Red zone - 22 miglia di fuoco - Film (2018)

Red zone - 22 miglia di fuoco
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Una di quelle storie che attorno a uno spunto di base talmente elementare da rasentare il nulla soffiano fumo in quantità fino a stordire, affumicandolo, chi provi a seguirle con attenzione. C'è da scortare il poco loquace Li Noor (Uwais), che ha accettato di collaborare con gli Stati Uniti, fino all'aeroporto, e questo è quanto. Siamo in un Paese ostile e la Red Zone, un'organizzazione segretissima americana che manco i Men In Black, dirige le operazioni sotto il comando di tale Bishop (Malkovich) seguendo tutto dall'alto coi droni e suggerendo le mosse giuste a chi rischia la pelle in strada: facile espediente per dar modo al film di...Leggi tutto mescolare immagini in remoto e azione sul campo grazie a un montaggio frenetico ed esagitato che diventa la principale cifra stilistica del film. Già, perché se escludiamo gli spocchiosi monologhi di Wahlberg (attore feticcio del regista) RED ZONE si riduce a un ossessivo, disorientante, tonitruante bimbumbam associabile più a un videogioco che al cinema tradizionalmente inteso. Perché va bene l'azione, ma se si deve sparare, urlare, sanguinare, mirare, saltare in aria, alternare inseguimenti e incidenti per un'ora e mezza è difficile prendere la cosa seriamente. E siccome pure di ironia ce n'è ben poca allora è meglio guardare a certo cinema d'oriente (il riferimento più facile è a THE RAID, considerato che il protagonista era proprio Uwais), per esplorare le nuove frontiere del genere. Qui sembra di stare in un sotto-Bourne altrettanto confuso ma freddo e privo di fascino, con un Malkovich totalmente sprecato (se c'era Pippo Franco nel ruolo non cambiava nulla) e un Wahlberg ammazzatutti che funziona bene solo perché, abituato a ruoli simili, può contare su un nostro pre-inquadramento che già ci racconta il suo passato senza che abbia bisogno di aprir bocca. Lui e la Maggie di WALKING DEAD (Lauren Cohan) finiscono triturati e frullati sulle strade e nelle case, con le armi sempre in mano pronti a sparare alla prima ombra che si muove. Uwais si ricava lo spazio per un ovvio corpo a corpo che non aggiunge alcunché al suo curriculum (ben più feroci e tesi i combattimenti di THE RAID) e mette a disposizione il caratteristico sguardo impenetrabile, ma del suo personaggio (sorry) importa solo che arrivi a destinazione; proprio come un prezioso pacco, per utilizzare il linguaggio scelto dal film (anche se quel "Proteggete il pacco!" urlato ripetutamente come ordine nelle fasi più concitate può far erroneamente pensare che il nemico miri chissà perché solo ad altezza pube). Non c'è un attimo di tregua dall'inizio alla fine, le informazioni si scambiano al volo tra una pallottola in testa e una bomba a sorpresa, con la mdp gettata nella mischia a rotolarsi nel fumo nemmeno fosse installata nella botte di Attilio Regolo. In un simile disastro chi ha voglia di seguire i doppi e tripli giochi di figure senza alcuno spessore? O di seguire i battiti cardiaci di chi sta in scena monitorato a distanza dai cento schermi di Malkovich e soci? Finale irritante che si aggancia senza vergogna all'obbligatorio sequel. Il vero colpo di scena sarebbe se ce lo risparmiassero: ci accontenteremmo.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/11/18 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/11/18
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Capannelle 3/11/18 10:35 - 4446 commenti

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La collaudatissima coppia Berg-Wahlberg si apre al mercato orientale reclutando il bravo Iko Uwais (già musa di Evans) e ambientando un action adrenalinico in terra indonesiana (anche se in realtà girato a Bogotà). Ci sono sequenze e dialoghi tirati, Wahlberg e Uwais sanno prendere la scena e fare il loro sporco lavoro ma nel complesso la storia risulta meno credibile del solito nel suo triangolare agenti (coinvolti anche i russi) e principi morali. Finale aperto a nuove puntate.

Digital 15/11/18 22:20 - 1259 commenti

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Una squadra speciale deve cercare di proteggere un agente di polizia indonesiano a conoscenza della password utile per disinnescare una letale arma batteriologica. Non sarebbe neanche male nella sua prevedibilità, ma Wahlberg è costantemente in overacting e le scene d’azione sono girate caoticamente, il che determina confusione. La Cohan è al solito simpatica come una martellata sui denti; poco meglio Uwais, mentre Malkovich è sciaguratamente relegato a una parte tutt'altro che importante. Ennesimo film strutturato come una serie tv: è un bene?

Rambo90 18/11/18 22:53 - 7743 commenti

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Action di routine ma che sinceramente diverte, con un ritmo senza soste e una seconda parte zeppa di sparatorie, combattimenti ed esplosioni girata benissimo che farà felice i fan del genere. C'è anche una trama, piuttosto semplice (ma con un ottimo twist), che serve da pretesto per gettare i protagonisti nella mischia. Wahlberg in parte, la Cohan meglio della Rousey e Uwais perfetto quando si tratta di menare le mani. Buono.

Nando 16/09/19 15:01 - 3837 commenti

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Action convenzionale che si avvale di uno sviluppo narrativo abbastanza scontato che conduce a un finale che preannuncia, ruffinatamente, un seguito. Ritmo da videogioco con sparatorie infinite e monologhi del protagonista, un monolitico Wahlberg, particolarmente irritanti. Malkovich mal utilizzato e la Cohan non propriamente simpatica. Nel complesso modesto.

Piero68 16/09/19 09:51 - 2961 commenti

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Pasticciaccio di Berg che, anche se punta per la quarta volta sulla versatilità di Wahlberg, produce un risultato ammaccato e caotico. E non solo per la sceneggiatura ma anche e soprattutto per le scene action, che più che vedere lasciano immaginare. Male anche il montaggio, che segue i dettami ipercinetici della regia lasciando molto, anche in questo caso, alla fantasia dello spettatore. Per il resto solito copione, solite sparatorie, soliti super uomini addestrati a uccidere. Novità zero e fantasia pure. Clone spudorato.

Galbo 23/07/21 07:08 - 12456 commenti

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Un film di pura azione frutto della collaudata coppia Berg (regista) e Wahlberg (protagonista). La storia è minimale e riguarda il trasferimento ad alto rischio di un collaboratore di giustizia dall'ambasciata americana di un paese asiatico. Poca originalità narrativa ma pellicola tutto sommato godibile per la bravura del regista nella realizzazione delle scene d'azione e in generale nel tenere il ritmo su livelli elevati. Scontata la professionalità di Wahlberg, appare indovinata la scelta di Iko Uwais come coprotagonista. Non male.

Tarabas 12/08/21 16:51 - 1883 commenti

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Un commando della CIA deve "esfiltrare" un agente doppio dall'Indonesia, non sapendo che gli apparentemente onnipotenti mezzi tecnologici a disposizione sono usati anche dai russi per ostacolare la missione. Il film inizia molto bene, con una sequenza di azione molto coinvolgente in terra americana (che introduce la squadra e fornisce l'innesco alla storia), ma poi deraglia in uno sparatutto-picchiaduro con abuso di droni e telecamere spia, visto mille volte e che un cast comunque azzeccato (per il genere) non può risollevare. Mediocre.

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