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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

GHOSTBUSTERS aveva saputo fondere in una irripetibile alchimia orrore e commedia dosando le due componenti con straordinaria misura grazie anche a un cast perfetto. Ripetere l'operazione a Napoli, regionalizzando la storia e adattandola senza troppe fanfare all'approccio farsesco tipico del cinema italiano di oggi non era facile ma forse avrebbe potuto persino funzionare. Con un'altra sceneggiatura però, perché questa annulla quasi le risate confidando che l'estro figlio di un indiscutibile mestiere permetta alla coppia De Sica/Buccirosso (Tognazzi ha un ruolo più serioso, anche per indole propria) di superare gli impacci comici. Niente da fare. Si parte con la presentazione...Leggi tutto dei fratellastri protagonisti senza che nessuno dei due riesca a brillare: Thomas (De Sica) è una sorta di Giucas Casella romano in prepensionamento ridotto a divertire i bimbi estraendo conigli dal cilindro, Carlo (Buccirosso) un imprenditore fallito vessato dalla moglie e dal ricco suocero, coi quali vive a Milano subendo ogni sorta di umiliazione. Alla morte del padre i due tornano nella natia Napoli per l'eredità scoprendo di avere un terzo fratello, Ugo (Tognazzi), un po' tardo e felicissimo di conoscerli. Dopo essersi giocato tutto sul tavolo verde, papà ha lasciato ai tre solo la casa, da riscattarsi però pagando entro poche settimane una bella cifra. Come trovare i soldi? L'idea viene a Thomas quando la signora del piano di sotto lo implora (ricordandone i trascorsi televisivi da mago) di liberare l'appartamento dal fantasma della sorella. Ugo, che studia fenomeni paranormali da anni, sa come agire e intrappola l'ectoplasma in un barattolo mentre Thomas agita le mani e declama formule astruse: tutti felici e denaro a volontà. Una procedura meno scientifica e più magica rispetto a quella utilizzata da Murray, Aykroyd e compagni, ai quali comunque il film ovviamente guarda senza nasconderlo cercando di recuperare lo spirito goliardico che sancì il successo del classico di Reitman (il fantasma "scoreggiatore", i fenomeni di poltergeist, l'arrivo del furgoncino degli acchiappafantasmi accolto dalla folla festante e accompagnato dallo scatenato tema musicale (qui la "You Never Can Tell" di Chuck Berry che riporta subito alla mente PULP FICTION). Tuttavia, se in GHOSTBUSTERS l'ironia era studiata e innestata elegantemente in un tessuto parodistico ben preciso, qui si concretizza in un semplice recupero di battute da commedia all'italiana tradizionale, privo però di dialoghi che escano da stanchi cliché e incapaci di produrre gag minimamente strutturate. E' semmai la regia a tentare di dare una direzione e una costruzione che permettano al film di stare in piedi. A livello di dialoghi invece si segue semplicemente il soggetto, piuttosto articolato, senza mai trovare lo spunto brillante, la battuta spiritosa. E quando nella seconda parte De Sica si rifugia insistentemente in un ripetuto omaggio al padre e alla sua nota passione per il gioco arrivando addirittura a impersonarlo scimmiottandone look e mosse (e sperando forse così di imbonire la critica, sempre pronta ad applaudire questa sua inveterata vocazione nostalgica), il film diventa ancor più pesante e maldestro, spingendoci a ricordare con rimpianto il De Sica irresistibile dei migliori cinepanettoni. Qui né lui né Buccirosso sembrano poter emergere dalla palude di un film cupo, immerso in una Napoli mal fotografata. Tognazzi, che all'inizio pareva debordare con un personaggio puerile di matterello incontrollabile, rientra presto fortunatamente nei ranghi limitandosi a ricoprire il ruolo dell'esoterico da quattro soldi, tutto sommato savio quanto i fratelli o quasi; Gullotta interviene assai di rado senza mai poter incidere. Qualche effetto poco speciale ma di una certa suggestione dà un minimo di strambo gusto naif al tutto, ma se un film così non cerca mai la gag preferendo ricorrere a smorfie e truci volgarità per divertire (l'uomo che rotea in aria spruzzando dal sedere è semplicemente disgustoso) non ci siamo proprio. Il De Sica che eravamo abituati a vedere sapeva essere trascinante, triviale sì ma con brio ed esuberanza straordinari. Qui recita stanco e coinvolge nel grigiore Buccirosso, costringendolo a un poco plausibile accento milanese che ne disinnesca in partenza la verve. Piacevolmente coinvolgente il tema rap di Clementino, che lasciava presagire ritmi ben diversi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/11/19 DAL DAVINOTTI
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Markus 16/11/19 17:29 - 3333 commenti

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Con "soli" trentacinque anni di ritardo ecco il Ghostbusters all'italiana. Il timone di Christian De Sica, che come regista ha regalato poche gioie, riconferma alcuni limiti dietro la macchina da presa, incapace di dare vigore a un film che poteva e doveva avere del potenziale. La parte ironica è quasi mancante: il trio De Sica/Buccirosso/Tognazzi appare slegato, senza battute degne di nota; persino la "napoletanità" (il film è ambientato nel capoluogo campano) è molto di maniera e per nulla opportuna. Qua e là si scorge l'impegno, ma non basta.

Graf 17/11/19 22:41 - 700 commenti

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Un pasticcio di poco senso ma che mi ha divertito. Un mediocre Ghostbusters in salsa napoletana che mescola avanzi di umori ribaldi e di secrezioni acidule, prese direttamente dai vecchi cinepanettoni, con l’horror di gusto partenopeo causato dall’apparizione di fantasmi invadenti e vendicativi. Canovaccio disorganico, zibaldone di stili narrativi, personaggi epidermici, battute risapute, qualche greve trivialità, mancanza di picchi comici, ma lo spettacolo ha una sua verve e non annoia mai. Le scene orrorifiche sono più convincenti di quelle farsesche.
MEMORABILE: Ugo, il personaggio interpretato da Giammarco Tognazzi, è il più costruito e interessante.

Mco 18/11/19 12:43 - 2159 commenti

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Strano oggetto filmico quest'opus di De Sica. Veli di commedia, con tanto di battute triviali, su sostrato horror. La danza ritmica di Andrea Farri, autore dell'ottima colonna sonora, ci accompagna tra palazzi e sotterranei di una Napoli in preda a spiriti ostili. La volgarità sublima in voli con deretani all'aria, la ricerca delle origini della strega tra i polverosi volumi della biblioteca bordeggia territori gotici. Un'unione di stili ambiziosa, non sempre compiuta, ma che ha il coraggio di muoversi in nuove direzioni. Peculiarità.
MEMORABILE: Buccirosso posseduto che insulta il suocero in barca; De Sica al cinema.

Digital 19/11/19 12:14 - 1123 commenti

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Maldestro tentativo di ibridare la commedia con l’horror. L’idea di un Ghostbusters all'italiana poteva portare a risultati se non eccezionali quantomeno decorosi, ma il film mostra tutti i limiti nella messinscena equiparabile a un episodio di una serie televisiva di quart’ordine e, soprattutto, nella capacità (scarsa) di muovere al sorriso. Nel cast De Sica ci mette quel quid in più (ma quel parrucchino...); sprecato Buccirosso, mentre Tognazzi appare del tutto avulso dal contesto. Belli gli effetti speciali, ma la pellicola rimane poca cosa.

Rambo90 20/11/19 23:30 - 6442 commenti

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Un horror comico imperfetto ma che in qualche modo fa centro, perché De Sica è molto bravo a comunicarci quello che vuole comunicare e alla fine ci si diverte, anche tanto. La parte comedy è la solita farsa all'italiana ma arricchita da interpreti di razza come Buccirosso e Tognazzi (a cui va aggiunta la breve parte di Gullotta) oltre che dallo stesso Christian. L'horror vive grazie a effetti più che dignitosi e un paio di genuini jumpscare, fino a un omaggio sentito e volendo anche commovente a papà Vittorio. Promosso.

Lupus73 10/04/20 23:39 - 688 commenti

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Tre fratelli (uno prestigiatore fallito) vanno a Napoli per il funerale del padre e, fortuitamente, intrappolano un fantasma per far soldi. Nasce un'idea. Un Ghostbusters alla napoletana con tanto di pulmino anni '80, trappole per spiriti e divise da dottori del paranormale. Qualche divertente trovata, gli SFX sono simpatici, il paranormale è trasposto nel folclore di Napoli, la Janara al posto del dio sumero; ma la sceneggiatura, che fa il verso al modello, è piuttosto debole. Toccante il finale con l'omaggio di Christian al padre Vittorio.

Jandileida 1/11/20 21:06 - 1277 commenti

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Minestrone in cui De Sica butta un po' di tutto, dai ghostbusters giù fino allo spirito del padre. Il risultato, se non proprio gustoso, è quantomeno commestibile: pur usando gag già messe in formalina ai tempi gloriosi dei cinepanettoni e riciclando tutto ciò che si poteva raccattare dai barili del genere comico paranormale, il film ha buoni tempi, più che discreti effetti speciali e un trio di protagonisti affiatati. Il tentativo di mettere insieme più stili è poi per lo meno degno di nota, in un panorama comico italiano che tende in genere alla ripetizione perpetua di se stesso.
MEMORABILE: I numeri sbagliati del Lotto.

Ira72 5/11/20 12:08 - 971 commenti

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Dispiace dovere giudicare male questo film in cui Christian De Sica è sia regista che interprete. Dispiace anche per gli altri protagonisti che, nel cinema nazionale, sono sempre in parte e meritevoli. Però. L'idea di tingere la commedia italiana di note horror attingendo al paranormale poteva funzionare ma tutto il resto è di una inaspettata mediocrità. Moltissime le scene, poi, in cui si rasenta la banalità e le battute paiono forzate e tirate lì, a strappare una risata che difficilmente arriverà. Innaturale anche l'entrata in scena di Vittorio, che poco ci azzecca. Peccato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Graf • 17/11/19 22:50
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Film visto nella sala tre della Multisala Trianon di Roma.Spettacolo domenicale delle 18.30:sala di quasi 200 posti, eravamo 35-40 spettatori, al massimo.
    I travolgenti successi commerciali dei cinepanettoni sono ormai lontani...
    Ultima modifica: 17/11/19 22:53 da Graf
  • Discussione Ruber • 18/11/19 01:29
    Compilatore d’emergenza - 9009 interventi
    Già dal titolo e dal trailer si era capito il guazzabuglio che aveva combinato De Sica. Che i tempi dei cinepanettoni erano finiti lo si sa ormai da anni, (anche perchè non ne sono più usciti (intendo della famosa ditta Filmauro/Parenti). Meglio aspettare il buon Zalone.
  • Discussione Zender • 18/11/19 08:02
    Consigliere - 43743 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Film visto nella sala tre della Multisala Trianon di Roma.Spettacolo domenicale delle 18.30:sala di quasi 200 posti, eravamo 35-40 spettatori, al massimo.
    I travolgenti successi commerciali dei cinepanettoni sono ormai lontani...

    Beh ma neanche pochissimi... Ormai è spesso la regola come presenze, mi sa (eslcusi certi grandi successi).
    Ultima modifica: 18/11/19 08:02 da Zender
  • Curiosità B. Legnani • 18/11/19 21:20
    Consigliere - 14002 interventi
    Nel film si vede una lapide cimiteriale con la scritta "Per un' oliva pallida si può delirare".

    E' una citazione da una poesia di Giovanni Mosca, scritta per prendere in giro l'ermetismo e le necessarie analisi interpretative dei testi.
    Nella sua completezza è questa: «La vedova di sé avvolge gli alberi / che sentitamente solcano / l'illusa adolescenza del vento. // Per un'oliva pallida / si può delirare»
  • Discussione Caveman • 19/11/19 07:01
    Pulizia ai piani - 292 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Film visto nella sala tre della Multisala Trianon di Roma.Spettacolo domenicale delle 18.30:sala di quasi 200 posti, eravamo 35-40 spettatori, al massimo.
    I travolgenti successi commerciali dei cinepanettoni sono ormai lontani...


    Il livello di gag “cafone” è basso, mi auguro. Cosa puoi dirmi a riguardo?
  • Discussione Graf • 20/11/19 09:38
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Certamente meno cafonaggine nelle battute rispetto ai cinepanettoni, dato anche il contesto totalmente diverso, ma, certe propensioni alla gag sbrigativa e parolacciaia e a certe situazioni che a dichiararle triviali è fare un complimento, sono rimaste attaccate a De Sica...
    Film che tenta strade diverse rispetto a quelle usuali del decaduto cinema italiano ma, appunto, rimane solo il tentativo e poco altro...
    Ultima modifica: 20/11/19 09:40 da Graf