LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non è uno dei mille film che parte dalla fine per riavvolgere il nastro in flashback, ma concettualmente è così che deve aver proceduto Tarantino nella stesura: centrale, totalizzante è la strage di Cielo drive, quella per cui Charles Manson è ancor oggi icona di orrori folli e ingiustificati, mandante occulto di efferatezze passate alla storia del crimine. Tutto il film sembra sotterraneamente condurre in quella sfortunata strada fin dall'inizio: è lì che il divo in declino di tanti western Rick Dalton (DiCaprio) acquista una villa, accanto a quella in cui vive Polanski assieme alla splendida Sharon Tate (Robbie, radiosa quanto l'originale). Dalton annega nell'alcol i dispiaceri, spesso si abbandona alla depressione e vive quasi in simbiosi...Leggi tutto con la sua controfigura Cliff Booth (Pitt), inseparabile stuntman dal carattere incline alla rissa al quale fatica anche per questo a garantire il lavoro. Il produttore Marvin Schwarz (Pacino) lo fa capire chiaramente, a Dalton: con il western ormai al tramonto l'unica via per tornare in auge resta l'Italia, dove Sergio Corbucci e gli altri eroi dello spaghetti stanno rilanciando il genere. Una prospettiva che a Dalton non alletta e che inizialmente rifugge recitando in qualche film minore. Nel frattempo Booth, a corto di lavoro, gira in auto per Hollywood e dà un passaggio a una hippie che lo accompagna al famigerato Spahn Ranch, dove la giovane vive assieme a un'altra cinquantina di ragazze seguaci di quel Charlie che sappiamo tutti essere Manson. Assieme alle escursioni per la città di Sharon Tate, la cui frequente presenza in scena testimonia gli intenti primari del progetto, sono i due segmenti intrecciati che vanno ad animare una storia il cui obiettivo immediato è immergerci quanto più possibile nella realtà della Hollywood di fine Sessanta. Con una ricostruzione inappuntabile e l'abituale contorno di hit del periodo straordinariamente selezionate ("Hush" dei Deep Purple e "You Keep me Hanging On" dei Vanilla Fudge tra le più azzeccate), l'ambientazione rifulge a confermare il talento non comune di Tarantino, il quale però sembra aver perso molta della proverbiale arguzia nella scrittura dei dialoghi. Senza poter contare su personaggi indimenticabili, non ritrova se non a sprazzi la brillantezza che ne ha contraddistinto le fasi migliori della carriera e si perde in divagazioni a sfondo cinefilo spesso poco incisive, che assunte in dosi massicce (il film dura 2h40'!) appesantiscono l'insieme. DiCaprio ha carisma, Pitt il fisico e il sorriso da canaglia che a 56 anni ancora lo promuovono a sex-symbol, eppure si avverte molto più che altrove l'approccio superficiale che Tarantino aveva sempre saputo mascherare con sublimi iniezioni di tecnica. Che anche qui non manca, sia chiaro: nelle inquadrature, nei movimenti, negli stacchi e nei primi piani... Il gusto e lo stile sono sempre di livello altissimo, ma è solo nell'ultima parte, in cui la furia iconoclasta del finale di BASTARDI SENZA GLORIA trova espressione più compiuta trasformandosi da divertissement storico a senso ultimo dell'operazione, che il progetto di ONCE UPON A TIME... IN HOLLYWOOD trova la sua ragion d'essere. Il resto fa da ricco contorno, con picchi non concessi al 90% degli altri registi e molti riempitivi che omaggiano il western destinati a deliziare i fan, già estasiati dalle feste con Steve McQueen (Lewis, pressoché identico) o dalla zuffa con Bruce Lee (Moh), dagli accrocchi digitali che portano DiCaprio sul set della GRANDE FUGA o da Luke Perry per l'ultima volta davanti alla macchina da presa. Certo, come in ogni film di Tarantino la settima arte esplode in un carnevale di finezze e una pioggia scrosciante di citazioni "colte", ma quando il gioco diventa troppo fine a se stesso rischia di farsi stucchevole o comunque non sufficiente a conquistare chi magari qualcosa di più vorrebbe. E allora eccoci: la deflagrazione splatter finale, in cui con coraggiosa ironia si dà libero sfogo agli impulsi vendicativi repressi di un'intera generazione, diventa la sublimazione metacinematografica del manicheismo grossolano su cui gran parte dei film americani di genere si fonda, recuperando in coda un concetto alto in grado di porsi come tarantiniano contraltare alla ricca, disimpegnata superficialità dell'insieme.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/09/19 DAL BENEMERITO JANDILEIDA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/09/19
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Samdalmas 9/10/19 11:10 - 302 commenti

I gusti di Samdalmas

Tarantino al nono film rende omaggio al cinema con cui è cresciuto e al tempo stesso racconta la fine degli anni '60. Mescola in modo disinvolto spaghetti western, Bruce Lee e la setta di Manson. Non tutto è perfetto ma viene salvato dai due protagonisti: Di Caprio e Pitt sono in ottima forma. Meno memorabile la Robbie come Sharon Tate. Sempre notevole la soundtrack, con tanto di Vanilla Fudge.
MEMORABILE: "A Charlie piacerai".

Jandileida 6/09/19 17:10 - 1238 commenti

I gusti di Jandileida

Finalmente un Quentin grand cru: sarà perché trasuda amore per il cinema, sarà perché c'è di mezzo lo spaghetti western, sarà perché Di Caprio e Pitt sono una coppia fantastica, sarà perché Tarantino sa usare una cinepresa... Insomma, ognuno si scelga il proprio sarà ma le due ore e mezza di film scorrono via che è una bellezza. Pieno di idee come ai bei tempi e con una grande colonna sonora; a volergli muovere un appunto la tragica storia della Tate non sembra centrare molto, in questo rutilante viaggio per i sentieri di una Hollywood minore e scomparsa.

Magi94 7/09/19 12:12 - 650 commenti

I gusti di Magi94

Manieristico all'inverosimile come ogni Tarantino, specialmente nella descrizione di una Hollywood anni '60 brillante e moderna, con Roman Polanski hipster ricercato. Buona parte del film punta alla "riscrittura della storia" (come in Bastardi senza gloria) dell'omicidio Tate, ma si fatica a trovare il perché di una simile operazione che finisce per non convincere per nulla, soprattutto con quel ritratto così falsato della famiglia Manson. Molto meglio le parti in cui Di Caprio è sul (finto) set, puro divertimento per ogni amante del cinema.
MEMORABILE: Il film western e tutto ciò che gli ruota intorno, con il volubile Di Caprio e il suo terrore degli spaghetti western; La scena di tensione nel ranch.

Deepred89 12/09/19 20:35 - 3259 commenti

I gusti di Deepred89

Un Tarantino decisamente in forma dipinge con grande padronanza stilistica e libertà di espressione (contro ogni moda attuale, gli hippy sono descritti come rifiuti della società) storie di cinema d'altri tempi interessanti più per come sono raccontate (la sceneggiatura, ancora una volta, è vincente) che per quello che raccontano. Scene di grande forza (la parentesi fuori porta di Pitt) si alternano a fasi eccessivamente tirate per le lunghe (Di Caprio sul set). Efficace il contrasto tra l'eccessivo pre-finale e la chiusa silenziosa e beffarda.

Vice 21/09/19 21:56 - 23 commenti

I gusti di Vice

Il peggior Tarantino di sempre. Sembra quasi che a dirigere ci sia un sua - inadeguata - controfigura: non ci sono una storia e linea narrativa, il tutto sembra essere ridotto a una serie di episodi fini a se stessi che cozzano con il risultato generale che appare troppo appiattito su un certo autocompiacimento. Non si capisce la direzione che Tarantino ha voluto dare al film: la storia della Tate, la Family, la Hollywood di fine '60, tutti temi buttati ne calderone e analizzati solo superficialmente. Bravo Di Caprio; Robbie, Hirsh e Pacino inutilizzati.
MEMORABILE: I 10 minuti "alla tarantino" (anche se poco c'entrano col film in generale); Bruce Lee.

Rambo90 18/09/19 01:48 - 6283 commenti

I gusti di Rambo90

Un Tarantino troppo autocompiaciuto della sua cinefilia, che crea un giochino fine a se stesso in cui smonta la storia (volendo anche in modo oltraggioso) per regalarci un film fiume su una Hollywood in parte ben ritratta e in parte inventata di sana pianta. Resta sterile il tutto, pur con momenti riusciti e con le ottime interpretazioni della coppia DiCaprio-Pitt (la Robbie, pur brava, è in ombra), fino a un finale parodistico inatteso e che lascia tanto amaro in bocca. Bella fotografia, belle riprese ma sembra tutto uno scherzo.

Tarabas 18/09/19 09:35 - 1682 commenti

I gusti di Tarabas

Il cinema può cambiare la storia, così come aveva ucciso Hitler in Bastardi senza gloria. Questo sembra dire Tarantino con il film, una rutilante, esilarante, visivamente perfetta divagazione sul cinema minore sixties. Musica, ambientazione, messa in scena, tutto perfetto e (stavolta) perfettamente funzionale al racconto. Divertimento cinefilo assicurato dai molteplici incastri di "film nel film", con due star al loro meglio e un cast fantastico. Peccato quei cinque minuti di ridicolo splatter.
MEMORABILE: Resta impressa la sequenza dei neon che si accendono nella notte di LA (e ovviamente Margot Robbie, sempre e comunque).

Xamini 18/09/19 13:46 - 994 commenti

I gusti di Xamini

Con la scusa di focalizzarsi sulle circostanze dell'eccidio di Cielo Drive (in chiave tarantiniana, ossia in qualche modo catartica), il nostro racconta un periodo e un contesto del tutto peculiari e riconoscibili, mettendo in scena un duo sicuramente riuscito (DiCaprio e Pitt), profondendosi in citazioni e prese per i fondelli assortiti (Bruce Lee ma anche se medesimo, allorché ridicolizza il suo stesso modo di creare tensione). Alcune inquadrature (specie quelle in movimento, ma anche i tagli inclinati) sono di spessore, ma i dialoghi brillano meno del solito e, salvo la scena risolutiva, il film viene spesso a noia.
MEMORABILE: La scena madre

Digital 19/09/19 12:15 - 1113 commenti

I gusti di Digital

Un Tarantino on fire dirige un rifulgente, scoppiettante film che è un omaggio al cinema d’altri tempi, ma anche un irresistibile divertissement. Avvalendosi di una coppia di protagonisti d'indubbia bravura, la pellicola viaggia come un treno, non facendo affatto pesare le quasi tre ore di durata, con un ritmo alacre e sequenze esilaranti (da menzionare Di Caprio col lanciafiamme e Pitt che prepara il cibo al cane). Bellissima la parentesi (invero breve) dedicata agli spaghetti western e i film di genere italiani (con tanto di locandine farlocche).

Il ferrini 19/09/19 14:34 - 1651 commenti

I gusti di Il ferrini

Un film per chi ama i film, diretto e interpretato in modo impeccabile con un cast stellare e una colonna sonora perfetta. Brad Pitt nel ruolo della vita, personaggio memorabile al quale Tarantino affida i momenti più esilaranti (la visita a Bruce Dern, lo scontro con Bruce Lee, il finale in acido). Una fiaba, così come da titolo, che regala un lieto fine là dove purtroppo non c'è stato e infatti Dalton (Di Caprio) non incontrerà mai Polanski ed è per questo che non ricordiamo chi sia. Impossibile non esserne travolti. Maestoso.
MEMORABILE: "Io ti conosco! Chi sei tu?" "Io sono il Diavolo e sono venuto a fare gli affari del diavolo". "Ma no... era una cosa più stupida. Tipo Rex".

Von Leppe 19/09/19 19:18 - 1016 commenti

I gusti di Von Leppe

Sicuramente non è uno di quei film biografici/storici che vogliono sembrare seri, in cui dopo il finale viene scritto come sono andate le cose veramente, anche se lascia un po' perplessi l'operazione effettuata da Tarantino sulla storia di Sharon Tate; ma gli eroi qui sono Rick Dalton e Cliff Booth e infatti l'opera mescola personaggi reali e fantasiosi. Comunque divertente, soprattutto la parte finale, con quella sfuriata splatter del tutto gratuita.
MEMORABILE: Il “cameo” di Gordon Mitchell.

Noncha17 19/09/19 22:00 - 87 commenti

I gusti di Noncha17

Stavolta il nostro Quentin ci fa vedere come si girava un western cinquant'anni fa... E, per l'occasione, ci racconta - tra un excursus pedagogico e l'altro su cinema, radio, TV - cosa accadeva, secondo la sua visione, tra le colline della "capitale del cinema". Esclusi quasi del tutto i dialoghi cervellotici, ci troviamo davanti una pellicola che ha i suoi picchi proprio nei momenti in cui la gran parte del pubblico "acquisito" troverà la noia. Il crescendo nel finale riporterà la bolla in posizione centrale? In generale, un Tarantino più "sommesso"!
MEMORABILE: Mannix; Lo scorrazzare in auto con Polanski e consorte; Bruce Lee "l'ammaccatore"; Il lato B di Pussy; Le insegne si accendono; La "lancia-fiammata".

Puppigallo 20/09/19 23:48 - 4488 commenti

I gusti di Puppigallo

Il sospetto è che Tarantino abbia deciso di fare film per sè; poi se piacciono anche al pubblico, tanto meglio (un po' egoistico e molto rischioso). In questo caso, se si esclude la ricostruzione audiovisiva di quegli anni, ciò che dà almeno un perchè al tutto non è la sceneggiatura, con finale, che parte bene, scivolando poi troppo nel pulp demenziale, in questa favolesca riscossa dei "buoni", o l'attore in parabola discendente, ma la figura dello stuntman, grazie alla performance di Pitt. Il resto è la solita vagonata di omaggi, con tanto di ridicolizzazione di Bruce Lee. Troppo poco.
MEMORABILE: Pitt in muta da sub, con maschera e fucile in mano, ascolta la moglie, che gli dà del fallito; La visita di Pitt alla setta, con "cambio gomma".

Enzus79 21/09/19 00:12 - 1738 commenti

I gusti di Enzus79

Capolavoro. Una genialata firmata Quentin Tarantino. Ricostruire (alla Bastardi senza gloria) uno dei periodi di maggior splendore come quello del cinema hollywoodiano anni '60/'70 non era facile, perdipiù usando come contraltare quello degli hippie. Finale da applausi, in cui le scene al limite dello splatter non incidono sul giudizio finale. Ottimo il cast, dai protagonisti agli attori di seconda fascia.
MEMORABILE: L'incontro con Al Pacino; Il finale.

Bubobubo 22/09/19 15:08 - 1151 commenti

I gusti di Bubobubo

Curioso come un film così visceralmente tarantiniano (nei colori, nelle riprese, nel citazionismo...) sia, al contempo, così poco tarantiniano. È, per dirla con il compianto Fisher, un Tarantino hauntologico al quadrato, nostalgico di ciò che non è più e di ciò che non è stato: pittore di una storia come la immagina lui, ma soprattutto narratore di un tempo astratto che scorre e non ritorna indietro. La storia, pochissima cosa, si genuflette a un mood introspettivo in cui gli ultimi e sanguinari 10', per quanto divertenti, stonano.
MEMORABILE: Mentre Dalton-DiCaprio si dimentica le battute sul set, Robbie-Tate va a vedere sé stessa al cinema; Tensione al ranch.

Mtine 21/09/19 18:47 - 224 commenti

I gusti di Mtine

È il film che non ti aspetti da Tarantino, ma forse anche la cosa più prevedibile che potesse fare in questa fase della sua carriera: affresco povero di contenuti e trama di un certo cinema di serie B, iper(auto)citazionista, è tanto spropositato nelle sue 2 ore e 40 di durata filmica quanto contenuto nella durata della narrazione. Si lascia vedere per la bravura degli interpreti maschili e per il talento di Tarantino, ma indispone per l'inutilità di fondo dell'operazione e per un finale fuori luogo, che ha però il merito di dare senso al film.
MEMORABILE: Un calzante Al Pacino; L'inutile quanto ben realizzata scena del film nel film western.

Striscia 22/09/19 15:37 - 10 commenti

I gusti di Striscia

Ancora una volta un grande film. Nella splendida ricostruzione della Hollywood che fu Tarantino ci mostra la vita di alcuni personaggi dell'epoca. Le due ore e mezza scorrono velocemente fino al finale col botto; fotografia impeccabile, piani sequenza e inquadrature da manuale di utilizzo della macchina da presa. Accoppiata Di Caprio-Pitt azzeccatissima: si tallonano l'un l'altro in una gara di bravura. Zeppo di riferimenti agli altri otto film del regista ma anche ad altre pellicole. Splendida la Robbie.
MEMORABILE: Il monologo di Di Caprio in roulotte e la visita di Pitt alla comune; Il finale.

124c 23/09/19 01:29 - 2758 commenti

I gusti di 124c

Quentin Tarantino, il cinema e la tv della fine degli anni '60, cioè di quand'era soltanto un bambino, raccontati con gli occhi dell'attore caduto in disgrazia Leonardo di Caprio e della sua controfigura, che gli fa anche da tuttofare, Brad Pitt. Diverse le citazioni e i rimandi a quell'epoca (i folli hippy di Charles Manson in primis), con i due protagonisti che fanno a gara a chi è il più bravo; specie Brad Pitt, che carica a bordo autostoppiste minorenni che gli vendono sigarette drogate e ci provano con lui. Grandioso e splatter il finale.
MEMORABILE: Brad Pitt versus Bruce Lee; Il produttore Al Pacino; Margot Robbie nei panni di Sharon Tate.

Josephtura 23/09/19 11:43 - 148 commenti

I gusti di Josephtura

Nel complesso sembra che il film e i film di Tarantino più in generale siano molto assimilabili alla musica della west coast, con un forte dose di psichedelia. Si passa nello stesso album/film dalla commedia al film d'azione a tinte splatter, come nella west coast si passava dalla ballad/folk al blues rock, dalla psichedelia al rock-FM. Si sale sulle montagne russe con Pitt e si raggiungono vette da grande cinema, si cala con DiCaprio. Finale distopico e con un climax strepitoso.
MEMORABILE: Le parti con Pitt; Tutta la sequenza al ranch; Il Playboy party; La parte finale, una nemesi catartica.

Kinodrop 23/09/19 20:51 - 1432 commenti

I gusti di Kinodrop

Una Hollywood del tempo che fu, immaginata a suo uso e consumo e ridotta a una serie di "quadri" disomogenei sbilanciati verso un western cartoonesco. Il regista sembra aver perso la fluidità del narrare e del rapporto delle parti col tutto, indugiando in lunghezze (o stringatezze) e in inutili strascicamenti che non possono essere "ricuciti" dalla fama di due divi che procedono come rette parallele. Peccato anche per il sottoutilizzo della "quasi muta" Robbie e del "ciarliero" Al Pacino; un exploit di autoreferenzialità in mancanza di vere idee.
MEMORABILE: La misera divagazione sulla trasferta romana e l'irritante e improvvida voce off; Il ranch hippie; Le scazzottate di Cliff; Le crisi di Rick.

Giapo 23/09/19 10:14 - 232 commenti

I gusti di Giapo

Attraverso le vicissitudini di un attore sul viale del tramonto e del suo stuntman, Tarantino rende omaggio a un cinema d'altri tempi. Privo di una vera e propria storia, è una carrellata di personaggi straordinari e situazioni paradossali fino al finale folle e nostalgico che, come il cinema, confonde realtà, sogno e mito. Zeppo di (auto)citazioni, è una leccornia per i fan tarantiniani, altri potrebbero non gradire. Regia e musiche da sballo, Brad Pitt sopra le righe.
MEMORABILE: Il lanciafiamme; La ruota bucata.

Taxius 23/09/19 22:16 - 1643 commenti

I gusti di Taxius

Tarantino cambia, si evolve, per una volta abbandona il suo classico cinema pieno di sangue e morti ammazzati in luogo di una splendida favola fatta di eroi e principesse, mostri e hippie, ambientando il tutto in un mondo incantato che corrisponde alla Hollywood degli anni 60. Il film è un insieme di tante piccole trame che poi si uniscono e si intrecciano fino a creare una magica favola partorita da un uomo che vede il cinema come unica forza in grado di cambiare non solo il futuro ma anche il passato. Cinema allo stato puro.
MEMORABILE: La coppia DiCaprio/Pitt; Il feticismo di Tarantino per i piedi; Cliff vs Bruce Lee; Cliff e la moglie in barca; Cliff sotto acidi; Il lanciafiamme.

Matalo! 24/09/19 13:08 - 1368 commenti

I gusti di Matalo!

Questo ipertrofico, confuso omaggio all'epoca non più d'oro di Hollywood pare per gran parte gonfio di un citazionismo patologico che ben poco ha da dare, ormai. Le tre storie perdono spesso le briglie e manca una vera spina dorsale che ci porti ad amare un racconto di Perdenti e Vincenti e un'Ombra nera che sta per posarsi. Un plauso al cast, eccezionale e ben diretto. Visto in lingua originale non è faticoso da seguire. Su tutti Brad Pitt, una tantum.

Jena 24/09/19 16:55 - 1160 commenti

I gusti di Jena

Come sempre Tarantino non dice nulla, ma lo dice benissimo... Film omaggio agli anni 60, al suo cinema di genere (lo spaghetti western in particolare) e sopratutto alla sua musica, non ha una vera storia e Quentin si perde un tantinello, con chiacchiere e attori illustri che si limitano a comparsate (veramente sprecato Al Pacino). In compenso DiCaprio è sempre da spellarsi le mani (più defilato Brad Pitt), alcune scene sono spassose e il violentissimo finale è tarantiniano al 100%. Quasi tre ore che scorrono senza accorgersene e non è poco...
MEMORABILE: Tutte le scene della serie western con DiCaprio; DiCaprio col lanciafiamme contro i nazi e in La grande fuga.

Mco 25/09/19 14:29 - 2128 commenti

I gusti di Mco

L'opus di Tarantino è come un enorme uovo di Pasqua. Non si vede l'ora di scoprirne la sorpresa ma, per farlo, occorre prima togliere la carta e poi rompere il cioccolato che la nasconde. Qui servono due ore verbose, ricche di citazioni cinefile ma povere di reale interesse, per arrivare a gustare un momentum di quelli inobliabili. Pitt in acido e Di Caprio con il lanciafiamme sono emblemi di un cinema degli eccessi che travolge tutto e tutti, disperdendo nel sangue chi tentava di fare altrettanto con loro. Film intermittente ma che abbacina.
MEMORABILE: "Stanno tutti bene?", "No, gli hippy direi di no"; La Robbie al cinema con i piedi sulle poltroncine; Pitt che prepara la pappa al cane.

Fabbiu 26/09/19 22:17 - 1928 commenti

I gusti di Fabbiu

Al nono titolo Tarantino presenta la summa delle dichiarazioni d'amore per il cinema con cui si è formato. Trasuda di trovate tipiche del suo stile, mentre vengono ridotti sia la dose di violenza, relegata perlopiù all'atteso momento della rivalsa punitiva, che i dialoghi, meno frenetici e ansiogeni della norma. E' interessante la costruzione delle aspettative verso il finale, suggerita tramite alcuni depistaggi nei confronti della curiosità dello spettatore. Musiche e ambientazioni eccellenti, come le interpretazioni di tutto il cast.
MEMORABILE: Visita allo Spahn Movie Ranch.

Gabrius79 25/09/19 22:50 - 1183 commenti

I gusti di Gabrius79

La classe e lo stile di Tarantino sono indubbie, però il film funziona a metà. La prima parte è lenta e tirata troppo per le lunghe rischiando di far quasi sbadigliare. Fortunatamente ci si riscatta con una seconda parte coinvolgente e ricca di azione e sprazzi di humour talvolta involontario. Scontro tra titani fra Di Caprio e Pitt, ma quest’ultimo vince ai punti. E poi c’è la deliziosa e dolce Robbie, che è il valore aggiunto. Buone ricostruzioni d’epoca. Vedibile ma francamente troppo lungo.

Rocchiola 27/09/19 09:11 - 849 commenti

I gusti di Rocchiola

Come compilation di citazioni cinefilo-musicali è eccezionale, ma come film risulta del tutto inconsistente. Nel suo girovagare per la Los Angeles della “Summer of love” tra finzione e realtà, Tarantino finisce per annoiare come in Hateful eight e anche il tanto strombazzato finale "mansoniano" delude, con una violenza parodistica difficile da prendere sul serio. E se in Bastardi senza gloria si permetteva di riscrivere la storia con ambizioni da metacinema, qui semplicemente rifiuta in modo del tutto gratuito la realtà storica degli eventi.
MEMORABILE: Pitt che manda al tappeto un Bruce Lee eccessivamente ciarliero; La lezione dell’attrice bambina a DiCaprio; La visita al ranch di Manson.

Thedude94 28/09/19 01:18 - 524 commenti

I gusti di Thedude94

Rick Dalton entra a tutti gli effetti nell'universo tarantiniano con questo film, che rappresenta tutto l'amore che il regista americano ha per il cinema di ogni genere e forma. La maestria della regia e la freschezza del montaggio fanno da base solida a una storia di fallimenti, amicizia e follia che riesce a intrattenere poiché non disturba, anzi coinvolge, mediante quelle scene in cui un ottimo Pitt e un meraviglioso Di Caprio vanno sopra le righe. Ottima la Robbie, la quale rappresenta quel cinema hollywoodiano che forse non esiste più.
MEMORABILE: Tutto il finale.

Fauno 28/09/19 01:26 - 1901 commenti

I gusti di Fauno

Disumano andare avanti per i 9/10 del film in un esercizio di stile che va a imporre alla Hollywood del '69 il postulato odierno "uno uguale a uno", infarcendo il tutto con cartellonistica e pubblicità dell'epoca e finendo per far godere la visione solo quando si è sul personaggio della controfigura interpretato da Pitt, mentre la Robbie è la classica bambola di pezza e la Qualley anche se valida è assai prevedibile. Poi Tarantino si ricorda chi è e fa un finale col botto con le più belle scene mai girate da lui, ma la smargiassata dell'attesa è imperdonabile.
MEMORABILE: L'accompagnamento di "You keep me hanging on" dei Vanilla Fudge sulla scena clou del film; Le provocazioni di Pussycat a Cliff in auto.

Caesars 30/09/19 11:11 - 2658 commenti

I gusti di Caesars

Tarantino ancora una volta mescola la Storia con le sue storie e nel farlo non si esime nemmeno dal modificare i fatti reali. Il risultato finale è buono, a patto di gradire le mille citazioni cinematografiche che disseminano la pellicola. Davvero valide le interpretazioni di Di Caprio e di Pitt e bella la ricostruzione di un'epoca indimenticabile. Ottima, al solito, la scelta delle musiche. Due ore e quaranta passano senza un attimo di noia e questo è sicuramente un gran risultato.

Redeyes 30/09/19 18:10 - 2128 commenti

I gusti di Redeyes

Specchio specchio delle mie brame sono io il più bravo del reame? Da questo quesito muove i passi il nostro Quentin, più attento a dispensare amor proprio e per il cinema che a regalarci un quadro realmente godibile. Sia chiaro, la pellicola non è male, ma pare quasi sorreggersi più sull'idea, sul sogno che sulla realtà; la verbosità che ci piace invece si defila, il pulp appare in pochi frangenti e la dinamicità soccombe. Per assurdo che sia, senza i due "mostri" sacri Brad e sopratutto Leo saremmo qua a enfatizzarlo?
MEMORABILE: La pappa al cane; La visita al ranch di Manson; Il "sacrilego" match con Bruce Lee.

Dzekobsc16 1/10/19 18:01 - 18 commenti

I gusti di Dzekobsc16

Sarebbe un buon film da 3 pallini per tre quarti, con una trama comunque godibile e un'ambientazione davvero ben fatta. Di Caprio e Pitt sono in perfetta armonia, la Robbie forse un po' troppo frivola anche se il ruolo necessita un atteggiamento simile. Poi arriva il finale e Tarantino si ricorda di essere Tarantino, estraendo dal cilindro forse una delle migliori scene della sua carriera cinematografica, davvero esplosiva.
MEMORABILE: Di Caprio che usa il lanciafiamme per bruciare viva la ragazza hippie: Tarantino allo stato puro.

Ilbaso 2/10/19 12:09 - 2 commenti

I gusti di Ilbaso

Un Tarantino irriconoscibile confeziona un prodotto dall'aspetto gradevole ma completamente assente di plot e archi narrativi. Mancano i classici dialoghi tarantiniani a dare sostanza al tutto e fisionomia ai personaggi. Il film si riduce solo a una serie di scenette assolutamente slegate. Da salvare la regia e il montaggio, come le interpretazioni di Pitt e Di Caprio, tutto il resto è da buttare. Da Pacino a Qualley, cast secondario sprecatissimo. Robbie fondamentalmente muta. Vergognoso il trattamento su Lee, James Dean e Polanski.
MEMORABILE: I 10 minuti finali che salvano il film, che collidono però con tutto ciò che si è visto prima.

Maxx g 2/10/19 16:48 - 491 commenti

I gusti di Maxx g

Nono film di Tarantino, è una sorta di omaggio che il regista fa... a se stesso, con tutto ciò che gli piace. La storia è una "non storia", nel senso che dovrebbe raccontare le vicende di un attore e della sua controfigura, ma si perde in sottotrame che potevano essere tranquillamente sforbiciate. Certo, il divertimento non si discute, ma si ha l'impressione di qualcosa di autocelebrativo: due ore e 40 insomma sono troppe. Qualche incursione di dubbio gusto come il massacro prima della fine. Merita una visione ma senza aspettarsi troppo.
MEMORABILE: Il duello tra Bruce Lee e Brad Pitt; Sharon Tate divertita al cinema.

Noodles 3/10/19 00:45 - 793 commenti

I gusti di Noodles

Le ricostruzioni dell'epoca e alcuni personaggi varrebbero l'Oscar e ovviamente il prezzo del biglietto. Per non parlare della sceneggiatura e di un ritmo sempre avvincente, nonché di due grandi Pitt e Di Caprio. Tarantino però gira un po' per se stesso e riempie il suo film di citazioni dei suoi registi e film di culto e di altri tipici cliché del suo cinema, finendo per annoiare. Finale che deluderà molti. Riscrivere la storia è un'operazione interessante, ma qui non è stata fatta al meglio.

Nancy 6/10/19 13:40 - 771 commenti

I gusti di Nancy

Tarantino gira su se stesso e fa un film vuoto, fiero del sostegno facile di chi in nome di una mania collettiva comunque paga il prezzo del biglietto (chi scrive compresa). Una serie di scenette inutili compongono il primo tempo, in cui tutto il divertimento sta nel cogliere i riferimenti. Nel secondo qualcosa si muove (unica scena salvabile quella con Bruce Dern), ma viene soffocato dalla necessità di ultraviolenza gratuita e sbrigativa con cui si conclude. Di cattivo gusto tutta una serie di inquadrature fetish.

Victorvega 6/10/19 15:21 - 289 commenti

I gusti di Victorvega

Tarantino è così colmo di talento che per fare un film brutto dovrebbe esser costretto con una pistola. In caso contrario qualcosa di buono riesce sempre. Succede anche in questo film che, a vederlo sotto un'altra ottica, per certi versi è il meno tarantiniano dei suoi, perlomeno prima del violento quarto d'ora finale. Tecnicamente ineccepibile ma eccessivamente dilatato. Il suo omaggio al cinema di genere prende altre forme, non rappresentandone una versione moderna ma mostrando il making of. Di Caprio e Pitt al top.

Lou 6/10/19 19:53 - 934 commenti

I gusti di Lou

Tarantino prende spunto dall'efferato omicidio di Sharon Tate del '69 per rivisitare a suo modo gli eventi, ma più che altro per raccontare, tra omaggio e derisione, la Hollywood di quegli anni. Due ore di noia mortale fanno da introduzione alla mezz'ora di azione finale, con inevitabile resa dei conti splatter. Il regista americano è sempre più compiaciuto, ormai convinto di potersi permettere qualsiasi cosa. Nulla da eccepire per quanto attiene alla tecnica, al cast stellare, all'ottima ricostruzione e all'uso della musica, ma non basta.

Cotola 8/10/19 13:19 - 7413 commenti

I gusti di Cotola

Omaggio divertente e parzialmente riuscito alla Hollywood che fu ed al cinema amato (e qui anche affettuosamente parodiato) da Tarantino. Per questo film, più che per altri del regista, il gradimento dipende dall'avere o meno una certa "cultura" cinematografica e cioè nel conoscere ciò di cui il regista parla: altrimenti il rischio di perdersi più di qualcosa è alto. Non ci si annoia mai (se si conosce ed ama Tarantino) ma la maxi durata è ingiustificata: c'è chi potrebbe gradire poco. Troppo fine a se stesso e manchevole di quel qualcosa che lo renda se non mitico, almeno grande.
MEMORABILE: I riferimenti agli spaghetti-western; Bruce Lee; Pitt ed il cane; La parte finale; "Roba da diavolo".

Fedeerra 13/10/19 22:25 - 401 commenti

I gusti di Fedeerra

Il prefinale è scioccante, abbacinante; il finale sottile e beffardo. Peccato che per arrivarci occorra sorbirsi 100 minuti di totale autocelebrazione mista a noia. La si tira per le lunghe e alla fine l’autorialità (uno scopo per cui è nato questo film) si sfilaccia e si perde nel vuoto. Sprecatissime Margot Robbie e Margaret Qualley. In definitiva un ni!

Gabigol 22/10/19 01:28 - 409 commenti

I gusti di Gabigol

La riscrittura della Hollywood di fine anni '60 si tramuta in un omaggio divertito a quel mondo di attori, produttori, comparse e star consegnate all'immortalità del cinema, inteso nel suo senso più vasto (senza distinzioni tra cinema alto e basso: Tarantino sguazza nella serie B). Se il gioco di citazioni e ammiccamenti cinematografici diventa esagerato (la durata andava in po' smussata), la sceneggiatura del film consegna due ottimi personaggi principali nonché i classici dialoghi al fulmicotone che hanno reso celebre il regista.

Herrkinski 21/11/19 15:39 - 4973 commenti

I gusti di Herrkinski

La Hollywood dei tempi d'oro e gli "Swinging Sixties" secondo Tarantino, che crea una sorta di realtà alternativa in cui omaggiare quel periodo magico e i suoi protagonisti; una vera e propria lettera d'amore a un'epoca chiusa tragicamente dalla vicenda Manson, qui affrontata nell'ultima parte e risolta brillantemente in alcune delle scene più "tarantiniane" mai girate dal regista. Tutto splendido: dalla ricostruzione storica alle mille citazioni fino a un cast caro a Quentin su cui svetta la coppia Di Caprio/Pitt, straordinaria. Grande cinema.
MEMORABILE: Bruce Lee; Allo Spahn Ranch; Il finale.

Domino86 3/12/19 20:06 - 534 commenti

I gusti di Domino86

Omaggio a Hollywood, alla sua vita e ai suoi personaggi: questa è la base della nuova pellicola del maestro Tarantino, però questa volta si rischia la delusione. Certo le aspettative verso il buon Quentin sono sempre alte e quindi ci si aspetta sempre qualcosa di eccezionale, ma la pellicola a tratti annoia, mostra del superfluo. Nella parte finale si ritrova maggiormente la "sua mano" e le scene si apprezzano di più. Belvedere la coppia Pitt/Di Caprio.

Beffardo57 3/12/19 08:08 - 262 commenti

I gusti di Beffardo57

Quentin Tarantino sembra avere imboccato il viale del tramonto (che sia stato sopravvalutato?). Qui, a parte la impeccabile ricostruzione d'ambiente, la fotografia ipercromatica e la professionalità delle riprese, non c'è nulla, se non le ossessioni cinefile del regista e la sua propensione all'autocitazione. Due ore e mezza di noia, cercando di capire dove voglia andare a parare. Ci si chiede se l'autore sia lo stesso che ci ha regalato Pulp fiction, una gioia per lo spettatore.

Pesten 3/05/20 10:14 - 632 commenti

I gusti di Pesten

Lo si potrebbe definire lungo e annacquato, ma solo la mezz'ora finale meriterebbe un'attesa di giorni, per la sua spettacolarità. Questo film ne conta una decina uniti insieme, una visione agrodolce e malinconica di un luogo (Hollywood) e di un certo tipo di cinema tanto cari al regista che, come al solito, infarcisce la storia di citazioni più o meno cult che faranno contenti i cinefili italiani. DiCaprio top e anche Pitt, grandi momenti di recitazione, precisione maniacale nella ricostruzione dei dettagli, ironia e sangue. Buona visione a tutti.
MEMORABILE: Il finale.

Hackett 9/02/20 09:38 - 1720 commenti

I gusti di Hackett

Tarantino omaggia alla grande la Hollywood che l'ha fatto sognare e diventare quello che è. Tra le luci della ribalta e l'artigianalità di una fabbrica dei sogni vista con le lenti della nostalgia, ci narra la vita di due personaggi immaginari e fa in modo che la finzione riesca per magia a riscrivere in qualche modo la storia reale. Film sentito nel quale il regista si prende il lusso di non fare Tarantino.

Daniela 10/12/19 22:08 - 9120 commenti

I gusti di Daniela

Il film meno strutturato e più autoreferenziale di Tarantino, un Amarcord venato di bonaria ironia sulla Hollywood di fine anni 60, nel momento in cui la rivolta dei figli dei fiori stava per mostrare un lato deviato oscuro. Cine-onnivoro insaziabile, il regista si rivolge soprattutto ad un pubblico cinefilo, inondandolo con una pioggia ininterrotta di citazioni e link mentali che delizia e stordisce, condita da momenti memorabili e culminante in un finale alternativo esaltante, come era lecito attendersi da chi ha fatto sparare a Hitler. Gran cast con DiCaprio e Pitt al top.
MEMORABILE: Il cane di Cliff; La "gita" di Cliff a Spahn Ranch, vero film nel film; La parentesi italiana; Tutta l'ultima mezz'ora

Didda23 13/12/19 09:24 - 2280 commenti

I gusti di Didda23

Registicamente sinuoso e abbacinante, con una scelta delle inquadrature sublime e un finale che esalta le qualità dell'americano. Nel mentre una sceneggiatura che - incredibilmente - non è all'altezza della fama del maestro con dialoghi mai memorabili e un corpo centrale di greve pesantezza. Di Caprio è attore vero, ma è la performance di Pitt a restare indelebile. Nel complesso un buon film, qualitativamente ondivago con alti (la visita al ranch) e bassi (l'esasperato feticismo dei piedi). La Manson family rimane troppo sullo sfondo...
MEMORABILE: I tentativi di rimorchio della Qualley; Il confronto fra Di Caprio e la giovane attrice; Le "farloccandine" del periodo italiano.

Capannelle 14/12/19 18:39 - 3698 commenti

I gusti di Capannelle

Dopo aver propinato due ore slegate e poco coinvolgenti QT pensa di porre rimedio con un finale ad alto volume ma ugualmente senza senso. Cosa salvare da questo poutpourri di camei, citazioni e abiti d'epoca? La prova di Brad Pitt, il sorriso della Robbie, un paio di dialoghi (sul set western e nel ranch) e il lanciafiamme. Per il resto, ci sono tutti gli ingredienti (tecnica e attori) ma non c'è alcuna volontà di amalgamarli con un senso compiuto e con una progressione narrativa che coinvolga. E così anche il potenziale grottesco svanisce presto.

Galbo 18/12/19 10:35 - 11320 commenti

I gusti di Galbo

Sentito omaggio di Tantino alla città degli angeli e al mondo del cinema. Florilegio di citazioni, il film è destinato prevalentemente ai cultori della settima arte. Più complesso delle apparenze, e “avvolto” in una confezione assai raffinata (con l’unico limite di una lunghezza eccessiva), si avvale di un cast di grande livello, con Di Caprio autore di una prova magistrale, che supera ai punti quella di Pitt. Eccellente come sempre la colonna sonora. Un buon film.

Greymouser 3/01/20 10:58 - 1458 commenti

I gusti di Greymouser

Fantasmagorico zibaldone su personaggi, miti e leggende hollywoodiani, in particolare sulla vicenda Tate-Polanski, sorretto da una sceneggiatura a incastri che da un lato ricorda Pulp fiction, dall'altro si risolve in un geniale "what if" che non è possibile svelare. A molti farà storcere il naso, ma è impossibile non sentire l'incredibile passione cinefila, il senso della narrazione, la sincerità profonda di un omaggio alla settima arte tributato da un regista di immenso talento. Durata lunga, eppure sembra finire troppo presto.

Bullseye2 4/01/20 20:48 - 89 commenti

I gusti di Bullseye2

Un divertimento per amatori della settima arte, ma il film dov'è? Tarantino accumula idee, visioni e situazioni che faranno gongolare di piacere il cinefilo intenditore, dimenticandosi però di approfondire i tanti spunti degni di riflessione ulteriore (il fallimento artistico/esistenziale di un attore, l'amicizia virile, la fine del movimento hippy e dell'età dell'innocenza degli Stati Uniti). Ottimi DiCaprio e Pitt, mentre Margot Robbie è un bella statuina e nulla più; quasi tre ore, però, non sono giustificabili per un elenco di citazioni.
MEMORABILE: In negativo: l'offensivo ritratto di Bruce Lee.

Paulaster 10/01/20 10:05 - 2691 commenti

I gusti di Paulaster

Attore in crisi vive accanto a Polanski nel 1969. Tarantino affronta la vicenda Sharon Tate partendo da lontano: gli hippie sembrano più imbranati che invasati. Pitt, di gran presenza, ha le scene migliori mentre DiCaprio non riesce a incidere con il suo personaggio (come la Robbie). Trama perlopiù senza mordente in cui il regista si sbizzarrisce in citazioni e qualche feticismo di troppo. Ultima parte soddisfacente per ritmo e scelte, conclude come a calare un sipario sul cinema degli anni '60.
MEMORABILE: Il lanciafiamme; Il cambio ruota; L'incontro con Bruce Lee; Il cane che azzanna; Le locandine.

Berto88fi 24/01/20 13:39 - 199 commenti

I gusti di Berto88fi

Mai avere troppe aspettative, e qui c'è la conferma: estetica splendente nella Hollywood degli anni ruggenti, protagonisti in sintonia con un Di Caprio perfetto (la Robbie sfruttata poco), colonna sonora strepitosa; il tutto non controbilanciato dalla storia, incerta su dove andare a parare e sorretta solo dalle citazioni. Troppe le lungaggini che intaccano il ritmo, mentre la durata eccessiva non aiuta. Occasione mancata, che non si riscatta neanche in un finale all'altezza.

Lupus73 29/02/20 04:33 - 512 commenti

I gusti di Lupus73

Cinema che celebra il cinema. L'intrattenimento viene meno in favore di una prolissa rievocazione della Hollywood "che fu" piena di parti stagnanti e trovate tristemente mediocri che tentano di essere brillanti: Bruce Lee picchiato dallo stuntman/Pitt o Manson che uccise la Tate, storia reinventata in maniera farsesca come in Bastardi senza gloria. Citazioni, tarantinate, attori finti che guardano film veri e viceversa, ma la sceneggiatura arranca e il vuoto regna sovrano in un soggetto piuttosto sfocato e dispersivo. Fiacca e deludente pagliacciata.
MEMORABILE: finti film con protagonista Di Caprio; La citazione di Sergio Corbucci e degli spaghetti western.

Markus 1/03/20 14:28 - 3234 commenti

I gusti di Markus

L'amore per il cinema hollywoodiano fine Anni '60 in un film. La maestria di Quentin Tarantino si misura in un atto sentimentale/nostalgico che il regista riesce a mostrare con la gradevolezza e la ricchezza delle location, dei costumi e delle interpretazioni. In tutto questo c'è un però non da poco: la pecca di una scrittura non eccelsa, che si manifesta non proprio piacevolmente in una durata fiume, talora senza che ve ne sia una reale necessità (scene protratte all'infinito, dialoghi lunghi e tediosi). Esteticamente bello.

Ryo 15/04/20 14:50 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

Attesa, attesa e attesa. Tarantino sembra voglia mostrare quanto sa della storia del cinema e quanto nostalgico la vecchia Hollywood lo faccia sentire. La recitazione è fantastica. La regia è fantastica. Ma la trama sembra così piatta... Manca quasi totalmente lo sviluppo dei personaggi, Brad Pitt non evolve e Margot Robbie ha pochissimo spazio. Il finale è senza dubbio la parte più divertente e solo lì si vede i vero Tarantino. Il resto sembra un film "normale". Colonna sonora fenomenale che coglie perfettamente l'atmosfera.

Piero68 4/05/20 09:45 - 2752 commenti

I gusti di Piero68

Ormai è ufficiale! Tarantino ha perso la sua mano e la sua capacità di raccontare personaggi e situazioni border-line. E' entrato nella classica fase di autocompiacimento in cui la storia non conta; basta la giusta inquadratura. E così se tutta la storia del personaggio di DiCaprio è assolutamente ininfluente, quella di Pitt assume rilevanza non foss'altro che per il finale. Ormai è così, nei film di Tarantino: per godere di 15-20 minuti di vero cinema, ti devi sorbire due ore di noia allo stato puro.

Muttl19741 2/06/20 00:49 - 103 commenti

I gusti di Muttl19741

Un grande tributo al cinema hollywoodiano (con una nota sempre piacevole sul cinema italiano) degli anni Sessanta, una meravigliosa carrellata multimediale di luci, colori, suoni, immagini, canzoni e volti. Bella la storia della star imbolsita, in picchiata, ma ancora di talento, interpretata da uno straordinario Di Caprio, sostenuta dal tuttofare Cliff affidato al magnetico Brad Pitt (ottimo, forse non da Oscar ma va benissimo così). Finale epico, esilarante e commovente. L'ennesimo centro per il visionario Tarantino.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Raremirko • 23/11/19 01:32
    Addetto riparazione hardware - 3441 interventi
    SPOILER E più che altro Tarantino si è violentemente vendicato dell'agguato ai danni dei veri attentatori.
  • Discussione Fauno • 23/11/19 09:52
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    I 20 minuti finali battono tutte le scene più belle girate in quasi 30 anni, e la trovata di metterci come sottofondo You keep me hanging on dei Vanilla Fudge (che era un gruppo che privilegiava l'organo ecclesiastico) è qualcosa di sublime, sembra quasi un dolce trapasso in uno dei tre regni danteschi dell'aldilà, ma per più di due ore, ok agli scorci magnifici di Beverly Hills, ma per me sopportare Di Caprio è stato peggio che sopportare il peggior Lino Capolicchio...Semplicemente odioso, assieme a tutti i chiacchiere e distintivi di Hollywood, e la scena di Bruce Lee mi ha lasciato nell'indifferenza più totale. Sembra che Tarantino sia talmente convinto di essere un genio (e non dico che non lo sia!), da potersi permettere delle lunghe pause di noia da elargire al suo pubblico. Certo che quando colpisce forte non lascia scampo, ma coi suoi giochini mentali è un'eminenza davvero poco amabile...
  • Discussione Raremirko • 23/11/19 22:34
    Addetto riparazione hardware - 3441 interventi
    Fauno ebbe a dire: I 20 minuti finali battono tutte le scene più belle girate in quasi 30 anni, e la trovata di metterci come sottofondo You keep me hanging on dei Vanilla Fudge (che era un gruppo che privilegiava l'organo ecclesiastico) è qualcosa di sublime, sembra quasi un dolce trapasso in uno dei tre regni danteschi dell'aldilà, ma per più di due ore, ok agli scorci magnifici di Beverly Hills, ma per me sopportare Di Caprio è stato peggio che sopportare il peggior Lino Capolicchio...Semplicemente odioso, assieme a tutti i chiacchiere e distintivi di Hollywood, e la scena di Bruce Lee mi ha lasciato nell'indifferenza più totale. Sembra che Tarantino sia talmente convinto di essere un genio (e non dico che non lo sia!), da potersi permettere delle lunghe pause di noia da elargire al suo pubblico. Certo che quando colpisce forte non lascia scampo, ma coi suoi giochini mentali è un'eminenza davvero poco amabile... Grande Fauno, proprio così, non lascia scampo; me la ricorderò per parecchio la scena finale; non ti è piaciuta neanche la visita di Pitt al ranch? Quella si che da tensione...
  • Discussione Fauno • 23/11/19 22:36
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    Sì, infatti cosa ho scritto nel commento? Che son le scene con Brad Pitt la parte più piacevole del film, fra cui anche quella.
  • Discussione Raremirko • 23/11/19 22:57
    Addetto riparazione hardware - 3441 interventi
    Fauno ebbe a dire: Sì, infatti cosa ho scritto nel commento? Che son le scene con Brad Pitt la parte più piacevole del film, fra cui anche quella. Fosse stato tutto su quello stile lì il film, avremmo per le mani una roba incredibile...
  • Discussione Herrkinski • 24/11/19 21:02
    Scrivano - 2287 interventi
    Fauno ebbe a dire: Sembra che Tarantino sia talmente convinto di essere un genio (e non dico che non lo sia!), da potersi permettere delle lunghe pause di noia da elargire al suo pubblico. Certo che quando colpisce forte non lascia scampo, ma coi suoi giochini mentali è un'eminenza davvero poco amabile... Questo lo pensavo anch'io per il precedente Hateful Eight ad essere onesto, ma a questo giro non ho trovato il film noioso. Penso sia molto meno prolisso di altre sue opere degli ultimi anni e i vari protagonisti comunque vivono diverse situazioni che mi hanno intrattenuto divertendomi. Ma Di Caprio lo odi a prescindere o solo in questo film?
  • Discussione Capannelle • 12/12/19 00:06
    Scrivano - 2495 interventi
    Fine del primo tempo e Noia batte Divertimento 3-1. L'allenatore ha fatto cucire e stirare bene le magliette ma sono rimaste linde, poco sudore, più che una partita vera sembra la Playstation. MVP l'innocenza di Margot Robbie. A domani per la ripresa. La ripresa non porta novità di rilievo e nel finale Quentin affonda miseramente (in piscina) affidando ogni velleità ad un cane, Brandy, attaccato ai testicoli di un ridicolo cattivo. Il cazzeggio citazionista di QT esce tra i fischi del pubblico.
    Ultima modifica: 14/12/19 18:48 da Capannelle
  • Curiosità Cotola • 10/02/20 02:46
    Consigliere avanzato - 3607 interventi
    Oscar 2020 per il miglior attore non protagonista a Brad Pitt e per le migliori scenografie.
  • Discussione Daniela • 10/02/20 03:32
    Consigliere massimo - 5023 interventi
    Cotola ebbe a dire: Oscar per il miglior attore non protagonista a Brad Pitt. Per Pitt il primo Oscar per la sua attività come attore, avendolo già vinto uno in qualità di produttore di 12 anni schiavo, miglior film 2014.
  • Discussione Fauno • 10/02/20 21:51
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    Per Herrkinski: vedo solo ora la tua domanda. Di Caprio l'ho visto troppo poco per poterlo valutare, certo che non mi è piaciuto né qui né tantomeno in Bastardi senza gloria.