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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Se l'orrore al cinema può spesso infischiarsene di poggiare le proprie basi su una storia solida e strutturata, è perché sa di avere dalla sua una capacità non comune di colpire l'immaginazione facendo montare l'atmosfera necessaria a inghiottirti. Non sempre l'ambizione corrisponde a una realizzazione all'altezza, ma Paco Plaza ha già dimostrato in precedenza di avere i numeri per riuscire nell'impresa e conferma anche qui un talento non comune.

Se si esclude la "soluzione" finale, semplice quanto con tutta evidenza pretestuosa, che si riaggancia a una prima parte contenente...Leggi tutto qualche fugace flashback rivelatore, abbiamo semplicemente a che fare con una bella nipote (Amor) alle prese con la nonna (per l'appunto abuela, in spagnolo) che l'ha cresciuta. Modella a Parigi, Susana viene d'improvviso richiamata a Madrid: la nonna sta male. Una volta in ospedale la ragazza scopre che l'anziana parente non parla più e ha smesso di essere autosufficiente. Non un bel momento, per nessuna delle due, ma la vita, si sa, non regala solo giorni felici come quelli che legavano le due soprattutto durante l'infanzia della giovane. E così per Susana cominciano giornate dure, da "caregiver" come si direbbe oggi, che Plaza non manca di sottolineare soffermandosi su particolari sgradevoli, indulgendo sulle carni macilente della nonna, sulla fissità del suo sguardo alternata a sprazzi di apparente ritorno in sé o a risate convulse di fronte alla televisione.

Nei frangenti tipicamente da horror è da rimarcare il lodevole rifiuto di spaventare con stacchi sonori improvvisi; a questi Plaza preferisce una tensione che si mantiene spesso a lungo, sfruttando al massimo le grandi potenzialità di fotografia e scenografie, dimostrando di conoscere perfettamente i meccanismi di genere e di saperli gestire con estrema maestria. Nello specifico è significativa l'ultima parte, almeno dieci minuti di grande trasporto emotivo con limitatissimi effetti speciali, pochi colpi di scena eppure una capacità non comune di coinvolgere nel dramma e terrorizzare utilizzando elementi abusati dal cinema horror ma organizzati con cura e gusto. Così come efficace è il momento in cui attraverso poche parole e un paio di gesti si scatena l'imponderabile sulla strada di fronte a casa.

Due attrici (gli altri sono solo di passaggio, sul set...) e una location (l'appartamento al centro della vicenda) possono bastare; specialmente se una colonna sonora perfetta nel sostenere la tensione con poche note combinate al meglio aiuta nel creare l'atmosfera ideale. Con l'aggiunta di qualche idea non nuova ma sempre d'effetto (il diario dalle pagine improvvisamente scure e macabre) Plaza riscatta qualche pausa di troppo che indica un ritmo non esattamente irresistibile. Un horror di ottimo mestiere, senza straordinarie ambizioni ma condotto sapientemente. Non lascerà il segno ma nell'immediato compie in pieno il suo dovere.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/04/22 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/09/22
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Herrkinski 26/04/22 15:57 - 8208 commenti

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Un po' (molto) The skeleton key, un po' Suspiria, è un horror spagnolo in cui un'anziana e all'apparenza innocua nonna ha piani particolari per la nipote, giunta ad accudirla dopo un infortunio. Plaza usa temi già sfruttati, in primis quello delle streghe che vivono prosciugando la vita delle persone giovani; il mestiere del regista riesce però a dare un taglio personale al film, che vive di un'atmosfera sinistra da manuale, specialmente nel finale che si dimostra un ottimo esercizio di cinema horror. Notevoli le due protagoniste, suggestiva la fotografia; buona variazione sul tema.
MEMORABILE: La fine della badante; La parte finale.

Lupus73 1/05/22 15:42 - 1513 commenti

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Interessante pellicola spagnola, inizia evanescente e vicina a Relic ma poi finisce per ricordare Influenze maligne, in maniera più sottile e meno baracconesca, con qualche spruzzata di The skeleton key. L'enigmatica scena iniziale con la nonna che abbraccia la ragazza bionda, seguita da tutte le visioni (ma lo saranno davvero?) e dal momento focale del diario ritrovato, si chiude come un cerchio nella scena conclusiva delle due ragazze, che (sempre rimanendo nella sfera del sottile) svela l'arcano. Non si tratta di trascendenza di problemi senili, ma di stregoneria. Merita.
MEMORABILE: Il momento del diario (accompagnato da OST azzeccatissima), che diventa pienamente esplicativo solo dopo la scena finale.

Kinodrop 1/05/22 19:56 - 3018 commenti

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Una modella deve lasciare in fretta Parigi per Madrid, per accudire la nonna colpita da ictus, ma si troverà di fronte a una situazione sempre più inquietante dai risvolti misterici e stregoneschi, ai quali non potrà sottrarsi. Horror spagnolo molto ben reso nel doppio livello del realistico e dell'occulto, trattato con misura e perizia fotografica, tenendo costante il senso di inquietudine senza strafare in effetti eclatanti. Una trama certo con antecedenti, ma cha conserva una sua originalità e che può contare su un cast di notevole livello e il supporto di una OST interessante.
MEMORABILE: L'altra nonna e l'altra nipote; Il diario; La badante tolta di mezzo; L'incendio; Il finale.

Daniela 2/05/22 10:33 - 12731 commenti

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Proprio alla vigilia di un impegno di lavoro importante, una modella deve volare da Parigi a Madrid per accudire la nonna colpita da ictus... Il furto del corpo altrui  per recuperare la giovinezza perduta non è un soggetto originale, ma Plaza è abile nell'inserire i risvolti soprannaturali all'interno in un racconto realistico e coinvolgente imperniato sull'angoscia di fronte al decadimento fisico e mentale di una persona cara provocato dalla vecchiaia e dalla malattia. Elegante la fattura con effetti speciali ridotti al minimo, brave le due attrici protagoniste. Un buon horror.
MEMORABILE: Il ritrovamento del diario; L'incidente stradale; L'anziana alla finestra; Il sussurro all'orecchio nel finale.

Anthonyvm 14/08/22 15:39 - 5831 commenti

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Buon ritorno di Plaza al sovrannaturale, in un horror geriatrico dai connotati stregoneschi che sta fra The skeleton key e Relic. Grandissima cura formale e pregevoli tocchi di malsana sgradevolezza corporale (i dettagli sul decadimento fisico e mentale della "abuela") per un racconto sui risvolti terrifici dell'anzianità e sulla prigionia dell'età, con qualche sfumatura sociale (la bella e brava Amor, oltre a temere il peso degli anni in quanto modella professionista, si scopre pedina nelle mani delle vecchie e avide generazioni). Finale un po' prevedibile, ma malignamente centrato.
MEMORABILE: Lo spiazzante prologo saffico; Imboccando la vecchietta; Il corpo nudo e rinsecchito della nonna; I flash infantili della protagonista; Il ritratto.

Deepred89 22/08/22 01:12 - 3725 commenti

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Molto ben girato e interpretato, il film di Plaza proprio fatica a decollare. Sembrava potercela fare con la scena del quaderno verso metà film, spiraglio verso antichi orrori rimossi della memoria, ma poi il narrato si impantana nuovamente, con lunghe scene di assistenza geriatrica che, sgravedolezza o meno (si nota l'influsso de La goccia d'acqua in certe pose della Valdez), risultano una palla al piede per il ritmo narrativo. L'ultimo quarto d'ora approda finalmente all'horror puro, dove Plaza sguazza con maestria, ma morbosità e suggestione continuano a latitare.

Teddy 25/03/23 01:23 - 866 commenti

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Estetico, interessante sì, ma frenato, come se tutte le occasioni che potevano conferire orrore fossero state alleggerite o filtrate. Rimane comunque un buon film con tanti simboli malefici, metafore esistenziali, frammenti di sottotrame e un finale che, per quanto molto prevedibile, riesce a ricongiungersi con l’incipit e a regalare momenti di morbosa suggestione. Molto brave le due protagoniste.

Occhiandre 20/05/23 13:04 - 166 commenti

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Non sempre i registi di oggi riescono a presentare la storia senza "mostrare la trama", ma questo è un film che tiene desto l'interesse, grazie al mix di fascino e discrezione che dà sostanza a una buona idea. Per gran parte della prima metà sembra quasi che si tratti di un film drammatico più che di un horror, ovvero di una storia triste, quasi di tutti i giorni, cui il regista voglia attribuire sfumature inquietanti ma col procedere della storia, pur permanendo dei dubbi, la sospensione narrativa contribuisce ad alimentare la curiosità. Solo nel finale si arriva a toni da horror.
MEMORABILE: L'inizio e la fine che richiamano le atmosfere di Suspiria e del suo discusso remake; L'attrice anziana simbolo decadente del jet set internazionale.

Puppigallo 20/05/23 20:32 - 5319 commenti

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Una regia capace costituisce uno dei punti di forza di questa pellicola che tratta un argomento horrorifico piuttosto sfruttato, ma lo fa con quel piccolo tocco di originalità (lo scopo di tutto) in grado di non farla finire nella sezione delle presto dimenticabili. Anche le due protagoniste danno comunque il loro contributo (la giovane nipote che passerà dalle amorevoli cure a...; e la nonna, dalla scheletrica e inquietante presenza, accentuata dalle penombre e da alcune reazioni). A completare il tutto ci pensa poi la casa, che nasconde sinistri segreti. Nel suo genere riuscito.
MEMORABILE: L'incubo; Il contenuto del diario; Il soddisfacente finale, sempre rischioso in pellicole come questa, che dissipa gli ultimi dubbi sulle intenzioni.

Pumpkh75 19/07/23 14:12 - 1767 commenti

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Muoviamo subito il pressoché unico appunto: il prologo, seppur destabilizzante e audace, ha l’effetto di un grosso spoiler inopportuno e spostarne qualche brano più avanti a mo' di flashback avrebbe creato quel mistero che invece così manca integralmente. Con le reprimende però ci si ferma qui: accurata la regia di Plaza (e scenografie/fotografia non certo da meno), bravissime le due protagoniste, mostra acume nell’affrontare disagi oggettivi e soggettivi della sfera senile ma, soprattutto, in taluni frangenti, mette sinceramente paura. Tormentoso.

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Schramm 15/09/23 14:22 - 3535 commenti

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Vamos a la Plaza, la nonna estallò, diventando esoterica nemesi della giovinezza. Da Veronica a qui Paco non azzarda passi avanti. Ineguagliata la cura esteriore (ironico in un horror che fa leva sulla morte del nostro essere forme e del nostro essere in sé), ammortizzati quei contenuti che dovrebbero minarci nervi anima e psiche,  spunti che non la spuntano quasi mai se non in chi è sovrasensibile davanti alla propria caducità corporea e alla malattia che invalida i custodi più di chi è custodito. Per gli altri, un poco di zucchero ultraterreno. Che non basta: la pillola non va giù.

Myvincent 3/04/24 08:14 - 3776 commenti

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Se non si sapesse da prima che si tratta di un horror, il film sembrerebbe un dramma dedicato alla terza età, quando si resta soli e totalmente indifesi rispetto alla vita. Per fortuna compare una bella ventitreenne nipotina dell’anziana signora, verso cui sembra avere un debito di coscienza. Non mancano i momenti di noia e di calo di tensione che, come sempre, nella seconda parte si fanno sentire, specie nel tentativo di trovarne un riscatto attraverso un finale tanto affrettato quanto facile da prevedere.

Giùan 14/04/24 07:42 - 4612 commenti

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Se è impossibile inventarsi qualcosa di nuovo nella contemporaneità di un genere sostanzialmente vecchio quanto il Cinema e allora bene fa Plaza ad affidarsi ai segreti della "nonna" in chiave orrorifica: la concupita bellezza in fiore, la vecchia strega, reminiscenze wildeiane, fantasmi di abusi inconfessabili, una casa "posseduta". Elementi da brodo di paura primordiale che il regista spagnolo si mostra capace di governare con consapevolezza alchemica in un impianto "audiovisivo" moderno e coerente, restando evasivo e non sciogliendo l'elemento esoterico né quello "traumatico".
MEMORABILE: Le bravissime nonna (Valdez) e nipote (Amor), come la fugace ma inquieta Eva (Kolokolchykova).

Il ferrini 23/05/24 23:50 - 2401 commenti

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Bravo Plaza a costruire un horror dall'atmosfera sempre più angosciante e dalla tensione crescente, pur non utilizzando sangue, interiora e men che meno trucchetti da jump scare. Fin dalla prima inquadratura è chiaro che il vero mostro è il decadimento fisico, ossa sporgenti, tendini, vene, rughe come strade che portano a ricordi traumatici. Il confine fra il reale e il percepito si assottiglia sempre di più, con una protagonista che viene lentamente inghiottita da un'anima carnivora e immortale. Negli effetti nulla di nuovo, ma è un buon film di genere.
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