Hollywood party

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per molti un inarrivabile capolavoro del cinema comico. Non esageriamo: il film è geniale, a tratti sublime (almeno due o tre gag sono entrate nella storia), con un Peter Sellers fenomenale nel ruolo dell'indiano Hrundi V. Bakshi, anche unico nel suo genere, ma manca di quell’omogeneità che gli permetterebbe di guadagnarsi davvero gli elogi sperticati da molti tributatigli. Soprattutto svacca completamente nel finale (un po' come capiterà a un altro capolavoro mancato, MEZZOGIORNO E MEZZO DI FUOCO): dall'entrata in scena dell’elefante colorato THE PARTY si trasforma in un insulso ammassarsi di grida e corse nel bagnoschiuma che ha invaso la villa. Dall'umorismo raffinato...Leggi tutto e pacato usato fino a quel momento si passa a una farsa caciarona da “torte in faccia” poco in linea con il gusto e la misura voluti fin lì dal regista Blake Edwards. Al di là del dello sfortunato finale è comunque da rimarcare una sproporzione nella qualità delle gag: alcune di esse si prolungano eccessivamente senza motivo, altre si esauriscono prima di raggiungere forse il loro scopo. Ma è proprio questo che fa di THE PARTY un film unico, straniante come l'espressione del suo vulcanico protagonista (sorta di ingenuo, catastrofico mr. Bean ante-litteram). Ci sono anche lunghi silenzi, momenti in cui il sottofondo è dato dal futile chiacchiericcio degli ospiti mentre nel contempo il cameriere ubriaco si aggira barcollando e Bakshi sorride a tutti come un bambino spaesato. Comicità quasi sperimentale, allo stesso tempo sciocca e intelligente, diretta da un abile maestro come Blake Edwards, sempre accurato nella sfavillante messa in scena. Decisamente imprescindibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Magnetti 16/01/07 15:19 - 1103 commenti

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L'indiano stralunato e di devastante imbranataggine impersonato da Peter Sellers è il protagonista di questo film di cui ognuno dovrebbe tenere una copia a portata di mano con l'indicazione "da usare in caso di cattivo umore". Raro esempio di comicità raffinata con un susseguirsi di gag a ritmo lento ma molto efficace, mette tutti d'accordo. Però sono un po' radicale... a volte mi fermo prima del finale a base di schiuma ed elefante.

LEX 16/01/07 19:21 - 49 commenti

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Un cult. Forse l'unico film (tra quelli visti ad oggi) che mi ha fatto ridere fino alle lacrime (la sequenza del bagno è sublime, impossibile negarlo!). Certo, la prima parte ha uno spessore che il finale, esasperato, non regge. Peter Sellers è bravissimo: una comicità intelligente, delicata, le espressioni e la mimica sono naturali, perfette. Un film datato, per molti, ma che rimpiango sempre quando vedo i trailer nel periodo pre-natalizio o vedo la faccia di De Sica. Un altro pianeta. Grazie.

Caesars 5/04/07 09:01 - 2946 commenti

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Ho uno strano rapporto con questo film: a volte lo trovo di una comicità travolgente, altre mi sembra un po' banale e risaputo. Probabilmente è più giusta la prima impressione, almeno per 3/4 del film perchè il finale è veramente inferiore al resto del girato. Peter Sellers ci regala una delle sue interpretazioni più straordinarie, forse solo lui poteva reggere sulle sue spalle il peso di questo lavoro (il suo personaggio indiano non si dimentica molto facilmente). Sicuramente da vedere. Almeno 3 pallini comunque li merita (forse di più).

B. Legnani 29/04/07 02:09 - 4916 commenti

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Imbarazzante perché non mi diverte per nulla (proprio non riesco a farmelo piacere) e imbarazzante anche perché quasi tutti lo trovano divertentissimo, mentre io vi trovo solo una serie di eccessi gonfi e fastidiosi, fino al finale che reputo irrimediabilmente brutto. Di Peter Sellers trovo insuperabile il finissimo Oltre il giardino, non certo questo film, che a me pare inguaribilmente pacchiano e fracassone, talora persino urticante.

Capannelle 10/11/07 13:55 - 3864 commenti

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Sicuramente il film coincide con l'indiano straniato e ingenuo che un bravissimo Sellers interpreta. Un personaggio entrato a pieno diritto nella storia, ma secondo me insufficiente a giustificare la fama del film. Due ore dove le grottesche peripezie e le mimiche facciali diventano ridondanti ed eccessive. Bello lo stile, ma i momenti di farsa prendono il sopravvento sull'equilibrio narrativo.

Lovejoy 20/12/07 18:55 - 1824 commenti

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Un film assolutamente perfetto, intoccabile. Scritto e diretto con la consueta maestria (e un pizzico di cattiveria) da un Blake Edwards che raggiunge il culmine della bravura, è una commedia dalle gag rimaste nella storia e interpretata da un Peter Sellers in forma smagliante. Ma anche il personaggio del cameriere ubriaco è memorabile. Molte le scene indimenticabili che costellano la pellicola. Tra le altre quella degli insulti con il divo del cinema.
MEMORABILE: L'inizio ;L'arrivo di Sellers alla festa con la scarpa che se ne va nella piscina; I vari duetti con il cameriere; Il rotolo di carta igienica;

Galbo 1/03/08 06:13 - 11596 commenti

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Lo spirito dei migliori film della serie della Pantera Rosa, con lo stesso regista ed il medesimo interpete, rivive in questa riuscita farsa che rappresenta un raffinato meccanismo girato allo scopo (raggiunto) di suscitare l'ilarità dello spettatore. Un grande Peter Sellers è semplicemente irresistibile nei panni della comparsa indiana che con candore ed ingenuità, degni dell'ispettore Closeau, ha effetti devastanti sul party del titolo, spargendo sui convenuti un'allegra follia. Ritmi e regia straordinari.

Matalo! 20/07/08 15:14 - 1368 commenti

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Non l'ho ancora commentato? Questo è il film di una vita sia per Sellers che per Edwards: l'idiota dostoevskiano irrompe con il suo candore e l'inevitabile imbranataggine di chi si muove sulle nuvole in un party di produttori, puttanieri, alcoolisti, attori di serie stravolgendo tutto con la sua purezza. Un classico che in linua originale esalta ancor di più l'effetto micidiale delle catastrofi grazie alla presa diretta. Splendida la villa dove è ambientato. Quando Bakshi parla al megafono è la voce di Dio.
MEMORABILE: Il grande S. Franken, cameriere alcoolista. "Saggezza è amica di vecchiaia ma il cuore di un bambino è puro". "Bombay è in India? " "Oh sì molto in India".

Herrkinski 21/07/08 21:53 - 5710 commenti

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Commedia ormai "d'epoca", forse datato per i giovani d'oggi cresciuti con "American Pie" et similia, ma per me assolutamente irresistibile. Sellers ci regala un personaggio memorabile e le gag di tutta la prima parte sono davvero eccezionali. In effetti la parte finale degenera un po' e perde lo spessore comico di tutta la prima ora, anche se è facile interpretare l'intenzione di Edwards di creare un crescendo di divertente distruzione. Epocale anche il personaggio del cameriere ubriacone. Un film che risolleva l'umore e ci lascia contenti.
MEMORABILE: La freccia a ventosa sparata da Hrundi in fronte al cowboy; la gag della scarpa.

Pigro 5/08/08 09:59 - 8371 commenti

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Imbranata comparsa cinematografica è invitata erroneamente a un party. Risate a non finire. Peter Sellers è semplicemente impareggiabile nel vortice di gag esilaranti e nell’aver saputo costruire un personaggio apparentemente monocorde, in realtà caleidoscopico: la ciliegina superlativa su una torta molto ben preparata da un Blake Edwards in stato di grazia. Complimenti anche al doppiatore Giuseppe Rinaldi. Solo il finale finisce in pessima caciara in gusto tipicamente americano, che rovina l’atmosfera di humor sottile del film.

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Gugly 5/08/08 19:17 - 1029 commenti

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Un cult forse un po' sopravvalutato che alterna momenti lenti (i silenzi del protagonista) a gag fulminee esilaranti. Sellers è perfetto nei panni dell'indiano che distruggerà prima un forte e poi una festa dando origine dalle gag immortali che saranno riprese in mezzo mondo (il pollo è pre- fantozziano). Peccato per il finale smorto, quasi che il regista non sapesse come concludere. In ogni caso resta anche una raffinatissima e feroce satira di certi ambienti e costumi (il continuo bla bla della festa, i contestatori con l'elefante).
MEMORABILE: La scarpa; a tavola; il bagno.

Cotola 23/08/08 14:35 - 7846 commenti

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Film ricco di invenzioni, situazioni e personaggi indimenticabili (oltre a Peter Sellers, si pensi al cameriere che si ubriaca), in cui Edwards raggiunge il suo apice, confezionando una pellicola straordinaria, dai ritmi comici che oggi possono sembrare a tratti datati, ma che in realtà sono inesorabili e colpiscono sempre il bersaglio. Il ritmo è all'inizio un po' ondivago, finché poi non ingrana la marcia e tende a crescere sempre più, finché non cala leggermente. Monumentale Sellers. Assolutamente da non perdere.

Daniela 14/02/09 16:59 - 10235 commenti

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Chiamato a Hollywood per un remake di Gunga din, l'indiano Bakshi prima causa la distruzione del set, poi quella della megavilla del produttore, alla cui festa è stato invitato per sbaglio. Un fuoco di fila di gag, in gran parte improvvisate sul set, per questo capolavoro di comicità e finezza, che cede soltanto nel finale, un po' caciarone. Sellers, goffo e irrimediabilmente fuori sintonia, causa disastri a catena, aiutato dai complicati congegni tecnologici e dalla propensione all'alcool di uno dei camerieri. Molte le scene da ricordare per un 4+ meritatissimo.
MEMORABILE: La tromba del morente, la scarpa galleggiante, il pollo volante, il litigio dei camerieri in cucina, l'inarrestabile rotolo di carta igienica.

Brainiac 1/06/09 19:41 - 1083 commenti

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Mi è successo due volte quest'anno: cena da amici, febbrile ricerca di un film leggero che non scontenti nessuno; propongo La finestra sul cortile, personalissimo emblema di leggerezza, ma vengo sovrastato da un coro che intona "Hollywood Party!!!". Va bene, ma da subito (scena con Sellers-comparsa che non muore mai) tutti cominciano a ridere istericamente ed io mi sento un po' alienato. La seconda volta, lo ammetto, ho finto di gradire ma oggi, protetto dal confortevole anonimato dello pseudonimo lo posso confessare: Hollywood party non mi fa ridere!! (**!).
MEMORABILE: Le evoluzioni del cameriere. Il mocassino bianco.

R.f.e. 13/08/09 12:57 - 817 commenti

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Anche io non lo trovo poi così divertente. Sarà che non ho mai amato Peter Sellers (di Sellers mi piaceva solo una cosa: la fidanzata, Britt Ekland!). A differenza di certe altre pellicole però (tipo Febbre da cavallo, che proprio non capisco come possa essere considerato un cult) di questo invece capisco bene che possa divertire e risultare gradito a molti. Mi spiace però, io non sono fra questi. Carinissima comunque Claudine Longet, che intona il suo hit "Nothing to Lose" (una volta mi piaceva molto questa cantante e ho qualche suo cd).

Belfagor 1/01/10 14:21 - 2636 commenti

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Davvero spassosa questa pellicola nella quale Sellers sfodera una sequenza di gag pressoché ininterrotta, caratterizzata da una comicità demenziale ma fine, intelligente e satirica. Peccato che in certi punti il film si poggi troppo sulle spalle del protagonista e non riesca a mantenere sempre un ritmo uniforme, specialmente nel finale un po' stiracchiato. La bravura di Sellers rende esilarante la maggior parte delle sequenze. ****
MEMORABILE: La distruzione del set nel prologo; la sequenza nel bagno.

Puppigallo 13/05/10 22:32 - 4597 commenti

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Qui la sceneggiatura è al servizio di un Sellers in grande forma, che ci offre una serie di gag, spesso molto divertenti, dove ogni volta che si comporta in maniera naturale (quasi mai) non ha problemi. Ma quando cerca di adattarsi, copiando gli altri, fa disastri; e se prova a rimediare, il disastro è doppio. Simpatica anche la figura dell'ubriaco e quella del cowboy (Sellers, mentre annaspa in piscina, gli dice: "Straniero, ho l'acqua alla gola"). Nota di merito anche per il padrone di casa: "Sua moglie è caduta in piscina!". E lui: "Salvate i gioielli". Pellicola un po' datata, ma notevole.
MEMORABILE: Un invitato si rivolge a Sellers (qui indiano): "Protettore di vacche!". E lui: "Come sta sua sorella?"; Sellers al bambino: "Tu sei uomo di mondo".

Il Gobbo 19/05/10 08:50 - 3011 commenti

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Capolavoro comico pluri-imitato e saccheggiato, con un debordante Sellers agente inconsapevole del Caos - apparente, ma in realtà governato con polso fermo dal marpione Edwards - sulle note di Hank Mancini in stato di grazia, come sempre del resto in quegli anni. La tentazione della satira affiora, ma Edwards la tiene in serbo per il futuro, preferendo il delirio. Fondamentale.

Siregon 20/03/10 23:38 - 353 commenti

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Magnifico! La commedia perfetta: raffinata, con tempi comici esaltanti, sequenze memorabili a raffica, musiche strepitose, protagonisti in stato di grazia. Peter Sellers è qui al suo meglio, regalando un'interpretazione cosìispirata da mettere in ombra la regia meravigliosa di Edwards. Una pellicola che inventa le gag sullo sfondo (siparietti tra sommelier e capo sala) e dà un'idea accurata dello star system hollywoodiano nel suo periodo d'oro gettando i ponti tra vecchia e nuova comicità. Un capolavoro.

Didda23 7/12/10 16:48 - 2314 commenti

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Una delle commedie più divertenti mai realizzate. Il binomio Sellers-Edwards raggiunge un apice sopraffino. Ogni singola scena, ogni sguardo, ogni parola scaturiscono un sorriso. È davvero incredibile come Sellers riesca quasi da solo a reggere tutto il film. L'ho guardato sia in italiano che in lingua originale e pur apprezzando il doppiaggio regalato da Claudio Rinaldi, l'originale è dieci categorie superiore. Per chi ama la commedia è un film imperdibile.

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Cangaceiro 14/05/10 12:24 - 982 commenti

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I 42 anni che il film si porta sul groppone ne hanno eroso inevitabilmente la vis comica, che rimane comunque di notevole impatto. Ci sono momenti (3 o 4, non di più) di puro divertimento, con trovate geniali che non possono non far scoppiare a ridere. Per il resto, nello strampalato clima da party ci sono parecchi tempi morti coperti dall'inarrestabile e rilassante commento sonoro. Il protagonista è quasi straordinario e anticipa negli atteggiamenti diverse maschere a venire, tipo il disastroso Mr. Bean o il petulante Borat, così come stilemi fantozziani.
MEMORABILE: Hrundi che gioca con l'altoparlante; la cena con volo dalla "panchetta"; in bagno.

Pinhead80 17/10/10 13:11 - 4079 commenti

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Esilarante film che vede come grande mattatore Peter Sellers nei panni di un improbabile attore indiano che, ironia della sorte, viene invitato al party del produttore che lo ha di fatto escluso dal mondo del cinema. Si ride dall'inizio alla fine, ma è anche un film dai buoni sentimenti, nonchè una feroce critica al sistema dello star system hollywoodiano. Perfetto.

Ilmonco 22/11/10 23:22 - 41 commenti

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Un tipo di comicità che non mi fa impazzire, anche se ho sorriso spesso. Sellers impazza per tutto il tempo, non sta fermo un attimo e immagino che divertimento sia stato per lui girarlo e per gli altri vederlo all'opera. Il bello è che quando il party degenera non è più neanche colpa di Hrundy! Ci mettono del loro i ballerini russi, il cameriere sbronzo e gli altri due sobri, i figli dei padroni di casa con tanto di elefante. Prende spunto dai grandi della comicità americana ma è un cult che mi sembra forse troppo sopravvalutato.
MEMORABILE: Il produttore si ricorda chi è quell'indiano...

Saintgifts 21/12/10 22:22 - 4098 commenti

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Rivedendolo non mi ha divertito molto, credo sia un film da vedere una volta sola, deve essere una sorpresa. Ho cominciato a divertirmi da quando Hrundi racconta il detto indiano a Michèle, che inizia a ridere e coinvolge. Visto come metafora, il film fa capire come una scheggia impazzita possa mettere in crisi tutto l'ambiente hollywoodiano con i suoi riti e i personaggi scontati e pseudo importanti. Alla fine vince la scheggia impazzita, che si prende anche la bella del reame e questo, per me, è molto gratificante (perciò mi piace il finale).

Stefania 17/02/11 14:03 - 1600 commenti

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Il corpo di Sellers, la sua fisicità sono protagonisti: un corpo alieno (e alienato) in lenta ma inarrestabile rotta di collisione con altri corpi, un oggetto che interagisce (malamente) con altri oggetti (intendiamo sia cose che persone), in quella specie di casa stregata da Luna Park che è la villa del produttore. Un lungo sketch, costellato da trovate talvolta geniali, talvolta mediocri, ma mai ripetitivo: nel complesso, un film non raffinatissimo ma divertente, un saggio di bravura del grande Sellers.

Ishiwara 28/08/11 16:22 - 214 commenti

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Trovate ed improvvisazioni senza sosta per un film dal ritmo serrato ed in crescendo che purtroppo nel finale (dall'arrivo dei russi e dell'elefante) degenera e non diverte. Finchè il centro è Bakshi tutto funziona alla perfezione, quando poi si sfocia nella più totale anarchia il peso degli anni si sente parecchio e la comicità non funziona più; un peccato, perché per oltre un ora tutto era perfetto. Rimane un film molto piacevole, con un Sellers efficacissimo seppur limitato ad un solo personaggio e (ma solo in apparenza) quasi sottotono.
MEMORABILE: Tutto l'inizio; la scarpa; la consolle; in bagno; "La sua signora è caduta nella piscina". "Salvate i gioielli!"

Schramm 25/09/11 14:55 - 2544 commenti

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Sellers fa l'indiano. Bollywood party ante-litteram, epopea del puro di cuore (che si sa, è sempre sinonimo di svampita mina vagante) che porta scompiglio in un marcio formicaio. Per scodellarci tanto di metaforone, Edwars intavola un trionfo del nulla, che non vive di tempi morti ma è un tempo morto lungo 98', dallo spessore/tenuta di una rizla fradicia e di peso specifico inferiore a quello del polistirolo, di puerilissima, se non nulla, comicità e drammaturgia. Omnifallimentare, senza vertebre, sangue né midollo, ti lascia a interrogarti sul perché di tanta sopravvalutazione. Horrydum party

Giùan 6/10/11 13:14 - 3273 commenti

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(S)oggetto filmico fragile all'apparenza eppure "influente" nel profondo (il surreale estremo che ha dato la stura a tanto demenziale americano), Hollywood Party è il topos di certo cinema comico "moderno", un film la cui stessa visione personale si può presentar ambivalente: ma fa davvero ridere? Ce lo sarem tutti chiesto. Edwards e Sellers omaggiano lo slow burn di Oliver & Hardy portandolo dentro il contesto più pomposo e fasullo ci si possa immaginare al cine: il party hollywoodiano. Nella misura sta tutto il suo valore, nello sbracare il suo portento.

Giacomovie 13/10/13 08:36 - 1362 commenti

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Divertentissimo film dalle risate garantite. Le gag si autoinnescano e la fine di ogni trovata comica è allo stesso tempo lo spunto per una nuova situazione. Ciò ha richiesto un intelligente lavoro - forse più difficile di quanto si pensi - ben sostenuto dalla regia di Edwards. Non è privo di difetti - come la staticità tra una gag e l'altra e un finale eccessivo - ma rimane un grande classico della comicità. Peter Sellers con la sua espressione stralunata è l’indiscusso mattatore. ***!

Piero68 7/02/14 08:56 - 2816 commenti

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Il binomio Edwards-Sellers ha dato tanti buoni frutti e questo è sicuramente il film con cui hanno raggiunto l'apice. Intelligente, raffinato, con gag sempre ricercate e mai buttate lì per caso. Ma ovviamente gran parte del merito va a Sellers: la sua espressività vale da sola almeno il 50% di ogni gag. Come ha già notato qualcuno è sicuramente il film che fa da ponte tra una certa vecchia comicità e quella che da lì a poco dilagherà negli Usa. Ottimi anche i comprimari.

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Jandileida 13/05/14 15:27 - 1303 commenti

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Sarà che non sono in un periodo molto frizzante per conto mio, ma devo dire che da come me l'avevano proposto sembrava che mi avrebbe fatto passare qualsiasi paturnia o pensiero, dalla mortalità al pagamento delle bollette. Purtroppo però me ne sono stato sul divano a fissare l'indostano Sellers che combina disastri in un crescendo che dovrebbe essere comicamente irresistibile ma che a me è parso solo abbastanza incongruo e senza senso alcuno. Qua e là magari mi è nato un piccolo sorriso sulle labbra, ma Febbre da cavallo è trenta volte meglio.

Metuant 15/05/14 13:28 - 455 commenti

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Uno dei migliori film più puramente comici di sempre, con un Sellers in stato di grazia. Non c'è una vera e propria trama e questo permette al protagonista di lanciarsi in una gag dietro l'altra come se si trovasse su di un palco a ruota libera. La regia di Edwards fa il resto, conferendo al film quello status di classico che in effetti merita. Da non trascurare anche il cast di contorno, formato da ottimi caratteristi più o meno prestigiosi. Giustamente cult.
MEMORABILE: La sequenza iniziale sul set; La scarpa perduta; Il cameriere col vizio dell'alcol.

Rambo90 22/05/14 16:22 - 6710 commenti

I gusti di Rambo90

Un film comico eccezionale, tra i migliori dei sessanta, diretto da Edwards con bello stile in crescendo e interpretato da un grandissimo Sellers, in uno dei suoi ruoli più riusciti. Alcune sequenze sono da antologia, come la cena e il finale con l'elefante, il tutto accompagnato da una colonna sonora incessante e adeguata. Se non fosse per qualche lentezza di troppo (soprattutto nella parte centrale) sarebbe un capolavoro.

Ultimo 8/09/14 09:30 - 1447 commenti

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Un Edwards dei tempi migliori realizza una fra le commedie più famose e discusse di sempre: una casa piena di oggetti, con un ruscello che attraversa il salotto, il cameriere ubriaco e il bagno con la carta igienica che non finisce mai sono semplicemente la cornice per permettere al protagonista Peter Sellers di combinare un mare di guai. Il tutto avviene in uno stato di quiete, con i dialoghi che a tratti stentano perché, forse, sono superflui. Questa è l'originalità di una pellicola a suo modo indimenticabile.
MEMORABILE: La cena; La schiuma che riempe tutta la casa.

Homesick 1/01/16 17:02 - 5737 commenti

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Basata su un soggetto così scarno, la sceneggiatura alla lunga stanca, in quanto la schidionata di sketch burleschi proposta da Edwards non sempre giunge a buon fine e talvolta implode nell'eccesso, soprattutto nell'utima parte, molto caotica. È certo comunque che Sellers sa conquistare la scena con la sua mimica irresistibile in veri e propri assoli di comicità con il controcanto del cameriere brillo Franken. La bellezza alla mano e il dolce sex appeal della Longet finiscono proficuamente a far da spalla alle performances del protagonista.
MEMORABILE: Sellers sul set del film; l'arrivo al party; il pranzo; il ballo con l'orchestra dei russi.

Victorvega 3/01/16 02:23 - 397 commenti

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La comparsa indiana, autrice già della distruzione di un set e poi invitata per sbaglio a fare una sorta di bis a una festa hollywoodiana, con il suo candore, il suo essere noiosamente pedante, la sua innocenza e i suoi tentativi di mettere toppe per sistemare le cose peggiorando gli effetti entra di diritto nella storia del cinema e della comicità. Divertentissimo e senza soluzione di continuità verso un crescendo di effetti nel finale forse eccessivi ma perfettamente in linea nella sua logica "distruttiva". Consigliato per il sano divertimento.
MEMORABILE: La distruzione del forte; La scarpa; I litigi caposala/cameriere ubriaco; "La sua signora è caduta nella piscina" "Salvate i gioielli".

Lou 27/07/16 18:54 - 1034 commenti

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Un classico del cinema, divenuto un riferimento per il genere comico demenziale. Edwards si ispira chiaramente ai classici del cinema muto diventando a sua volta fonte di ispirazione per i vari Mr. Bean del futuro. I comici eventi innescati dalla tenera e goffa ingenuità dell'indiano interpretato da Peter Sellers sono un chiaro messaggio di condanna e derisione contro l'arroganza e lo sfarzo del mondo hollywoodiano. Comicità pura, anche se ormai un po' datata, con un crescendo surreale che conduce al finale catastrofico e catartico.

Paulaster 1/07/16 10:01 - 3112 commenti

I gusti di Paulaster

Clima di festa multiculturale per scatenare innumerevoli gag giocate perlopiù sulla mimica. Spunti presi dal muto già visti in Chaplin (il cameriere ubriaco, il pollo in testa) adattati a un Sellers maldestro e ispirato. Le musiche di Mancini accompagnano dolcemente gli accadimenti e deliziosa la canzone della Longet. Conclusione accelerata necessaria per terminare il convivio ma risulta essere l'unica parte incoerente con l'aplomb di una comicità aggraziata.
MEMORABILE: La carta igienica; Il capocameriere che strozza l'ubriacone.

Il Dandi 1/07/16 01:55 - 1917 commenti

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Pur comprendendone lo statuto di culto (che va contestualizzato, in calce ai prodotti di quel famoso 1968) non l'ho mai trovato così irresistibile come lo si vorrebbe; il che, tra l'altro detto da un estimatore di Clouseau, lascerebbe davvero pochi margini di salvezza a chi quel tipo di comicità catastrofica proprio non riesce a mandarla giù. La verità è che il tempo è stato impietoso con un film in cui ritmo e coesione già mancavano in partenza, con alcune impennate memorabili isolate tra interminabili sequenze di nulla.
MEMORABILE: Ovviamente il set fatto esplodere per allacciarsi una scarpa.

Rebis 20/07/16 11:39 - 2116 commenti

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Film limite, noumenico, che rivela la soggettività del sense of humor, la natura tutta fenomenica dell'ironia - ed è il suo valore indiscutibile. C'è chi si sbellica dalle risate, chi resta impassibile come uno stoccafisso: sarà, allora, una escalation irresistibile e parossistica o una prosaica concatenazione di scenette buffe; l'allestimento, sofisticato e sfavillante o compiacente e persino ipocrita; e Peter Sellers, un emissario dell'entropia o un ingombrante mistero della natura. Ai voti, si sa, vince democraticamente la maggioranza, senza per questo assurgere allo statuto di verità.

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Alex75 1/08/16 13:29 - 715 commenti

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Blake Edwards esalta il potenziale pirotecnico della comicità di Peter Sellers in un film che, oltre a rilanciare una certa comicità catastrofica nello stile di Laurel & Hardy (ripresa anche nei film dell’Ispettore Clouseau degli anni ’70), offre una satira del jet-set hollywoodiano il cui cicaleccio che fa da sottofondo ai disastri combinati dall’indostano Bakshi bene ne esprime l’evanescenza. Un buon esempio dello stile brillante di Edwards, anche se il finale è piuttosto grossolano.

Pessoa 6/09/17 13:30 - 1494 commenti

I gusti di Pessoa

Grande commedia di Edwards assurta ormai a cult in cui si ironizza sulla stessa Hollywood, rappresentata dall'eterogeneo microcosmo di personaggi (spesso inetti) che partecipano alla festa di un produttore nella sua megavilla. L'intruso Sellers si impadronisce di un personaggio disegnato con punta fine e ne fa un imbranato memorabile. Di buon livello il resto del cast con un formidabile Steve Franken (il cameriere ubriaco). Confezione sopraffina e ritmo senza pause per un piccolo capolavoro di arte comica dove si ride molto e di gusto. Mitico!
MEMORABILE: I diverbi fra il cameriere ubriaco e il maître; I bisogni nel vasino; La scarpa; Il cibo per uccelli; L'attore western Wyoming Bill.

Rocchiola 7/04/19 09:27 - 901 commenti

I gusti di Rocchiola

Un attore indiano pasticcione e imbranato si imbuca per una casualità al party di un famoso produttore cinematografico combinandone di tutti i colori. Quintessenza della comicità surreale e catastrofica di Sellers. Edwards ritrae causticamente l’ambiente hollywoodiano ipocrita e fasullo e usa il personaggio di Bakshi per ridicolizzare un mondo che detesta. E alla fine è proprio il piccolo ometto indiano a uscire vincitore portandosi a casa anche la bella di turno. Battute memorabili e un ritmo ancor oggi invidiabile. Capolavoro comico.
MEMORABILE: “Ci sono animali antropofagi che mangiano solo piedi dolci”; Bakshi con la stecca da biliardo appoggiata al posteriore: “Oh Dio ci siamo”; La cena.
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  • Discussione Schramm • 7/01/16 12:40
    Risorse umane - 6818 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Daniela ebbe a dire:

    Però, come non apprezzare tutta la prima parte, praticamente perfetta per gags e tempi comici, oppure il formidabile triplo prologo con le riprese del film nel film?


    Se non ridi né sorridi mai, non lo apprezzi proprio.
    E' il mio caso.
    E non solo mio.


    la comicità, forse più ancora della paura e dei parametri dell'eros, va a gusti e caratteri e intendimenti. questi ultimi poi sono tanti quanti sono i numerosi e differentissimi tipi di humour. e come ogni tipologia, quella di HP può per tutto uno spettro di motivi e meccanismi non attecchire per niente. ed è questo anche il mio caso.
  • Discussione Graf • 7/01/16 13:08
    Call center Davinotti - 915 interventi
    La comicità, in effetti, è un terreno minato e possiede meccanismi delicatissimi e fragili...
    Un film comico è molto più difficile da scrivere, da girare e da montare di uno drammatico.
    Ma anche il mezzo determina il successo o meno della comicità: una certa comicità surreale e assurda alla Achille Campanile fa molto ridere sulla pagina ma trasportata in immagini in un film perde molto della sua carica esplosiva....(Es: Animali Pazzi di Carlo Ludovico Bragaglia con Totò).
    Ultima modifica: 7/01/16 15:10 da Graf
  • Discussione Capannelle • 7/01/16 13:35
    Scrivano - 2619 interventi
    Anche io sono tra i non-fan, mi ritrovo ad esempio nel commento di Homesick.
    Diciamo che alla lunga il protagonista stanca e purtroppo.. c'è sempre lui in scena.
  • Discussione Daniela • 7/01/16 13:49
    Gran Burattinaio - 5481 interventi
    Ragazzi, su questa cosa si potrebbe discutere all'infinito, rimanendo ciascuno nella posizione di partenza, per cui non resta che appellarsi al de gustibus etc. e riderci su come fosse "uno bello barzelletto" ;o)
  • Discussione Graf • 7/01/16 15:23
    Call center Davinotti - 915 interventi
    Aggiungo un'ultima considerazione e poi finisco: la comicità farsesca, terragna, sanguigna e parolacciara si giova più dell’immediatezza dell’immagine e delle boccacce dell’attore che della mediazione meditativa della pagina scritta.
    I cinepanettoni trasportati in racconti non so se farebbero mai ridere per la loro volgarità canzonatoria...
    Ultima modifica: 7/01/16 15:26 da Graf
  • Discussione Raremirko • 8/01/16 01:16
    Addetto riparazione hardware - 3651 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Daniela ebbe a dire:

    Però, come non apprezzare tutta la prima parte, praticamente perfetta per gags e tempi comici, oppure il formidabile triplo prologo con le riprese del film nel film?


    Se non ridi né sorridi mai, non lo apprezzi proprio.
    E' il mio caso.
    E non solo mio.


    la comicità, forse più ancora della paura e dei parametri dell'eros, va a gusti e caratteri e intendimenti. questi ultimi poi sono tanti quanti sono i numerosi e differentissimi tipi di humour. e come ogni tipologia, quella di HP può per tutto uno spettro di motivi e meccanismi non attecchire per niente. ed è questo anche il mio caso.


    Si, ma come hai detto nel commento, qua c'è proprio un trionfo del niente, comicità o non comicità.

    Non so se ho mai visto situazioni più esili...
  • Discussione Alex75 • 13/12/16 17:46
    Call center Davinotti - 645 interventi
    Io adoro Sellers e riconosco che è la colonna portante di questo film, però, per quanto mi abbia divertito, l'ho visto una volta sola e non ho la stessa voglia di rivederlo che ho avuto per la serie di Clouseau e per Oltre il giardino. Ho trovato un po' pesante il fatto che in Hollywood Party Sellers non abbia, di fatto, una spalla. Gli "one-man-show", alla lunga, stancano.
  • Discussione Daniela • 14/12/16 11:20
    Gran Burattinaio - 5481 interventi
    Alex75 ebbe a dire:
    Ho trovato un po' pesante il fatto che in Hollywood Party Sellers non abbia, di fatto, una spalla. Gli "one-man-show", alla lunga, stancano.

    Non una spalla in senso stretto, ma una sorta di replicante nell'ambito del personale di servizio c'è: è il cameriere interpretato da Steve Franken, sempre più ubriaco, che si aggira combinando guai aggiuntivi rispetto a quelli del protagonista.
    Il suo personaggio "attraversa" tutto il film, raddoppiando le occasioni di divertimento: ne è un esempio la lunga sequenza del banchetto.
    In un angolo, seduto su uno sgabello troppo basso, c'è Sellers alle prese con pietanze di non facile fruibilità (ricordi il pollo volante?), mentre il cameriere passa da un commensale all'altro rischiando ad ogni momento di essere scoperto mentre serve le pietanze in maniera, per così dire, poco convenzionale.
    E mentre la chiave della comicità di Sellers, in questa ed in altre sequenze del film, è quella dell'imbarazzo derivante dalla goffaggine involontaria di chi si trova in un ambiente estraneo, quella di Franken si base sulla goffaggine inconsapevole, legata all'ebrezza alcolica, un topos comico che risale ai tempi del muto.
    Insomma, sono entrambi due combina-guai, ma di natura diversa: Sellers è il "diverso" inintegrabile per sua natura, Franken la rotellina del meccanismo che si inceppa.
    Ultima modifica: 14/12/16 12:26 da Daniela
  • Discussione Pessoa • 22/09/17 08:21
    Addetto riparazione hardware - 253 interventi
    La scena iniziale dell'esplosione sbagliata, che dà l'avvio alla serie di disastri compiuti da Sellers, è in realtà accaduta davvero due anni prima sul set de Il buono, i brutto, il cattivo di Leone, durante le riprese della famosa sequenza dell'esplosione del ponte.
    Per una disattenzione di un capitano dell'esercito spagnolo (cui era stato dato l'onore di azionare il fatidico pulsante) il ponte, che aveva richiesto 15 giorni di lavoro, saltò in aria al momento sbagliato e dovette essere ricostruito.
    Vi lascio immaginare la reazione di Leone....

    Può essere che Edwards si sia ispirato a questo episodio.

    Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_buono,_il_brutto,_il_cattivo
  • Homevideo Rocchiola • 7/04/19 09:32
    Call center Davinotti - 1204 interventi
    Disponibile in bluray marchiato MGM-Fox. Pubblicato anche sul mercato italiano nel 2014 si tratta di un buon prodotto con video panoramico 2.35 dall'immagine pulita anche se non sempre incisiva. La definizione è mediamente buona ma alcune scene appaiono lievemente sfocate. Ma nel complesso direi che si tratta di una visione abbastanza gratificante. Audio italiano mono DTS-HD di discreto livello pulito e chiaro.