Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

(ULTRA BABY VINTAGE COLLECTION) Di film così in Italia ne uscivano a bizzeffe. Si prendeva una bella attrice (qui c'è Silvana Pampanini, altrove la Koscina, la Mangano...), le si costruiva attorno una storia vagamente malinconica che potesse far presa sui cuori più sensibili, si chiamavano due o tre attori di grido e il gioco era fatto. Qui la storia è più scontata del solito e il doppiogiochismo della Pampanini più irritante che mai. Chi si salva è (come quasi sempre gli accadeva in occasioni simili) Alberto Sordi, da solo capace di risollevare (per modo di dire) le sorti di un film altrimenti davvero scarso e quantomai banale. Non si toccano mai...Leggi tutto vette sublimi, è ovvio, però il personaggio tratteggiato con sapienza dall'attore romano (un tappezziere adultero e criticabile sotto quasi tutti gli aspetti) riesce in qualche modo a far dimenticare le squallide avances di Oreste o gli insopportabili dialoghi tra la Pampanini e il fidanzato pugile. Dietro al bancone del bar compare un giovane Gigi Reder.

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Matalo! 19/07/08 20:17 - 1378 commenti

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A dire il vero non è così male; i caratteri sono gustosi (anche Tofano, la Volonghi e l'insofferente Stoppa). Ovvio, Sordi fa sbellicare appena mette faccia e son gustose le sue paure del peccato, istigato da un bigottissimo Tofano, che lo fanno tornare all'ovile. Silvana Pampanini è odiosa e questo è grave; non è nemmeno 'sta bella donna peraltro. Due palle esclamative!
MEMORABILE: Sordi si mette faccia alla porta dell'osteria e si becca un rosario, immortale come cerca di svicolare dalla situazione con mezzo segno della croce.

B. Legnani 25/11/12 15:14 - 5567 commenti

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Va avanti a corrente alternata - talora un po' stentatamente - per una buona metà, poi, quando diventa un film di Sordi, la pellicola cresce e diverte, fino al rosario finale, una sorta di "summa", con tutti (o quasi) i personaggi e i loro difetti. Ennesima dimostrazione della grandezza dell'Alberto nazionale, personificazione dell'italiano medio (quasi da antologìa il dialogo con Ciccio Barbi, stavolta sacerdote). Prima che Sordi s'impossessi del film, la sensazione è quella di attori ben migliori della vicenda da loro interpretata.

Pigro 27/06/13 09:08 - 9800 commenti

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Un bel parco attori di qualità rende piacevole una storia un po’ banalotta, ma ben orchestrata: quella della bella, contesa da tre uomini, intenzionata a farsi finanziare un ristorante. Il film merita una visione soprattutto per ammirare gli attori: l’eccellente vis comica di Sordi (capace di giocare di fino sull’alternanza tra passione e voto di fedeltà), la professionalità di Stoppa (la classe non è mai acqua), ma anche l’esuberanza di Pampanini e perfino il vigore di Volonghi e la precisione di Tofano in parti decentrate. Carino.

Graf 17/11/13 00:46 - 708 commenti

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Una commedia di sana e robusta costituzione che affonda le radici sia nel terreno del teatro goldoniano della Locandiera sia nell'humus del neorealismo rosa fruttificato dal capostipite Pane, amore e fantasia. Un film simpatico e cordiale, privo di sofisticazioni, dalla regia ben calibrata, con i personaggi maschili illustrati con calorosa partecipazione dal regista e psicologicamente ben precisati tra miserie, umane tentazioni e spirituali redenzioni; peccato che Nannina, la "bella di Roma" risulti più odiosa che astuta nei suoi intrighi amorosi.

Markus 6/08/14 08:27 - 3705 commenti

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Quando inserisci Sordi in cast sai già che ruberà la scena a tutti per via della sua vitalità e della sua inconfondibile voce: persino "la bella di Roma" Silvana Pampanini (bellezza a mio avviso sopravvalutata) diventa quasi un personaggio secondario di fronte alla strabordante carica dell'attore romano. La storia zoppica dall'inizio alla fine e i momenti di stanca non mancano, segno che Comencini allora era ancora “à la recherche” di una connotazione registica (che arriverà).

Fabiorossi 12/10/14 17:29 - 67 commenti

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Bisogna avere un occhio cinematografico allenato per potere gustare in tutta la sua bellezza un film di Comencini; tuttavia la sua arte raffinata nella rappresentazione della commedia italiana rosa, a volte, tende a rendere la sceneggiatura troppo melensa se non ci fosse, a supporto, un cast di prima qualità. In Pane, amore e fantasia furono De Sica e la Lollo a sostenere l’ossatura del film, ne La bella di Roma il compito è affidato a un evergreen come Sordi, affiancato dal grande Stoppa e dal compianto Cifariello. Consigliato.

Gabrius79 20/09/17 15:44 - 1432 commenti

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Una commedia discretamente gradevole che mostra la bellezza ammaliante di una procace Silvana Pampanini salvo poi far diventare quasi protagonista assoluto (dopo una mezz'oretta) un godibile Alberto Sordi che tenta di salvare una sceneggiatura prevedibile. Anche Paolo Stoppa se la cava egregiamente, ma la pellicola a volte mostra la corda. Da gustare in un ruolo minore il giovane Gigi Reder.

Rufus68 29/05/18 23:00 - 3865 commenti

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Molto sbilanciato fra la prima parte (i raggiri di Nannina interpretati da una Pampanini poco convincente nel ruolo) e la seconda, prigioniera della debordante gigioneria di Sordi: il film ne risulta sbilanciato nella tenuta e fondamentalmente irrisolto, anche perché i vari episodi (il bambino, il ristorante, il voto) mal si conciliano l'un l'altro. Bravo Stoppa (come potrebbe essere altrimenti?), ma le cose migliori le riserva Roma coi suoi fondali straordinari e, allora, incontaminati.

Reeves 22/02/21 14:12 - 2390 commenti

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Siamo in zona neorealismo rosa, con le speranze dei giovani, l'arte di sopravvivere e le piccole cattiverie di chi ha i soldi. Però Sordi come al solito riesce a imprimere un ritmo incredibile a tutta la vicenda, rendendola piu moderna. Gli altri attori piu o meno se la cavano, ma Stoppa primeggia e Sergio Tofano imprime una caratterizzazione forte all'assistente di Sordi, soprattutto nel dialogo completamente surreale con il prete.
MEMORABILE: Il prete che ascolta la "confessione" di Sordi e il suo "transfert" con Tofano.

Cerveza 17/05/23 11:39 - 440 commenti

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Una procace e intraprendente popolana mette a frutto le sue capacità manipolatorie per ottenere vantaggi economici dai suoi corteggiatori. Sullo sfondo l'ignaro fidanzato, pure lui "rintontonito de buscie", come cantava Manfredi (qui doppiatore di Cifariello). Tradimenti e schermaglie amorose tra borgatari, con una Pampanini molto credibile come lucrosa ammaliatrice, ma molto meno sul lato brillante. Sordi e Stoppa fanno il loro lavoro, anche se le vicende spiccano poco, barcamenandosi tra il comico, il fotoromanzato e il lacrimevole, senza prendere una direzione precisa.
MEMORABILE: Il parere chiesto al prete in negozio; La suorina Bice Valori, deliziosa.

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  • Curiosità Samuel1979 • 27/11/12 20:02
    Addetto riparazione hardware - 4282 interventi
    Antonio Cifariello è doppiato da Nino Manfredi