Terapia di coppia per amanti

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Si chiama “terapia di coppia”, non “terapia per persone sposate”, ricorda Viviana (Ambra) all'amica. Quindi perché non dovrebbero poterci ricorrere anche le coppie di amanti? Il ragionamento non fa una grinza, certo, ma persino il terapeuta (Rubini) al quale Viviana e Modesto (Sermonti) si rivolgono non può non ammettere che una cosa simile, prima, non gli era mai capitata. Poco importa: Viviana si è accorta, dopo aver telefonato nel cuore della notte a Modesto rischiando di mandargli a monte il matrimonio, di aver "perso la brocca", quindi pure lui - contrario all'idea di rivolgersi ad aiuti esterni - non può che abbozzare. Ma le sedute sono confuse, più che altro occasione per Modesto di esibirsi in battute sarcastiche d'accompagnamento...Leggi tutto alle spiegazioni di lei; e non è nemmeno chiaro se con gli incontri le cose migliorino, perché a dire il vero il film è assai confuso: affastella brevi scene favorendo una frammentarietà fuori luogo entro la quale leggere il progredire della relazione clandestina tra i due protagonisti, infilata tra break familiari coi figli, rari interventi dei coniugi ufficiali, ore in studio di registrazione di lui (chitarrista jazz di qualità) alternate ad esibizioni live col suo gruppo esageratamente prolungate. Non bastasse, ci si mette pure il terapeuta a ritagliarsi uno spazio in cui seguire i suoi problemi con l'amante e le improvvisate analisi con l'amico (Falzarano) prima che entri in scena prepotentemente anche il padre (Branciaroli) di Modesto, a sua volta musicista di successo ma egoista, donnaiolo e incapace di provare vero affetto per il figlio. Decisamente troppa carne al fuoco, che la regia di Federici trova inevitabili difficoltà a gestire finendo col zoppicare vistosamente. E dire che invece le divertite finezze non mancavano, nei dialoghi. Soprattutto per merito di Sermonti perché Ambra (per una volta con look azzeccato e acconciatura perfetta) nel ruolo dell'amante petulante e perennemente insoddisfatta risulta antipatica, inadeguata e - quel che più è grave - mai divertente. Sermonti è al contrario pacioso, tranquillo, rassegnato alle mattane dell'amante e pronto a infilare commenti spassosi associati a un atteggiamento che muove spesso al sorriso. Grazie a lui e ai dialoghi assegnatigli Modesto diventa così colui sul quale il film pesa, spalleggiato al meglio soprattutto dal padre - cinico vulcano di saggezze poco condivisibili interpretato da un Branciaroli caustico e teatrale – e talvolta dal figlio ”complice” (figura piuttosto insolita). E se Rubini appare assai credibile e umano durante le sedute di coppia, altrettanto non si può dire per le scene in cui è alle prese con le sue tristi vicissitudini amorose. L'idea poteva insomma funzionare, ma la realizzazione si limita a trovare qualche battuta simpatica e a mescolarla in un minestrone disomogeneo con troppi momenti morti, chiuso con la partecipazione senza un perché di Alan Sorrenti, che canta in un locale "Figli delle stelle" abbracciando Modesto. C'è senz'altro di peggio nel panorama nazionale, qualche risata la si fa, ma come commedia soffre di limiti evidenti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/10/17 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/11/17
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Rambo90 30/10/17 23:07 - 6427 commenti

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Gradevole commedia sui sentimenti, che ribalta la solita terapia di coppia aggiornandola a una coppia di amanti indecisi su cosa vogliono davvero. Il film scorre leggero e garbato, con un ritmo veloce e varie battute che vanno a segno grazie a una sceneggiatura mai triviale e che non cerca una facile comicità a favore di un realismo abbastanza convincente. Ottimo il terzetto Ambra-Sermonti-Rubini, con l'ultimo che sa oscillare benissimo tra i toni pacati dello psicologo e quelli esasperati dell'amante. Buono.

Paulaster 26/04/18 10:29 - 2863 commenti

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A parte l'idea di partenza di giocare con la commistione tra una coppia clandestina e la psicanalisi, la sceneggiatura ha poco da dire. Esaurita subito la novità durante la prima seduta, il prosieguo con Rubini è debolissimo, come pure la conclusione. I protagonisti non hanno freschezza: la Angiolini a tratti ricorda la Ferilli come atteggiamenti e Sermonti come musicista non è credibile. Diverse canzoni (ben interpretate) per allungare il brodo.
MEMORABILE: Il pezzo jazz.

Galbo 8/09/20 15:25 - 11447 commenti

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Pellicola piuttosto atipica nel panorama della commedia brillante italiana, che sembra avere l’ambizione di “volare” più alto della media delle produzioni del genere. Il tentativo di analizzare le dinamiche di una coppia di amanti funziona però a tratti, con momenti riusciti dedicati alle dinamiche relazionali ed altri più deboli concernenti una trama piuttosto banale, “allungata“ da divagazioni musicali riuscite ma poco attinenti. Funziona la coppia protagonista Angiolini-Sermonti. 

Redeyes 25/10/20 08:21 - 2160 commenti

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Il cast e il suo regista farebbero pensare ad una commedia leggera, gradevole, e in effetti potrebbe pure essere, benché nasconda più di un difetto. Sermonti, nonostante un personaggio che mal gli si adatta, riesce comunque a divertire, Ambra al contrario fatica molto più che in altre commedie non riuscendo mai a carburare a pieno; i due non vengono aiutati né da Rubini terapeuta né soprattutto dall'attore, assolutamente scarico e poco incisivo. Tutto da buttare? No, ma certamente se qualche sorrisetto ce lo strappa non possiamo dirci del tutto soddisfatti.
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