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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un film tutto di regia. La dimostrazione che anche una storia banale e zeppa di ovvietà può trasformarsi, nelle mani di un autore maiuscolo come Cronenberg, in un'opera straziante e capace di colpire a fondo lo spettatore. Una direzione del cast strepitosa (non sarà facile vedere Viggo Mortensen o Maria Bello recitare altrettanto bene), uno scavo profondo dei personaggi, l’utilizzo perfetto di due mostri sacri come Ed Harris (l'uomo senza un occhio) e William Hurt (il fratello Ritchie). L’esplosione di inusitata violenza, sottolineata da particolari splatter come i volti scarnificati dalle pallottole, non sembra mai fuori luogo, si rende necessaria per la descrizione dell'ambiguo Tom (Mortensen, doppiato...Leggi tutto da Pino Insegno) e si riallaccia sia al passato di Cronenberg che alle caratteristiche del genere al quale il film pare volersi rifare (il noir, il gangster movie). Dialoghi e sguardi si sposano impeccabilmente, mentre la regia rallenta il ritmo laddove deve farlo per non confondersi con la massa informe di prodotti americani senz’arte né parte. E a questo punto si riesce anche a chiudere un occhio - non tutti e due, perché sarebbe troppo - di fronte alle tante fasi superflue (gli amplessi della coppia, le scaramucce scolastiche del figlio…), ai difetti di una sceneggiatura nata da un fumetto che - per fortuna - Cronenberg giura di non aver mai preso come riferimento per il film (e di non aver mai nemmeno letto). Cinema d’alta scuola, che colpisce per lo spessore e rivaluta un'idea mediocre.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Flazich 3/02/07 01:19 - 659 commenti

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Il cinema di Cronenberg è la "rappresentazione della metamorfosi" sotto ogni aspetto, fisico o mentale. A History of Violence a prima vista sembra "sfuggire" a questo assioma, ma non è così. Lo scarafaggio kafkiano è in questo caso il sacro e intoccabile concetto dell'unione e della famiglia. La pellicola è forse tra le più spietate del regista canadese che, con occhio cinico, mostra fino a che livello di compromessi ci si può spingere per mantenersi aggrappati alla chimera del "sogno americano".

Magnetti 24/03/07 00:30 - 1103 commenti

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Il film sembra iniziare un po' lentamente, fino alla scena della prima uccisione da parte di Tom (il padre di famiglia sotto mentite spoglie). Da lì i personaggi acquisiscono spessore e infinite sfaccettature così come capita al film. Sono tali e tanti i significati che bisognerebbe meditarci sopra una settimana. Tutto merito di Cronenberg, regista supremo, che in questo film ci spiazza abbandonando il suo solito genere, diciamo di "nicchia", per una storia ordinaria e asciutta. Film eccezionale.

Gianlux 2/04/07 11:18 - 20 commenti

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Grande cinema! Un Cronenberg decisamente in forma delinea in modo spietato ed agghiacciante la consapevole e consolidata certezza che il sogno del colosso (d'argilla) americano trova la sua ragione nel machiavellico motto "il fine giustifica i mezzi". Ed allora la violenza diventa negli occhi allucinati e spaventati di Tom (Viggo Mortensen) l'unico modo di difendere la nuova identità faticosamente conquistata.

Homesick 14/04/07 18:13 - 5737 commenti

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Una nuova grande opera di Cronenberg, qui alle prese con una disincantata riflessione sulla violenza - da quella principale d'ambito noir si diramano quella in famiglia, a scuola e nel sesso - e su un conflitto di personalità che, pur senza mutazioni e deformazioni dei corpi, è in chiara continuità con i precedenti lavori del regista. Ottime le interpretazioni di Viggo Mortensen e le icastiche comparsate dei professionisti Ed Harris e William Hurt. Molto realistiche le scene d'azione, che irrompono brutali e improvvise con tanto di esplosione di volti e di teste.
MEMORABILE: La rapina sventata; il figlio si ribella e massacra i compagni di scuola bulli; faccia a faccia con il fratello.

Capannelle 10/11/07 19:28 - 3856 commenti

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Contrasto e ambiguità caratterizzano un film che può vedersi come trovata geniale o accozzaglia di riflessioni e generi diversi. Ambientazioni e colonna sonora sottolineano la tipica famiglia americana, gli scatti di violenza e il finale in stile Tarantino. In mezzo ci si interroga sui valori e sulla paura di noi stessi. Originale ma pretenzioso, con parti inutili (i problemi adolescenziali del figlio) e discutibili (l'amplesso sulla scala, tanto metaforico quanto improbabile per uno mezzo ferito). Hurt e Harris bravi ma tutto sommato inutili.
MEMORABILE: Hurt che tira fuori le chiavi per rientrare in casa.

MAOraNza 3/09/07 15:53 - 192 commenti

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Una grande regia di un Cronenberg in formissima che si scuote di dosso la patina polverosa di amante del surreale, regalando un thriller con i piedi per terra grazie anche a un'ottima interpretazione di tutti gli attori coinvolti (con la Bello e Mortensen veramente notevoli). Anche se la storia non brilla certo per originalità, ogni scena è raccontata con una sensibilità e una tensione che solo il grande David è in grado di trasmettere in maniera così diretta. Da vedere.

Undying 4/09/07 22:23 - 3833 commenti

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Con un cast del genere era quasi impossibile ottenere un risultato meno che buono. Certo è che David Cronenberg si conferma un autore a tutto tondo, che abbandona in questo caso le tematiche della trasformazione corporea per puntare alla metamorfosi dell'animo (non per questo meno devastante). Estremamente violento (soprattutto a livello facciale) si distingue per una trama ordinaria (in apparenza) ottimamente risolta sul piano visivo. Vedicativo.

Galbo 17/09/07 16:09 - 11589 commenti

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Il bel film di Cronenberg si presta ad una doppia chiave di lettura: da un lato thriller ipercinetico e violento, basato su una storia di vendetta e persecuzione, dall'altro è chiaramente avvertibile una dura critica alla volenza e ricerca di (auto) giustizia della società americana; ritorna inoltre il tema della trasformazione dell'individuo piuttosto frequente nel cinema del regista canadese. Ottime le interpretazioni di tutto il cast, in particolare di Mortensen, la Bello ed Ed Harris.

Cotola 14/12/07 23:19 - 7833 commenti

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Cronenberg torna a volare altissimo con questo stupendo film che fa a pezzi il sogno americano, attraverso un'analisi lucida e spietata di una società americana estremamente violenta e che lo è sin dalle fondamenta come dimostra il bellissimo finale. Per questo motivo non ci può essere nessun vero cambiamento, nessuna redenzione è possibile, nè ci sono personaggi puri e immacolati. Messa in scena minimale ma perfetta. Ottima davvero la prova del cast. Insomma uno dei film più belli degli ultimi anni. Imperdibile!!!
MEMORABILE: Le due scene di sesso (per una volta funzionali alla trama) ed il bellissimo, algido ed agghiacciante finale.

LEX 22/01/08 17:55 - 49 commenti

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Intenso e coinvolgente. Cronenberg disegna attentamente la figura del protagonista lasciando che, lentamente, lo spettatore ne venga affascinato. Mortensen è perfetto: è padre di famiglia, marito passionale, cittadino modello... ma soprattutto uomo letale, rude, spietato. Stupendo lo sfregiato Harris e intensa la splendida Bello. Il ritmo non rallenta mai e nelle scene di violenza sembra di partecipare all'agonia delle vittime. E, come nella scena conclusiva del film, non servono sempre le parole per esprimere i sentimenti. Grazie.

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Herrkinski 3/07/08 23:37 - 5684 commenti

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Dopo Spider, riflessione sulla follia della mente umana, Cronenberg stavolta affronta il tema della violenza. Mette in scena il personaggio di un uomo all'apparenza come tanti (interpretato da Viggo Mortensen, adatto al ruolo a causa del suo volto ambiguo e inespressivo), in un paesino americano come tanti, ma che nasconde un passato oscuro. Detta così la storia può sembrare banale, ma lo svolgimento è ottimamente orchestrato e non mancano i colpi di scena. La violenza irrompe nella storia inaspettatamente e il film intriga non poco.

Ghostship 6/07/08 14:00 - 394 commenti

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Prendi una sceneggiatura zeppa di situazioni a prima vista molto americane, mettila tra le mani di un Cronenberg in cerca di nuovi percorsi ed avrai "A history of violence". A tratti si nota la sua caratteristica di film di transizione, il suo simboleggiare le metamorfosi della mente e non più quelle della carne, ma il film non patisce il tentativo di fare qualcosa di esteticamente diverso dal verbo Cronenberghiano mantenendo la stessa etica in un percorso iniziato con Spider.

Rebis 7/07/08 16:24 - 2114 commenti

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Da quando Cronenberg ha abbandonato le evidenze dell'horror, il suo cinema si è come amplificato, addensato di implicazioni (im)possibili. Complesso e magnificamente girato, con un'economia del racconto esemplare, bene interpretato da un cast compatto e intenso, il film è opera scomoda e intransigente che problematizza la convergenza - e integrazione - tra matrice identitaria del singolo e sovrastrutture ambientali, con la violenza che si fa cassa di risonanza espressiva dei nuclei e delle dinamiche relazionali, e il passato irrinunciabile appuntamento con se stessi. Furente.
MEMORABILE: I volti stracciati; sesso sulle scale.

Samtam90 18/07/08 14:43 - 56 commenti

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Cronenberg mantiene i temi portanti del proprio cinema costruendo una vicenda drammatica, tesa, con sapore di noir (l'epilogo) e di road movie (la stupenda sequenza del viaggio): dalla mutazione fisica (ma anche caratteriale) de La Mosca a quella psicologica di un uomo, in cui convivono due anime, che tenta di dimenticare il proprio passato. Che ritorna e chiude i conti. Splendidi Mortensen ed Harris. Cronenberg inserisce delle scene gore inusuali per questo tipo di film, a dimostrazione del richiamo alle sue origini di regista horror.
MEMORABILE: La sparatoria nel bar, il viaggio, lo scontro finale con Harris e i suoi scagnozzi, l'epilogo a Philadelpia, il ritorno a casa.

Saintgifts 14/09/09 22:52 - 4098 commenti

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Ci sono due tipi di sogno americano: uno, quello classico della bella famiglia che ha tutto quello che serve, vive felice e che alleva bei bambini; l'altro, indispensabile per far vivere il primo, quello uguale e opposto, delle opportunità che vanno al più forte al più crudele al più violento il vincente che detiene il potere. Tutte e due le cose sono in un'unica persona che come in una favola fa vincere la prima e così "il sogno americano" continua. Film che avvince ed emoziona perciò bello al di là di ogni mera considerazione.
MEMORABILE: La scena di sesso sulla scala non fine a se stessa, se pur bella, ma rivelatrice, come niente altro, della insondabile e complessa natura umana.

Caesars 15/12/09 11:16 - 2934 commenti

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Un film dalla trama semplice e non particolarmente originale, che viene nobilitato dalla sapiente mano di Cronenberg. Buona l'interpretazione di tutti gli interpreti e storia che tiene ben desto l'interesse fino alla sua conclusione. Quella che convince meno è la parte relativa al figlio del protagonista e alle angherie,ì da parte del solito "bulletto", alle quali deve sottostare (forse queste potevano venirci risparmiate). Comunque, tirando le somme, ci troviamo davanti ad un buon prodotto diretto da un grande regista.

Pigro 22/12/09 07:15 - 8354 commenti

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Spietato killer si è rifatto una vita ma i vecchi compagni lo ritrovano per ucciderlo. Interessante lo slittamento dal classico film di buoni valori americani al thriller più cruento. Ma l'interesse finisce qui, una volta svelato il mistero a metà film. Per il resto, la sceneggiatura tende alla banalizzazione (pessime le scene al liceo), qua e là spuntano momenti involontariamente ridicoli, e il discorso sulla violenza come identità profonda dell'uomo medio americano (simboleggiata dalla doppia vita del protagonista) rimane in ombra.

Daniela 17/02/10 10:19 - 10206 commenti

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Fra i grandi nomi storici dell'horror, Cronenberg è quello cui si devono le migliori sorprese in questa decade: questa splendida "storia di violenza" pare infatti inaugurare un nuovo filone, confermato dal film successivo, all'insegna di una classicità e di una asciuttezza narrativa che fanno risaltare il valore metaforico delle vicende narrate. Se Mortensen dimostra di non essere solo un gran bel tocco d'uomo, conquistano le caratterizzazioni di Hurt, fratello "cattivo" di sottile ironia, e di Harris, guercio di minaccioso fascino. Capolavoro
MEMORABILE: Tutti i dialoghi in cui compare Harris

Greymouser 19/03/10 09:22 - 1458 commenti

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Maiuscola prova di un grande regista, rappresenta la svolta del maestro Cronenberg verso un cinema di respiro universale, al di là e all'interno di tutti i generi. Pur tracimando oltre ogni canone filmico etichettabile, il nostro non rinnega gli stilemi che lo hanno reso grande, per cui gli appassionati del Cronenberg-horror non avranno di che deludersi. Non tentate di classificare questo film: è da godersi come spettacolo visionario di rara potenza, inquietante, con attori straordinariamente bravi e ben diretti. Capolavoro assoluto.
MEMORABILE: Il finale: uno dei migliori della storia del cinema per realismo e naturalezza.

Hackett 21/05/10 07:24 - 1800 commenti

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Virata nella carriera del grande regista canadese che si conferma ancora più completo. Il film modifica le prospettive di Cronenberg sempre a caccia di trasformazioni, ma sempre più intimiste, personali, interiori. La carne e le sue mutazioni sono lontanissime, virus malattie ed epidemie bandite: è l'animo umano sotto il microscopio, l'umanità e la sua variegata consistenza.

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Jandileida 30/09/10 22:21 - 1302 commenti

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Più passa il tempo più il cinema di Cronenberg si asciuga e si indurisce. Quella che sembrerebbe essere una storia non troppo originale diventa, tra le mani del canadese, una dura e cinica riflessione sull'immanenza della violenza all'interno della società americana (e non solo), alla quale il protagonista prova a sottrarsi e sulla essenza di quella che dovrebbe essere la base più solida della nostra vita, la famiglia. Mortensen si conferma uno dei più grandi attori della sua generazione, capace di trasformarsi all'interno della stessa inquadratura.

Mdmaster 1/10/10 19:25 - 802 commenti

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Cronenberg si dimostra davvero un grande regista, sfruttando una storia che poteva, nelle mani di altri, cadere nel nulla, realizzando un qualcosa di emozionante e coinvolgente a tutto tondo. Cast sfruttato in maniera impeccabile, dal Mortensen apparentemente bravo padre di famiglia alla sensuale e femminile Bello, fino al mostruosamente imponente Harris. Le scene di violenza sono, naturalmente, il punto centrale del film e si rivelano essenziali al messaggio sottostante: la natura umana è essenzialmente bestiale e imprevedibile.
MEMORABILE: La violenta scena di sesso sulle scale è di quelle da studiare.

Nando 27/10/10 12:03 - 3544 commenti

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Il titolo è emblematico: qui la violenza, nelle sue varie sfaccettature, regna sovrana e nonostante si voglia cancellare il passato, cambiando identità, i fantasmi remoti tornano a battere cassa. Una valida narrazione, eccezion fatta per l'incontro tra i due fratelli che scade nel macchiettistico, coadiuvata da interpreti motivati e totalmente veritieri.

Tyus23 14/12/10 11:22 - 220 commenti

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Tratto da romanzo grafico di John Wagner, A History Of Violence mostra come Cronenberg funzioni benissimo anche trattando temi che non sono i suoi più tipici, cosa confermata anche nel successivo Eastern Promises. Il regista canadese ha il grande merito di non annacquare la vicenda con un'eccessiva durata, piaga di molti film di questo genere, girando un film carico di tensione e puntellato da magnifiche esplosioni di violenza. Viggo Mortensen ed Ed Harris fanno il resto. Molto buono.

Zutnas 19/06/11 16:32 - 85 commenti

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Chi usa la violenza ha ragione, se lo fa per autodifesa. Così padre e figlio nei diversi contesti ricorrono alla forza e vengono alla fine in qualche modo comunque ricompensati. Critica all'ipocrisia dell'America e in fondo dell'indole umana che condanna l'omicidio ma celebra chi uccide "il cattivo". Ottimo film, ricco di tensione e con bravi attori, da vedere.

Didda23 21/12/11 00:20 - 2310 commenti

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Cronenberg, abbandonato qualsiasi vezzo formalmente scintillante, dipinge un affresco duro ed essenziale della deriva violenta della società americana; il regista critica critica aspramente la legittimazione e l'accettazione della violenza nel vivere quotidiano. Gli amplessi, assenti nella sceneggiatura, sono stati fortemente voluti da Cronenberg per dare maggiore spessore psicologico ai personaggi. Viggo regala uno degli sguardi più inquietanti di tutti i tempi. Finale emozionante. ****
MEMORABILE: Lo sguardo del mitico Viggo.

Pinhead80 13/03/12 21:46 - 4070 commenti

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Cronenberg dimostra ancora una volta di sapere il fatto suo. Riesce benissimo nell'intento di dare un duplice ritmo al film, lento e pacato nella prima parte e intenso, quasi furioso, nella seconda. Questo permette di porre l'accento sul cambiamento di personalità del protagonista e sugli stati d'animo delle persone che egli ha attorno. Mortensen riesce a ogni sguardo a far cambiare idea allo spettatore. Le due scene di sesso racchiudono in sè tutta l'essenza dell'opera. Stupendo.

Gaussiana 1/05/12 23:45 - 121 commenti

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Magnifico Viggo Mortensen in questo film di Cronenberg che stavolta (già si era visto che stava mutando con i film precedenti) palesa ossessioni violente più tradizionali, meno orrorifiche. Il "mostro" è la violenza classica, quella della malavita organizzata, dell'uomo in quanto tale, della società americana. Risulta un buon film, piacevole da vedere (e l'amore per la carne del regista canadese non manca neanche qui); anche se non è come i capolavori dei primi tempi si riconosce la mano di chi sa giocare con la mostruosità della psiche.

Rullo 14/06/12 19:38 - 388 commenti

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È davvero una storia di violenza, quella raccontata da Cronenberg. Violenza grafica sapientemente sfruttata per impressionare lo spettatore. Un grande intreccio per le storie, le vite dei personaggi di Joey e di Tom, che portano tutte ad un'unica conclusione (se così si può definire). Viggo Mortensen è bravo, è inquietante, per merito suo ma anche di Cronenberg, che confeziona una piccola perla.

Mtine 30/12/12 14:39 - 224 commenti

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E' a mio avviso un film poco cronenberghiano: la mano del regista si vede solo in qualche sequenza iperviolenta o nelle scene di sesso. Questo può essere sia un pregio che un difetto: l’opera pecca infatti di autorialità, dovuta anche a una storia prevedibile e tirata per le lunghe. Tuttavia il film è decisamente meno pachidermico rispetto alle opere precedenti del regista canadese (Inseparabili, per esempio) e gode di momenti di grande tensione e azione. Forse, come il buon vino, Cronenberg ha smussato i suoi difetti invecchiando. Vedremo.
MEMORABILE: La scena della rapina.

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Deepred89 2/01/13 01:16 - 3378 commenti

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La classica provincia americana, la classica famiglia americana e all'improvviso la violenza. Il nuovo Cronenberg, quello meno cronenberghiano, inizia qui: una riflessione sul rapporto degli uomini col proprio "dark passenger", in grado di esercitare una straniante attrazione verso gli improvvisi e furiosi attimi di follia delle sue sequenze e dei suoi personaggi (oltre alle stragi e agli sguardi del protagonista, si pensi alla rivalsa contro i bulli). Si diventa complici senza sensi di colpa. Costruzione piuttosto semplice, ma che forza!
MEMORABILE: Le irruente, concise, esaltanti scene di violenza.

Mickes2 25/01/13 09:03 - 1668 commenti

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La violenza alberga in ogni dove, sorta di tunnel senza vie d’uscita o redenzione, circolo vizioso soffocante e claustrofobico. Asciutto, diretto, smagliante, è la storia di un passato che ritorna, nefando e inesorabile, a scoperchiare la soave e amorevole tranquillità del quotidiano famigliare. Dal piano sequenza iniziale di 4 minuti si possono già iniziare a scorgere le atmosfere e la cifra stilistica del nuovo Cronenberg. La fotografia plasticosa e slavata accentua un realismo/astrattismo che ipnotizza, i controcampi intensificano il tutto.
MEMORABILE: Il primo scontro a fuoco; Il finale.

Giacomovie 8/11/13 19:43 - 1362 commenti

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Una storia di violenza che deriva dalla storia di un segreto, quello che nasconde un individuo dalla doppia vita e dal passato oscuro. Sul suo mistero che stravolge la vita di una famiglia Cronenberg costruisce un film denso e stringato, teso e linearmente ambiguo, con scene violente giustificate dal contesto e un'attenzione al rilievo di ogni inquadratura da cui risultano immagini di qualità superiore. ***!

Nicola81 16/03/15 21:48 - 2108 commenti

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L'altra faccia del sogno americano secondo Cronenberg, che arricchisce la visione con alcune sequenze di violenza caratterizzate da un realismo e da una spettacolarità non comuni. Gli attori forniscono ottime prove (perfetti Mortensen e la Bello, raggelante Harris, bravo Hurt), ma la storia ha il fiato decisamente corto e per arrivare ai canonici 90 minuti è necessario allungare il brodo con i problemi di bullismo del figlio adolescente e con l'inserimento di un paio di scene di sesso. Buono, ma l'entusiasmo che ha suscitato mi pare eccessivo.

Belfagor 19/06/15 18:21 - 2635 commenti

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Cronenberg si allontana dal proprio elemento mutageno ma ne mantiene il senso di estraniamento e disumanizzazione per narrare questo western moderno nel quale il vero mostro è il passato al quale il protagonista (un ottimo Mortensen) cerca di sfuggire. Ne esce un ritratto freddo, anche se non gratuitamente cinico, del sogno americano e dei miti che lo nutrono: la famiglia non è né eterna né incorruttibile, il self-made man nasce dalla sofferenza altrui, la violenza non è un momento esaltante ma solo una bestiale e angosciante necessità.
MEMORABILE: L'amplesso sulle scale; La scena finale, pesante come un macigno nel suo realismo.

Almicione 13/10/15 02:00 - 765 commenti

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Cronenberg scavalca i limiti dei suoi generi e approda nel thriller-gangster conservando artificiosità, freddezza e disarmonia (si spera deliberatamente cercati). Ma non c'è niente che convinca in questa pellicola, a partire dall'intreccio delle narrazioni che non esalta lo spettatore, il quale non viene certo sorpreso dal colpo di scena della sceneggiatura. Per quanto riguarda la regia sembra sia invecchiata male. Mortensen è completamente fuori ruolo mentre Shore non è mai uscito dal fantasy. Del tutto niente appaga.

Lythops 19/11/15 15:33 - 980 commenti

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Cronenberg, messi da parte i suoi paramostriciattoli in lattice, lascia comunque la sua firma in questo film ambientato a Milbrok (Indiana, in realtà siamo nella sua omonima canadese). L'autore lascia comunque la sua firma nelle sequenze di violenza, nei residui di essa, nella trasformazione interiore dei personaggi, nelle atmosfere ambigue dove il confine tra il bene e il male è labile e le persone si trasformano. Il film è pervaso da una inquietudine strisciante, indubbia specialità del regista. Ottimi gli effetti e la sceneggiatura. Teso.

Ultimo 17/08/16 19:05 - 1445 commenti

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Un Viggo Mortensen padre di famiglia dal passato che non ti aspetti è il vero protagonista di questo ottimo film firmato Cronenberg. Il regista alterna momenti di tranquilla vita familiare con scene di una violenza inaudita (la rapina al bar, ma anche il rapporto sessuale sulle scale...) che permettono al film di elevarsi a grande prodotto di genere. Lo stato di malessere nello spettatore sale di minuto in minuto, di pari passo con la trasformazione del protagonista. Convincenti anche Maria Bello e Ed Harris. Da vedere.

Il ferrini 15/08/16 16:21 - 1810 commenti

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Grandiosa prova di Mortensen ma anche di William Hurt, il fratello "cattivo" (se mai in questo film esistano personaggi buoni). L'immancabile corpo sfigurato (una costante dei film di Cronenberg) qui è quello di un convincente Ed Harris, ma neanche lui è il mostro, perché la violenza stavolta è ovunque: nella malavita, in famiglia, nel bullismo scolastico, perfino nel sesso coniugale. Una regia impeccabile che eleva una storia nella media a ottimo cinema.
MEMORABILE: Il violentissimo scontro fra Mortensen e la banda di Harris nel giardino di casa.

Minitina80 29/04/17 08:12 - 2512 commenti

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Cronenberg centra ancora una volta il bersaglio mettendo sotto la lente la violenza che si nasconde dietro l’uscio di una porta in cui alberga una famiglia modello. Ne viene fuori un’opera glaciale e distaccata in cui si avverte il clima torbido che serpeggia dietro ogni angolo. Il cast è all’altezza e tra tutti spicca Ed Harris, con cui si finisce per pendere dalle labbra ascoltando ogni sua parola. Da un certo punto in poi non è difficile prevedere come vada a finire, ma la vera anima del film è da cercare altrove.

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Pesten 4/06/17 12:16 - 652 commenti

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Film "semplice" se paragonato ai lavori che hanno reso Cronenberg celebre, ma non per questo di livello inferiore. Il regista prende spunto da una graphic novel per costruire una denuncia sulla malavita negli Stati Uniti e grazie a un ottimo Mortensen e a un sapiente uso della violenza e della ferocia, crea un film dalla storia abbastanza semplice e lineare ma dallo svolgimento fluido e implacabile. Un ottimo film.
MEMORABILE: La scena nel diner; La recitazione di Mortensen.

Alex1988 2/09/17 18:03 - 714 commenti

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Soggetto tratto da un fumetto, a dire il vero non del tutto originale, al quale però Cronenberg sa dare il giusto spessore. La storia ha dei rimandi al Cane di paglia di Peckinpah, seppur si tratti, in fin dei conti, di un noir. Il cast riesce a fare del suo meglio, dai protagonisti fino a Harris e Hurt (candidato all'Oscar). Insomma, un film che lascia il segno!
MEMORABILE: Gli amplessi tra Mortensen e Maria Bello; Le varie uccisioni.

Anthonyvm 6/10/18 23:43 - 2613 commenti

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Più coinvolgente de La promessa dell'assassino, si tratta di un solido dramma crime che, pur non raccontando una storia originale o particolarmente incisiva, conserva nel suo clima freddo e nelle crude scene di violenza (non eccessive ma disturbanti, vive e dolorose), nonché nell'ottima prova del cast, la sua vera forza. Cronenberg dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, il suo talento anche con materiale meno surreale e carnoso del solito. I colpi di scena arrivano senza travolgere, freddi e diretti come il resto del film.
MEMORABILE: La scena del bar; La presentazione di Ed Harris; La sparatoria davanti casa; La passionale scena di sesso fra i coniugi sulle scale; Il crudo finale.

Puppigallo 6/09/18 10:48 - 4592 commenti

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Film crudo, asciutto, che si mantiene a buoni livelli, sia dal punto di vista della narrazione, che della tensione, senza però spiccare definitivamente il volo. L'ostinazione del protagonista nel negare quella che, a un certo punto, è lampante evidenza, può anche risultare quasi irritante. Ma l'altissima posta in palio (la famiglia) ne giustifica il comportamento. Il finale, pur essendo un po' eccessivo, è comunque in linea con la pellicola.
MEMORABILE: Faccia spappolata; Addio naso; "Quando mamma ti ha portato a casa dall'ospedale, ho tentato di strangolarti nella culla...i ragazzini lo fanno".

Rocchiola 2/04/19 09:01 - 898 commenti

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Quando nessuno se lo aspettava più Cronenberg risorge con questo neo-noir tratto da un romanzo a fumetti e che anzi rimane il suo capolavoro assoluto. Il regista aderisce pienamente alle regole del genere con uno stile classico ed essenziale. Ma tra le righe tornano a far capolino le sue tematiche preferite come la disgregazione familiare di Brood, i corpi deturpati di Scanners e Videodrome e la metamorfosi, qui raffigurata dal protagonista in cui albergano due identità diverse e Inseparabili. Ma è anche un film sulla fine del sogno americano.
MEMORABILE: Il piano sequenza inziale nel motel; Lo scontro nella tavola calda; Le due scene di sesso tra Tom e Edie; L'intenso finale solo apparentemente lieto.

Bubobubo 19/05/19 22:47 - 1434 commenti

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Fra tutte le pellicole firmate dal Cronenberg del nuovo millennio, oltre che a essere uno dei suoi indiscutibili vertici, è anche il punto di partenza ideale per chi volesse testare l'assoluta fedeltà del regista alle tematiche basilari cui ha consacrato la sua intera carriera, a dispetto di una continua variatio della messa in scena che, nelle ultime uscite, sembra aver messo in difficoltà più di qualcuno. Storia gelida e affilatissima su ambiguità e compenetrazione (anche fisica) di bene e male, interpretata da un cast di assoluto livello.
MEMORABILE: Il ghigno del "nuovo" Tom Stall, mentre si avvicina al figlio; Il finale.

Taxius 18/07/19 15:25 - 1651 commenti

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Spietato killer va in pensione, cambia nome e si fa una famiglia ma il passato in un modo o nell'altro torna sempre a galla. Cronenberg è un grande regista e dimostra di esserlo anche lontano dal genere che lo ha reso immortale, ovvero l'horror (con la mutazione della carne). Thriller elegante e violento che dimostra il suo meglio proprio nelle scene in cui scorre il sangue e che certo non sono poche. Lo stesso Mortensen, smessi da poco i panni di Aragorn, si riconferma un grande attore, senza dimenticare la breve ma intensa parte di Hurt.

Lou 21/07/19 13:47 - 1031 commenti

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Colpisce di questo film di Cronenberg l'asciuttezza della narrazione, con una escalation di eventi tragici che segue uno sviluppo inesorabilmente segnato dalla natura dei personaggi e dal loro passato. Il quadro sociale complessivo che emerge è spietato e desolante. Un cinema senza fronzoli, con interpreti di qualità tra i quali un Mortensen al top.

Noodles 1/01/20 19:07 - 1099 commenti

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Cronenberg sorprende per la sua versatilità confezionando un film che è una grande escalation di violenza e che sottointende che per un criminale è difficile pulire completamente la propria vita. Il passato ritorna. Sicuramente ci sono delle ottime scene e il film è un bel pugno allo stomaco, però risulta un po' sopravvalutato, perché il tema è stato trattato meglio in altre pellicole. Poco di nuovo insomma, ma raccontato tremendamente bene e con un indimenticabile linguaggio asciutto.

Paulaster 24/02/20 10:18 - 3098 commenti

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Un cittadino eroe nasconde la sua vera identità. Cronenberg utilizza un ritmo compassato per dimostrare che la violenza è insita nell'animo umano e la sua esplosione può essere repentina. Ci sono piccole sbavature (i morti in giardino, la resa dei conti col fratello) ma i momenti clou hanno un'ottima tensione (anche a livello erotico). Indovinato il finale, che utilizza la genuinità della figlia più piccola. Mortensen sembra una bomba a orologeria, bene il cameo di Hurt e discreta la Bello.
MEMORABILE: La Bello vestita da cheerleader; Le botte sulle scale; Il silenzio a tavola.

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Kozincev 12/09/20 12:33 - 50 commenti

I gusti di Kozincev

La prima ora è ottima: la regia classica di Cronenberg è al servizio della storia, la tensione è crescente, il mistero si svela a poco a poco; poi una scena gratuita, l'amplesso furioso sulle scale, apre una mezz'ora deludente, che in parte vanifica quanto si era visto prima. L'incontro del protagonista col fratello Richie (un Hurt sgradevolmente gigione) stempera la tensione in un'ironia fuori luogo e la tragedia sfiora la farsa. Intensi (anche se non sempre efficaci) Mortensen e la Bello, poco felice il cammeo di Hurt; eccellente Harris, con viso sfigurato e aplomb imperturbabile.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Rebis • 30/08/08 20:01
    Gestione sicurezza - 4304 interventi
    Edizione in DVD imprescindibile, preziosa e letteralmente illuminante quella realizzata da 01 per il film di Cronenberg attualmente recuperabile a prezzo modesto nei negozi (7,90):

    -Schermo Panoramico 1,85:1
    -Anamorfico 16/9 (Immagine pulitissima e colori brillanti)
    -Lingue Ita - Eng
    -Audio 5.1
    -Sub Ita non udenti - Ita - Eng

    Extra:
    -Acts of violence: uno speciale di oltre un'ora che spiega veramente tutto sulla genesi e la realizzazione del film.
    -Scena 44 tagliata: tutto sulla fantomatica (e impressionante) sequenza tagliata dal montaggio definitivo con le spiegazioni del regista e i segreti sulla realizzazione
    -Raffronto tra la versione americana (cut) e internazionale (uncut - presente sul disco) con le differenze (poche) in parallelo.
    -Speciale sulla presentazione del film in anteprima a Cannes (interviste agli attori e regista, reazioni di critica e pubblico).
    -Trailer
    -Commento audio di Cronenberg per tutta la durata del film... SOTTOTITOLATO IN ITALIANO!

    Davvero impossibile chiedere di più. Da avere.
  • Homevideo Zender • 30/08/08 23:55
    Consigliere - 44424 interventi
    Era ora! Stappiamo le bottiglie per il primo Cronenberg salvato da Maestro Rebis!
  • Discussione Pigro • 9/06/10 18:55
    Consigliere avanzato - 1518 interventi
    Ciao Rebis, mi è capitato sott'occhio il tuo commento e ho notato che finisce con "davvero notevole", che per la legenda davinottica sarebbero 3 pallini e mezzo. Però tu metti la freccia su, che in questo caso sarebbe "straordinario" o "capolavoro". Quindi, a rigore, dovresti dare o lo stesso voto del Davinotti (che infatti ha dato "davvero notevole") oppure concludere il tuo commento con "Straordinario" o "Capolavoro".
    Sì, mi rendo conto che sono pinzillacchere, ma avevo giusto voglia di fare il pedante a quest'ora, e così colgo l'occasione per salutarti... ;-)
  • Discussione Rebis • 9/06/10 20:05
    Gestione sicurezza - 4304 interventi
    Ciao Pigro!
    Grazie per la precisazione, avevo probabilmente scritto il commento senza fare appello al dizionario davinottico ;)

    Per me è uno dei Cronenberg superiori!
    (****!)
    Ultima modifica: 9/06/10 20:06 da Rebis
  • Discussione Greymouser • 9/06/10 20:08
    Call center Davinotti - 561 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Per me è uno dei Cronenberg superiori!
    (****!)


    Assolutamente sì. Io gli ho dato il massimo dei voti *****. Grandissimo cinema.
  • Discussione Rebis • 9/06/10 20:23
    Gestione sicurezza - 4304 interventi
    Greymouser ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Per me è uno dei Cronenberg superiori!
    (****!)


    Assolutamente sì. Io gli ho dato il massimo dei voti *****. Grandissimo cinema.


    io non mi permetto di dargli cinque pallini perché la perfezione... non muta!
    :D
  • Discussione Pigro • 9/06/10 23:09
    Consigliere avanzato - 1518 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Ciao Pigro!
    Per me è uno dei Cronenberg superiori!
    (****!)


    Allora magari di' a Zender di modificare le ultime parole del tuo commento.
    Bye!
  • Discussione Zender • 10/06/10 08:15
    Consigliere - 44424 interventi
    Già corretto :)
  • Discussione Vawe • 19/06/10 17:33
    Galoppino - 94 interventi
    Bellissimo film.
    E' ora che io lo riveda!
  • Homevideo Rocchiola • 2/04/19 09:55
    Call center Davinotti - 1201 interventi
    Il BD della 01 sarà imprescindibile ma non qualitativamente mostra qualche pecca soprattutto in considerazione dell'età di un film mediamente recente. L'edizione italiana credo usi il master della versione americana marchiata New Line del 2009. L'immagine è discreta ma migliorabile. Premesso che su uno schermo di dimensioni medie certe imperfezioni non sono percettibili, resta il fatto che soprattutto nelle sequenze più scure si notano diverse sbavature nei movimenti ed il livello di contrasto è mediocre. Si ha l'impressione di un'immagine non così stabile e definita come invece ci si aspetterebbe da un film relativamente recente. I colori sono invece piuttosto caldi e restituiscono al meglio le tonalità autunnali in un tripudio di verde, giallo e rosso. L'audio in DTS è discreto ma come sempre basso nei dialoghi. Tra gli extra un plauso allo speciale sulla famigerata scena 44 che a mio avviso avrebbe fatto una bella figura nel film.
    Ultima modifica: 2/04/19 10:18 da Rocchiola