Thank you for smoking - Film (2005)

Thank you for smoking
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Raramente capita d'imbattersi in film tanto ben strutturati e sceneggiati con altrettanta cura. THANK YOU FOR SMOKING è un meccanismo (quasi) perfetto, che si avvale di un Aaron Eckhart in stato di grazia e clamorosamente in parte e di una regia (Jason Reitman) che scandisce mirabilmente i tempi non disdegnando fermi immagine e sovrapposizioni grafiche una volta tanto pertinenti. Il cinismo massimo, la moralità discutibile del protagonista (Eckhart), ne fanno un antieroe terribilmente simpatico col quale si fatica a non solidarizzare: lavora per una multinazionale del tabacco esponendosi in prima persona e cercando di arginare, col suo fluente eloquio, gli attacchi dei nemici delle...Leggi tutto sigarette. Ci mette la faccia insomma, e in tv diventa il simbolo delle lobby tabagiste americane. I suoi unici amici sono due "colleghi" che operano nei campi dell'alcol (Maria Bello) e delle armi. La moglie l'ha lasciato ma il figlio (Cameron "prezzemolo" Bright) lo considera ancora un Dio. Una vita strana, che Reitman (autore unico del copione) mette in piazza accentuando i lati caricaturali del mestiere e riuscendo a cogliere un'ironia gradevolissima che trasforma a sorpresa il film in una sorta di commedia sui generis con numerose puntate nella comicità pura. Si ride spesso, in poche parole, e la cosa, unita all'arguzia sopraffina di certi dialoghi e a un cast folto di partecipazioni prestigiose (Robert Duvall, Rob Lowe, William H. Macy....) produce un risultato meritevolissimo: conciso (un’ora e mezza esatta), stringato, efficace, celebra in un certo senso il potere della retorica.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/10/06 DAL DAVINOTTI
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Xamini 11/02/07 00:32 - 1259 commenti

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Sopra le righe sin dai titoli di testa, il film ironizza sull'ipocrisia delle multinazionali del tabacco (e delle armi, e dell'alcool, ecc...). Il loro rappresentante, Nick Naylor, con la sua mascella rinforzata e il sorriso da grande conquistatore convincerebbe chiunque della bontà di una sigaretta. Una pellicola indipendente sorretta da un ottimo ritmo con qualche fermo immagine+voice-over moderno e un protagonista grandioso. Specie quando si fa ritrovare "sulle palle di Lincoln" in condizioni precarie.

Magnetti 13/03/07 09:53 - 1103 commenti

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Davvero notevole! E' un piacere vedere film come questo, dove il cinema non si prende troppo sul serio, si privilegiano i personaggi e i dialoghi (molto brillanti e intelligenti) sulle scene spettacolari. Mette di buon umore pur trattando un argomento delicato come quello delle campagne anti fumo. E poi c'è la trovata geniale delle riunioni al bar dei "mercanti di morte", ovvero dei tre portavoci delle industrie dell'alcool, delle armi e del tabacco. Bravissimo Aaron Eckhart.

Galbo 25/03/07 18:29 - 12438 commenti

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Perfettamente in linea con le migliori produzioni del cinema indipendente, questo film si segnala per abbracciare un tema che più "politically incorrect" non si può: la grande (e giustificata) fobia per il fumo della società americana. Un ritratto spietato di un mondo spietato dove non conta la verità ma il potere di persuasione. Il regista appare particolarmente abile nella direzione degli attori e nell'impiegare molte tecniche narrative, con un montaggio frenetico.

Sibenik 5/08/07 15:47 - 90 commenti

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Pellicola in cui spadroneggiano il cinismo ed una visione disincantata della realtà. Magistralmente costruito attorno alla figura del lobbysta delle multinazionali del tabacco interpretato alla grande da Aaron Eckhart, il film punta sull'asserzione logica per la quale "ho ragione finchè non mi dimostri che ho torto". I personaggi, tutti arrivisti, egoisti e con un pelo sullo stomaco da far invidia ai piranha della finanza mondiale, finiscono paradossalmente per risultare tanto più simpatici quanto più sono detestabili. Buon prodotto.
MEMORABILE: I dialoghi tra il lobbysta ed il proprio figlio sono lo specchio del film. Da non perdere.

Puppigallo 12/02/08 10:25 - 5318 commenti

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Cinico quanto basta, scaltro come una faina (rigira sempre la frittata nel verso a lui congeniale), usa le parole come un’arma in grado di abbattere le resistenze più forti. E’ questo l’identikit del protagonista (portavoce della Compagnia del tabacco). Unico suo punto debole: la gnocca. Questa pellicola può essere assaporata solo se non si hanno pregiudizi e, soprattutto, se non ci si schiera, o il protasgonista potrà risultare fastidioso. Da segnalare, l’M.D.M. (mercanti di morte) e l’ex uomo Marlboro. Notevole e da vedere!
MEMORABILE: La bambina, in classe: “Mia mamma dice che il fumo uccide”. E lui: “Tua mamma è medico?”. “No”. “E allora non è attendibile, cara”.

Pol 14/04/08 12:41 - 589 commenti

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I siparietti con i colleghi di alcool e armi sono troppo sopra le righe per incidere, sul finale emerge lo spettro dell'happy-end tipico delle commedie USA ed in generale mi è sembrato meno politically incorrect di quando lo si dipinga. Detto questo... un gran bel film! Sorretto da un ottimo cast, un ritmo che non perde mai colpi e da dialoghi brillanti, il film offre 1 ora e mezza di divertimento e ci ricorda quanto grande sia il potere delle parole e dell'arte oratoria: c'è chi vive su questo!
MEMORABILE: Il dialogo con il figlio al luna park ed i bellissimi titoli di testa.

Renato 17/04/08 17:22 - 1648 commenti

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Discreto film sul potere della lobby del tabacco negli USA; non è un film cinico come mi sarei aspettato, il "cattivo" ed il "buono" che si confondono dovrebbero essere il risultato di una sceneggiatura meno tranchant della media hollywoodiana, ma a mio avviso questa scelta nuoce al film, che scivola nella commedia all'acqua di rose fin troppo presto. Comunque la regìa è agile e Aaron Eckhart perfettamente credibile nel ruolo del lobbysta senza scrupoli pronto (quasi) a tutto.

Capannelle 5/06/08 12:44 - 4438 commenti

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"Bella trovata", verrebbe da dire dopo la prima mezzora del film, originale e cinica al punto giusto. Peccato che alla lunga il giochino riveli un po' di fiato corto (i mercanti di morte, il figlio troppo "evoluto"). Eckhart è comunque molto bravo e viene calato in situazioni esilaranti (alla scuola del figlio, il duello col senatore del Vermont, il rapporto con la giornalista).

Scarlett 9/07/08 16:11 - 307 commenti

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Film indubbiamente dal contenuto originale e ben organizzato, ha tanto quell'aria anticonformista che lascia comunque il sospetto che vi sia qualcosa sotto. A parte questo ottimo prodotto, un protagonista brillante, talmente a suo agio nella parte che pare cucita apposta per lui. Senz'altro da vedere.
MEMORABILE: Il protagonista viene invitato a parlare in un talk show...

Mascherato 3/10/08 17:34 - 583 commenti

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Il protagonista dell'esordio alla regia di Jason Reitman vende "fumo", ma alla fine si rivela un eroe positivo (ed un modello per il figlio adolescente) nel suo ostinato tentativo di difendere la libertà di scelta. Sul film, però, che pure risulta un'opera pregevole nella tradizione della commedia intelligente americana, pesa un'ombra paradossale: quella di aver "filtrato" il ben più tagliente romanzo ispiratore di Christopher Buchley.

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Enzus79 13/02/09 10:12 - 2955 commenti

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Come si può manipolare la gente dicendo che il fumo non fa male. Il potere anche di poter aggirare i media. Aaron Eckhart è infallibile nel ruolo, molto credibile. I dialoghi sono incisivi e accompagnati da una satira che colpisce, più che far ridere. Questo film, pur con i suoi limiti (il rapporto padre-figlio), può reputarsi un prodotto onesto.

Tarabas 6/05/09 16:56 - 1880 commenti

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Lobbysta faccia di tolla va in giro per l'America a difendere una multinazionale del tabacco. Poi a fine giornata per rilassarsi si fa una birretta con i colleghi del settore alcool e armi da fuoco. Dovrebbe essere molto divertente, in premessa, questa dark comedy sul vizio più diffuso del mondo: la menzogna. In realtà lo sfoggio di cinismo e il ribaltamento paradossale della realtà da parte del protagonista reggono per mezz'ora, poi il gioco si fa ripetitivo e la sceneggiatura smette di funzionare. Dura giusto il tempo di farsi due tiri.

Brainiac 17/06/09 22:42 - 1083 commenti

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Buon film, però troppo furbo e costruito con uno stile alla Tenenbaum (voci narranti, fermo immagine per ogni personaggio, sarcasmo) che invecchierà presto e già adesso sa un po' di stantio. Rispetto al successivo Juno, quindi, un film meno interessante. Dove nell'opera con protagonista la Page Reitman lavorava sul realismo dei personaggi e delle loro evoluzioni psicologiche, qui si permette qualche virtuosismo di troppo. Mi piace questo regista: ha un bel talento, sceglie bene i suoi attori ma in Thank you non è si è ancora espresso pienamente. (***).
MEMORABILE: "Se gli attori cominceranno a fumare nello schermo, potremmo riportare il sesso nelle sigarette"

Daniela 4/08/09 14:34 - 12731 commenti

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Ritratto cinico ed ironico di un rampante rappresentante delle multinazionali del tabacco, ha fra i suoi pregi l'originalità e la mancanza di quel political correct che rovina tante altre commedie non solo americane, fra i difetti una certa ripetività nella sceneggiatura. Nell'interpretazione energica di Eckhard, il protagonista risulta disgustosamente attraente, pur non nascondendo la propria mancanza di scrupoli. Da consigliare ai fumatori, anche se non ne trarranno motivi di ravvedimento (vedi la scelta del Malboro Man)
MEMORABILE: Il dialogo in cui i tre mercanti di morte mettono a confronto le statistiche riguardanti le vittime rispettivamente di fumo, alcool ed armi

Fabbiu 2/08/09 03:21 - 2152 commenti

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Vuole schierarsi dalla parte del cinema politically incorrect, ma lo fa nel modo più sbagliato possibile: scegliendo la strade delle convenzionalità di prim'ordine. Mi aspettavo, in sceneggiatura, spazio alla riflessione sul tabagismo mascherato da un'una ironia pungente ed ironica, invece no, il regista preferisce ammorbarci con il rapporto padre figlio. La comicità c'è (nelle parole del lobbista ed in certe grafiche) ma è limitata alla recitazione di alcuni attori che non ho mai digerito, prima su tutte Katie Holmes. Carino ma in parte deludente.

Redeyes 5/11/09 10:25 - 2455 commenti

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Commedia come poche se sono viste ultimamente: divertente, acuta e pungente, senza per questo appesantirsi. Eckaart è decisamente fantastico e, nonostante il ruolo che ricopre, si fa amare. Carine molte trovate, dagli MDM all'impresario di Hollywood. Se ad una sceneggiatura intelligente si accompagna, poi, un cast formidabile, il risultato non può che esser eccellente. Consiglio caldamente.

Ale nkf 29/11/10 14:30 - 802 commenti

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Thank you for smoking delinea il ritratto della società odierna nella quale non conta la verità, ma le parole con cui può essere smentita facendo risultare fallace l'affermazione iniziale. In una parola: la persuasione. La persuasione è la caratteristica di Aaron Eckhart, ottimo ad interpretare il lobbista perfido, ma a tratti simpatico, separato dalla moglie e amato dal figlioletto, un antieroe così cinico e così odiato da tutti che diventa infine quasi un eroe.
MEMORABILE: M. D. M. = mercanti di morte.

Jcvd 26/12/10 21:02 - 258 commenti

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Un film cinico, con un protagonista cinico e che si fa amare proprio per questo. Peccato non riesca ad essere anche tagliente al punto giusto e finisca alla lunga per stancare lo spettatore, nonostante buone trovate e ottimi attori. Da segnalare anche l'ex divetta Katie Holmes nei panni di una giornalista che fregherà il nostro povero lobbista.

Saintgifts 9/01/11 16:43 - 4098 commenti

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Chi vende sigarette, vende fumo. Questo film parla di sigarette e quindi è giusto che sia fumoso. Sì certo, è abbastanza divertente, un'ora e mezzo di svago leggero, leggero come il fumo e se hai fumato in casa basta spalancare la finestra e, in un attimo, il fumo sparirà. Niente rimane, come niente rimane alla fine di questa visione. Chi fuma continuerà a fumare e chi produce sigarette continuerà a produrle. È tutto un gioco di parole, parole fumose, è come assistere a uno spettacolo di cabaret: si ride, forse, ma la realtà è un'altra cosa.

Didda23 13/05/11 12:51 - 2432 commenti

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Film estremamente riuscito, ad oggi il miglior film di Reitman. Sono tre le componenti fondamentali che rendono il film straordinario: la sceneggiatura sempre brillante e vivace; la regia piena di intuizioni molto gradevoli; la maiscuola prova di un eccelso Aaron Eckhart. Notevole il ritmo ed il cast di contorno. Nonostante la delicatezza del tema trattato, Reitman riesce a strappare più di un sorriso. Magari tutte le commedie fossero così...
MEMORABILE: Tutti i dialoghi fra Eckhart ed il figlio.

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Giùan 16/05/11 13:20 - 4610 commenti

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Esordio col botto per il figlio di Ivan, autore di Block ang Ghost-buster negli anni '80 e 90. Più che al papà tuttavia Reitman sembra rifarsi alle commedie "adulte" di Billy Wilder e Blake Edwards. Sceneggiatura inappuntabilmente politically unicorrect, un protagonista (Aaron Echart) molto credibile nel suo cinico moralismo di fondo, una bella squadra di comprimari (Duvall e la Holmes su tutti). Perfino l'abusato duetto col figlio diventa ottimo escamotage per capire il Nick Naylor pensiero. Unico appunto: terribilmente americano e "pulito"

Deepred89 21/04/12 20:16 - 3725 commenti

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Un vero e proprio inno alla forza della retorica, il cui perno risiede non tanto nella critica alle varie lobby, quanto nell'importanza della parola, del non fermarsi alle convenzioni, del non ragionare per "sentito dire". Ciò che altrove potrebbe apparire cinico qui diventa pura e semplice razionalità: nel film di Reitman l'amarezza lascia subito il posto al divertimento ed è difficile non appassionarsi alle gesta del protagonista (il quale non a caso rischia il crollo solo quando l'istinto prende il sopravvento). Buona tecnica, film notevole.

Schramm 8/06/12 15:28 - 3535 commenti

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Almeno per questa volta, a tanto fumo corrisponde un arrosto di tutto rispetto: quello di una scorrettezza etica, politica, morale sfoderata con divertita disinvoltura, che colpisce il chiodo dritto alla testa dell'ipocrisia delle lobby salutiste. Mentre i cattivi ottengono ogni nostra simpatia e appoggio e quelli che dovrebbero essere i buoni sfumano in una coltre di antipatia vieppiù viscerale grazie a uno script dove il cinismo è dettato da rara scaltrezza, si gode delle gaudenti prestazioni di tutto l'apparato attoriale (in cima un J.K.Simmons mai così al bacio dai tempi schillingeriani), che meriterebbe un oscar di gruppo. Chi avrebbe mai scommesso che mandare tutto in fumo sarebbe mai equivalso a tanta eccellenza?

Furetto60 11/08/14 12:35 - 1201 commenti

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Commedia ironica, graffiante e divertente, punge senza debordare come Il dittatore di Cohen. La trama è lineare e ben impostata, si regge su dialoghi coinvolgenti e personaggi fuori dall'ordinario grazie ai quali si ride, anche se a denti stretti. Ulteriore merito: sarebbe stato facile sfociare in moralismo stucchevole, che invece viene soltanto accarezzato.
MEMORABILE: Le riunioni periodiche dei tre mercanti di morte.

Zio bacco 25/10/14 19:53 - 240 commenti

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Il mondo delle lobbies e le subdole tecniche di convincimento di massa. Il pregio del film è proprio la cruda disamina sul sottobosco dei grandi interessi di marketing a stelle e strisce. Ottima la prova di Eckhart, perfettamente calato nel personaggio e azzeccata voce narrante, convincente Duvall, meno digeribili altri nomi (Holmes su tutti). Il film è molto ben riuscito nella prima parte, ove risulta a tratti comico, ma poi scade in una storia di caduta e risurrezione del protagonista, che appanna il pur flebile senso di denuncia. Godibile.

Paulaster 1/07/15 16:49 - 4494 commenti

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Piccolo trattato di comunicazione su come riuscire a promuovere armi di deterioramento di massa come il fumo. Dialoghi serrati e ficcanti, parlata di Eckhart convincente e una spruzzata di cinismo (i siparietti al ristorante sono irresistibili) per una commedia che va oltre la battuta pronta. La vicenda del rapimento risulta eccessiva come l’enfasi tipicamente americana nell’educazione liberale da dare al figlio. Regìa che ben si adatta negli scambi veloci, quando cala il ritmo ha poche idee.
MEMORABILE: Il trio dei mercanti di morte.

Rufus68 7/02/16 15:26 - 3859 commenti

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Come sempre accade nel cinema americano sono i primi minuti a decidere del tono di un'opera, poi si va di conserva. E qui i primi minuti accreditano il film quale commedia brillante e cinica. Il prosieguo, al solito, stempera la denuncia nel bagno dei luoghi comuni: la giornalista birichina, il rapporto col figlio, una vaga resipiscenza del protagonista. Alcuni caratteri sono però azzeccati, a cominciare da un sorprendente Rob Lowe, mellifluo tycoon hollywoodiano.

Lou 28/04/17 18:16 - 1124 commenti

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Solo gli americani sono in grado di fare film come questo, in cui si gioca con acuta ironia su temi di grande impatto mediatico e sociale. Il film di Reitman-figlio ha il pregio di affrontare con brillantezza e grande ritmo lo scandalo delle potenti lobby americane, che si avvalgono di comunicatori abili nel sostenere in modo convincente anche temi indifendibili. Un film poco politically-correct, ma efficace e anche divertente. Aaron Eckhart in grande spolvero.

Medicinema 14/08/22 01:00 - 125 commenti

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Il tentativo di fare del politicamente scorretto, prendendo di mira non solo la lobby del tabacco ma più in generale il potere che l'affabulazione ben effettuata e orchestrata dall'alto può avere sulle masse, trova nella faccia di tolla di Eckhart un valido interprete, seppur non così pienamente marpione come il ruolo richiederebbe e altri interpreti riuscirebbero ad ottenere. Allo stesso tempo appaiono numerose le forzature e gli intrecci della trama, colpevoli di rendere più debole la satira, così come fiacco è il personaggio della Holmes. Vedere Duvall è sempre un piacere.
MEMORABILE: La minimizzazione dei morti per alcool o armi rispetto a quelli da fumo.

Luluke 21/05/24 07:27 - 162 commenti

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Ennesima riprova che il cinema è soprattutto scrittura su testo e solo poi sullo schermo mediante immagini. E che la prima può rendere grande anche un piccolo film, come questo esordio alla regia di Jason Reitman, che ha ereditato dal padre Ivan talento e il gusto di dissacrare, al punto da realizzare un prodotto talmente scorretto (l'elogio del fumo e di altri vizi) che oggi sarebbe improponibile. Girando peraltro con stile, ritmo e ottima assistenza da parte degli attori: oltre a Eckhart, Maria Bello, Macy, J. K. Simmons, persino Duvall. Godibile, come lo sono in fondo certi vizi.

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  • Discussione Didda23 • 13/05/11 12:15
    Compilatore d’emergenza - 5795 interventi
    Ieri sera ho rivisto il film..Alla luce delle innumerevoli discussioni dei giorni passati mi sono segnato questo dialogo del film:
    Nick Naylor(Eckhart) dice al figlio "Sai quale è il bello della discussione? Se argomenti in modo giusto non hai mai torto.."
    A breve il commento
  • Discussione Giùan • 13/05/11 12:40
    Controllo di gestione - 241 interventi
    Effettivamente quella è la parte più esplicativa del film che ne racchiude la "morale" tesa non certo ad essere favorevole allo smoking per partito preso e unpolitically correct ma a segnalare "molto americanamente" come ogni partito e ogni tesi abbiano il diritto di vedersi "sostenuti"........insomma si può esser d'accordo o no ma come si diceva "...è la democrazia belli".....ahinoi?
  • Discussione Zender • 13/05/11 12:55
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Sì, non è altro che la teoria base dei sofisti, i quali si esercitavano, nell'Antica Grecia, a difendere una tesi e immediatamente l'esatto contrario...
  • Discussione Didda23 • 13/05/11 12:58
    Compilatore d’emergenza - 5795 interventi
    Il film mi aveva colpito già alla prima visione,poi ieri sera me lo sono rivisto per commentarlo con piena consapevolezza.Devo ammettere che di commedie così riuscite negli ultimi anni ce ne sono davvero poche.Nel meccanismo creato d Reitman tutto è perfetto:Ritmo,sceneggiatura,regia,cast,montaggio.Difficile trovare dei difetti evidenti.Il personaggio di Nick Naylor è sicuramente uno dei più riusciti ultimamente.Straordinario!
  • Discussione Giùan • 13/05/11 13:40
    Controllo di gestione - 241 interventi
    Condivido il fatto che è una commedia molto ben costruita e anche "complessa" il giusto, non buttata via insomma: e per essere una commedia americana si tratta di una nota di merito perchè dopo Billy Wilder( peraltro americano d'adozione)quella strada si è persa. In alcune occasioni magari divaga un pò troppo ma di talento per il genere Reitman junior assolutamente ne ha da vendere
  • Discussione Didda23 • 13/05/11 15:31
    Compilatore d’emergenza - 5795 interventi
    Il valore di Billy Wilder non si discute,ma pure Woody Allen ha fatto delle commedie stupende..
  • Discussione Giùan • 13/05/11 15:37
    Controllo di gestione - 241 interventi
    Senza dubbio Didda: solo che Allen è in qualche modo un genere a se che non riesco ad associare alla commedia tout court in un filone ideale che potrebbe andare che ne so, per intenderci, da Hawks a Wilder a Blake Edwards
  • Discussione Didda23 • 13/05/11 15:40
    Compilatore d’emergenza - 5795 interventi
    Woody Allen ha le sue peculiarità,ma non lo vedo troppo distante dalle commedie classiche.
  • Discussione Zender • 13/05/11 19:27
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Mai amato troppo Wilder (salvo alcuni suoi film tipo L'appartamento), mentre trovo Thank you for smoking una commedia assolutamente strepitosa (la migliore da anni) e Allen inarrivabile.