LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tratto dal celebre romanzo omonimo di Fruttero & Lucentini, il film di Comencini non può non far venire in mente il CRIMEN di Camerini e soprattutto il suo remake IO NON VEDO, TU NON PARLI, LUI NON SENTE. All'origine c'è il giallo alla Agatha Christie, il classico “whodunit” con una pletora di possibili colpevoli che non fanno nulla per stornare i sospetti e anzi si fanno ripetutamente trovare, ognuno con un motivo poco credibile, sul luogo del delitto. Sono forzature che nuocciono alla plausibilità della storia, già di per sé resa poco avvincente da un cast di attori bravi ma svogliati, con caratteristi...Leggi tutto spesso ridotti a macchiette costretti a inventarsi battute poco divertenti. Come in IO NON VEDO, TU NON PARLI, LUI NON SENTE la vittima è odiata da tutti per i più svariati motivi, i sospetti si lanciano continuamente accuse reciproche che il commissario (lì Gianrico Tedeschi, qui Marcello Mastroianni) finisce per ignorare. Ancora c'è una città importante a fare da sfondo (lì Venezia, qui Torino) con i suoi personaggi caratteristici, le leggeri inflessioni dialettali, e persino i finali con relativo colpevole si assomigliano. Però lì si rideva di gusto (soprattutto grazie a uno strepitoso Alighiero Noschese), qui Comencini vorrebbe suggerire un umorismo più raffinato cadendo invece spesso nel patetico. LA DONNA DELLA DOMENICA manca di mordente, di quel gustoso ritratto dell'aristocrazia torinese presente nel romanzo. Mastroianni come commissario non funziona (troppo passivo), Jean-Louis Trintignant è già meglio ma anche lui dice poco, l'affascinante Jacqueline Bisset è sofisticata al punto giusto però il suo personaggio è evanescente. Tutto manca di profondità e la scialba sceneggiatura di Age e Scarpelli è piatta come la fotografia, slavata, e le musiche di Ennio Morricone (che in campo giallo thriller ha raramente raggiunto le vette toccate con i western).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dusso 2/02/07 08:47 - 1535 commenti

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Da una storia poco intrigante il regista ha realizzato un gran bel film, che si fa guardare molto piacevolmente. Bravi tutti gli attori (in particolare Mastroianni) e bellissime le ambientazioni in una splendida Torino.

B. Legnani 30/07/07 00:34 - 4724 commenti

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Bissetiano. Impossibile non innamorarsi di Jacqueline Bisset, che sposa bellezza ed eleganza in modo splendido. Grandissimo cast, con una Lina Volonghi fantastica, da urlo. Ma tutti sono bravissimi. Ci sono anche, fra i tanti, Gigi Ballista (antiquario disonesto), Antonutti, Anatrelli puttaniere. In picccolo ruoli, ma con una bella battuta, Mauro Vestri e Antonino Faà di Bruno. Non per provare tensione, ma per provare divertimento intelligente. "Deus ex machina" risolutivo un po’ diverso dal libro di Fruttero e Lucentini: già perdonato.
MEMORABILE: Più o meno è così. Rigattiere: “Guardi che bella marina attribuibile!”. Ballista: ”Ma attribuibile a chi?”. Rigattiere: ”A chi vuole lei…”.

Supervigno 10/08/07 08:05 - 229 commenti

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Bel film, cast all stars per la trasposizione cinematografica di uno dei migliori gialli italiani, scritti dalla premiata ditta Fruttero e Lucentini. Ambientazioni stile Anni Settanta molto gustose, protagonista bellissima (una Bisset in gran forma), sceneggiatura tutto sommato all'altezza del libro (e non era certo impresa facile). Claudio Gora si segnala in una delle sue migliori interpretazioni di viscido squallore, Mastroianni rende con la consueta maestria la sorniona nonchalance del Commissario Santamaria.

Galbo 15/02/08 05:50 - 11388 commenti

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Tratto da un bel romanzo di Fruttero & Lucentini, il film si avvale dell'ottima sceneggiatura di Age & Scarpelli, che rimangono fedeli al romanzo, adattandolo in maniera ottimale ai tempi cinematografici. Ottima la ricostruzione dell'ambiente alto borghese di Torino, rispetto al quale il commissario Santamaria (romano trapiantato in Piemonte) mostra sempre un elegante distacco (Mastroianni appare attore ideale per il ruolo). Buona la caratterizzazione psicologica dei personaggi e cast (non solo il protagonista) all'altezza.

Il Gobbo 19/02/08 17:15 - 3011 commenti

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Era inevitabile perdere per strada molte delle finezze del classico romanzo di Fruttero & Lucentini (basti per tutte l'inestinguibile cruccio dell'americanista Bonetto per lo sprezzante "taluno" sparato da un conferenziere rivale... ), ma un film è un film, e questo è buono. Mastroianni è un credibile Santamaria, la Bisset una dea, notevolissimo il cast secondario, col miglior ruolo al cinema della Volonghi. Forse stecca il solo Trintignant, non sempre vispo. Buono.

Undying 24/02/08 04:05 - 3840 commenti

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Age & Scarpelli, particolarmente attivi con Totò, imbastiscono una sceneggiatura dalle sfumature grottesche (quasi da commedia), ma che poi approdano - con millimetrica precisione - al giallo. Ottima la regia di Comencini, che riesce a valorizzare un cast significativo, partecipe e coinvolto con professionalità nella realizzazione del film. Titolo memorabile, per via d'un "modus operandi" del killer che sembra avere influenzato future produzioni (ora mi sovvengono solo L'osceno desiderio e La sorella di Ursula).

Mark 8/05/08 14:06 - 264 commenti

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Questa è una di quelle pellicole in cui attori come Mastroianni, magari in cerca di riposo da pellicole più impegnate, avrebbero potuto limitarsi a seguire il copione senza particolari sforzi interpretativi, considerate le intenzioni modeste del film. Invece, guarda caso, il film e l'attore in questione si rivelano essere molto al di sopra di qualunque aspettativa; la trama ha uno sviluppo apparentemente lento, poi progressivamente si infittisce, fino alla scoperta finale dell'assassino; ma prima di questa c'è sempre tempo per gustare i piccoli spunti di comicità che Comencini ha disseminato.

Hackett 9/06/08 12:15 - 1725 commenti

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Partendo dall'ottimo giallo di Fruttero & Lucentini, Comencini confeziona una discreta trasposizione che però si concede troppe libertà. Rispetto al testo la storia viene un po' troppo semplificata e snellita, a discapito di alcuni personaggi fondamentali. Da ricordare soprattutto per il sempre bravo Mastroianni che dona al suo commissario Santamaria un buono spessore e l'ironia giusta.

Cotola 22/09/08 23:27 - 7530 commenti

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Discreta riduzione cinematografica del bel romazno giallo di Fruttero e Lucentini. Il ritmo non è certo vertiginoso (come d’altronde nel libro) eppure riesce ad essere abbastanza intrigante e coinvolgente. Peccato che la regia di Comencini sia un po’ troppo piatta. Buone invece le interpretazioni degli attori.

Deepred89 12/02/09 09:48 - 3283 commenti

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Discreta pellicola in bilico tra giallo e commedia. Registicamente il film non fa una piega, la fotografia è notevole e le musiche di Morricone sono un po' sottotono ma comunque ben arrangiate e sempre piazzate al posto giusto. Molto lenta la sceneggiatura, soprattutto nella prima parte, anche se il coinvolgimento cresce lentamente per poi diventare molto elevato nell'ultima mezz'ora. Ottimo cast, con un perfetto trio di protagonisti e soprattutto pieno di gustosissime apparizioni in ruoli secondari.

Enricottta 31/07/09 15:37 - 507 commenti

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Magari l'intellettuale di turno seduto sulla poltrona con la faccia un po' schifata e il sopracciglio inarcato pensa che dormirà per tutto il film, ma sceneggiatori, regista, musicisti, attori e perfino i costumisti, si meritano un bel "bravo". Perchè questo è un film dei singoli e anche corale. Immagino che ci sarà voluta una grande fermezza per disciplinare tanti mostri di bravura: un plauso a Comencini, tanto bravo da non sovrapporsi alla storia. La location del Balùn è da menzionare. Mastroianni è il solito grande attore, godibilissima Lina Volonghi.

Tarabas 25/09/09 10:38 - 1703 commenti

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Chi ha ucciso il traffichino Garrone? Nei primi 10 minuti il film ci presenta tutti i sospettati, per poi riunirli tutti sul luogo del secondo omicidio. Bella gente, impiegati comunali, galleristi truffaldini, tutti indagati da Mastroianni, scettico e sornione, e da Pino Caruso, esuberante e perennemente sopra le righe. Da un famoso romanzo, Comencini mette in scena una Torino non molto filmata dal nostro cinema, con un cast di stelle e caratteristi doc. Il meccanismo giallo non è granché (un po' alla Ellery Queen), ma il film si vede con piacere.
MEMORABILE: Caruso che cita i poliziotteschi: "La polizia trema, la polizia non può sparare, la polizia non trova mai un cazzo!".

Lucius 10/07/10 19:45 - 2819 commenti

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Un giallo impeccabile, con un'ottima ricostruzione, ottimi personaggi e una trama solo apparentemente nella norma, ma che diventa incalzante pian piano che si dipana la matassa della brillante sceneggiatura su cui la pellicola si basa. Una Torino inedita e un film che brilla ad ogni fotogramma, musicato da una soundtrack di Morricone semplicemente superba.

Aal 13/09/10 12:43 - 322 commenti

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Da un capolavoro della scrittura non poteva uscire un film scadente. Questo bel giallo, torinese nell'anima, rimane come una delle opere più riuscite degli anni Settanta. Cast di prim'ordine con Mastroianni e Trintignant su tutti, trama complicata e storia appassionante. Con tutto un sostanzioso contorno di personaggi genuinamente macchiettistici e coloriture regionali che danno vita ad un'ambientazione molto definita: è il maggior pregio del film. Grande fotografia dell'Italia che fu: vicina a noi ma irrimediabilmente perduta.

Il Dandi 20/10/10 16:31 - 1779 commenti

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Pregevole tentativo (imitato poco e male) di "terza via" al giallo italiano, qui epurato dai fremiti pruriginosi del filone lenzian-martiniano (ma se ne mantiene il contesto "vip") e dalla violenza di quello argentiano. Comencini firma un giallo "maturo", che coniuga grotteschi personaggi da commedia con il realismo mutuato dal poliziesco di costume. Non è perfetto ma non è nemmeno, come poteva sembrare dalla matrice letteraria, solo un film tutto sceneggiatura e attori: si respira aria di cinema, anche grazie a Tovoli e Morricone.
MEMORABILE: "La cattiva lavandera non trova mai la bona pera; è un proverbio, in inglese si direbbe..." -"No guardi, non ce ne frega niente, basta il piemontese".

Cif 4/12/10 19:16 - 272 commenti

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Bella prova corale, equilibrio tra regia ferma e attori di gran livello che sanno condividere tra loro la scena e soprattutto alla base un gran bel romanzo. Un testo importante, ben scritto, dove in fondo l'ambientazione, l'atmosfera e lo sviluppo dei caratteri dei personaggi prevale sull'intreccio in senso stretto. Un'affascinante Torino, per certi versi sempre un po' segreta e secretata al grande pubblico. Tre pallini.

Fauno 26/05/11 22:29 - 1921 commenti

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Un cast di attori capaci di tipizzare e valorizzare al meglio ogni singolo personaggio... certo il mordente non manca. Il film non è un thriller e neanche una commedia, ma una farsa di casa nostra che racchiude sia ciò che si stava cominciando a trattare in quel periodo, sia ciò di cui si affrontava ormai solo il lato negativo. Veramente al top la Bisset (non me l'aspettavo!) e la Volonghi, ma ottimo pure Reggiani. Bellissima la musica del grande Ennio. Non fa volare troppo l'immaginazione se non per le gag, ma si vede volentieri...
MEMORABILE: La vendemmia dei preservativi, l'elenco dei film poliziotteschi per concludere con "La polizia non fa un c****"

Stefania 31/07/11 16:14 - 1600 commenti

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Mai seguito un giallo con così poca curiosità di scoprire chi fosse l'assassino, anche perché qui l'intreccio "mistery" è mal calibrato: troppi possibili colpevoli e nessun movente plausibile su cui riflettere, il palese red herring dei falli di pietra diverte solo fino a un certo punto, la soluzione finale è frettolosa. Non resta che godersi l'ebullienza di Lina Volonghi, la pacatezza sorniona di Mastroianni, e il teatrino di un'alta borghesia che, troppo impigrita persino per dedicarsi ai vizi, si trastulla con oziosi vezzi... linguistici!
MEMORABILE: "Omicidio? E' la cosa più eccitante che mi capita da quando forai una gomma, di notte, sulla strada per Biella!" La diatriba su "Boston" e "taxi".

Saintgifts 25/09/11 16:23 - 4098 commenti

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Ciò che fa di questo film un piccolo capolavoro sono la regia e gli interpreti tutti, fino all'ultima comparsa. Va da sè che la trama è ben intrecciata, vista l'ottima origine letteraria. Si può senz'altro aggiungere la colonna sonora di Morricone che, se non una delle migliori del grande maestro, è molto appropriata, in questo caso. Infine il montaggio dà il colpo di grazia: fa sì si che si possano seguire i diversi ambienti, separati all'inizio e che poi confluiscono come in ogni buon giallo nel finale. La Bisset da amare e Gora da applausi.

Lupoprezzo 3/10/11 12:09 - 635 commenti

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Curiosa e intrigante commistione tra giallo e commedia da parte di Luigi Comencini, che avvalendosi di un nutrito e notevole cast mette in scena un misterioso intrigo che vede coinvolta una certa borghesia piemontese, avida, meschina e scorretta. Il ritmo ha un po' il fiato corto e in certi passaggi si rischia qualche sbadiglio (complice un taglio da commedia non sempre all'altezza), ma la bravura degli attori sopperisce in maniera decente. Lina Volonghi, probabilmente in una delle sue migliori interpretazioni, è superlativa.

Nancy 29/01/12 14:48 - 774 commenti

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Buono, anche se per essere un giallo è troppo imbottito di personaggi e si fatica un po' a ingranare per entrare nel film. Mastroianni più discreto e riservato che mai è indubbiamente notevole, come pure Trintignant nella parte dell'omosessuale. Il finale è risolto abbastanza velocemente, anche se dopo il secondo omicidio il film migliora decisamente rispetto alla prima parte, che ha qualche frangia di troppo. Buona la commistione di elementi comici (alcune risposte sarcastiche di Mastroianni), come pure l'ambientazione nella Torino bene.

Homesick 3/02/12 17:50 - 5737 commenti

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Escludendo due omicidi ben sistemati e compiuti con arma singolare, il frastornate intrigo poliziesco si appella alla commedia, peraltro terreno preferenziale di Comencini e della coppia sceneggiatrice Age e Scarpelli; ne deriva un quadro vivace e sboccato della Torino bene, costellata di figure pittoresche e frivole rese da un trio di primo piano e da un folto gruppo di caratteristi da applaudire ad uno ad uno. Impeccabile la confezione, con le verdi colline piemontesi risplendenti nella fotografia di Tovoli, e le allegre musiche di Morricone.
MEMORABILE: Le sboccate invettive della Volonghi contro le battone; nella bottega di Antonelli; l’omicidio nel deposito dei mobili antichi.

Liv 18/07/12 11:16 - 237 commenti

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Gli ingredienti buoni ci sono tutti: il soggetto letterario, una squadra di attori di massimo livello e in forma, la sceneggiatura "all'italiana", l'ambientazione nella mia amata Torino. È un giallo, perciò un genere inflazionato, ma si gode come una commedia italiana, per una volta non ambientata nell'Arcadia romana. La Bisset doppiata con accento piemontese sembra veramente una torinese delle classi alte. C'è molta carne al fuoco, ma tutto sommato ci si diverte. Chi vuole vedersi Antonioni...

Motorship 29/07/12 17:04 - 567 commenti

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Come giallo non è il massimo, dal momento che il risultato delle inchieste non ha un gap di imprevedibilità chissà quanto alto, ma il regista e gli splendidi attori di questa pellicola (in particolare Mastroianni e Trintrignant), rendono il film davvero splendido, un ottimo ibrido tra giallo e commedia all'italiana. Bella l'ambientazione torinese, così come bellissima (ma anche molto brava) è la Bisset. Da lodare il cast secondario, da Lina Volonghi a Pino Caruso passando per Claudio Gora, Gigi Ballista e Aldo Reggiani.

Lamax61 8/08/12 23:02 - 30 commenti

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Bello, bello, bello! Tutto gira alla perfezione in una Torino anni '70. Ma perché non si producono più film come questo? Bravi tutti gli attori, nessuno escluso, e le location con la Villa di Massimo Campi in evidenza. Adoro Lina Volonghi. Il gesto volgare di Garrone che fa linguetta ad Anna Carla Dosio e i due domestici sardi vendicativi sono uno spasso. Anche la musica è ossessivamente piacevole.
MEMORABILE: "Sai che differenza c'è tra me e te oggi? Io ho il vento in poppa e tu le poppe al vento" (l'arch. Garrone rivolto alla cassiera).

Mark70 11/08/12 01:07 - 118 commenti

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Elegante adattamento di un bellissimo giallo di Fruttero e Lucentini in bilico tra giallo e commedia, splendidamente ambientato e recitato da attori di razza. Sfortunatamente questi elementi positivi non sono sfruttati appieno da una regia poco vivace e il ritmo lento affonda una pellicola che non va oltre la sufficienza.

Nando 3/11/13 20:29 - 3477 commenti

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Pellicola aderente al romanzo ambientata in una Torino accattivante in cui si osserva il torbido di certi ambienti altolocati. Il ritmo non è elevato ma la ricostruzione appropriata e il cast ottimale, con un perfetto Mastroianni ben supportato da Trintignant e dal resto degli interpreti. Intrigo sempre in bilico fino alla fine. Buona la colonna sonora.

Corinne 12/04/14 14:41 - 401 commenti

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Bel film corale, interpretato da una manciata di grandi nomi tutti perfettamente in parte. I toni sono quelli della commedia, con tratti anche grotteschi, ma il meccanismo giallo è dei più classici e tiene fino alla scoperta del colpevole (dal movente invero quasi deludente). Belle le location, tra una Torino estiva semideserta tranne nella scena al mercato del Balùn e le ville in campagna; non indimenticabile ma incalzante la colonna sonora di Morricone. Vivace, simpatico, delizioso.

Kinodrop 25/04/14 18:04 - 1505 commenti

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Più un soggetto vuole essere al passo coi tempi e più fatalmente invecchia. È il caso di questo film che pur partendo da un giallo di Fruttero e Lucentini, si disperde in gag semplicistiche e in situazioni schematiche che fanno perdere la bussola della trama. Attori di grande spicco, ma sottoutilizzati; bellissima e glaciale la Bisset e grande la Volonghi, cattiva e teatralissima. Un ingessato, improbabile gay Trintignant e un elegante, sornione Mastroianni. Musica costruita a tavolino, un fastidioso prequel di Bianco, rosso e Verdone. Datato.

Lythops 5/10/14 10:45 - 972 commenti

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Non si può fare a meno di osservare in questo film, come in molti del periodo, la semplice eleganza che si ritrova nelle inquadrature, nella recitazione semplice e naturale che solo attori preparati possono offrire, nelle trame in grado di proporre intrecci e collegamenti anche complessi come in questo caso in cui vengono ricostruite le fasi di un omicidio nel corso delle indagini di un ottimo Mastroianni. Grandi la Bisset e la Volonghi, perfette nei ruoli. Morricone in gran forma con un bel tema conduttore. E la Torino di quegli anni.

Delpiero89 19/10/14 23:38 - 263 commenti

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Giallo alla Agatha Christie ambientato nell'alta società torinese diretto dal buon Luigi Comencini. Il cast è di tutto rispetto, dal "Poirot" Mastroianni a Jacqueline Bisset, Trintignant, Gora e Reggiani. Il risultato è interessante per un prodotto ben confezionato. Manca un po' di "emozione", per elevare il film alla qualità dei gialli argentiani dell'epoca. Musiche di Morricone, sulla falsariga di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.

Nicola81 28/12/15 19:39 - 1957 commenti

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Tra le non moltissime pellicole che tentarono di coniugare il giallo con la commedia all'italiana, questa è forse la più celebre (anche perché tratta da un romanzo di successo come quello di Fruttero e Lucentini), ma non la migliore. Comencini non vola troppo in alto, Morricone ancora meno, il cast è di grande caratura ma rende meno di quanto ci si potrebbe attendere (la più brava è la Bisset). Mereghetti lo ha definito "un film superficiale, ma ben confezionato" e penso che abbia colto nel segno.
MEMORABILE: "Nata a Cagliari e ivi residente a Torino"; La diatriba su Boston.

Rufus68 7/04/16 23:00 - 3090 commenti

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La commedia all'italiana priva delle asperità e delle crudeltà; e d'ogni indizio sociologico. Con l'aggiunta di una trama gialla e uno stuolo di primedonne e comprimari in gran forma. Risultato? Un vero spasso. Coi suoi limiti, ma uno spasso. Bellissima Jacqueline Bisset, ottima la Volonghi. E memorabile il tormentone sulla pronuncia di Boston.

Myvincent 17/12/16 19:19 - 2556 commenti

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Un architetto sporcaccione viene assassinato per mano di un fallo di pietra e da qui un corteo di indagini e vicende intrecciate e sviluppate con intelligente scrittura. A Mastroianni, Jacqueline Bisset, Trintignant, veri mostri sacri, si aggiungono attori "minori" in straordinaria forma, come Lina Volonghi e Aldo Reggiani. Un giallo che si avvale degli ambienti alto-borghesi come quinta per aumentarne l'ambiguità concettuale. Da non perdere assolutamente.

Vitgar 8/02/17 14:49 - 586 commenti

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Gradevole giallo all'italiana ben sceneggiato e con la sapiente regia di Comencini. La trama è un po' leggerina e tende alla commedia brillante. Fotografia curata. Il tutto sostenuto e arricchito da un cast di ottimo livello che si cala al meglio nei rispettivi ruoli. Eccellente Lina Volonghi, impeccabili Mastroianni e la Bisset.

Daniela 10/11/17 02:57 - 9411 commenti

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Le indagini sull'omicidio di un architetto viscidone devono essere condotte con cautela, dato che tutti i sospetti sono persone appartenenti alla Torino-bene... Giallo dal passo compassato, fedele al testo del fortunato romanzo, in cui l'interesse principale non risiede tanto nel caso, poco valorizzato da una regia piuttosto anonima, quanto nel cast: attorno a tre attori protagonisti Mastroianni-Bisset-Trintignant, molto in parte nei rispettivi ruoli, è schierata una bella squadra di caratteristi, a partire dalla proterva Volonghi. Nota stonata il personaggio di Reggiani, troppo caricaturale.
MEMORABILE: "Questo è un pezzo unico" "Veramente me ne servirebbero due uguali..." "Ho un altro pezzo unico"

Jdelarge 11/12/17 18:39 - 874 commenti

I gusti di Jdelarge

La bellissima Torino fa da sfondo a un film, purtroppo, scialbo, nel quale la regia sembra annullarsi completamente. Di sicuro questa scelta è funzionale all’idea di essere fedeli al romanzo, ma la conseguenza inevitabile è che ci siano pochi elementi genuinamente cinematografici. Buona la prova degli attori, standard la musica di Morricone e ottime le location.

Azione70 21/01/18 01:11 - 145 commenti

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L'omicidio di un architetto fallito sconvolge la Torino bene: questo in sintesi il film, tratto dall'omonimo romanzo di Fruttero/Lucentini, che rasenta la perfezione per regia, recitazione e colonna sonora. Mastroianni commissario è in stato di grazia ed è ben supportato dall'ottimo cast (menzione speciale per Reggiani e Volonghi). Belli i dialoghi (con parecchi spunti comici) così come la Torino industriale di inizio estate negli Anni Settanta. Musiche di Morricone, ossessivamente intriganti e incisive.
MEMORABILE: "Ti chiami pure Santamaria!" (il questore a Mastroianni); Visita ai marmisti, fratelli Zavattaro; L'epilogo al mercato delle pulci.

Faggi 6/02/19 21:34 - 1505 commenti

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Imperdibile commedia gialla all'italiana. Quasi impossibile fare meglio: l'impresa di trasmutazione in immagini del capolavoro di Fruttero & Lucentini era rischiosa, sdrucciolevole. Age & Scarpelli sceneggiano un intreccio magnetico, assistiti dallo spirito dei tempi, attenti ai dettagli e alle sfumature tonali (nei dialoghi). Regia sincera, si direbbe ispirata; attori formidabili; avvolgente l'ambientazione (Torino ben restituita, si pensi a tutta la parte al Balon). Menzione d'onore a Jacqueline Bisset, davvero da adorare.

Rocchiola 14/06/18 14:06 - 865 commenti

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Per me un vero e proprio classico. Nello stesso anno e nella stessa città (Torino) di Profondo rosso Comencini inaugura una nuova variante al giallo all'italiana ibridandolo con la commedia. Sarà perché abito nelle vicinanze dal capoluogo piemontese, ma vi ho trovato un azzeccato quanto credibile ritratto sociale della Torino bene a cui si può perdonare qualche eccesso macchiettistico. Cast internazionale, caratteristi da urlo, sceneggiatura di Age-Scarpelli come sempre attenta alle sfumature dialettali e musiche di un Morricone in piena forma.
MEMORABILE: L’arma del delitto; "Ho mollato le donne perché sono delle rompiballe, ma tu sei peggio"; La retata a villa Tabussi; Il particolare del fanale rotto.

Ultimo 25/08/18 15:24 - 1360 commenti

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Discreto giallo firmato Comencini, ove il commissario Mastroianni si trova a indagare sulla morte di un architetto della Torino bene. Il punto forte del film non è di certo il ritmo; in ogni caso si guarda con piacere, grazie a una buona prova del cast (oltre al citato Mastroianni, si vedano Trintignant e la Bisset...). Non siamo ai livelli dei thriller argentiani, ma si può guardare, magari giocando a indovinare chi sia l'assassino. Niente male.
MEMORABILE: L'arma del delitto (onestamente difficile da dimenticare...).

Victorvega 27/12/18 18:11 - 299 commenti

I gusti di Victorvega

Senza aver letto il libro e quindi senza esserne influenzati si può dire che il soggetto è ottimo, ricco di personaggi ben caratterizzati e gran parte del film si regge sulla bravura di questi, con un cast ricchissimo e validissimo (molti attori sono curiosamente presenti nei primi due "Fantozzi", d'altra parte quelli sono gli anni...). Buoni l'intreccio, i dialoghi e ottima la colonna sonora. Un cinema da riscoprire.

Gabrius79 11/04/19 23:09 - 1193 commenti

I gusti di Gabrius79

Tratto dal famoso libro di Fruttero e Lucentini, il film ha innanzitutto un buon cast ma questo non significa che tutto vada per il verso giusto. Il ritmo è a volte latente e gli attori cercano di porvi riparo come meglio possono. Mastroianni se la cava bene, Bisset e Trintignant spaesati, gustosi Pino Caruso e Lina Volonghi. Gradevoli le musiche a fare da sottofondo. Lo spettacolo però non riesce a coinvolgere più di tanto.

Trivex 18/04/19 09:23 - 1490 commenti

I gusti di Trivex

Un ambiente alto borghese impegnato a far quattrini e a vincere l'imperante noia di chi i soldi se li gode senza lavorare viene scosso da un omicidio perpetrato con uno strano "arnese". Bella atmosfera nelle location torinesi e ottimi attori, con un Mastroianni eccellente nel ruolo del commissario dal "basso profilo", ma più che valenti anche i comprimari. I toni da commedia sono preponderanti, con una gustosa ironia che quasi sempre accompagna la vicenda fino all'epilogo finale, tutt'altro che facilmente intuibile. Da vedere.

Alex75 2/05/19 17:57 - 677 commenti

I gusti di Alex75

Una tra le più riuscite commistioni tra giallo e commedia realizzate in Italia, grazie soprattutto alla coppia Age & Scarpelli in stato di grazia, la cui sceneggiatura, con caratterizzazioni molto efficaci, valorizza soprattutto le seconde file (in particolare Volonghi, Gora, Antonutti e persino Antonelli) attorno a un terzetto di protagonisti di classe, in un’opera corale che restituisce umori e colori della Torino “bene” degli anni ‘70, ben ritratta anche dalla fotografia di Tovoli.
MEMORABILE: I domestici sardi in questura e la loro fissazione per l’”ivi”; L’arma del delitto; Le visite a villa Tabusso e da Zavattaro.

Zampanò 22/04/20 10:33 - 144 commenti

I gusti di Zampanò

Favorito dalla partitura già "per scene" di Fruttero e Lucentini, il film appare solido, privo o quasi delle afasie di tanti gialli nostrani. Merito del cast, in cui con gli attori principali (magnetica la Bisset) fanno sugo molti comprimari di mestiere (Pino Caruso, Anatrelli, il caratterista Ennio Antonelli). Tintinnante la Ost di Morricone; qualche tono sotto Mastroianni. Belli gli scorci di Torino, in centro e al mercato del Balon.
MEMORABILE: La retata delle prostitute e l'esilarante confronto all'americana in questura.

Jandileida 25/05/20 14:13 - 1253 commenti

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Accanto a una Bisset di grande bellezza e a una Torino di indiscusso fascino, a rendere il film piacevole c'è la capacità di Comencini di rendere su celluloide quell'atmosfera di alta borghesia del nord che sa non solo di fabbrica ma anche di dolcetti e liquorini offerti tra mobilio pesante e una vena di malignità. Il ritmo non troppo trascinante è compensato dalla buona prova di tutto il ricco cast, con il solo Trintignant un po' sotto i suoi standard. L'incastro giallo non è esaltante ma fa il suo dovere: a contare sono infatti i personaggi.

Lou 14/06/20 23:33 - 960 commenti

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Un tuffo negli anni Settanta, con un omicidio che fa emergere vizi e debolezze del debosciato bel mondo torinese. Il compassato commissario Santamaria, un Mastroianni come sempre perfettamente in parte, si trova suo malgrado a dover indagare su estrosi personaggi che vivono di rendita o di espedienti. Comencini si ispira al romanzo di successo di Fruttero & Lucentini per offrire un ritratto macchiettistico e impietoso di una classe sociale priva di valori, ma il quadro complessivo è oltremodo grottesco.

Minitina80 17/07/20 15:06 - 2344 commenti

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La duplice natura di giallo e commedia di costume non riesce a essere pienamente appagante, malgrado sia una pellicola quasi inappuntabile sul piano tecnico. Non avvince nello sviluppo delle indagini e dispone di un Mastroianni compassato che non sembra credere in quello che fa. Ne risente di rimando la critica a certe tendenze comportamentali assunte dalla borghesia torinese che finisce per diluirsi nella fiacchezza generale. Morricone è troppo monocorde, non andando oltre un motivetto che appare riciclato dal cassetto di un ripostiglio.

Zoltan 2/08/20 11:20 - 201 commenti

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Bugie, cattiverie, malelingue e malefatte si mischiano continuamente in questo giallo di matrice piuttosto classica, che scorre senza cambi di ritmo e impennate, in maniera forse troppo leggera, ma che si mantiene interessante anche per le prove dei vari protagonisti, dal sempre professionale Mastroianni in giù. La sempre buona colonna sonora di Morricone aggiunge un tocco in più a un film non memorabile ma godibile.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Lucius • 14/05/11 12:01
    Scrivano - 8325 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 19/03/14 05:48 da Lucius
  • Discussione Fauno • 26/05/11 22:40
    Compilatore d’emergenza - 2533 interventi
    Volevo solo aggiungere per chiarire il mio commento che quello che si stava cominciando a trattare era la convivenza e la frequentazione fra gay, approfondita dai loro sbalzi d'umore e dalle loro sclerate...di lì a poco IL VIZIETTO spopolerà nelle sale,mentre solo il lato negativo lo si vede per la Torino bene, o per gli incontri fra miliardari...per due decenni i registi tiravano fuori dai ceti alti pietre filosofali o illuminazioni mentali e alta cultura o perlomeno qualcosa che ispirasse a una riflessione lo spettatore, qui cominciano a oscurare il tutto con laidume, situazioni ributtanti, da postribolo, questa non è più ironia, pressappochismo riferito alla borghesia o attacco frontale, questo è proprio smantellamento, come dire RUBBISH SIETE E RUBBISH MORIRETE...FAUNO
    Ultima modifica: 27/05/11 10:53 da Fauno
  • Curiosità Roger • 19/12/13 06:23
    Call center Davinotti - 2802 interventi
    I POLIZIOTTI GEMELLI
    Mentre il commissario Santamaria (Mastroianni) interroga alcune prostitute si vede un poliziotto in piedi...



    ...che si trova al contempo a fare da assistente al commissario De Palma (Caruso) nella stanza accanto. Quando si parla di penuria di mezzi della forze dell'ordine...

  • Curiosità Daniela • 10/11/17 03:17
    Consigliere massimo - 5144 interventi
    Verso la fine del film una simpatica incongruenza, non so se voluta o meno:

    Di fronte alla risposta di un poliziotto che gli riferisce l'esito negativo di una ricerca, il commissario interpretato da Pino Caruso si sfoga con una sfilza di titoli di poliziotteschi, a cui ne aggiunge uno di fantasia: "La polizia chiede aiuto, La polizia ha le mani legate, La polizia non può sparare, La polizia non trova mai un cazzo..."

    Per quanto riguarda l'ultimo, cioè il titolo inventato dal commissario, il contenuto enunciato non corrisponde a quanto mostrato all'inizio del film, laddove viene rinvenuta l'"arma" con la quale è stato assassinato l'architetto interpretato da Claudio Gora. L'oggetto utilizzato è infatti proprio una statua a forma di fallo.
  • Discussione Daniela • 12/11/17 12:03
    Consigliere massimo - 5144 interventi
    Una precisazione riguardo un mio post spostato fra le curiosità: la battuta in oggetto viene pronunciata da Caruso dopo oltre 1 ora e 20 minuti, quindi verso la fine del fine e non all'inizio.
    Ultima modifica: 12/11/17 12:04 da Daniela
  • Discussione Zender • 12/11/17 16:37
    Consigliere - 43533 interventi
    Ah ok avevi scritto 1e20, credevo dicessi 1minuto e 20, sorry.
  • Discussione Rocchiola • 14/06/18 14:53
    Call center Davinotti - 1135 interventi
    Visto che avete già individuato molte delle località presenti nel film (ma da buon piemontese cercherò di scovarne ancora qualcuna), voglio spendere due parole sui caratteristi presenti in questo bellissimo film di Comencini tratto dall’omonimo romanzo di Fruttero-Lucentini, i quali sono ben aderenti ad un certo contesto socio-culturale descritto nel romanzo-film (e ve lo dico io che lavoro presso un ufficio tecnico comunale nelle vicinanze di Torino).

    ALDO REGGIANILello Riviera
    L’interpretazione di Lello Riviera
    geometra del Comune che si improvvisa detective per amore di Trintignant è quasi da icona gay. Ma lo ricordiamo soprattutto nei panni dello psicotico assassino nel Gatto a nove code di Dario Argento. Probabilmente affezionato ai titoli felini lo ricordiamo anche in un altro buon film di Comencini Il gatto. Si è dedicato anche al doppiaggio ed ha inciso un 45 giri nel 1970 dal titolo Sei bella.

    CLAUDIO GORAArchitetto Garrone
    Come non ricordarsi del mitico Bibì, attempato fidanzato di una giovanissima Catherine Spaak nel Sorpasso di Risi. Attore e anche regista attivo fin dagli anni 40 ha dato vita a molteplici personaggi, tra i quali vale la pena ricordare almeno il Remo Banducci di Un maledetto imbroglio, lo sgradevole Ercoli in Adua e le compagne, il berlusconiano commendator Bracci di Una Vita difficile e il primario de Il Medico della mutua. Anche lui già diretto da Comencini in Tutti a casa. L’elenco, che sarebbe molto lungo, si conclude degnamente con il viscido architetto Garrone sporcaccione, voyeur e ricattatore.

    LINA VOLONGHIInes Tabusso
    Rimasta sola con la sorella nella sua residenza in collina, dopo la morte del suo amato marito “Ciccì”, la signora Tabusso vorrebbe lottizzare la proprietà ma un vincolo legato a degli antichi lavatoi gli rovinerà l’affare. Ottima attrice teatrale e televisiva, qui piuttosto arcigna e sboccata vanta anche una manciata di ottime apparizioni cinematografiche tra le quali spicca quella della suocera di sordi in Una Vita Difficile.



    PINO CARUSOCommissario De Palma
    Anche se l’indagine del film la conduce Mastroianni-Santamaria, il suo collega amante di forme di refrigerazione non proprio salutari, si ritaglia un discreto spazio, benché da buon meridionale non sia proprio avvezzo al dialetto piemontese. In ogni caso questo comico d’avanspettacolo con trascorsi al Bagaglino e dalle molte presenze nei varietà televisivi degli anni 70-80, lo ricordiamo almeno in Malizia di Samperi. E’ stato anche un apprezzatore scrittore in particolare con l’opera L’uomo comune.

    OMERO ANTONUTTIBenito il domestico di casa Dosio
    Il domestico sardo di casa Dosio che recupera le cicche della padrona di casa, è uno dei ruoli più spassosi di questo attore drammatico il cui volto resta indissolubilmente legato ai fratelli Taviani con cui ha lavorato in Padre padrone, La notte di San Lorenzo e Kaos. E’ stato anche un grande doppiatore dando la voce tra i tanti anche al vecchietto on the road Richard Farnsworth in Una storia vera di Lynch. In tempi più recenti lo si è visto anche nel film di Spike Lee Miracolo a Sant’Anna.

    MARIA TERESA ALBANIVirginia Tabusso
    Caratterista che vanta anche un Nastro d’argento per la sua partecipazione a Per le antiche scale di Bolognini, ma come non ricordarla nella parte della madre della giovane vittima ne In nome del popolo italiano di Risi, durante quel mitico interrogatorio efettuato dal magistrato Ugo Tognazzi. Senza dimenticare la cartomante di Febbre da cavallo (vedi foto).



    GIGI BALLISTAL’antiquario Vollero
    Immediatamente riconoscibile per la particolare fisionomia e la parlata un po’ roca. Il suo ricordo più vivido è legato al Dottor Castellan nel mitico Signore e signori di Germi ed al Conte Dallara in Febbre da cavallo, ma l’elenco delle sue partecipazioni sarebbe davvero lungo e spazia dalla commedia sexy (Giovannona coscialunga, La compagna di banco) alle produzioni internazionali con un’apparizione persino in Fuga di mezzanotte di Alan Parker.

    GIUSEPPE ANATRELLIIl questore
    Con il superiore del commissario Santamaria inizia la schiera di presenze fantozziane che aleggiano su questo film. Come non riconoscere all’istante il mitico geometra Calboni dei primi tre Fantozzi. Menzionabile anche la sua partecipazione in Detenuto in attesa di giudizio come il carcerato che vuole letteralmente abusare di Sordi. Compare anche in un’altra commedia-gialla Doppio delitto di Steno comunque inferiore al film di Comencini.

    FRANCO NEBBIA L’americanista Bonetto
    Attivo come musicista Jazz negli anni 50 e 60 e dedito principalmente all’attività di cabarettista musicale, negli anni 70 si permette anche qualche excursus cinematografico che trova nella figura dell’americanista Bonetto il suo apice. Altre comparse non proprio memorabili sono in Oh, Serafina!, Il cavalier Costante Nicosia e Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave. Ritornerà anche nel capoluogo piemontese in Torino Violenta del 1977.



    FORTUNATO (RENATO) CECILIANicosia
    L’aiutante del commissario Santamaria sfoggia tutto il suo acume di poliziotto premurandosi di parlare in dialetto siculo per non farsi capire all’interno di un bar dove sono tutti siciliani. Comprimario minore formatosi nell’avanspettacolo, per la cronaca lo si intravede anche in Milano calibro 9 ed in alcuni decamerotici come Decameron proibitissimo e I racconti di Viterbury.

    TINA LATTANZILa madre di Massimo Campi (Trintignant)
    La madre del sospettato Massimo Campi che non sembra conoscere le tendenze sessuali del figlio è interpretata da una decana dell’ambiente cinematografico, famosa per essere stata la doppiatrice di Joan Crawford, Marlene Dietrich, Rita Hayworth ed anche Greta Garbo. Già attiva negli anni 30-40 è apparsa come attrice ne Il gattopardo di Visconti e in Bisturi: la mafia bianca di Zampa.

    ANTONINO FAA’ di BRUNOIl padre di Massimo Campi (Trintignant)
    Supermito dell'universo fantozziano grazie al ruolo del tirannico duca conte Semenzara nel Secondo Tragico fantozzi. Noto per la sua altezza di quasi due metri lo ricordiamo gloriosamente almeno nel ruolo dell’ex militare golpista in Vogliamo i colonelli di Monicelli, nell’Amarcord Felliniano, ne La vita agra di Lizzani e addirittura in una breve comparsata in Cosa è successo tra mio padre e tua madre? del grande Billy Wilder. Un buon curriculum per un caratterista che ha sfruttato la sua fisicità ed il suo sguardo severo di ex militare decorato.



    GIL CAGNE’Il parrucchiere
    Non un vero e proprio caratterista, bensì un vero truccatore di fama mondiale e di ogine belga. Nel film lo vediamo impegnato come coiffeur intento ad acconciare la signora Dosio (Bisset) ed a chiaccherare del delitto Garrone con la Signora Tabusso (Volonghi), perfettamente a suo agio in un salone di bellezza. A memoria non credo abbia preso parte ad altri film.

    MASSIMO VESTRIIl ragionier Cerioni
    Il ragionier Cerioni della quarta ripartizione che parte per le vacanze credendo di aver dimenticato a casa la suocera, altri non è che il famigerato professor Guidobaldo Maria Riccardellli che terrorizza i dipendenti della sua azienda con la visione della Corazzata Kotiomkin nel Secondo tragico Fantozzi. Fece anche il neurologo in Amici miei ed altre brevi apparizioni ne Il provinciale, Milano calibro 9, Il cittadino si ribella, Il mostro di Zampa, Quel maledetto treno blindato tanto caro a tarantino e addirittura nell’ultimo film di Vincent Minnelli Nina. Mediamente mitico.

    MASSIMO GIULIANIIl ragazzo meridionale
    Il ragazzo dal forte accento meridionale che vediamo all’inizio del film nel ristorante dove pranza Garrone e poi al mercato del Balon intento a chiedere un disco parlando un inglese maccheronico, è uno stimato attore, doppiatore e imitatore attivo soprattutto in televisione. Ricordiamolo almeno nei panni del Ciro dei Ragazzi della terza C e dell’amico fraterno di Montesano nella fiction Pazza famiglia.



    ENNIO ANTONELLIIl marmista Zavattaro
    Bè un monumento dei caratteristi italici, ex-pugile di basso livello lo si inizia a vedere nei primi anni 60 in film come A cavallo della tigre e Le Mani sulla città. Più avanti è nel Diabolik di Bava e nel Satyricon di Fellini. Ma resterà indimenticabile nel ruolo di Manzontin il macellaio di Febbre da cavallo. Da citare anche ne Lo scopone scientifico dove presta l’abito da becchino a Sordi, come cameriere in Ginger e Fred e ovviamente nei panni del manesco marmista fallico Zavattaro qui a fianco ritratto.

    DANTE FIORETTIIl geometra Bauchiero
    Terminiamo questa breve carrellata sui caratteristi italiani con l’unico testimone attendibile del delitto Garrone, il Geom. Bauchiero osservatore avido di particolari ed amante dei cani. Il suo interrogatorio all’inizio del film è d’antologia. Io personalmente non lo ricordo ma pare sia presente nel Profondo rosso di argentiana memoria. Più facilmente individuabile ne Il Testimone del 1978 e nel Camorrista di Tornatore.

    Ultima modifica: 26/06/18 14:20 da Zender
  • Homevideo Rocchiola • 14/06/18 15:13
    Call center Davinotti - 1135 interventi
    Il DVD italiano della Medusa, riedito più recentemente nella serie della Warner "I grandi registi" presenta un video di ottima fattura credo restaurato anche se sulla confezione non vi è alcuna indicazione. Ma presenta un'immagine pulita, ottimamente definita e dai bei colori. Tuttavia viene presentato in formato non anamorfico in 4:3 rapporto 1.33.

    io ho preferito comunque sostituirla con l'edizione francese curata dalla Tamasa-CNC. Si tratta di una versione restaurata presentata in 16:9 rapporto 1.66, che garantisce un miglior inquadramento dell'immagine recuperando un minimo di informazione ai lati dell'immagine. Sinceramente non so perché questo film sia stato girato in questo formato, quando negli anni 70 era usuale il rapporto 1.85 o 2.35, comunque in ogni caso il video è davvero eccellente, pulito e ben definito, tanto che lo si può anche forzare con lo zoom al rapporto 1.85 senza perdere molto in fase di definizione.
    L'audio presenta la versione italiana con sottotitoli comunque rimovibili.
    Ecco le specifiche tecniche dell'edizione Tamasa:

    http://www.tamasa-cinema.com/wp-content/uploads/2018/01/Femme-Dimanche-DP-4-Pages.pdf
    Ultima modifica: 14/06/18 15:22 da Zender
  • Curiosità Fauno • 3/12/18 22:22
    Compilatore d’emergenza - 2533 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, un flano del film:

  • Discussione B. Legnani • 3/12/18 22:35
    Consigliere - 13840 interventi
    Rocchiola ebbe a dire:


    GIL CAGNE’Il parrucchiere
    Non un vero e proprio caratterista, bensì un vero truccatore di fama mondiale e di ogine belga. Nel film lo vediamo impegnato come coiffeur intento ad acconciare la signora Dosio (Bisset) ed a chiaccherare del delitto Garrone con la Signora Tabusso (Volonghi), perfettamente a suo agio in un salone di bellezza. A memoria non credo abbia preso parte ad altri film.






    Cagné lo sei vede in altri film: https://www.imdb.com/name/nm0128566/