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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nella nostra commedia la psicanalisi e le terapie di gruppo hanno sempre trovato (non solo con Verdone, che più di tutti ha praticato il tema) spazi per certi versi più ampi di quanto ci si aspetterebbe, soprattutto in quanto terreno fertile per la creazione di personaggi bizzarri e giustificatamente imprevedibili, comicamente nervosi. CONFUSI E FELICI riunisce un gruppo eterogeneo di "disturbati mentali" dipendenti dalle cure del loro analista (un Claudio Bisio cui spetta un po' il compito di "spalla" eccellente, ovvero quello che per anni ha fatto a Zelig presentando i cabarettisti in scaletta). I primi minuti chiariscono già ampiamente le potenzialità comiche dei singoli,...Leggi tutto non tutti alle prese con parti felici. La brava Paola Minaccioni, ad esempio, è costretta in un ruolo da ninfomane ossessionata dai capezzoli maschili che deprime per ripetitività, mentre sopra a tutti svettano Giallini e Papaleo, comici di rango nei rispettivi panni di spacciatore razzista in attesa di un figlio da una nera (memorabile la scena dal medico in cui la domanda non riguarda il sesso del nascituro ma il "colore") e di marito tradito da una donna finita con un tedesco. Una piacevole sorpresa Caterina Guzzanti, dotata di un'espressività personalissima che la porta a inventare gag notevoli perlopiù di carattere sessuale (ben spalleggiata da Pietro Sermonti) e in palla Massimiliano Bruno (ovvero il rotondo regista del film, “un uomo che ha fatto del carboidrato la sua ragione di vita”, come dice Giallini), il quale da coautore anche del copione riserva per sé alcune tra le battute meno scontate. Alla sempre seducente e solare Anna Foglietta il ruolo più romantico: è la segretaria di Bisio e con lui condivide le scene destinate a rallentare il ritmo per lasciare spazio ai buoni sentimenti e all'amore; perché in verità la situazione è cupa fin quasi dall'inizio, da quando cioè Bisio scopre di essere affetto da una malattia destinata a portarlo in breve tempo alla cecità. Nonostante ciò Bruno è bravo (almeno inizialmente) a mantenere leggeri i toni, a trovare le gag giuste e a non precipitare mai nel lacrimevole, dimostrando quanto si possa ridere anche in un contesto non certo allegro. Se però in molti momenti il film si rivela fonte di risate e sketch azzeccati, l'impressione è che gli stessi mal si amalghino alla storia, piuttosto raffazzonata e zoppicante, con una seconda parte in cui il previsto aggravarsi della malattia stempera di molto l'allegria abbattendo l'impatto umoristico che resta ancor più confinato a interventi estemporanei, sempre più sporadici. Il merito della relativa riuscita del film, disuguale, è insomma da ascrivere in buona parte alla verve e all'estro dei singoli attori: Giallini e Papaleo in primis come detto (secondariamente alla Guzzanti), perché Bisio funziona di più sul versante drammatico e tocca il suo nadir nell'imbarazzante serenata sotto casa della Foglietta accompagnato dal trio composto da Max Gazzé, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi (lì forse per pubblicizzare il loro tour insieme). Poco integrato al resto del gruppo, diventa emblema di tutte le debolezze del copione evidenziando l'incertezza della regia. Un film riuscito a metà, anche se quella metà offre qualche gag esilarante che avrebbe potuto elevarlo nettamente dalla media attuale.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/11/14 DAL DAVINOTTI
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Didda23 2/11/14 19:43 - 2297 commenti

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Un netto miglioramento per Bruno dopo le prime due prove non del tutto convincenti. Straordinaria la direzione delle risorse umane con Giallini (stratosferico) e Papaleo (perfettamente sopra le righe) che surclassano il resto della ciurma capeggiata da un Bisio che conferma la poca dimestichezza con il grande schermo. La sceneggiatura dipinge situazioni comiche notevoli e con la giusta padronanza del tempo comico e si mostra incerta quando i toni si fanno più drammatici. La storia d'amore è forzata e inserita unicamente per accontentare una porzione di pubblico.

Markus 1/11/14 09:17 - 3330 commenti

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Certo l'ultima opera di Massimiliano Bruno non si può definire originale, ma è chiaro sin da subito che "far ridere" con l'ossatura di una commedia corale sul tema della psicanalisi e soprattutto dando ampio spazio sia alle personalità (che il cliché prevede “bizzarre”) che al tema, dà il via a gag talvolta funzionali. Bisio nei panni del protagonista "capocomico" accentratore continua a non convincermi del tutto, ma gli riconosco una certa professionalità nello stemperare certi istrionismi, peraltro necessari, dei caratteristi. Non memorabile.

Gabrius79 2/11/14 03:22 - 1206 commenti

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La terza regia di Massimiliano Bruno punta sui buoni sentimenti; qua e là c'è spazio per esilaranti gag e battute che trovano il loro apice grazie agli ottimi Giallini, Papaleo e Guzzanti. Se la cavano discretamente la Minaccioni e lo stesso Bruno, mentre Sermonti brilla ben poco. E poi c'è Claudio Bisio, bravo nei momenti più seriosi ma che quando è in scena con la sempre gustosa Anna Foglietta rallenta un po' il ritmo. Forse rispetto ai precedenti film di Bruno questo risulta essere più debole, ma passa ampiamente la sufficienza.

Rambo90 6/11/14 03:22 - 6432 commenti

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Inferiore al precedente ma tutto sommato una commedia leggera e gradevole, quasi mai volgare, che riesce ad alternare ritmi comici ad altri più seriosi e romantici. Bisio è un protagonista egregio e sa tenere bene il gioco ai vari compagni di set, tra cui spiccano Papaleo, Giallini e Sermonti, tutti molto divertenti e rigorosamente sopra le righe. Buona la sceneggiatura, con qualche sorpresa soprattutto nel finale amarognolo.

Paulaster 17/11/14 10:25 - 2865 commenti

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Ennesimo filone di romanità quello proposto da Bruno dove oltre alla coralità ci infila momenti drammatici, con voglia di diversità nel finale. Purtroppo non è Verdone e il suo personaggio irrompe troppo nella vicenda. Disomogeneo come interpretazioni (Sermonti insopportabile e la segretaria poco credibile) e con Bisio che vede il personaggio col binocolo; tenuto a galla dal solito Giallini, Papaleo ci mette il suo e con Dix che invece azzecca il piccolo ruolo. Musiche a effetto e innamoramenti da latte ai calcagni. Si sorride talvolta.

Galbo 18/03/15 15:56 - 11449 commenti

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Dopo due film discreti, il cinema di Massimiliano Bruno compie un deciso passo indietro con questa commedia corale, il cui spunto può ricordare una passata opera di Verdone; non colpisce tanto (in negativo) la mancanza di originalità quanto un livello davvero basso di scrittura che prevede personaggi e gag imbarazzanti: si pensi alla parte affidata alla Minaccioni, davvero ridicola. Dove il film si risolleva è nel lavoro di attori (Papaleo, Giallini e la Guzzanti) che grazie al mestiere collaudato riescono a strappare il sorriso. Scadente.

Stelio 11/04/15 22:34 - 384 commenti

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Al terzo tentativo Massimiliano Bruno potrebbe fare quasi centro, con un film ricco di caratterizzazione, dal tema affascinante e interpreti validi. Il livello dei dialoghi, però, cala visibilmente nella seconda parte, così come la qualità delle scene: si ride decisamente di meno rispetto ai primi trenta minuti e la trama, anche nei suoi aspetti più seri e profondi, si risolve nelle solite fasi melense. La Foglietta con la sua banalità dà la mazzata definitiva alle possibilità della storia di riprendersi. Peccato.

Jandileida 11/08/15 13:54 - 1275 commenti

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Niente per cui strapparsi i capelli gridando al miracolo, ma comunque una piacevole commedia corale che raggiunge il suo intento principale ovvero far passare una leggera ora e mezza allo spettatore. Bisio va in automatico e i veri mattatori della pellicola sono Giallini, Papaleo e lo stesso regista, che danno vita a personaggi sì abbastanza scontati ma non di meno divertenti. Poi certo la storiella d'amore piazzata là perché senza non si trova il distributore lascia il tempo che trova, come una storia in fin dei conti abbastanza esile. Non male.

Nando 4/11/15 10:47 - 3495 commenti

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Commediola corale poco originale che ricalca film precedenti. Situazioni poco veritiere e gag non proprio memorabili conducono a uno sviluppo narrativo tendente al favolistico nonostante il poco buonista finale. Bravi Giallini e Papaleo, una spanna sopra gli altri, il resto del cast è sufficiente.

Nancy 1/04/16 01:40 - 774 commenti

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Film corale "romanaccio" che funziona poco, sarà perché a capitanare il tutto c'è un poco carismatico e inspiegabilmente nordico Bisio. L'impressione è che si adatti alla mancanza di idee prendendo qua e là da film già visti. Difficile anche stabilire i migliori e i peggiori del cast, perché tutto resta confuso (e infelice, verrebbe da dire) nella molteplicità dei caratteri delinati in modo incerto. Alcuni momenti rasentano l'imbarazzante (la scena della serenata con Gazzé, Silvestri e Fabi) e anche il finale non convince per niente. Si dimentica.

Il Dandi 19/05/16 13:18 - 1847 commenti

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Deludente (dopo un exploit non disprezzabile), mediocrissima commedia di Massimiliano Bruno. Lo spunto è simile a quello di Ma che colpa abbiamo noi di Verdone ma con meno verve e alcuni bravi attori (Giallini, Papaleo, Minaccioni) costretti in personaggi insulsi. Per strappare un sorriso si ricorre sovente a una comicità grezza, ma più delle volgarità irrita il perpetuare di situazioni "da commedia all'italiana" di cinquant'anni fa (l'osteria a base di stornelli e fogliette di rosso) assolutamente irreali, in cui nessuno può riconoscersi.
MEMORABILE: Giallini: "Ho deciso che adesso che c'è un bambino, non se lo merita un padre spacciatore di fumo: pensavo de passa' alla coca!"

Pinhead80 16/06/16 20:49 - 4004 commenti

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Uno psicoterapeuta finisce in una profonda depressione che lo porterà ad abbandonare i suoi pazienti. Ma saranno loro a cercare di farlo desistere dall'intento di mollare tutto. Commedia che è ricca di buoni propositi e pochi risultati. Le cose migliori le vediamo all'inizio quando i pazienti sono ancora in cura e comunque quando si gioca con le nevrosi dei personaggi. Dopodiché si finisce col non far più ridere per cercare di far risaltare il lato drammatico della vicenda. Si salvano alcuni pezzi qua e là, ma c'è poca sostanza.

Parsifal68 29/08/16 09:08 - 607 commenti

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Per il suo terzo film da regista Massimiliano Bruno sceglie un'opera corale che rimane in bilico tra l'assurdo e lo scadente. Il punto è: se alcune situazioni sono volute allora sono delle simpatiche trovate, altrimenti non ci siamo proprio. Il difetto del film è proprio nella trama e nel suo svolgimento, troppo paradossale e con personaggi non riusciti (la Minaccioni e Papaleo). Per fortuna ci sono Giallini e la Guzzanti a ravvivare un po' gli animi, senza contare la sensualità tutta romana della bella Foglietta.
MEMORABILE: La serenata con il trio d'eccezione (Gazzè-Silvestri-Fabi).

Redeyes 26/04/20 10:48 - 2160 commenti

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Commedia corale che rimanda a un Verdone di qualche anno prima per il suo tema, ma che va sviluppandosi in chiave maggiormente ironica, intervallando gag un po' forzate, come gli sketch di Papaleo, a gradevoli scene comuni, come il viaggio in bus e la taranta. Bisio risulta piuttosto in parte e lo stesso dicasi per Foglietta; un po' sottotono Giallini, invece. La durata breve aiuta la visione e anche il finale è tutt'altro che deprecabile. Riassumento si potrebbe definirlo come un piacevole film senza spunti né difetti.
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