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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Quanah 12/06/07 10:36 - 15 commenti

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Le perversioni in una società annoiata da se stessa diventano uniche finalità di un'esistenza intera. J.B. nel suo libro racconta ossessioni e bisogni primari, feroci dipendenze mentali, dolore e piacere come mezzi di liberazione, metafore di un traffico che scorre veloce come il sangue verso i centri nervosi dell'orgasmo. Cronenberg invece riduce tutto questo ad eccentrico hobby, fantasia sessuale spicciola e stravagante, evasione fine a sè stessa, confondendo la vera finalità della ricerca con l'appagamento sessuale. Ottima fotografia, mal recitato.

Capannelle 22/11/07 15:07 - 3742 commenti

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Film ad alto tasso di delirio, dove Cronenberg immagina un gruppo di "eletti" che si eccitano guardando crash test, in laboratorio o sulla strada. Lamiere contorte e cicatrici come afrodisiaci, garage e sfasciacarrozze come alcove preferite. Dopo il primo tempo la vicenda però diventa paranoica (come la colonna sonora) e ripetitiva, limitata a pulsioni autodistruttive e incroci sessuali. Inquietante il fotografo voyeurista (E. Kateos), fascinosa la bionda (D. Unger) ma monoespressiva, appena normali gli altri.

Undying 23/11/07 21:37 - 3839 commenti

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Un regista che non necessita di supporto, tanto appariscente (ed importante) è la sua nutrita filmografia; attori che rendono onore alla categoria (la palma va, di diritto, alla sensuale Rosanna Arquette); una storia criptica, ma innestata sulle contaminazioni tra "macchina" (in senso originale) e sesso. Cronenberg, al solito, ripropone il tema della deformazione (di spirito e corpo) e della fascinazione macabra data dalla commistione tra dolore e piacere. Così facendo si avvicina alla tematica di un Barker razionale e pragmatico, senza mai eccedere.

Il Gobbo 15/01/08 09:42 - 3011 commenti

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Malaticcio il giusto, e sulla carta non privo di guizzi, il film naufraga sugli scogli del comico involontario. Saremo noi inadatti, ma come nel Danno di Malle o in Breathless, lungi dallo stuzzicare le copule eccessive ci fanno ridere, quelle con protesi ortopediche ci fanno ridere sguaiatamente, quelle con James Spader affannato protagonista scompisciare. Crash o trash? Un plauso alle signore, però.

Flazich 15/07/08 15:50 - 658 commenti

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"Crash" è la trasposizione di un romanzo di Ballard che, all'epoca della sua uscita, venne molto contestato. Cronenberg riesce a trasmettere agli spettatori in modo preciso il senso del film. L'atto amoroso fisico, caldo, si tramuta in un atto malato, freddo come il metallo delle carrozzerie ricurve delle macchine dopo un incidente. Emblematica la scena nella quale i due mentre fanno l'amore scivolano pian piano all'interno della vettura che diventa incubatrice per una rinascita metallica dell'amore.
MEMORABILE: La ricostruzione dell'incidente.

Scarlett 17/07/08 00:00 - 307 commenti

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A parte il definirlo "grottesco" non riesco adeguatamente a rendere la mia impressione. Troppo eccessive le scelte delle scene che sicuramente non giungono affatto allo scopo risultando tuttalpiù risibili e sconcertanti. Una storia che, a parte l'ovvietà dell'argomento, risulta difficile capire se possiede o no un filo logico. Non mi sento di consigliarlo.

Redvertigo 21/08/08 19:50 - 78 commenti

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Crudo, freddo ed estremamente affascinante nella sua perversione. Un vero e proprio viaggio carnale dei protagonisti verso i confini del thanatos e del fascino che gravita attorno ad esso, dove anche la componente eros (presente in grandi dosi) sembra essere l'anticamera per il baratro più oscuro. Per molti un Cronenberg minore, per me semplicemente un geniale capolavoro, unico nel suo genere. Da segnalare come il regista sia riuscito addirittura a far risultare credibile James Spader, attore che non ha mai brillato in quanto a bravura!
MEMORABILE: Ce ne sono molti, ma, tra tutti, da segnalare l'accoppiamento selvaggio tra James Spader e Deborah Kara Unger.

Deepred89 19/10/08 20:45 - 3307 commenti

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Passabile ma tra i meno belli del regista. L'idea di base è geniale e genuinamente folle, ma viene portata avanti in modo ripetitivo e senza particolari sorprese. Ottima la regia di Cronenberg, fredda e controllata, anche se il susseguirsi di scene di sesso (sia etero che omo e spesso con bizzarre tendenze feticiste) porta spesso alla noia, anche a causa di una trama senza troppi sviluppi e in fin dei conti piuttosto sconclusionata. Ottime la fotografia e le musiche di Howard Shore. Buono il cast.

Cotola 17/08/09 23:05 - 7607 commenti

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I temi sono quelli soliti di Cronenberg, la messa in scena è algida, controllata ed inappuntabile. Il risultato è apparso ai più indigesto e ad alcuni addirittura ridicolo (e forse a tratti un tantinello lo è). Non è un film usuale, per tutti i gusti, ma nonostante una certa discontinuità e pur essendo lontano dalla perfezione, vale la pena vederlo per approfondire il cinema di questo importante cineasta canadese.

Galbo 19/11/09 08:02 - 11447 commenti

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Un inestricabile legame tra amore, sesso e morte è il traino narrativo portante di questa opera inquietante di David Cronenberg. Come in gran parte del suo cinema, il regista mira a "disturbare" lo spettatore ed anche questa volta riesce nell'intento non nascondendo quasi nulla, grazie anche alla buona prova del cast.

Mco 17/12/09 23:43 - 2157 commenti

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Dall'omonimo romanzo di James Ballard un film indigesto, violento, sporco e in alcuni tratti davvero insostenibile anche per chi ne ha viste tante su celluloide. Il sesso malato tocca l'apice del cattivo gusto, l'eccitazione si confonde con la morte sotto la splendida ed attenta regia-occhio di Cronenberg. Un piccolo capolavoro inadatto ai più impressionabili e puri d'animo.

Redeyes 27/02/10 20:21 - 2160 commenti

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Banalmente volutamente sopra le righe. Come cercar il colpo ad effetto ad ogni costo. Qui perversione, sesso e lamiera si fondono. Se non fosse di Cronenberg non potrebbe esser di nessun altro, ma a dispetto di altri suo lavori precedenti o successivi il nostro non colpisce nel segno. In certi momenti il tedio diventa il vero e proprio leit-motiv del film e salvo un po' di coscia e pelo si ricorda ben poco. Non lo definirei nemmeno affascinante o cyber-punk, anche se a tratti par quasi volerci scivolare.

Greymouser 27/04/10 21:45 - 1458 commenti

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In perfetta sintonia con l'allucinato romanzo di James Ballard, un vero tessitore di incubi contemporanei, Cronenberg fa vivere sullo schermo le stesse atroci congiunzioni di carne e metallo (ricordate La mosca?), che assumono per di più una valenza tanato-erotica sempre presente nelle corde dell'estetica del regista canadese. Visioni agghiaccianti di algide tecno-perversioni sostituiscono ogni umano sentimento ed ogni trama affettiva, in un meccanismo androide di autodistruzione. Coraggioso.

Lucius 25/07/10 21:05 - 2819 commenti

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Provare un piacere diverso, del tutto personale, prendendo energia dalle lamiere contorte di auto devastate, magari con persone a bordo in fin di vita o decedute. Un soggetto forte che lascia pietrificati, ma geniale nella sua essenza, nella sua messinscena. I più non lo capiranno, lo troveranno assurdo e inaccettabile; io lo considero un geniale capolavoro.

Nando 1/08/10 09:51 - 3495 commenti

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Un film incentrato su eros e thanatos in cui il piacere sessuale si raggiunge nel coinvolgimento in incidenti stradali che in alcuni casi vengono addirittura ricostruti nei minimi particolari. Un cast variegato e ben diretto che mostra inqiuetanti pulsioni sessuali. Musica appropriata.

Luchi78 3/09/10 17:12 - 1521 commenti

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Feticismo, sesso e perversione sono i tre elementi che Cronenberg riunisce in questo film per darci un'idea del suo modo di vedere il rapporto tra le persone e le macchine, tra l'impulso naturale e lo scontro tra blocchi meccanici. Forse non è molto digeribile, ma come erotico-trascendentale ha un suo perché.

Harrys 1/10/10 15:09 - 682 commenti

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Cronenberghianamente morboso: la perversione appare naturale, quasi fisiologica, scaturente dal quotidiano, dai piccoli gesti, dai meri sguardi e dai banali sospiri. È l'individualità che assale concettualmente (e poi stupra fisicamente) la collettività, così che l'intero universo assuma una conformazione irrimediabilmente corrotta. È forse l'opera più "spinta" del controverso autore, tanto che la definizione di "erotico" non apparirebbe fuori luogo. Una gioia anche per gli occhi quindi. E d'un tratto ci accorgiamo della nostra connivenza.

Saintgifts 19/01/11 21:56 - 4098 commenti

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Non ho letto il libro di James Ballard e quindi non posso sapere se al di la dell'aspetto puramente estetico ci fossero, o si volessero esprimere, significati più profondi e/o metafore di qualsivoglia genere, perciò esprimo la mia personale interpretazione. Quello che emerge da questo film, a tratti veramente noioso, è la solita paura della morte che, ad un certo punto della vita, magari in modi diversi assale il genere umano, cioè tutti noi. Qui la si camuffa con la pulsione esattamente contraria, la spinta a fare sesso, cioè a rifare la vita.

Buiomega71 14/03/11 11:00 - 2296 commenti

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Grandissima delusione: mi aspettavo chissà cosa dal cantore della nuova carne, mi sono trovato un film noioso e mai coinvolgente. Tutto è freddo e asettico, non eccita, non sconvolge, non "disturba". Dall'antipatia dei protagonisti fino alla lentezza dei dialoghi le cose non vanno. Il sesso, tanto strombazzato, si riduce ad amplessi gelidi e plastici, tra auto cappottate e lamiere contorte e suscita clamorosi sbadigli. Unica nota positiva la Arquette su grucce metalicche e con una vistosa ferita "vaginale" sulla gamba (unico momento davvero cronenberghiano).
MEMORABILE: Il rifacimento dell'incidente di James Dean da parte di un odiosissimo Elias Koteas.

Nancy 23/02/12 19:12 - 774 commenti

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Film asettico, freddo, distaccato, quasi seriale, come le macchine qui tanto celebrate e come gli stessi amplessi, tanto ripetitivi e onnipresenti da suscitare qualche risolino. Tanto asettico da non riuscire a suscitare tuttavia la benché minima emozione nello spettatore: piuttosto un po' di senso di ridicolo per la poca inautenticità dell'intero racconto. Tuttavia il tocco d'autore si riconosce e a tutti gli effetti è questo che salva l'intero film; discreta anche la fotografia. Spader abbastanza sottotono, la Unger monoespressiva.

Ford 13/01/13 14:31 - 582 commenti

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L'unico che poteva dirigere un film così senza trasformarlo in una farsa era proprio Cronenberg, che cuce una regia algida e perfetta attorno a un soggetto delirante che finché letto in un libro può sconvolgere fino a un certo punto, ma visto in carne ed ossa è quanto di più irreale e ostico si possa immaginare. Ed eccoci quindi assistere a una credibile storia incredibile, dove corpo e lamiera sono parimenti sensuali, lo spettatore fortunatamente non s'immedesima e lo scontro finale è il perfetto ritorno all'anormalità.

Giacomovie 13/11/13 17:47 - 1354 commenti

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Film strano, contorto, turbante e conturbante, squilibrato ma realizzato con senso di equilibrio registico. Cronenberg fa saltare gli schemi canonici e, da abile regista dei labirinti psichici, viviseziona le pulsioni e gli eccessi umani. Ne mostra gli estremi ma si ferma alla sfera del cerebrale, col conseguente congelamento della passione. L’erotismo è esplicito ma allo stesso tempo morto, con una meccanica degli accoppiamenti quasi robotica, funzionale all’associazione tra il crash metallico delle auto e il crash fisico dei corpi. ***

Mickes2 28/07/14 00:02 - 1668 commenti

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Straniante viaggio senza soluzione di continuità nelle cavità più sibilline dell’animo umano soggiogato da pulsioni irrefrenabili, viscerali, appaganti quanto autodistruttive. Non un film interamente compiuto ma a tutti gli effetti un allucinante excursus sadomasochista fra piacere e dolore, carne e metallo che sfocia in una sfrenata ricerca all’appagamento individuale, desiderio di possessione come unica forma di accettazione. Fra i Cronenberg più estremi e morbosi, affresco techno-thrilling al nero sulle inquietudini dell’uomo post-moderno.
MEMORABILE: Rosanna Arquette, la sua gamba meccanizzata e la sua ferita.

Viccrowley 30/07/14 21:20 - 803 commenti

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La Nuova Carne scrive un altro tassello e stavolta è intrisa di metallo, lamiera e velocità. Inquietante opera dalla matrice sci-fi ambientata ai giorni nostri, Crash destabilizza, spiazza e sconvolge con una storia allucinata che parla d'amore (malato), sesso (deviato) e di un'umanità ormai allo sbando che travalica la sua stessa natura nell'ossessiva ricerca di un'emozione ormai incapace di essere vissuta. La fusione individuo/macchina/sesso apre nuovi scenari nella poetica del regista e si pone come prosecuzione tematica di Videodrome.
MEMORABILE: Vaughan e Catherine nell'autolavaggio; Le ferite di Gabrielle; La ricostruzione dell'incidente di James Dean.

Myvincent 12/04/15 06:50 - 2603 commenti

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Sesso e automobili, un'associazione a doppio filo, complementare per alcuni versi, a cui il regista si dedica, secondo i suoi consueti parametri espressivi. C'è un sado-masochismo di fondo, comunicativamente delegato alle macchine, il cui contatto sembra l'unico possibile per esistere. Tutto simbolicamente elevato sulla carta, ma nella "realtà" cinematografica il risultato sembra confondere lo spettatore, dopo averlo annoiato abbondantemente.

Giùan 7/09/15 09:55 - 3045 commenti

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Inesplicabilmente retorico, talora goffamente erotico, quasi certamente sbagliato; eppure, a ormai due decenni dall'uscita, lo trovo ancora pervaso da un carisma sinceramente morboso. Me lo fa salvare, se pur non rifulgere, la evidente tensione profonda che Cronenberg vi infonde, ben lontana dagli errori cerebrali de Il pasto nudo o Cosmopolis e confinante invece con l'entomologica partecipazione del futuro Maps to the stars. Opera dai contorni (vedi i dialoghi) noiosamente frastagliati ma con un nocciolo inquieto e disturbante, nella sua contradditoria liberatorietà.
MEMORABILE: La sequenza della ricostruzione dell'incidente di James Dean; La Arquette borchiata e con protesi; La Unger "tutta" da mozzar il fiato e rizzar il pelo.

Il ferrini 26/11/16 02:02 - 1728 commenti

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Tedioso. Mai Cronenberg mi ha deluso così tanto: sì, certo, l'idea non è male ma un'ora e mezza di sesso e auto accartocciate sono francamente insostenibili. Le scene erotiche sono ben girate, sebbene glaciali e le varie cicatrici e mutilazioni sono - come sempre - disturbanti, ma il vero problema è che non c'è una storia da raccontare e i (pochi) dialoghi presenti sono privi di mordente. Lontanissimi dall'estetica di Spider o dall'eleganza di M. Butterfly. La bellezza di Deborah Kara Unger (sempre nuda) non lo salva dalla mediocrità.
MEMORABILE: Il dirty talking della Unger durante il sesso con Spader.

Cinecologo 15/03/18 15:43 - 46 commenti

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Il morboso nel cinema è terreno fortemente sdrucciolevole che ha fatto scivolare - nell'involontariamente comico - più di un regista (vedesi il Trier dell'imbarazzante Nymphomaniac): in questo caso diviene buccia di banana per Cronenberg. L'equivalenza è semplice: un certo cinema, che pseudo-intellettualizza l'eros, sta a Youporn come, nell'astrologia, Rob Brezsny sta a Paolo Fox: serve allo pseudo-intellettuale per darsi a ciò di cui altrimenti si vergognerebbe.

Didda23 3/02/17 10:13 - 2297 commenti

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Un'opera tipicamente cronenberghiana con punte di follia che raggiungono l'insostenibile. Molte sono le scene riuscite nell'opera (il rapporto omosessuale fra Spader e Koteas su tutte), peccato che la glacialità di fondo renda pressoché impossibile un legame empatico con la vicenda narrata. Un plauso agli attori, che si destreggiano in situazioni non certo facili. Troppe le scene di sesso che non aggiungono nulla al messaggio. Rimane un'opera interessante (e da vedere) che potrebbe far storcere il naso ai più, se impreparati a ciò che li attende.
MEMORABILE: La ricostruzione dell'incidente di James Dean; La cicatrice vistosa sulla gamba.

Daniela 20/01/18 01:20 - 9630 commenti

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"E come 'o famo?" "'O famo strano!" E' uno scambio di battute fra Jessica e Ivano che è riaffiorato durante la visione di questo film da cui finora mi ero tenuta lontana nel timore risultasse ancor più ributtante del romanzo di Ballard (autore che amo, ma non per quest'opera). Film coraggioso e pure ben ben fatto, niente da eccepire sulle intenzioni e la forma ma ciò non toglie che questa ricerca del piacere fisico attraverso cozzi incidentati, oltre ad essere ripetitiva e piuttosto noiosa, più che una roba erotica, per quanto morbosa e perversa, mi sembri soprattutto una bischerata.

Minitina80 30/07/18 07:35 - 2392 commenti

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Un film che vuole trasmettere delle sensazioni più che raccontare una storia o lanciare un messaggio. Siamo nell’ambito dei disturbi mentali e i soggetti interessati manifestano pulsioni sessuali generate da situazioni legate a incidenti automobilistici. Non si può negare quanto la morbosità sia dilagante nascondendo poco e niente all’immaginazione. Assodato il nocciolo della questione, ci si annoia un po' a causa di una ripetitività di fondo non indifferente. Per chi ama tuffarsi nelle psicopatie degeneri.

Rocchiola 30/03/19 18:15 - 878 commenti

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Discusso, affascinante ma soprattutto incompiuto questo film conferma il trend negativo del Cronenberg anni 90. Abbandonati per sempre i thriller-horror che lo hanno reso celebre, il regista sembra specializzarsi in trasposizioni di romanzi difficili. Così dopo Borroughs ecco Ballard svuotato di qualsiasi elemento emozionale e ridotto a una noiosa sequela di scene erotiche e incidenti stradali. Non c'è trama e solo la Arquette ridotta a un mix tra carne e metallo è degna delle sue migliori ossessioni. Il resto è fredda boria autoriale.
MEMORABILE: La mano bagnata dal liquido seminale; Sesso sul prato a fianco della macchina incidentata; Il rapporto sessuale tra Spader e Arquette.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 1/10/09 00:47
    Scrivano - 7630 interventi
    David Cronenberg dixit...

    "Io cerco di seguire i miei fantasmi d'artista, che possono essere scomodi per molti.
    Ma se non s'insegue ciò che turba le coscienze è difficile trovare l'arte, trovare davvero un senso al cinema.
    (...)
    De Sade è uno dei filosofi che prediligo."

    David Cronenberg, "Non sono un pornografo", Ciak n. 10, 1996
  • Curiosità Lucius • 28/07/10 12:50
    Scrivano - 8308 interventi
    La Stampa
    A primavera il presidente Francis Ford Coppola e la giuria del 49simo festival di Cannes inventarono apposta un premio “per l'audacia, la sfida, l'originalità”: s'erano resi conto che ignorare un film fuori del comune come Crash di David Cronenberg sarebbe stata non soltanto una colpa culturale, anche una ridicolaggine.
    In Inghilterra la signora Virginia Bottomley, ministro della Cultura, definì Crash un film “depravato”.
  • Discussione Rebis • 31/12/10 18:02
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Posto qui perchè nei commenti allo speciale di Stefania non c'è abbastanza spazio per il mio chilometrico intervento :D

    Ho da poco finito di leggere il libro di Ballard e devo dire che l'approfondimento di Stefania è un ottimo e ben argomentato testo di comparazione di cui - per altro - condivido massimamente le conclusioni ma che mi spinge a fare qualche considerazione ;) è vero che Cronenberg ha sacrificato la componente apocalittico-collettiva e quella lisergico-allucinatoria del romanzo ma, mi pare, per sostituirle con elementi che sono più in linea con la sua poetica: un tono introspettivo e “mentale” per il primo e uno scenario livido e realista per il secondo. Il primo suggerisce che la mutazione è prodotta a partire dalla traumatizzazione della sfera psichica, il secondo che il progresso degenerativo/rinvigorente è latente, già diramato e intessuto nel quotidiano, lo sfacelo è sotto i nostri stessi occhi, senza l’implemento di sostanze stupefacenti. Per il resto credo che le poetiche dei due autori convergono. Quello che mi stupisce del film di Cronenberg è come sia riuscito a ricreare attraverso le immagini lo stesso ritmo ossessivo, meccanico, catatonico, inarrestabile che trapela dalle pagine. Poi, certo, la prosa di Ballard è talmente ricca, tracimante e visionaria che difficilmente poteva trovare un surrogato al cinema. Resta il fatto che, per ignoranza mia - deduco - mi è più facile contestualizzare questa concettualizzazione del postmoderno nell’opera di Cronenberg (di cui conosco compiutamente gli sviluppi), piuttosto che nel libro di Ballard dove mi rimane uno sgradevole sentore di gratuità...
    Ultima modifica: 31/12/10 18:08 da Rebis
  • Discussione Zender • 1/01/11 10:15
    Consigliere - 43731 interventi
    Stefania apprezzerà senza dubbio, Rebis!
  • Discussione Stefania • 1/01/11 13:42
    Portaborse - 606 interventi
    Buon anno! Addirittura in due vi ci mettete a chiamarmi! E' una gioia svegliarsi rintronata il giorno di Capodanno ed essere immediatamente chiamata a manifestarmi come essere razionale, ad usare categorie critico-speculative, ad esprimere giudizi estetici, il tutto utilizzando i soli due neuroni attualmente operativi ;)
    Dunque, grazie Rebis per il tuo apprezzamento, poi ti dirò: io credo che Cronenberg abbia potuto, nel 1996, dare in qualche modo per scontato, ciò che non poteva dare per scontato Ballard nel 1973.
    Il film di Cronenberg è il compiuto avverarsi della profezia di Ballard, perciò non ne possiede il surrealismo allucinato, l'impeto vaticinante, l'allarmato, moralistico millenarismo. E' vero quel che dici: tutto è già dentro di noi (le perversioni e le storture della società tecnologizzata, intendo), si è compiuta la fusione tra il paesaggio interiore della psiche interiore e il paesaggio esterno...
    Guarda la differenza tra la caratterizzazione del personaggio di Vaughan nel romanzo e nel film: Ballard "messianizza" Vaughan, lo chiama spesso "angelo" o "profeta", è uno che autocelebra, provocatoriamente, il proprio martirio, si infligge ferite che sembrano stimmate (blasfeme) che alludono alla blasfemia del presente. Nel film, le ferite diventano tatuaggi: sono un patto d'amore con Ballard, sono il gioco annoiato di un bambino triste.
    quanto al ritmo del film, ti dirò che a me invece è sembrato più lento rispetto a quello della prosa, più malinconico e stagnante, meno elettrizzato. I personaggi sono più statici: quelli di Ballard mi sembravano avere una sovraeccitazione febbrile, di agonizzanti, che quelli di Cronenberg non hanno. Non sono né febbricitanti nè agonizzanti: sono sopravvissuti... non era una malattia mortale, era una patologia cronica :DDD
    Ok, la smetto, ancora grazie e ancora auguri, vado a fare colazione con caffè e acido (acetilsalicilico=aspirina), ma richiamami quando vuoi, è sempre un piacere :)))
  • Discussione Rebis • 1/01/11 21:25
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Sì, mi piace proprio la tua lettura. Devo dire che la "chiave profetica" spiega tanto gli eccessi linguistici di Ballard quanto il livore figurativo di Cronenberg, l'uno come espressione avveniristica, l'altro come messa in atto di un'ecatombe. Bella anche l'idea della compulsività da malati terminali (Ballard) e della rassegnazione da sopravvissuti (Cronenberg).

    Beh, buono snebbiamento e buona colazione!
    Ultima modifica: 1/01/11 23:22 da Rebis
  • Discussione Stefania • 1/01/11 22:15
    Portaborse - 606 interventi
    Ti ringrazio e approfitto per consigliarti anche la lettura di "Millenium people" di Ballard, quando ne avrai il tempo, altro romanzo interessante, ove si parla di una fantascientifica rivoluzione borghese anticonsumistica... Una piacevole lettura!
  • Curiosità Lucius • 13/07/12 15:57
    Scrivano - 8308 interventi
    Per il film sono state usate sei Lincoln per le scene di guida, una per gli incidenti, una a metà per le riprese in studio e una con cinepresa sul retro;

    La pellicola venne vietata a Londra e duramente contestata in Italia, il comune di Napoli sporse una denuncia.
    Fonte: 101 grandi registi, di Steven Jay Schneider.
  • Homevideo Rocchiola • 30/03/19 18:21
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Disponibile solo in DVD edito ormai da tempo dalla Filmauro. Prodotto datato ma abbastanza buono con video abbastanza pulito ed audio rielaborato in dolby digital 5.1 di discreto livello. Dato il divieto ai 18 resta l'unico modo per vedere questo film che non credo sia mai passato in TV. Un prodotto di certo migliorabile ma che attende ancora una riedizione in HD anche in territorio straniero.