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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/10/06 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 3/02/07 00:11 - 4994 commenti

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Interessante prodotto para argentiano, con non molta tensione, che sconta un po' i decenni. Non funzionano neppure qui i siparietti comici, che non funzionano neppure in Argento. Buona la trovata finale, mentre a non convincere sono gli interrogatori di Giannini (ma che razza di indagine è?), peraltro interprete corretto. Notevole gineceo Anni Settanta (bellissima la Sandrelli) e notevole la trovata dell'ingrandimento fotografico. Chi ha occhio riconoscerà la Giorgi e la Mancini (nel bagno turco!). Guardabile con profitto.

Caesars 14/05/07 12:06 - 3039 commenti

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Non certo uno dei migliori simil-argento girati negli anni '70, con una regia un po' piatta che non riesce a far decollare la tensione. Un Giannini non ancora famoso interpreta il personaggio dell'ispettore, il resto del cast vede altri nomi non certo sconosciuti. Splendida come sempre Barbara Bouchet che purtroppo resta in scena troppo poco. Senza grandi acuti, rimane comunque un prodotto vedibile.

Undying 16/05/07 23:00 - 3819 commenti

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Discreto giallo, ispirato dal successo della trilogia con titolo d'animale diretta da Dario Argento. Ma l'opera di Cavara (regista anche del mediocre ...E Tanta Paura) non è tacciabile d'emulazione/reiterazione, perché la pellicola si avvale di ottime interpretazioni (Giannini su tutti, nel ruolo di ispettore depresso e demotivato), di Barbara Bouchet e Stefania Sandrelli, di una salda regia e di un'ottima sceneggiatura. Modus operandi (spillone paralizzante da cui il titolo) rivisto in seguito in Murderock.

Homesick 28/05/07 18:42 - 5737 commenti

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Argentiano e non troppo riuscito a causa di un assassino facilmente identificabile fin dall’inizio, scarsa tensione e finale deludente ed improbabile. Ricorrono tutti i luoghi comuni del thriller anni 70: iconografia del killer, traumi, false piste, brutalità degli omicidi (riuscitissimo quello della Bouchet), ambientazione equivoca, omosessualità esplicita o velata, corruzione, nudi femminili e morbosità. Molto ricco il cast: da Giannini a Eugene Walter.

G.Godardi 30/09/07 21:44 - 950 commenti

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Epigono argentiano con abbondanti echi di Fulci (curiosamente sarà proprio quest'ultimo a fare in futuro un film analogo a questo per via del modus operandi dell'assassino). Un film senza infamia né lode, girato più che dignitosamente e sorretto da un buon cast. La sceneggiatura invece è troppo prevedibile. La morte della Bouchet (un nome di punta del tempo) quasi ad inizio film anticipa l'analogo espediente utilizzato da Craven in Scream, quando farà morire la Berrymore nel prologo.

Cotola 29/02/08 00:49 - 8048 commenti

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Thriller a forti tinte erotiche che alterna bei momenti (sia da un punto di vista visivo sia da quello della tensione narrativa) a parentesi un po' goffe, inutili e noiose. La bella regia non è insomma supportata adeguatamente dalla sceneggiatura che a tratti è piuttosto banale (specie nello scioglimento dell'intreccio). In ogni caso un buon film, che non deluderà i fan del genere e delle bellezze muliebri, ma che avrebbe potuto essere molto migliore.

Ciavazzaro 2/04/08 15:13 - 4771 commenti

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Ottimo giallo di Cavara, che si distingue per il metodo con cui vengono compiuti i delitti (un ago che paralizza la vittima che viene squartata quando non può più muoversi). Il plot giallo è solidissimo e fuorvia in modo intelligente lo spettatore varie volte (è difficile capire l'identità dell'omicida). Come contorno un cast femminile di tutto rispetto: Bouchet, Incontrera, Lange, Falk, Bach, Sandrelli e (maschio...) Giannini. Ottime anche la colonna sonora e la fotografia.
MEMORABILE: L'omicidio della Bouchet e quello della Incontrera.

Mark 13/05/08 13:53 - 264 commenti

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Giallo partorito assecondando lo stereotipo dei thriller argentiani dell'epoca nel cui filone si inserisce senza pretese; il guaio è che la sceneggiatura scricchiola vistosamente, la suspance che pure alcune scene vorrebbero infondere nello spettatore non va mai oltre il canone mediocre del tentativo... Tempi morti disseminati qua e là e un cast di tutto rispetto, due giovanissimi Giancarlo Giannini e Stefania Sandrelli, assolutamente sprecati per la pochezza della trama, catapultati lì col solo scopo di riscattare le carenze della pellicola.

Ghostship 30/05/08 13:50 - 394 commenti

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Onesto thriller che si rifà in parte al filone argentiano per tematiche, anche se meno cruento della media. La fotografia è un po' zoppicante, ma la regia di Cavara risulta sicura e personale. Cast all-star. Manca la tensione e questo per il genere è un grave difetto. Risulta poi poco credibile la soluzione finale. Belle le scenografie tipicamente Anni Settanta, un po' sotto tono il maestro Morricone.

Hackett 22/07/08 13:48 - 1807 commenti

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Discreto thriller molto ispirato dalla moda argentiana dell'epoca. Se non si considera che è possibile individuare l'assassino entro i primi dieci minuti, si può comunque trovarlo un interessante lavoro, anche grazie alla presenza di un bravo Giannini alle prime armi e di donne molto belle. Interessante (per i cultori di un noto film) trovare nel finale l'attore Eugene Walter.
MEMORABILE: Il lungo inseguimento a piedi sui tetti di un palazzo romano.

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Ianrufus 24/08/08 22:42 - 139 commenti

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I difetti non mancano in questo ennesimo giallo argentiano (a partire dagli omicidi, raramente così poco convincenti) ma sono le parti extra che lo rendono particolare; basti pensare alla figura del commissario (non convinto) e del suo interprete (Giannini, forse anche lui non convinto e perciò in parte) o alla Sandrelli (doppiata). Proprio nella coppia di sposini innamorati sta la rivoluzione; per una volta il commissario non è incazzato, cornificato o vedovo per morte violenta. Anzi, si deve preoccupare dei mobili di casa!

Mascherato 2/12/08 23:05 - 583 commenti

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Il filone degli animali nel titolo, di matrice argentiana, si arricchisce (si fa per dire) di questo pallosissimo thriller di Cavara con assassino intuibile dall'inizio (secondo la logica del meno sospettabile che vigeva a quel tempo), che spreca un cast di tutto rispetto (la Bouchet, Tranquilli, Barbara Bach, Claudine Auger, Rossella Falk oltre a Giannini e la Sandrelli) azzeccando solo la scena di inseguimento su per i tetti.

Bruce 19/01/09 14:38 - 1006 commenti

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Dichiaratamente argentiano fin dal titolo, il film è un buon thriller, anche abbastanza violento, caratterizzato dalla presenza di un gran numero di bellezze dell'epoca (Sandrelli, Bouchet, Auger e Bach), spesso svestite. La parte del commissario tocca ad un giovane Giannini, non troppo a suo agio. Una buona produzione, curata in ogni sua parte. Piuttosto anonima risulta invece la regia di Cavara.

Cif 26/03/09 01:41 - 272 commenti

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Non è un autentico giallo perché cela allo spettatore indizi fondamentali a risolvere l'enigma (e ciò è di norma poco gradito dai giallisti...). Di argentiano c'è solo il titolo, per il resto Cavara mette su pellicola il proprio talento visivo (belle e personali inquadrature, specie negli inseguimenti, negli interni e nelle scene in penombra o notturne) e un pizzico di caratterizzazione dei personaggi in chiave comedy (che poi riprenderà in E tanta paura). Però Giannini/commissario timido mette tristezza per quanto è imbecille (è pure doppiato!). Abbastanza inutile la presenza della Sandrelli.
MEMORABILE: Le scene con la Bouchet.

Stefania 5/06/09 12:34 - 1600 commenti

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L'unico elemento di originalità di questo thriller Anni Settanta è, effettivamente, la trovata dello spillone che paralizza le vittime, lasciandole coscienti. Per il resto, solito assassino traumatizzato, soliti vizi e vizietti, soliti guanti neri, solite belle donne. La Sandrelli non è mai stata così irritante nel suo ruolo di mogliettina svampita, Giannini mai così svogliato. La scena meglio riuscita, quella dell'omicidio della Bouchet, è all'inizio, poi un rapido ed inesorabile declino. Mediocre.

Tomastich 17/09/09 11:26 - 1225 commenti

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Con un cast del genere Sergio Martino ci avrebbe fatto il suo capolavoro (senza togliere niente a Tutti i colori del buio, ci mancherebbe), invece Paolo Cavara dirige questo "carrozzone" in maniera semplicistica, lineare che fortunamente non incide nello svolgimento della trama thriller.

Herrkinski 27/11/09 19:34 - 6070 commenti

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Abbastanza deludente questo giallo di matrice argentiana. La trama, seppur scorrevole e meno assurda di altri epigoni del genere, non riesce a coinvolgere più di tanto; il mettere in mostra, più o meno nude, le protagoniste femminili (peraltro tutte di alta caratura e nei loro anni d'oro), non basta comunque a migliorare la situazione. Giannini sembra spaesato (non sempre per esigenze di copione), la soluzione dell'enigma lascia un po' indifferenti; buona l'idea dello spillone paralizzante, ma il film non è tra i migliori esempi del genere.

Funesto 24/10/09 19:19 - 525 commenti

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Non male. Un discreto film sulla falsariga de L'uccello che eredita da quest'ultimo una certa atmosfera sinistra, un pizzico di misoginia, il titolo "zoofilo" e una certa precisione nel descrivere la preparazione degli omicidi (molti dei quali offscreen) da parte del killer. Sorretto da una buona sceneggiatura e da buone interpretazioni, pecca però di tensione (e glielo hanno criticato tutti, anche se a me non sembra una cosa grave) e ha un'eccessiva derivatività della (comunque buona) regia. Sottotono le musiche, ottima l'estetica. **!.
MEMORABILE: Il delitto della Bach.

Metuant 2/01/10 20:45 - 455 commenti

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Discreto clone argentiano di buona fattura con un cast d'eccezione, che però contribuisce anche a mostrare i limiti della pellicola: sebbene di alta caratura, i due protagonisti non sembrano essere completamente a loro agio in quei panni e la storia ne risente. Gli omicidi sono originali nella concezione, ma di fatto poco incisivi, così come il finale è a bassa tensione. Nonostante tutto, rimane sempre un prodotto valido.

Fauno 22/03/10 16:02 - 2014 commenti

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Quando il commissario protagonista ammette i propri limiti e l'incapacità nel suo mestiere, lo dovrebbe estendere anche al suo ruolo e a quello di tutti gli attori del film, i quali, Bach e Tranquilli a parte, sembra che dormano anzichè recitare. La metodica degli omicidi è eccellente e innovativa, ma il movente è grottesco, come grottesche sono certe reazioni, tipo quello di cacciar per terra la pistola e avventarsi a mo' di bestia contro l'avversario. Giannini va meglio nelle parti comiche.
MEMORABILE: Divina l'acqua minerale PEJO che versa l'oro blu in temporaneità millimetrica al sangue della Bouchet.

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Il Dandi 14/04/10 13:29 - 1917 commenti

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Solita borghesia corrotta, solite mogli dai segreti incofessati, solito serial killer moralista che le fa fuori, tra una bottiglia d'acqua Pejo e una radio Brionvega. L'opera più commerciale di Cavara, che si inserisce nel traino dei titoli animaleschi comunque con una certa dignità. Un cast ricco e di un certo livello nobilita una sceneggiatura non proprio di ferro. Al di là del modus operandi del killer, è interessante la scelta di fare protagonista un commissario (figura solitamente inefficente nei gialli del genere) con una sua storia.
MEMORABILE: Sarò un sentimentale, ma quel povero gatto...

Pau 19/05/10 19:17 - 125 commenti

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Loffio thriller appartenente al genere morbosetto che tanto andava in voga nelle sale nostrane durante i Settanta; il ritmo va e viene, i personaggi agiscono in modo incongruo ("domani le rivelerò il nome dell'assassino, commissario"... passi una volta, ma farsene ammazzare due così...), il commento musicale di Morricone è meno efficace del solito. Giannini-Sandrelli per la serie "io cosa ci faccio qui". Persino i classici stilemi argentiani (vedi il particolare rivelatore da mettere a fuoco) sono messi lì un po' a casaccio, per dovere di firma.
MEMORABILE: Le sequenze dei primi due omicidi, in particolare quello tra i manichini, sono da vedere.

Greg 1/09/10 09:30 - 19 commenti

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Buon thriller all'italiana diretto da Cavara noto per il primo Mondo cane. Vanta un cast femminile superlativo e un Giannini ancora alle prime armi. Titolo dichiaratamente argentiano, il film è scorrevole ed è facile individuare l'assassino. Ottima la colonna sonora di Morricone con musiche sospirate. C'è di meglio ma anche molto di peggio. Di culto l'inizio in cui scorrono i titoli di testa sul corpo nudo della Bouchet.

Xabaras 3/01/11 11:56 - 195 commenti

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Lasciando da parte ogni pretesa di originalità (da Argento passando per Bava, il campionario di citazioni è veramente infinito), Cavara realizza un giallo teso e spedito, in cui una regia scrupolosa e a tratti sperimentale fa da contraltare ad una ricostruzione ambientale particolarmente frettolosa. L'assassino è facilmente intuibile purtroppo e i vani tentativi di ingarbugliamento dell'intreccio non sortiscono gli effetti sperati. Cast femminile da leccarsi i baffi e convincente prova di Giannini. Morricone resta a guardare.

Lupoprezzo 17/01/11 17:06 - 635 commenti

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Per quanto mi riguarda questo film di Paolo Cavara è veramente poca cosa: regia piatta e insipida, interpreti fuori posto (Giancarlo Giannini e Stefania Sandrelli che cosa ci fanno qui?), personaggi abbozzati e momenti comici decisamente evitabili. Anche la storia non brilla per originalità e con un po' di attenzione è anche prevedibile. Certo, qualche scena si salva (ad esempio il primo delitto), ma non basta.

Zadok 22/04/11 18:42 - 12 commenti

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Tutto sommato un gran bel giallo, privo tuttavia della suspance che avrebbe meritato. Una serie di delitti di belle donne impegna il commissario di turno (Giannini) in indagini piuttosto scalcinate con scarso ritmo. Originale le modalità delle morti. Alcune belle riprese rendono comunque il film più che sufficiente.
MEMORABILE: Ginetto (Eugene Walter), il cameriere gay che appare nel finale: gli amanti del genere lo riconosceranno ne La casa dalle finestre che ridono.

Buiomega71 6/07/11 00:41 - 2475 commenti

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Interessante thriller di un regista sottovalutatissimo. Cavara farà molto meglio con E tanta paura, ma anche qui c'è un profondo interesse per i personaggi e la loro psicologia (su tutti il tormentato ispettore di Giannini e il rapporto con la Sandrelli). Piuttosto parco di violenza e splatter (anche se il delitto della Incontrera è visivamente fulminante) e con un finale un po' deludente. Buona la musica "sperimentale" di Morricone e ottima la scelta di una Roma assolata e spettrale. L'influenza del primo Argento è fortissima, ma il film è comunque affascinante e ben girato.
MEMORABILE: Il delitto della Incotrera nell'atelier adornato da inquietanti manichini, citazione alle 6 donne baviane; il filmino intimo di Giannini.

Lythops 29/08/11 19:26 - 980 commenti

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Uno dei tanti film prodotti a cascata seguendo il filone dai titoli "animals". L'ispirazione a Dario Argento è evidente, ma il regista non ne possiede certo la genialità e le musiche di Ennio Morricone (perfette) non bastano a risollevare un lavoro che pur partendo con un'ottima idea di base procede senza riuscire a coinvolgere. Di contorno la solita patonza in volga negli anni '70, un Giannini piuttosto svogliato e una Sandrelli semplicemente irritante.

Giùan 28/10/11 09:38 - 3457 commenti

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Un film con molte carte in regola: l'ambientazione nella Beauty farm; "l'intrusione" nel genere di due attori di "fascia A" come Giannini e la Sandrelli; una notevole sfilata di corpi femminili (Bouchet su tutte) contrappuntata da un discreto novero di caratteristi (il Ginetto di Walter è speciale); la soundtrack da sussurro orgasmico di Morricone. Cavara però gioca male la mano e il film invece di sbancare finisce per assomigliare ad un bluff come il suo finale. La partita metropolitana e leggera gli riuscirà con ...E tanta paura. Più Bava che Argento.
MEMORABILE: Ovviamente l'omicidio di Barbara Bouchet; L'ago; Il fastidioso doppiaggio di Stefania; Il Catapulta di Ettore Mattia: gran poliziotto privato;

John trent 7/03/12 16:22 - 326 commenti

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Giallo derivativo che alterna ottimi momenti (gli omicidi e l'inseguimento sui tetti) a lunghe pause. Bene Giannini nei panni del commissario depresso e demotivato, il resto è quasi tutto contorno femminile notevole ma destinato a durare poco (vengono quasi tutte uccise!). Interessante l'espediente narrativo per spiegare il titolo "zoologico": l'ape immobiizza la tarantola pungendola sul ventre e lì deposita le sue larve così come l'assassino punge le sue vittime con un ago per prima paralizzarle e poi squartarle con comodità...
MEMORABILE: L'inseguimento a tre sul tetto (Giannini, Tranquilli e Prete).

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Trivex 19/11/12 15:32 - 1589 commenti

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Lui è un buon marito e un discreto poliziotto (intelligente ma molle e sbadato); lei una moglie adorabile che ama il marito, il gatto e la tranquillità. L'altro è l'assassino, il quale oltre ad uccidere si diverte a filmare il sacro amore coniugale che andrà mostrato al commissariato. Il film è un discreto thriller giallastro (**!) con una dissimulata presenza di (del) genere (femminile), necessario complemento alla filmografia Italia 70 (quella dei pruriti e degli scandali). L'inizio fa ben sperare gli amanti del proibito, ma di proibito ci sarà poco.

Albstef90 21/11/12 09:15 - 78 commenti

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Interessante giallo diretto con piglio efficace da Paolo Cavara, proveniente dal documentario. Lo svolgimento della trama è quasi sempre ben realizzato e l'originalità degli omicidi è sopra la media rispetto ai tanti gialli non argentiani. Protagonista un Giancarlo Giannini alle prime armi, ma tutto sommato se la cavicchia! Titolo molto contagiato dalla moda argentiana del periodo, musiche a firma Morricone. Merita sicuramente una visione.
MEMORABILE: Gli omicidi; La soluzione finale.

Furetto60 13/02/13 11:01 - 1129 commenti

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Giallo all’italiana di ambientazione romana, rispetta i topoi classici: soggettiva, mani guantate dell’assassino, commissario più o meno sfiduciato, bellezze muliebri per lo più vestite (che fretta far fuori così presto la Bouchet, mentre la Sandrelli è piuttosto castigata). Film oltre la sufficienza ma non da 8, causa un plot giallo esile, più attento alla causa cinematografica (notevole l’inseguimento sul tetto di un edificio di edilizia non residenziale) che all’intreccio (certo non l’ha scritto Van Dine…).
MEMORABILE: Oltre il citato inseguimento, la scena finale, un viale con alberi circondati da gabbie metalliche, scenario d’altri tempi.

Maik271 25/02/13 16:28 - 436 commenti

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Seguendo la moda del periodo, che metteva animali o insetti nel titolo dei gialli italiani, Paolo Cavara gira questo giallo di classica impronta argentiana nel quale il modus operandi dell'assassino è molto originale. Buona l'interpretazione di Giannini, meno quella femminile (salvo la Auger e la purtroppo poco sfruttata Bouchet).

Markus 16/04/13 15:58 - 3439 commenti

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Il titolo è per certi versi epocale e di chiara origine argentiana e modaiola (per il tempo), ma il film risulta alquanto lento e per certi versi noioso, salvo ovviamente alcuni efferati delitti compiuti tramite uno spillone paralizzante. L’accoppiata Giannini-Sandrelli funziona solo dal punto di vista estetico, ma per il resto sono qui adoperati male dal regista e girano a vuoto. Nel genere si può attingere sicuramente a qualcosa di meglio, ma una visione “per cultura” non guasta.

Jdelarge 15/04/13 12:48 - 915 commenti

I gusti di Jdelarge

Classico giallo all'italiana diretto con sicurezza da Cavara, con una bella colonna sonora firmata Morricone. Il film è riuscito bene, specialmente nelle scene degli omicidi che seguono una filosofia precisa e assolutamente invariabile (bellissima l'analogia con la morte della tarantola causata dall'ape). La pecca maggiore è il finale, scontato più che mai. Giannini se la cava bene nell'interpretazione di un commissario sensibile, piuttosto insolito per un giallo all'italiana.

Samdalmas 1/07/15 13:28 - 302 commenti

I gusti di Samdalmas

Cavara spreca un cast stellare in questo suo primo thriller dove la Bouchet muore praticamente subito. Giancarlo Giannini è un commissario dall'aria malinconica, sposato con la Sandrelli, che indaga sui misteriosi omicidi legati a una "beauty farm". Originale l'arma usata, uno spillone che immobilizza le vittime sulla nuca come una tarantola. Brevi camei anche per Incontrera, Falk, Bach e Tranquilli. L'ex documentarista farà poi certamente di meglio con il successivo E tanta paura.

Rufus68 26/07/16 22:04 - 3394 commenti

I gusti di Rufus68

La struttura gialla è discretamente architettata e per questo il film si lascia guardare con piacere; le prurigini erotiche, poi, son dolci da grattare (di rilievo la parata di sventole). Che dire? Mediocre con brio. Giannini è uno dei commissari più remissivi e maldestri all time. Morricone, invece, è già nella sua seconda fase, più popolare e di successo e ci culla con un tema sospirosamente pomicionico.

Faggi 23/08/16 10:14 - 1520 commenti

I gusti di Faggi

Interessante ma con molti limiti; alterna momenti di buona eleganza formale ad altri decisamente noiosi, che girano a vuoto o che sono fuori luogo (come, per esempio, la sequenza della proiezione del filmino e relativi commenti). Peccato perché l'inizio (uccisione della Bouchet al suono delle note sperimentali di Morricone) faceva ben sperare. Purtroppo il tutto prosegue rischiando di cedere da un momento all'altro, come poi accade nel finale (che ho trovato oltremodo risibile).

Victorvega 9/05/17 16:43 - 416 commenti

I gusti di Victorvega

Nel biennio d'oro del giallo all'italiana interviene anche questo film che non presenta nulla di particolarmente innovativo ma con stile miscela tutta una serie di intuizioni (appiattendo un po' verso il basso gli effetti) ed elementi già osservati da altre parti. Sostanzialmente un buon lavoro, che eccelle maggiormente nelle parti "gialle" e meno negli intermezzi comici o nella vicenda "privata" del commissario. Derivativo pure il titolo. Buono il cast (specialmente femminile) ed eccellente il contributo musicale.

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Ultimo 31/07/17 10:49 - 1488 commenti

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Giallo anni 70 di stampo argentiano (a partire da titolo animalesco...) a forti tinte erotiche, con una discreta sceneggiatura e una buona prova del cast, in particolare Giannini. Non tutto fila liscio, complice una parte centrale piuttosto lenta e priva di idee, ma si rifà con un bel finale, non particolarmente originale ma riuscito. Bellissime la Buchet e la Sandrelli. Non male, nel complesso.
MEMORABILE: La spiegazione finale.

Nicola81 16/02/19 19:07 - 2207 commenti

I gusti di Nicola81

Pregevole giallo di evidente derivazione argentiana che contiene un paio di omicidi di quelli che fanno la felicità degli appassionati del genere. Se il modus operandi è uno dei più originali, non altrettanto può dirsi del movente, ma Cavara dirige comunque con eleganza, fa un buon lavoro sulle location (una Roma soleggiata ma vagamente sinistra) e sulla psicologia dei personaggi. Ottimo cast, con Giannini commissario sfiduciato, un comparto femminile da urlo e qualche gustosa caratterizzazione secondaria. Suadenti le musiche di Morricone.
MEMORABILE: Titoli di testa sul corpo nudo della Bouchet; Il suo omicidio e quello della Incontrera; L'investigatore privato Catapulta; L'inseguimento sui tetti.

Ira72 29/08/19 15:21 - 1103 commenti

I gusti di Ira72

I punti di forza sono senz'altro la colonna sonora di Morricone che scandisce bene le varie sequenze del film e il metodo utilizzato dal serial killer per assassinare le proprie vittime. L'idea dello spillone che paralizza le vittime, lasciandole comunque coscienti, mentre ne viene squartato il ventre, è piuttosto originale. Inoltre non è semplice identificare l'assassino, anche perché i moventi potrebbero essere i più svariati (lussuria, droga, ricatti o semplice follia). Il ritmo, però, è piuttosto soporifero a causa di una sceneggiatura un po' blanda.

Fedeerra 6/01/20 03:21 - 750 commenti

I gusti di Fedeerra

Un bel campionario di feticismi femminei nei quali Paolo Cavara si muove sinuoso e pungente proprio come la tarantola citata nel titolo del suo film. Straordinari i primi due omicidi (la scena nel camerino coi manichini non si dimentica), qualche scivolone di apatia nella parte centrale, bello, morboso e malinconico l’epilogo. La colonna sonora, firmata da Morricone, possiede mille sfaccettature (una delle quali ricorda curiosamente il sound di Perfect Blue di Kon) ed è forse l’elemento più prezioso di tutta la baracca. Gustoso.

Didda23 12/04/20 17:43 - 2324 commenti

I gusti di Didda23

Pellicola tutto sommato riuscita che annovera qualche buona cartuccia (il modus operandi dell'assassino, il meraviglioso cast femminile) e qualche elemento di scarso valore (l'inettitudine del personaggio di Giannini, il brutto finale). Nel mentre la regia di Cavara confeziona inquadrature molto interessanti (il primo omicidio, l'inseguimento nel tetto), mentre la sceneggiatura si squaglia nella parte conclusiva, non riuscendo a sciogliere i nodi con interesse. Meritorie sia le particolari musiche del maestro Morricone sia le scenografie degli interni.
MEMORABILE: I titoli di testa sul celestiale corpo della Bouchet; La proiezione del filmino in super 8; Il centro estetico.

Noodles 5/05/20 22:43 - 1247 commenti

I gusti di Noodles

Tra i gialli italiani anni '70 è sicuramente uno dei meno convincenti. Manca una vera tensione, manca un movente per gli omicidi plausibile e manca il ritmo veloce. Fortunatamente ci sono buone scene di omicidio e un valido intreccio, nonché una bella colonna sonora che salvano il film. Il cast ha ottimi nomi ma Giancarlo Giannini è tra i commissari meno credibili di tutto il filone e qui recita male. Finale così così. Guardabile, ma è una mezza delusione.

Rambo90 17/07/20 02:04 - 6868 commenti

I gusti di Rambo90

Non particolarmente riuscito. Al suo attivo ha principalmente il particolare modus operandi del killer (di facile intuizione chi sia) e l'approfondimento della vita privata del commissario. Per il resto il ritmo è troppo lento e la sceneggiatura procede in maniera ripetitiva e schematica, per niente aiutata dalle musiche stavolta scialbe di Morricone. Giannini non sembra molto a suo agio nel ruolo; meglio la Sandrelli e tutto il parterre di attrici coinvolte, sebbene quasi tutte in scena giusto il tempo di ammazzarle. Mediocre.

Ronax 21/09/21 01:25 - 990 commenti

I gusti di Ronax

Dopo aver liquidato senza troppi preamboli la Bouchet e l'Incontrera nei primi venti minuti, l'assassino sembra non saper più bene cosa fare e meno che mai lo sperduto commissario interpretato da uno svogliato Giannini, più occupato in scaramucce familiari con la Sandrelli che non a cercare di sciogliere il bandolo della matassa. Scioglimento deludentissimo e che giunge quando ormai lo spettatore ha perso ogni interesse. Noioso e puerile scopiazzamento degli stilemi argentiani, il film ha al suo modesto attivo la bella fotografia di Marcello Gatti e il sontuoso comparto femminile.
MEMORABILE: La lotta fra la tarantola e la vespa.

Bubobubo 13/10/21 19:31 - 1537 commenti

I gusti di Bubobubo

Pur nell'onesta esplicitazione delle influenze (in primis Argento, ma anche Bava e il Lenzi primo settantiano), Cavara rimane regista di grande talento: oltre alla scelta dei volti femminili, bellissimi e conturbanti, rimangono impresse nella memoria le sequenze dei primi due omicidi (brutale quello della Bouchet, psichedelico quella della Incontrera fra i manichini) e il lungo inseguimento volumetrico a tre fra Zani (Tranquilli), Mario (Prete) e Tellini (Giannini). A depotenziarne l'impatto intervengono però una scrittura dei personaggi discontinua e un finale troppo predicibile.
MEMORABILE: L'omicidio quasi rituale di Marta Zani (Bouchet); L'omicidio psichedelico di Mirta Ricci (Incontrera); Inseguimento morriconiano sui tetti.
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