M. Butterfly

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: M. Butterfly
Anno: 1993
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 15
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nel titolo (bellissimo) c'è già l'essenza del film, che sublima (per una volta in ambito non fantascientifico) la poetica di Cronenberg, che come sempre gioca a trasformare la realtà, a confondere le apparenze rileggendo al contrario l'opera di Puccini, invertendo sessi, culture e nazioni per approdare a un finale intensissimo e perfettamente logico. Il cinema di Cronenberg è sempre spettacolare, anche quando - come in questo caso - non fa uso di alcun effetto speciale, limitandosi a ottenere il massimo da due attori già di per sé eccezionali come Jeremy Irons (René Gallimard) e John Lone (la Butterfly del titolo). L'azione è spostata nella Cina di fine Sessanta, con la guerra del Vietnam alle porte e lo spionaggio comunista pronto a...Leggi tutto usare ogni mezzo per ottenere informazioni militari. Così chi ci va di mezzo è un viceconsole francese (Irons), ammaliato dall’ambiguità della donna orientale (Lone). La loro storia d'amore è un continuo scambio tra vittima e carnefice, con spiazzanti colpi di scena e dialoghi mai banali. Quello che difetta in realtà è paradossalmente la credibilità (il film è basato su di una storia vera), visto che Gallimard non può ragionevolmente essere tanto ingenuo quanto Cronenberg vuole farci credere. A ben vedere ci sono evidenti incongruenze nella sceneggiatura e la storia troppe volte non regge, però è impostata, interpretata e diretta talmente bene da farci dimenticare le sue molte imperfezioni. E le performance dei due protagonisti assoluti (il film è quasi una pièce a due) sovrastano e coprono anche i momenti di stanca, rendendo M. BUTTERFLY un'esperienza difficilmente dimenticabile. Un film maturo, intelligente, ficcante.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 14/06/08 19:32 - 7746 commenti

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Ottima pellicola filmata da un sorprendente Cronenberg che dà vita ad un lavoro apparentemente fuori dalle sue corde e certamente lontano dalle tematiche e dai territori a lui consueti. Ne esce una raffinatissima e coinvolgente storia d'amore in cui il canadese dimostra, per l'ennesima volta, di essere un autore a tutto tondo e di saperci fare anche al di fuori del cinema di genere (sempre che le sue pellicole possano essere considerate dei semplici film ascrivibili ad un genere preciso). Da rivalutare, ma potrebbe non piacere ai suoi fan più "puri".

Flazich 15/07/08 15:56 - 658 commenti

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Il titolo è assolutamente esemplificativo del lavoro di Cronenberg: la "M" troncata muta perde di identità sessuale come a significare che la società necessita di schemi precisi e definiti. Basta una semplice modifica, semplificazione e tutto il castello di carta cade rovinosamente generando caos. Magnifica l'atmosfera che Cronenberg riesce a riprodurre; lo spettatore più di una volta vacilla e si confonde. Ottima la fotografia e le musiche. Destabilizzante.

Daniela 24/07/09 06:48 - 9967 commenti

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"Sono un uomo che ha amato una donna creata da un uomo": così il protagonista - un diplomatico francese in servizio in Cina innamorato di una cantante d'opera - riassume la sua storia, tanto inverosimile da essere vera, quando scopre di essere stato vittima di un inganno. Infatti Irons non ama Lone, ma l'idea che si è fatta di "lei". Storia d'amore paradossale, raffinata ed algida, apparentemente non cronenberghiana, ma la splendida sequenza finale della metamorfosi, del corpo che si fa "altro", la ascrive appieno fra le sue opere migliori.
MEMORABILE: Irons mette in scena M.Butterfly

Galbo 24/03/10 14:46 - 11545 commenti

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Tratto da un dramma teatrale, a sua volta ispirato ad una storia reale, M. Butterfly è una pellicola apparentemente poco consona alle corde artistiche di David Cronenberg: il risultato è invece affascinante e il film diventa la storia di un amore impossibile e disperato raccontato con grande eleganza formale e insieme con una sceneggiatura che conferisce un grande spessore umano ai personaggi.

Homesick 7/02/10 17:56 - 5737 commenti

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Il melodramma pucciniano – trasferito nella Cina totalitaria di Mao negli anni ‘60 e con epilogo “capovolto” – e un episodio di cronaca realmente accaduto sono duplice ispirazione per un ambiguo viaggio nell’amore (meglio, nell’illusorio ideale d’amore), vissuto come esperienza totalizzante, illogica e autodistruttrice: ancora un cinema di “metamorfosi”, sebbene qui Cronenberg non ricorra ai consueti, disturbanti effetti speciali, ma prediliga una vena intimista e luminosità smorzate e ocracee. L’Ovest moderno e l’Est immoto in ancestrali ritualità per un incontro-scontro inconciliabile.

Greymouser 9/05/10 12:02 - 1458 commenti

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Imprevedibile metafora sulla trasmutazione che è marchio di fabbrica di gran parte della produzione di Cronenberg, il film gioca in questo caso sul piano dell'identità sessuale, traendo il massimo in termini di fascinazione visiva e intreccio narrativo da uno script che in altre mani avrebbe provocato pasticci inenarrabili. Se non è uno dei massimi e folli capolavori del regista canadese, è però uno dei suoi film più solidi e fruibili. Grande interpretazione di John Lone.

Giacomovie 3/07/10 20:17 - 1359 commenti

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Partendo da una storia vera Cronenberg medita sul detto secondo cui “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”. La sua analisi, completa in quanto ben sintetizzata, centra il tema della soggettività del desiderio che assume forme opposte a quelle ritenute “normali”. Il film acquista la fisionomia operistica della trama e con belle inquadrature ed una lentezza riflessiva giunge ad un superbo finale, formalmente tragico ma logico se lo si vede come ultimo tentativo di trovare bilateralità ad un ambiguo e sospeso sentimento. ***!

Stefania 2/04/12 19:38 - 1600 commenti

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L'amore è la metamorfosi per eccellenza: l'amato diviene altro da quello che è nella realtà, in quanto è oggetto di una mitizzazione da parte dall'amante; d'altronde l'amante deve trasformarsi nell'amato: è l'estremo tentativo di possederlo, nel momento in cui egli, irrimediabilmente, gli sfugge. Un racconto di amour fou mediato dalla rivisitazione del melodramma pucciniano: operazione a forte rischio di scivolare nel kitsch, eppure la regia di Cronenberg cesella una storia dai contorni purissimi, di maestosa, autentica, spietata bellezza.
MEMORABILE: "Qui in Cina solo gli uomini stabiliscono come si devono comportare le donne". Irons trasformato in Madama Butterfly.

Enzus79 1/08/12 15:39 - 1918 commenti

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Film piuttosto provocatorio ma che non nasconde le tematiche che David Cronenberg affronta anche in altri suoi film. Una coppia d'attori veramente formidabile e per di più doppiata anche bene. Il finale è davvero da applausi. Belle le musiche.

Hackett 23/04/15 17:12 - 1797 commenti

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Struggente storia di un amore impossibile perché immaginato. Cronenberg, dopo l'allucinato Pasto nudo, continua a indagare nei meandri di una mente solo all'apparenza più lucida. L'amore desiderato oltre ogni logica, l'attrazione per un ideale irraggiungibile perché creato dalla mante di due uomini che fuggono la realtà. Illusione della felicità e impossibilità di accettare il freddo mondo reale. Straziante finale.

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Il ferrini 26/10/16 01:14 - 1782 commenti

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Un film incredibilmente intenso, girato pressoché con due soli attori, in cui Cronenberg rinuncia agli effetti speciali e per una volta punta tutto su ciò che non viene mostrato. Il risultato è comunque stupefacente e, nonostante qualche breve calo di ritmo, la pellicola coinvolge e ha un aspetto di rara eleganza. Jeremy Irons in gran spolvero, ma ancora di più John Lone (praticamente doppio ruolo per lui). Da vedere senz'altro se amate Cronenberg, ma anche Almodovar.
MEMORABILE: Lone che si spoglia di fronte a Irons.

Rocchiola 2/04/19 08:44 - 891 commenti

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Cronenberg torna a lavorare con Irons per un altro turgido melodramma. La sua poetica della metamorfosi è visivamente assente ma percettibile nell’inversione dei ruoli tra uomo e donna, che porta Gallimard ormai compromesso a immedesimarsi nella Butterfly di pucciniana memoria. Passo pacato, bei paesaggi e un tocco di spionaggio per uno dei film apparentemente più semplici del maestro canadese. Ispirato da una storia vera, anche se non è facile capire come un uomo non possa accorgersi di avere dei rapporti con un esponente del medesimo sesso.
MEMORABILE: La libellula offerta dal pescatore a Gallimard; “Si torna al pallottoliere”; La rappresentazione finale della Butterfly in prigione.

Minitina80 2/08/18 15:25 - 2468 commenti

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Cronenberg rilegge il testo di Puccini sovvertendo i ruoli e mettendoci del suo. Il risultato è un’opera raffinata ed elegante che mantiene inalterato il significato originale dell’illusione dell’amore, in particolare di quanto la realtà oggettiva possa trasmutare nella mente in qualcosa di diverso. La descrizione dell’ascesa della storia d’amore è talmente ben fatta da lasciare l’amaro in bocca quando tutto è svelato, trasportando lo spettatore sul piano emotivo da un lato diametralmente opposto.

Pigro 13/11/20 09:27 - 8224 commenti

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La storia vera (qui molto modificata) del francese che ha amato per anni un uomo cinese credendolo donna è per Cronenberg esemplare dell’incapacità dell’Occidente di conoscere la verità dell’Oriente (sia essa politica, culturale o addirittura di identità sessuale). Visione intrigante, anche se a sua volta venata di inevitabile esotismo, e condotta secondo le regole da mélo post-pucciniano e da Crying Game. Il confronto con la contemporanea Concubina è perdente, ma questo film è comunque molto buono (e con un bravissimo John Lone).

Bubobubo 17/01/21 17:15 - 1343 commenti

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Forse è solo un luogo comune, ma solo un regista come Cronenberg, reduce dall'intenso Inseparabili e dalla coraggiosa trasposizione del Pasto nudo burroughsiano, poteva reinventarsi in maniera così radicale pur rimanendo fedele sino all'ultimo alla propria filosofia. La metamorfosi del corpo in una realtà fluida in continuo mutamento (il tradimento politico è sempre dietro l'angolo), il postremo autoinganno della mente per plasmare una nuova realtà a misura di un individuo atomizzato: la vita che si fa teatro, il teatro che inscena la vita, senza più barriere di genere. Meraviglioso!
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Zender • 8/07/09 07:28
    Consigliere - 44113 interventi
    In uscita oggi 8 luglio 2009 per la Warner il bel film di Cronenberg (1993)
    Audio: Ita.5.1
    Video: 16:9/Ws
    Extra: Una nuova intervista al regista David Cronenberg + Trailer
  • Homevideo Rocchiola • 2/04/19 08:58
    Call center Davinotti - 1185 interventi
    Un titolo importante ma un pò dimenticato dal mercato home-video. Uscito solo in DVD marchiato Warner ancora reperibile a distanza di anni dall'uscita originaria del 2009. L'immagine nel formato 1.85 appare abbastanza pulita e colorita anche se le scene notturne mancano un pò di contrasto e la definizione e sicuramente migliorabile. L'audio italiano è piuttosto basso e bisogna alzare parecchio il volume per ottenere dei dialoghi chiaramente comprensibili. Un film che meriterebbe un'adeguata edizione in HD, ma con la Warner sul mercato italiano non ci sono molte speranze !!!