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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/10/21 DAL BENEMERITO MYVINCENT
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Myvincent 30/10/21 09:05 - 2987 commenti

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Coniugare umorismo coi temi drammatici della guerra non è impresa facile, fatta eccezione per qualche illuminata produzione USA. E non riesce puntualmente nemmeno a quest'opera-fiume, ingombrante a dir poco, di Mainetti, in cui, francamente, ridere della parlata romanesca "contemporanea" sopra agli orrori dello sterminio ebraico appare forzoso. Un film pretenzioso che non va bene né per gli adulti né per un pubblico di ragazzini, con tanti effetti mirabolanti ma ben poca sostanza, spalmata su una storia pure prevedibile. Insomma, davvero tanto rumore per nulla.

Vice 31/10/21 13:31 - 29 commenti

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Meno riuscito del precedente Jeeg, che presentava personaggi più complessi e approfonditi, questo "Freaks out" rimane però un film unico e una gemma del cinema italiano contemporaneo: prodotto con "soli" 12 milioni di euro, il film raggiunge il livello dei migliori cinecomics statunitensi. L'incipit è perfetto, giocato tra La strada felliniana e omaggi neorealisti, poi più va avanti più la patina realista diventa artefatta e la fantasia del regista esplode, certo con alcune farraginosità, donandoci un film cui vale pena la visione. Bravi Mazzotta e Rogowski, sprecato Santamaria.
MEMORABILE: Le suonate pop e le visioni di Rogowski.

Reeves 1/11/21 12:43 - 751 commenti

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Grande esempio di cinema che non si accontenta di raccontare drammi personali esistenziali, ma osa e inonda lo spettatore di visioni, di stimoli, non fermandosi di fronte a niente. Era dai tempi di La vita è bella che non si trovava una storia capace di raccontare con umorismo una storia tremenda come l'Olocausto, vera vergogna del 900. Gabriele Mainetti ci riesce, con un film eccentrico rispetto al panorama nazionale.

Pinhead80 2/11/21 20:22 - 4169 commenti

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Dopo qualche anno di attesa Gabriele Mainetti torna alla regia confermando di essere una delle grandi speranze del cinema italiano. La cura per i particolari, a cominciare dagli effetti speciali, rende questo film un'opera visionaria e gigantesca che spazia tra vari generi cinematografici fino a ridefinire lo stesso concetto di genere. Il regista consegna alla storia dei personaggi meravigliosi e un villain (Franz Rogowski) superlativo. Unico neo è il finale un po' confusionario e tirato eccessivamente per le lunghe, che incrementa il minutaggio. Ottimo.
MEMORABILE: Le pazzesche torture di Franz; Le musiche suonate al pianoforte; I numeri dei freaks.

Rambo90 3/11/21 00:46 - 6911 commenti

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Un bell'action fantasy all'italiana, girato molto bene e che non ha nulla da invidare alle produzioni hollywoodiane. C'è una certa atmosfera da X-Men tra i personaggi di questo film, ma Mainetti riesce a innestare nella trama una poesia tutta italiana per stemperare ogni momento con battute ciniche o improvvisi squarci d'amore. Il cast funziona molto bene, soprattutto la Giovinazzo e un Tirabassi dimesso ma ottimo. C'è qualche momento fuori fuoco, qualche minuto di troppo, ma l'obiettivo di creare un'epopea di genere in Italia come non se ne vedono ormai spesso è raggiunto.

Rebis 5/11/21 18:17 - 2157 commenti

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Abbiamo già visto tutto: il circo come riserva indiana, il mostro fuori bello dentro, i supereroi dai super problemi, i nazisti su cui è lecito scatenare ogni forma di violenza. L'architrave del film è il Mago di Oz. E infatti il film scorre via liscio che è un piacere, fino al finale incendiario che ricorda un'allucinazione giapponese post atomica. La vera sorpresa però è che non ci si affeziona mai ai personaggi, per quanto scatenati e divertenti, e lo spettacolo è talmente ben scritto e confezionato che quasi si rimpiange il ruvido e spontaneo cameratismo di Jeeg Robot.
MEMORABILE: La rivelazione sul passato di Matilde.

Thedude94 7/11/21 12:10 - 746 commenti

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Mainetti realizza il film italiano supereroistico classico che il pubblico meritava di vedere, rimanendo su stereotipi tipici del genere arricchendolo con situazioni reali accadute nel nostro paese e con tematiche molto sensibili. Il cast è azzeccatissimo, ben coordinato e diretto, così come sono ottimamente realizzate le scenografie e tutte le scene d'azione e di battaglia. Si vede che il budget è molto alto per un film del nostro paese, ma questo non ha scalfito troppo l'autenticità e la semplicità (in senso buono) di una brillante sceneggiatura. Speriamo che si continui così.

Bubobubo 11/11/21 23:23 - 1545 commenti

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Ammain(ett)ate le bandiere, l'Urbe occupata dagli incalliti cattivi (para-)nazisti si trasforma in tendone da circo: ogni riferimento a fatti puramente inverosimili è pervicacemente voluto e orgogliosamente rivendicato, sparato dalla bocca di un cannone fumante nel tritatutto di un action movie glocal che eutrofizza in ambizione (e carineria citazionista) quello che drammaticamente fa sfiorire in personalità. Sicuramente troppo lungo, ma fosse quello il problema: tra svasi retorici, ammiccamenti pop e trebisonde amorose persino il metagenere va in iperglicemia e si fa inconsistente.
MEMORABILE: In meglio: il personaggio del tenero nano erotomane Mario (Martini); In peggio: tutti i retorici ammiccamenti filostatunitensi.

Nick franc 12/11/21 01:33 - 147 commenti

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Alla prova seconda Mainetti alza l'asticella delle ambizioni ma il risultato finale non è quello sperato. Dopo l'ottimo incipit felliniano il film si perde tra la ricerca del poetico a tutti i costi, inspiegabili cadute di gusto (Mario che si masturba, l'amplesso tra Fulvio e la donna scimmia), citazioni assortite e anacronismi (il cellulare). A favore del film va l'ottima cura di fotografia e scenografia. Tra gli attori decisamente convincenti Giovinazzo e Rogowski, deludente Castellitto. La battaglia finale rialza un po' il livello, ma siamo di fronte a un'occasione mancata.
MEMORABILE: La presentazione dei personaggi in stile felliniano; Le esibizioni al piano; La fuga con il cannone.

Gabigol 18/11/21 07:42 - 453 commenti

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Il secondo lavoro di Mainetti, rispetto al più umile esordio, mostra immediatamente i muscoli: fotografia, scenografie e comparto registico di alto livello. La storia di quattro individui straordinari viene innestata al tempo della Seconda guerra mondiale, tra rastrellamenti e rigurgiti di resistenza. Purtroppo la sceneggiatura si mostra molto basilare; la stessa scrittura dei personaggi - con le felici eccezioni dei personaggi della Giovinazzo e di Rogowski - non si rivela folgorante rispetto alle pur interessanti premesse. Rimane cinema con personalità, al netto di qualche difetto.
MEMORABILE: L'incipit circense; La visione lisergica di Rogowski; L'esordio claudicante della resistenza; Lo sciame nel treno; Il potere liberato al termine.

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Cotola 23/11/21 23:51 - 8095 commenti

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Baracconata à la Marvel, dalle parti degli X-men. Perché? Ce n'era proprio bisogno? Ma il problema non è certo la derivatività. Troppo lungo, con una storiellina minimale, dall'ambientazione spaziale e temporale gratuita - perché i nazisti? E gli ebrei? Mah! - diluita in ben 140 minuti. Non mancano anche le cadute di gusto, e l'umorismo è rancido. Infine, ma non meno importante, l'affezione ai personaggi è pari allo zero, tranne un po' per Matilde. La confezione si salva, ma con tutti i soldi spesi è il minimo. Chi non ama il genere, può passare oltre.
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