La mia droga si chiama Julie

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Titolo originale: La sirène du Mississipi
Anno: 1969
Genere: drammatico (colore)
Note: aka "La sirène du Mississippi", che NON è il titolo originale, scritto invece con una lezione arcaica del nome del fiume. Dal romanzo "Waltz into darkness", pubblicato in Italia come "Vertigine senza fine" (Mondadori).
Numero commenti presenti: 19

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 19/04/07 11:38 - 3011 commenti

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Nuova trasposizione truffautiana di Irish/Woolrich. Belmondo, piantatore di tabacco al largo del Madagascar, sposa una tal Julie per corrispondenza. La donna che arriva non è quella vista in foto, è meglio (la Deneuve!), ma porterà guai. Liberissimo e iper-citazionista, è il film più "godardiano" di Truffaut (infatti fu un flop), ironicamente quando i due avevano già litigato. Da riscoprire, magari in versione integrale, dato che in Italia fu tagliato di una ventina di minuti abbondanti. Se aggiungiamo l'exploit dei titolisti c'è da munirsi di revolver...

Matalo! 4/10/08 17:51 - 1368 commenti

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In realtà uno dei film più belli di Truffaut, vera e propria apologia dell'amour fou con due attori che recitano contro i loro ruoli soliti. Specie Belmondo, insolitamente candido e fragile, che si lascia felicemente sedurre da una sirena (il film si chiama La sirene du Mississippi...) e abbandona la sua vita di ricco coltivatore di tabacco per buttarsi nella follia amorosa accettando tutto. Il frilm è rigorosamente un omaggio al cinema di Hitchcock; di testa e lirico, cinefilo e nuovo allo stesso tempo.

Rebis 22/10/08 14:08 - 2113 commenti

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Melodramma cinephile, irresistibilmente hitchcockiano, che declina con benvenuta irriverenza la tensione del giallo classico nelle vorticose spirali dell’eros, con gli indizi che diventano il tracciato di una strada senza uscita. Forse, tra i vertici dell’arte di Truffaut, il suo film più equilibrato e consapevole. La versione integrale restituisce carne e pensiero all’allegoria del femminile doppio e arcano. Spiazzante Belmondo, svuotato e dimesso, laconicamente arreso alla vertigine fagocitante; funzionale l’imperturbabile distacco clinico della Deneuve. Escalation finale da brivido.
MEMORABILE: La prima apparizione della sirena; il finale al "calor bianco".

Giacomovie 12/03/10 20:54 - 1361 commenti

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Una delle mie droghe cinematografiche si chiama Truffaut e ci ha pensato l'edizione italiana a ridurre la "sostanza dopante" di questo film di oltre 20 minuti, smorzando la potenziale funzione estatica (e i pallini) della pellicola. Si nota comunque il modo di girare semplice, leggero ma quasi leggiadro del regista francese, con un tocco raffinato che sa distinguersi. La sceneggiatura è ricca di risvolti e si indirizza verso un inaspettato lato sentimentale. Il fascino distaccato ma ammaliante della Deneuve arricchisce l’estetica del film. ***

Pau 14/05/10 19:35 - 125 commenti

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Una splendida Deneuve, bionda hitchcockiana per fascino e glaciale ambiguità, rappresenta il punto di forza della pellicola; Truffaut attinge ancora una volta (dopo La sposa in nero) a Cornell Woolrich (Vertigine senza fine) per "mascherare" l'ennesima variazione sul tema dell'amore, che qui deflagra contro ogni convenzione e logica, mescolando in maniera originale Eros e Thanatos: il Mahè di Belmondo non solo uccide per l'ammaliante sirena bionda, ma è disposto a lasciarsi immolare da lei, in una scena di fologorante intensità.
MEMORABILE: La sequenza conclusiva, ambientata tra le nevi, ricorda quella omologa de La grande illusione di Jean Renoir.

Cotola 11/11/10 23:54 - 7815 commenti

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Splendido dramma-noir, tratto da un romanzo di Cornell Woolrich, di marca squisitamente truffautiana dal primo all’ultimo minuto. C’è un plot “giallo” ma quello che interessa al regista francese è, al solito, l’amore (in questo caso fou). Intenso, emozionante, coinvolgente, con un finale da brividi. La Deneuve e Belmondo sono bellissimi e perfetti nei loro ruoli. Tantissime le citazioni di autori cari a Francois. Per oscuri motivi in Italia è sempre più arduo vederlo in versione integrale.

B. Legnani 23/12/10 19:40 - 4897 commenti

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Più che "amore folle", ci vedo "perdizione verso la quale inducono le donne belle, bionde e malandrine" (l'elemento torna in Mica scema la ragazza!). L'amore folle ne è la conseguenza. Preferibile la parte iniziale, più hitchcockiana, rispetto a quella della lunga fuga, ma ovviamente il film è tutto di buon livello, con due protagonisti assolutamente deliziosi. L'idea della foto cambiata tornerà, pochi anni dopo, con Sordi.

Homesick 15/05/11 18:31 - 5737 commenti

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Il concatenamento di indizi, sospetti, raggiri ed imprevisti intesse un lungo preambolo di suspense hitchcockiana per la solenne celebrazione dell’amour fou, benefica “droga” in grado forse di guarire dalla bramosia del denaro e dai letali effetti di un veleno. Un armonioso compendio di temi cari alla sensibilità di Truffaut, eseguito dal passo a due tra il cieco romanticismo del fragile Belmondo e la recidiva perfidia della femme fatale Deneuve. Tassativo procurarsi la versione integrale originale: quella cut è tutta un altro film.
MEMORABILE: Un automobilista vede la Deneuve in topless e va a sbattere contro un albero.

Pinhead80 12/05/11 19:09 - 4064 commenti

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Altro grandissimo film targato Truffaut che esalta un tema a lui molto caro, ovvero l'amore per le donne. Amore che può portare alla follia e alla dissolutezza morale. Come si fa a non rimanere ammaliati dalla bellezza della Deneuve? E poco importa che la sua presenza sia avvolta dal mistero e che porti a una montagna di guai. Le citazioni si sprecano, ma ciò che rimane è un'opera unica e affascinante.
MEMORABILE: Il finale.

Pigro 22/10/11 15:12 - 8328 commenti

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L’amore? “Una gioia e una sofferenza”. Opera a tesi sui misteriosi percorsi del sentimento, che arriva ad accettare l’illogico e perfino la menzogna, come fa il protagonista raggirato dalla donna ingannatrice che ha sposato. Non c’è senso etico nel racconto morale di Truffaut, perché l’amore è al di là dell’etica, travolge tutto, attraversa i confini, può includere furti e omicidi e se ne infischia della verità. Inno alla passione irrazionale, ma inno saldo e razionale, quasi un trattato cartesiano. Poco film giallo, poco noir, molto parabola.

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Nando 5/03/12 20:06 - 3537 commenti

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La sconfinata passione di un affascinante imprenditore per una donna bellissima quanto truffatrice. Un inno alla passione che oltrepassa ogni impulso razionale: nonostante le malefatte femminili prevale l'amore. Interpreti perfetti e ben adeguati alla narrazione, che regala momenti di vero cinema.

Giùan 13/08/12 22:33 - 3246 commenti

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Partendo da un romanzo di Woolrich, il cui titolo originale (Vertigine senza fine) riassume ben più fedelmente della prosastica traduzione italiana (come della stessa ammiccante versione francese), la sostanza di questo melò fou, Truffaut costruisce una delle sue opere più personali e sfortunate. Ellittico nella tecnica cinematografica quanto ossessivo nella sua insistenza (mono) tematica, è un film che, come il suo protagonista, si vota pervicacemente ad un lento suicidio mitridatico. Catherine è un algido schianto ma Belmondo non ha le corde giuste.
MEMORABILE: L'omicidio del detective Bouquet; Belmondo che "riconosce" di esser stato avvelenato guardando il fumetto di Biancaneve a cui la strega offre la mela.

Galbo 22/09/12 15:15 - 11579 commenti

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La dissoluzione dell'uomo in nome del sentimento amoroso. François Truffaut si ispira a suo modo al maestro Hitchcock (al quale ha dedicato un memorabile libro), e confeziona un giallo con profonde venature noir in cui più attenzione del solito (nell'ambito del genere) è dedicato alla caratterizzazione dei personaggi e vincente in questo caso è la scelta di Belmondo come protagonista, in un ruolo distantissimo da quelli generalmente interpretati dall'attore. Molto migliore il titolo originale rispetto a quello italiano.

Deepred89 18/03/13 00:04 - 3372 commenti

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Un uomo onesto... un uomo probo. L'amore cieco annienta Belmondo (sorprendente) e sovrasta pure Hitchcock, che dopo un primo tempo di continui omaggi a lui dedicati cede il posto a una love-story che sfrutta i "tempi morti" (che tempi morti non sono) della nouvelle vague per farsi verosimile e tangibile. A quel punto il film sembra incanalarsi in un percorso ben delineato, ma poi arriva quel finale con citazione renoiriana, di un romanticismo che spiazza e commuove lo spettatore, decretando La sirene du Missisippi capolavoro del regista.
MEMORABILE: Il finale.

Delpiero89 5/10/14 00:15 - 263 commenti

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Un ottimo modello di cinema del grande regista francese, sempre in bilico tra il grande (grandissimo) amore e il dramma (e la morte). Plurime le strizzatine d'occhio al maestro Hitchcock, dal Sospetto a La donna che visse due volte. Perfetta la coppia Belmondo- Deneuve (!), splendide alcune ambientazioni.

Ryo 25/12/14 01:54 - 2169 commenti

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Triste racconto che mette in risalto l'impotenza umana che dà il suo peggio quando soggiogata da un sentimento d'amore irrazionale. Un po' avventura, un po' dramma, un po' thriller, questa storia d'amore che sicuramente non si può trovare banale. Ammirevole il coraggio di Truffaut, che a tutti i costi disintegra i classici film d'amore in cui vissero tutti felici e contenti.

Paulaster 18/01/19 15:21 - 3078 commenti

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Sposo per corrispondenza finirà raggirato. L'inizio da giallo con ispirazioni hitchcockiane (il classico imbroglio matrimoniale per soldi) si sposta poi sulle implicazioni di un amore necessario. Belmondo si adatta bene a un ruolo diverso dal solito e la Deneuve è meglio quando è cinica. Lievemente frammentata la seconda parte, che fa percepire di meno il turbine dove ricade il protagonista. Discreto il finale, di grande romanticismo.
MEMORABILE: La Deneuve in tv; I merletti nel fuoco; La favola sul giornale; La scalata dell'hotel.

Il Dandi 5/11/20 10:04 - 1910 commenti

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Secondo film (dopo La sposa in nero) che Truffaut trae da Woolrich rileggendo a modo suo l'etica del giallo hitchcockiano (Julie/Marion richiama immediatamente figure come Marnie e La donna che visse due volte). Belmondo diventa un penoso anti-eroe (la scena in cui si arrampica senza controfigura sulla facciata dell'albergo è degna dei suoi polizieschi, ma qui sta a significare l'insana follia a cui lo spinge il morboso attaccamento per la donna) schiavo del feticismo proprio del regista (la scena delle calze di lei). Morale crudele ("l'amore fa male") massacrata dai tagli italiani.
MEMORABILE: La recontre/confessione in albergo; Il finale sulla neve; Il volto della Deneuve stampato in serie sui pacchetti di sigarette.

Caesars 26/02/21 10:17 - 2918 commenti

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Certo non tra i migliori Truffaut, pur se alla fonte c'è un romanzo di Cornell Woolrich; rimane comunque una discreta pellicola anche e soprattutto grazie all'interpretazione di Belmondo e alla bellissima presenza di Catherine Deneuve. La prima parte, di hitchcockiana memoria, è la più riuscita, mentre il film si perde un po' da quando lui e lei si riuniscono in Costa Azzurra. Comunque il talento del regista si vede, così come il suo amore per il cinema (i protagonisti che vanno a vedere Johnny Guitar).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità R.f.e. • 14/03/10 14:42
    Call center Davinotti - 853 interventi
    Doppiatori italiani:

    *Pino Locchi: Jean-Paul Belmondo
    *Maria Pia Di Meo: Catherine Deneuve
    *Flaminia Jandolo: Nelly Borgeaud
    *Oreste Lionello: Marcel Berbert
    *Sergio Tedesco: Michel Bouquet

    doppiaggio: C.D. (1974)
  • Discussione Nancy • 8/11/11 21:28
    Fotocopista - 147 interventi
    Ho visto questo film su Sky ieri sera, tuttavia mi trovo in difficoltà a commentarlo qua, dato che la versione era tagliata di una mezz'ora... Probabilmente aspetterò di vederlo integralmente per fare un buon ragguaglio.
  • Discussione Rebis • 9/11/11 16:35
    Gestione sicurezza - 4303 interventi
    Una mezz'ora che fa davvero la differenza ;) E' un peccato che da noi non esista ancora una versione integrale del film...
  • Discussione Giùan • 9/11/11 16:44
    Gestione sicurezza - 211 interventi
    Edizione integrale trasmessa un paio di volte su Fuori orario in "buone visioni" di anni orsono.Concordo pienamente con Rebis(e simmetricamente con Nancy): la versione censurata lascia perplessi e letteralmente preclude ogni giudizio........già i tagli son aberranti di per sè (si è tutti capaci di decidere se e per quanto tempo si ha voglia di guardar un film no?),in casi come La sirène du Mississipì poi trattasi di draconiane amputazioni che rendon monca la pellicola
  • Discussione Rebis • 9/11/11 17:12
    Gestione sicurezza - 4303 interventi
    L'ha trasmesso fuori orario?!! Non lo sapevo! Allora speriamo in una nuova messa in onda. Ricordo che la versione integrale de Il disprezzo è passata diverse volte (e comunque esiste il dvd surf).

    Sì, i tagli de La sirène sono completamente insensati e arbitrari, quasi lo volessero ridurre, che ne so, ad un giallo... Mah. Ci vorrebbe anche l'integrale di Pierrot le fou, a pensarci...
  • Homevideo Deepred89 • 2/03/13 00:40
    Comunicazione esterna - 1437 interventi
    Ho visionato il film sul dvdmux da 1.58:18 (PAL). In seguito elenco le scene prive dell'audio italiano.


    6'10"_6'33": dialogo tra Belmondo e il collega
    12'05"_14'06": Dialogo Belmondo - Deneuve in auto
    31'09"_31'51": stampa pacchetti di sigarette col volto della Deneuve
    60'12"_63'31": seconda parte del dialogo in auto; arrivo alla casa in Provenza; Belmondo e la Deneuve a letto.
    67'24"_74'36": Detective in auto; Belmondo e la Deneuve a letto; dialogo tra Belmondo e la Deneuve col fuoco alle spalle
    82'33"_84'19": Belmondo e la Deneuve a letto; scena colazione
    87'31"_90'07": In hotel, Belmondo attacca la Deneuve
    91'39"_99'37": Belmondo torna in Africa e vende la ditta all'amico; la Deneuve gli registra un messaggio romantico su disco ma involontariamente lo manda in frantumi; Belmondo torna dalla Deneuve, la raggiunge nella camera d'albergo e fanno l'amore

    In totale 1559 secondi, ovvero 25 minuti e 59 secondi.
    Per curiosità, quali sono le parti sottotitolate nel dvd MGM?
    Ultima modifica: 2/03/13 01:34 da Deepred89
  • Curiosità Buiomega71 • 4/03/20 19:21
    Pianificazione e progetti - 22571 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (martedì 8 marzo 1988) di La mia droga si chiama Julie:

  • Curiosità Il Dandi • 5/11/20 10:10
    Contratto a progetto - 1489 interventi
    In questa intervista del 2016 su Le Figaro Belmondo dichiara che il ruolo di Catherine Deneuve fu inizialmente proposto a Brigitte Bardot, ma lei non era disponibile.
  • Homevideo Rebis • 3/01/21 18:25
    Gestione sicurezza - 4303 interventi
    Sinister Film ha finalmente pubblicato la versione integrale da 118 minuti nella collana "Classici Ritrovati". L'edizione presenta entrambe le versioni del film (italiana cut e francese uncut) su due dischi diversi, entrambe restaurate in HD. Doppio audio, sottotitoli italiani e nessun extra di rilievo. 
  • Homevideo Xtron • 27/02/21 17:11
    Servizio caffè - 1855 interventi
    Il doppio dvd SINISTER

    DVD 1 (Versione integrale)
    Audio italiano e francese
    Sottotitoli in italiano
    Formato video 2.35:1 anamorfico
    Durata 1h58m00s
    Extra: Trailer cinematografico, colonna sonora isolata

    immagine a 33:11



    DVD 2 (Versione cinematografica italiana)
    Audio italiano
    Sottotitoli -
    Formato video 2.35:1 anamorfico
    Durata 1h35m09s
    Ultima modifica: 27/02/21 17:36 da Zender