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IL TEATRO 5 (ALL'APERTO) AGLI STUDI DE PAOLIS
lunedý 26 luglio 2010
ImageNota: IL TEATRO 5 AGLI STUDI DE PAOLIS fa parte dei LUOGHI COMUNI DEL CINEMA ITALIANO (vedi Approfondimento relativo), ovvero di quelle location pluriutilizzate dal nostro cinema (di genere e non).

Questa è la storia di come nacque il grande teatro a cielo aperto degli studi De Paolis, utilizzato innumerevoli volte durante gli anni anche in virtù della sua ampiezza, grazie alla quale vi si potevano ricostruire all’interno interi scorci di città virtuali.
Il teatro 5 (successivamente prenderà anche altri nomi), fino al settembre del 1968 era stato semplicemente il maggiore dei teatri (chiusi) di posa degli studi di via Tiburtina. Impossibile stabilire con esattezza quanti e quali film vennero lì girati ma di certo, considerato quanto i De Paolis erano sfruttati al tempo, il numero è indubbiamente molto alto.

Image La vita e la storia del teatro 5, tuttavia, vennero sconvolte proprio agli inizi di settembre dell’anno 1968. Cosa accadde lo riferisce molto bene il direttore della fotografia Erico Menczer nel suo libro “Una vita messa a fuoco”. Fu un evento inatteso e qualcosa di difficilmente ripetibile.

01. L'INCENDIO
Tutto inizia quando Menczer porta ad un produttore un libro giallo di un autore americano che gli era piaciuto molto. Il produttore inizialmente ne acquista i diritti e decide di farne un film diretto da Fulci, ma poi il soggetto piace al punto che due produzioni si associano e impongono un nuovo regista, Giuliano Montaldo: il budget si triplica e affluiscono i grandi attori (John Cassavetes e Peter Falk su tutti). Il libro racconta la storia di un delinquente (Cassavetes, nel film) che vuole rapinare un grosso casinò di Las Vegas di proprietà della mafia: la sua idea è quella di piazzare piccole bombe incendiarie per poi, travestito da pompiere, entrare e svuotare la cassa prima dell’arrivo dei veri pompieri.
 Menczer viene mandato a Los Angeles e Las Vegas per i sopralluoghi: lì fotografa tutto e, grazie al suo materiale, gli scenografi ricostruiscono un’enorme sala da gioco all’interno del più ampio teatro dei De Paolis, il 5. Ci sono la reception, il bar, la roulette, le decine di slot machine…
Il film di cui stiamo parlando è Gli intoccabili e uscirà nei cinema italiani nell’aprile del 1969.
Si comincia a girare lasciando ovviamente per ultime le scene degli scoppi. Al momento delle esplosioni, però, Montaldo fa proseguire a lungo la scena e il fuoco nel frattempo si propaga per davvero, terrorizzando tutti. Il panico si diffonde, comparse e personale scappano in ogni dove mentre il fuoco produce un rombo pauroso. Menzger riesce ad uscire all’ultimo momento semi-intossicato grazie ai pompieri, che comunque faticano ad entrare all’interno dello studio bloccati da tutto il materiale della troupe. Il fuoco si alza e in poco più di quindici minuti è il disastro: il finto casinò è ridotto in cenere e, nel gigantesco incendio, crolla definitivamente il tetto dello storico teatro 5.

Image 02. IL VIDEO DELL’INCENDIO
A raccontarci bene cosa accadde poco dopo è un raro reperto televisivo, che mostra i pompieri alle prese con gli ultimi resti del teatro 5. Riportiamo qui esattamente le parole del cronista di quello sciagurato 6 settembre 1968:
 “Questo era uno dei più grandi teatri di posa dell’industria cinematografica in Europa, uno dei nove stabilimenti cinematografici De Paolis sulla Tiburtina a Roma. Lo hanno distrutto le fiamme. Si stava girando una scena del film “Gli intoccabili”, prodotto dalla Euro Atlantica di Marco Vicario, protagonista l’attrice Britt Ekland. Era stato ricostruito l’interno di un casino di Las Vegas, si doveva riprendere un colpo ladresco: una cassaforte fra le roulette e le slot machines doveva saltare. Per questo era stata preparata una quantità d’esplosivo pari pressapoco a quella di un petardo. Dopo lo scoppio, nel primo pomeriggio, saltata la cassaforte, si sono subito sprigionate le fiamme, alimentate dai tendaggi, da finte piante ornamentali, dai divani e da altro mobilio e arredamento, da quant’altro è in un teatro di posa. Tutto materiale infiammabile che ben presto ha trasformato questo teatro, il teatro numero 5, in un rogo. C’erano quasi 300 persone. Le fiamme sono state viste dopo pochi minuti levarsi alte sopra il tetto. Sono arrivati subito i vigili del fuoco, numerosissime le squadre da varie caserme, da vari punti della città. Poi il tetto è crollato con fragore, avvolto nel fumo. Tutti quelli che erano nel teatro di posa fortunatamente sono riusciti a fuggire; c’è stato solo qualche contuso e molto panico. Il regista del film, Giuliano Montaldo, è stato colto da un leggero malore. Anche l’aiuto regista ha riportato un leggero stato di shock. Ecco il proprietario dello stabilimento, il proprietario De Paolis, ed ecco gli attori… Ciccio Ingrassia e Franco Franchi. Erano impegnati nello stabilimento ma non lavoravano nel teatro di posa che si è incendiato. Fra gli altri attori c’era anche Alberto Sordi. Si era sparsa la voce che una bambina di nove anni figlia di una comparsa fosse rimasta nel teatro in fiamme e alcuni uomini, appena l’hanno saputo, si sono lanciati ala ricerca della piccola che fortunatamente è stata ritrovata un quarto d’ora dopo sana e salva ma in un magazzino”.

Il 7 settembre 1968, quindi, il teatro 5 cambia. Il tetto non verrà più ripristinato e il gigantesco studio all’aperto comincerà ad ospitare scenografie ben diverse: scorci urbani a cielo aperto, vie e viuzze rese irriconoscibili dai continui mutamenti di chi si occupa di costruire di volta in volta edifici diversi e utili per l’occasione.

Image Image 03. SI RICOMINCIA, CON CELENTANO
Bisogna comunque aspettare circa un lustro, a quanto ci è stato detto, prima che il nuovo teatro 5 nella sua nuova forma sia agibile e ospiti finalmente il primo film. L’occasione capita infatti solo nel 1973, con un non conosciutissimo film di Pasquale Festa Campanile che vede come protagonista Adriano Celentano: L’emigrante. Image Image Il film, ambientato nell’America degli inizi del Novecento, ricostruisce al teatro 5 un’intera strada in cui muovere i suoi personaggi. Le scenografie convincono, risultano credibili e vengono mantenute almeno per un'altra pellicola che si vorrebbe ambientata più o meno nello stesso periodo e sempre in America. Si tratta di La mano nera di Antonio Racioppi. Qualche cambiamento è stato come sempre apportato, ma il teatro 5, vedendo i due film, appare riconoscibilissimo e ci si può divertire a vedere come cambacino gli angoli delle strade e gli edifici.

Image 04. 1976: L’ANNO D’ORO!

In attesa di individuare qualche film per gli anni che intercorrono tra il 1973 e il 1976 passiamo ora all’anno in cui Dario Argento dirige uno degli horror cardine per la cinematografia italiana, un successo internazionale che racconta una cupa storia di streghe che si vorrebbe ambientata nella mitteleuropa. È il primo capitolo della trilogia delle Tre Madri. Stiamo parlando ovviamente di Suspiria. L’edificio principale, la scuola di danza in cui Susy Banner andrà a studiare, si dice nel film essere a Friburgo. Non a caso, perché a Friburgo, in Franziskanerstrasse, l’edificio che in Suspiria identifichiamo con l’accademia di danza esiste davvero. Però attenzione, perché quello che si vede nel film, per quanto possa sembrare strano, non è affatto l’edificio di Friburgo ma una sua copia ricostruita all’interno dello Studio 5 della De Paolis sul modello originale.
La conferma ce la dà un altro film girato in quel periodo: in Taxi girl infatti (sempre del 1977, ma girato nel 76) c’è una scena con i protagonisti che si inseguono in auto all’interno degli studios, proprio nel nostro teatro all’aperto. E tra le case, proprio dietro al taxi che si ferma, chi compare? Proprio lei, l’accademia di danza di Suspiria, ancora intatta!

Image ImageMa non basta: sempre nel 1977 Luciano Salce è alle prese con uno dei suoi tanti film con Paolo Villaggio. Per la precisione Il… belpaese. Il film, che si fa credere ambientato a Milano, è in realtà come al solito girato in gran parte nella capitale. La location più importante, perdipiù, è il nostro teatro 5, che viene utilizzato in un gran numero di occasioni nelle scene più disparate (scontri con la polizia, auto che si fermano intrappolando il conducente…). E’ però, innanzitutto, la strada in cui troviamo l’orologeria in cui lavora Villaggio (e che verrà in seguito bruciata). All’esterno di essa si riconoscono ancora alcune scenografie risalenti ai tempi dell’Emigrante, primo fra tutti l’edificio con la tettoia sostenuta da pali in acciaio verniciato che fa angolo di fronte all’orologeria. Anche il lungo finale, con gli abitanti chiamati fuori dalle loro case da un Villaggio in pieno delirio ottimista (ricorda proprio una scena dell’Emigrante girata nel medesimo luogo), è completamente interno al teatro 5. Ed è qui che, improvvisamente, vediamo saltar fuori l’accademia di danza di Suspiria! Ridipinta di grigio, spogliata di molti barocchismi, trasformata in un anonimo edificio dalle finestre quantomeno bizzarre all’interno del contesto in cui siamo, ma è indubbiamente lei!

Image 05. FINE SETTANTA: PINGITORE, MEROLA E POZZETTO
Due anni dopo tocca a Pingitore servirsi delle scenografie del teatro 5 della De Paolis. Nel suo Tutti a squola notiamo che la scuola al centro del film, ovvero la “Edmondo De Amicis”, è inserita poco distante dall’orologeria di Villaggio, sempre sulla stessa strada “virtuale”. Vi si riconoscono anche parti di scenografie che devono essere state usate per un altro film coevo e che ci mostrano un largo ponte che passa sopra alla strada, sorretto da pilastri a V, già presente due anni prima nel Belpaese. Sarà questo un altro elemento molto caratteristico utile a individuare la location nelle diverse occasioni. Nel Mammasantissima ad esempio, un film meroliano sempre del 1979 in cui, nel finale, quando ci troviamo fuori del ristorante “Il pescatore”, riconosciamo immediatamente il teatro 5. Anzi, dietro ai personaggi vestiti da Pulcinella si vede chiaramente l’insegna della scuola De Amicis del film di Pingitore!

Image Per chi poi volesse vedere il teatro 5 nel ruolo di se stesso (così com’era accaduto per Taxi girl) basterà invece  dare un occhio al Sono Fotogenico (1980) di Dino Risi, con Pozzetto, in cui il teatro funge da studio cinematografico in cui vengono girate alcune scene. Nel film si vedono anche altre zone degli studi De Paolis. Quando ad esempio vediamo la Bouchet arrivare con l’auto e baciare Pozzetto siamo nella piazzetta centrale del complesso della De Paolis.

Merola tornerà a mostrarci la stessa location un anno dopo, nel 1981, in Napoli Palermo New York il triangolo della camorra. Nel film dovremmo essere a New York (si ritorna insomma ai tempi dell’Emigrante e La mano nera, quando il teatro era una vera dependance americana a Roma), e durante la sparatoria in cui Nello Pazzafini salverà Mario Merola ritroviamo, alle spalle del protagonista, quella che fu l’orologeria di Villaggio nel Belpaese. Sono passati quattro anni, ma i cambiamenti non sono poi troppo evidenti. La tendenza è quella (soprattutto per certi film a budget risicatissimo) a riutilizzare spudoratamente scenografie messe lì da altri.

Image 06. GLI ULTIMI ANNI
Ritroveremo il teatro 5 anche in Disperatamente Giulia (1989), una miniserie diretta da Enico Maria Salerno, con Tahnee Welch, Fabio Testi,  Laura Antonelli e molti altri divi di casa nostra e, più recentemente, in Malena di Tornatore (2000), in cui si è riempita la location di macerie per girare una scena conseguente all’esplosione di una bomba. Proprio come nel 1968, quando una’altra bomba fu la causa dell’incendio che cambiò la vita del teatro aprendogli la via al cielo. Il cerchio si chiude…

Image Image 07. GLI STUDIOS
In questo speciale ci siamo occupati esclusivamente del teatro 5 anche per un motivo ben specifico: con le sue ampie scenografie a cielo aperto è l’unico che può davvero ingannare chi pensa che le location esterne che sta guardando siano “reali”: guardando il finale del Belpaese, ad esempio, chi bazzica il cinema ed è abituato a osservarne bene le scenografie capirà facilmente che siamo in un teatro di posa, ma la stragrande maggioranza (non milanese) potrebbe ritenere che si sia semplicemente in una piccola piazzetta di Milano come si intuisce dalle insegne.Image Image Il teatro 5 della De Paolis, in poche parole, è una vera e propria “location” trappola, che potrebbe ingannare molti e che è bene, quindi (e dove è possibile) smascherare. Guardando il grande teatro senza tetto dall’esterno vi si legge ancora sopra la scritta TEATRO N. 6, a testimonianza del fatto che il numero assegnato a quello spazio non è sempre stato lo stesso. Oggi, ad ogni modo, e da qualche anno, è tornato ad avere lo stesso numero di un tempo, il 5.

Testi e tavole: Zender - Grazie a chi ha contribuito a ritrovare il teatro nei diversi film (Renato innanzitutto, che per primo ha dato il via alle ricerche, poi Andygx che ha trovato l'accademia di Suspiria in taxi girl, poi anche Geppo e Markus, con le loro segnalazioni o suggerimenti) e agli Studios (ex De Paolis) di Via Tiburtina.

• Film presenti nelle tavole e in cui compare il teatro 5 (teatro aperto):
Gli intoccabili (1969) - L'emigrante (1973) - La mano nera (1973) - Suspiria (1977) - Taxi girl (1977) - Il... belpaese (1977) - Il mammasantissima (1979) - Tutti a squola (1979) - Sono fotogenico (1980) - Napoli palermo new York il triangolo della droga (1981) - Disperatamente Giulia (1989) - Malena (2000)

• Altri film non compresi nelle tavole e di cui trovate le immagini qui sotto:
Anche gli angeli tirano di destro (1974) - Il maestro di violino (1976) - Ride bene... chi ride ultimo (1977) - I nuovi mostri (1977) - Indagine su un delitto perfetto (1978) - Come perdere una moglie... e trovare un amante (1978) - Squadra antimafia (1978) - Pari e dispari (1978) - Napoli... serenata calibro 9 (1978) - Melodrammore (1978) - Gardenia, il giustiziere della mala (1979) - Aragosta a colazione (1979) - Arrivano i Gatti (1980) - Fracchia la belva umana (1981) - Vieni avanti cretino (1982) - 2019 Dopo la caduta di New York (1983) - Rats - notte di terrore (1984) - Casa mia casa mia... (1988) - Minaccia d'amore (1988) - Animali metropolitani (1987) - 32 dicembre (1988) - Casa di piacere (1989) - Le comiche (1990)

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APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO ZENDER
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