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Caesars 12/02/07 16:12 - 3820 commenti

I gusti di Caesars

Probabilmente il miglior film di Sergio Leone, anche se il suo western meno western. Questa volta oltre allo spettacolo puro c'è anche un forte messaggio politico che prende spunto dalla rivoluzione messicana. Ottimamente interpretato da James Coburn e Rod Steiger, ma anche da tutti gli attori di contorno (si pensi all'ottimo Romolo Valli), è l'ultimo film girato da Leone prima di una lunga pausa che finirà solo nel 1984, con C'era una volta in America. Immancabile.

Il Gobbo 23/04/07 09:24 - 3015 commenti

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Bellissimo malgrado le imperfezioni (forse frutto della travagliata lavorazione) e qualche lungaggine (eppure il grande Sergio tagliò, dopo avere assistito a una proiezione in cui uno spettatore si alzò prima della fine): l'epitaffio leoniano per qualsiasi rivoluzione colpisce e commuove. Resta comunque un mistero come avesse potuto pensare di affidare un film del genere a Bogdanovich! Occhio, nei flashback, alla prima apparizione di un volto caro al cinema di genere italiano, quello di David Warbeck.
MEMORABILE: L'esplosione del ponte sulle note di "Sean Sean".

B. Legnani 24/04/07 18:01 - 5561 commenti

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Un mezzo capolavoro mancato. Squarci bellissimi e struggenti, visioni di massa che riescono a restare nel grandioso senza sfociare nell'eccessivo, le consuete inquadrature dei volti si alternano a lungaggini inspiegabili, a eccessivi particolari di vicende secondarie che appesantiscono il film (cui avrebbero sicuramente giovato non pochi tagli), rendendolo disuguale. Coburn forse al suo massimo, mentre certo non si può dire la stessa cosa di Rod Steiger, qui sguaiato in modo non troppo simpatico.
MEMORABILE: La fucilazione cui assiste Romolo Valli.

Puppigallo 9/06/07 09:43 - 5319 commenti

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Inutile sottolineare che il film lo fanno i due protagonisti, che da soli sopperiscono agli inevitabili rallentamenti di una pellicola troppo lunga. Steiger e Coburn sono il corpo e l’anima di questa odissea western, ma non solo, che scivolerà nel cuore della rivoluzione: un cuore gonfio di sangue (le fucilazioni di massa, che non risparmiano donne e bambini). Steiger è un bandito straccione pieno di figli, mentre Coburn, al suo confronto, è un vero e proprio lord, dotato però di un’arma formidabile e accompagnato dalla famosa colonna sonora. Notevole.
MEMORABILE: Il primo incontro: Steiger buca la ruota della moto di Coburn. Lui scende, gli entra nell' "abitazione", esce e gli dice: "Giù la testa, coglione".

Capannelle 9/12/07 17:52 - 4438 commenti

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Leone ritenta l'incrocio tra il "suo" western e l'epica storica, ma stavolta risulta meno coinvolgente. L'inizio è buono, dall'incontro tra diverse classi sociali a quello simpatico tra Steiger e Coburn, ma quando entra in primo piano la rivoluzione, specie con alcuni passaggi troppo lunghi o didascalici (le omelie da condottiero di Steiger, le fucilazioni sotto la pioggia battente, la tediosa battaglia intorno al treno), la trama diventa piatta. Gli infiniti flashback musicati non risollevano le sorti.

Gugly 24/01/08 22:04 - 1193 commenti

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Inizio folgorante, dai titoli di testa fino all'incontro tra Juan e Acquasanta (o Mezzabotta). Poi tutto si dilata e si appesantisce, anche se il personaggio di Coburn, in fondo l'incarnazione del rude fuori romantico rivoluzionario dentro, è molto efficace. Gli inserti irlandesi romantici non aiutano a sveltire. Steiger rende bene lo sbigottimento di chi è stato tirato in una storia più grande di lui e si becca il giusto appellativo dall'irlandese.

Matalo! 2/08/08 10:45 - 1378 commenti

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A pensarci bene si vede che Leone già dal 1968 pensava a C'era una volta in America. Questa riflessione politica che coinvolge due rivoluzioni e due paesi sulla bilancia ha a favore l'altissima qualità grafica, la bellezza delle scenografie, la musica immortale (specie il brano dei titoli e "Mesa verde") e il tocco leoniano. Al passivo, un po'di lungaggini, la megalomania leoniana e un Rod Steiger debordante. Oltretutto segue la moda degli spags politici già in auge. Certo nessuno aveva la bravura (e i soldi) di Leone. Il fratello di Sean è David Warbeck.
MEMORABILE: Quando Sean si inginocchia a pregare dopo aver sistemato la dinamite sul portacandele. Gunther Reza che si lava i denti.

Straffuori 2/08/08 20:47 - 338 commenti

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Bellissimo, memorabile film leoniano sulla rivoluzione messicana. Non è proprio un western, lo definirei un bel film drammatico. Steiger e Coburn sono ben arruolati ed affiatati con le loro diverse caratterizzazioni. Bene anche l'interpretazione di Romolo Valli. È il film di Leone in cui compaiono maggiormente le bellissime musiche del Maestro Morricone, che si sposano alla perfezione con le scene forti del film e coi numerosi flashback che celano un mistero...

Pigro 12/08/08 09:48 - 9755 commenti

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Bandito di mezza tacca e patriota irlandese si trovano nel bel mezzo della rivoluzione messicana. Le cose migliori del film sono le notevoli performance di Rod Steiger, di Jim Coburn e di un grandissimo Romolo Valli. Indubbiamente si ricorda anche la grande qualità registica di Sergio Leone, che però è come sempre prolisso: la storia è diluita in quasi 3 ore di immagini molto ben curate. La musica di Morricone “Sean Sean” è bella, ma a parte il nome non c’azzecca nulla.

Cotola 1/09/08 23:29 - 9134 commenti

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Probabilmente il western meno riuscito di Leone e, pur tuttavia, un'opera godibile e di un valore sicuramente superiore ai film coevi nostrani appartenenti al genere. Forse non gli ha giovato la vena politica che oggi lo fa apparire datato e che ne smorza in parte la tensione narrativa. Tecnicamente parlando, però, le perle non mancano e poi c'è da registrare l'ennesimo capolavoro di Morricone.

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Homesick 29/11/08 17:36 - 5737 commenti

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Trascinato dalle cause contestatarie e rivoluzionarie post-sessantottine, Leone firma il suo film meno spontaneo e amalgamato, pur ribadendo la propria personale concezione del western (violenza e ironia). Di sicuro effetto le scaramucce tra i due protagonisti, fucilazioni, mitragliamenti, la collisione dei treni, i PPP, i flashbacks di Coburn - irlandese dinamitardo e motorizzato - e il "Sean Sean" intonato da Edda Dell'Orso. Steiger gigioneggia, ricalcando il Tuco di Wallach; Antoine e Warbeck torneranno entrambi ne L'aldilà.

Deepred89 27/01/09 20:29 - 3725 commenti

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Decisamente un ottimo film, probabilmente il migliore tra i vari western "politici". Registicamente siamo ai vertici del genere, con una padronanza perfetta dei mezzi, paesaggi ripresi stupendamente e qualche scena d'azione decisamente notevole. La sceneggiatura dedica ampi spazi all'approfondimento dei personaggi e se alcuni flashback si potevano evitare (e in finale poteva poteva essere meno veloce), l'insieme conquista e affascina. Ottime le interpretazioni di Steiger (anche se a tratti eccessivo) e Coburn e molto bella la colonna sonora.

Ciavazzaro 11/05/09 17:47 - 4769 commenti

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Non uno dei migliori di Leone, ma indubbiamente un buon film. Cito la buona interpretazione di Rod Steiger, gli ottimi paesaggi, Maria Monti. Non raggiunge i livelli di altri film western di Leone, ma la confezione è degnamente curata. In definitiva consiglio la visione.

Cangaceiro 11/09/09 10:10 - 982 commenti

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Stavolta Leone si accoda alla "moda" del western politico, arrivando per ultimo in ordine di tempo e riproponendo i suoi inseparabili stilemi. Primissimi piani alternati a panorami amplissimi, scene madre memorabili unite a lungaggini inutili, colonna sonora morriconiana da far vibrare l'anima. L'impressione è che in questo genere il caro Sergio avesse già dato tutto e che il film non è che il preludio a C'era una volta in America, con la storia incentrata sull'amicizia tra i due protagonisti, i numerosi flashback e un finale brusco ed enigmatico.
MEMORABILE: Le umiliazioni iniziali subite da Miranda, il crollo del ponte, l'ultimo flashback.

Nando 31/12/10 03:39 - 3833 commenti

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Lievemente politico, il film mostra l'epopea e la voglia cinematografica del grande Sergio Leone. Steiger e Coburn sono validissimi nella narrazione e creano due grandi personaggi frammisti tra amicizia e tradimento. Un affresco interessante accompagnato dalla musica di Morricone!

Tarabas 7/01/10 23:16 - 1880 commenti

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Girato (almeno inizialmente) controvoglia, gravato da tentazioni ideologiche raffazzonate (la greve scena iniziale che pare girato per i gruppettari e gli engagées dell'epoca), il film è visivamente leoniano, ma denuncia la scarsa attitudine del maestro in materia. Anche Morricone toppa: la leziosa e irritante "Sean Sean" contrappuntata da scene sanguinarie. I flashback irlandesi sono fasulli (a confronto di C'era una volta il West). Interessante la parabola dei personaggi, anche se Steiger (che non piacque a Leone) esagera e interpreta invece di recitare.

Paruzzo 16/08/10 00:00 - 140 commenti

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Il peggior film di Sergio Leone, ma quando si parla del regista romano si parla comunque di pellicole di altissimo livello. Due personaggi completamente diversi (interpretati dagli ottimi Rod Steiger e James Coburn) che alla fine rincorrono un'obiettivo comune: film riuscito, che ha come sfondo la rivoluzione messicana e la solita colonna sonora di Morricone lo rende ancora più emozionante.

Galbo 1/09/10 07:11 - 12438 commenti

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Considerato a torto uno dei film di Sergio Leone meno riusciti, Giù la testa sposta l'azione dai consueti scenari western al messico rivoluzionario di Pancho Villa. Il film ha alcune implicazioni politiche inedite per il regista, sempre tuttavia temperate da una notevole connotazione ironica. Il film si avvale di buone interpretazioni di un cast composito e di una rilevante colonna sonora di Ennio Morricone.

Fabbiu 3/12/10 12:46 - 2152 commenti

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È un ottimo western, ma non tra i migliori di Leone. L'analisi politica interessantissima (il film si concentra sul tema dei rivoluzionari e con notevoli riferimenti storici) unita ad una lunghezza considerevole lo porta un po' fuori dall'abituale impianto da intrattenimento; eppure tecnicamente è bellissimo, con i due protagonisti strepitosi (ma anche altri personaggi interessanti, come il dottore). I primi 50 minuti sono di puro godimento: ironia e violenza mozzafiato e mi sarebbe piaciuto se avesse continuato allo stesso modo. Colonna sonora stupenda.
MEMORABILE: L'arrivo a Mesa verde e l'insurrezione della famiglia (con la musica di Morricone che si sposa alle immagini in maniera davvero deliziosa).

Markvale 4/09/11 11:30 - 143 commenti

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Quando ormai il filone dei "tortilla western" era già ampiamente sfruttato, Leone si vide costretto a girare questa ennesima pellicola senza avere una particolare ispirazione. In realtà avrebbe dovuto esserne solo il produttore, ma non trovò un director disponibile. Lo stile è il consueto, quello con cui aveva abituato le platee di mezzo mondo, con i relativi pregi e difetti. Si passa troppo repentinamente da un registro "eroicomico" ad uno fortemente drammatico in questa storia sull'amicizia e sul tradimento. Non nelle corde dell'autore.

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Mutaforme 5/06/12 17:49 - 417 commenti

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È sempre un buon Sergio Leone, ma onestamente mi è piaciuto meno degli altri. Il problema è che i personaggi, nonostante la bravura degli attori, sono meno accattivanti: quanto è credibile un pistolero ingannato da un improbabile rivoluzionario irlandese? Anche la musica è meno sontuosa del solito, seppur sempre di altissimo livello. Da vedere, ma non essenziale come gli altri. ***

Hackett 7/11/12 07:23 - 1868 commenti

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Lo slendido talento di Leone per il racconto epico e le scene di massa trova ancora una volta sfogo in un film avvincente e ben costruito. I due protagonisti si dividono diligentemente la scena creando una sinergia memorabile in questa storia politica di amicizia e ribellione. Momenti splendidamente incorniciati da Morricone e flashback di spensierata giovinezza che commuovono e rendono la storia piú malinconica che feroce.

Graf 22/09/13 15:06 - 708 commenti

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Opera populista e riepilogativa del genere “tortilla” dove il segno del dissenso politico è molto più emotivo che ideologico e dove il perfezionismo scenografico e l’esaltazione dei valori figurativi e iconici danno luogo a un ritratto quasi teatrale dei personaggi ingessati nello spazio che li circonda e non coscienti della loro storicità e veridicità e che sono solo maschere prigioniere del racconto che interpretano. Solito rigore e polso nella regia ma film imperfetto che lascia delusi.
MEMORABILE: Stupenda la colonna sonora di Morricone, ma il tema principale c'entra poco con un western.

Almicione 22/12/13 20:07 - 764 commenti

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Leone abbandona il genere western per affrontare tematiche storico-sociali legate alla rivoluzione. Il film sembra inizialmente interessare pochi personaggi e un'esigua regione (così come in C'era una volta il west) ma, sulla falsariga de Il buono, il brutto, il cattivo, investe una dimensione sempre più grande, nazionale e quindi storica. Purtroppo le tematiche impegnate portano Leone a trascurare l'aspetto estetico, non proprio eccellente, di questa pellicola, la quale è un raccordo fra i suoi "atemporali" western e il capolavoro finale.
MEMORABILE: "Giù la testa, coglione" "Amico mio, che grossa fregatura che t'ho dato..."

Lythops 3/10/14 07:30 - 1019 commenti

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Grande riflessione leoniana sulla rivoluzione, casualmente ambientata in Messico e diretta quasi controvoglia dal Maestro, anche se non si direbbe. Come nel film precedente entrano in campo grandi attori anche italiani che, accanto alle musiche uniche e a una sceneggiatura splendida (Leone - Donati - Vincenzoni) fanno entrare "Giù la testa" nella storia del Cinema. Vero che è che la battaglia finale dopo lo scontro dei treni, nella realtà, sarebbe stata impossibile, ma Leone stesso definì i suoi film delle "favole per adulti". Grande film.
MEMORABILE: Il discorso di Juan sull'utilità della rivoluzione; Le parole "Amico mio, che grossa fregatura che ti ho dato" di John.

Il Dandi 28/10/14 16:06 - 1917 commenti

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Dopo il mezzo passo falso di C'era una volta il west Leone torna a fare quello che sa fare meglio, disegnando la bizzarra alleanza tra un "buono" (l'irridente Coburn) e un "brutto" (lo scompiasciato Steiger). Il genere già saturo del western sessantottino non necessitava nobilitazioni ulteriori e non era facile aggiungervi qualcosa (e Leone infatti non lo fa), ma se la citazione iniziale di Mao sembra ruffiana è invece apprezzabile il connubio umano tra l'ex terrorista disilluso e il bandito incivile che diventa eroe per caso.
MEMORABILE: "Tu lo sai fare un figlio? Rimediamo subito".

Marione 7/11/14 10:29 - 103 commenti

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Straordinario esempio di film perfetto: a una trama semplice e lineare, ma ricca di significati, si abbinano una regia inappuntabile, un cast superbo e la più bella colonna sonora di sempre. I protagonisti, il classico duo antitetico ma complementare dei Leone movies, creano situazioni memorabili, con spunti anche comici. Le scene delle stragi sono impressionanti nella loro perfetta realizzazione e particolarissimi sono i flashback irlandesi. Da vedere assolutamente; per amanti di western, film storici, drammatici... insomma, per tutti.
MEMORABILE: I flashback irlandesi; Il trenino esplosivo; I familiari tutti morti; Il finale.

Nicola81 22/11/14 23:31 - 2884 commenti

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Leone dirige controvoglia questo suo ultimo western, l'unico ad avere risvolti politici e forse per questo da molti meno apprezzato. La storia in effetti è meno appassionante e si fanno sentire le lungaggini tipiche di questo regista, comunque sempre bravissimo nelle scene di massa. Nonostante l'eccessivo istrionismo di Steiger funziona la contrapposizione tra lui, rozzo bandito diventato eroe suo malgrado e Coburn, rivoluzionario laconico e disilluso. Ottima anche la prova di Romolo Valli e splendido il tema musicale di Morricone.
MEMORABILE: L'incipit sulla carrozza; Il discorso di Steiger sulla rivoluzione; L'assalto sul ponte; Il finale.

124c 10/12/14 12:27 - 2929 commenti

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Il fatto che questo film si sia scontrato nelle sale con Continuavano a chiamarlo Trinità, perdendo la battaglia al botteghino, non vuol dire che non sia buono. Sergio Leone, dopo il declino del west, parla della rivoluzione messicana di Pancho Villa con due interpreti in gran forma. Certo, secondo me come bandito villico Rod Steiger non vale quello di Eli Wallach, però se la cava, mentre James Coburn funziona sia come dinamitardo che nei flashback in Irlanda, dove Ennio Morricone suona il suo bellissimo "Sean... Sean". Un bel film.
MEMORABILE: Coburn a un bambino di Steiger e a Rod Steiger stesso: "Fammi accendere... Giù la testa coglione!"

Xabaras 11/01/15 17:26 - 210 commenti

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Ultimo western di Leone ma non per questo da sottovalutare. Certo, specialmente nella seconda parte si notano alcuni rallentamenti, ma nel complesso la pellicola sazia e allieta grazie anche all'elevata dose di spettacolarità. Al di là della citazione di Mao iniziale, si può dire che la critica portata dal regista al mito (alquanto confutabile) della rivoluzione è precisa e puntuale. Alcune scene poi (come quella della fucilazione sotto la pioggia) possiedono una forza e una incisività drammatica che molti registi (vedi Tarantino) se le sognano.

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Giulyfab 8/05/15 23:44 - 32 commenti

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Per quanto mi riguarda è il vero capolavoro di Sergio Leone, superiore anche a C'era una volta il West perché in un'unica sceneggiatura si è riusciti a condensare amore, passione, amicizia, tradimento, rivoluzione, politica, guerra, romanzo storico... Forse è il film più ricco di spunti e intrecci che si sia mai visto. Personaggi che si trasformano da volgari ladri a eroi, eroi che diventano traditori, appassionati rivoluzionari e rivoluzionari vigliacchi... E poi la fotografia e la colonna sonora... Favoloso!

Alex75 13/05/16 09:35 - 886 commenti

I gusti di Alex75

Leone sconfina nel Messico della rivoluzione e nei territori del cinema politico, con esiti discontinui: la prima parte è energica, con molti momenti picareschi ma il secondo tempo, più ambizioso, zoppicante più che lento, suscita sbadigli. Ma ciò che rende grandioso il cinema leoniano c'è tutto: perfezione tecnica, ottimi dialoghi, scene e paesaggi struggenti, enfatizzati dalle sublimi musiche di Morricone e attori al loro meglio (in particolare Coburn e Valli; Steiger è troppo caricato).
MEMORABILE: L’inizio in treno; "Giù la testa, coglione!"; Il finale; "E adesso, io?"

Minitina80 10/05/16 17:08 - 2994 commenti

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Leone sposta il raggio d’azione in Messico e riesce nell’impresa di cambiare registro senza perdere nulla della qualità che lo ha reso celebre. Sotto alcuni punti di vista sembra addirittura un regista differente, ma la grandezza del suo stile è fuori dal comune e firma un altro grande capolavoro. Tra tutti i suoi lavori è forse quello dai contenuti politici più espliciti. Difficile poi trovare aggettivi adatti a descrivere la magnificenza della colonna sonora di Ennio Morricone.

Daniela 21/09/16 13:18 - 12731 commenti

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Nel Messico scosso dai moti rivoluzionari del 1913, un bandito rozzo ed ignorante fa comunella con un irlandese bombarolo dell'IRA... Meno riuscito dei film della trilogia del dollaro, nonché capitolo più debole della trilogia del tempo, è il film di Leone che appare maggiormente datato, appesantito com'è da troppo espliciti intenti didascalici, preannunciati dalla citazione iniziale (addirittura Mao!). A rendere la visione comunque gradevole ci pensano, più che l'esuberanza gigionesca di Steiger, l'eleganza stilosa di Coburn e lo struggente finale, con il bonus delle musiche di Morricone.

Jdelarge 24/01/17 19:20 - 1000 commenti

I gusti di Jdelarge

Film riuscito per il messaggio che trasmette, ossia l'idea che la politica e anche l'apparente rivoluzione che si attua nei confronti del regime, finiscano per travolgere tutti, scavalcando ogni individualità. Magistrale la costruzione dei due protagonisti (ottimamente interpretati) e fantastica la fotografia. Il difetto è chiaramente rappresentato dall'ingiustificata lunghezza della storia, a cui non giova affatto la presenza di estenuanti flashback che non riescono a inserirsi con naturalezza all'interno del film.

Saintgifts 7/02/17 12:01 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

L'ultimo "western" di Leone è in un qualche modo la somma-riassunto dei suoi film del genere precedenti. I protagonisti, nonostante uno sia irlandese, l'altro messicano, si erano già visti. Il momento storico della rivoluzione, tema nuovo per il regista, si può equiparare alla Guerra di Secessione, pure i flashback (il punto più debole del film) non sono nuovi. La parte iniziale è la più godibile perché diverte, la rivoluzione è ancora sullo sfondo e tutto lascia presupporre a qualcosa di completamente diverso da quello che verrà. Buono.

Magi94 21/07/17 23:35 - 956 commenti

I gusti di Magi94

A differenza di molti, il mio Leone preferito subito dopo C'era una volta in America. Merito dei pilastri Steiger e Coburn, meravigliosi, che riescono a creare una bellissima storia di amicizia virile mischiata alla rivoluzione messicana, contrapponendo con passione il bandito ignorante e gli intellettuali (e qua lo sbotto di Steiger è da brividi). Non annoia praticamente mai nonostante la durata. Magistrale anche il personaggio di Ortega, filo conduttore che porta al catastrofico finale. Un film bellissimo e toccante.
MEMORABILE: Steiger che al posto dei soldi trova un esercito di morti di fame; Il ponte che esplode con sotto "Sean Sean"; "E adesso io?"

Vito 27/08/17 19:31 - 695 commenti

I gusti di Vito

Grandioso western sulla rivoluzione messicana pensato inizialmente da Leone per Sam Peckinpah. Tutto è epico, commovente e bellissimo. Dalle sparatorie ai dialoghi, dalle battaglie alle scenografie, le musiche... Assolutamente straordinario Coburn, ma che viene incredibilmente battuto da Rod Steiger per la simpatia e l'intensità del personaggio del peone Miranda. Capolavoro.

Smoker85 22/12/18 17:30 - 491 commenti

I gusti di Smoker85

Considerato quasi un passo falso del grande regista romano, in realtà va valutato in una prospettiva diversa dai western della "trilogia del dollaro". Questo lavoro non può infatti considerarsi appartenente al medesimo genere, essendo un film di guerra, d'avventura, di politica e persino sulla fratellanza, che anticipa l'introspezione di C'era una volta in America e che si incastra perfettamente nel mezzo della "trilogia del tempo". Steiger e Coburn da standing ovation, ottima colonna sonora di Morricone. Lungo, lento, complesso ma profondo.
MEMORABILE: Steiger che si strappa la croce dal collo dopo aver visto la sua famiglia trucidata; "Amico mio... Che grossa fregatura che ti ho dato..."

Pessoa 14/01/19 08:55 - 2476 commenti

I gusti di Pessoa

Leone abbandona il western dipingendo un West che sta finendo, sempre meno Far e sempre più legato alle moderne evoluzioni geopolitiche. Piuttosto che la linearità della storia, il regista cerca di inquadrare il tramonto di un'epopea attraverso veri e propri quadri piuttosto staccati fra loro, dove l'unico trait d'union è rappresentato dalle frequenti fucilazioni. La perfezione tecnica del regista non si discute e i due protagonisti sono bravissimi, ma forse i fans dei western precedenti di Leone resteranno un po' delusi. Comunque molto buono.
MEMORABILE: L'esplosione del ponte, alla quale è legato un celebre aneddoto che forse ha ispirato la scena iniziale di Hollywood Party di Edwards.

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Pesten 1/12/19 19:39 - 795 commenti

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Certo non si può dire che sia brutto, ma manca di vera grandiosità. Una pellicola decisamente e fortemente politica, che nonostante tutto non perde quel filo ironico che aleggia in un modo o nell'altro nei personaggi di Leone. C'è violenza, molta violenza e anche le solite scene in esterni che rendono spettacolari le pellicole del regista. Ma c'è anche troppa dilatazione negli eventi e spesso si perde la concentrazione.

Noodles 11/01/20 11:21 - 2293 commenti

I gusti di Noodles

Sulle note della colonna sonora forse più bella scritta da Ennio Morricone e sullo sfondo della Rivoluzione Messicana si dipana un meraviglioso racconto d'amicizia maschile, capace di emozionare dal primo fotogramma sino allo straordinario finale. Sono decine le sequenze da leggenda, passato e presente si intersecano in maniera fatale. Straordinari gli interpreti, ma sul podio va Romolo Valli, eccezionale. Capolavoro assoluto di un regista che ai capolavori ci ha abituato. Grazie Sergio.

Enzus79 11/01/20 11:52 - 2957 commenti

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Notevole western firmato Sergio Leone. Innanzitutto non è un semplice spaghetti western, poiché affronta tematiche che a quei tempi andavano di moda come la rivoluzione. La nota dolente è la durata, che purtroppo fa cadere il film in troppe scene che si ripetono o rallentano il coinvolgimento che dà invece la storia. Ottime le interpretazioni di Coburn e Steiger.
MEMORABILE: L'incontro fra i due protagonisti.

Paulaster 15/04/20 13:06 - 4496 commenti

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Brigante prenderà coscienza della rivoluzione di Pancho Villa. Leone sfrutta gli stilemi del western per intavolare un film politico con le bombe al posto delle pistole. Il tema non è molto avvincente, anche se il cambiamento morale del protagonista migliora il giudizio finale. Steiger non dimostra empatia e Coburn è perfetto nel ruolo del bombarolo con sani principi. Qualche lungaggine è presente nella storia, con il contraltare di spettacolari scene di massa di difficile realizzazione. Ottime musiche di Morricone con il classico "Sean Sean".
MEMORABILE: I flashback irlandesi; Il ponte saltato; L'eccidio dei figli; Lo scontro frontale dei treni.

Jandileida 11/05/20 09:04 - 1576 commenti

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Come spesso capita con i film di mezzo ci sono cose buone che vengo dal passato e altre che vedranno sviluppo nel futuro ma anche incertezze e dubbi che finiscono per appesantire la struttura del film. Ci si ritrova quindi al guado tra l'epica western degli anni '60 e la totalizzante magnum opus di inizio '80: della prima si conserva il gusto scenico e la polverosa virulenza, della seconda si vedono i boccioli del tema centrale, quello dell'amicizia virile. Alla buona prima parte ne segue una seconda che si trascina non poco. Bene Coburn, malino Steiger.

Gordon 23/08/20 10:58 - 261 commenti

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Dopo le fortunate esperienze degli anni '60, Leone si mantiene nel filone spaghetti western operando però alcune modifiche. L'ambientazione del Messico rivoluzionario permette infatti di inserire alcune riflessioni sociali profonde, inserite comunque in un contesto faceto e valorizzate dalle ottime prove di Steiger e Coburn, i quali formano una coppia affiatata. Per il resto la regia di Leone è più che scorrevole, a tratti fino a tralasciare alcuni passaggi, che risultano poco credibili.

Camibella 7/07/20 00:16 - 277 commenti

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Dopo la trilogia del dollaro e dopo l'epico C'era una volta il West, Leone ambienta il suo quinto western ai tempi della Rivoluzione messicana utilizzando e amplificando tutti i suoi caratteristici dettami, i campi lunghi, la crudezza di certe scene, la mancanza di indulgenza. Ne nasce un film asciutto e ottimamente recitato, ma decisamente lungo e, in qualche punto, anche noiosetto (i ricordi irlandesi di Coburn). Su tutti e su tutto l'ottima prova di Steiger che prese il posto di Wallach (che ci rimase male) e, naturalmente, la sublime colonna sonora del grande Morricone.

Victorvega 11/10/20 18:44 - 502 commenti

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Chiariamoci: un gran film. Però, se messo a confronto con i cinque precedenti, ci si accorge di una certa pretenziosità. I tempi dilatati, ormai marchio di fabbrica, qui perdono senso ed efficacia. La storia non li giustifica e appaiono pretenziosi. La storia in ogni caso fila bene, il cast è, come sempre, di gran livello anche se manca un protagonista e Steiger delinea un personaggio troppo sopra le righe. La colonna sonora è, tanto per cambiare, semplicemente indimenticabile.

Von Leppe 30/11/20 22:26 - 1269 commenti

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Un bandito messicano si fa coinvolgere da un dinamitardo irlandese nella rivoluzione di Pancho Villa. Notevole film che riesce ad appassionare lo spettatore, con due protagonisti ottimi: James Coburn e Rod Steiger, i classici personaggi dei western di Sergio Leone (ma il trio Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef resta insuperabile) inseriti però in un contesto più politicizzato e dai risvolti tragici. Musiche straordinarie come ci avevano abituato già nei film precedenti il regista e Ennio Morricone.

Leandrino 22/08/21 19:42 - 515 commenti

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Leone fa un balzo in avanti di poco più di decennio e si colloca stavolta in Messico, per dare vita alla storia di due rivoluzionari "per caso" - uno irlandese e l'altro messicano. Visivamente meno d'impatto dei capolavori precedenti ma sicuramente più fracassone. Leone mantiene salda la presa sui protagonisti della vicenda e sulla crescita del loro rapporto che sfocia, una volta tanto, in vera amicizia. Un film d'azione divertente e dal grande sfoggio di mezzi ma nel complesso forse il film meno carismatico e meno "personale" della filmografia del regista.

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Keyser3 27/12/21 23:29 - 444 commenti

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L'ultimo western del maestro è il meno brillante del lotto, ma non per questo trattasi di film minore. Dopo il registro avventuroso della Trilogia e quello epico di C'era una volta il west, qui il western assume contaminazioni politiche, come mette bene in chiaro la frase iniziale di Mao. A differenza degli altri lavori, il ritmo non è sempre scorrevole ma Leone compensa con doti da fuoriclasse dietro la cinepresa. Straordinario Romolo Valli, mentre il personaggio roboante di Steiger, con il doppiaggio dell'imprescindibile Romano, è in continuità con quelli di Tuco e Cheyenne.
MEMORABILE: "Amico mio, che grossa fregatura che t'ho dato".

Il ferrini 26/07/23 23:51 - 2401 commenti

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Dopo il primo capolavoro della trilogia sul tempo, esce questo "C'era una volta la rivoluzione" (titolo provvisorio), che nasce fra mille difficoltà ma al quale il regista era molto legato, perché lo riteneva il più personale fra i suoi lavori. Steiger (fresco di Oscar) accettò di lavorare per un terzo del suo cachet solo per Leone: la sua interpretazione è funambolica, così come l'evoluzione del suo personaggio. Le scene dinamitarde sono devastanti, le fucilazioni un cazzotto allo stomaco. Coburn col suo sorriso sotto i baffi è di una lucidità soprannaturale. Film di grande umanità.
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  • Discussione Caesars • 31/07/09 13:45
    Scrivano - 16831 interventi
    Ciavazzaro ebbe a dire:
    E' morto l'aiuto regista di questo e tantissimi altri film italiani Tony Brand (al secolo Antonio Brandt).
    Tra i suoi film anche Cassandra Crossing Titus e Il Padrino.


    Aveva anche diretto (forse co-regia con Monte Hellman) "Amore, piombo e furore".
    Ultima modifica: 31/07/09 13:45 da Caesars
  • Musiche Matemalex • 30/05/10 23:38
    Galoppino - 499 interventi
    Ennesima collaborazione tra Sergio Leone ed Ennio Morricone. Ecco il Tema principale.
    Ultima modifica: 31/05/10 08:24 da Zender
  • Discussione Karim • 23/07/10 23:48
    Galoppino - 42 interventi
    I film che sono stati girati in Spagna, facendo credere invece di essere in Stati Uniti o Messico, sono smascherabili se vi è qualche sequenza ferroviaria. Infatti sia USA che Messico, che la quasi totalità dei paesi europei adotta binari a scartamento standard di 1435mm, cioè le 2 rotaie che compongono il binario, sono distanti fra loro di 1435mm. I pochi paesi che usano uno scartamento più largo, sono: Spagna, Portogallo, Finlandia, Russia, alcune linee australiane, e Brasile con misure variabili tra 1520mm e 1668mm (Spagna). Allora nel film in questione c'è una o più sequenze ferroviarie e chi ha un occhio un po'allenato può notare che i binari sono di scartamento molto più largo dell standard. Adesso se per evidenti caratteristiche di paesaggio togliamo Russia e Finlandia e si esclude il fatto che Leone sia andato a girare in Australia...il gioco è fatto!
    Ben diversa sarebbe la presenza di ferrovie a scartamento ridotto (più stretto), quelle ce ne sono in ogni angolo del globo!! Non so se può interessare a qualcuno :)))))
  • Discussione Zender • 24/07/10 08:45
    Capo scrivano - 47993 interventi
    A me interessa molto. Ed è una cosa di cui non avevo la più pallida idea. Forse solo Matemalex qui dentro poteva saperlo! Grazie!
  • Discussione Karim • 24/07/10 11:46
    Galoppino - 42 interventi
    Zender ebbe a dire:
    A me interessa molto. Ed è una cosa di cui non avevo la più pallida idea. Forse solo Matemalex qui dentro poteva saperlo! Grazie!
    Bene Zender mi fa piacere!:)))
  • Musiche Lucius • 15/05/11 11:08
    Scrivano - 9047 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius i 45 giri originali italiano e francese:



    Ultima modifica: 13/01/15 07:47 da Zender
  • Discussione Xabaras • 11/01/15 17:36
    Galoppino - 63 interventi
    Scusate,ho letto nei titoli di coda che gli effetti speciali sono di un certo Antonio Margheriti.Si tratta proprio di lui? I modellini dei trenini che esplodono mi fanno protendere per un sì..
  • Discussione Zender • 11/01/15 17:46
    Capo scrivano - 47993 interventi
    Certo che è lui: più volte si è dedicato alla realizzazione di effetti speciali (da 2001 di Kubrick dove non risulta accreditato e molto poco pare abbia fatto, fino addirittura al recente Chicken park di Calà).
  • Curiosità Buiomega71 • 16/01/17 19:21
    Consigliere - 26185 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi & Canzoni della Prima Visione Tv ("Ciclo Sergio Leone", lunedì 23 marzo 1987) di Giù la testa:

  • Discussione Magerehein • 2/01/23 10:04
    Call center Davinotti - 73 interventi
    UN PAIO DI ANACRONISMI:
    Il personaggio di Mallory interpretato da James Coburn si presenta come un ex rivoluzionario dell' IRA; le vicende del film sono tuttavia ambientate nel 1913, quando detta organizzazione ancora non esisteva (sarebbe nata quattro anni dopo);
    Nella scena dell'assalto al ponte l'arma utilizzata dallo stesso Mallory (facilmente riconoscibile dall'aspetto) è una MG42 tedesca, modello entrato in servizio operativo soltanto dal 1942.