volta, ma anche di più!

Renato 25/10/08 12:34 - 1591 commenti

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Premesso che amo i film carcerari, questo è uno dei più belli in assoluto. La storia di partenza è ottima, ma abbiamo visto anche troppo spesso sprecate le potenzialità dei plot kinghiani in mano a registi poco credibili... Qui invece tutto funziona a meraviglia, dalla descrizione dei personaggi (il commovente Whitmore, oltre ai due protagonisti) agli snodi narrativi. La parabola di Andy Dufresne commuove e nemmeno poco. Idiota il titolo italiano, così come il fermo immagine a fine film, assente nell'edizione originale.

Deepred89 19/11/08 16:56 - 3310 commenti

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Buon dramma carcerario che dopo un inizio pienamente in linea con i canoni del genere (abusi e violenze tra le sbarre) si trasforma in una specie di elogio all'intelligenza e alla libertà. La regia è semplice (nonostante qualche piccolo virtuosismo) e senza sbavature, come nella gran parte dei prodotti hollywoodiani, ma il pezzo forte del film sono sicuramente i personaggi, interessanti e ben approfonditi. L'ottimismo per una volta non guasta.

Cotola 20/11/08 23:54 - 7622 commenti

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Bel film carcerario, tratto da un racconto di Stephen King, che pur non brillando per originalità (i clichè del genere ci sono tutti o quasi) risulta abbastanza avvincente ed emozionante. Buone le interpretazioni degli attori ed in particolare di Tim Robbins e Morgan Freeman. Forse pecca di eccessivo ottimismo, ma questo è solo un parere del tutto personale.

Pigro 30/11/08 10:26 - 7910 commenti

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Bancario condannato per delitti mai commessi ottiene rispetto e stima dentro al carcere. Un film dedicato all'amicizia, all'umanità e alla libertà interiore, che travalicano le condizioni di detenzione e costrizione, ma anche un film che mantiene tutte le promesse e i canoni, molto ben interpretati, del genere "carcerario". Tim Robbins è spiazzante nel suo ruolo, che affronta invece in modo non canonico e perciò capace di colpire più a fondo. Quello che si dice un buon film, insomma.

Ciavazzaro 1/12/08 14:49 - 4766 commenti

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Non male. Tratto da un romanzo di Stephen King, si segnala per buone interpretazioni (Tim Robbins e Morgan Freeman), una regia sicura e belle scenografie carcerarie. In definitiva è sicuramente un buon film, non ottimo ma buono. Una via di mezzo.

Scarlett 14/12/08 20:07 - 307 commenti

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Splendido esempio di come si possa sfruttare un racconto di Stephen King senza che il risultato sia da buttare. Un film commovente che riesce ad appassionare dalle prime battute (nonostante la lunghezza) al finale tutto da vedere. Ottimi gli attori, che riescono a ricreare perfettamente l'atmosfera, e poi chiaramente splendidi i protagonisti. Da vedere.

Brainiac 24/01/09 17:01 - 1083 commenti

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Ottimo film, meravigliosamente confezionato (gli attori, la sceneggiatura, le ambientazioni, la fotografia) che però nasconde a stento una certa dose di furbizia. Mi ha fatto pensare ai film di una volta (penso a quelli americani di Capra o Ford) per l'estrema fruibilità con cui si lascia vedere, per le massiccie dosi di buoni sentimenti che propina. L'ho visto e rivisto e sono ancora indeciso se il finale, così consolatorio, sia un bene per un film che forse, con un tocco di cattiveria in più, sarebbe potuto essere un capolavoro.
MEMORABILE: L'incipit del processo.

Rickblaine 23/01/09 12:53 - 635 commenti

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Tratto da un racconto di Stephen King. Bellissimo film che racconta le emozioni di un uomo che riscopre tante e dolorose sofferenze (come si possa riacquistare credito nella vita...). Molte le scene memorabili che saltano all'attenzione di chi è sensibile alle facili emozioni. Ottima regia ed ottimo cast.
MEMORABILE: La musica orchestrale all'interno del carcere.

Ale56 21/04/09 13:19 - 225 commenti

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Le ali della libertà è un capolavoro al pari di film di altro genere come Balla coi Lupi. Le recitazioni di Tim Robbins e quella di Morgan Freeman sono perfette. La sceneggiatura, tratta da un racconto di King, non è malvagia, non presenta lacune anche se vi è in alcuni momenti mancanza di azione. Si sente la mano di Darabont che con la sua regia ferma e sicura regala un buon film. Le musiche sono perfette e azzeccate. Insomma un capolavoro. Un ottimo prison-movie da vedere almeno due volte nella propria vita.

Disorder 2/07/09 22:08 - 1410 commenti

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Veramente bello. Fa riflettere su molte cose: sulla vita, sulla condizione carceraria, ma soprattutto sull'integrità e l'eroismo di cui può essere capace un uomo. Senza grandi atti dimostrativi e senza usare la forza, il protagonista si guadagna il rispetto dei compagni e persino del direttore del carcere, semplicemente con l'intelligenza. Sorprendente anche il finale, di quelli che non ti aspetti. Da vedere.
MEMORABILE: Il trucco della Bibbia e del poster...

Daniela 4/08/09 12:32 - 9642 commenti

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Da anni in testa alla classifica dei film più amati dagli utenti di imdb, è opera solida, ottimamente interpretata, una delle migliori trasposizioni da King, ma non un capolavoro, adagiato com'è nel solco delle rappresentazioni carcerarie tipiche del cinema americano e con un finale oltremodo consolatorio (Robbins non sembra neppure troppo invecchiato). Forse il giudizio è inficiato dalla mia scarsa simpatia nei confronti di Darabont, autore de Il miglio verde, sempre da King, altrettanto ben fatto ma reazionario e moralmente disgustoso

Enricottta 20/09/09 19:43 - 507 commenti

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A telefono mio cugino mi dice: "Mi chiami domani? sto vedendo 'Le ali della libertà', non so quante volte l'ho visto ma non ci posso fare niente, è più forte di me" e m'attacca. Ho pensato, questo è un ottimo motivo per apprezzare un film corale, sentimentale eppure crudo, lineare e poetico allo stesso tempo. Cinema, amici e ce lo dobbiamo godere.
MEMORABILE: Sul tetto della prigione si lavora sotto il sole cocente, il nostro "conquista" delle birre per i suoi amici. La bevuta più bella di tutto il Cinema!

Giacomovie 3/06/10 12:40 - 1355 commenti

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Grandissimo film carcerario, ancor più intenso e profondo del già grande Fuga da Alcatraz. Una vicenda sviluppata in modo solo apparentemente pacato ed asciutto, ma che a poco a poco acquista un notevole spessore, tensione e un significato morale ed esistenziale, mettendo in luce le diverse sfumature psicologiche ed umane dei personaggi. Il carattere stilizzato ne favorisce un coinvolgimento lento ma maggiormente incisivo. I tocchi di pianoforte della colonna sonora scavano nell'emotività dello spettatore come gocce che levigano le pietre. ****
MEMORABILE: Lo slogan del film: "La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero".

Eugian 25/01/10 14:19 - 1 commenti

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Un film davvero eccezionale, anche grazie al carisma esercitato dal personaggio principale interpretato da un Tim Robbins in grande spolvero. Un'opera sul libero arbitrio di un uomo preso in giro dal destino ma che non perde mai la sua speranza di libertà e continua a pianificare il suo riscatto con ammirevole arguzia. Il lieto fine talvolta non guasta e non toglie nulla al giudizio complessivo che resta ottimo. Notevole anche Freeman nel ruolo di Red.
MEMORABILE: Scena del lavoro sul tetto. In particolare il sorriso finale di Dufresne.

Belfagor 22/04/10 14:56 - 2627 commenti

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Secondo l'Imdb è un capolavoro. Secondo me, invece, è un buon film con delle ottime interpretazioni, anche se questo non ne fa un capolavoro. Se si vuol fare cinema a stelle e strisce d'alta classe, perché metterci del sentimentalismo e delle consolazioni facili, che stonano così tanto? Per ingraziarsi il pubblico, magari. Non dico che le ali siano state tarpate, ma mi vien da pensare che con la giusta calibratura sarebbe potuto davvero essere un capolavoro. Tre pallini meritati, comunque.

Greymouser 4/05/10 21:58 - 1458 commenti

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Tratto fedelmente ma non pedissequamente dalla avvincente novella "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank" di Stephen King, il film dimostra la peculiare attitudine di Darabont alla trasposizione cinematografica della narrativa del "re" del brivido (Il miglio verde, The mist). Il regista, aiutato dalla grande vena del cast (strepitoso Tim Robbins, sempre magistrale Freeman) si abbandona al piacere del raccontare, e lo fa con forza, sincerità e passione, regalandoci una pellicola in cui non c'è un solo fotogramma di troppo.

Nando 13/07/10 12:28 - 3495 commenti

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Solido dramma carcerario con tutti gli ingredienti del caso, descritti con attenzione senza grosse sparate sensazionalistiche. Una valida ambientazione e due interpreti leggendari, appropriati nella narrazione. Il film scivola via con leggiadra poesia, nonostante i poco ameni argomenti trattati.

Shannon 15/08/10 11:18 - 72 commenti

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La storia di Andy Dufresne, bancario: l'avverso destino lo fa finire in prigione ma, invece di piegarlo, lo rende un uomo migliore; lui, dopo quindici anni, più maturo e più saggio, si prenderà la rivincita. Premesso che il genere carcerario è fra quelli che preferisco, direi che questo è uno dei migliori film degli ultimi vent'anni. Da vedere assolutamente.
MEMORABILE: "Ma alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità. Sono nati liberi e liberi devono essere..." Zijuataneho!

Stubby 13/08/10 19:22 - 1147 commenti

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Ottimo cast, Robbins scalza di brutto Morgan Freeman che non fa altro che da spalla al protagonista, anche se il narratore della storia è lui, Bob Gunton è fantastico nella parte del direttore, odiosissimo, bastardo e spietato e l'erculeo Clancy Brown è sempre il top. Il film dura circa 145 minuti ed anche se il ritmo è tranquillo e non prevede grandi colpi di scena, fila via che è un piacere perché è girato davvero molto bene ed a parte un paio di situazioni semitelefonate il tutto gira per il verso giusto.

John trent 14/08/10 18:01 - 326 commenti

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Uno dei rari casi in cui la trasposizione filmica è addirittura migliore del racconto dalla quale è tratta. Personaggi fantastici (Robbins, Freeman, Whitmore e finanche il villain aguzzino capo delle guardie Brown), sceneggiatura di ferro e regia solidissima fanno di questo film un autentico capolavoro. La descrizione del dramma umano in cui precipita l'ingiustamente condannato all'ergastolo Dufresne e la sua parabola carceraria sono descritti in modo quasi poetico, fino al finale (forse) sorprendente. Titolo italiano francamente ridicolo.
MEMORABILE: L'ultima mezz'ora, capace di inchiodare lo spettatore alla sedia dopo che sono già trascorsi 110 minuti dall'inizio del film...

Markus 17/08/10 10:23 - 3331 commenti

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Film toccante e girato per solleticare le corde sentimentali e lacrimevoli: questo è senz'altro il dato più commerciale. "Le ali della libertà" ha però nel complesso il pregio di far intelligentemente rivivere allo spettatore le trepidazioni dei personaggi raccontati: merito senz'altro di una buona regia, ma anche dell'ottima interpretazione degli attori. Gli snodi narrativi si intrecciano molto bene nel corso della lunga durata senza mai annoiare (e quello poteva essere il rischio). Ottimo il doppiaggio italiano.

Paruzzo 28/08/10 01:11 - 140 commenti

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Frank Darabont adatta al grande schermo un racconto di Stephen King e, grazie a due grandissimi attori come Tim Robbins e Morgan Freeman, dirige uno dei più grandi capolavori del cinema moderno: una storia che tocca svariati temi come l'amicizia, la libertà, la tirannia, l'integrazione nella società e soprattutto la speranza.
MEMORABILE: La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero.

Mdmaster 10/10/10 13:18 - 802 commenti

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Difficile proprio da considerarsi un capolavoro, Shawshank Redemption resta un film toccante e confezionato con estrema cura; la coppia Robbins-Freeman poi è di quelle che avrebbe fatto piacere vedere in qualche altra occasione. Prison movie di quelli realistici, ma non eccessivamente duri, condito di una discreta dose di buoni sentimenti e adattissimo anche per una visione in famiglia. Darabont insomma, sa esattamente come muoversi all'interno del racconto di King e il risultato è di quelli da apprezzare sicuramente. Ma senza esagerare.

Giulyfab 7/04/11 09:20 - 32 commenti

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In assoluto è il film migliore che abbia mai visto, almeno relativamente al cinema americano. Perfetti gli attori nell'interpretare i vari personaggi tutti credibilissimi. Abile regia, incredibile la sceneggiatura con il colpo di scena giusto al momento giusto. Il film che non ti stanchi mai di rivedere. L'unica nota negativa, ma nel film ci sta eccome, la breve parentesi del giovane carcerato che viene ucciso e che scatena la vendetta del protagonista.
MEMORABILE: Il colpo di scena e la scoperta da parte del direttore d'esser rimasto fregato!

Piero68 16/05/11 08:45 - 2781 commenti

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C'è poco da fare, quando la sceneggiatura è tratta da un racconto di King, il risultato è assicurato. Darabont mostra dei limiti (che perfezionerà poi con Il miglio verde), ma la storia tiene bene e la regia, anche senza troppe fiammate, funziona. Robbins e Freeman fanno una coppia perfetta e i dialoghi sono all'altezza. Il difetto maggiore di Darabont forse è quello di affidare caratterizzazioni e seconde linee sempre allo stesso gruppo di attori che in fondo non è che siano poi eccezionali. Resta comunque uno dei migliori prison-movie di sempre.

Luchi78 12/09/11 13:40 - 1521 commenti

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Splendido film che sfrutta un'ampia gamma di sentimenti umani e li capitalizza in poco più di due ore in una storia che ha proprio il profumo della ricerca della libertà. Robbins e Freeman interpretano magistralmente i loro personaggi, un po' meno digeribili se non altro per la loro crudeltà: il direttore del carcere (Bob Gunton) e il secondino aguzzino (il mitico Clancy Brown), classici stereotipi della vita carceraria. Il finale è tra i più belli della storia del cinema.

Nancy 20/12/12 02:08 - 774 commenti

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E' una crociata personale quella contro questo film. Osannato da tutti, la sottoscritta non ne capisce le motivazioni. Noioso, stereotipato, mediocrissimo, con una regia piatta e una fotografia scadentissima, senza una sola inquadratura che si possa definire bella. Sceneggiatura ruffiana e pure banale. Non ho letto King ma posso supporre che si potesse fare di meglio dal soggetto. Robbins non ne esce e Freeman è forse l'unico in cui riporre qualche speranza. Dove sono i sentimenti veri in questo film? Non ne ho trovato uno solo. Pessimo.

Paulaster 30/09/13 10:38 - 2865 commenti

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Trattandosi di un film sulla detenzione riesce a mantenere l'interesse e a provocare sentimenti libertari. Preponderanti sono gli effetti romanzati e, specialmente quando entra in azione la biblioteca, le condizioni carcerarie diventano all'acqua di rose. Una regia dai pochi effetti si affida a poche panoramiche e a efficaci giochi di luce. Ottimamente interpretato dai protagonisti, trasmette empatia anche con le figure di contorno. Finale zuccheroso al limite del banale, ma conta il messaggio di speranza.

Delpiero89 2/10/13 23:52 - 263 commenti

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Tra il più intensi e coinvolgenti degli anni '90, è il classico film che non può non piacere. Tratto da un racconto di Stephen King (!) e diretto senza particolari fronzoli ma con educazione da Frank Darabont, conta su un cast eccezionale (prove incredibilmente profonde quelle di Robbins, Freeman e Whitmore). Nonostante qualche somiglianza di troppo con film ad argomento carcerario precedenti (soprattutto Fuga da Alcatraz), il film può essere considerato un vero capolavoro. Da vedere e far vedere.

Furetto60 9/12/13 09:11 - 1129 commenti

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Sì, è un prison-movie, sì il solito innocente incastrato, sì consueta presenza di corrotti, ma che film! Scene e dialoghi memorabili a raffica (difficile selezionarne, uno migliore dell’altro), una vicenda che si snoda appassionante senza un attimo di stanca il che, in un film così lungo, rappresenta un ulteriore elemento qualitativo. Naturalmente parte del merito va anche all’interpretazione del cast ma, a mio avviso, è soprattutto la conferma del genio narrativo di Stephen King.
MEMORABILE: Sergente, lei ama sua moglie?; Andy diffonde musica per tutto il carcere; Il poster si buca...

Parsifal68 11/09/15 09:07 - 607 commenti

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Da un racconto di Stephen King, riuscitissima opera prima di Darabont che traccia un memorabile spaccato della vita carceraria americana dove, nel deserto arido della crudeltà, nasce una pianticella piccola ma robusta chiamata amicizia. E ci si immedesima a tal punto con i personaggi che il finale, commovente e consolatorio, impreziosisce il racconto invece di sminuirlo, come spesso accade. Tutto funziona a meraviglia; citazione doverosa per le bellissime musiche di Thomas Newman e per Robbins e Freeman. Da non perdere assolutamente.
MEMORABILE: La scommessa iniziale; Robbins che si chiude in biblioteca fecendo suonare le "nozze di Figaro"; La fuga rocambolesca; La bellissima scena finale.

Lou 7/03/16 18:36 - 984 commenti

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Bel film, di grande successo, che segue la classica impostazione del filone carcerario americano ma che sa coinvolgere e appassionare grazie all'ottima sceneggiatura e alle grandi performance di Robbins e Freeman. Vengono toccate corde molto sensibili, dalla lotta contro l’ingiustizia alla forza di volontà fino al bisogno interiore di libertà e amicizia. Potente, a tratti commuovente, molto educativo nell'enfatizzare l’importanza di non arrendersi mai.

Minitina80 13/03/16 08:47 - 2400 commenti

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Un condensato di emozioni che nascono dalla sofferenza, dalla disperazione e dalla rassegnazione a cui si cerca di non cedere appellandosi alla speranza che il domani sia migliore. Un’opera carica di significati, da cui ognuno può trarre le proprie conseguenze, ottimamente trasposta dal racconto e sorretta in ogni dove da regia e interpretazioni davvero notevoli. Malgrado la durata non convenzionale si arriva alla fine senza il fiatone contenti di quanto si è visto e provato.
MEMORABILE: "Sappiate che l'anima è del Signore, ma il vostro culo appartiene a me! Benvenuti a Shawshank!"

Ryo 15/06/16 16:03 - 2169 commenti

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Notevole trasposizione cinematografica di un racconto di King (al quale sento di preferire il film). Nonostante le differenze notevoli con il romanzo che potrebbero anche far inorridire i puritani letterari, il film ha una forza esplosiva di emozioni, messaggi e significati. Costruito con enorme attenzione, alternato fra narrazione in prima e terza persona. Personaggi convincenti e carismatici, con dulcis in fundo che non guasta ma dona sollievo. Un elogio alla pazienza e alla speranza.
MEMORABILE: La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose e le cose buone non muoiono mai; Qui dentro sono tutti innocenti;.

Nicola81 6/02/18 12:46 - 2007 commenti

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Splendido, emozionante dramma carcerario che è anche una storia di amicizia e di riscatto. La durata è considerevole, ma Darabont, pur essendo un semi-debuttante, non sbaglia quasi nulla e il ritmo non perde colpi. Robbins è bravissimo nel passare dalla freddezza alla forza della disperazione, Freeman è bravissimo e basta, anche il cast di contorno funziona, in particolare Gunton nei panni dell'untuoso e spietato direttore del carcere. Forse il finale pecca di eccessivo ottimismo, ma era quello che ci voleva dopo tanta sofferenza.
MEMORABILE: L'incipit in tribunale; I lavori sul tetto; La spiegazione finale.

Tomastich 1/09/18 17:28 - 1216 commenti

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Frank Darabont dirige - da Stephen King - uno dei più famosi e citati prison-movie degli anni '90. Pochi difetti e tanti pregi per questo "The shawshank redemption" (è il titolo originale): un grandissimo cast (sia tra i protagonisti che nei comprimari), un'ambientazione perfetta come quella della Shawshank Prison, già utilizzata in altri lavori del maestro e una narrazione da pelle d'oca. Memorabile.

Ultimo 20/11/18 11:41 - 1384 commenti

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Un magistrale Tim Robbins è il protagonista di un film che lascia un segno indelebile nello spettatore. Siamo di fronte a un capolavoro ambientato nel carcere di Shawshank, ove il citato attore viene imprigionato per omicidio della moglie e dell'amante. Tutto funziona perfettamente: l'ambientazione, la costruzione psicologica dei personaggi e, last but non least, la prova del cast, in cui spicca tra gli altri un bravissimo Morgan Freeman. Da vedere e conservare.
MEMORABILE: La vicenda del bibliotecario; La musica classica a tutto volume nell'ufficio del direttore.

Enzus79 4/09/19 20:31 - 1847 commenti

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Tratto da un bel racconto di Stephen King. Storia che si basa sulle tematiche della speranza e della libertà ma anche dell'amicizia. Un uomo ingiustamente condannato a due ergastoli riesce ad avere il rispetto dagli altri carcerati dopo momenti drammatici e al limite della violenza. Buona la regia di Frank Darabont. Ottime le interpretazioni di Tim Robbins e soprattutto di Morgan Freeman.
MEMORABILE: L'aneddoto delle birre; La sorpresa del direttore della prigione

Xamini 13/10/19 19:03 - 1026 commenti

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Film carcerario lunghetto e un pelo ordinario ma per nulla noioso, questo Le ali della libertà. Il volto pulito di Tim Robbins contrasta con quello scavato di Morgan Freeman tra le mura di questo carcere di pietra, a dire il vero meno claustrofobico di tanti altri visti nella finzione. Il legame tra i due è l'asse portante dell'intera vicenda, al pari dell'anelito di libertà. Nessun approfondimento o riflessione particolarmente sorprendente, ma l'insieme funziona bene e si lascia guardare senza difficoltà e con una certa soddisfazione.

Bruce 7/04/20 10:33 - 1006 commenti

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Ottimo film drammatico, tratto da un racconto di Stephen King in parte ispirato a una storia vera conclusasi tuttavia in altro modo. E' la storia dell'amicizia tra due ergastolani, diversissimi tra loro, che trovano la propria personale redenzione al termine di un lungo percorso di vita carceraria fatta di violenze, ricatti e umiliazioni di ogni genere. Fondamentale per la riuscita dell'opera è la bravura dei due protagonisti, perfettamente in parte e capaci di dare profondità e grande umanità ai loro personaggi. Successo meritato.

Camibella 4/05/20 19:06 - 174 commenti

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Frank Darabont era solo un ottimo sceneggiatore quando passò dietro la macchina da presa. Il risultato è questo meraviglioso film carcerario tratto da un racconto di Stephen King, caso rarissimo in cui la trasposizione cinematografica è all'altezza dell'opera cinematografica se non addirittura superiore. Il sentimento di virile amicizia e l'esasperata ricerca della libertà sono qui sublimati e il bellissimo finale dona al film l'aura di capolavoro. Robbins e Freeman strepitosi.
MEMORABILE: La scommessa all'inizio; Il finale con l'incontro sulla spiaggia.

Gordon 1/06/20 08:29 - 176 commenti

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Grande film di tipico stampo hollywoodiano in cui si narrano le vicende di due amici in un duro carcere americano e la rocambolesca evasione di uno di loro. La regia è mirabilmente calibrata in modo da creare una tensione crescente fino al suicidio del direttore corrotto (tutto il mondo è paese, evidentemente). Per il resto le interpretazioni di Robbins e Freeman sono superbe e sia la ricostruzione storica che la sceneggiatura sono buone. Peccato sono per alcune scene troppo stucchevoli.
MEMORABILE: La scoperta del buco e l'incredibile evasione-

Zampanò 5/06/20 21:03 - 191 commenti

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Il jail movie più coinvolgente dopo Papillon. La solidissima base è un racconto di Stephen King di poche pagine. Darabont, regista e sceneggiatore, ne dilata il corpo a 142 minuti senza bulimizzarlo. La tensione resta pressoché costante - si ripeterà ne Il miglio verde - sostenuta da un cast tosto e impeccabile (Robbins, Freeman e Norton, ovviamente, ma anche Whitmore); peccato solo qualche affettazione. Nei film carcerari tifiamo sempre per i galeotti, ma qui si diventa veri e propri ultras da Curva Sud per le sorti di Dufresne e compari. Superclassico.



 
MEMORABILE:  Andy Dufresne lotta contro le 'sorelle'; l'epilogo straziato di Brooks

Siska80 29/06/20 12:02 - 841 commenti

I gusti di Siska80

Ritratto impietoso della dura vita carceraria, doppiamente annichilente se a doverla sopportare è un uomo (sorta di versione colta di Papillon), vittima di un clamoroso errore giudiziario, che tuttavia troverà il modo di riscattarsi pur subendo umiliazioni e ingiustizie di ogni tipo. Ottimo il cast (soprattutto Bob Gunton nel ruolo dell'odioso, spregevole Norton), così appassionante da non far pesare la lunga durata e con un finale improbabile ma denso di significato.
MEMORABILE: il rapporto filiale che si instaura tra Andy e Tommy.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 30/07/09 16:56
    Consigliere - 43740 interventi
    Credo sia uno dei pochi film di King che mette (quasi) tutti d'accordo infatti. Raramento ho visto critica e pubblico tributare elogi simili per un film tratto da King. Non so cosa ne pensi Stephen ma a questo punto ci interessa meno.
  • Musiche Matemalex • 2/05/10 08:51
    Galoppino - 395 interventi
    Il duetto mozartiano trasmesso da Dufresne (Robbins) a tutta la popolazione carceraria è tratto dall'opera Le nozze di Figaro, Atto III Scena X. Il testo del brano si può trovare qui.
    L'estratto dal film su Youtube.
    Il duetto completo sempre su Youtube.
  • Discussione John trent • 14/08/10 18:08
    Servizio caffè - 511 interventi
    Ho letto il libro "Stagioni diverse" molti anni fa, credo 18. Rimasi favorevolmente impressionato proprio dal primo racconto dei 4, ovvero "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank" al punto di commuovermi una volta giunto all'ultima pagina. Per me il film diretto poi da Darabont è addirittura migliore del racconto, cosa assolutamente inusuale.
    Inoltre al film è stato aggiunto un lieto fine in più che, dopo oltre 2 ore e un quarto di dramma umano e sofferenza dei protagonisti, non stona affatto con il resto.
    Imperdibile.
  • Homevideo John trent • 14/08/10 18:11
    Servizio caffè - 511 interventi
    Segnalo che il blu ray targato Cecchi Gori di questo film (da me visionato integralmente) è assolutamente ottimo.
    Di questi tempi e con la confusione che c'è in giro sulla qualità visiva altalenante di alcuni titoli è una notizia che merita di essere riportata.
  • Homevideo Zender • 15/08/10 13:06
    Consigliere - 43740 interventi
    Già, soprattutto significa che Cecchi Gori, che coi dvd aveva buttato fuori anche una serie infinita di pessimi dvd, forse coi blueray ha trovato chi gli sa fare un buon authoring (forse).
    Ultima modifica: 15/08/10 13:06 da Zender
  • Discussione Zender • 15/08/10 13:08
    Consigliere - 43740 interventi
    Non sei l'unico, dal momento che mi pare che per i tantissimi utenti di Imdb risulti addirittura il miglior film di tutti i tempi...
  • Homevideo John trent • 15/08/10 20:32
    Servizio caffè - 511 interventi
    Zender ebbe a dire:
    forse coi blueray ha trovato chi gli sa fare un buon authoring (forse).
    Non è una certezza nemmeno questa, purtroppo. Ho saputo ad esempio che il blu ray di Seven (sempre Cecchi Gori) è mediocre... ed era uno di quelli che volevo acquistare ad occhi chiusi...
  • Homevideo Zender • 16/08/10 00:13
    Consigliere - 43740 interventi
    Ecco, me pareva... Volevo prenderlo pure io. A monte.
  • Homevideo Markus • 17/08/10 10:04
    Scrivano - 4801 interventi
    Questa è l'ennesima riprova che i supporti video cambiano, ma la cattiva abitudine italica di riversare vhs su dvd persiste anche con il blu ray.
  • Curiosità Siska80 • 29/06/20 12:19
    Call center Davinotti - 424 interventi
    Clint EastwoodHarrison FordPaul Newman e Robert Redford furono presi in considerazione per il ruolo di Red. Nel romanzo, infatti, Red è un un irlandese bianco e con i capelli rossi sulla cinquantina. Tuttavia Frank Darabont, che sin dall'inizio aveva pensato di affidare quel ruolo a Morgan Freeman, puntò i piedi e riuscì a spuntarla. La replica di Red: "Forse è perché sono irlandese" alla domanda di Andy circa il suo soprannome fu inserita nel film per gioco.

    Fonte: Imdb