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Stubby 7/03/07 23:02 - 1147 commenti

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Ci troviamo davanti ad un film semplice semplice, con una trama pressoché inesistente. Ciononostante, grazie all'interpretazione di due mostri sacri della commedia italiana, questo film si trasforma in un autentico pezzo da novanta. Le battute e le situazioni che si svolgono all'interno del film sono letteralmente passate alla storia del nostro cinema comico. Le poche pause servono per tirare il fiato tra una risata e l'altra.

Caesars 8/03/07 09:47 - 3037 commenti

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Strana accoppiata quella formata da Massimo Troisi e Roberto Benigni (che firmano anche la regìa). Il risultato non sarà un capolavoro, ma sicuramente riesce a divertire e anche molto. Spassosissima la lettera a Savonarola, anche se non è un mostro di originalità (plagio/tributo alla famosissima lettera di Totò e Peppino). Consigliatissimo a tutti quelli che vogliono passare due ore, dimenticando i problemi quotidiani. Davvero notevole!

TomasMilia 9/03/07 14:32 - 157 commenti

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Si può dire tutto quello che si vuole di questo film, dalla banalità del soggetto all'assenza registica e via dicendo, ma sfido chiunque a dire che vedendolo non ha riso fino allo sfinimento. La prima parte in loco è la migliore (il "casellante", la lettera, la scena in chiesa, la discussione sulle invenzioni ecc.), mentre la seconda on the road stenta in alcuni punti ma offre momenti esilaranti come il pedaggio alla "dogana". Superlativi e affiatatissimi Troisi e Benigni.

Macigno 9/03/07 15:22 - 25 commenti

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Quale mirabile e irripetibile alchimia sono riusciti a creare due talenti comici opposti come quelli di Benigni e Troisi: l'esplosività travolgente del primo incrocia l'estrema pacatezza quasi defilippiana del secondo dando vita a duetti a loro modo unici, nella storia del nostro cinema comico. E la riproposizione, grandemente variata, della celebre lettera di Totò e Peppino, esemplifica quanto i due siano affiatati e complementari. Qualche cedimento nella seconda parte, ma le scene epocali non si contano.

B. Legnani 10/03/07 00:38 - 4994 commenti

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Mah! Ciascuno di noi non si capàcita del successo di un film che gli ha detto ben poco, le cui battute, con sua sorpresa, gli altri ripetono da decenni. Per me siamo di fronte ad un trionfo inspiegabile. Sarà che Troisi non mi ha mai fatto ridere, sarà che la regìa mi pare la grande assente, sarà che parlare "dell'attrice Amanda Sandrelli" mi pare (almeno qui) un ossìmoro, sarà tutto quello che è possibile immaginare, ma proprio l'ho trovato una mezza bufala, che non fa neppure ridere.

Fabbiu 17/03/07 13:14 - 2021 commenti

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La scena della dogana è difficile da scordare. La trama è piuttosto semplice, ma i due attori sono degli ottimi caratteristi espressivi al massimo che con la loro bravura e naturalezza nell'interpretare i personaggi fanno ridere molto. Nella commedia italiana difficilmente ho trovato gag più naturali, immediate e riuscite che in questo film. Memorabile l'uscita di casa la mattina dopo l'arrivo a Frittole, i discorsi fatti a Colombo, il gioco della "palla" e tante altre cose. Da non perdere.

Puppigallo 27/04/07 21:05 - 4677 commenti

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Prendete due grandi comici, metteteli insieme, dategli un copione dove possano esprimersi al massimo (Troisi, il timido, insicuro e riflessivo; Benigni, il compagnone sfrontato e un po’ paraculo) e otterrete un grande film. Si ride e ci si diverte, specialmente quando i due danno vita a gustosi scambi verbali (in macchina, “La pianta era più grossa”, “Noi si va via Vitellozzo…”, prima di aprire la porta, “E’ pipì”, la lettera al Savonarola…). Simpatica anche la parte con Leonardo (“Questo proprio non capisce”). Imperdibile!
MEMORABILE: "Ricordati che devi morire!". "Mo'... mo' me lo segno".

Galbo 20/09/07 20:01 - 11694 commenti

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La trama e la sceneggiatura di questo film sono giusto un canovaccio, ma la ragione del suo enorme successo sta tutta nella forza espressiva dei due attori principali (gli altri componenti del cast si fa fatica a ricordarli). Trosi e Benigni sono i mattatori nel senso letterale del termine ed irresistibili come personaggi moderni trascinati nel passato. La loro interazione è praticamente perfetta e rimane il rimpianto di non avere avuto altre prove cinematografiche comuni.

Il Gobbo 28/11/07 14:38 - 3011 commenti

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Sopravvalutatissima patacca, che campa decorosamente per un'oretta riciclando in modo impudico sketch altrui (a cominciare dalla lettera), e finisce con la lingua (dello spettatore) a penzoloni, o con la mascella slogata a furia di sbadigliare. Fra le stralunatezze dell'uno e dell'altro non si sa chi picchiare, si opta alla fine per la Sandrelli perché se lo merita comunque. Anche in questo caso, la posterità del film è affidata ai pigri autori di spot, che hanno riciclato il Leonardo rimbambito. Titolo che mantiene la promessa.

Undying 30/11/07 20:20 - 3819 commenti

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Due maestri della commedia, con differenze di parlata dovute all'etnia antitética (l'uno nato al Nord, l'altro al Sud), dimostrano di avere molte cose in comune. Cinema di buoni sentimenti, composto da un umorismo surreale (Leonardo, alle prese con la ferrovia) che tenta di carpìre l'universalità di temi privi di confine (geografico, storico o linguistico). Bella avventura di due uomini moderni, catapultati in anni medievali e costretti a fare i conti con l'essenza delle cose (e quindi della vita), pur privati di comodità e oggetti di consumo.
MEMORABILE: "Ricordati che devi morire"

Roberto Benigni HA DIRETTO ANCHE...

Plauto 2/12/07 00:49 - 120 commenti

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C'è voluto tempo per apprezzare questo film... Capire come parlassero i due attori, capire di cosa parlasse il film... ma alla fine si è in grado di apprezzarlo appieno. Stranamente, però, Benigni risulta alquanto antipatico (soprattutto perché invidia le donne dell'amico), mentre Troisi è il vero mattatore. Un "viaggio nel tempo" a bassissimo budget ma, in fondo, simpatico.
MEMORABILE: "Quanti siete? Cosa portate? Un fiorino"

Ultimo 20/08/14 08:43 - 1487 commenti

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Rivisto dopo qualche anno, l'ho rivalutato. Si, perché non si tratta di una commedia di stampo classico: considerando solo la trama, con due amici trascinati di colpo nel Rinascimento, pare essere un film semplicemente discreto, come tanti; è reso invece originale e notevole dalla perfetta sintonia tra i due protagonisti (e registi). Troisi e Benigni dimostrano una eccellente abilità recitativa; pare che siano sul palcoscenico di un teatro, per spontaneità e naturalezza. Bella e malinconica la musica di sottofondo.
MEMORABILE: La scena iniziale al casello.

Redeyes 23/01/08 11:56 - 2268 commenti

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Memorabile cult della coppia Troisi-Benigni e del Bertolucci minore. Idea banale e risultato geniale. Sì, forse non siamo di fronte ad un film che innova, ma a due mostri sacri della comicità sì. Benigni è debordante (ma meno anarchico che in Berlinguer Ti voglio bene) e Troisi con le sue smorfie incanta. Gli attori di contorno sono molto bravi, con un Monni che ancora non aveva stufato con il suo sbraitare. Difficile trovare punti deboli. Versione home video con scena tagliata che aggiunge ancora qualcosa. Da vedere e rivedere!
MEMORABILE: Benigni che, da buon agente interinale, trova impiego per Troisi presso Ugolone!

Pol 17/04/08 18:43 - 589 commenti

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Titolo sicuramente sopravvalutato, con due protagonisti che sfoderano una prestazione grandiosa, a volte oscurata da una sceneggiatura che non sempre sfrutta appieno il potenziale comico della coppia e che, specialmente nella seconda parte, mostra delle carenze notevoli, con gag troppo tirate per le lunghe ed altre semplicemente abbozzate (penso al "Colombo è partito?", ma anche alla famosa sequenza con Leonardo, tutt'altro che memorabile). Un buon film, niente di più e niente di meno.

Pigro 28/10/08 10:01 - 8513 commenti

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Maestro e bidello dei giorni nostri piombano casualmente nel 1492: seguono equivoci e avventure in chiave anacronistica. Un film simpatico, dalle situazioni facili e prevedibili che mettono alla prova la nostra memoria degli studi umanistici, facendoci ridere con il gusto di chi la sa lunga. La vera chiave di volta è l'esuberanza incontenibile di Benigni shakerata con la maschera da sfigato di Troisi. Accoppiata vincente, anzi portante, per un film carino e divertente.

Cotola 7/12/08 19:20 - 8040 commenti

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Uno dei film più sopravvalutati del cinema italiano degli ultimi venticinque anni per una delle coppie (si fa per dire visto che hanno girato insieme un solo film) più sopravvalutate di sempre: come mai questa pellicola abbia avuto un successo così epocale resta per me un mistero. Non dico che sia brutta ma certamente siamo lontani anni luce (ed il mio non è certo un parere soggettivo) dal capolavoro per cui il pubblico ed anche certi critici compiacenti si spellano le mani. Alcuni pezzi sono diventati col passare del tempo veri e propri tormentoni.

Renato 9/12/08 15:04 - 1648 commenti

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Molto divertente. Naturalmente il punto forte è l'alchimia perfetta tra i due comici, e resta il rimpianto di non averli più visti lavorare insieme negli anni successivi...Comunque sia, nonostante un sceneggiatura a tratti un po' confusa, il film resta godibilissimo, ricco di scene che sembrano (sono?) semi-improvvisate e forse proprio per questo ancora più spassose. Da segnalare anche l'ottimo Leonardo di Paolo Bonacelli.
MEMORABILE: Troisi che tenta di intonare "Yesterday" senza ricordare le parole.

Matalo! 9/12/08 15:47 - 1371 commenti

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Mediocre filmetto, che poggia eccessivamente sulle spalle dei due artisti; sembra di vedere i vecchi film con Totò e Peppino, quelli senza sceneggiatura. Si vede sempre volentieri, in quanto i nostri ogni tanto se ne escono con delle trovate divertenti, ma nessuno dei due comici è ai suoi massimi, quindi le loro spalle non sono così forti. E comunque, con tutto l'affetto per Troisi, non sono mai stati al livello dei due capostipiti: altri tempi, uomini più fragili, comicità introflessa, con Benigni che deluse presto le aspettative.

Bruce 17/12/08 10:00 - 1006 commenti

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Benigni e Troisi dirigono ed interpretano il film improvvisando situazioni e trama, affidandosi alle loro doti istrioniche e alla travolgente simpatia ed umanità di uno e dell’altro. Il soggetto è pressoché inesistente, nella seconda parte vi sono anche pause notevoli, eppure tra Mario e Saverio l’alchimia comica funziona eccome. E così si dimenticano le lungaggini e si ricordano i vari momenti topici nei quali si ride di gusto e si ha l’impressione che anche i nostri due se la stiano spassando. Bravi la Sandrelli, "Vitellozzo" e la "Parisina".

Enzus79 11/02/09 17:46 - 2105 commenti

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Un fiorentino e un napoletano sono catapultati involontariamente in una notte del passato ("1400, quasi millecinque"). Quante ne passeranno... Cercheranno di fermare anche Cristoforo Colombo! Coppia affiatatissima (e si vede). Forse il cinema italiano ha avuto poche coppie tanto perfette. Battute una dietro l'altra, e indimenticabili.

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Tarabas 30/05/09 16:11 - 1805 commenti

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Strana coppia di maestro e bidello viaggiano indietro nel tempo per impedire la scoperta dell'America e, quindi, l'infelice fidanzamento della sorella del maestro con un americano. Benigni e Troisi, all'apice della popolarità, si dirigono in un film dalla fama totalmente sproporzionata. Molte gag sono famosissime, in generale se ne può trarre una mezz'ora esilarante, il resto è francamente noioso. Strabordante come sempre Carlo Monni, che però non ci concede nemmeno un endecasillabo. Casellante!

Mtine 29/11/09 22:43 - 224 commenti

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Bello, ma soprattutto azzeccato, duo comico che non cade mai nello scontato e che non perde colpi per tutta la durata del film. Ottime musiche. Ottimi attori, anche se tuttavia la mimica di Troisi e Benigni non sempre colma qualche lacuna nella sceneggiatura, come ad esempio nello sketch di Leonardo, non molto divertente con un Paolo Bonacelli troppo bozzettistico. Tuttavia regia apprezzabile e gag comiche che hanno fatto scuola.
MEMORABILE: La scena del fiorino.

Ilcassiere 11/05/10 13:34 - 284 commenti

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Considerato sopravvalutato da molti, non ci resta che piangere è in realtà una commedia che fa ridere (molto) e non annoia. L'accoppiata Benigni-Troisi funziona alla grande perché i due sono diversissimi e molto bravi a relazionarsi l'uno con l'altro. Il viaggio nel tempo con tutte le conseguenze e gli equivoci che ne conseguono è davvero divertente. Mitico Carlo Monni nei panni del Vitellozzo.
MEMORABILE: Grazie Mario.

Greymouser 13/05/10 12:36 - 1458 commenti

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Il film vive unicamente del mostruoso talento del duo Troisi & Benigni, che riescono a valorizzare oltre ogni misura un soggetto così così, e soprattutto a dar linfa vitale a battute e situazioni che, affidate a comici "normali", farebbero al massimo distrattamente sorridere. Qui invece ci si piega in due, e basti far l'esempio della citazione della lettera di Totò e Peppino, in cui i due riescono quasi ad eguagliare la vis comica della celebre scena. Alla fine resta la malinconia, perchè Massimo non c'è più e resta tutto un'esperienza unica.

Jandileida 12/06/10 10:40 - 1344 commenti

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Uno dei migliori film della commedia italiana anni '80, pieno di trovate veramente divertenti e ben costruite e recitato da una coppia molto affiatata. L'espediente del salto nel tempo non è di per sè originalissimo ma è il modo in cui esso viene sfruttato che rende il film godiblissimo ed a tratti esilarante: il "quasi millecinquecento" nella campagna toscana è lo sfondo perfetto che Benigni e Troisi si sono costruiti attorno per dare sfogo alla loro verve comica. Fantastica la prima parte, un po' più debole la seconda.

Nando 30/06/10 21:05 - 3581 commenti

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Simpatica commedia realizzata da due comici eterogenei ma totalmente a loro agio in questo film. Gag, trovate comiche e gioco delle parti sono gli ingredienti di questa pellicola che ci trasporta nel tempo con brillante garbo. Esilarante l'incontro con Leonardo da Vinci.

Qed 21/08/10 00:48 - 54 commenti

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Eclatante caso in cui, anti-gestalticamente, l'intero è (molto) meno della somma delle parti; ciò riguarda tanto il film quanto gli unici due attori (altri non se ne son visti). L'unico effetto delle risate qua e là indotte è quello di ricordare che sì, chi guarda dovrebbe divertirsi; queste specie di sprazzi nel tedio sono poi di qualità non più che media. L'esperimento di commedia dell'arte su pellicola è insomma confuso e mal riuscito e si attende insofferenti l'arrivo di un epilogo insignificante. Fatica tremenda è decifrare Troisi.

Aal 1/10/10 09:25 - 322 commenti

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Da un soggetto piuttosto esile due grandissimi attori comici riescono a tirar fuori un film perfetto dall'inizio alla fine. Per me è un vero e proprio mito. Giustamente molte scene sono ancora oggi ricordate e le battute del film sono entrate a far parte del nostro quotidiano. Certe sfumature sono difficili da cogliere se non si è toscani e rappresentano quel valore aggiunto che fa di un buon film un capolavoro. Da vedere e rivedere sempre con lo stesso immutato piacere.

Il Dandi 29/03/11 17:41 - 1917 commenti

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Sono anni che intorno a me tutti si sbellicano dalle risa ripetendosi "dove vai? un fiorino!" eccetera. All'inizio credevo che il livello della comicità non mi fosse arrivato per mio limite e che valesse la pena ritentare, ma... niente, proprio resta per me inspiegabile il culto di questo film per me noiosissimo. Aggiungo che ho simpatia per i due protagonisti, ma il loro umorismo non possiede affatto lo specifico cinematografico. Ci fosse stato almeno un vero regista, forse sarebbe stata un'altra cosa.
MEMORABILE: Yesterday...bom-bom-bom-bom-bom

Markus 28/04/11 12:01 - 3439 commenti

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Film sbanca botteghino con due dei comici più in voga in quel periodo, ovverosia Troisi e Benigni i quali, nonostante la mera operazione commerciale, funzionano straordinariamente tanto da farci pensare come mai non abbiano più replicato, ma tant'è. La vicenda è intrigante: mostra la vita di due uomini che dal moderno 1984, magicamente, vengono - senza volerlo - trasbordati nel Medioevo con tutte le peripezie del caso. Qualche citazione da altri film, ma rimane una pellicola molto divertente e intelligente. Esiste una long version per la tv.

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Daniela 13/10/11 10:31 - 10751 commenti

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Sceneggiattura più misera di un canovaccio da commedia dell'arte, con personaggi di carta velina o pretestuosi, che inanella una collana di scenette di ambientazione medievale tutte basate sul paradosso non certo originale del salto temporale, insomma dal punto di vista filmico, un mezzo disastro che però raggiunge lo scopo principale di ogni film comico: far ridere. A sorpresa, funziona l'alchimia fra la comicità estroversa del toscanaccio e quella introversa del napoletano, e questo fa passare in secondo piano la modestia dell'impianto.
MEMORABILE: Alt! Chi siete? Cosa portate? Un fiorino! - Leonardo da Vinci testone (ma si riscatta nel finale)

Mark70 14/10/11 17:19 - 118 commenti

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Due uomini del '900 si trovano catapultati nell'anno millequattrocento... quasi millecinque! Il film è un pretesto per le improvvisazioni di Benigni e Troisi alle prese con lo shock culturale che un salto del genere comporta, ed è la qualità straordinaria delle loro scenette (entrate di diritto nella cultura popolare italiana) a fare la differenza, perché altrimenti il film sarebbe solo un qualsiasi barzelletta-movie dalla trama esilissima. Nonostante tutto un film epocale, anche se non un capolavoro.
MEMORABILE: "Ricordati che devi morire" "Sì... mo' me lo segno"; La lettera al Savonarola; La dogana; Leonardo testone; Vitellozzo...

Piero68 6/03/12 10:17 - 2848 commenti

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Dall'incontro di due geni della comicità italiana non poteva che nascere una delle commedie più divertenti di sempre. Una carrellata di gag esilarantissime, in parte anche improvvisate, mai banali e soprattutto mai volgari. Troisi perde un po' di smalto rispetto ai suoi film precedenti, anche perché deve lasciare lo spazio dovuto a Benigni che intelligentemente asseconda senza strafare (ma resta sempre un mattatore unico nel suo genere). La scelta di autodirigersi non è nuova e sicuramente nasce dall'esigenza di sentirsi liberi di improvvisare sul set.
MEMORABILE: Trosi che insegna il gioco della Scopa a Leonardo, apostrofandolo quando non capisce: "Leonà, ma allora si scem?!"

Saintgifts 28/03/12 19:25 - 4098 commenti

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Non sono riuscito a sbellicarmi dalle risa, forse perché troppo attento alle situazioni e a quello che due uomini (normali) di questo tempo possono riuscire a portare in un passato dove si stanno per scoprire le Indie (l'America). Comunque mi sono divertito, non si può negare che ci siano scene molto gustose. Forse mi ha guastato il divertimento totale la forte impressione di un Benigni all'inseguimento, all'inseguimento di un Troisi molto più spontaneo e a suo agio nel muoversi nelle battute, senza bisogno di strafare per emergere.

Mickes2 12/05/12 21:04 - 1668 commenti

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Piacevole (senza gridare al miracolo, anzi...) commedia costruita su una sceneggiatura diseguale e pretestuosa tenuta insieme con lo sputo, che inanella molte piccole gag (alcune risapute e ridondanti, altre frizzanti e intelligenti) tutte sulle spalle del sornione e introverso Troisi e l’eclettico ed estroverso Benigni. Tempi comici praticamente inesistenti o imbolsiti in quanto non si ride mai di gusto, ma piuttosto si sorride solamente a denti stretti. A tratti si rasenta la noia. Sopravvalutato e fondamentalmente per i fan del duo. **|

Neapolis 20/02/13 17:59 - 179 commenti

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Al momento dell'uscita del film nessuno avrebbe scommesso una lira sul successo di questa strana accoppiata; invece in seguito il film è diventato un vero e proprio cult grazie alla bravura di Massimo e Roberto, che sono riusciti a creare un connubio perfetto tra la mentalità toscana e quella napoletana. Alcuni passaggi sono memorabili: la lettera a Savonarola, Troisi che corteggia la damigella cantando "Yesterday", Troisi che insegna la scopa a Leonardo ma sopratutto il "Chi siete? Cosa fate? Dove andate? Un fiorino" al passaggio alla dogana.

Rambo90 5/06/14 00:43 - 6858 commenti

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Un fiume ininterrotto di battute e sketch divertenti, dove a funzionare non è tanto la trama (comunque a suo modo originale) ma il perfetto affiatamento fra Troisi e Benigni, due mostri sacri della commedia italiana, che interagiscono (e si divertono) alla grande regalando risate assicurate anche con i momenti più blandi. Bravo anche Bonacelli, indimenticabili il Vitellozzo di Monni e la lettera a Savonarola. Un classico.

Stelio 4/07/14 06:10 - 384 commenti

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Sopravvalutata commedia interpretata in modo istrionico dai due protagonisti, sullo sfondo di un'idea simpatica ma sceneggiata in modo orribile e con attori comprimari davvero deludenti. Qualche passo si fa apprezzare, ma il film è mediocre.

Vitgar 21/08/14 10:49 - 586 commenti

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Gradevolissima commedia solo apparentemente disimpegnata (notevoli messaggi vengono inviati allo spettatore). Lo scopo di fermare Cristoforo Colombo affinché non parta per le Americhe ha un suo inequivocabile significato. Sul perfetto mix tra l'arguzia toscana di Benigni e l'indolenza partenopea del grande Troisi c'è poco da dire... è irresistibile. Battute gradevoli, situazioni paradossali ben congegnate (Leonardo che non capisce le regole del gioco delle carte). Un cult della commedia italiana.
MEMORABILE: Sì, ma quanti siete... un fiorino!

Furetto60 17/06/15 18:24 - 1129 commenti

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Gran successo di pubblico all’uscita che ampliò la popolarità dei protagonisti, il tutto nonostante i limiti dell’opera. Infatti la vicenda si snoda passando attraverso scenette che servono ai due a proporre e riproporre il proprio repertorio e attingere a quello altrui (tra cui il pezzo della lettera, made in Totò e Peppino). Ne risulta un film con vari momenti simpatici ma privo di unitarietà, con frequenti cali di ritmo e soprattutto con una pecca: un’idea originale solo nella partenza.

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Paulaster 26/06/15 17:42 - 3304 commenti

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Per uno schema narrante che si basa sulla contrapposizione di epoche, la scelta di due comicità di estrazione opposta funziona. Benigni ha meno spunti ma sembra più quello in grado di sostenere la sceneggiatura, Troisi ha maggiore vis comica e capacità di adattamento. Ambientazioni in spazi ristretti che lasciano il sapore di essere precipitati nel “quasi millecinque” e presenza di Monni e Bonacelli per dare qualche sfumatura in più.
MEMORABILE: La scrittura della lettera al Savonarola, che richiama Totò e Peppino.

Il ferrini 22/11/15 11:18 - 1899 commenti

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Visto decine di volte, compresa la versione restaurata al cinema 30 anni dopo. L'alchimia Benigni-Troisi è talmente devastante che viene lecito chiedersi perché non sia stata sfruttata di più; ogni frase, ogni gesto di questo film è ormai nella Storia, nella cultura popolare italiana. Indimenticabile la tenera Lidia Venturini che l'anno dopo Citti affiancherà a Villaggio in Amore cieco. Ho avuto la fortuna di parlare direttamente con Carlo Monni di questo film e me ne ha confermato l'altissima percentuale d'improvvisazione. Imperdibile.
MEMORABILE: "Ricordati che devi morire"; La lettera a Savonarola; "Un fiorino!"; L'invenzione dello sciacquone; Leonardo.

Maxspur 30/01/16 15:41 - 85 commenti

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Divertirsi e far divertire, obbiettivo dichiarato e raggiunto dall’irresistibile coppia, tanto da far apparire come superfluo l'impiego di specialisti di prim'ordine come il direttore della fotografia Giuseppe Rotunno, il compositore Pino Donaggio e Nino Baragli al montaggio. I momenti meno riusciti (la parte finale) tolgono poco o nulla al resto del film, che basta e avanza per farne un “cult” comico tutto italiano. Titoli di testa discutibili.

Parsifal68 30/07/16 00:22 - 607 commenti

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Non un capolavoro, bisogna ammetterlo. E, da amante di Massimo, devo riconoscere che per lui è stato decisamente un passo falso. C'è chi ha riso e anche di gusto, a me è parso un insieme di scenette messe insieme come pretesto per far gigioneggiare i due protagonisti, ma che non sono poi un granché. Qualche spunto è riuscito, qualcun altro no, soprattutto non convince la mal assortita coppia toscano-napoletana.
MEMORABILE: Il brutto remake della scena della lettera; La scena del "fiorino"; La partita a carte con Leonardo.

Pessoa 18/01/17 21:25 - 1684 commenti

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Bella commedia in costume per il duo Benigni/Troisi il cui successo ha avuto una larghissima eco fino ai giorni nostri. Sicuramente intramontabile per la presenza di due grandissimi attori (ma ai punti vince il garbo ingenuo del napoletano), alcuni azzeccati caratteristi (Monni, Bonacelli, la Venturini) e una ricostruzione storica piuttosto attenta. Certo i critici di mestiere troveranno buchi nella sceneggiatura, situazioni un po' forzate e momenti di stanca. Esattamente quello che più di mezzo secolo fa trovavano nei film di Totò e Peppino..
MEMORABILE: Troisi che si vergogna a indossare gli abiti aderenti: "Me mett shcuorn..."

Jdelarge 15/12/17 00:33 - 915 commenti

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Bello per l’atmosfera che riesce a creare e per la genuinità che Benigni e Troisi regalano con la loro recitazione. L’idea, nella sua essenzialità, poteva portare (quantitativamente e qualitativamente) a situazioni più comiche, ma la scelta registica è quella di puntare su un tipo di comicità moderata e mai sopra le righe. Il risultato è un film riuscito, poetico a tratti, ma che, a volte, sembra quasi "smarrito" e privo di un preciso fine, come testimonia lo strano finale.

Alex75 27/12/17 13:27 - 737 commenti

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Commedia dal facile spunto in cui certo non si piange ma si ride poco (e quasi esclusivamente grazie a Troisi, meno fruibile ma più arguto e profondo dell’esuberante compagno) e solo la struttura a sketch (peraltro, a volte, copiati e peggiorati) evita lo sbadiglio. Nella pochezza generale, a tratti imbarazzante per la regia inesistente e la recitazione agghiacciante del comparto femminile (Sandrelli e Peynado), gli unici sprazzi di grandezza vengono da Bonacelli.
MEMORABILE: "Ricordati che devi morire"; "Mo’ me lo segno"; Troisi cerca di cantare "Yesterday"; Leonardo.

Taxius 19/02/19 12:13 - 1651 commenti

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Due amici e colleghi durante una gita discutono su come uno dovrebbe fidanzarsi con la sorella depressa dell'altro quando, all'improvviso, si ritrovano catapultati nel lontano 1492. Scritto, diretto e interpretato dalla coppia Benigni/Troisi, è un film semplice ma anche divertentissimo; indimenticabile la scena del "Chi siete, cosa fate,... un fiorino!", giustamente entrata nella storia del cinema italiano. Da vedere e rivedere.

Gabrius79 29/07/19 21:44 - 1273 commenti

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Pellicola decisamente sopravvalutata a cui vanno riconsciuti comunque alcuni sketch diventati di culto (su tutti la gag del fiorino). Per il resto troviamo la coppia Benigni-Troisi che funziona a corrente alternata e che porta a casa il proprio compito senza particolari colpi d'ala. Anche il cast di contorno non lascia più di tanto il segno. La regia è un po' arrabattata e in altre mani forse avrebbe potuto rendere di più. Si sorride.

Disorder 30/12/19 20:53 - 1414 commenti

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Difficile capire lo status di cult affibbiato negli anni a questo film. Ok, qualche scena divertente c'è, ma in termini di qualità e risate pare davvero inferiore alle altre pellicole di Benigni e Troisi dello stesso periodo. In film come Il piccolo diavolo o Il mostro, ad esempio, la mancanza di regia e ritmo erano compensate dalla grande quantità di gag; qui invece le battute sono troppo rarefatte e si cade spesso nella noia. Nel complesso solo mediocre.

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Anthonyvm 4/01/20 19:21 - 3106 commenti

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Se mai occorresse una prova concreta per dimostrare che un film, specie una commedia, non necessita di una struttura narrativa solida per raggiungere i propri obiettivi, questo classico sarebbe un ottimo candidato. Una sequela di sketch anarchicamente assemblati, spesso decontestualizzati e casuali, ma resi indimenticabili dall'accoppiata mostruosa Troisi-Benigni, spontanea e affiatata, in grado di strappare risate sincere anche quando le gag appaiono improvvisate o persino indecifrabili. Un'opera irripetibile e memorabile, da (ri)vedere.
MEMORABILE: Il risveglio alla locanda; L'esilarante lettera al Savonarola; La dogana; Il simposio con Da Vinci ("Ma 9 x 9 farà 81?"); Il finale a sorpresa.

Didda23 7/01/20 14:23 - 2324 commenti

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Un film assurto a cult per intere generazioni ma che lascia freddini. La serie di situazioni comiche è attaccata alla bell'e meglio senza una regia di livello che sappia valorizzare l'arte comica della coppia. Qualche situazione strappa pure un sorriso (Troisi che cerca di intonare "Yesterday"), altre sono poco brillanti e tirate troppo per le lunghe (la lettera a Savonarola). Comprimari di livello (Monni su tutti) e cast femminile alquanto discutibile. I costumi appesantiscono di molto la visione che già presenta elementi di poco interesse.
MEMORABILE: La stradina imboccata nei pressi del passaggio a livello; La dogana; L'incontro con Leonardo.

Zampanò 1/01/21 18:25 - 354 commenti

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Classico è quel film che continua a parlare nel tempo, anche perché non ha esaurito le cose da dire. Benigni-Troisi è coppia agli antipodi per stile, biografia, linguaggio, persino finalità, che qui ama fondersi in un'unica macchina d'intelligenza comica con due voci e mille gesti. Sugli scudi, urlante, Carlo Monni. Deliziosa la Venturini, saccarina la Sandrelli. Disorganico ma perfetto in ogni scena, persino nelle sbavature, mosso ora dall'indolenza geniale del napoletano, ora dalla poesia pratica del toscano. Un surreale vulcano che dall'84 non smette di lanciare risate in cielo.
MEMORABILE: Il predicatore a Mario: "Ricordati che devi morire!"; La lettera a Savonarola; Le donne in chiesa; La dogana sui Pirenei.

Leodol2002 27/03/21 23:42 - 38 commenti

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Film di metà anni '80 con protagonista la coppia Benigni-Troisi. Il film risulta molto lento nella parte iniziale e tende a risultare inutilmente dispersivo e noioso; c'è di buono che le location sono state scelte con cura o comunque ben adattate al tempo in cui la vicenda è ambientata (1492). E' scorrevole l'intreccio che si sviluppa con il viaggio dal borgo toscano alla Spagna, dove i nostri vogliono indirizzare Colombo verso le Americhe. La recitazione di Benigni e Troisi è sufficiente ma si poteva fare, nel complesso, molto di più. Decisamente deludente rispetto alle aspettative.

Teopanda 28/03/21 00:12 - 77 commenti

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Forse il cult più sopravvalutato della storia cinematografica italiana, caratterizzato da un avvio esageratamente lento che dura fino a 2/3 della pellicola. Bene invece l’ultima parte. La parte migliore sono senza dubbio le interpretazioni di Benigni e Troisi, non aiutati dal resto del cast (terribilmente anonimo) che purtroppo non riescono sempre a strappare un sorriso. Sceneggiatura semplice e lacunosa, che non permette di sfruttare al meglio i buoni spunti. Un buon film nel complesso, ma lontano dal capolavoro tanto decantato.
MEMORABILE: La scena dei fiorini.

Gordon 28/03/21 11:39 - 223 commenti

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Pellicola in controtendenza rispetto al godereccio stile anni '80 e oramai divenuta un cult. Il merito va in gran parte all'ottima coppia Benigni-Troisi, i quali si completano mirabilmente. A dire il vero le occasioni in cui si ride di gusto non sono poi molte, ma ciò che convince sono le atmosfere fiabesche dovute alle musiche, ai costumi e anche alle scenografie un po' scadenti. Il duo funziona anche in regia (molto scorrevole) e i comprimari si dimostrano all'altezza, così come il finale.
MEMORABILE: Il prete di Frittole e Troisi; Alla dogana; Benigni e Troisi presunti inventori in visita a un particolarmente rintronato Leonardo da Vinci.

Giacomovie 24/07/21 18:18 - 1368 commenti

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Saverio e Mario si ritrovano catapultati nel 1492 e cercano di adattarsi al nuovo-vecchio contesto di vita. La prima parte è spumeggiante, divertente e fantasiosa, ma il film va verso la conclusione in modo poco convincente, perdendo parte dei connotati di memorabile commedia surreale. Rimangono però certe sequenze celebri e l'affiatamento del duo Benigni - Troisi che in parte giustificano la fama di pellicola cult.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 24/12/19 12:30
    Consigliere - 14326 interventi
    Zender ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Rivisto ancora stasera, il mio giudizio non cambia anzi... lo trovo un film sopravvalutato in tutto, con mediocri battute e di cui molte riciclate, con situazioni comiche in cui non si ride per nulla, tirato oltremodo per le lunghe, dove anche la verve comica di Troisi e Benigni viene di continuo frenata, per via di una sceneggiatura con poco ritmo. L'unico momento che posso salvare e l'incontro con Leonardo Da Vinci, per il resto per me rimane un filmetto qualunque. Inoltre leggendo i giudizi fin qui scritti, quello di Buono mi sembra perfettamente in linea con il mio pensiero.

    Difatti continuo a non capirne il successo.
    p.s. Notevole la chiusura de Il Gobbo.

    Io la trovo del tutto campata in aria: la posterità è affidata alle centinaia di citazioni del film che si trovano ovunque nel web, in tv, in altri film che citano e ricitano, nei discorsi della gente.... Naturalmente può non piacere, ma che sia nel complesso uno dei più omaggiati, copiati, citati film italiani degli ultimi quarant'anni mi pare fuori discussione. Si pensi solo a quante volte ho letto per l'ultimo "Yesterday" la citazione al film.


    Difatti noi (Io, Gobbo, Ruber) siamo in netta minoranza (anche se pure nei duemmezzo leggo perplessità sugli osanna). Ma essere in minoranza non vuol certo dire non potere dire la propria...
  • Discussione Ruber • 24/12/19 13:01
    Compilatore d’emergenza - 9077 interventi
    Difatti noi (Io, Gobbo, Ruber) siamo in netta minoranza (anche se pure nei duemmezzo leggo perplessità sugli osanna). Ma essere in minoranza non vuol certo dire non potere dire la propria...

    Si concordo, anche nei due e mezzo ci sono perplessità nei commenti, il film a mio giudizio non è invecchiato bene, non lo trasmettono molto in tv, e non fa ascolti chissàche... secondo buona parte della fama di cui gode ( ho a goduto?) e frutto di frasi fatte e alcune citazioni ( il “ricordati che devi morire”) rimaste nella memoria delle persone. Credo che molti di quelli che allora gli diedero giudizi da film cult oggi se lo rivedrebbero potrebbero rivedere i loro giudizi. Associo questo film ad un altro pseudo cult “Attila flagello di Dio” ma se devo scegliere uno che mi diverte scelgo quello di Abatantuono, per lo meno c’è una regia di Vanzina valida e una sceneggiatura che se anche latente, ha dei buoni momenti comici è certamente molto più ritmo di quello del duo Troisi/Benigni.
  • Discussione Redeyes • 24/12/19 14:43
    Formatore stagisti - 884 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Difatti noi (Io, Gobbo, Ruber) siamo in netta minoranza (anche se pure nei duemmezzo leggo perplessità sugli osanna). Ma essere in minoranza non vuol certo dire non potere dire la propria...

    Si concordo, anche nei due e mezzo ci sono perplessità nei commenti, il film a mio giudizio non è invecchiato bene, non lo trasmettono molto in tv, e non fa ascolti chissàche... secondo buona parte della fama di cui gode ( ho a goduto?) e frutto di frasi fatte e alcune citazioni ( il “ricordati che devi morire”) rimaste nella memoria delle persone. Credo che molti di quelli che allora gli diedero giudizi da film cult oggi se lo rivedrebbero potrebbero rivedere i loro giudizi. Associo questo film ad un altro pseudo cult “Attila flagello di Dio” ma se devo scegliere uno che mi diverte scelgo quello di Abatantuono, per lo meno c’è una regia di Vanzina valida e una sceneggiatura che se anche latente, ha dei buoni momenti comici è certamente molto più ritmo di quello del duo Troisi/Benigni.

    Non so se mi lascia più basito la considerazione sull'invecchiamento della pellicola che potrebbe-dovrebbe portare a rivalutare i giudizi positivi o il parallelismo con un' Attila vincente.
    Ultima modifica: 24/12/19 14:44 da Redeyes
  • Discussione B. Legnani • 24/12/19 15:32
    Consigliere - 14326 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Associo questo film ad un altro pseudo cult “Attila flagello di Dio” ma se devo scegliere uno che mi diverte scelgo quello di Abatantuono, per lo meno c’è una regia di Vanzina valida e una sceneggiatura che se anche latente, ha dei buoni momenti comici è certamente molto più ritmo di quello del duo Troisi/Benigni.

    Qui,invece, non ti seguo. Attila è terribile. Non si sorride manco per sbaglio.
    Ultima modifica: 24/12/19 15:32 da B. Legnani
  • Discussione Zender • 24/12/19 16:08
    Consigliere - 44897 interventi
    Mi pare di non aver mai detto non qui ma in vita mia che qui non si possa dire la propria, esattamente come io dico la mia. Dicevo solo che dire che si consegni alla posterità il film per una pubblicità con Leonardo è cosa ampiamente smentita dai fatti nel senso che la posterità gli è garantita da tutt'altro e cioè da quello che dicevo nel post. Ovviamente adoro anche Attila ma qui non c'entra nulla. Se però a te, Buono, Troisi non fa ridere, capisco bene che possa non piacerti il film. Non c'è niente di male, va da sé.
  • Discussione Ruber • 24/12/19 18:07
    Compilatore d’emergenza - 9077 interventi
    Buono preferisco vedermi dieci volte Attila, che si è vero anche lui fa difficoltà a far, ridere se non per qualche ridanciano momento di Abatantuono, ma certamente il film di Vanzina era tutto sulle spalle dell attore milanese, mentre il
    Secondo si avvaleva di due super signori dello spettacolo e del cinema che avevano già fatto bene in precedenti esperienze e avevano esperienza tale per realizzare un film ben più divertente e meno sonnacchioso. Che poi Attila sia in parte tremendo ne concordo in pieno. Ho fatto questo parallelo perché sono a detta di molti ( non per me) due film cosiddetti, cult della commedia italiana.
  • Discussione B. Legnani • 25/12/19 18:18
    Consigliere - 14326 interventi
    Zender ebbe a dire:

    Naturalmente può non piacere, ma che sia nel complesso uno dei più omaggiati, copiati, citati film italiani degli ultimi quarant'anni mi pare fuori discussione. Si pensi solo a quante volte ho letto per l'ultimo "Yesterday" la citazione al film.


    Ma difatti nessuno nega, ci mancherebbe altro, l'enorme successo ottenuto.
    Il fatto che io ne sia stupito, in quanto lo ritengo spropositato, non mette minimamente in discussione che ci sia stato. Anzi: lo conferma.
  • Discussione Zender • 26/12/19 08:51
    Consigliere - 44897 interventi
    Temo si stia persistendo nell'equivoco. Il mio rilievo si riferiva unicamente alla frase del Gobbo riferita alla posterità del film confinata a una pubblicità che nemmeno ormai si ricorda, non certo alla tua (o sua o di altri) valutazione del film.
  • Discussione B. Legnani • 26/12/19 09:18
    Consigliere - 14326 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Temo si stia persistendo nell'equivoco. Il mio rilievo si riferiva unicamente alla frase del Gobbo riferita alla posterità del film confinata a una pubblicità che nemmeno ormai si ricorda, non certo alla tua (o sua o di altri) valutazione del film.


    Zender, l'equivoco è ancora più a monte. Io avevo scritto "Notevole la chiusura de Il Gobbo" ("Titolo che mantiene la promessa"), non la frase precedente, relativa alla posterità.
    Difatti non capivo la tua risposta.
    Ultima modifica: 26/12/19 09:20 da B. Legnani
  • Discussione Zender • 26/12/19 10:19
    Consigliere - 44897 interventi
    Ok, io avevo compreso nella chiusura anche la frase precedente, però mi pareva di averlo spiegato parlando subito di "posterità" :) Evidentemente senza la necessaria chiarezza.
    Ultima modifica: 26/12/19 10:20 da Zender