Feisbum

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2009
Genere: commedia (colore)
Regia: [+e] Vari
Note: E non "Faceboom" o "Feisboom". Instant-movie ispirato al fenomeno "Facebook". Registi: Alessandro Capone, Dino Giarrusso, Laura Luchetti, Mauro Mancini, Serafino Murri, Giancarlo Rolandi, Emanuele Sana. Episodi: "Finché morte non ci separi", "Siempre", "Manuel è a Mogadiscio" "Maledetto tag", "The addiction", "Jessica e Nicola", "Questo è il problema", "Indian dream", "Default", "Gaymers", "Angelo azzurro reloaded", "La rivincita", "L'arte di arrangiarsi".
Papiro: elettronico

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

11 episodi di durata variabile (tre di essi poco più che barzellette) riuniti dal tema del più diffuso social network. Perché si scrive Feisbum ma si legge Facebook, naturalmente, una vera e propria mania dilagante la cui portata a dire il vero pochi degli episodi riescono a cogliere. La gran parte sono solo una variante poco fantasiosa sul tema della falsa identità, già analizzato marginalmente in molti altri film. Per cui preparatevi a bruttine che si fingono bellezze esotiche, nerd sfigatelli che piazzano al posto della propria la foto di un surfista australiano e via dicendo. E’ ad esempio il caso di SIEMPRE, primo debole episodio col solito incontro tra ragazzetti ansiosi di conoscersi e di scoprire l’amore “a prima vista”....Leggi tutto Meglio allora MANUEL E’ A MOGADISCIO, in cui un tipo (Andrea Sartoretti) dall’aria bizzarra finge di vivere in Somalia con non troppo ovvi secondi fini. Simpatico il cinico protagonista, piuttosto ben scritto nonché diretto onorevolmente l’episodio. In MALEDETTO TAG fa la sua comparsa l’ex eroe del primo “Grande Fratello” Pietro Taricone, ma non è lui al centro della storia. Lui si rende solo responsabile di un disastro “taggando” le foto osé di un suo amico che deve sposarsi l’indomani. Recitato sopra le righe, scritto senza gran voglia, non è sicuramente tra i momenti da ricordare. Passato il brevissimo THE ADDICTION (gli rubano in casa ma il ladro si appassiona a “Feisbum” e si distrae dal suo “lavoro”), si passa al tedioso JESSICA E NICOLA, dove un uomo e una donna dagli evidenti problemi di salute (fisica e mentale) chattano eccitandosi mentre se ne stanno svestiti o in vestaglia in condizioni sessualmente ben poco stimolanti. Di nuovo un minibreak con QUESTO E’ IL PROBLEMA (un attore che recita l’Amleto per una pubblicità) e finalmente il primo vero sforzo registico con INDIAN DREAM, dove il montaggio e le musiche, unite a una recitazione spontanea e divertita, dà la sferza a un film che stava precipitando nell’anonimato e nell’inutile più assoluto. Il protagonista è qui un meccanico che conosce via Feisbum una ragazza grassottella che piazza come foto il ventre di un’attraente danzatrice indiana. Entrambi sognano sulle foto del rispettivo amico di chat, e gli sprazzi visionari del regista si sposano bene ai ritmi sincopati imposti da un montaggio intelligente. Finale che delude, ma poco conta. E’ però con DEFAULT che ci troviamo alle prese con le vere paranoie da social network: il disadattato che finisce nella trappola di una misteriosa ragazza che gli propone lo scambio di mille amicizie rappresenta bene la follia di un mondo legato a valori assurdi. L’episodio è quasi muto come lo è nella realtà il contatto via internet, con inquadrature che passano dalle strisce di testo al volto tesissimo del giovane quando capisce che sta perdendo progressivamente i suoi “preziosissimi” friends. La chiusura è con due episodi che lambiscono solo marginalmente il mondo di Facebook e potrebbero vivere anche in film relativi a tutt’altro argomento: GAYMERS mette in scena le paturnie di uno stilista omosessuale che tenta di avvicinare un bel modello improvvisato. Niente di nuovo, ma se non altro la regia è vispa e l’episodio tiene fino in fondo, recitato piuttosto bene (ci sono anche Caterina Guzzanti e l’ex miss Italia Francesca Chillemi) e scritto decentemente. ANGELO AZZURRO RELOADED è invece la storia di un utente ormai avanti con gli anni che s’incontra con una provocante amante del bondage: lo trascinerà nella spirale del vizio ma a dire il vero della cosa frega niente a nessuno. Chiusura poco gloriosa per un film che nella seconda parte comunque recupera molto del terreno perduto all’inizio. Nel complesso come instant-movie fallisce l’obiettivo di addentrarsi con competenza in un mondo molto più articolato di quanto qui non appaia. Il rapporto degli autori nei confronti del fenomeno è superficiale: pare non si rendano conto della rivoluzione attuata dal network, che non è semplicemente una chat come tante. Facebook appare solo come un pretesto insomma, o poco più, un giochino da lasciare spesso come sfondo né più né meno che in molti altri film (la "bellezza" indiana via web l’avevamo già vista in YES MAN con Carrey, per dirne una). Comunque, salvo poche sciagurate parentesi, non ci si annoia ed è già molto. Innocuo, evanescente, povero, ma non peggio di molti altri. L’ultimo episodio, LA RIVINCITA, arriva quando i titoli di coda già scorrono, e resta da divertito monito agli utenti di Face...bum: attenti a chi vi salta fuori dal passato, potrebbe finire come in TERROR TRAIN!
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/10/09 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/10/09
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Markus 17/10/09 09:47 - 3501 commenti

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Feisbum (ovviamente Facebook) è la molla scatenante per la rappresentazione di 11 episodi o per meglio dire di cortometraggi riuniti, visto che i registi e gran parte degli attori sono sconosciuti. Qualche volto noto come Taricone, ma è evidente il limite. Debbo dire che le premesse sin dal titolo per un bel filmone trash c'erano tutte, in realtà non è propriamente così: il film ha senz'altro una sua dignità artistica e il titolo non gli rende giustizia e non gli ha portato nemmeno bene, visto che al cinema è stato un flop clamoroso.

Galbo 19/10/09 07:18 - 11852 commenti

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Cavalcando la moda del famosissimo social network Facebook, ecco un film che si inserisce nel fortunatissimo filone delle opere ad episodi che hanno fatto a lungo la fortuna del cinema italiano. Si tratta tuttavia di un'occasione perduta perchè del fenomeno Facebook ci si occupa solo superficialmente occupandosi degli aspetti più caricaturali (ovvero le simulazioni di identità) e non si sfruttano a dovere le potenzialità del soggetto.

Brainiac 22/10/09 09:24 - 1083 commenti

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Vere e proprie nefandezze si alternano a spunti pregevoli. Quasi tutti gli episodi difettano nel finale, tranne "Manuel è a Mogadiscio" (l'unico a richiamare le spietate chiusure de I mostri, ma con un ceffo troppo sopra le righe). Leggerino ma ben caratterizzato l'incipit "Siempre". Notevole "Angelo azzurro", che fa di alcuni divertenti dialoghi il suo punto di forza (la disputa sul trash). Sarà che non sono stato contagiato dal virus, ma non comprendo le ansie di "Default", che pure è ben diretto. E ora, dopo Feisbum, ci sarà il film su... Twister?
MEMORABILE: "Chi, ed in quale film, dice: se questo nun è un coccodrillo che scorreggia, è un motoscafo che s'avvicina?".

Tarabas 7/12/10 16:34 - 1843 commenti

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Nuovissimi vecchi mostri via internet. Instant movie di cortissimo respiro, che banalizza il fenomeno FB senza riuscire né a renderne il lato grottesco, né quello ridicolo. Un solo episodio notevole, col cassiere del supermercato che si finge ingegnere spagnolo a Mogadiscio. Non malissimo nemmeno quello sul paranoico che vive per accumulare "amici". Però lascia il tempo che trova e l'operazione ha l'aria di una roba tirata via senza molto impegno. In un episodio si vede il compianto Pietro Taricone.

Il Dandi 18/07/10 00:46 - 1917 commenti

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Più che sfruttare in tempo utile la novità del fenomeno facebook (rispetto al quale la satira mi ha soddisfatto relativamente, mostrando le idee chiare solo nel segmento del professore di cinema), il merito del film è soprattutto quello di riproporre un genere di cui si sentiva la mancanza: quello della commedia a episodi. Durata dei segmenti variabile e qualità altrettanto eterogenea. Nell'insieme comunque non male. Sartoretti (visto nelle serie Boris e Romanzo criminale) è una rivelazione.
MEMORABILE: Il sesso virtuale di "Jessica e Nicola", con lui che tortura meccanicamente il mouse del pc.

Stefania 22/08/10 04:31 - 1600 commenti

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E' un film graziosamente caricaturale, presenta una galleria di "casi limite", non vuol tentare alcuna seria analisi sociologica delle motivazioni e delle implicazioni del successo di Facebook: e questo è un pregio. Certo, i risultati sono alterni: ottimo "Manuel è a Mogadiscio", bel gioco a rimpiattino, con un finale che disillude ma non delude. Opaco, vanesio e istrionico quella sorta di "Promessi Sposi" del terzo millennio che è "Maledetto tag". "L'angelo azzurro" è il più realistico e finemente ironico, con caratterizzazioni taglienti e dialoghi divertenti.
MEMORABILE: L'allucinante tracollo nervoso del ragazzo di "Default", preso all'amo dal misterioso "contatto".

Luchi78 28/02/11 17:30 - 1521 commenti

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Vedibile, a tratti divertente, sicuramente ci si può riconoscere in qualcuno degli atteggiamenti proposti. Due o tre gli episodi felici, in particolare quello di Sartoretti cassiere al supermercato che si finge inviato a Mogadiscio per motivi di lavoro. Anche Pietro Reggiani con la sua follia di collezionare amicizie ci dà un bello spaccato di vita da social network. Certo che l'impostazione a piccoli episodi, alcuni quasi degli skatch, non da un notevole spessore al risultato finale.

Mark70 17/06/11 01:36 - 118 commenti

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Film piccolo piccolo, con 11 episodi esili e banali e con personaggi che sono figurine sbiadite, luoghi comuni su internet e i social network che sembrano scritti da chi ha idee molto vaghe sull'argomento. Peccato, perché gli attori sono anche bravi e tutto sommato il film non è neanche girato male, considerato che si tratta di riprendere inquadrature fisse su persone davanti a un pc, ma la pochezza di idee squalifica completamente questa sorta di "The social network" de noantri.

Homesick 7/01/13 17:29 - 5737 commenti

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Commedia polifonica sulla rivoluzione Facebook che ironizza sui casi più estremi (sesso virtuale, hackers, truffatori). La regia collettiva presenta episodi di durata e qualità variabile, ma quasi tutti accomunati da uno stile vivace, fumettistico e talora pulp (prologo ed epilogo), dal montaggio sostenuto e da facce degne dei nostri migliori caratteristi di un tempo: doveroso citare l’imperscrutabile Sartoretti, il figlio d’arte Primo Reggiani – protagonista del segmento più ansiogeno e “malato” – e il serafico Colangeli, messo a tu per tu con una splendida Barela in versione punk/bondage.
MEMORABILE: Gli episodi “Manuel è a Mogadiscio”, “Default”, “Angelo Azzurro Reloaded”.

Ryo 16/04/20 16:20 - 2169 commenti

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Otto corti e cinque minimetraggi sul tema dei social. Feisbum è ovviamente una parodia della piattaforma Facebook che genera molteplici spunti per raccontare storie. Commentarlo come film nella sua interezza è difficile, in quanto le storie proposte hanno qualità e anche profondità molto diverse. Notevoli gli episodi "Default", con una regia efficace e una recitazione ottima del protagonista, e "Angelo azzurro Reload" scritto con maestria e recitato altrettanto bene. Fra corti umoristici, cyber-thriller e sentimentali, nessuno comunque colpisce davvero.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Brainiac • 20/10/09 18:31
    Call center Davinotti - 1470 interventi
    Nella sua recensione Markus ebbe a dire:

    "...e il titolo non gli rende giustizia e non gli ha portato nemmeno bene, visto che al cinema è stato un flop clamoroso."

    Infatti, non potevano chiamarlo almeno Faceboom?
    Feisbum è qualcosa di veramente turpe.
    Non credo che i tipi di Facebook avrebbero potuto citarli solo per l'assonanza!
  • Discussione Zender • 20/10/09 19:45
    Pianificazione e progetti - 45702 interventi
    Può essere che solo una lettera diversa avrebbe portato davvero al rischio di denuncia. Devono averci pensato, secondo me, e hanno scelto per l'italianizzazione totale. Come se parlassero di un fenomeno prettamente italiano o comunque dei suoi riflessi sulla società italiana, non del fenomeno globale.
  • Discussione Markus • 20/10/09 23:17
    Scrivano - 4811 interventi
    la cosa è strana, anche io penso quanto scritto da Zender. In ogni caso l'operazione si è rivelata fallimentare, ma penso che il fattaccio sia da imputare alla mancanza di un nome di richiamo...
  • Homevideo Zender • 6/11/09 08:03
    Pianificazione e progetti - 45702 interventi
    Uscito in dvd il 4 novembre 2009 per Dolmen/Cecchi Gori.

    Audio Italiano: Dolby Digital 5.1
    Rapporto Schermo: 1.85:1 Anamorfico
  • Discussione Caesars • 17/02/21 12:28
    Scrivano - 15390 interventi
    Una piccola curiosità a proposito dell'attrice Mita Medici: nel 1968 la band "Le Orme" le ha dedicato un brano intitolato "Mita Mita"