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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Brizzi si è spesso dilettato nei suoi film ad argomentare di musica, a riproporre in particolar modo sonorità e personaggi degli Ottanta (pensiamo a Sabrina nell'ultimo MODALITA' AEREO, per esempio); tanto che questo LA MIA BANDA SUONA IL POP pare logica prosecuzione e ampliamento di certe idee, suggestionato dalla inveterata predilezione dei russi per artisti pop italiani da noi ormai snobbati o ridotti a semplici fenomeni di costume. E così, con un occhio puntato al Hugh Grant di SCRIVIMI UNA CANZONE filtrato attraverso i toni da cinepanettone e la musicalità mediterranea a metà tra italodisco e canzone romantica,...Leggi tutto si immagina un manager caduto in disgrazia (Abatantuono) che, convocato dalla responsabile della sicurezza (la rediviva Stefanenko) di un ricchissimo russo (Khismatouline), accetta di far riunire una vecchia band eighties chiamata Popcorn per un concerto a San Pietroburgo. I quattro, che avevamo ammirato in una clip caramellosa e ingenua come davvero erano al tempo, trent'anni dopo sono decisamente malridotti. Come in una sorta di parodia dei BLUES BROTHERS il loro vecchio manager va a recuperarli dalle situazioni più improbabili: chi suona in strada per quattro spicci (Rossi), chi è finita in tv in una sonnacchiosa trasmissione di cucina (Finocchiaro), chi sepolto in una barba bianca lavora in ferramenta (Ghini) e chi infine si è riciclato come cantante da matrimoni (De Sica). Sulle prime nessuno o quasi accetta di riformare i Popcorn ma si sa, l'occasione fa l'uomo ladro; è proprio il caso di dirlo, in questo caso, perché i quattro, non contenti di essere ingaggiati e profumatamente pagati per la loro performance, decideranno di precedere chi ha già organizzato un furto di diamanti ai danni del russo per rubare gli stessi a loro volta. Una variante evidentemente resasi necessaria per variare un po' rispetto al semplice racconto della reunion che avrebbe rischiato di ritrovarsi troppo presto col fiato corto. Ora però, detto di un soggetto che qualche freccia al suo arco poteva averla e di un cast sulla carta scelto non stupidamente (il reintegro a tutti gli effetti di Paolo Rossi nella commedia “minore” dopo il piccolo ruolo in POVERI MA RICCHISSIMI incuriosiva), non tocca che prendere atto di un film che non diverte come doveva. Sugli scudi sale la coppia già rodata De Sica-Ghini: il primo soprattutto, reduce da prove deludenti, si riscatta parzialmente tornando ad essere il trucido guascone dei cinepanettoni di una volta (per i quali non a caso Brizzi scriveva spesso i copioni). E il ritorno a un certo "meteorismo", da intendersi in senso letterale per la discendenza ideale da talune funzioni corporali ma anche metaforico riferito a quei fenomeni di "star" da una hit e stop (lo vediamo partecipare all'Isola delle meteore, spunto che non si esclude possa essere in futuro raccolto dalle tv), è per Christian un toccasana, che gli permette di sbracare come ai vecchi tempi partendo da qualche gag azzeccata. Più desolanti le performance di un Rossi decisamente fuori fase, quasi sempre astratto dal contesto come nelle peggiori occasioni e di una Finocchiaro altrettanto poco a suo agio in un personaggio di ex-ninfomane alcolizzata e stonata. A deludere però è in primis la regia: se un tempo Brizzi riusciva a coprire certe carenze nel campo con una qualità di scrittura non comune, per il genere, qui anche la sceneggiatura risulta deficitaria; conseguentemente la fiacchezza del ritmo salta all'occhio e, nel secondo tempo, si fa quasi insopportabile insieme a una sciatteria generale che dà la sensazione del film tirato via senza alcun gusto. Per fortuna ci sono le canzoni finto-ottanta dei Popcorn, davvero trascinanti (la mano di Bruno Zambrini si sente), il look stravagante e comico del gruppo (ma De Sica farebbe bene a smetterla d'infilarsi in testa improbabili parrucche) e un Abatantuono (con lenti a contatto azzurre!) che orchestra il tutto con discreta professionalità in un ruolo concettualmente simile a quello che aveva ricoperto quarant'anni fa in UNA VACANZA BESTIALE. Cameo per Tiberio Timperi conduttore tv.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/02/20 DAL DAVINOTTI
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Cinema97 23/02/20 01:49 - 7 commenti

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Non è male. La storia dei quattro scalcinati cantanti che ritornano a collaborare dopo anni di dimenticatoio funziona. Christian De Sica (visibilmente ingrassato) riesce a essere sempre un grande mattatore, accompagnato dal suo storico (secondo) partner Massimo Ghini. La Finocchiaro è simpatica nel ruolo della svampita, invece è anonimo Paolo Rossi. Come per la band musicale, anche il film vuole essere un "revival" delle classiche battute alla Christian e di situazioni da action-comedy.
MEMORABILE: I duetti tra De Sica e Ghini.

Markus 24/02/20 10:30 - 3310 commenti

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Reunion per una vecchia band di pop italico Anni '80 (tali fantomatici Popcorn, che fanno un po' il verso ai Ricchi e poveri et similia) per soddisfare le esigenze del pubblico russo. Sulla carta una commedia scoppiettante, che poteva e forse doveva avere miglior sorte, in quanto l'opera di Brizzi non va mai oltre la farsa - talvolta anche dilettevole - che fa il verso a certi stilemi del defunto cinepanettone. Le efficaci musiche finto Anni '80 di Zambrini sono però l'unico punto forte di una "commediola" dal fiato corto.

Rambo90 26/02/20 22:44 - 6398 commenti

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Grossa delusione. Un cast enorme sprecato in una sceneggiatura che mischia malamente effetto nostalgia e heist-comedy. Era meglio forse sfruttare uno solo dei due filoni ma dotandolo di personaggi più strutturati e di dialoghi più efficaci. Invece Brizzi si affida unicamente all'estro degli attori, con De Sica-Ghini-Abatantuono che almeno strappano sorrisi con i loro classici modi di fare e la coppia mal assortita Finocchiaro-Rossi mai così spaesata e fuori parte. L'unica cosa riuscita è il repertorio canoro dei Popcorn, davvero evocativo.

Gabrius79 1/03/20 21:08 - 1199 commenti

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Cosa rimane di memorabile in questa esile commedia? Le canzoni dei Popcorn. Per il resto si naviga a vista su un copione sfruttato piuttosto male (ed è un peccato, dato il cast altisonante). Chi riesce a dare il meglio è senza dubbio De Sica, che deborda grazie a qualche battuta talvolta triviale ma efficace, ma anche Ghini e Abatantuono qualche cosa di buono ce la regalano. Stridono invece le performance della Finocchiaro e soprattutto di Rossi, che non entra mai in parte. Fa piacere rivedere una rediviva Stefanenko. Brizzi continua a steccare.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Graf • 22/02/20 22:41
    Call center Davinotti - 902 interventi
    "La mia banda suona il pop", dopo i primi due giorni di programmazione, si preannuncia come il più grande flop dell'anno: solo 68.421 euro incassati per 11.669 biglietti staccati.
    Dati Cinetel.
    A meno di prodigiosi recuperi, l'introito totale sarà ben sotto il milione di euro.
    Ultima modifica: 22/02/20 22:49 da Graf
  • Discussione Ruber • 23/02/20 01:57
    Compilatore d’emergenza - 8998 interventi
    Purtroppo ahimè paga il discorso del virus, e come detto sul davibook le sale cinematografiche saranno le prime a pagare il duro conto di questa epidemia, e visto che oltretutto non navigano già in buone acque vista la scarsezza di titoli se non di alcuni titoloni, credo che alcune sale abbasseranno le saracinesche. Il film non è un capolavoro della commedia brillante, ma strappa qualche sana e grassa risata, e certamente a mio giudizio è molto meglio di quello diretto da De Sica del periodo natalizio. Purtroppo i film che andranno in sala in questo periodo pagheranno questo duro prezzo, così come lo pagherà il film della Lodovini. Finché questa epidemia in sarà debellata ( e non sanno ancora in che tempi) le sale dubito si riempiranno. A me i quattro parrucconi non dispiacciono, torno a ripetere nulla di ecclatante ma meglio di molte altro che c’è in giro.
  • Discussione Zender • 23/02/20 07:32
    Consigliere - 43621 interventi
    Concordo con Ruber, mi sa che in questo periodo i flop saran parecchi, per via del virus.
    Ultima modifica: 24/02/20 08:24 da Zender
  • Discussione Graf • 23/02/20 11:48
    Call center Davinotti - 902 interventi
    L'incasso generale dei cinema ieri si è abbassato del 30.30% rispetto allo stesso sabato dell'anno scorso - dati Cinetel - ma gli introiti del film di Fausto Brizzi erano partiti molto esigui già da giovedì scorso quando non era stato ancora registrato nessun caso di coronavirus conclamato tra gli italiani residenti in Italia...Non c'era stato nessun assalto ai botteghini ma larghissimo disinteresse per il film.
    Naturalmente l'emergenza del virus complicherà tutto maledettamente e, se non sarà risolta in tempi rapidi, darà una bella mazzatta all'economia dei luoghi e dei momenti aggregativi...
    Ultima modifica: 23/02/20 14:10 da Graf
  • Discussione Graf • 24/02/20 14:23
    Call center Davinotti - 902 interventi
    L'incasso generale della prima settimana di questo film ammonta a poco più di 240.000 euro.
    Dati Cinetel.
    Coronavirus o non coronavirus, La mia banda suona il pop si annuncia come il primo clamoroso flop del cinema italiano del 2020.
    Ultima modifica: 24/02/20 14:24 da Graf
  • Curiosità Siska80 • 25/02/20 16:33
    Call center Davinotti - 410 interventi
    Come sovente fa, Fausto Brizzi ha chiamato a recitare attori con cui ha grande familiarità. Il regista aveva già diretto Abatantuono in Indovina Chi viene a Natale?, in cui c’erano anche Angela Finocchiaro e, in un piccolo ruolo, Massimo Ghini. Aveva reso invece Christian De Sica protagonista di Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi.

    Fonte: https://www.comingsoon.it/film/la-mia-banda-suona-il-pop/58089/scheda